Batterie auto elettriche: costo, durata e smaltimento

batterie delle auto elettriche

Le auto elettriche sono ormai una realtà. Quasi ogni costruttore ne propone almeno una a listino e le quote di mercato, anche se a rilento, stanno lentamente salendo. Molti sono gli automobilisti che stanno abbracciando questa nuova filosofia di guida, ma ancora in tanti non sanno esattamente come queste auto funzionano. In questa pratica guida, quindi, parliamo di batterie e vi spieghiamo come sono fatte, come funzionano e soprattutto quanto costa ricaricare.

 

INDICE
Batterie auto elettriche: come sono fatte e come funzionano
Batterie auto elettriche: quelle agli ioni di litio
Batterie auto elettriche: quanto durano?
Batterie auto elettriche: quanto costano?
Batterie auto elettriche: quanto costa la ricarica?

La batteria è uno degli elementi principali che costituiscono un’auto elettrica. Non è soltanto la componente in grado di garantire l’autonomia alla vettura, ma è anche quello che ne determina le prestazioni. Tutto funziona grazie ad un processo chimico che sposta un flusso di elettroni dall’anodo, la sostanza che li cede tramite ossidazione, al catodo che li riceve tramite riduzione. Ma dove si muove questo flusso di elettroni? Si muove all’interno dell’elettrolita che è una sostanza liquida in questo momento, ma che in molti, Tesla in primis, stanno cercano di mettere a punto anche in forma solida per migliorare l’efficienza degli accumulatori. Ecco, è attraverso questo processo che si genera corrente continua.

Auto elettrica: la batteria del futuro è allo stato solido 2

Le batterie agli ioni di litio sono oggi le più diffuse. Sono costituite da un anodo in litio e da un catodo in carbonio e devono il loro successo alla loro elevata densità: ciò significa che a fronte di dimensioni relativamente contenute sono in grado di generare grandi quantità di energia. Inoltre, non soffrono dell’effetto memoria del quale parlavamo nel capitolo precedente, permettendo così cicli di carica e scarica anche parziali. Di contro, il ciclo di vita di queste batterie è abbastanza breve. Dopo circa 5 anni, infatti, la loro capacità di immagazzinare e cedere energia comincia a calare. Attenzione poi alle temperature. Sotto i -10 gradi oppure oltre i 30 gradi, le batterie agli ioni di litio tendono a perdere efficienza.

Uno dei grandi punti interrogativi che sorge quando ci si appresta ad acquistare un’auto elettrica riguarda la durata delle batterie. Non esiste un dato preciso, ad oggi, sulla durata di una batteria. Sarebbe come chiedersi quanto dura un motore a benzina. Non esiste una risposta precisa. Tuttavia, la maggior parte dei costruttori garantisce un’efficienza del 100% mediamente per 8 anni. Oltre tale data la capacità di immagazzinare energia potrebbe cominciare a calare.

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Uno dei maggiori ostacoli alla diffusione delle auto elettriche è dato dal costo delle batterie, ancora molto elevato. Se, malauguratamente, si fosse costretti alla sostituzione della batteria ci si troverebbe di fronte ad una spesa davvero importante. Basti pensare che per una Smart Fortwo EQ il prezzo per questo elemento è di ben 9.043 euro, mentre per una Mercedes EQC si arriva addirittura a 40.120 euro. Ad ogni modo, danneggiare la batteria è praticamente impossibile. In caso di urto, ad esempio, se arrivaste a compromettere la struttura della batteria, vorrebbe dire che avete avuto un incidente tanto violento danneggiare irrimediabilmente anche tutto il resto della vettura. Di conseguenza, il problema della batteria sarebbe relativo, perché andrebbe rottamata tutta l’auto.

Ricarica auto elettriche: quanto costa con A2A 1

La ricarica della batteria prevede dei costi che possono variare in base ad alcuni fattori. Se si sceglie di procedere con la ricarica direttamente dalla propria abitazione, allora il costo dipenderà dalla tariffa energetica della propria rete domestica. Un’alternativa è quella di ricaricare la batteria dell’auto elettrica utilizzando una colonnina. Vediamo nel dettaglio le diverse tariffe in base alla potenza, da un minimo di 22 kWh fino ad un massimo di 150 kWh:

  • A2A: il prezzo varia dai 0,65 ai 0,90 €/kWh.
  • Acea: il prezzo varia dai 0,69 a (valore non definito).
  • Plenitude + Be Charge: il prezzo varia dai 0,65 ai 0,90 €/kWh.
  • Duferco/Energia: il prezzo varia dai 0,59/0,79 ai 0,79/0,89 €kWh.
  • Enel X: il prezzo varia dai 0,69 ai 0,99 €kWh.
  • Ionity: il prezzo rimane costante ed è pari a 0,79 €kWh.

Volvo apre alle ricariche con carta di credito

Volvo apre alle ricariche con carta di credito

Volvo anticipa l’Unione europea sui pagamenti delle ricariche dei veicoli elettrici. Volvo Italia permetterà ai clienti della rete Powerstop di pagare “il pieno di energia” con carta di credito ben prima di quanto stabilito dal regolamento Ue, che parla di aprile 2024. Il servizio sarà disponibile in modalità demo nella concessionaria C.A.R. Room, a Roma, lungo il Grande Raccordo Anulare, e nel 2024, verrà allargato anche alle altre stazioni di ricarica della rete che comprende 22 punti di ricarica ultrafast (almeno 100 kW) lungo le strade principali e che, l’anno prossimo, passerà a 50 stazioni: 30 ultrafast (con le aperture a Vicenza, Magenta, Empoli e Catania) e 20 fast (con potenza di 50 kW).

Il programma Powerstop è stato inaugurato due anni fa e, da quel momento, ha fatto registrare i seguenti numeri: 22 stazioni Powerstop attualmente in funzione; 39.000 ricariche effettuate da inizio attività; 4,5 milioni di km percorsi con le ricariche erogate da Powerstop; 547 tonnellate di CO2 allo scarico non emesse o risparmiate; 910 MWh di energia ricaricata da inizio attività; 23 kWh di energia ricaricata per ricarica (media); 115 km di autonomia ricaricati a ogni sosta (media); 17 minuti di durata media della sosta per la ricarica.

L’importanza di Powerstop

Michele Crisci, presidente e amministratore delegato di Volvo Italia, ha tracciato un primo bilancio di Powerstop in occasione dell’inaugurazione del punto di ricarica C.A.R. Room (aperto, al pari degli altri, anche ai possessori di auto elettriche di altre marche e non solo ai clienti Volvo): “Le stazioni vanno costruite nel punto giusto, dove serve – le parole di Crisci – E, soprattutto, bisogna dare ai clienti la possibilità di ricaricare tranquillamente. Con le stazioni Powerstop abbiamo voluto dare il nostro contributo alla mobilità elettrica per renderla possibile sul territorio nazionale, per viaggiare da Nord a Sud e da Est a Ovest sapendo di poter contare su punti di ricarica veloce dislocati in maniera conveniente”.

Volvo apre alle ricariche con carta di credito 1

Tariffe scontate con il nuovo provider

Tempo di altre novità in casa Volvo, che ha cambiato provider lasciando Plugsurfing per Digital Charging Solutions: il nuovo partner può assicurare una copertura più capillare e funzionalità avanzate integrate nella Volvo Cars App. La collaborazione prevede un prezzo scontato per i soli clienti Volvo di 0,50 €/kWh, disponibile su tutte le infrastrutture di ricarica in Europa con potenza installata superiore a 100 kW. La tariffa agevolata è valida 12 mesi dalla data di consegna della vettura nuova (MY24 e ulteriori). Una volta terminata l’offerta, per continuare a usufruire della tariffa ridotta, l’automobilista dovrà comprare un abbonamento mensile da 14,99 euro; mentre chi non vuole abbonarsi pagherà il prezzo di listino, che sulle Powerstop tramite Volvo Cars app è di 0,94 €/kWh.

Taglio netto alle emissioni di CO2

Parlando di mobilità sostenibile, Volvo ha colto l’occasione per far notare ancora una volta il proprio impegno nella decarbonizzazione, sostenuto anche dai nuovi modelli EX30, EX90 e EM90: la casa svedese vuole abbassare l’impronta di carbonio del ciclo di vita di una vettura del 40% tra il 2018 e il 2025, attuando anche un taglio del 25% delle emissioni nella catena di fornitori entro il 2025.

Oltre a questo, alla conferenza Cop28 di Dubai, Volvo ha annunciato di voler abbassare, entro il 2030, le emissioni di CO2 per autovettura del 75% rispetto al valore di riferimento del 2018. Nei primi nove mesi di quest’anno, le emissioni complessive di CO2 per veicolo sono state più basse del 19% rispetto al 2018.

Con il progetto Elli Volkswagen entra nel mercato dell’elettricità

Con il progetto Elli Volkswagen entra nel mercato dell'elettricità 2

Volkswagen fa sempre più rima con elettricità e tutto ciò che le ruota attorno. Il colosso di Wolfsburg non si accontenta di essere il capofila dell’elettrificazione per quanto riguarda le case automobilistiche tedesche, ma si spinge oltre anche nel campo dei servizi energetici. Per mezzo della controllata Elli, a Volkswagen spetta la palma di primo costruttore a fare l’ingresso nel mercato dell’elettricità e nella Borsa europea dell’energia EPEX Spot.

Elli è molto più di un semplice servizio di ricarica: è anche una piattaforma di scambio di energia che dovrebbe consentire ai clienti di beneficiare di energia elettrica comprata e successivamente rivenduta ai prezzi più convenienti di tutto, il mercato grazie a un sistema di accumulo proprietario.

Come funziona Elli

Elli si basa sull’impiego di stazioni di accumulo costruite con batterie di recupero derivate da Volkswagen e-up! ed è guidata da un sistema di trading digitale che gestisce la compravendita energetica. La stazione standard è formata da 28 batterie complete e 34 moduli cella. All’atto pratico il sistema sorveglia il mercato comprando materialmente l’energia alle condizioni più vantaggiose e tiene sotto controllo anche la quota di rinnovabili in ogni fornitura e la immagazzina nelle proprie stazioni di stoccaggio, per offrirla ai clienti a prezzi vantaggiosi.

Con il progetto Elli Volkswagen entra nel mercato dell'elettricità

Per ora il sistema è ancora nella fase di collaudo, mediante un progetto pilota condotto da Volkswagen After Sales ed Elli, e rappresenta il primo passo per la costituzione di una vera e propria Smart Energy Platform che successivamente dovrebbe estendersi anche alle vetture per mezzo della tecnologia V2G, convertendo le auto in power bank integrati e connessi al sistema di interscambio energetico intelligente. Oggi è possibile collocare automaticamente le offerte in Borsa attraverso la piattaforma: i risultati della negoziazione vengono riportati in un calendario e la batteria è caricata o scaricata in maniera automatica. L’elettricità viene comprata nelle fasce con prezzi bassi e tendenza a un’alta quota di rinnovabili e venduta nelle fasce con prezzi alti e tendenza verso una quota minima di rinnovabili.

Con il progetto Elli Volkswagen entra nel mercato dell'elettricità 1

I piani ambiziosi di Elli

Giovanni Palazzo, ceo di Elli, spiega la strategia dell’azienda e guarda con ottimismo al futuro. “Elli farà progredire in modo significativo la mobilità elettrica e la transizione energetica – le parole del manager – La nostra intenzione è rafforzare ancora di più la posizione di leadership e trasformare Elli in una società di trading leader nella flessibilità dell’uso delle batterie. Il commercio di energia elettrica è una tappa fondamentale di questo percorso e il nostro obiettivo a lungo termine è offrire ai nostri clienti un vantaggio in termini di prezzi dell’elettricità e allo stesso tempo sviluppare nuovi modelli di business ad alto rendimento che rafforzeranno Elli in futuro”.

Auto elettriche: quanto costa ricaricare con Acea

Auto elettriche: quanto costa ricaricare con Acea

Le automobili elettriche ancora non hanno fatto breccia nel cuore (e nel portafoglio) degli italiani, ma l’infrastruttura è in costante crescita. Secondo i dati di Motus-E, pubblicati ogni tre mesi, in Italia alla fine dello scorso giugno c’erano 45.210 punti di ricarica per auto elettriche, 24.942 colonnine e 16.557 location. Rispetto al trimestre precedente, la rete si è allargata grazie all’installazione di 4.037 nuovi punti; invece le wallbox hanno superato quota 400.000 e il parco circolante di vetture elettriche si è attestato a 199.779 unità. Numeri al rialzo anche per le colonnine di ricarica in corrente continua, cresciute di circa 2,5 punti percentuali rispetto al trimestre precedente: a oggi l’85,4% dei punti di ricarica va in AC e il 14,6% in DC. Al momento funziona solo l’80% delle infrastrutture installate: il restante 20% non può essere usato dagli automobilisti per colpa del mancato allacciamento alla rete da parte del distributore di energia o per la mancanza di altre autorizzazioni.

Dal punto di vista della dislocazione sul territorio, il 56% delle infrastrutture si trova nel nord Italia, il 21% nel centro e il 23% nel sud e nelle isole. La Lombardia è la regione più “elettrificata” con 7.657 installazioni; seguita da Piemonte (4.514), Veneto (4.420), Lazio (4.351) ed Emilia-Romagna (3.966). Guardando i numeri a livello globale, la Cina è di gran lunga il Paese con più punti di ricarica pubblici (1,76 milioni), seguita da Corea del Sud, seconda con 210.000 e Stati Uniti con 128.000. In quarta posizione troviamo i Paesi Bassi (124.300), che precedono Francia, Germania, Regno Unito e Italia, che si piazza in ottava posizione. Prendiamo in esame le offerte di ricarica dei veicoli elettrici proposte da Acea S.p.A. (Azienda Comunale Energia e Ambiente), la società pubblica italiana holding di un gruppo attivo nei settori ambientale (gestione dei rifiuti), energetico (produzione e distribuzione di energia elettrica) e idrico.

Toyota Lexus elettrica: ricarica

La card Acea e-mobility

Al posto dei tradizionali abbonamenti, la società romana offre una Acea e-mobility card da 16 euro al mese. È una carta RFID nominativa, abbinata all’account personale da creare sull’app “Acea e-mobility”: una volta completata la procedura è possibile ricaricare la vettura in qualunque posto ci troviamo senza dover usare l’applicazione. Il provider ha scelto questa formula perché il cellulare può scaricarsi o non avere connessione, mentre la card è sempre utilizzabile.

Tariffe a consumo da 0,69 euro/kWh

Se non vogliamo attivare la card e optiamo per il pay-per-use, la prima spesa è rappresentata dalla prenotazione della colonnina, che ha un costo di 0,50 euro. Per le tariffe a consumo Acea e-mobility propone due prezzi: 0,69 euro/kWh per la ricarica Quick (fino a 22 kW di potenza) e 0,89 euro/kWh per la ricarica Fast (fino a 50 kW).

Ricarica auto elettrica: quanto costa con Ionity

Ricarica auto elettrica: quanto costa con Ionity 1

Ionity è una joint venture nata con l’obiettivo di creare un network europeo di stazioni di ricarica ad alta potenza per veicoli elettrici e facilitare i viaggi a lunga distanza. È stata fondata nel 2016 da BMW, Daimler, Ford e Volkswagen Group con Audi e Porsche, a cui, nel 2019, si sono aggiunte Hyundai e Kia. In questi sette anni il consorzio, grazie a varie partnership, è diventato uno dei più importanti in Europa e ora può contare su più di 460 stazioni e oltre 2.200 colonnine (l’obiettivo è raggiungere quota 7.000 entro il 2025), principalmente in Francia, Germania e Spagna. All’Italia, invece, spetta il primato della stazione di ricarica Ionity più grande d’Europa.

L’hub di Affi, in provincia di Verona, è stato inaugurato poche settimane fa e ospita 18 punti di ricarica, con potenza nominale fino a 350 kW, interamente alimentati da energia rinnovabile. La scelta di Ionity di creare il proprio punto di ricarica più grande di Europa ad Affi non è frutto del caso: il piccolo comune è tra i più virtuosi in Italia e nel 2012 ha tenuto a battesimo il primo parco fotovoltaico da 1 MW, installato in una rotonda stradale. Pochi mesi dopo sono arrivate le pensiline fotovoltaiche nel parcheggio di un centro commerciale e due pale eoliche da 2 MW, che coprono quasi per intero il fabbisogno energetico del comune.

Ricarica auto elettrica: quanto costa con Ionity

Abbonamento da 11,99 euro al mese e tariffe da 0,49 euro/kWh

Ionity offre un abbonamento, chiamato Passport, da 11,99 euro al mese, che abbassa il prezzo della ricarica Hpc a 0,59 euro/kWh. Il servizio, disponibile da poche settimane, non ha più nessuna durata minima contrattuale (nel precedente era fissata in 12 mesi), può essere disdetto dando soltanto un mese di preavviso ed è facilmente attivabile utilizzando l’applicazione per smartphone Ionity. Il fatto di non avere nessun vincolo di durata, permette agli automobilisti di scegliere il periodo ideale per sottoscriverlo, come i mesi nei quali si hanno più viaggi in programma. L’attuale abbonamento è anche più economico del precedente, disponibile fino a fine 2022, che costava 17,99 euro al mese. Ionity propone anche le tariffe al consumo, che vanno da 0,49 euro/kWh per potenza fino a 50 kW, a 0,79 euro/kWh per potenza fino a 350 kW. A completare l’offerta ci sono anche le convenzioni con le case automobilistiche.

Ricarica auto elettriche: quanto costa con Duferco Energia

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Duferco Energia è una società con sede a Genova nata nel 2010 per gestire gli impianti fotovoltaici e idroelettrici del Gruppo Duferco. Dopo gli inizi si è specializzata anche nella vendita di energia elettrica e gas per tutti i segmenti di mercato e oggi è impegnata nella transizione ecologica con la produzione di energia da fonti rinnovabili e nella mobilità sostenibile, con servizi e infrastrutture per la ricarica di automobili elettriche. Duferco Energia punta sempre di più sulla e-mobility, come dimostrano le attività dell’ultimo anno.

La società ha stretto una collaborazione con Telepass grazie alla quale è possibile pagare la ricarica dell’auto sulle colonnine pubbliche di Duferco Energia anche mediante l’app Telepass Pay. Inoltre si è anche aggiudicata un finanziamento da 26 milioni di euro per l’installazione di 1.800 nuovi punti di ricarica in Italia. La società propone vari servizi per gli automobilisti che guidano una vettura elettrica: abbonamenti e card prepagate, che insieme alle tariffe a consumo completano il pacchetto di offerte. Passiamo in rassegna le varie proposte di Duferco Energia per la ricarica delle auto elettriche.

Abbonamento a 129 euro al mese

Duferco Energia offre un solo abbonamento per la ricarica delle auto elettriche dalle colonnine. Il pacchetto si chiama “Tariffa Flat” e propone 200 kWh al mese a 129 euro (per un costo di 0,645 euro/kWh). Chi sottoscrive questa offerta può ricaricare soltanto alle colonnine Quick e Fast, fino a 50 kW di potenza.

Pay-per-use da 0,59 a 0,89 euro/kWh

Le tariffe a consumo variano a seconda dei giorni (dal lunedì al sabato e domenica e festivi), della fascia oraria e della potenza erogata dalla colonnina di ricarica. I prezzi vanno da 0,59 euro/kWh per la ricarica alle colonnine Quick e Fast (fino a 50 kW di potenza) a 0,89 euro/kWh per le colonnine Ultra Fast, che erogano una potenza dai 50 kW in su. Questo il dettaglio delle tariffe a consumo proposte dalla società genovese.

Dal lunedì al sabato

  • dalle 10 alle 12: 0,79 euro/kWh su Quick e Fast e 0,89 euro/kWh su Ultra Fast;
  • dalle 12 alle 15: 0,59 euro/kWh su Quick e Fast e 0,79 euro/kWh su Ultra Fast;
  • dalle 15 alle 22: 0,79 euro/kWh su Quick e Fast e 0,89 euro/kWh su Ultra Fast;
  • dalle 22 alle 10: 0,59 euro/kWh su Quick e Fast e 0,79 euro/kWh su Ultra Fast.

Domenica e festivi:

  • sempre 0,59 euro/kWh su Quick e Fast e 0,79 euro/kWh su Ultra Fast.

È possibile ricaricare la propria auto anche dalle infrastrutture degli altri operatori in roaming, al costo di 0,79 euro/kWh su Quick e Fast e 0,89 euro/kWh su Ultra Fast.

Tre offerte prepagate

Duferco Energia propone anche pacchetti prepagati, con una validità di tre mesi, per ricaricare su infrastrutture Quick e Fast. Queste le tre diverse offerte: 100 kWh (equivalenti a 600 km) a 65 euro a un costo di 0,65 euro/kWh; 150 kWh (900 km) a 95 euro (circa 0,63 euro/kWh) e 400 kWh (2.400 km) a 249 euro (circa 0,62 euro/kWh).

Ricarica auto elettriche: quanto costa con Be Charge

Ricarica auto elettriche: quanto costa con Be Charge

Be Charge è una società controllata da Plenitude, che fa parte del Gruppo Eni, dedicata alla mobilità elettrica e alla diffusione delle infrastrutture di ricarica per i veicoli elettrici. Al momento possiede oltre 15.000 colonnine per la ricarica pubblica in Italia e ha l’obiettivo di arrivare a quota 30.000 entro il 2026. La rete di Be Charge, una delle più vaste presenti sul territorio italiano, è formata da punti di ricarica a corrente alternata (Quick, fino a 22 kW) e a corrente continua (Fast fino a 99 kW, Fast+ fino a 149 kW e Ultrafast superiori a 150 kW).

Be Charge offre una vasta possibilità di scelta agli automobilisti che guidano un’auto elettrica, per venire in contro alle svariate necessità di un numero più alto possibile di utenti. La società controllata da Plenitude propone sia abbonamenti che card prepagate, che si vanno ad affiancare alle tradizionali tariffe al consumo. Passiamo in rassegna le varie offerte della società italiana.

Quattro abbonamenti

L’offerta prevede quattro soluzioni differenti: i prezzi oscillano da 20 a 175 euro al mese e i kWh vanno da 50 a 500. Ovviamente sottoscrivendo un abbonamento, il costo dei kWh si abbassa rispetto alla tariffa al consumo. Il primo abbonamento è il Be Light 50 che assicura 50 kWh con 20 euro al mese (0,40 euro a kWh); mentre Be Regular 100 offre 100 kWh per 38 euro al mese (0,38 euro a kWh). Gli automobilisti che percorrono tanti km con un’auto elettrica possono scegliere tra il pacchetto Be Large 250, da 250 kWh e 90 euro al mese (0,36 euro a kWh) e Be Electric 500 che dà 500 kWh a un costo di 175 euro al mese (0,35 euro a kWh).

Il pay-per-use da 0,60 euro a kWh

Le tariffe a consumo variano a seconda della potenza erogata dalla colonnina di ricarica. Be Charge propone, anche in questo caso, quattro pacchetti. L’offerta base è rappresentata dalla ricarica Quick che fornisce fino a 22 kW in AC a un prezzo di 0,60 euro a kWh; il passo successivo è la ricarica Fast, fino a 99 kW a 0,85 euro/kWh. I kWh salgono a 149 con Fast+, che ha un costo di 0,90 euro a kWh; mentre Ultrafast offre una potenza fino a 150 kW, in DC per 0,95 euro a kWh.

Ricarica auto elettriche: quanto costa con Be Charge 1

Le ricariche prepagate

Be Charge propone anche i pacchetti prepagati che vanno consumati entro sei mesi dalla data di acquisto. Chi sceglie questa soluzione si assicura un piccolo risparmio rispetto a quanto spenderebbe in pay-per-use. Le offerte sono: Be Card 50 (costa 50 euro e offre 53 euro di credito), Be Card 100 (100 euro, per un valore di 110 euro) e Be Card 150 (150 euro, per 170 euro di credito).

Un patto con Porsche

Nei mesi scorsi Plenitude e Porsche hanno firmato un accordo di interoperabilità che permette alle vetture dello storico marchio di ricaricarsi in tutte le colonnine Plenitude+Be Charge dislocate sul territorio italiano. Gli automobilisti che possiedono un’auto tedesca potranno accedere ai punti di ricarica a corrente alternata, fast e ultrafast presenti in città e nei tratti a media e lunga percorrenza.

Insieme a LeasePlan per agevolare la ricarica delle auto a noleggio

Recentemente Plenitude ha siglato un patto anche con LeasePlan per rendere ancora più facile la ricarica delle auto elettriche acquistate con la formula del noleggio a lungo termine. La partnership tra le due società prevede pacchetti per imprese e privati, erogati dalla controllata Be Charge, come la fornitura di wallbox e colonnine oltre alla reportistica avanzata dei consumi.

Ricarica auto elettriche: quanto costa con Enel X Way

Ricarica auto elettriche: quanto costa con Enel X Way

Enel X Way è fra le aziende leader nella ricarica pubblica. La società del gruppo Enel si occupa di mobilità elettrica, non solo in Italia e, tra punti di ricarica installati direttamente e condivisi con altre imprese, vanta l’infrastruttura più diffusa sul nostro territorio. Non solo: se prendiamo in considerazione i 16 Paesi nei quali è presente, i punti di ricarica raggiungono quota 290.000.

La società è in continua espansione e, recentemente, ha firmato un protocollo d’intesa con Aci (Automobile Club d’Italia) per avviare una partnership per valorizzare l’eMobility italiana. Con questo accordo le due realtà vogliono studiare congiuntamente il posizionamento dei nuovi punti di ricarica sul territorio nazionale e accelerare lo sviluppo della mobilità elettrica in tutta Italia. Enel X Way e Aci cercano un’intesa per promuovere lo sviluppo capillare delle varie colonnine di ricarica nella penisola: da quelle in corrente alternata (AC), con potenze fino a 22 kW, alle HPC da oltre 300 kW, in grado di erogare il pieno di energia alla vettura elettrica in circa 20 minuti. Vediamo le offerte attuali del provider.

I prezzi degli abbonamenti

Enel X Way ha da poco aggiornato i prezzi degli abbonamenti per la ricarica delle auto elettriche, presentando anche sconti interessanti fino al prossimo primo agosto. Si parte con il piano City, che per 39 euro al mese, offre 80 kWh a un prezzo di 0,49 euro/kWh. La seconda proposta si chiama Travel e dà accesso a 160 kWh al mese di ricarica pagando 69 euro, con un prezzo unitario di 0,43 euro al kWh.

L’ultima offerta è Travel Plus, che fornisce 320 kWh al mese, l’equivalente di 1.600 km, secondo Enel X Way. Il costo mensile è di 99 euro, sempre in offerta fino al primo agosto, e abbassa il costo di un kWh a 0,31 euro. Inoltre è compresa in omaggio la tessera Enel X Way, che vale 16 euro. Questa promozione è fatta su misura per dare un premio a chi percorre tanti chilometri con un’auto elettrica. Le tariffe intere, che saranno attive dal 2 agosto, sono di 49 euro al mese per il piano City; 79 euro per Travel e 129 euro per Travel Plus.

Ricarica auto elettriche: quanto costa con Enel X Way 1

Le tariffe pay per use e piani OpenCharge

I costi per kWh aumentano se si sceglie di pagare al consumo. Per chi vuole ricaricare la propria auto con la modalità pay per use, attaccandosi a una colonnina a corrente alternata (fino a 22 kW), il prezzo è di 0,69 euro a kWh. Chi ricarica attraverso una colonnina a corrente continua (DC) fino a 100 kW dovrà pagare 0,89 euro/kWh; mentre per chi usufruisce di una HPC da oltre 150 kW il prezzo sale a 0,99 euro/kWh.

L’offerta si completa con i piani OpenCharge, che assicurano due “pieni” alle colonnine pubbliche e ricariche illimitate a casa. Queste le tre formule proposte da Enel X Way: OpenCharge 20 (per vetture elettriche con batteria fino a 20 kWh, al costo di 50 euro al mese); OpenCharge 50 (per auto elettriche con batteria da 21-50 kWh, 80 euro al mese) e OpenCharge 75 (per auto elettriche con batteria da 51-75 kWh a 120 euro al mese).

Modifiche e aggiornamenti a portata di app

Tutti gli abbonamenti verranno aggiornati in automatico al momento del rinnovo mensile. Gli abbonati non dovranno fare niente: le nuove condizioni compariranno nell’app, che permette anche di modificare in autonomia il proprio piano in base alle esigenze di mobilità e di ricarica. In caso di disattivazione di un abbonamento, sarà applicata la tariffa pay per use basic.

Aggiornamento anche per l’applicazione, che ora consente di pianificare i viaggi ed è dotata di un sistema di prenotazione e monitoraggio dei punti di ricarica migliorato rispetto alle versioni precedenti.

Ricarica auto elettriche: quanto costa con A2A

Ricarica auto elettriche: quanto costa con A2A 1

L’amore tra gli automobilisti italiani e l’auto elettrica, al momento, non è ancora sbocciato. Ma il futuro, già deciso a tavolino dalla politica a livello europeo, spinge nella direzione delle vetture alla spina e, prima o poi, la loro quota mercato è destinata a salire e abbandonare il 3,1% attuale. Le infrastrutture si stanno potenziando al fine di poter garantire la ricarica delle auto elettriche. La presenza delle colonnine di ricarica sul territorio italiano sta aumentando sempre di più, guardando al 2035, anno in cui non sarà più possibile acquistare vetture nuove a combustione.

I costi di ricarica rappresentano una voce di spesa fondamentale per i possessori di una vettura a batteria: sapere quanto costa il “pieno” di energia del proprio mezzo e quali opzioni si hanno a disposizione diventano un passaggio imprescindibile prima della decisione di acquistare un’auto alla spina. Di solito le tariffe al consumo sono più alte rispetto all’abbonamento, soluzione preferita dalla maggior parte degli automobilisti. Vediamo di seguito le varie offerte, sia per quanto riguarda il pay-per-use che gli abbonamenti, della società italiana A2A.

Abbonamenti da 16 a 90 euro al mese

L’abbonamento è l’opzione che garantisce i maggiori risparmi e per questo è adottata da tantissimi possessori di auto elettriche. Il canone mensile di A2A va da 30 a 280 kWh pagando una cifra fissa che varia da 16 a 90 euro al mese, a seconda del pacchetto scelto, facendo scendere i costi della ricarica fino a 0,32 euro/kWh. Il gestore italiano offre quattro diverse formule: il pacchetto E-Moving Small costa 16 euro al mese e garantisce 30 kWh a un costo di 0,53 euro/kW; E-Moving Medium per 29 euro al mese assicura 80 kWh a 0,36 euro/kW; E-Moving Large con 60 euro al mese fornisce 180 kWh a 0,33 euro/kW; infine E-Moving Extra assicura 280 kWh al mese per 90 euro, con il prezzo che scende a 0,32 euro/kW. Chi non vuole sottoscrivere un abbonamento, ma preferisce pagare al consumo, deve fare i conti con la tariffa che cambia in base alla potenza delle colonnine e, in qualche caso, anche al tipo di presa. Il costo minimo è di 0,56 euro/kWh, mentre il più elevato raggiunge 0,95 euro/kWh.

Ricarica auto elettriche: quanto costa con A2A

Chi è A2A e quali piani ha per il futuro elettrico

A2A spa è una società multiservizi italiana quotata in Borsa a Milano. È nata il primo gennaio 2008 a seguito della fusione per incorporazione in AEM spa Milano, di ASM Brescia spa e AMSA. Si occupa di vari settori: ambiente, energia, calore, reti e tecnologie per le città intelligenti.

L’azienda lombarda vuole raggiungere il completo azzeramento delle emissioni dirette e indirette entro il 2040, dieci anni prima rispetto all’obiettivo mondiale, fissato per il 2050. Per ottenere questo risultato A2A ha stanziato 18 miliardi di euro di investimenti in 10 anni: 7 per l’economia circolare e 11 per la transizione energetica. L’auto elettrica ha un ruolo fondamentale per raggiungere l’obiettivo: l’azienda vuole installare 24.000 punti di ricarica entro la fine di questo decennio, tra colonnine a bassa potenza in corrente alternata, fino a 7 kW, e quelle fast in DC, da oltre 50 kW. A2A vuole proporre sia la modalità di erogazione lenta, per esempio la notte, sia quella rapida, che si rifà a quella delle stazioni di rifornimento tradizionali.

La ricarica in autostrada: per l’Italia sogno o realtà?

Auto elettrica: ecco come funziona la ricarica wireless 1

L’abbiamo detto tante volte, uno dei nodi cardine intorno al quale si sviluppa l’attuale diffusione dell’auto elettrica è quello della ricarica. Le moderne auto elettriche non sono ancora in grado di assicurare autonomie in grado di soddisfare le esigenze di mobilità di chi ha bisogno di percorrere tanti chilometri. Per questo motivo, poter contare su un’infrastruttura di ricarica diffusa e performante è fondamentale per poter affrontare davvero questa transizione verso l’elettrico. Infatti, da qualche anno a questa parte in Italia si sta lavorando alla definizione di un importante piano di sviluppo della rete di ricarica che prevede, tra le altre cose, l’istallazione di molti punti di ricarica sulle nostre autostrade.

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La situazione attuale

Allo stato attuale, secondo un’analisi condotta da Motus-E, sono 118 i punti di ricarica presenti sulle strade ad alta viabilità italiane. Di questi il 22% è a corrente alternata e con potenza inferiore o uguale a 43 kW. Il 78%, invece, è a corrente continua e con potenza superiore ai 43 kW. Di questi, circa la metà (il 48%) ha una potenza pari o superiore a 150 kW. Numeri quindi ancora molto bassi per permettere a chi ha un’auto elettrica di poter affrontare un viaggio lungo in tempi ragionevolmente simili a quelli richiesti per il medesimo spostamento con un’auto ad alimentazione tradizionale.

Auto elettrica: ecco come funziona la ricarica wireless 2

Il progetto madre

Ad oggi sono molte le aziende e i progetti attivi sul fronte della ricarica in autostrada. Uno dei più importanti è quello messo a punto da Free To X, una startup del gruppo Autostrade per l’Italia (Aspi) attualmente i cantieri aperti sono diciassette con l’obiettivo di portare “una copertura uniforme da Nord a Sud della rete di ricarica elettrica nelle aree di servizio”. Il progetto prevede l’istallazione di 100 stazioni di ricarica entro l’estate del 2023, a fronte di un investimento di 75 milioni di euro, installando sei o sette punti di ricarica al mese da qui al prossimo anno. Tutte distanti al massimo 50 km l’una dall’altra.

Parola dell’Antitrust

Intanto l’Antitrust è intervenuta sul tema dettando alcune linee guida da seguire per la realizzazione di questa nuova infrastruttura di ricarica autostradale. Secondo l’Agcom, ogni struttura di ricarica deve essere costituita da almeno due operatori, in modo da permettere agli automobilisti di confrontare le tariffe e scegliere quella più conveniente. Inoltre, ogni punto di ricarica deve avere una potenza di almeno 100 kW. In questo modo i tempi di ricarica potranno essere più simili a quelli di un normale rifornimento con un’auto benzina o Diesel.

Le stazioni di ricarica oggi disponibili

  • Secchia Ovest: A1 Milano-Napoli Km 156.5 direzione Bologna tra Allacciamento A1/A22 e Modena Nord
  • Flaminia Est: A1 Milano-Napoli Km 509.1 direzione Firenze tra Ponzano Romano – Soratte e Magliano Sabina
  • S.Zenone Ovest: A1 Milano-Napoli Km 15.1 direzione Bologna tra Melegnano e Lodi
  • Conero Ovest: A14 Bologna-Taranto Km 239 direzione Pescara tra Ancona Sud e Porto Recanati
  • Secchia Est: A1 Milano-Napoli Km 156.5 direzione Milano tra Modena Nord e Allacciamento A1/A22
  • Giove Ovest: A1 Milano-Napoli Km 481.1 direzione Roma tra Attigliano e Orte
  • Teano Ovest: A1 Milano-Napoli Km 708,4 direzione Napoli tra Caianello e Capua