Pneumatici estivi: ecco i migliori modelli 2025, consigliati da Norauto

Pneumatici estivi: ecco i migliori modelli 2025, consigliati da Norauto 3

Nella scelta degli pneumatici estivi più adatti per la tua auto, affidarsi a marchi conosciuti è il miglior modo per garantire sicurezza e prestazioni ottimali al tuo veicolo.

Con l’estate 2025 alle porte, diventa fondamentale comprendere quali sono i profili migliori che possono massimizzare l’aderenza su asfalto caldo, migliorare la resistenza all’aquaplaning e ottimizzare i consumi della tua auto.

Scegliere le gomme estive giuste non è solo una questione di conformità alla normativa (che ne prevede l’obbligo dal 15 aprile al 15 maggio), ma un vero e proprio investimento in termini di sicurezza, efficienza energetica e durabilità che può fare la differenza nella tua esperienza di guida quotidiana.

Nelle prossime righe vedremo quindi quali sono i migliori profili per l’estate 2025, grazie anche al prezioso aiuto degli esperti di Norauto, leader italiano nella vendita di pneumatici e ricambi auto online, di cui ti consigliamo anche di visitare la relativa pagina dedicata alle gomme estive disponibile sul sito web ufficiale.

Pneumatici estivi: ecco i migliori modelli 2025, consigliati da Norauto

Quando montare gli pneumatici estivi

La normativa italiana stabilisce che il cambio gomme da invernali a estive debba essere effettuato obbligatoriamente entro il 15 maggio, con un periodo di tolleranza che inizia dal 15 aprile, permettendo così agli automobilisti di organizzarsi senza correre il rischio di sanzioni che possono variare da 422 a 1.695 euro. 

Posticipare il cambio oltre questa data non solo espone a multe salate, ma rappresenta un serio pericolo per la sicurezza, poiché le mescole morbide degli pneumatici invernali non sono progettate per resistere alle alte temperature estive, causando un deterioramento accelerato e una significativa riduzione delle prestazioni in termini di aderenza e spazi di frenata. 

I profili invernali utilizzati durante l’estate generano un maggiore attrito con l’asfalto, aumentando notevolmente i consumi di carburante e riducendo le prestazioni del veicolo, con un impatto negativo sia sull’ambiente che sul portafoglio dell’automobilista attento all’efficienza.

 

Caratteristiche degli pneumatici estivi

Gli pneumatici estivi si distinguono per una mescola più dura e tasselli meno profondi rispetto ai modelli invernali, caratteristiche specificamente progettate per garantire la massima aderenza su asfalto caldo e asciutto, migliorando significativamente la stabilità e la manovrabilità del veicolo.

Il loro battistrada presenta scanalature longitudinali e trasversali ottimizzate per un efficace drenaggio dell’acqua, riducendo drasticamente il rischio di aquaplaning anche durante i temporali estivi improvvisi, un aspetto cruciale per la sicurezza che spesso viene sottovalutato nella scelta degli pneumatici.

Grazie alla loro struttura ingegnerizzata per le alte temperature, questi profili offrono una minore resistenza al rotolamento, che si traduce non solo in un risparmio di carburante quantificabile tra il 5% e il 7%, ma anche in una significativa riduzione delle emissioni di CO2, contribuendo a un’esperienza di guida più sostenibile e rispettosa dell’ambiente. 

Altro vantaggio non trascurabile è il comfort acustico superiore: la composizione più dura degli pneumatici estivi contribuisce a ridurre il rumore di rotolamento, rendendo ogni viaggio notevolmente più silenzioso e piacevole, un fattore particolarmente apprezzato durante i lunghi tragitti autostradali tipici delle vacanze estive.

Pneumatici estivi: ecco i migliori modelli 2025, consigliati da Norauto 1

Migliori pneumatici estivi Premium

Nel panorama Premium del 2025, il Continental PremiumContact 7 domina la classifica con un eccezionale 75/100 nei test indipendenti, conquistando il titolo di “Migliore del Test” grazie a spazi di frenata ridottissimi (33,7m su asciutto, 27,4m su bagnato). 

Accanto a questo campione troviamo il Michelin Pilot Sport 5 con la sua rivoluzionaria struttura in aramide-nylon che garantisce precisione di guida eccezionale e reattività migliorata del 10%. 

Goodyear propone anche l’Eagle F1 Asymmetric 6 che, grazie alla sua composizione arricchita di resine innovative, offre un grip superiore del 20% e comfort acustico notevole. Meritano attenzione anche il Pirelli P Zero con la sua esclusiva tecnologia anti-rumore e il Bridgestone Potenza Sport, la cui formulazione con nanoparticelle di silice riduce la resistenza al rotolamento del 15%, ottimizzando sensibilmente i consumi.

Migliori pneumatici estivi Midrange

La fascia Midrange propone eccellenti alternative con ottimo rapporto qualità-prezzo, come l’Hankook Ventus S1 evo3 dotato di mescola ProDurable che estende la vita del battistrada del 15% mantenendo prestazioni costanti. 

Notevole anche il Firestone Roadhawk con il suo innovativo sistema Pulse Groove che ottimizza il drenaggio dell’acqua, mentre l’Uniroyal RainSport 5 si distingue per l’innovazione bio-ispirata Shark Skin, perfetta per chi affronta frequentemente strade bagnate. Completano l’offerta il versatile Dunlop Sport Maxx RT2 con la sua tecnologia multi-mescola che bilancia perfettamente prestazioni su asciutto e bagnato, e il Sava Intensa HP2 che, grazie al battistrada asimmetrico di nuova concezione, assicura stabilità eccellente in tutte le condizioni climatiche.

Pneumatici economici di qualità

Nel segmento economico 2025 spiccano alternative sorprendentemente valide, come il Trazano Z-107 che combina comfort di guida con efficienza energetica grazie alla sua struttura avanzata e alla mescola ottimizzata per l’aderenza sul bagnato. 

Il Fulda EcoControl HP rappresenta la scelta ideale per chi cerca risparmio a lungo termine, riducendo i consumi del 7% senza compromettere la sicurezza. 

Per chi affronta spesso piogge improvvise, l’Headway HU901 offre un sistema di dispersione dell’acqua paragonabile a quello di pneumatici premium, mentre l’Ovation VI-388, con la sua innovativa formulazione arricchita di silice, dimostra che anche le opzioni budget possono garantire equilibrio tra durata, comfort e prestazioni senza sacrificare gli aspetti cruciali della sicurezza stradale.

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Alla scoperta degli pneumatici Norauto Prevensys 4

Gli pneumatici Norauto Prevensys 4 rappresentano l’ultima generazione di gomme estive del marchio, prodotti al 100% in Europa con il 5% di materiali riciclati, concepiti per offrire prestazioni superiori rispetto al modello precedente in termini di aderenza, durata, comfort e risparmio, il tutto mantenendo un rapporto qualità-prezzo estremamente competitivo. 

La loro tecnologia anti-aquaplaning avanzata garantisce un controllo ottimale del veicolo anche in condizioni di forte pioggia, mentre la mescola del battistrada ottimizzata con un basso tasso di abrasione permette un maggiore chilometraggio e una longevità superiore, caratteristiche confermate dai 6 speciali indicatori di allineamento integrati che consentono di verificare facilmente eventuali disallineamenti, prevenendo l’usura irregolare degli pneumatici. 

La spalla interna ed esterna chiusa è stata progettata per ridurre al minimo la rumorosità, mentre le scanalature laterali di ampiezza diversa nella zona della spalla permettono un bilanciamento delle frequenze, elementi che, combinati con la nuova mescola che ottimizza la trasmissione della forza dallo pneumatico alla strada, garantiscono non solo un notevole comfort acustico ma anche una significativa riduzione dei consumi di carburante. 

Presso i centri Norauto, oltre all’acquisto dei Prevensys 4 a prezzi vantaggiosi, è possibile usufruire di servizi professionali di montaggio, equilibratura e convergenza, operazioni fondamentali per garantire la massima sicurezza e il rendimento ottimale degli pneumatici, effettuate da tecnici specializzati con attrezzature all’avanguardia che assicurano precisione e affidabilità in ogni fase dell’installazione.

Come scegliere gli pneumatici estivi giusti

Per scegliere il profilo perfetto per la tua auto, è fondamentale verificare le dimensioni adatte consultando il libretto di circolazione, dove troverai una sezione dedicata con le misure omologate per il tuo veicolo, garantendo così la perfetta compatibilità e il rispetto delle normative vigenti. 

In alternativa, controlla la banda laterale delle gomme attuali, identificando i tre valori chiave: larghezza in mm (es. 205), altezza come percentuale (es. 55) e diametro in pollici (es. R16), un passaggio essenziale per la sicurezza del veicolo. 

Non dimenticare di verificare anche l’indice di carico e l’indice di velocità, che devono essere uguali o superiori a quelli prescritti nel libretto per garantire massima sicurezza. Il configuratore online Norauto semplifica tutto: inserisci targa o modello dell’auto per visualizzare solo pneumatici compatibili, con opzioni di consegna gratuita o ritiro in negozio disponibile già un’ora dopo l’acquisto.

Quando sostituire gli pneumatici estivi

Gli esperti del settore raccomandano di non aspettare che il battistrada raggiunga il minimo legale di 1,6 mm, ma di anticipare il cambio quando si scende sotto la soglia dei 3 millimetri.

Non trascurare l’età delle gomme: anche con battistrada adeguato, pneumatici che superano i 5-6 anni possono presentare deterioramenti invisibili come microfessure e indurimenti della mescola che ne compromettono l’efficacia in situazioni critiche. 

Altrettanto importante è monitorare la distribuzione dell’usura: un consumo irregolare del battistrada spesso segnala problemi di allineamento o bilanciamento delle ruote che, se ignorati, accelerano il deterioramento degli pneumatici, causano vibrazioni, riducono la stabilità e aumentano i consumi, impattando negativamente sia sulla sicurezza che sul portafoglio.

Perché acquistare gli pneumatici estivi su Norauto.it

Norauto si distingue come partner ideale per la cura e la manutenzione della tua auto, offrendo non solo una vasta gamma di pneumatici di qualità ma anche prezzi competitivi tutto l’anno, garantendo sempre il massimo risparmio senza compromettere la sicurezza, con opzioni che spaziano dai modelli Premium fino a soluzioni più economiche ma comunque affidabili. 

Il servizio di Garanzia Norauto permette di proteggere i tuoi pneumatici a vita contro i danni accidentali (esclusi i modelli per vetture 4×4, trasporto leggero e Runflat), mentre il Tyre Hotel offre la possibilità di depositare gli pneumatici invernali durante la stagione calda e viceversa, conservandoli in condizioni ideali di temperatura e umidità per garantirne la perfetta conservazione, un servizio particolarmente apprezzato da chi vive in appartamento o non dispone di spazio adeguato per lo stoccaggio. 

L’esperienza d’acquisto è ulteriormente arricchita dalla possibilità di scegliere tra la spedizione gratuita a domicilio per gli pneumatici o il ritiro presso il centro Norauto più vicino a partire da un’ora dopo l’acquisto, con servizi professionali di montaggio, equilibratura e controllo pressione effettuati da tecnici specializzati, disponibili con orario continuato tutta la settimana, domenica inclusa, per adattarsi perfettamente alle esigenze e agli impegni di ogni automobilista.

Articolo in collaborazione con Norauto

Come gonfiare le gomme dell’auto correttamente

Come gonfiare le gomme dell'auto correttamente

I pneumatici sono l’unico punto di contatto tra la strada e il veicolo. mantenerli in un buono stato di conservazione, quindi, è fondamentale per la sicurezza. Tra le operazioni che si dovrebbero svolgere più spesso c’è quella del controllo della pressione di gonfiaggio.

Gonfiare le gomme auto significa garantirne maggiore tenuta, un consumo più omogeneo e una durata prolungata. Per ottenere tale risultato occorre tuttavia seguire alcune regole fondamentali. Vediamo quali.

INDICE
Gonfiare le gomme auto correttamente
Quanto gonfiare le gomme?
Come gonfiare le gomme auto

Gonfiare gomme auto: i valori corretti. Un errore all’apparenza banale, come gonfiare i pneumatici dell’auto in maniera inopportuna, può infatti peggiorare la guidabilità del veicolo e provocare comportamenti anomali che cambiano in presenza di valori pressori inferiori o superiori alla norma.

Per evitare di commettere questo errore è sempre necessario utilizzare un misuratore di pressione gomme. Grazie alla scala riportata su questo strumento sarà possibile effettuare il gonfiaggio gomme in maniera corretta rispettando i valori di pressione raccomandati.

Ogni automobile, com’è noto, viene equipaggiata con pneumatici di misura e caratteristiche tecniche adeguate alla sua potenza e alle sue dimensioni. Le pressioni consigliate sul libretto d’uso e manutenzione o sull’apposita etichetta applicata sulla carrozzeria (solitamente nella cornice interna dello sportello del guidatore) possono dunque differire fra un veicolo e l’altro anche a parità di gomme.

Ciò significa che due veicoli diversi, sebbene equipaggiati con le stesse gomme, possono riportare dei range di pressione del tutto differenti. Insieme alla distrazione, questa caratteristica rappresenta inoltre una delle cause più comuni degli errori di gonfiaggio dei pneumatici.

Gonfiare gomme auto, quando è necessario. Per scoprire se si devono gonfiare i pneumatici può servire del sensore di pressione, uno strumento piccolo ma efficiente, che permette di monitorare in ogni momento lo stato pressorio delle ruote fornendo una rilevazione precisa.

La pressione delle gomme si misura in un valore chiamato “bar”: se per la maggior parte degli pneumatici, il valore corretto si aggira intorno ai 2.0 e 3.0 bar, è sempre opportuno verificare l’etichetta applicata sulla carrozzeria e le condizioni stradali e meteorologiche. Per esempio, in caso di gomme invernali, il valore è diverso: si suggerisce di aumentare il valore normale di 0.2 bar, per via delle condizioni climatiche fredde che condizioneranno la pressione dello pneumatico facendola abbassare leggermente.

Le gomme troppo sgonfie presentano un’impronta a terra maggiorata a causa dell’afflosciamento della spalla, da cui consegue un aumento dell’usura laterale e del rischio di forature. Esse aumentano anche le possibilità di perdere il controllo del veicolo nelle manovre d’emergenza o alle alte velocità, provocando, di conseguenza, un aumento del rischio d’incidenti. Come se non bastasse, circolare con le gomme sgonfie provoca inoltre un maggior consumo di carburante e un degrado precoce del battistrada esterno, facendo così lievitare i costi di manutenzione dell’auto.

Viceversa, una pressione eccessiva dei pneumatici causa una riduzione della loro impronta a terra. Quest’ultima, a sua volta, comporta l’usura precoce del centro del battistrada, l’ovalizzazione delle gomme e, soprattutto, la perdita di aderenza in curva o sulle superfici scivolose.

Prima di gonfiare i pneumatici dell’auto bisogna innanzitutto procedere alla lettura dei range di pressione consigliati sul libretto di manutenzione o sull’apposito adesivo presente sul veicolo. Come regola generale, inoltre, è fondamentale non superare, in eccesso o in difetto, i valori riportati sulla spalla del pneumatico.

In entrambi i casi, infatti, si incide negativamente sulla durata del pneumatico, oltre ad esporsi a rischi relativi ad una scarsa aderenza al fondo stradale e a maggiori costi per il consumo del carburante.

Al fine di garantire un gonfiaggio rapido e ottimale, è opportuno servirsi di un compressore volumetrico (disponibile anche nelle comuni stazioni di servizio) dotato di un’apposita pistola con manometro e di un adattatore compatibile con le comuni valvole Schrader. Gli pneumatici devono poi essere gonfiati rigorosamente a freddo, in quanto il calore prodotto dal rotolamento provoca un aumento della pressione interna, impedendo la corretta misurazione e calibrazione della stessa.

Per gonfiare ognuna delle gomme (inclusa quella di scorta) basta invece rimuovere il cappuccio della valvola, collegare il compressore e azionarlo per pochi istanti, avendo cura di verificare l’aumento di pressione desiderato sul manometro.

La pressione è espressa in bar e viene indicata da due numeri. Il primo si riferisce agli pneumatici anteriori e l’altro a quelli posteriori. Ovviamente, nel gonfiare pneumatici si deve sempre utilizzare la stessa pressione sia per le gomme dell’asse anteriore che per quelle dell’asse posteriore.

 

Obbligo pneumatici invernali: ecco cosa dice la legge

Quando montare gli pneumatici invernali?

Gli pneumatici sono tra i principali strumenti di sicurezza quando si tratta di automobili. Rappresentando l’elemento di contatto tra la strada e la vettura, è importante poter avere a disposizione sempre le gomme giuste in funzione del periodo dell’anno in cui ci si trova a guidare. Proprio per questo il 15 novembre scatta per legge l’obbligo di montare pneumatici invernali che costringe all’abbandono delle gomme estive ormai non più adatte ad affrontare tratti stradali condizionati da scarsi livelli di aderenza a causa delle condizioni meteo rigide.

INDICE
Pneumatici invernali: quali sono?
Pneumatici invernali: come riconoscerli
Pneumatici invernali: il codice velocità
Pneumatici invernali: periodo e date
Pneumatici invernali: la normativa
Pneumatici invernali: le sanzioni
Pneumatici invernali: i vantaggi
Pneumatici invernali: il montaggio

Quando si parla di gomme invernali si intende quella tipologia di pneumatici caratterizzati da un disegno del battistrada specifico, con solchi più profondi, utile ad estrarre un maggior quantitativo d’acqua in caso di pioggia. Gli pneumatici invernali sono dotati anche di mescole più morbide rispetto alle gomme estive in grado di assicurare una migliore aderenza anche in caso di temperature dell’asfalto molto fredde.

Le gomme invernali sono facilmente riconoscibili verificando sulla spalla dello pneumatico la sigla M+S, acronimo di Mud+Snow, che indica la possibilità per gli pneumatici invernali di affrontare sia terreni fangosi che innevati. In alcuni casi è presente anche il simbolo del fiocco di neve riservato, però, solo agli pneumatici che hanno superato specifici test invernali.

5 consigli per scegliere le gomme invernali migliori per la tua auto 2

Non tutte le gomme invernali, però, sono uguali. Ogni pneumatico, infatti, è dotato di una particolare struttura che gli permette di resistere a determinate velocità. Per capire a quanto equivale questa velocità occorre controllare il codice di velocità presente sulla spalla della gomma. I codici sono i seguenti:

  • Q (velocità massima consentita 160 km/h)
  • R (massimo 170 km/h)
  • S (massimo 180 km/h)
  • T (massimo 190 km/h)
  • H (massimo 210 km/h)
  • V (massimo 240 km/h)
  • ZR (velocità consentita superiore ai 240 km/h)

L’obbligo di montare gomme invernali scatta con l’arrivo della stagione fredda per consentire a gran parte degli automobilisti di trovarsi alla guida di auto dotate di pneumatici adatti anche a situazioni meteorologiche avverse. Il termine ultimo per adottare gomme invernali scatta il 15 novembre di ogni anno e si conclude il 15 aprile. A partire da questa data si dovrà procedere all’installazione delle gomme estive.

Il nostro Codice della Strada, all’articolo 6, disciplina il cambio gomme invernali sia sulle vetture che sui mezzi pesanti, ma sono poi gli enti gestori delle singole tratte stradali a stabilire se questo obbligo debba essere applicato o meno. Sarà quindi fondamentale, prima di mettersi in viaggio, verificare che sulla tratta stradale che si dovrà percorrere sia obbligatoria l’adozione delle gomme invernali.

In caso si venga fermati da una pattuglia e non si sia rispettato l’obbligo di gomme invernali si possono rischiare multe salate. La sanzione minima nei centri abitati va da 41 a 169 euro, mentre sulle autostrade e strade extraurbane, principali o assimilate, la sanzione va da un minimo di 85 ad un massimo di 338 euro. Oltre alla sanzione pecuniaria è prevista anche la decurtazione di tre punti sulla patente di guida.

Il cambio gomme invernali non è un capriccio voluto dal legislatore, ma una scelta dettata da ragioni di sicurezza ed economiche. L’adozione di gomme invernali, infatti, comporta una maggior aderenza della vettura in condizioni di asfalto freddo, bagnato, fangoso o innevato. Inoltre la capacità di frenata dell’auto dotata di pneumatici invernali è decisamente superiore su fondi a scarsa aderenza, rispetto a quella di un modello analogo dotato di gomme estive a tutto vantaggio della sicurezza.

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Per montare le gomme invernali sarà sufficiente recarsi dal proprio gommista di fiducia e far compiere a lui l’operazione dato che, una volta installato lo pneumatico, oltre al gonfiaggio dello stesso alla pressione corretta, dovrà essere effettuata l’equilibratura delle quattro gomme. Dato che l’utilizzo delle gomme invernali è limitato in un determinato periodo di tempo, ad ogni cambio gomme è bene riporre quelle sostituite in un luogo asciutto così da aumentare la durata degli pneumatici a tutto vantaggio del portafogli.

Cose da sapere

Quando scatta l’obbligo di montare le gomme invernali?

In Italia le gomme invernali sono obbligatorie dal 15 novembre al 15 aprile di ogni anno. Si ha poi tempo un mese per cambiare gli pneumatici invernali con quelli estivi, cioè fino al 15 maggio.

Come riconoscere le gomme invernali?

I pneumatici da neve devono riportare sul fianco il simbolo gomme invernali “M+S” (abbreviazione di “Mud & Snow”); in alternativa potranno comparire le scritte MS, M/S, M-S o M&S. La presenza delle diciture “da neve”, “all season”, “all weather” o “termiche”, “invernali” non ha invece validità, potendo far scattare sanzioni in caso di controllo.

Quali sanzioni sono previste in caso di violazione dell’obbligo di gomme invernali?

Chi, nel periodo e nelle zone in cui è obbligatorio l’utilizzo di gomme da neve, dovesse circolare senza, è punibile con una sanzione pecuniaria, di ammontare diverso a seconda del tipo di strada percorsa. Le sanzioni scattano 30 giorni dopo l’entrata in vigore dell’obbligo.  Oltre a multe di ammontare maggiore può scattare anche il ritiro del libretto.

Michelin ed Edison insieme per una produzione sostenibile

Pneumatici auto, il mercato riparte dal commercio online – automobile.it 4

L’obiettivo del contenimento delle emissioni di CO2 porta le imprese al ripensamento e all’aggiornamento dei propri impianti produttivi, dato che, alla luce degli accordi sul clima, l’impiego di fonti energetiche rinnovabili diventa imprescindibile. Per aumentare l’efficienza energetica e la sostenibilità del proprio stabilimento di Cuneo, Michelin Italia ha sottoscritto un accordo pluriennale con il colosso dell’energia Edison. Quello piemontese è l’impianto più grande in Europa occidentale della ditta francese, un sito che è in grado di produrre 13 milioni di pneumatici all’anno e che vedrà una riconversione all’insegna della sostenibilità.

Hankook, pneumatici invernali Ultra High Performance 4

Energia pulita grazie al trigeneratore

Le emissioni saranno ridotte per mezzo di nuovi impianti capaci di produrre energia a basso impatto ambientale: Edison provvederà a installare un sistema di trigenerazione ad alta efficienza che produrrà energia elettrica pulita e userà l’energia termica per fornire il vapore e l’acqua per il riscaldamento e la refrigerazione. L’iniziativa garantirà il 97% del fabbisogno energetico dell’impianto di Cuneo e includerà anche impianti fotovoltaici da montare sulle pensiline dei parcheggi e in altre zone dello stabilimento. All’approvvigionamento di energia a basso impatto ambientale concorreranno anche l’impiego di biomassa legnosa a filiera corta e il sistema di caldaie integrato che sarà impiegato per assicurare il vapore necessario per il processo di realizzazione degli pneumatici.

partnership Ford-Continental per vendita pneumatici Semperit

Tutto ruota attorno alle fonti rinnovabili

L’integrazione di questi processi e impianti consentiranno allo stabilimento Michelin di Cuneo di poter contare sul 16% di energia proveniente da fonti rinnovabili, che equivale alla riduzione di emissioni di CO2 di 18.000 tonnellate all’anno. Il prossimo passo sarà il raggiungimento del 100% di energia pulita, grazie all’impiego di combustibili alternativi come il biometano e l’idrogeno, in grado di apportare benefici sia dal punto di vista dell’impatto sull’ambiente che da quello economico, grazie al contenimento dei costi energetici. Il contratto fra i due colossi ha una durata di 15 anni e prevede che Edison usi anche la rete di trasmissione nazionale per fornire all’impianto di Cuneo energia elettrica derivante e certificata da fonti rinnovabili oltre a quella prodotta nella stessa fabbrica piemontese. L’accordo rappresenta un ulteriore passo in avanti di Michelin verso la progressiva riduzione delle emissioni, secondo la politica aziendale che ha come obiettivo, entro il 2030, la riduzione del 50% delle emissioni di CO2 rispetto al 2010, e il raggiungimento di quota zero entro il 2050.

Pneumatici sostenibili: un nuovo logo per identificare quelli “green”

Pneumatici sostenibili: un nuovo logo per identificare quelli "green" 1

Rendere una vettura sostenibile nell’intero ciclo produttivo è uno degli obiettivi dell’industria automotive e, per raggiungerlo l’elettrificazione a vari livelli dei powertrain da sola non può essere sufficiente. Per questo, già da tempo, i costruttori e le imprese che forniscono componenti per le auto, hanno iniziato a usare materiali di origine vegetale o riciclati, per la realizzazione dei nuovi veicoli. La novità più recente a tal proposito è il debutto di un inedito logo che caratterizza gli pneumatici costruiti impiegando come minimo il 50% di materiali riciclati.

Il ruolo fondamentale degli pneumatici nella riduzione delle emissioni è risaputo da tempo: la loro struttura e le caratteristiche tecniche incidono sul consumo di carburante o di energia (nel caso di auto elettriche) di una vettura e, ovviamente, anche la loro usura nel corso degli anni pesa sulle emissioni. Alla luce di questi processi, è facile intuire che avere gomme realizzate con materie a basso impatto ambientale possa contribuire a ridurre le emissioni dannose delle auto.

Pneumatici sostenibili: un nuovo logo per identificare quelli "green"

Si comincia con Pirelli

Il nuovo logo, caratterizzato da due frecce posizionate dentro un cerchio, è stato applicato per la prima volta in assoluto su P Zero E, la nuova linea di pneumatici lanciata da Pirelli, che contengono più del 55% di materiali di origine naturale e riciclati. Il logo, che certifica l’origine delle materie, acquisirà ancora maggiore importanza grazie all’approvazione anche di enti terzi, delle percentuali di materiali eco-compatibili all’interno della mescola.

Il nuovo pneumatico di Pirelli, pensato per coniugare la sostenibilità con le prestazioni elevate, fa parte della strategia adottata già da anni dal brand italiano, che entro il 2030 vuole produrre gomme formate al 60% da materiali di origine naturale e al 12% da elementi riciclati, con meno del 30% delle materie di origine fossile. Inoltre, gli studi condotti da Pirelli sul ciclo di vita di P Zero E hanno messo in risalto un abbassamento del 24% di emissioni di CO2 equivalenti rispetto a un pneumatico Pirelli di generazione precedente.

Amico dell’ambiente e delle alte prestazioni

Il basso impatto ambientale dei nuovi pneumatici non deve distogliere le attenzioni da quello che è sempre stato il marchio di fabbrica dell’azienda italiana: le elevate prestazioni. Gli esperti di Pirelli hanno portato avanti un lungo e minuzioso lavoro di ricerca e sviluppo per coniugare questi due aspetti fondamentali. Gli studi hanno portato all’individuazione e all’impiego di materiali inediti, come la lignina che deriva dagli scarti dell’industria della cellulosa e della carta e favorisce la durata dello pneumatico e la relativa riduzione della resistenza al rotolamento. Accanto alla lignina è stata individuata anche la lolla di riso, ottenuta dagli avanzi della coltivazione del riso: questo elemento è usato nelle mescole del battistrada per riuscire ad avere prestazioni elevate sul bagnato. La lista prosegue con bio-resine, gomma naturale, polimeri bio-circolari e rayon, che ha la funzione di rinforzo tessile dello pneumatico con fibre derivate dalla cellulosa.

Michelin: quando gli pneumatici sono “green”

Auto elettriche e pneumatici: come sono fatte le gomme per le vetture green 2

L’abbassamento delle emissioni di CO2, voluto dall’Europa per contrastare il riscaldamento globale, riguarda tutta la filiera dell’auto, compresi i produttori di componenti e accessori. In particolare, le aziende costruttrici di pneumatici sono impegnate da tempo nella realizzazione di prodotti “puliti” con materiali sostenibili e nel far diventare i processi industriali più efficienti.

Michelin è tra le aziende più attive nella riduzione dell’impatto ambientale e ha varato il piano “All Sustainable Strategy” per ottenere la neutralità nelle emissioni di CO2 entro il 2050. Il colosso francese ha messo a punto un piano intermedio con scadenza 2030 per contenere l’impatto ambientale del 50% rispetto al 2010 e portare al 40% l’impiego di materie sostenibili nella struttura e nella mescola dei propri pneumatici.

Materiali sostenibili e pneumatici più efficienti

La strategia aziendale consiste in un insieme di progetti che hanno l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale in tutto il ciclo di vita degli pneumatici, a partire dalla ricerca di materiali sostenibili, all’estrazione “pulita” delle materie prime, fino all’uso di energia rinnovabile nei processi industriali. Nel piano Michelin ricoprono grande importanza gli pneumatici a basso indice di rotolamento, che agevolano la riduzione del consumo di carburante nelle auto tradizionali e di energia elettrica in quelle a zero emissioni. Va ricordato che gli pneumatici incidono per il 20% sul consumo di una vettura e avere gomme efficienti può consentire un risparmio notevole. In quest’ottica si inquadrano i nuovi pneumatici e.Primacy (per auto e suv) e Pilot Sport EV (la prima gomma sportiva per auto elettriche ad alte prestazioni) che contengono varie innovazioni tecnologiche dedicate all’ambiente.

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Un taglio a consumi ed emissioni con e.Primacy

Viene realizzato nella fabbrica di Cuneo quello che è il primo pneumatico sul mercato contrassegnato con la Dichiarazione Ambientale di Prodotto: è disponibile in più di 56 misure differenti e punta su prestazioni ed efficienza. La bassa resistenza di rotolamento permette di diminuire il consumo di carburante (fino a 0,21 l/100km) e di energia elettrica (fino a 30 km in più di autonomia) e di ridurre le emissioni di CO2 di 174 kg prendendo in considerazione l’intero ciclo vita.

Pilot Sport EV fa rendere di più le auto elettriche

Michelin Pilot Sport EV nasce per accrescere le prestazioni dinamiche delle auto sportive a batteria senza intaccare i livelli di autonomia. È stato messo a punto grazie all’esperienza della Formula E ed è in vendita in oltre 16 misure, da 18 a 22 pollici. La tecnologia ElectricGrip Compound è una delle innovazioni dello pneumatico premium: si tratta dell’impiego di una mescola più dura nella parte centrale del battistrada e una più efficiente sulla spalla al fine di contenere il consumo di energia nelle distanze più lunghe e consentire un chilometraggio maggiore.

Case produttrici più attente all’ambiente

Michelin non è sola. Anche gli altri produttori più importanti di pneumatici, già da diversi anni, sono impegnati nella riduzione dell’impatto ambientale, con la graduale eliminazione degli oli aromatici usati nella composizione della mescola che sono stati sostituiti con amalgamanti di origine naturale. Questa tecnica è stata usata per la nuova generazione di Michelin Energy Saver, per i nuovi Cinturato Pirelli e i modelli stradali di Yokohama.

Accanto all’utilizzo di materie di origine naturali, le aziende produttrici sono impegnate in prima linea in attività agricole come la coltivazione di caucciù, spesso caratterizzata da disboscamento selvaggio o coltivazione intensiva, progetti di riforestazione e salvaguardia delle riserve naturali. Il rinfoltimento delle aree verdi è una delle azioni più efficaci per centrare l’obiettivo della neutralità nelle emissioni di CO2. È impossibile cancellare le emissioni dalle attività produttive, ma possono essere bilanciate piantando alberi che durante il naturale ciclo vita assorbono quantità corrispondenti a quelle prodotte dagli stabilimenti.

Con Pirelli Care gli pneumatici si controllano con il telefono

Con Pirelli Care gli pneumatici si controllano con il telefono

Pirelli Care è il nuovo servizio che permette di acquistare gli pneumatici o anche soltanto di gestirne la salute pagando un canone mensile fisso. È possibile sottoscrivere l’abbonamento su internet o tramite la specifica applicazione per smartphone che, dopo aver analizzato le esigenze dell’automobilista, indica in automatico il tipo di gomma più adatto.

L’obiettivo di Pirelli Care è rendere più agevole l’acquisto e la gestione degli pneumatici tramite web o applicazione. Gli automobilisti sprovvisti di una copertura assicurativa accessoria come carro attrezzi e polizza pneumatici, hanno ora la possibilità di ricorrere a questo abbonamento che consente di usufruire di servizi che avrebbero un costo superiore se richiesti singolarmente in officina. La garanzia sugli pneumatici e l’assistenza stradale Europ Assistance sono infatti sempre incluse, anche nell’abbonamento base.

Pressione pneumatici: ecco come controllare la pressione delle gomme

I tre piani

Il servizio Pirelli è diviso in tre fasce, a seconda delle esigenze dell’automobilista.

  • Piano Easy: si rivolge a chi non ha necessità di acquistare gli pneumatici e include una serie di servizi al costo di 5 euro al mese. L’abbonamento comprende il soccorso stradale su tutto il territorio europeo, il check-up del veicolo, riparazioni in caso di forature e la sanificazione dell’auto.
  • Piano Smart: il secondo livello prevede anche un set di gomme, oltre a servizi come montaggio/smontaggio, equilibratura, garanzia su pneumatici per danni riparabili o irreparabili e fino alla sostituzione dell’intero set e il cambio stagionale. Con un piccolo sovrapprezzo è previsto anche il deposito delle gomme per chi sceglie di inserire pneumatici estivi e invernali.
  • Piano Superior: include uno o più set di pneumatici e tutti i servizi del piano Smart, anche il check-up del veicolo (controllo pressione pneumatici, verifica livello dei liquidi, dell’efficienza dell’impianto luci, scadenza della revisione ecc.), un controllo completo dell’assetto (verifica della convergenza, della campanatura e dell’incidenza, anteriore e posteriore, con azzeramento del sensore dell’angolo di sterzo dell’auto) e una sanificazione del veicolo.

Come conservare gli pneumatici al cambio di stagione

Come funziona

Per attivare Pirelli Care su internet è sufficiente registrarsi sul sito ufficiale; altrimenti è possibile scaricare l’app da App Store per dispositivi Apple e da Google Play Store per smartphone Android. Il passo successivo è scegliere il piano desiderato, dopo bisogna indicare tipo di auto e il proprio stile di guida, per consentire al sistema di suggerire la gomma più adatta. Inoltre è possibile scegliere servizi aggiuntivi, come il deposito stagionale degli pneumatici per chi opta per il piano Superior, al costo aggiuntivo di 8 euro al mese.

Quando abbiamo ultimato la scelta dei servizi e degli pneumatici, il sistema ci porta nella pagina conclusiva del preventivo, dove sono elencati tutti i servizi scelti e il costo mensile da sostenere. Come ultimo atto veniamo reindirizzati sul sito Pirelli per effettuare la registrazione dell’account e selezionare il metodo di pagamento.

Durata pneumatici: ogni quanti km vanno cambiati?

Quanto durano gli pneumatici e quando è necessario sostituirli?

Elemento di contatto fra la strada e l’auto, le gomme sono al centro di una domanda ricorrente posta dagli automobilisti: quanto durano gli pneumatici e quando è necessario sostituirli?

Sino a non molto tempo fa, la maggior parte degli automobilisti era convinta che la durata delle gomme auto dipendesse direttamente dalla data di fabbricazione.

L’ingresso sul mercato europeo della marcatura DOT, infatti, ha spinto molti a credere che ci fosse una stretta correlazione fra la data di produzione del pneumatico e la sua usura. In realtà, tale marcatura è stata imposta per rendere rintracciabile il lotto di provenienza.

INDICE
Ogni quanto cambiare le gomme?
Quanti km durano le gomme invernali?
Quanti km durano le gomme 4 stagioni?
Quanti km durano le gomme estive?
Pneumatici induriti: dopo quanto tempo?
Come controllare l’usura degli pneumatici
ABS e usura pneumatici

L’usura degli pneumatici di un veicolo dipende da moltissimi fattori ed è per questo molto difficile stabilire a priori ogni quando cambiarli. Ad influenzare la durata delle gomme auto sono per lo più due fattori:

  • le condizioni di utilizzo, che comprendono le modalità di carico dell’auto, il mantenimento della corretta pressione delle gomme, la velocità media a cui si viaggia, il tipo di strade percorse, la frequenza di urti subiti e l’esposizione degli pneumatici a determinate condizioni climatiche;
  • lo stato dell’immagazzinamento, prima e dopo dell’acquisto.

Solitamente, i principali marchi specializzati nella produzione di pneumatici consigliano di effettuare un controllo una volta all’anno, una volta superati i cinque anni dall’acquisto. Inoltre, considerato il deterioramento a cui vanno incontro gli pneumatici con il semplice passare del tempo, è bene sostituire le gomme dopo 10 anni di utilizzo, indipendentemente dalla loro condizione specifica.

Ma ci sono anche indicazioni relative alla distanza percorsa: a seconda della qualità e dalle condizioni d’uso delle gomme queste devono essere sostituite dopo aver percorso tra i 20.000 e i 50.000 km. Questa misura è però piuttosto variabile, visto che dipende non solo dalla qualità delle strade percorse, ma anche dallo stile di guida del conducente. Per questo è bene controllare con una certa frequenza lo stato di usura degli pneumatici, assicurandosi che lo spessore della scultura del battistrada non scenda sotto gli 1,6 millimetri (limite legale in Italia).

La durata media degli pneumatici invernali è simile a quella degli altri tipi di gomme, ed è compresa tra i 5 e i 10 anni. In ogni caso, gli pneumatici invernali vanno sostituiti quando lo spessore del battistrada è inferiore a 1,6 mm o quando lo pneumatico presenta fori, tagli, deformazioni o, ancora, zone particolarmente usurate.

Si consiglia di prestare particolare attenzione alla conservazione degli pneumatici invernali perché può influenzarne notevolmente la durata, scegliendo per lo stoccaggio un luogo non troppo umido e la cui temperatura non vari notevolmente.

Oltre all’usura, poi, per sapere quando cambiare le gomme invernali è sempre bene avere a mente la data del 15 maggio, termine ultimo per effettuare la sostituzione con quelli estivi.

Gli pneumatici 4 stagioni si configurano come le gomme del compromesso, molto popolari fra i conducenti che non intendono cambiare gli pneumatici della proprio auto a seconda della stagione.

In molti, però si chiedono se convengano veramente e soprattutto quale sia la durata delle gomme 4 stagioni in km.  La risposta è semplice: tendenzialmente questi pneumatici hanno una durata inferiore di circa il 10-15% rispetto a quelli stagionali specifici. Infatti, le stesse caratteristiche che ne consentono l’uso sia col sole che con la neve le rendono più esposte all’usura specialmente nel periodo estivo.

Per le gomme estive vale lo stesso discorso fatto per quelle invernali. La durata media degli questi pneumatici è compresa tra i 5 e i 10 anni, a seconda dei fattori che ne influenzano l’usura.

Un primo indicatore dell’usura delle proprie gomme è l’indurimento progressivo delle stesse. Infatti, con il passare degli anni gli pneumatici tendono a “seccarsi”, diventando meno elastici e uniformi. Oltre che al tatto, l’indurimento delle gomme risulta evidente anche a prima vista: quando avviene si possono osservare crepe che percorrono l’intera superficie dello pneumatico. Normalmente, anche a causa dell’indurimento progressivo, è necessario sostituire gli pneumatici dopo circa 10 anni dall’acquisto.

Per controllare l’usura degli pneumatici la prima cosa da fare è osservare attentamente il battistrada, il quale costituisce la zona del pneumatico a diretto contatto con l’asfalto. Lo stato delle scanalature, le imperfezioni e le disomogeneità della gomma incidono sulla sicurezza complessiva dell’auto, e quindi del conducente e dei passeggeri a bordo.

Una normativa europea stabilisce, inoltre, quale deve essere lo spessore minimo della scultura del battistrada (ovvero la profondità delle scanalature) degli pneumatici prima: il cambio gomme auto deve avvenire quando la scultura del battistrada ha raggiunto una profondità di 1,6 mm.

Per controllare se gli pneumatici del proprio veicolo rientrano in questo limite si utilizza solitamente un tassello in gomma, spesso proprio 1,6 mm, posto sul fondo di una delle scanalature del battistrada: quando lo spessore della scanalatura raggiunge il livello dell’indicatore significa che il pneumatico deve essere sostituito.

L’indicatore di usura è facilmente individuabile osservando il fianco del battistrada: esso può essere reperito in linea con il codice TWI, un triangolo o il logo del marchio. Alcuni produttori hanno previsto sugli pneumatici anche indicatori intermedi, raggiunti i quali le gomme non garantiscono più le prestazioni ottimali.

Per controllare l’usura del pneumatico si può usare anche il calibro di profondità, uno strumento efficace e reperibile in tutti gli autoricambi, che misura con esattezza la profondità delle scanalature del battistrada in più punti.

Molte persone si chiedono se l’ABS, il sistema antibloccaggio delle ruote che consente di migliorare le frenate in condizioni di scarsa aderenza al manto stradale, funzioni anche in caso di ruote usurate. La risposta è sì: l’ABS infatti agendo su tutte e quattro le ruote e impedisce loro di bloccarsi anche in caso ruote vecchie. Chiaramente, però, degli pneumatici molto usurati possono in ogni caso compromettere le capacità dell’auto nel tenere la strada e nel frenare.

Se è giunta l’ora di effettuare il cambio gomme auto, potete trovare un’ottima selezione di gomme 4 stagioni, invernali ed estive su ebay.it.

Cose da sapere

Quanti chilometri durano gli pneumatici?

La durata chilometrica degli pneumatici è molto variabile. In linea di massima, chi utilizza l’auto soprattutto per lavoro, dovrebbe sostituire gli pneumatici una volta compiuto un tragitto compreso fra 20.000 e 50.000 km.

Dopo quanto tempo vanno cambiati gli pneumatici?

Non esiste un limite di tempo definito che stabilisca quando cambiare gli pneumatici, tuttavia è consigliato di procedere alla sostituzione dopo 10 anni di utilizzo degli stessi, anche quando essi non hanno raggiunto la soglia d’usura prevista dalla normativa.

Come si controlla lo stato di usure del pneumatico?

Per controllare l’usura si utilizza solitamente un tassello in gomma, spesso 1,6 mm, posto sul battistrada: quando quest’ultimo raggiunge il livello dell’indicatore significa che il pneumatico deve essere obbligatoriamente sostituito.

L’ABS agisce anche quando gli pneumatici sono usurati?

Sì, l’ABS agendo su tutte e quattro le ruote impedisce loro di bloccarsi anche su asfalto bagnato o ruote usurate.

Quando vanno cambiati gli pneumatici invernali?

La data da tenere a mente è quella del 15 maggio, termine ultimo per sostituire gli pneumatici invernali con quelli estivi.

Auto elettriche e pneumatici: come sono fatte le gomme per le vetture green

Auto elettriche e pneumatici: come sono fatte le gomme per le vetture green 2

Gli pneumatici rappresentano uno degli elementi più importanti di un’automobile. Sono l’elemento di contatto tra l’auto e la strada e proprio per questo, uno dei più importanti strumenti di sicurezza a bordo di un veicolo. Ma non solo. Le gomme, infatti, sono ciò che permette ad un’automobile di esprimere tutto il suo potenziale prestazionale. Insomma, senza le gomme, le automobili non potrebbero esistere e oggi, con il sempre maggiore numero di auto elettriche circolanti, gli pneumatici si sono evoluti, proprio per rispondere alle esigenze e alle caratteristiche tecniche delle nuove auto a batteria. Vediamo quindi come sono fatte le gomme per le auto elettriche.

Auto elettriche e pneumatici: come sono fatte le gomme per le vetture green

La questione peso

Per quanto a prima vista un’auto elettrica possa sembrare simile ad una ad alimentazione tradizionale, in realtà questa è molto diversa per moltissimi fattori, su tutti il peso. Mediamente un’elettrica pesa il 20/30% in più rispetto ad un’auto a benzina o diesel di pari categoria. Questo perché il pacco batterie da solo pesa mediamente 300/400 kg. Un peso notevole che va inevitabilmente a scaricarsi tutto sugli pneumatici. Per questo motivo i costruttori di gomme propongono per le elettriche coperture dotate di una struttura rinforzata, utile anche in considerazione del fatto che questo peso extra sulle elettriche spesso si concentra molto in basso, andando così a modificare il tradizionale lavoro di una gomma su strada. Per questo motivo la struttura interna è realizzata con maglie in tessuti e filamenti metallici particolarmente resistenti e anche il tallone, ovvero la parte di raccordo tra battistrada e fianco, viene realizzato con mescole diverse.

Si viaggia in silenzio

Altro importante aspetto da tenere in considerazione quando si parla di pneumatici per auto elettriche è la silenziosità. Le auto a batteria si muovono quasi senza emettere alcun rumore. Di conseguenza, è importante mettere a punto pneumatici altrettanto silenziosi. Cosa più facile a dirsi che a farsi naturalmente. In generale si lavora molto sul disegno del battistrada oltre che sulla tipologia di mescola, e soprattutto, sulla dimensione delle gomme: più sono strette e più saranno silenziose. Il tutto per assicurare un basso coefficiente di rotolamento che, inoltre, ha anche importanti impatti sull’autonomia.

Auto elettriche e pneumatici: come sono fatte le gomme per le vetture green 1

Occhio all’autonomia

Ecco, proprio l’autonomia è un altro aspetto molto importante nello sviluppo di uno pneumatico per un’auto elettrica. Come sappiamo bene, l’autonomia è il principio intorno al quale ruota tutto il funzionamento di un modello a batteria. Riuscire a preservarne il più possibile è fondamentale per rendere l’auto quanto più efficiente possibile. Per questo motivo, i produttori di pneumatici tendono a scegliere mescole leggermente più dure, per limitare quella congenita perdita di energia che si genera con il normale rotolamento degli pneumatici sull’asfalto.

Prestazioni sotto controllo

Ma a complicare ulteriormente le cose ci pensano le prestazioni delle auto elettriche. Solitamente associate a modelli lenti e poco performanti, le auto elettriche sono invece in grado di garantire prestazioni notevoli grazie alla disponibilità di coppia già da zero giri e quindi nel momento stesso in cui si preme il piede destro sull’acceleratore. Per questo, i costruttori devono mettere a punto gomme sì resistenti, sì silenziose, sì resistenti al rotolamento, ma anche molto performanti, in grado di scaricare quindi a terra tutta la potenza e la coppia che un motore elettrico è in grado di generare. Il che, di solito porta necessariamente a dei compromessi. Per modelli molto sportivi si tende a sacrificare il silenzio e l’autonomia per garantire prestazioni superiori, mentre su modelli pensati per la città si fa l’opposto.

Manutenzione pneumatici: i controlli da effettuare

Consigli utili per la manutezione degli pneumatici

Gli pneumatici sono una componente fondamentale di qualsiasi veicolo e giocano un ruolo decisivo nell’ambito della sicurezza stradale: infatti, le gomme rappresentano l’unico punto di contatto tra un veicolo e il suolo. Preservarne l’efficienza è quindi essenziale e qui potete trovare un piccolo approfondimento su come mantenere in buono stato i vostri pneumatici.

INDICE
 Rotazione pneumatici
 Equilibratura gomme
 Convergenza auto fai da te
 Pressione gomme
 Cambiare pneumatici da soli

Qualsiasi pneumatico si usura in maniera diversa a seconda della posizione in cui viene montato sul veicolo: davanti, dietro, a destra o a sinistra. Un’operazione molto importante è dunque lo scambio periodico delle gomme tra gli assi, operazione che rende uniforme il loro consumo e di conseguenza ne garantisce una migliore efficacia, a tutto vantaggio della sicurezza.

Per assicurarsi i massimi benefici, la rotazione dovrebbe essere effettuata ad intervalli regolari: normalmente la rotazione avviene ogni 10.000/15.000 km, ma può essere anche più frequente nel caso in cui il veicolo sia sottoposto a carichi pesanti.

Infine, bisogna ricordare che gli pneumatici anteriori hanno la tendenza a consumarsi molto più velocemente. Qualora si proceda alla loro sostituzione senza cambiare le gomme posteriori, è consigliato montare il nuovo set al retrotreno, spostando le posteriori all’avantreno. Così facendo la vettura risulterà più stabile.

L’equilibratura degli pneumatici, che consiste nel bilanciare in modo uniforme i pesi della gomma evitando zone più pesanti di altre, è un’operazione volta ad evitare fenomeni di usura precoce. Rendendo omogenei gli pneumatici, l’equilibratura elimina possibili vibrazioni e fornisce un’adeguata protezione a sospensioni, cuscinetti e sistema di sterzo. Normalmente questo intervento di manutenzione degli pneumatici viene eseguito nel momento in cui si decide di andare a sostituire uno pneumatico, e vede l’impiego di particolari contrappesi di bilanciatura.

Quando uno pneumatico non è bilanciato e presenta un’area più pesante rispetto alle altre, si consuma in modo irregolare, precoce e sollecitando maggiormente l’avantreno. Anche in questo caso, l’operazione dovrebbe essere effettuata ogni 10.000 km; tuttavia, nel caso di una vettura sportiva, è preferibile ricorrervi già al raggiungimento dei 5.000 chilometri.

Per convergenza degli pneumatici si intende la regolazione meccanica delle ruote al fine di allinearle. Questa operazione viene svolta per uniformare l’usura degli pneumatici, migliorare la tenuta di strada e rendere la guida confortevole e stabilizzare la direzionalità rettilinea.

Ci sono vari occasioni in cui può verificarsi un mancato allineamento: potrebbe essere la conseguenza di un contatto delle gomme con un marciapiede o con una buca piuttosto profonda. Non sempre lo spostamento di pochi millimetri della regolazione della convergenza produce rumori, vibrazioni o provoca un comportamento anomalo del veicolo. Tuttavia, il battistrada è destinato a consumarsi più rapidamente e in modo disomogeneo, inficiando anche la tenuta di strada e quindi la sicurezza.

Per verificare il corretto allineamento è sufficiente scegliere un rettilineo pianeggiante poco trafficato, e lasciare per pochi secondi il volante. Se la vettura tende a spostarsi verso i lati della carreggiata, meglio optare per l’intervento di un gommista.

Tra gli interventi di manutenzione degli pneumatici non può essere sottovalutata l’importanza del controllo della pressione, che si può facilmente misurare con il sensore pressione. Infatti, se le gomme di un veicolo sono gonfiate correttamente si riduce il rischio di perdita di controllo. Inoltre, viaggiare con degli pneumatici a bassa pressione ha come conseguenza un maggior consumo di carburante.

Pressione pneumatici: ecco come controllare la pressione delle gomme

Per la massima sicurezza, bisognerebbe sottoporre gli pneumatici della propria auto a un controllo periodico della pressione almeno una volta ogni 30 giorni, e in generale prima di partire per lunghi viaggi. In più, per garantire una misurazione corretta, è opportuno procedere al controllo a pneumatici freddi.

Ogni modello di auto richiede una pressione delle gomme specifica, a cui è possibile risalire leggendo il capitolo dedicato sul manuale d’uso e manutenzione del veicolo. L’indicazione può anche essere trovata sull’etichetta della portiera o all’interno dello sportellino del carburante. Se scoprite che la pressione delle gomme è troppo bassa, potete procedere a gonfiarle da soli servendovi di un compressore volumetrico oppure farlo gratuitamente presso la maggior parte delle stazioni di servizio.

Anche se di solito la sostituzione dei pneumatici viene affidata al proprio gommista di fiducia, il cambio delle gomme è un’operazione che è possibile svolgere anche da soli se si hanno a disposizione gli strumenti adatti: bastano un cric idraulico e la giusta chiave per i bulloni.

In ogni caso,  se si opta per cambiarsi autonomamente gli pneumatici è sempre utile rivolgersi ad uno specialista per le operazioni di allineamento ed equilibratura. Questo onde evitare di sbagliare e trovarsi con una vettura dalla manovrabilità compromessa e delle gomme dall’usura anomala, a scapito della sicurezza.