Blocco auto diesel: le novità 2024

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La crociata contro le auto diesel prosegue senza sosta e anche nel 2024 continuano ad essere validi i blocchi del traffico per i modelli dotati di questo tipo di alimentazione. Vediamo allora nello specifico quali sono le novità in vigore da quest’anno.

LEGGI ORA: Incentivi auto 2024, tutto quello che c’è da sapere

INDICE
 Il futuro delle auto diesel in Italia
  Limitazioni diesel: i provvedimenti nelle principali città italiane
 Euro 6 diesel
 Euro 5 diesel
 Euro 4 diesel
 Euro 3 diesel

Chi si appresta ad acquistare un’auto nuova deve oggi fare i conti con una situazione di mercato molto particolare in cui ibride ed elettriche vengono incentivate, mentre le auto diesel sono sempre più dominizzate. sono molte le limitazioni imposte a questo tipo di vetture. Tuttavia, la recente approvazione dell’Euro 7 potrebbe portare ad un allungamento dell’aspettativa di vita anche delle auto diesel. Questo, nonostante negli ultimi anni si sia assistito ad una sempre più forte contrazione delle vendite delle vetture dotate di questo tipo di alimentazione.

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Come abbiamo anticipato in precedenza, le amministrazioni locali vanno in ordine sparso in merito alle limitazioni auto diesel. Il divieto di circolazione varia anche in base alla classe di emissioni della vettura in questione. Le più penalizzate sono ovviamente le auto più vecchie, con omologazione da Euro 0 a Euro 3. Analizziamo le limitazioni regione per regione. 

LIMITAZIONI DIESEL IN PIEMONTE

Con le limitazioni strutturali, in Piemonte si arriva al divieto totale di circolazione da parte dei veicoli adibiti al trasporto di persone e al trasporto merci Euro 0, Euro 1 ed Euro 2. Il divieto vale anche per i veicoli a benzina e diesel, e Euro 0 ed Euro 1 per quelli GPL e metano. Inoltre, fino al 15 aprile 2024, sono stati introdotti ulteriori provvedimenti:

  • Per i motori diesel Euro 3 e Euro 4: divieto di circolazione dalle 8 alle 19 nei giorni feriali dal lunedì al venerdì. 
  • Per tutti i ciclomotori e motocicli Euro 0 ed Euro 1: divieto di circolazione tutti i giorni dalle 0:00 alle 24:00. 

LIMITAZIONI DIESEL IN LOMBARDIA

In Lombardia, sono in vigore le misure strutturali permanenti. La circolazione è limitata per tutto l’anno, per i veicoli a benzina Euro 0 e 1 e diesel Euro 0, 1, 2 e 3. Per i veicoli diesel di classe Euro 4 si applicano le limitazioni temporanee, dal lunedì al venerdì dalle 7:30 alle 19:30, dal 1° ottobre al 31 marzo di ogni anno. 

Le restrizioni riferite ai veicoli diesel Euro 4 sono in vigore nel semestre invernale solo nei Comuni di Fascia 1 e nei Comuni con popolazione superiore a 30.000 abitanti situati in Fascia 2, ovvero: Varese, Lecco, Vigevano, Abbiategrasso e S. Giuliano Milanese. 

LIMITAZIONI DIESEL IN VENETO

In Veneto il blocco auto vale per i veicoli più inquinanti, in base al livello di emissione di Pm10. Il blocco è in vigore fino al 30 aprile e poi di nuovo a partire dal 1° ottobre. 

LIMITAZIONI DIESEL IN EMILIA ROMAGNA

In Emilia Romagna è attivo il Piano aria integrato regionale (PAIR) contro l’inquinamento e favore del miglioramento della qualità dell’aria. Oltre alle limitazioni al traffico, vi è anche il divieto di utilizzo delle vecchie stufe a biomassa legnosa e di bruciare residui vegetali in pianura. I veicoli soggetti a blocchi della circolazione sono diesel Euro 4, ed Euro 5 se prevista applicazione di misure emergenziali. 

LIMITAZIONI DIESEL NEL LAZIO

A partire dal 2019, a Roma è in vigore il blocco dei diesel Euro 3. L’obiettivo è quello di eliminare i diesel dal centro storico. Al momento il blocco è valido tutto il giorno dal lunedì al sabato, nella zona ZTL Fascia Verde. IL divieto di circolazione è esteso anche alle vetture a benzina Euro 2 e i ciclomotori e motoveicoli Euro 1. Infine, i diesel fino a Euro 6 e benzina Euro 3 sono soggetti ad eventuali blocchi emergenziali dal lunedì al giovedì. 

Nella categoria delle Euro 6 rientrano tutte le auto immatricolate a partire dal 1 settembre 2015 ed anche queste vetture verranno bandite nei prossimi anni dai centri cittadini. A Milano, ad esempio, sarà vietato l’ingresso in Area B  a partire dal 1 ottobre 2024 per tutte le vetture acquistate dopo il 31.12.2018. 

Nella categoria delle Euro 5 rientrano tutte le auto immatricolate a partire dal 1 settembre 2009 e per le auto diesel il divieto alla circolazione nelle principali città italiane, salvo ripensamenti, scatterà dal primo ottobre 2025. 

Come abbiamo visto in precedenza, le auto diesel Euro 4 avrebbero dovuto subire forti limitazioni alla circolazione già a partire dallo scorso mese di dicembre ma, complice la proroga dello stato di emergenza, potranno continuare a circolare almeno fino al 31 marzo 2022.  

Le auto omologate Euro 3 diesel sono quelle che già oggi non possono più circolare in numerose città italiane. A Roma, ad esempio, il divieto è scattato da ottobre 2018, così come a Milano dove la circolazione alle Euro 3 diesel, sempre dal 2018, è vietata per l’accesso in Area B. Dal mese di ottobre 2018 anche a Torino è stata vietata la circolazione alle diesel Euro 3 nella zona urbana centrale. 

auto ecologiche usate
auto ecologiche usate

 

Auto diesel oggi: conviene ancora?

Acquistare un'auto diesel conviene ancora?

Il futuro delle auto diesel è ancora incerto, fra detrattori e sostenitori il dibattito continua. Tuttavia, sta di fatto che lo scandalo dieselgate ha portato istituzioni in tutto il mondo ad ostacolare la circolazione delle vetture alimentate a gasolio ed oggi, con la svolta “elettrificata” presa dai vari governi, tutti i costruttori stanno progressivamente abbandonando questo tipo di alimentazione in favore dell’ibrido o dell’elettrico. Considerando non solo le limitazioni, ma anche costi e consumi, conviene ancora comprare auto diesel? Ve lo spieghiamo in questa guida dedicata al diesel.

INDICE
Qual è il futuro della auto diesel?
Comprare auto diesel oggi: una scelta lungimirante?
Quando conviene comprare un’auto diesel?
Auto Diesel Euro 6
Auto Diesel Euro 5
Auto Diesel Euro 4
Meglio diesel o benzina?
Alternativa al gasolio: GPL e metano
Quali sono le migliori auto diesel da comprare nel 2022

Da decenni politici e gruppi di interesse trattano il diesel come il capro espiatorio della crisi climatica. Questi motori, solitamente preferiti da chi può risparmiare dovendo percorrere parecchie migliaia di chilometri l’anno, sono accusati, spesso in maniera infondata, di essere eccessivamente inquinanti. Il futuro del diesel sembra essere a rischio e molte capitali europee, come Atene, hanno deciso di vietarne la circolazione a partire dal 2025.

Molte delle criticità riscontrate nel diesel – che ha consumi ed emissioni mediamente minori del benzina, ma comunque non trascurabili – sono condivise da tutti i modelli endotermici. La Norvegia, infatti, ha bandito nel 2021 la vendita di auto sia benzina che diesel a partire dal 2025. Inoltre, l’UE ha dichiarato che dal 2035 sarà vietata la vendita di veicoli che emettono CO2, seppur in quantità minima. Il ministro delle infrastrutture e dei trasporti Giovannini ha confermato che anche l’Italia seguirà questa linea.

Prendendo atto delle tendenze politiche contro i motori termici in generale, e a gasolio in particolare,  valutare l’acquisto di un’auto diesel sembra essere insensato. I sempre più frequenti blocchi del traffico estesi anche alle vetture diesel Euro 6 rischiano di renderne difficile se non impossibile l’utilizzo. Nonostante il diesel rimanga l’alimentazione più efficiente sul mercato, è forse meglio orientarsi sulle alternative ibride, continuando a scegliere il diesel solo nel caso in cui si percorrano davvero tanti chilometri all’anno..

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I consumi delle auto diesel sono già ridotti mediamente rispetto alle auto a benzina, ma diventano decisivi per chi sta al volante per più di 20-25 mila km l’anno . In media è possibile percorrere anche oltre 20 Km/l, ma è bene sottolineare come l’utilizzo di una vettura diesel sia consigliabile a chi percorre prevalentemente tratte autostradali. La guida in città, infatti, sovraccarica il filtro antiparticolato, dando problemi e richiedendo una rigenerazione più frequente.

Qualora si scelga ad acquistare un’auto diesel per esigenze specifiche è bene porsi questa domanda: “Le euro 6 diesel fino a quando possono circolare?”.

A Milano nei prossimi anni verranno imposti limiti alla circolazione delle auto Euro 6 diesel. Dal 1° ottobre 2025 le auto diesel acquistate dopo il 31.12.2018 non potranno circolare in Area, mentre per le vetture diesel acquistate entro il 31.12.2018 il divieto scatterà dal 1° ottobre 2028. Le diesel Euro 6 ed Euro 6 D-Temp, invece, non potranno circolare a partire dal primo ottobre 2030.

Considerando come ogni amministrazione al momento si stia muovendo in modo autonomo è sempre opportuno valutare l’acquisto in base all’orientamento scelto, ma valutando anche le regole nazionali ed europee che limiteranno la vendita di tutti i propulsori endotermici .

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Anche in questo caso ci si deve chiedere: “Le Euro 5 diesel fino a quando possono circolare?”, ed anche in questa volta le limitazioni variano da città a città come visto per le diesel Euro 6.

A Milano, ad oggi, le diesel Euro 5 possono circolare liberamente anche in Area B, salvo condizioni particolari che dispongono il blocco, ma da ottobre 2022 ne sarà vietata la circolazione nella ZTL, mentre a Roma la circolazione nella ZTL Fascia Verde viene sospesa qualora ci siano periodi di inquinamento elevato per otto giorni consecutivi.

Peggio ancora va a chi possiede una vettura diesel Euro 4. Il Comune di Milano, infatti, ha già vietato la circolazione all’interno dall’Area B agli Euro 4 diesel senza FAP, mentre dal prossimo anno il divieto sarà esteso anche alle vetture diesel Euro 4 dotate di FAP.

In molte altre città e regioni italiane, invece, il blocco alla circolazione delle auto diesel Euro 4 viene determinato in considerazione dei livelli di inquinamento dell’aria. In Piemonte, ad esempio, i diesel Euro 4 possono circolare liberamente solo fino a quando non si riscontrano innalzamenti delle polveri sottili, ed identica soluzione è stata adottata attualmente a Roma.

Per rispondere a questa domanda si devono valutare numerosi fattori. È ovvio come il numero di chilometri percorsi in un anno incida profondamente in questa scelta, ma anche sapere che tipo di restrizioni o meno vengono di solito adottate nelle città dove si utilizza più spesso la vettura si riveli fondamentale per capire se convenga acquistare un’auto diesel o benzina. Di sicuro le limitazioni che stanno colpendo in modo duro la auto diesel comportano una maggior considerazione delle vetture dotate di motore benzina.

Alla luce della decisione europea di vietare la vendita di unità endotermiche a partire dal 2035, il modo più sicuro e duraturo di mettersi al riparo diventa però l’acquisto di un auto completamente elettrica.

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Una valida alternativa ad una auto diesel per tenere sotto controllo i costi di gestione in caso di percorrenze chilometriche annue elevate sono le vetture dotate di alimentazione GPL o metano. Grazie alle minori emissioni, infatti, queste auto sono esenti dai blocchi del traffico e possono circolare liberamente.

Le vetture alimentate a metano, tuttavia, comportano l’obbligo per il proprietario di effettuare la revisione delle bombole ogni 4-5 anni, mentre per quelle alimentate a GPL questo obbligo deve essere rispettato ogni 10 anni. I motori GPL, ad ogni modo, non comportano una perdita eccessiva di prestazioni, cosa che invece accade con l’alimentazione a metano. Quest’ultima, però, si rivela una scelta conveniente per chi percorre molti chilometri ed è alla ricerca di una valida alternativa al diesel.

Tenendo a mente quanto detto finora, l’acquisto di un auto a diesel può ancora essere una scelta intelligente. Quali sono però le migliori automobili diesel in commercio? Il primo criterio può certamente essere quello dei consumi: esistono infatti molte offerte di motori diesel con percorrenze che vanno addirittura dai 4,1 l/100 km ai 4,4 l/100 km.

Optando per la versione dai consumi più contenuti, con trasmissione rigorosamente manuale, e senza considerare sistemi elettrificati di alcun tipo, si può stilare una lista delle auto diesel che nel 2022 si presentano come le più efficienti del mercato:

  • Skoda Octavia con carrozzeria berlina e motore 2.0 TDI da 115 CV e 300 Nm, si attesta su un valore medio omologato di appena 4,1 l/100 km.
  • Seat León con motore 2.0 TDI CR da 115 CV con 300 Nm di coppia presenta consumi pari a 4,2 l/100 km.
  • Ford Focus con motore turbodiesel 1.5 EcoBlue da 120 CV e 300 Nm di coppia massima consuma solamente 4,2 l/100 km.
  • Audi A3 Sedan 35 TDI con propulsione 2.0 TDI da 150 CV e 360 Nm di coppia e consumi che ammontano a 4,2 l/100 km.
  • Volkswagen Golf 2.0 TDI da 115 CV e 300 Nm di coppia consuma 4,2 l/100km.
  • Peugeot 308 con motore 1.5 BlueHDi sviluppa 130 CV e 300 Nm presenta un consumo omologato di 4,3 l/100 km.
  • Opel Astra 1.5 TD con motore diesel a 1,5 cilindri, da 130 CV e 300 Nm di coppia, raggiunge un consumo medio di 4,3 l/100 km
  • Citroën C3 con motore 1.5 BlueHDi da 100 CV e 250 Nm di coppia, dal consumoomologato pari 4,3 l/100 km.
  • Citroën C4 dotato di propulsione 1.5 BlueHDi da 110 CV e 250 Nm di coppia, dal consumo medio di 4,4 l/100 km.
  • Hyundai i30 con motore 1,6 litri CRDi da 116 CV e 280 Nm, consuma appena 4,4 l/100 km.

Se invece vogliamo consigli direttamente dal mercato, evitando di considerare solamente i consumi in sé, possiamo riferirci alle tre auto a gasolio che hanno totalizzato le maggiori vendite sul mercato nazionale a gennaio 2022. La terza vettura più venduta è Peugeot 2008 con 1.183 immatricolazioni. La gamma diesel si articola su due motori BlueHDI 1.5 in due potenze da 110 e 131 cavalli. Al secondo posto troviamo sempre un’auto del Leone: la Peugeot 3008, che ha visto immatricolate 1.231 unità grazie al suo BlueHDI 1.5 litri da 131 cavalli. Sul gradino più alto del podio troviamo, infine, la Fiat 500X, capace di totalizzare 1.349 immatricolazioni. Fra i MultiJet più venduti troviamo l’1.3 da 95 cavalli e l’1.6 Multijet da 130 CV.

Cose da sapere

Qual è il futuro delle auto diesel?

Da ormai parecchi anni la politica è scesa in campo per una vera e propria crociata contro il diesel. Questi motori sono accusati, spesso in maniera ingiustificata, di essere eccessivamente inquinanti. Il futuro del diesel sembra essere a rischio e molte capitali europee, come Atene, hanno deciso di vietarne la circolazione a partire dal 2025.

Quando conviene comprare un’auto diesel?

Chi è costretto a percorrere più di 20-25 mila km l’anno si vede obbligato a scegliere un’auto diesel per via dei consumi contenuti garantiti da questa motorizzazione. In media è possibile percorrere anche oltre 20 Km/l, ma è bene sottolineare come l’utilizzo di una vettura diesel sia consigliabile a chi percorre prevalentemente tratte autostradali.

Fino a quando possono circolare le auto diesel Euro 6?

A Milano nei prossimi anni verranno imposti limiti alla circolazione delle auto Euro 6 diesel. Dal 1° ottobre 2025 le auto diesel acquistate dopo il 31.12.2018 non potranno circolare in Area, mentre per le vetture diesel acquistate entro il 31.12.2018 il divieto scatterà dal 1° ottobre 2028. Le diesel Euro 6 ed Euro 6 D-Temp, invece, non potranno circolare a partire dal primo ottobre 2030.

Meglio acquistare un’auto diesel o benzina?

Per rispondere a questa domanda si devono valutare numerosi fattori. È ovvio come il numero di chilometri percorsi in un anno incida profondamente in questa scelta, ma anche sapere che tipo di restrizioni o meno vengono di solito adottate nelle città dove si utilizza più spesso la vettura si riveli fondamentale per capire se convenga acquistare un’auto diesel o benzina.

Dal 2035 stop alla vendita di auto con motore endotermico in Italia

Dal 2035 stop alla vendita di auto con motore endotermico in Italia

L’Italia dice stop alla vendita di auto nuove con motore a combustione interna entro il 2035, mentre per i furgoni e i veicoli da trasporto commerciale leggeri ci sarà tempo fino al 2040. E’ la decisione presa dal Cite, Comitato interministeriale per la Transizione ecologica. L’Italia si allinea alla proposta della Commissione Europea che ha come obiettivo il taglio delle emissioni inquinanti e per ridurre i gas serra del 55% entro il 2030.

Non solo auto elettriche

Il percorso di riduzione delle emissioni va oltre l’elettrificazione e apre le porte anche ad altre alternative. “Bisogna mettere in campo tutte le soluzioni funzionali alla decarbonizzazione dei trasporti – si legge nella nota del Cite – in una logica di ‘neutralità tecnologica’ valorizzando non solo i veicoli elettrici, ma anche le potenzialità dell’idrogeno, nonché riconoscendo, per la transizione, il ruolo imprescindibile dei biocarburanti, in cui l’Italia sta costruendo una filiera domestica all’avanguardia”.

Maserati Levante: motore

Deroghe per le auto sportive

E’ allo studio anche una deroga per le auto di grossa cilindrata come Lamborghini e Ferrari, che da sempre basano il loro fascino sul rombo dei loro motori. “Per quanto riguarda i costruttori di nicchia, misure specifiche potranno essere eventualmente valutate con la Commissione europea all’interno delle regole comunitarie” precisa la nota ufficiale.

Il nodo posti di lavoro

La sterzata verso i veicoli a zero emissioni, inevitabilmente, si rifletterà sul mondo del lavoro, come ha precisato all’assemblea della Cna il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti. “La scelta di andare verso l’auto elettrica ha una conseguenza, già stimata e precisata: oltre la metà della manodopera che attualmente lavora nella filiera dell’automotive, nel motore a combustione, non lavorerà più in quel settore. Questo è un discorso che è giusto porre, senza fare del terrorismo industriale”. Il ministro ha aggiunto che “dobbiamo cambiare anche il tipo di cultura con cui affrontiamo questi temi. Formazione continua vuol dire che, durante la propria vita, bisogna anche immaginare di cambiare lavoro. Non esiste più il posto a tempo indeterminato, fisso. Esisteranno lavori che, in qualche modo, devono anche seguire le trasformazioni in corso”. Secondo l’associazione europea della componentistica, Clepa, l’Italia nel 2040 rischia di perdere circa 73.000 posti di lavoro, di cui 67.000 già nel periodo che va dal 2025 al 2030.