Quello di aprile è stato un mese di ripresa per il mercato italiano dell’auto, che ha totalizzato oltre 135.000unità con un incremento del 7% sullo stesso mese del 2022. Il totale del primo quadrimestre, che va in archivio con 586.665 unità, segna dunque una crescita del 6,1% sullo stesso periodo 2023, anche se siamo ancora lontani dalle cifre dell’ultimo anno pre-Covid, il 2019, rispetto al quale il periodo gennaio-aprile è a -17,7%.
Gli incentivi frenano le elettrificate
I dati sono quindi positivi, però, la crescita non è omogenea, almeno per quanto riguarda le alimentazioni. Se hanno guadagnato punti la benzina (31,6% di quota) e il Gpl (8,5%), mentre il Diesel continua a perdere colpi (14,4%. -5,4 punti) anche perché sempre meno modelli popolari lo offrono, quelle più elettrificate come elettriche pure e ibride plug-in hanno invece perso quote.
In parte la “colpa” è del prolungato ritardo degli incentivi, che a quanto pare saranno effettivamente disponibili non prima di maggio inoltrato e che rendono più abbordabili proprio le auto “alla spina”, solitamente costose. Anche per questo, è logico pensare che proprio il mercato di quelle vetture abbia un po’ rallentato in attesa delle condizioni migliori.
Migliorano le ibride senza spina, ma attenzione: è una categoria in cui UNRAE fa confluire si gli ibridi leggeri o mild hybrid, iniziando dalla Fiat Panda, sia le ibride vere e “full” come Toyota Yaris. Anche per questo, nella classifica delle vetture a sola benzina il primato è oggi della Citroen C3, la più venduta delle piccole non elettrificate. Tornando alle elettriche, ad aprile rappresentano soltanto il 2,3% del mercato, mentre le ibride plug-in sono al 3,3%.
Cosa ci attende secondo UNRAE
Il presidente di UNRAE Michele Crisci parla di una proiezione sulla possibile chiusura del 2024 in positivo, ma con cautela: “Un quadro macroeconomico rafforzato e un primo trimestre migliore delle attese per le immatricolazioni di autovetture, portano a rivedere al rialzo di 30.000 unità la stima per il mercato nel 2024, con un volume totale previsto a fine anno di 1.630.000 auto, in crescita di circa 63.500 unità sul 2023 (+4,1%). Il confronto con il periodo pre-pandemia registra però ancora una distanza del 15,0% sul 2019”.
E a proposito degli incentivi e degli effetti sul mercato, sottolinea come secondo UNRAE sia necessario rivedere la formula: “Riteniamo doveroso che il tetto di prezzo alle auto 0-20 g/Km venga eliminato o quantomeno equiparato a quello della fascia 21-60 g/Km. Occorre poi che il Governo accompagni questa transizione in modo strutturale, dando a consumatori e operatori una chiara visibilità sul programma incentivi per i prossimi 2-3 anni” .
Con 1.566.448 auto nuove immatricolate, il 2023 si chiude in positivo, con un +19% rispetto al 2022. Dati di tutto rispetto, dunque, ma che restano ancora molto lontani rispetto a quelli pre-Covid e quindi 2019. Rispetto a quell’anno la flessione resta del 18,3%. Le vetture più vendute restano quelle alimentate da propulsori a benzina, mentre continua inesorabile la caduta del Diesel. Contestualmente, le elettriche continuano a macinare quote di mercato, anche se la loro crescita resta molto lenta.
Dubbi legati agli incentivi
Ora l’attenzione è già tutta rivolta al 2024, anche se non mancano i dubbi, soprattutto per quanto concerne gli incentivi. Stando alle dichiarazione del governo, la struttura dell’ecobonus dovrebbe rimanere la stessa del 2023 ma c’è un però. Questo è rappresentato dalle tempistiche di approvazione del governo che, come sempre accade, rischino di essere piuttosto lunghi, portando così ad un rallentamento delle immatricolazioni nei primi mesi dell’anno, in attesa dell’approvazione definitiva degli incentivi.
Struttura del mercato
Detto questo, torniamo ai risultati del 2023, analizzando nello specifico i dati inerenti al mese di dicembre. L’ultimo mese dell’anno si è chiuso con una crescita dei clienti privati, che hanno così raggiunto una quota del 56,7%. Le immatricolazioni di vetture a benzina sono cresciute raggiungendo una quota del 28,3%, mentre quelle a benzina sono scese al 15,6%. Buono il risultato delle ibride, che hanno chiuso l’anno al 36,2%, anche se le plug-in sono scese al 4,4%, mentre le elettriche si sono fermate al 4,2% di share.
Anche ottobre va in archivio con il segno più per quanto riguarda le nuove immatricolazioni. Nel mese concluso da poco, in Italia, sono state immatricolate 139.052 vetture nuove, segnando una crescita del 20% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, che a sua volta aveva registrato un +14,2%. Se invece prendiamo come riferimento ottobre 2019, le cifre sono ancora lontane da quelle precedenti la pandemia, con una perdita dell’11,6%.
La somma complessiva delle auto immatricolate nei primi dieci mesi di quest’anno tocca 1.315.964 unità, +20,5% (224.000 vetture in più rispetto alle 1.091.937 di gennaio-ottobre 2022), ma resta nettamente al di sotto (-19%, 310.000 veicoli in meno) dello stesso periodo del 2019.
La ritrovata disponibilità delle vetture e il numero maggiore di consegne di auto ordinate vari mesi fa e frenate dalla crisi di produzione e di componenti hanno inciso sulle buone cifre di ottobre, tanto che l’UNRAE (Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri) rivede in rialzo, rispetto alla previsione dello scorso luglio, la stima di chiusura dell’anno, che dovrebbe raggiungere 1.570.000 immatricolazioni, in aumento del 19,2% con 250.000 unità in più sull’anno scorso, ma in calo a -18,1% rispetto al 2019.
Stabili le auto benzina e diesel, aumenta il Gpl
Ottobre 2023 ha fatto registrare una crescita delle immatricolazioni di vetture a Gpl, che si avvicinano al 10% di quota di mercato (+1,1 p.p.); numeri in rialzo anche per le auto ibride, che si portano al 39% delle preferenze degli italiani nel mese concluso da poco. I modelli mild hybrid si confermano i preferiti, con il 27,5%, seguiti da quelli full hybrid con l’11,5%. Cifre in calo per le ibride plug-in, che scendono al 4,1% delle preferenze, e le vetture a metano che spariscono, con lo 0,1% del mercato. Le auto elettriche guadagnano un punto e si portano al 4,1%; le vetture a benzina e diesel, invece, non fanno registrare grossi cambiamenti e restano rispettivamente al 27,5% e al 15,2% di share.
Un altro mese di crescita per il mercato italiano dell’auto, anche se i dati del periodo pre-pandemia restano ancora un miraggio. Settembre 2023 si chiude con 136.283 vetture nuove immatricolate, il 22,8% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, che era a +5,4% sul 2021; ma se prendiamo come riferimento il 2019 i numeri del mese appena concluso sono inferiori del 4,9%.
In totale, nei primi nove mesi del 2023, sono state immatricolate 1.176.882 nuove auto, più di 200.000 in più rispetto a gennaio-settembre dello scorso anno (+20,6%), ma ancora notevolmente indietro (300.000 auto in meno, per un -20,3%) in confronto al 2019. I buoni numeri di settembre si devono anche al superamento della fase critica per la filiera produttiva, che ha condizionato le vendite a partire da settembre 2021: oggi vengono consegnate vetture ordinate vari mesi fa e rimaste in attesa.
Meno auto elettriche, risalgono quelle a benzina
Il mese terminato da poco ha visto il calo delle immatricolazioni delle vetture elettriche: le BEV chiudono al 3,6% e le plug-in al 4,0%, per un 7,6% di quota complessiva delle ECV. La fetta più grande spetta alle ibride, che sfiorano il 40% del totale (39,5% e +3,8 p.p. e 35,7% nei primi nove mesi), così ripartito: 11,0% per le full hybrid e 28,5% per le mild hybrid. In calo di quasi un punto le BEV, che a settembre non vanno oltre il 3,6% (3,9% nel cumulato); mentre le PHEV si fermano al 4,0% (4,5% nei nove mesi).
Guadagnano posizioni le auto a benzina: fanno registrare il 29,3% del totale nel mese (28,2% nel cumulato) con un aumento di oltre due punti percentuali; numeri in calo, invece, per le vetture diesel, che si arrestano al 15,5% di quota (-3,8 p.p., al 18,7% nei 9 mesi, -1,6 p.p.). Discesa anche per le auto a GPL, che perdono 0,7 punti di quota, piazzandosi all’8% del totale (8,9% nel periodo gennaio-settembre); infine continua la crisi profonda delle vetture a metano, che registrano lo 0,1%, sia nel mese che nel cumulato.
Numeri incoraggianti anche ad agosto per il mercato dell’auto: in totale sono state immatricolate 79.756 nuove vetture. Il dato sancisce una crescita in doppia cifra (+12%) rispetto allo stesso mese del 2022, quando il mercato fece registrare il primo segnale di ripresa, dopo le crisi dovute alla pandemia e alla carenza dei chip, con un +9,9% arrivato dopo tanti mesi in negativo. Se paragonati ad agosto 2019, i numeri del mese appena concluso restano inferiori del 10,6%. La differenza è notevole anche prendendo in esame i primi otto mesi: il totale di vetture nuove immatricolate nel 2023 è di 1.040.560 (+20,3% rispetto alle 865.084 di gennaio-agosto 2022), 285.000 unità in meno (-21,5%) rispetto al 2019.
Gli italiani continuano a preferire le auto a benzina
Le vetture a benzina conquistano un quarto dei volumi e si portano al 29,7% del totale nel mese; il 28,1% nel cumulato. Le automobili diesel non vanno oltre il 17% di quota (19,1% nel periodo gennaio-agosto); quelle a GPL, invece, aumentano fino al 9,8%. Sono praticamente scomparse le vetture a metano, con lo 0,1% sia nel mese che nel cumulato. In discesa anche le ibride, che cedono 4,8 punti fermandosi al 34,2% (9% le full hybrid, 25,2% le mild hybrid) e al 35,2% nei primi otto mesi dell’anno.
Piccolo sussulto per le vetture elettriche, che conquistano il 5% del mercato, sorpassando le ibride plug-in (PHEV) arenatesi al 4,1%: la quota totale di ECV si porta al 9,1%. Però prendendo in considerazione i primi otto mesi di quest’anno, i numeri collocano l’Italia all’ultimo posto tra i cinque principali mercati europei, con le BEV a quota 3,9% e le PHEV al 4,6%.
Va in archivio un altro mese con il segno più per il mercato automobilistico italiano. Ad aprile le auto nuove immatricolate sono state 125.805, numeri che sanciscono una crescita del 29,2% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Bisogna, però, sottolineare che i dati vanno confrontati con i numeri disastrosi di aprile 2022, che fece registrare un crollo del 33% delle vendite, con sole 97.339 vetture immatricolate. A determinare questa cifra ridotta furono vari fattori: la crisi degli approvvigionamenti, l’attesa per i bonus statali e l’incertezza legata al conflitto in Ucraina.
Tutti i primi quattro mesi del 2023 hanno fatto registrare una netta crescita: il totale di auto nuove immatricolate da inizio anno ammonta a 552.850unità, con un aumento del 26,9% rispetto all’anno precedente. Se confrontiamo i dati con il primo quadrimestre del 2019, ultimo anno prima di pandemia, crisi di materiali e guerra, il segno è negativo (-22,6%): quattro anni fa le vetture immatricolate furono 714.510.
Le auto a benzina guadagnano posizioni; frenano le elettriche
Non si registrano grosse variazioni per quanto riguarda le percentuali. Le vetture alimentate a benzina continuano a salire e raggiungono il 29,2% di quota di mercato (+2,2 punti percentuali). Le auto diesel confermano la frenata e scendono fino al 19,7% di quota (-1,4 p.p.); leggera risalita per le vetture a Gpl con l’8,3% (+0,7% p.p); mentre le auto a metano confermano il momento di crisi: sono solo lo 0,1% di quota. Continuano ad avanzare le ibride, che guadagnano il 34,8% delle preferenze degli automobilisti italiani (+0,3 p.p.): le full hybrid si portano all’8,3% e le mild hybrid al 26,5%. Infine, le auto elettriche scendono al 3,1% di quota ad aprile 2023 e le plug-in hybrid al 4,8%.