Quanto costa mantenere un’auto all’anno

Quanto costa mantenere un'auto all'anno

Il conto di quanto costa mantenere un’auto all’anno non si fa mai tutto in una volta. Dentro quella forchetta convivono voci che non puoi toccare e voci che dipendono solo da come organizzi l’anno.
Voce per voce il costo dipenda dal contesto più che dal modello. La stessa utilitaria assicurata a Milano e assicurata a Napoli produce due bilanci diversi, e la differenza di premio da sola può valere più di un tagliando completo. Il punto interessante è che le voci più pesanti sono anche quelle su cui hai margine di manovra. Bollo e revisione sono importi decisi altrove, il carburante dipende da quanto guidi e da come guidi, la manutenzione dipende da quanto anticipi i problemi. Chi ragiona sul risparmio parte quasi sempre dall’assicurazione e si ferma lì, lasciando intatto il blocco che pesa di più.

Bollo, assicurazione e revisione: il pavimento della spesa

Il bollo si calcola sui kilowatt e sulla classe ambientale, e il tuo unico margine sta nella scelta del veicolo, non nella gestione. La revisione ha una cadenza fissa, quattro anni dalla prima immatricolazione e poi ogni due, con una tariffa stabilita a livello ministeriale a cui si aggiunge il costo del centro. Sono le due voci che entrano nel bilancio già scritte. L’assicurazione è il primo punto dove il conto si muove davvero, perché la stessa classe di merito produce premi molto diversi a seconda di provincia, età del conducente e formula scelta. È anche la voce che le persone rinegoziano più spesso, e proprio per questo il margine residuo dopo due o tre confronti tende a esaurirsi. Chi ha già ottimizzato qui deve cercare altrove.

Il calendario delle gomme entra nel bilancio annuale

Gli pneumatici, nuovi o usati, non sono una spesa che arriva ogni cinque anni: sono una spesa che arriva ogni sei mesi, sotto forma di montaggio. Sul mercato i modi di coprire il calendario sono due, e producono bilanci diversi. Il primo è il doppio treno stagionale con custodia fuori stagione, il secondo è il treno unico all season, da acquistare magari a prezzi bassi, come ad esempio i profili che trovi nella sezioni dedicata alle gomme 4 stagioni proposte da Norauto, sito web tra i più conosciuti e affidabili in Italia che vanta oltre 40 centri di montaggio e officine di proprietà sul territorio.
Il doppio treno costa in montaggi, equilibrature e deposito, e in cambio ti dà la prestazione migliore in entrambe le stagioni, il treno unico all season elimina due montaggi l’anno e la custodia, e chiede in cambio di accettare prestazioni intermedie agli estremi della stagione. La scelta dipende da due numeri che conosci solo tu: i chilometri che percorri e il clima della zona in cui li percorri. Sotto i 10.000 chilometri annui e in una provincia senza gelate stabili, il doppio treno tende a costare più di quanto renda; sopra quella soglia o in area alpina e prealpina, il calcolo si ribalta.

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Due treni o uno solo: come cambia il conto

Il confronto va fatto su un orizzonte di quattro o cinque anni, non su una stagione. Un doppio treno dura circa il doppio in termini di calendario, perché ogni set lavora sei mesi all’anno, ma richiede due montaggi stagionali e una custodia per ogni anno di vita del veicolo. Il treno unico consuma di più in chilometri percorsi e si sostituisce prima, però azzera le voci ricorrenti.
C’è poi un vincolo normativo che non dipende dal portafoglio. Dal 15 novembre al 15 aprile l’obbligo invernale è in vigore su gran parte della rete stradale italiana, con ordinanze locali che possono anticiparlo o estenderlo: le date e le regole aggiornate dell’obbligo pneumatici invernali vanno verificate sulla propria provincia prima di scegliere la strategia, perché una gomma all season senza marcatura 3PMSF non soddisfa il requisito.

L’etichetta europea e la spesa che non compare in fattura

C’è una voce che nessuno mette in preventivo e che paghi comunque a ogni pieno. Il regolamento (UE) 2020/740 impone su tutti gli pneumatici venduti nell’Unione un’etichetta con tre parametri: efficienza energetica, aderenza sul bagnato e rumorosità esterna. La prima classe è quella che incide sul bilancio annuale, perché misura la resistenza al rotolamento, cioè quanta energia il motore spende per far girare le ruote. Il salto da una classe all’altra vale pochi punti percentuali di consumo, ma si moltiplica per tutti i chilometri percorsi in quattro o cinque anni di vita del treno. Su un profilo di utilizzo medio la differenza tra due modelli della stessa misura e dello stesso prezzo può valere più del risparmio ottenuto contrattando sul prezzo d’acquisto, ed è un dato pubblico che trovi stampato sull’etichetta prima di decidere.

Come rifare il conto sulla tua auto

Il metodo che funziona è banale e quasi nessuno lo applica: annota per dodici mesi ogni uscita legata all’auto, carburante compreso, e alla fine dividi per i chilometri percorsi. Il risultato è il tuo costo chilometrico reale, e nella maggior parte dei casi è più alto della cifra che avevi in mente. Da quel numero si capisce subito quale voce merita attenzione e quale è già al minimo. Nel calcolo vanno messe anche le sostituzioni che non sono ancora arrivate. Un treno di gomme ha una vita che si misura insieme in anni e in chilometri, e sapere quando arriverà il prossimo cambio evita di scoprilro il giorno in cui il battistrada scende sotto la soglia: la durata media degli pneumatici e i chilometri dopo cui vanno sostituiti sono il riferimento per spalmare quella spesa sugli anni giusti invece di subirla tutta insieme.

In collaborazione con Norauto (edited)

Pneumatici estivi: ecco i migliori modelli 2025, consigliati da Norauto

Pneumatici estivi: ecco i migliori modelli 2025, consigliati da Norauto 3

Nella scelta degli pneumatici estivi più adatti per la tua auto, affidarsi a marchi conosciuti è il miglior modo per garantire sicurezza e prestazioni ottimali al tuo veicolo.

Con l’estate 2025 alle porte, diventa fondamentale comprendere quali sono i profili migliori che possono massimizzare l’aderenza su asfalto caldo, migliorare la resistenza all’aquaplaning e ottimizzare i consumi della tua auto.

Scegliere le gomme estive giuste non è solo una questione di conformità alla normativa (che ne prevede l’obbligo dal 15 aprile al 15 maggio), ma un vero e proprio investimento in termini di sicurezza, efficienza energetica e durabilità che può fare la differenza nella tua esperienza di guida quotidiana.

Nelle prossime righe vedremo quindi quali sono i migliori profili per l’estate 2025, grazie anche al prezioso aiuto degli esperti di Norauto, leader italiano nella vendita di pneumatici e ricambi auto online, di cui ti consigliamo anche di visitare la relativa pagina dedicata alle gomme estive disponibile sul sito web ufficiale.

Pneumatici estivi: ecco i migliori modelli 2025, consigliati da Norauto

Quando montare gli pneumatici estivi

La normativa italiana stabilisce che il cambio gomme da invernali a estive debba essere effettuato obbligatoriamente entro il 15 maggio, con un periodo di tolleranza che inizia dal 15 aprile, permettendo così agli automobilisti di organizzarsi senza correre il rischio di sanzioni che possono variare da 422 a 1.695 euro. 

Posticipare il cambio oltre questa data non solo espone a multe salate, ma rappresenta un serio pericolo per la sicurezza, poiché le mescole morbide degli pneumatici invernali non sono progettate per resistere alle alte temperature estive, causando un deterioramento accelerato e una significativa riduzione delle prestazioni in termini di aderenza e spazi di frenata. 

I profili invernali utilizzati durante l’estate generano un maggiore attrito con l’asfalto, aumentando notevolmente i consumi di carburante e riducendo le prestazioni del veicolo, con un impatto negativo sia sull’ambiente che sul portafoglio dell’automobilista attento all’efficienza.

 

Caratteristiche degli pneumatici estivi

Gli pneumatici estivi si distinguono per una mescola più dura e tasselli meno profondi rispetto ai modelli invernali, caratteristiche specificamente progettate per garantire la massima aderenza su asfalto caldo e asciutto, migliorando significativamente la stabilità e la manovrabilità del veicolo.

Il loro battistrada presenta scanalature longitudinali e trasversali ottimizzate per un efficace drenaggio dell’acqua, riducendo drasticamente il rischio di aquaplaning anche durante i temporali estivi improvvisi, un aspetto cruciale per la sicurezza che spesso viene sottovalutato nella scelta degli pneumatici.

Grazie alla loro struttura ingegnerizzata per le alte temperature, questi profili offrono una minore resistenza al rotolamento, che si traduce non solo in un risparmio di carburante quantificabile tra il 5% e il 7%, ma anche in una significativa riduzione delle emissioni di CO2, contribuendo a un’esperienza di guida più sostenibile e rispettosa dell’ambiente. 

Altro vantaggio non trascurabile è il comfort acustico superiore: la composizione più dura degli pneumatici estivi contribuisce a ridurre il rumore di rotolamento, rendendo ogni viaggio notevolmente più silenzioso e piacevole, un fattore particolarmente apprezzato durante i lunghi tragitti autostradali tipici delle vacanze estive.

Pneumatici estivi: ecco i migliori modelli 2025, consigliati da Norauto 1

Migliori pneumatici estivi Premium

Nel panorama Premium del 2025, il Continental PremiumContact 7 domina la classifica con un eccezionale 75/100 nei test indipendenti, conquistando il titolo di “Migliore del Test” grazie a spazi di frenata ridottissimi (33,7m su asciutto, 27,4m su bagnato). 

Accanto a questo campione troviamo il Michelin Pilot Sport 5 con la sua rivoluzionaria struttura in aramide-nylon che garantisce precisione di guida eccezionale e reattività migliorata del 10%. 

Goodyear propone anche l’Eagle F1 Asymmetric 6 che, grazie alla sua composizione arricchita di resine innovative, offre un grip superiore del 20% e comfort acustico notevole. Meritano attenzione anche il Pirelli P Zero con la sua esclusiva tecnologia anti-rumore e il Bridgestone Potenza Sport, la cui formulazione con nanoparticelle di silice riduce la resistenza al rotolamento del 15%, ottimizzando sensibilmente i consumi.

Migliori pneumatici estivi Midrange

La fascia Midrange propone eccellenti alternative con ottimo rapporto qualità-prezzo, come l’Hankook Ventus S1 evo3 dotato di mescola ProDurable che estende la vita del battistrada del 15% mantenendo prestazioni costanti. 

Notevole anche il Firestone Roadhawk con il suo innovativo sistema Pulse Groove che ottimizza il drenaggio dell’acqua, mentre l’Uniroyal RainSport 5 si distingue per l’innovazione bio-ispirata Shark Skin, perfetta per chi affronta frequentemente strade bagnate. Completano l’offerta il versatile Dunlop Sport Maxx RT2 con la sua tecnologia multi-mescola che bilancia perfettamente prestazioni su asciutto e bagnato, e il Sava Intensa HP2 che, grazie al battistrada asimmetrico di nuova concezione, assicura stabilità eccellente in tutte le condizioni climatiche.

Pneumatici economici di qualità

Nel segmento economico 2025 spiccano alternative sorprendentemente valide, come il Trazano Z-107 che combina comfort di guida con efficienza energetica grazie alla sua struttura avanzata e alla mescola ottimizzata per l’aderenza sul bagnato. 

Il Fulda EcoControl HP rappresenta la scelta ideale per chi cerca risparmio a lungo termine, riducendo i consumi del 7% senza compromettere la sicurezza. 

Per chi affronta spesso piogge improvvise, l’Headway HU901 offre un sistema di dispersione dell’acqua paragonabile a quello di pneumatici premium, mentre l’Ovation VI-388, con la sua innovativa formulazione arricchita di silice, dimostra che anche le opzioni budget possono garantire equilibrio tra durata, comfort e prestazioni senza sacrificare gli aspetti cruciali della sicurezza stradale.

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Alla scoperta degli pneumatici Norauto Prevensys 4

Gli pneumatici Norauto Prevensys 4 rappresentano l’ultima generazione di gomme estive del marchio, prodotti al 100% in Europa con il 5% di materiali riciclati, concepiti per offrire prestazioni superiori rispetto al modello precedente in termini di aderenza, durata, comfort e risparmio, il tutto mantenendo un rapporto qualità-prezzo estremamente competitivo. 

La loro tecnologia anti-aquaplaning avanzata garantisce un controllo ottimale del veicolo anche in condizioni di forte pioggia, mentre la mescola del battistrada ottimizzata con un basso tasso di abrasione permette un maggiore chilometraggio e una longevità superiore, caratteristiche confermate dai 6 speciali indicatori di allineamento integrati che consentono di verificare facilmente eventuali disallineamenti, prevenendo l’usura irregolare degli pneumatici. 

La spalla interna ed esterna chiusa è stata progettata per ridurre al minimo la rumorosità, mentre le scanalature laterali di ampiezza diversa nella zona della spalla permettono un bilanciamento delle frequenze, elementi che, combinati con la nuova mescola che ottimizza la trasmissione della forza dallo pneumatico alla strada, garantiscono non solo un notevole comfort acustico ma anche una significativa riduzione dei consumi di carburante. 

Presso i centri Norauto, oltre all’acquisto dei Prevensys 4 a prezzi vantaggiosi, è possibile usufruire di servizi professionali di montaggio, equilibratura e convergenza, operazioni fondamentali per garantire la massima sicurezza e il rendimento ottimale degli pneumatici, effettuate da tecnici specializzati con attrezzature all’avanguardia che assicurano precisione e affidabilità in ogni fase dell’installazione.

Come scegliere gli pneumatici estivi giusti

Per scegliere il profilo perfetto per la tua auto, è fondamentale verificare le dimensioni adatte consultando il libretto di circolazione, dove troverai una sezione dedicata con le misure omologate per il tuo veicolo, garantendo così la perfetta compatibilità e il rispetto delle normative vigenti. 

In alternativa, controlla la banda laterale delle gomme attuali, identificando i tre valori chiave: larghezza in mm (es. 205), altezza come percentuale (es. 55) e diametro in pollici (es. R16), un passaggio essenziale per la sicurezza del veicolo. 

Non dimenticare di verificare anche l’indice di carico e l’indice di velocità, che devono essere uguali o superiori a quelli prescritti nel libretto per garantire massima sicurezza. Il configuratore online Norauto semplifica tutto: inserisci targa o modello dell’auto per visualizzare solo pneumatici compatibili, con opzioni di consegna gratuita o ritiro in negozio disponibile già un’ora dopo l’acquisto.

Quando sostituire gli pneumatici estivi

Gli esperti del settore raccomandano di non aspettare che il battistrada raggiunga il minimo legale di 1,6 mm, ma di anticipare il cambio quando si scende sotto la soglia dei 3 millimetri.

Non trascurare l’età delle gomme: anche con battistrada adeguato, pneumatici che superano i 5-6 anni possono presentare deterioramenti invisibili come microfessure e indurimenti della mescola che ne compromettono l’efficacia in situazioni critiche. 

Altrettanto importante è monitorare la distribuzione dell’usura: un consumo irregolare del battistrada spesso segnala problemi di allineamento o bilanciamento delle ruote che, se ignorati, accelerano il deterioramento degli pneumatici, causano vibrazioni, riducono la stabilità e aumentano i consumi, impattando negativamente sia sulla sicurezza che sul portafoglio.

Perché acquistare gli pneumatici estivi su Norauto.it

Norauto si distingue come partner ideale per la cura e la manutenzione della tua auto, offrendo non solo una vasta gamma di pneumatici di qualità ma anche prezzi competitivi tutto l’anno, garantendo sempre il massimo risparmio senza compromettere la sicurezza, con opzioni che spaziano dai modelli Premium fino a soluzioni più economiche ma comunque affidabili. 

Il servizio di Garanzia Norauto permette di proteggere i tuoi pneumatici a vita contro i danni accidentali (esclusi i modelli per vetture 4×4, trasporto leggero e Runflat), mentre il Tyre Hotel offre la possibilità di depositare gli pneumatici invernali durante la stagione calda e viceversa, conservandoli in condizioni ideali di temperatura e umidità per garantirne la perfetta conservazione, un servizio particolarmente apprezzato da chi vive in appartamento o non dispone di spazio adeguato per lo stoccaggio. 

L’esperienza d’acquisto è ulteriormente arricchita dalla possibilità di scegliere tra la spedizione gratuita a domicilio per gli pneumatici o il ritiro presso il centro Norauto più vicino a partire da un’ora dopo l’acquisto, con servizi professionali di montaggio, equilibratura e controllo pressione effettuati da tecnici specializzati, disponibili con orario continuato tutta la settimana, domenica inclusa, per adattarsi perfettamente alle esigenze e agli impegni di ogni automobilista.

Articolo in collaborazione con Norauto

Come gonfiare le gomme dell’auto correttamente

Come gonfiare le gomme dell'auto correttamente

I pneumatici sono l’unico punto di contatto tra la strada e il veicolo. mantenerli in un buono stato di conservazione, quindi, è fondamentale per la sicurezza. Tra le operazioni che si dovrebbero svolgere più spesso c’è quella del controllo della pressione di gonfiaggio.

Gonfiare le gomme auto significa garantirne maggiore tenuta, un consumo più omogeneo e una durata prolungata. Per ottenere tale risultato occorre tuttavia seguire alcune regole fondamentali. Vediamo quali.

INDICE
Gonfiare le gomme auto correttamente
Quanto gonfiare le gomme?
Come gonfiare le gomme auto

Gonfiare gomme auto: i valori corretti. Un errore all’apparenza banale, come gonfiare i pneumatici dell’auto in maniera inopportuna, può infatti peggiorare la guidabilità del veicolo e provocare comportamenti anomali che cambiano in presenza di valori pressori inferiori o superiori alla norma.

Per evitare di commettere questo errore è sempre necessario utilizzare un misuratore di pressione gomme. Grazie alla scala riportata su questo strumento sarà possibile effettuare il gonfiaggio gomme in maniera corretta rispettando i valori di pressione raccomandati.

Ogni automobile, com’è noto, viene equipaggiata con pneumatici di misura e caratteristiche tecniche adeguate alla sua potenza e alle sue dimensioni. Le pressioni consigliate sul libretto d’uso e manutenzione o sull’apposita etichetta applicata sulla carrozzeria (solitamente nella cornice interna dello sportello del guidatore) possono dunque differire fra un veicolo e l’altro anche a parità di gomme.

Ciò significa che due veicoli diversi, sebbene equipaggiati con le stesse gomme, possono riportare dei range di pressione del tutto differenti. Insieme alla distrazione, questa caratteristica rappresenta inoltre una delle cause più comuni degli errori di gonfiaggio dei pneumatici.

Gonfiare gomme auto, quando è necessario. Per scoprire se si devono gonfiare i pneumatici può servire del sensore di pressione, uno strumento piccolo ma efficiente, che permette di monitorare in ogni momento lo stato pressorio delle ruote fornendo una rilevazione precisa.

La pressione delle gomme si misura in un valore chiamato “bar”: se per la maggior parte degli pneumatici, il valore corretto si aggira intorno ai 2.0 e 3.0 bar, è sempre opportuno verificare l’etichetta applicata sulla carrozzeria e le condizioni stradali e meteorologiche. Per esempio, in caso di gomme invernali, il valore è diverso: si suggerisce di aumentare il valore normale di 0.2 bar, per via delle condizioni climatiche fredde che condizioneranno la pressione dello pneumatico facendola abbassare leggermente.

Le gomme troppo sgonfie presentano un’impronta a terra maggiorata a causa dell’afflosciamento della spalla, da cui consegue un aumento dell’usura laterale e del rischio di forature. Esse aumentano anche le possibilità di perdere il controllo del veicolo nelle manovre d’emergenza o alle alte velocità, provocando, di conseguenza, un aumento del rischio d’incidenti. Come se non bastasse, circolare con le gomme sgonfie provoca inoltre un maggior consumo di carburante e un degrado precoce del battistrada esterno, facendo così lievitare i costi di manutenzione dell’auto.

Viceversa, una pressione eccessiva dei pneumatici causa una riduzione della loro impronta a terra. Quest’ultima, a sua volta, comporta l’usura precoce del centro del battistrada, l’ovalizzazione delle gomme e, soprattutto, la perdita di aderenza in curva o sulle superfici scivolose.

Prima di gonfiare i pneumatici dell’auto bisogna innanzitutto procedere alla lettura dei range di pressione consigliati sul libretto di manutenzione o sull’apposito adesivo presente sul veicolo. Come regola generale, inoltre, è fondamentale non superare, in eccesso o in difetto, i valori riportati sulla spalla del pneumatico.

In entrambi i casi, infatti, si incide negativamente sulla durata del pneumatico, oltre ad esporsi a rischi relativi ad una scarsa aderenza al fondo stradale e a maggiori costi per il consumo del carburante.

Al fine di garantire un gonfiaggio rapido e ottimale, è opportuno servirsi di un compressore volumetrico (disponibile anche nelle comuni stazioni di servizio) dotato di un’apposita pistola con manometro e di un adattatore compatibile con le comuni valvole Schrader. Gli pneumatici devono poi essere gonfiati rigorosamente a freddo, in quanto il calore prodotto dal rotolamento provoca un aumento della pressione interna, impedendo la corretta misurazione e calibrazione della stessa.

Per gonfiare ognuna delle gomme (inclusa quella di scorta) basta invece rimuovere il cappuccio della valvola, collegare il compressore e azionarlo per pochi istanti, avendo cura di verificare l’aumento di pressione desiderato sul manometro.

La pressione è espressa in bar e viene indicata da due numeri. Il primo si riferisce agli pneumatici anteriori e l’altro a quelli posteriori. Ovviamente, nel gonfiare pneumatici si deve sempre utilizzare la stessa pressione sia per le gomme dell’asse anteriore che per quelle dell’asse posteriore.

 

Michelin ed Edison insieme per una produzione sostenibile

Pneumatici auto, il mercato riparte dal commercio online – automobile.it 4

L’obiettivo del contenimento delle emissioni di CO2 porta le imprese al ripensamento e all’aggiornamento dei propri impianti produttivi, dato che, alla luce degli accordi sul clima, l’impiego di fonti energetiche rinnovabili diventa imprescindibile. Per aumentare l’efficienza energetica e la sostenibilità del proprio stabilimento di Cuneo, Michelin Italia ha sottoscritto un accordo pluriennale con il colosso dell’energia Edison. Quello piemontese è l’impianto più grande in Europa occidentale della ditta francese, un sito che è in grado di produrre 13 milioni di pneumatici all’anno e che vedrà una riconversione all’insegna della sostenibilità.

Hankook, pneumatici invernali Ultra High Performance 4

Energia pulita grazie al trigeneratore

Le emissioni saranno ridotte per mezzo di nuovi impianti capaci di produrre energia a basso impatto ambientale: Edison provvederà a installare un sistema di trigenerazione ad alta efficienza che produrrà energia elettrica pulita e userà l’energia termica per fornire il vapore e l’acqua per il riscaldamento e la refrigerazione. L’iniziativa garantirà il 97% del fabbisogno energetico dell’impianto di Cuneo e includerà anche impianti fotovoltaici da montare sulle pensiline dei parcheggi e in altre zone dello stabilimento. All’approvvigionamento di energia a basso impatto ambientale concorreranno anche l’impiego di biomassa legnosa a filiera corta e il sistema di caldaie integrato che sarà impiegato per assicurare il vapore necessario per il processo di realizzazione degli pneumatici.

partnership Ford-Continental per vendita pneumatici Semperit

Tutto ruota attorno alle fonti rinnovabili

L’integrazione di questi processi e impianti consentiranno allo stabilimento Michelin di Cuneo di poter contare sul 16% di energia proveniente da fonti rinnovabili, che equivale alla riduzione di emissioni di CO2 di 18.000 tonnellate all’anno. Il prossimo passo sarà il raggiungimento del 100% di energia pulita, grazie all’impiego di combustibili alternativi come il biometano e l’idrogeno, in grado di apportare benefici sia dal punto di vista dell’impatto sull’ambiente che da quello economico, grazie al contenimento dei costi energetici. Il contratto fra i due colossi ha una durata di 15 anni e prevede che Edison usi anche la rete di trasmissione nazionale per fornire all’impianto di Cuneo energia elettrica derivante e certificata da fonti rinnovabili oltre a quella prodotta nella stessa fabbrica piemontese. L’accordo rappresenta un ulteriore passo in avanti di Michelin verso la progressiva riduzione delle emissioni, secondo la politica aziendale che ha come obiettivo, entro il 2030, la riduzione del 50% delle emissioni di CO2 rispetto al 2010, e il raggiungimento di quota zero entro il 2050.

Pneumatici sostenibili: un nuovo logo per identificare quelli “green”

Pneumatici sostenibili: un nuovo logo per identificare quelli "green" 1

Rendere una vettura sostenibile nell’intero ciclo produttivo è uno degli obiettivi dell’industria automotive e, per raggiungerlo l’elettrificazione a vari livelli dei powertrain da sola non può essere sufficiente. Per questo, già da tempo, i costruttori e le imprese che forniscono componenti per le auto, hanno iniziato a usare materiali di origine vegetale o riciclati, per la realizzazione dei nuovi veicoli. La novità più recente a tal proposito è il debutto di un inedito logo che caratterizza gli pneumatici costruiti impiegando come minimo il 50% di materiali riciclati.

Il ruolo fondamentale degli pneumatici nella riduzione delle emissioni è risaputo da tempo: la loro struttura e le caratteristiche tecniche incidono sul consumo di carburante o di energia (nel caso di auto elettriche) di una vettura e, ovviamente, anche la loro usura nel corso degli anni pesa sulle emissioni. Alla luce di questi processi, è facile intuire che avere gomme realizzate con materie a basso impatto ambientale possa contribuire a ridurre le emissioni dannose delle auto.

Pneumatici sostenibili: un nuovo logo per identificare quelli "green"

Si comincia con Pirelli

Il nuovo logo, caratterizzato da due frecce posizionate dentro un cerchio, è stato applicato per la prima volta in assoluto su P Zero E, la nuova linea di pneumatici lanciata da Pirelli, che contengono più del 55% di materiali di origine naturale e riciclati. Il logo, che certifica l’origine delle materie, acquisirà ancora maggiore importanza grazie all’approvazione anche di enti terzi, delle percentuali di materiali eco-compatibili all’interno della mescola.

Il nuovo pneumatico di Pirelli, pensato per coniugare la sostenibilità con le prestazioni elevate, fa parte della strategia adottata già da anni dal brand italiano, che entro il 2030 vuole produrre gomme formate al 60% da materiali di origine naturale e al 12% da elementi riciclati, con meno del 30% delle materie di origine fossile. Inoltre, gli studi condotti da Pirelli sul ciclo di vita di P Zero E hanno messo in risalto un abbassamento del 24% di emissioni di CO2 equivalenti rispetto a un pneumatico Pirelli di generazione precedente.

Amico dell’ambiente e delle alte prestazioni

Il basso impatto ambientale dei nuovi pneumatici non deve distogliere le attenzioni da quello che è sempre stato il marchio di fabbrica dell’azienda italiana: le elevate prestazioni. Gli esperti di Pirelli hanno portato avanti un lungo e minuzioso lavoro di ricerca e sviluppo per coniugare questi due aspetti fondamentali. Gli studi hanno portato all’individuazione e all’impiego di materiali inediti, come la lignina che deriva dagli scarti dell’industria della cellulosa e della carta e favorisce la durata dello pneumatico e la relativa riduzione della resistenza al rotolamento. Accanto alla lignina è stata individuata anche la lolla di riso, ottenuta dagli avanzi della coltivazione del riso: questo elemento è usato nelle mescole del battistrada per riuscire ad avere prestazioni elevate sul bagnato. La lista prosegue con bio-resine, gomma naturale, polimeri bio-circolari e rayon, che ha la funzione di rinforzo tessile dello pneumatico con fibre derivate dalla cellulosa.

Michelin: quando gli pneumatici sono “green”

Auto elettriche e pneumatici: come sono fatte le gomme per le vetture green 2

L’abbassamento delle emissioni di CO2, voluto dall’Europa per contrastare il riscaldamento globale, riguarda tutta la filiera dell’auto, compresi i produttori di componenti e accessori. In particolare, le aziende costruttrici di pneumatici sono impegnate da tempo nella realizzazione di prodotti “puliti” con materiali sostenibili e nel far diventare i processi industriali più efficienti.

Michelin è tra le aziende più attive nella riduzione dell’impatto ambientale e ha varato il piano “All Sustainable Strategy” per ottenere la neutralità nelle emissioni di CO2 entro il 2050. Il colosso francese ha messo a punto un piano intermedio con scadenza 2030 per contenere l’impatto ambientale del 50% rispetto al 2010 e portare al 40% l’impiego di materie sostenibili nella struttura e nella mescola dei propri pneumatici.

Materiali sostenibili e pneumatici più efficienti

La strategia aziendale consiste in un insieme di progetti che hanno l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale in tutto il ciclo di vita degli pneumatici, a partire dalla ricerca di materiali sostenibili, all’estrazione “pulita” delle materie prime, fino all’uso di energia rinnovabile nei processi industriali. Nel piano Michelin ricoprono grande importanza gli pneumatici a basso indice di rotolamento, che agevolano la riduzione del consumo di carburante nelle auto tradizionali e di energia elettrica in quelle a zero emissioni. Va ricordato che gli pneumatici incidono per il 20% sul consumo di una vettura e avere gomme efficienti può consentire un risparmio notevole. In quest’ottica si inquadrano i nuovi pneumatici e.Primacy (per auto e suv) e Pilot Sport EV (la prima gomma sportiva per auto elettriche ad alte prestazioni) che contengono varie innovazioni tecnologiche dedicate all’ambiente.

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Un taglio a consumi ed emissioni con e.Primacy

Viene realizzato nella fabbrica di Cuneo quello che è il primo pneumatico sul mercato contrassegnato con la Dichiarazione Ambientale di Prodotto: è disponibile in più di 56 misure differenti e punta su prestazioni ed efficienza. La bassa resistenza di rotolamento permette di diminuire il consumo di carburante (fino a 0,21 l/100km) e di energia elettrica (fino a 30 km in più di autonomia) e di ridurre le emissioni di CO2 di 174 kg prendendo in considerazione l’intero ciclo vita.

Pilot Sport EV fa rendere di più le auto elettriche

Michelin Pilot Sport EV nasce per accrescere le prestazioni dinamiche delle auto sportive a batteria senza intaccare i livelli di autonomia. È stato messo a punto grazie all’esperienza della Formula E ed è in vendita in oltre 16 misure, da 18 a 22 pollici. La tecnologia ElectricGrip Compound è una delle innovazioni dello pneumatico premium: si tratta dell’impiego di una mescola più dura nella parte centrale del battistrada e una più efficiente sulla spalla al fine di contenere il consumo di energia nelle distanze più lunghe e consentire un chilometraggio maggiore.

Case produttrici più attente all’ambiente

Michelin non è sola. Anche gli altri produttori più importanti di pneumatici, già da diversi anni, sono impegnati nella riduzione dell’impatto ambientale, con la graduale eliminazione degli oli aromatici usati nella composizione della mescola che sono stati sostituiti con amalgamanti di origine naturale. Questa tecnica è stata usata per la nuova generazione di Michelin Energy Saver, per i nuovi Cinturato Pirelli e i modelli stradali di Yokohama.

Accanto all’utilizzo di materie di origine naturali, le aziende produttrici sono impegnate in prima linea in attività agricole come la coltivazione di caucciù, spesso caratterizzata da disboscamento selvaggio o coltivazione intensiva, progetti di riforestazione e salvaguardia delle riserve naturali. Il rinfoltimento delle aree verdi è una delle azioni più efficaci per centrare l’obiettivo della neutralità nelle emissioni di CO2. È impossibile cancellare le emissioni dalle attività produttive, ma possono essere bilanciate piantando alberi che durante il naturale ciclo vita assorbono quantità corrispondenti a quelle prodotte dagli stabilimenti.

Con Pirelli Care gli pneumatici si controllano con il telefono

Con Pirelli Care gli pneumatici si controllano con il telefono

Pirelli Care è il nuovo servizio che permette di acquistare gli pneumatici o anche soltanto di gestirne la salute pagando un canone mensile fisso. È possibile sottoscrivere l’abbonamento su internet o tramite la specifica applicazione per smartphone che, dopo aver analizzato le esigenze dell’automobilista, indica in automatico il tipo di gomma più adatto.

L’obiettivo di Pirelli Care è rendere più agevole l’acquisto e la gestione degli pneumatici tramite web o applicazione. Gli automobilisti sprovvisti di una copertura assicurativa accessoria come carro attrezzi e polizza pneumatici, hanno ora la possibilità di ricorrere a questo abbonamento che consente di usufruire di servizi che avrebbero un costo superiore se richiesti singolarmente in officina. La garanzia sugli pneumatici e l’assistenza stradale Europ Assistance sono infatti sempre incluse, anche nell’abbonamento base.

Pressione pneumatici: ecco come controllare la pressione delle gomme

I tre piani

Il servizio Pirelli è diviso in tre fasce, a seconda delle esigenze dell’automobilista.

  • Piano Easy: si rivolge a chi non ha necessità di acquistare gli pneumatici e include una serie di servizi al costo di 5 euro al mese. L’abbonamento comprende il soccorso stradale su tutto il territorio europeo, il check-up del veicolo, riparazioni in caso di forature e la sanificazione dell’auto.
  • Piano Smart: il secondo livello prevede anche un set di gomme, oltre a servizi come montaggio/smontaggio, equilibratura, garanzia su pneumatici per danni riparabili o irreparabili e fino alla sostituzione dell’intero set e il cambio stagionale. Con un piccolo sovrapprezzo è previsto anche il deposito delle gomme per chi sceglie di inserire pneumatici estivi e invernali.
  • Piano Superior: include uno o più set di pneumatici e tutti i servizi del piano Smart, anche il check-up del veicolo (controllo pressione pneumatici, verifica livello dei liquidi, dell’efficienza dell’impianto luci, scadenza della revisione ecc.), un controllo completo dell’assetto (verifica della convergenza, della campanatura e dell’incidenza, anteriore e posteriore, con azzeramento del sensore dell’angolo di sterzo dell’auto) e una sanificazione del veicolo.

Come conservare gli pneumatici al cambio di stagione

Come funziona

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Quando abbiamo ultimato la scelta dei servizi e degli pneumatici, il sistema ci porta nella pagina conclusiva del preventivo, dove sono elencati tutti i servizi scelti e il costo mensile da sostenere. Come ultimo atto veniamo reindirizzati sul sito Pirelli per effettuare la registrazione dell’account e selezionare il metodo di pagamento.

Durata pneumatici: ogni quanti km vanno cambiati?

Quanto durano gli pneumatici e quando è necessario sostituirli?

Elemento di contatto fra la strada e l’auto, le gomme sono al centro di una domanda ricorrente posta dagli automobilisti: quanto durano gli pneumatici e quando è necessario sostituirli?

Sino a non molto tempo fa, la maggior parte degli automobilisti era convinta che la durata delle gomme auto dipendesse direttamente dalla data di fabbricazione.

L’ingresso sul mercato europeo della marcatura DOT, infatti, ha spinto molti a credere che ci fosse una stretta correlazione fra la data di produzione del pneumatico e la sua usura. In realtà, tale marcatura è stata imposta per rendere rintracciabile il lotto di provenienza.

INDICE
Ogni quanto cambiare le gomme?
Quanti km durano le gomme invernali?
Quanti km durano le gomme 4 stagioni?
Quanti km durano le gomme estive?
Pneumatici induriti: dopo quanto tempo?
Come controllare l’usura degli pneumatici
ABS e usura pneumatici

L’usura degli pneumatici di un veicolo dipende da moltissimi fattori ed è per questo molto difficile stabilire a priori ogni quando cambiarli. Ad influenzare la durata delle gomme auto sono per lo più due fattori:

  • le condizioni di utilizzo, che comprendono le modalità di carico dell’auto, il mantenimento della corretta pressione delle gomme, la velocità media a cui si viaggia, il tipo di strade percorse, la frequenza di urti subiti e l’esposizione degli pneumatici a determinate condizioni climatiche;
  • lo stato dell’immagazzinamento, prima e dopo dell’acquisto.

Solitamente, i principali marchi specializzati nella produzione di pneumatici consigliano di effettuare un controllo una volta all’anno, una volta superati i cinque anni dall’acquisto. Inoltre, considerato il deterioramento a cui vanno incontro gli pneumatici con il semplice passare del tempo, è bene sostituire le gomme dopo 10 anni di utilizzo, indipendentemente dalla loro condizione specifica.

Ma ci sono anche indicazioni relative alla distanza percorsa: a seconda della qualità e dalle condizioni d’uso delle gomme queste devono essere sostituite dopo aver percorso tra i 20.000 e i 50.000 km. Questa misura è però piuttosto variabile, visto che dipende non solo dalla qualità delle strade percorse, ma anche dallo stile di guida del conducente. Per questo è bene controllare con una certa frequenza lo stato di usura degli pneumatici, assicurandosi che lo spessore della scultura del battistrada non scenda sotto gli 1,6 millimetri (limite legale in Italia).

La durata media degli pneumatici invernali è simile a quella degli altri tipi di gomme, ed è compresa tra i 5 e i 10 anni. In ogni caso, gli pneumatici invernali vanno sostituiti quando lo spessore del battistrada è inferiore a 1,6 mm o quando lo pneumatico presenta fori, tagli, deformazioni o, ancora, zone particolarmente usurate.

Si consiglia di prestare particolare attenzione alla conservazione degli pneumatici invernali perché può influenzarne notevolmente la durata, scegliendo per lo stoccaggio un luogo non troppo umido e la cui temperatura non vari notevolmente.

Oltre all’usura, poi, per sapere quando cambiare le gomme invernali è sempre bene avere a mente la data del 15 maggio, termine ultimo per effettuare la sostituzione con quelli estivi.

Gli pneumatici 4 stagioni si configurano come le gomme del compromesso, molto popolari fra i conducenti che non intendono cambiare gli pneumatici della proprio auto a seconda della stagione.

In molti, però si chiedono se convengano veramente e soprattutto quale sia la durata delle gomme 4 stagioni in km.  La risposta è semplice: tendenzialmente questi pneumatici hanno una durata inferiore di circa il 10-15% rispetto a quelli stagionali specifici. Infatti, le stesse caratteristiche che ne consentono l’uso sia col sole che con la neve le rendono più esposte all’usura specialmente nel periodo estivo.

Per le gomme estive vale lo stesso discorso fatto per quelle invernali. La durata media degli questi pneumatici è compresa tra i 5 e i 10 anni, a seconda dei fattori che ne influenzano l’usura.

Un primo indicatore dell’usura delle proprie gomme è l’indurimento progressivo delle stesse. Infatti, con il passare degli anni gli pneumatici tendono a “seccarsi”, diventando meno elastici e uniformi. Oltre che al tatto, l’indurimento delle gomme risulta evidente anche a prima vista: quando avviene si possono osservare crepe che percorrono l’intera superficie dello pneumatico. Normalmente, anche a causa dell’indurimento progressivo, è necessario sostituire gli pneumatici dopo circa 10 anni dall’acquisto.

Per controllare l’usura degli pneumatici la prima cosa da fare è osservare attentamente il battistrada, il quale costituisce la zona del pneumatico a diretto contatto con l’asfalto. Lo stato delle scanalature, le imperfezioni e le disomogeneità della gomma incidono sulla sicurezza complessiva dell’auto, e quindi del conducente e dei passeggeri a bordo.

Una normativa europea stabilisce, inoltre, quale deve essere lo spessore minimo della scultura del battistrada (ovvero la profondità delle scanalature) degli pneumatici prima: il cambio gomme auto deve avvenire quando la scultura del battistrada ha raggiunto una profondità di 1,6 mm.

Per controllare se gli pneumatici del proprio veicolo rientrano in questo limite si utilizza solitamente un tassello in gomma, spesso proprio 1,6 mm, posto sul fondo di una delle scanalature del battistrada: quando lo spessore della scanalatura raggiunge il livello dell’indicatore significa che il pneumatico deve essere sostituito.

L’indicatore di usura è facilmente individuabile osservando il fianco del battistrada: esso può essere reperito in linea con il codice TWI, un triangolo o il logo del marchio. Alcuni produttori hanno previsto sugli pneumatici anche indicatori intermedi, raggiunti i quali le gomme non garantiscono più le prestazioni ottimali.

Per controllare l’usura del pneumatico si può usare anche il calibro di profondità, uno strumento efficace e reperibile in tutti gli autoricambi, che misura con esattezza la profondità delle scanalature del battistrada in più punti.

Molte persone si chiedono se l’ABS, il sistema antibloccaggio delle ruote che consente di migliorare le frenate in condizioni di scarsa aderenza al manto stradale, funzioni anche in caso di ruote usurate. La risposta è sì: l’ABS infatti agendo su tutte e quattro le ruote e impedisce loro di bloccarsi anche in caso ruote vecchie. Chiaramente, però, degli pneumatici molto usurati possono in ogni caso compromettere le capacità dell’auto nel tenere la strada e nel frenare.

Se è giunta l’ora di effettuare il cambio gomme auto, potete trovare un’ottima selezione di gomme 4 stagioni, invernali ed estive su ebay.it.

Cose da sapere

Quanti chilometri durano gli pneumatici?

La durata chilometrica degli pneumatici è molto variabile. In linea di massima, chi utilizza l’auto soprattutto per lavoro, dovrebbe sostituire gli pneumatici una volta compiuto un tragitto compreso fra 20.000 e 50.000 km.

Dopo quanto tempo vanno cambiati gli pneumatici?

Non esiste un limite di tempo definito che stabilisca quando cambiare gli pneumatici, tuttavia è consigliato di procedere alla sostituzione dopo 10 anni di utilizzo degli stessi, anche quando essi non hanno raggiunto la soglia d’usura prevista dalla normativa.

Come si controlla lo stato di usure del pneumatico?

Per controllare l’usura si utilizza solitamente un tassello in gomma, spesso 1,6 mm, posto sul battistrada: quando quest’ultimo raggiunge il livello dell’indicatore significa che il pneumatico deve essere obbligatoriamente sostituito.

L’ABS agisce anche quando gli pneumatici sono usurati?

Sì, l’ABS agendo su tutte e quattro le ruote impedisce loro di bloccarsi anche su asfalto bagnato o ruote usurate.

Quando vanno cambiati gli pneumatici invernali?

La data da tenere a mente è quella del 15 maggio, termine ultimo per sostituire gli pneumatici invernali con quelli estivi.