Ferrari ha creato un nuovo modello, ma calmate i bollenti spiriti: è destinata solo a uno speciale cliente. Si tratta della SC40, una one-off realizzata su commissione grazie al programma Progetti Speciali di Maranello che vuole rendere omaggio alla leggendaria F40. Basata sulla 296 GTB, presenta tutta una serie di dettagli unici e di forme inedite he richiamano quanto visto sull’iconica super sportiva di fine anni ’80.
Le dimensioni della Ferrari SC40 non si discostano molto da quelle della classica sportiva di Maranello, anche se rispetto alla vettura di partenza, la 296 GTB, esse risultano aver subito un aumento. La SC40 è infatti lunga 4,70 metri (+ 130 mm rispetto alla 296 GTB) e larga 1,97 metri (+ 20 mm rispetto alla 296 GTB), mentre l’altezza arriva a segnare 1,19 metri. Invariato rimane invece il passo, con 2,60 metri di lunghezza.
Dimensioni
Lunghezza
4,70 metri
Larghezza
1,97 metri
Altezza
1,19 metri
Passo
2,60 metri
Ferrari SC40: esterni
Stilisticamente, la SC40 omaggia la F40, evocandone le forme geometriche e le proporzioni ma reinterpretandole con un linguaggio visivo contemporaneo. Il risultato è una vettura dal design muscoloso e scultoreo, curato sempre dal Centro Stile Ferrari guidato da Flavio Manzoni. Il design della SC40 si fonda su volumi squadrati e proporzioni avanzate: muso lungo e basso a richiamare il cofano inclinato della F40 (niente fari a scomparsa questa volta però), coda corta e un’ala posteriore alta integrata nel corpo vettura. I gruppi otticianteriori sono integrati agli angoli del cofano, sopra una grande presa d’aria a tutta larghezza e bocchette freno rettangolari che ne accentuano la sportività.
Ferrari SC40: prezzo, dimensioni e caratteristiche
Ferrari SC40: prezzo, dimensioni e caratteristiche 2
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Ferrari SC40: prezzo, dimensioni e caratteristiche 8
La carrozzeria inoltre è verniciata in una tonalità inedita di Bianco SC40 pensata per valorizzare la complessità delle superfici e la tonalità volutamente fredda. Il posteriore, scolpito e muscoloso, mostra il V6 attraverso louvres in Lexan fumé impreziosito da inserti in Kevlar e ospita scarichi centrali realizzati in stampa 3D, con finiture in titanio e carbonio. La sigla SC40 è scavata sul supporto laterale destro dell’alettone posteriore a tutta larghezza, esattamente come sulla F40, e non mancano le prese d’aria sulle fiancate in tinta nera ispirate alle Naca originali, mentre i gruppi ottici posteriori richiamano chiaramente la 296 GTB, enfatizzando il legame tecnico tra le due vetture. Infine, i cerchi dal design specifico alternano nero e metallo spazzolato per richiamare il contrasto tra materiali grezzi e superfici lavorate.
Ferrari SC40: interni
Anche gli interni riprendono il design minimalista e corsaiolo della F40, facendo largo uso di carbon-kevlar su tappeti, plancia e vani. I sedili, rivestiti in Alcantara Charcoal e tessuto tecnico rosso Jacquard, ospitano il logo SC40 ricamato, mentre l’alluminio spazzolato e il carbonio a vista aggiungono un tocco tecnico e raffinato.
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Ferrari SC40: motori
La meccanica rimane quella di serie della 296 GTB, composta da un V6 biturbo da 3.0 litri che da solo eroga una potenza di 663 CV, ma che abbinato al motore elettrico da 167 CV montato fra il cambio robotizzato a doppia frizione a 8 marce e il motore endotermico porta la potenza totale ad 830 CV per 740 Nm di coppia. Tutto ciò si traduce in una bruciante accelerazione da 0 a 100 in 2,9 secondi per una velocità massima di 330 km/h (ad 8500 giri/min).
Ferrari SC40: prezzo, dimensioni e caratteristiche 13
Ferrari SC40: prezzo, dimensioni e caratteristiche 14
Ferrari SC40: consumi
Certamente una Ferrari non si compra pensando all’efficienza e al risparmio di carburante, ma per una questione di normativa e di ricerca della massima efficienza, anche una supercar oggi deve fare i conti con certi dati, anche per contenere il valore sulle emissioni di Co2. E per la SC40, che usa la stessa meccanica della 296 GTB, grazie al suo powertrain ibrido (con batteria da 7 kwh che le permette di percorrere fino a 15 kma zero emissioni per una velocità massima di 135 km/h), i valori dichiarati su un percorso misto sono di 6,6 l/100 km secondo l’omologazione WLTP, un valore fino a qualche anno fa impensabile per una sportiva di questo rango. Per quanto riguarda la ricarica, con presa di Tipo 2 si va a una potenza massima di 3,4 kW, impiegando circa 2-3 ore sia a casa che alla colonnina pubblica per un “pieno”.
Ferrari SC40: perché comprarla
Prestazioni: divertimento ed emozioni assicurate col motore ibrido che riunisce il meglio della tecnologia Ferrari
Stile: tanti richiami alla F40, risultando in un design senza eguali
Rarità: modello su commissione, unico nel suo genere e di alto valore
Ferrari SC40: prezzi
Sfortunatamente, essendo un modello realizzato su commissione per un cliente, esso non è in vendita e per tanto un prezzo di listino non è disponibile.
Con i suoi otto cilindri e 1050 CV, ecco la Ferrari 849 Testarossa. Si tratta dell’erede della SF90 Stradale con cui condivide la meccanica, anche se da un punto di vista estetico le somiglianze sono poche.
Si tratta di uno dei modelli più esclusivi del Cavallino, il cui nome è composto dal frazionamento del propulsore termico, dalla cilindrata unitaria e dal nome Testarossa, una vera e propria leggenda per Maranello fin dal 1956, anno di uscita della Ferrari 500 Testarossa.
Ecco la scheda tecnica della Ferrari 849 Testarossa:
La lunghezza della Ferrari 849 Testarossa è di 4.718 mm, la larghezza di 2.304, l’altezza di 1.225 e il passo di 2.650 mm. Il peso a secco è di 1.570 kg, mentre la capacità del bagagliaio è di 74 litri
Dimensioni
Lunghezza
4.718 mm
Larghezza
2.304 mm
Altezza
1.225 mm
Passo
2.650 mm
Ferrari 849 Testarossa: esterni
A disegnare questa nuova Testarossa è stato il team del Centro Stile guidato da Flavio Manzoni, che si è ispirato alle vetture Sport Prototipo di cinquant’anni fa creando un modello dalle spiccate somiglianze estetiche con la F80 e la 12Cilindri.
Per quanto riguarda gli esterni si nota la “sponda”, una porta con modellato tridimensionale che deriva dalla linea maestra principale. Questa sponda è realizzata con un solo elemento di lega d’alluminio, e non ha tagli o scomposizioni.
Ferrari 849 Testarossa: prezzi, dimensioni, caratteristiche
Ferrari 849 Testarossa: prezzi, dimensioni, caratteristiche 1
Ferrari 849 Testarossa: prezzi, dimensioni, caratteristiche 2
Ferrari 849 Testarossa: prezzi, dimensioni, caratteristiche 3
Ferrari 849 Testarossa: prezzi, dimensioni, caratteristiche 4
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Ferrari 849 Testarossa: prezzi, dimensioni, caratteristiche 7
Ferrari 849 Testarossa: prezzi, dimensioni, caratteristiche 8
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Ferrari 849 Testarossa: prezzi, dimensioni, caratteristiche 13
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Ferrari 849 Testarossa: prezzi, dimensioni, caratteristiche 15
La porta, inoltre, ha anche una funzione aerodinamica, essendo realizzata tramite un processo di estrazione molto particolare, che permette di formare pannelli senza incastri.
C’è poi la versione Spider con tetto rigido che si apre in 14 secondi. Lo scatto da 0 a 100 è in 2,3 secondi anche se il peso è di 90 kg in più della sorella. Sarà lei la versione più ricercata dai collezionisti.
Ferrari 849 Testarossa: interni
L’abitacolo è da monoposto e la plancia ha uno sviluppo orizzontale e dettagli che ricordano la F80. Due i posti disponibili, anche se i due passeggeri trovano più spazio grazie a una riprogettazione totale dell’abitacolo.
Ferrari 849 Testarossa: prezzi, dimensioni, caratteristiche 16
Ferrari 849 Testarossa: prezzi, dimensioni, caratteristiche 17
Ferrari 849 Testarossa: prezzi, dimensioni, caratteristiche 18
Ferrari 849 Testarossa: motori
Sotto al cofano c’è un V8 biturbo di 3.990 cm3 a carter secco con bancate angolate di 90 gradi. In questa versione aggiornata della 849, inoltre, la potenza massima è di 830 CV a 7500 giri.
La coppia è di 842 Nm di coppia erogati a 6500 giri, mentre il regime massimo è di 8300 giri. La trasmissione è invece un’automatica doppia frizione a otto rapporti con trazione posteriore.
Come la sorella SF90 Stradale, anche la nuova Ferrari 849 Testarossa adotta un sofisticato sistema di trazione integrale elettrica, che unisce tradizione e innovazione in chiave prestazionale. Il motore termico agisce esclusivamente sul retrotreno, dove lavora in sinergia con uno dei tre motori elettrici.
L’avantreno, invece, è completamente gestito da unità elettriche, contribuendo a una potenza ibrida complessiva di 220 CV. In modalità eDrive, la sola componente elettrica garantisce 163 CV e un’autonomia di 25 km grazie alla batteria da 7,45 kWh.
Questo powertrain ibrido non è pensato per risparmiare, ma per spingere al limite: la 849 Testarossa scatta da 0 a 100 km/h in soli 2,3 secondi, mentre lo 0-200 km/h viene archiviato in 6,35 secondi. La velocità massima supera i 330 km/h, confermando l’impostazione da supercar estrema.
Anche la frenata è all’altezza, con un impianto brake-by-wire e sistema ABS Evo derivato dalla SF90 XX: servono appena 28,5 metri per fermarsi da 100 km/h e 108 metri da 200 km/h. Il cronometro parla chiaro anche in pista: sulla pista di Fiorano, la 849 Testarossa ferma il tempo in 1’17”500, prestazione che la proietta tra le Ferrari più veloci di sempre.
Ferrari 849 Testarossa: consumi
Ferrari 849 Testarossa: allestimenti
Assetto Fiorano
Assetto Fiorano: Alleggerimento complessivo di circa 30 kg, nuovo sedile tubolare leggero rivestito in Alcantara nera, cerchi in fibra di carbonio da 20″, frontale caratterizzato da uno splitter molto più estremo, fondo anteriore dotato di una coppia supplementare di generatori di vortici, due spoiler ridotti sormontati da profili aerodinamici ad alta incidenza, sospensioni rigide Multimatic, molle alleggerite del 35%, gradiente di rollio ridotto del 10%, sollevatore anteriore, coperture Michelin Pilot Sport Cup2, livrea esclusiva disponibile in due varianti cromatiche – Bianco Cervino e Rosso Corsa – a campitura a gradiente.
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Ferrari 849 Testarossa: prezzi, dimensioni, caratteristiche 30
Ferrari 849 Testarossa: perché comprarla
Aerodinamica: Tra i punti forti grazie al lavoro del Centro Stile
Interni: Un grande classico evoluto e aggiornato
Motori: Ancora più potente
Ferrari 849 Testarossa: prezzi
Le 849 Testarossa sono ordinabili da subito, e le prime consegne avverranno nel primo semestre 2026, mentre per la Spider bisognerà attendere la seconda parte dell’anno.
La nuova granturismo del Cavallino in sostituzione della Ferrari Roma arriverà nel primo trimestre del 2026, e si chiama Ferrari Amalfi. Sotto al cofano rimane il V8 in posizione anteriore centrale della precedente, ma portato a 640 CV, e sfoggia lo stesso design elegante della Roma, ma più levigato e più pulito. Come ogni vera GT, la Amalfi rappresenta il modello ideale per godere delle performance tipiche dei modelli Ferrari, unite ad un’abitabilità e una fruibilità quotidiana inusuale in confronto agli altri modelli di Maranello.
La nuova Ferrari Amalfi, come la Roma, ha misure generose, da vera granturismo. La sua lunghezza aumenta di un centimetro, attestandosi a 4,66 metri, mentre le altre misure rimangono praticamente uguali, con la larghezza che si attesta poco al di sotto dei 2 metri e l’altezza sugli 1,3 metri circa. Anche il passo rimane di 2,67 metri. Generoso infine il vano di carico con una capacità di 273 litri.
Dimensioni
Lunghezza
4.66 mm
Larghezza
1.97 mm
Altezza
1.30 mm
Passo
2.67 mm
Ferrari Amalfi: esterni
La Ferrari Amalfi è una gran turismo. Nei suoi dettagli estetici richiama a più riprese le gloriose GT Ferrari degli Anni 60′. Nel complesso vanta uno stile fluido e moderno, alla ricerca dell’armonia fra diversi riferimenti alla tradizione. Il frontale è l’evoluzione del disegno della Roma, guardando però alla 12cilindri per differenziarsi. I gruppi otticianteriori rimangono sottili e da loro parte una linea che li unisce.
Ferrari Amalfi: prezzi, dimensioni e caratteristiche 4
Ferrari Amalfi: prezzi, dimensioni e caratteristiche
Ferrari Amalfi: prezzi, dimensioni e caratteristiche 1
Ferrari Amalfi: prezzi, dimensioni e caratteristiche 2
Ferrari Amalfi: prezzi, dimensioni e caratteristiche 3
Sparisce la griglia, per un minimalismo ancora più spinto, che non rinuncia naturalmente a soluzioni sopraffine per l’aerodinamica. In coda troviamo ancora i vari stilemi tipici del più recente linguaggio stilistico Ferrari, con i quattro scarichi e i quattro fanali sottilissimi, praticamente squarci rossi nella carrozzeria. Il posteriore è poi dominato da una piccola ala mobile pronta a sorgere così da regalare un carico verticale di 110 kg ai 250 km/h.
Ferrari Amalfi: interni
Anche gli interni della Ferrari Amalfi presentano delle novità non indifferenti rispetto alla Roma. L’abitacolo è stato ridisegnato, semplificandolo e basandolo sul concetto del doppio cockpit che avvolge sia il pilota sia il passeggero grazie al nuovo tunnel centrale d’alluminio anodizzato fresato dal pieno, che ospita elementi funzionali come il cancelletto, la sede della chiave, la ricarica wireless e i comandi secondari. Il nuovo volante, a seguito delle critiche mosse alla Roma per i troppi comandi touch, segna il ritorno ai comandi fisici, incluso il pulsante di accensione e spegnimento in metallo, e disposti in modo da consentire la massima ergonomia.
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Ferrari Amalfi: prezzi, dimensioni e caratteristiche 10
Ferrari Amalfi: prezzi, dimensioni e caratteristiche 11
Non manca naturalmente l’iconico Manettino per cambiare il carattere della vettura. La console centrale è stata ridisegnata e ora è molto più bassa, mentre per il resto sono presenti un quadro strumenti da 15,6 pollici completamente digitale (ora in posizione orizzontale e non più verticale), un touch screen capacitivo da 10,25 pollici al centro e un display per il passeggero da 8,8 pollici, che può tenere sott’occhio parametri come le forze G o il regime del motore. Infine, come da tradizione Ferrari, i materiali e i rivestimenti sono pregiati e altamente personalizzabili.
Ferrari Amalfi: motori
Il cuore della Ferrari Amalfi rimane il V8 3,9 litri biturbo della Roma, ma portato a 640 CV (dai 620 della Roma) e 760 Nm di coppia, capace di una maggiore reattività grazie ad una serie di migliorie come alberi a camme più leggeri, turbo capace di girare più velocemente (fino a 170.000 giri al minuto), centralina modificata, nuovo basamento e cambio automatico doppia frizione a 8 rapporti con strategie di funzionamento ottimizzate. La velocità massima rimane invariata, 320 km/h, mentre migliora di 1 centesimo l’accelerazione da 0 a 100, che passa da 3,4 a 3,3 secondi. Migliora anche lo spazio di frenata, grazie al nuovo sistema brake-by-wire. La trazione, infine, è rigorosamente posteriore, da vera supersportiva.
Ferrari Amalfi: consumi
Attualmente, la Casa di Maranello non ha ancora dichiarato i consumi medi per la Ferrari Amalfi, ma naturalmente non ci si può aspettare che sia un veicolo che faccia particolare attenzione ai consumi.
Ferrari Amalfi: allestimenti
Attualmente, il listino della Ferrari Amalfi non prevede allestimenti specifici, ma le possibilità di personalizzazione saranno sicuramente innumerevoli, come da tradizione per la Casa di Maranello.
Ferrari Amalfi: perché comprarla
Assetto: il controllo elettronico della dinamica della Amalfi permette a questa potente granturismo di rendere le prestazioni sportive accessibili a tutti i guidatori e consente di guidare in sicurezza, con meno pensieri.
Comfort: fra le modalità selezionabili tramite il Manettino ce n’è anche una dedicata alla guida più comoda, per macinare chilometri senza scendere a compromessi col carattere tipico di una Ferrari.
Immagine: grazie alla sua eleganza indiscutibile, la Ferrari Amalfi non è eccessivamente appariscente ma sa al contempo distinguersi da tutte le altre supercar di Maranello.
Ferrari Amalfi: prezzi
La Ferrari Amalfi sarà disponibile per le consegne nel primo trimestre del 2026 con un prezzo di listino di base di 240.000 euro.
La Ferrari 296 GTB, lanciata nel 2021 come erede della F8 Tributo, è un modello che rappresenta un passo avanti importante per la Casa del Cavallino Rampante nella sua lunga tradizione di sportive: si tratta infatti della prima berlinetta stradale (con motore posteriore centrale) a montare un propulsore V6, oltre tutto elettrificato.
Ferrari ha presentato a Le Mans una nuova versione a tiratura limitata della 296 Speciale con l’allestimento “Piloti Ferrari”, nato per celebrare il mondo delle gare di durata e le vittorie del Cavallino nel Wec, e per rendere omaggio ai piloti-clienti coinvolti nelle attività sportive ufficiali della Casa di Maranello. La sportiva sarà offerta in quattro colori: Rosso Scuderia, Blu Tour de France, Nero Daytona e Argento Nürburgring. Sulle fiancate presenterà il logo Wec dipinto a mano e sul paraurti anteriore la bandiera italiana, mentre sulla carrozzeria spiccherà la livrea, in Giallo Modena, che si ispira a quella dell’hypercar 499P che si è aggiudicata le 24 Ore di Le Mans del 2023, del 2024 e di quest’anno. Si potrà inoltre avere con il numero 51 (quello del vernissage, lo stesso del prototipo che ha vinto in Francia nel 2023), il 50, oppure quello scelto dal pilota-cliente. All’interno, i sedili racing saranno rivestiti in Alcantara nera termoformata con inserti realizzati nello stesso materiale ignifugo utilizzato nelle tute dei piloti ufficiali, e potranno avere cinture di sicurezza a tre o quattro punti.
Ferrari 296 GTB: prezzi, dimensioni e caratteristiche 26
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Ferrari 296 GTB: prezzi, dimensioni e caratteristiche 25
Ferrari 296 GTB: prezzi, dimensioni e caratteristiche 23
La plancia sarà decorata con cuciture gialle a contrasto, mentre il sottoplancia, la targhetta identificativa, il battitacco e il volante saranno tutti realizzati in fibra di carbonio e con dedica personalizzabile ed altri dettagli. Per quanto riguarda motore e prestazioni, la 296 Speciale “Piloti Ferrari” avrà 50 CV in più (per un totale di 880 CV, di cui 37 guadagnati dal 3.0 V6 e 13 dalla parte ibrida-elettrica), 60 chili in meno (1.410 in totale, di cui ben 9 risparmiati dal motore, 20 chili dall’interno, il resto dalla carrozzeria), un assetto ribassato di 5 mm e il 20% in più di carico verticale rispetto al modello di base, con 435 kg a 250 km/h. Tale serie di accorgimenti portano il veicolo ad una velocità massima di oltre 330 km/h per uno scatto da 0 a 100 in 2,8 secondi (e da 0 a 200 in 7 secondi). L’allestimento esclusivo sarà disponibile per le prime consegne all’inizio del 2026 in versione solo coupé.
Ferrari 296 Speciale/Speciale A
Ferrari ha presentato le 296 Speciale e Speciale A (versione Spider della Speciale), le eredi spirituali della 488 Pista e Pista Spider, basate sulla GTB e GTS, seguendo una filosofia ormai affermata: rendere ancora più affilate e specialiste le proprie biposto puntando su maggiore potenza, efficienza aerodinamica e su soluzioni tecniche adatte anche all’uso in pista. In queste versioni, il V6 biturbo plug-in hybrid passa da 830 a 880 CV, rendendo la Speciale la berlinetta a trazione posteriore più potente nella storia della Ferrari. Il motore termico, ora capace di 700 CV e 755 Nm, deriva da quello della F80 e adotta bielle di titanio, albero motore alleggerito, pistoni rinforzati, prigionieri di titanio, turbine modificate con nuove casse coibentate e una gestione elettronica evoluta con un sistema anti detonazione derivato dalla Formula 1.
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Ferrari 296 GTB: prezzi, dimensioni e caratteristiche 14
Ferrari 296 GTB: prezzi, dimensioni e caratteristiche 15
Mentre per quanto riguarda il motore elettrico, raggiunge adesso i 180 CV e 315 Nm, contribuendo a velocizzare i cambi marcia della trasmissione Dct grazie alla maggiore coppia erogata. E grazie alla modalità di guida Qualify è ora disponibile la nuova funzione extraboost, che varia il proprio funzionamento in base alla pista, derivata all’esperienza della SF90 XX Stradale. Anche l’aerodinamica e il downforce sono stati migliorati grazie ad una serie di elementi derivati dalla 296 Challenge come l’Aero Damper nel cofano anteriore, i louvre in stile 296 GT3 sui passaruota, le derive verticali con side wing nella zona posteriore (ispirati alla FXX K) e lo spoiler attivo modificato con due novità principali: la riduzione del 50% del tempo per passare dalla posizione Low Drag alla High Downforce e il terzo settaggio Medium Downforce per ottimizzare la stabilità alle alte velocità.
Ferrari 296 GTB: prezzi, dimensioni e caratteristiche 18
Ferrari 296 GTB: prezzi, dimensioni e caratteristiche 19
Ferrari 296 GTB: prezzi, dimensioni e caratteristiche 20
Ferrari 296 GTB: prezzi, dimensioni e caratteristiche 21
Altre aree dove Ferrari è intervenuta sono quelle del peso e dell’assetto: la Speciale è stata alleggerita di 60 chili per un rapporto peso/potenza di 1,6 kg/CV (peso a secco 1.410 kg per la Speciale e 1.490 kg per la Speciale A) grazie alle nuove sezioni di carbonio della carrozzeria, ai nuovi pannelli porta e tunnel centrale in pezzo unico di carbonio e ai componenti di titanio del motore termico. Per quanto riguarda l’assetto, il rollio è ridotto del 13%, gli ammortizzatori Multimatic sono abbinati a nuove molle di titanio di derivazione 296 GT3, l’altezza da terra è stata ridotta di 5 mm ed è stato introdotto l’ultimo aggiornamento dell’Abs Evo, mentre Michelin ha sviluppato una variante specifica del pneumatico semi-slick omologato Pilot Sport Cup2. Tutti questi aggiornamenti permettono alla Speciale di accelerare da 0 a 100 in 2,8 secondi (raggiungendo i 200 km/h in 7 secondi netti, o 7,3 secondi nel caso della Speciale A) e di raggiungere una velocità massima di oltre 330 km/h, nonché di segnare tempi in pista più veloci in media di 2 secondi rispetto al modello standard. Le 296 Speciale e Speciale A saranno disponibili nel corso del 2026 con prezzi di partenza rispettivamente di 407.000 e 462.000 euro (tasse escluse).
Ferrari 296: dimensioni
Le dimensioni si attestano attorno alla media di qualsiasi auto sportiva moderna, con una lunghezza di 4,56 metri per una larghezza di 1,95 metri ed un’altezza di 1,18 metri. Generoso invece il passo con i suoi 2,60 metri di lunghezza.
Dimensioni
Lunghezza
4,56 metri
Larghezza
1,95 metri
Altezza
1,18 metri
Passo
2,60 metri
Ferrari 296: esterni
La 296 GTB è una berlinetta sportiva a 2 posti che, come molti altri modelli Ferrari, presenta un design esterno sportivo ed aggressivo, caratterizzato da linee affilate, forme essenziali, poche linee e una coda muscolosa, evocante le linee delle vecchie Ferrari ma con un tocco moderno. Caratteristico il parabrezza avvolgente, con montanti neri e tetto raccolto verniciato come la carrozzeria che lo fanno assomigliare a una visiera, mentre perfino il vano motore è stato studiato per essere ammirato.
Ferrari 296 GTB: prezzi, dimensioni e caratteristiche 5
Ferrari 296 GTB: prezzi, dimensioni e caratteristiche 9
Ferrari 296 GTB: prezzi, dimensioni e caratteristiche 8
Ferrari 296 GTB: prezzi, dimensioni e caratteristiche 10
L’aerodinamicità è naturalmente un aspetto sul quale si è puntato molto, con la 296 GTB che presenta un altro primato per Ferrari in fatto di linee: si tratta della prima ad adottare uno spoiler mobile, che esce all’estremità della coda per aumentare il carico aerodinamico, e quindi il grip delle ruote posteriori. E per assicurarsi che l’aria investa lo spoiler con la giusta portata, si è ricorso a un’ala fissa sul tetto, visibile solo da certe angolazioni, che dirotta il flusso d’aria verso la coda. Manca infatti il vetro inclinato che collegava tetto e coda, presente su tutte le recenti berlinette V8 e che “guida” l’aria verso il posteriore dell’auto: ora il lunotto è basso e verticale, mentre la copertura del motore è perfettamente orizzontale.
Ferrari 296: interni
Gli interni della 296 GTB richiamano quelli di tutte le vetture moderne del Cavallino: pelle, fibra di carbonio, alluminio e altri materiali nobili dalla resa visiva e qualitativa di altissimo livello. Non manca la tecnologia ovviamente, con un display da 16 pollici sistemato davanti al guidatore dove è possibile visualizzare ogni tipo di informazione, tutti i comandi disposti sempre attorno al guidatore e quasi esclusivamente di tipo a sfioramento, su superfici plastiche; persino gran parte di quelli sul volante (24 pulsanti in totale) ed infine un secondo display davanti al passeggero, per visualizzare velocità, mappe del navigatore e gestire climatizzatore e impianto audio.
Ferrari 296 GTB: prezzi, dimensioni e caratteristiche 1
Ferrari 296 GTB: prezzi, dimensioni e caratteristiche 2
Anche l’ergonomia non scende a compromessi, con vani porta oggetti sui pannelli porta, taschini e lo spazio per incastonare la spettacolare chiave Ferrari o lo smartphone (qui ricaricabile sia a induzione o via cavo). Infine, per quanto riguarda lo spazio del “bagagliaio“, la 296 GTB non fa eccezione rispetto a tutte le altre supercar e presenta due piccoli e poco pratici pozzetti da 202 e 112 litri.
Ferrari 296: motori
Il cuore pulsante della Ferrari 296 GTB è composto da un V6 biturbo da 3.0 litri che da solo eroga una potenza di 663 CV, ma che abbinato al motore elettrico da 167 CV montato fra il cambio robotizzato a doppia frizione a 8 marce e il motore endotermico porta la potenza totale ad 830 CV per 740 Nm di coppia. Tutto ciò si traduce in una bruciante accelerazione da 0 a 100 in 2,9 secondi per una velocità massima di 330 km/h (ad 8500 giri/min).
Ferrari 296 GTB: prezzi, dimensioni e caratteristiche 3
Ferrari 296 GTB: prezzi, dimensioni e caratteristiche 4
Ferrari 296: consumi
Certamente una Ferrari non si compra pensando all’efficienza e al risparmio di carburante, ma per una questione di normativa e di ricerca della massima efficienza, anche una supercar oggi deve fare i conti con certi dati, anche per contenere il valore sulle emissioni di Co2. E per la 296 GTB in particolare, grazie al suo powertrain ibrido (con batteria da 7 kwh che le permette di percorrere fino a 15 km a zero emissioni per una velocità massima di 135 km/h), i valori dichiarati su un percorso misto sono di 6,6 l/100 km secondo l’omologazione WLTP, un valore fino a qualche anno fa impensabile per una sportiva di questo rango. Per quanto riguarda la ricarica, con presa di Tipo 2 si va a una potenza massima di 3,4 kW, impiegando circa 2-3 ore sia a casa che alla colonnina pubblica per un “pieno”.
Ferrari 296: allestimenti
Attualmente sono due gli allestimenti disponibili per la Ferrari 296 GTB: la versione standard ed una più “performace-oriented” con la versione Assetto Fiorano. L’allestimento Assetto Fiorano si concentra sulle prestazioni mediante l’uso di:
Materiali Leggeri:Utilizzo di fibra di carbonio per interni ed esterni, riducendo il peso.
Ammortizzatori Multimatic:Derivati dalle competizioni GT, con regolazione fissa ottimizzata per la pista.
Appendici Aerodinamiche:In fibra di carbonio sul paraurti anteriore, che aumentano la downforce.
Altre Opzioni:Pannelli porta riprogettati per ridurre il peso, lunotto posteriore in Lexan (opzionale), pneumatici Michelin Sport Cup 2R e una livrea specifica (opzionale).
Ferrari 296: perché comprarla
Prestazioni: divertimento ed emozioni assicurate col motore ibrido che riunisce il meglio della tecnologia Ferrari
Stile: Inconfondibile ed irresistibile stile Ferrari
Accessori e personalizzazione: come da tradizione Ferrari, ampissima gamma di accessori e di opzioni disponibili per personalizzare la vettura.
Il 2025 si preannuncia un anno epocale per Ferrari, con importanti innovazioni che segnano il futuro del Cavallino Rampante. Tra queste, il debutto del primo modello completamente elettrico, un passo rivoluzionario che affiancherà le celebri motorizzazioni termiche, simbolo della tradizione Ferrari. La gamma includerà modelli iconici come la 12Cilindri Spider e la nuova F80, una supercar da 1.200 CV destinata a diventare il nuovo punto di riferimento del marchio. Ecco una panoramica delle principali novità.
Ferrari elettrica
Ferrari F80
Ferrari 12Cilindri Spider
Ferrari 296 speciale
Ferrari SF90
Ferrari elettrica
Atteso con grande interesse, il primo modello elettrico Ferrari sarà svelato alla fine del 2025. Al momento, i dettagli ufficiali sono pochi: non si conosce nemmeno il nome definitivo. Tuttavia, si prevede un costo di circa 500.000 euro e prestazioni che rispecchieranno il DNA sportivo della casa di Maranello. Questo modello, costruito nel nuovo e-building Ferrari, avrà un sound artificiale ispirato ai celebri V12 e potrebbe presentare proporzioni simili a quelle della Purosangue.
Nel 2025 inizieranno le consegne della Ferrari F80, erede spirituale di leggende come la F40, l’F50, la Enzo e la LaFerrari. Questo modello, ispirato alla 499P vincitrice delle ultime edizioni della 24 Ore di Le Mans, sarà dotato di un avanzato powertrain ibrido. La combinazione di un motore V6 3.0 da 900 CV e tre unità elettriche porterà la potenza complessiva a 1.200CV. Prestazioni incredibili includono uno 0-100 km/h in soli 2,15 secondi e una velocità massima di 350 km/h. La produzione sarà limitata a 799 esemplari, tutti già venduti, con un prezzo base di 3,6 milioni di euro. Le prime consegne sono previste entro la fine del 2025.
All’inizio del 2025 arriverà anche la Ferrari 12Cilindri Spider, versione “aperta” della coupé con la quale condivide lo stesso straordinario motore: un V12 aspirato da 6.5 litri capace di erogare 830 CV e 678 Nm di coppia. Questo modello richiama le linee classiche delle Ferrari del passato, come la celebre 365 GTB del 1967, e mantiene le proporzioni eleganti e slanciate del coupé. Il prezzo base è fissato a 435.000 euro, a cui si aggiungono infinite possibilità di personalizzazione per rendere ogni esemplare unico.
Anche se non ancora confermata, è probabile che Ferrari introduca una versione speciale della 296 GTB. Questa declinazione, orientata a prestazioni più estreme, potrebbe includere modifiche all’assetto e un design ancora più aggressivo. Il powertrain ibrido plug-in dovrebbe essere ottimizzato per offrire una potenza superiore agli attuali 830 CV del modello base, mantenendo il motore V6 2.9 litri. Si parla di una produzione limitata e di un prezzo che potrebbe superare i 350.000 euro.
Ferrari SF90
Ferrari sta lavorando anche all’erede della SF90, destinata a mantenere un ruolo centrale nella gamma come seconda Ferrari più potente dopo la F80. Questo nuovo modello, che potrebbe essere chiamato 499 GTB, continuerà a utilizzare un motore V8 biturbo 4.0 in configurazione ibrida plug-in. La potenza complessiva dovrebbe superare i 1.000 CV attuali, confermando il modello come un capolavoro di tecnologia e prestazioni. La presentazione è attesa nei primi mesi del 2025. Con queste novità, Ferrari conferma il suo impegno nel coniugare tradizione e innovazione, mantenendo viva la passione per le prestazioni e l’eccellenza tecnologica.
Anche un marchio a sé ed estraneo dalle logiche di mercato convenzionali come Ferrari sta pian piano approcciando l’elettrificazione con modelli ibridi come la SF90 e la Ferrari 296, ma su alcuni prodotti il balzo aspetterà ancora un po’. L’erede della 812 Superfast, che sembrava dover essere l’ultima berlinetta con motoreV12, conferma invece la tradizione, e per dare un segnale più forte il motore-simbolo della storia Ferrari lo porta addirittura nel nome, 12Cilindri. E non è l’unico elemento in cui questa due posti high tech, disponibile come coupé o come convertibile, si rifà al passato.
Ecco la scheda tecnica della nuova Ferrari 12Cilindri:
L’impostazione resta classica da GT a due posti, ma le misure crescono e in qualche caso anche in modo significativo: la lunghezza aumenta di ben 7 cm rispetto a quella della 812 Superfast raggiungendo i 4,73 metri, mentre la larghezza aumenta addirittura di quasi 20 cm arrivando a toccare i 2,18 metri. L’altezza aumenta di poco, da 1,27 a 1,29 metri, il passo resta invece praticamente invariato, 2,70 metri.
Lunghezza
4.733 mm
Larghezza
2.176 mm
Altezza
1.292 mm
Passo
2.700 mm
Bagagliaio
270 litri
Ferrari 12 Cilindri: esterni
Lungo cofano e abitacolo arretrato rimangono gli elementi basilari di questa famiglia di vetture, ma la 12Cilindri recupera ispirazioni classiche nei dettagli: il frontale ha infatti una fascia nera che incorpora i fari e ricorda il frontale della Daytona del ’67, che aveva i fari fissi protetti appunto da una fascia in plexiglass sostituiti nel ’71 da fari a scomparsa, e un cofano che ripropone le due prese d’aria della Daytona stessa.
Ferrari 12Cilindri: prezzi, dimensioni e caratteristiche 8
Ferrari 12Cilindri: prezzi, dimensioni e caratteristiche
Ferrari 12Cilindri: prezzi, dimensioni e caratteristiche 4
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Ferrari 12Cilindri: prezzi, dimensioni e caratteristiche 6
Su fianchi e posteriore le suggestioni sono meno evidenti, i fanali sono simili a quelli della Roma e c’è una grande superficie vetrata opaca che si allarga fino ai fianchi dei passaruota, terminando in prossimità del grande spoiler di coda. La 12 Cilindri è anche Spider, con un tettuccio che si ripiega elettricamente in circa 14 secondi.
Ferrari 12 Cilindri: interni
Se l’estetica pesca da ispirazioni classiche, l’interno al contrario è decisamente moderno e high tech. L’impostazione è coerente con quella delle berlinette Ferrari, non presenta display enormi e verticali tanto di moda sulle auto elettrificate ma ha comunque un cruscotto digitale da 15,6” affiancato da uno centrale da 10,25” e da un terzo disponibile in opzione davanti al passeggero. Inoltre ci sono tasti a sfioramento sul grande volante dotato di lunghi paddles per comandare il cambio.
Ferrari 12Cilindri: prezzi, dimensioni e caratteristiche 3
Ferrari 12Cilindri: prezzi, dimensioni e caratteristiche 2
Ferrari 12Cilindri: prezzi, dimensioni e caratteristiche 1
I posti, come accennato, sono sempre due, e malgrado la lunghezza e la larghezza aumentata, il bagagliaio ha meno volume di quello di vetture assai più piccole, appena 270 litri. Resta però lo spazio dietro i sedili dove possono trovar spazio altri bagagli.
Ferrari 12 Cilindri: motori
Il propulsore che l’auto porta nello stesso nome è ovviamente un V12, ha una cilindrata di 6,5 litri e una potenza di ben 830 CV. Scarica la potenza sulle ruote posteriori attraverso un cambio a doppia frizione le cui marce sono ora otto, contro le sette dell’unità montata sulla 812 Superfast.
Il motore presenta molte soluzioni tecnologiche d’avanguardia nella gestione dell’alimentazione e nella mappatura, che prevede addirittura un’erogazione differente della coppia a seconda della marcia inserita. Con un peso a secco di 1.560 kg (1.620 per la GTS), la 12Cilindri si permette un’accelerazione da 0 a 100 km/h in appena 2,9 secondi. Inoltre, è dotata di un telaio raffinato di cui fa parte il sistema autosterzante per le ruote posteriori che Ferrari ha battezzato PCV, Passo Corto Virtuale.
Ferrari 12 Cilindri: consumi
Il miglioramento dell’efficienza è un obiettivo anche per Ferrari, ma viste le prestazioni esuberanti e l’assenza di soluzioni ibride, non ci possono aspettare miracoli. La Casa per ora non ha dichiarato né consumo medio né emissioni di CO2, ma sappiamo che la 812 Competizione, con un motore della stessa potenza, percorreva mediamente 6,1 km con un litro di benzina. Considerando il cambio con una marcia in più e gli accorgimenti tecnologici, la 12Cilindri farà probabilmente un po’ meglio ma difficilmente si allontanerà in modo significativo da questo valore.
Ferrari 12 Cilindri: allestimenti
Non ci sono allestimenti, ma due versioni, chiusa e apribile.
12Cilindri
12Cilindri Spider
12Cilindri: cluster da 15,6”, display da 10,25” con Apple CarPlay e Android Auto, navigatore, retrocamera, Passo Lungo Virtuale, interni n materiale pregiato, cerchi da 21”.
12Cilindri Spider: top retrattile elettricamente.
Ferrari 12 Cilindri: perché comprarla
Fascino: il marchio e i suggestivi riferimenti storici nel design ne fanno un’auto da status assoluto. Senza dimenticare il motore V12
Versatilità: ha performance tali da poter essere portata con soddisfazione in pista ma ha anche il comfort di un’auto che si può utilizzare quotidianamente
Motorizzazioni: potenze modeste ma non troppo, specie le ibride con l’ausilio del motorino elettrico, e trasmissioni automatiche di serie.
Ferrari 12 Cilindri: prezzi
Di seguito il listino prezzi della Ferrari 12Cilindri aggiornato a luglio 2024:
Potenza, prestazioni da Formula Uno, design accattivante e aggressivo (firmato rigorosamente Pininfarina): sono solo alcuni dei segni distintivi della Ferrari 458 Italia, uno dei tanti bolidi della casa di Maranello che ogni automobilista e appassionato di auto vorrebbe avere. La sportiva a due posti è stata prodotta dal 2009 al 2015 ed è la capostipite di una gamma entrata nella storia e nel mito del Cavallino rampante. Le altre componenti della prestigiosa “famiglia” della F458 sono la Spider (presentata nel 2011 a Maranello), la Speciale (realizzata dal 2013) e la Speciale A, la versione spider della Speciale.
La 458 Italia racchiude nel nome le proprie peculiarità che sono anche i segreti del suo successo: le prime due cifre indicano la cilindrata, aumentata a 4,5 litri rispetto alla F430 che ha sostituito, abbinata agli 8 cilindri; mentre la parola Italia è stata scelta per omaggiare il nostro Paese, da sempre sinonimo di innovazione tecnologica, creatività, stile e passione che sono i tratti distintivi del nuovo bolide di Maranello. La punta di diamante della 458 Italia è il motore, il primo V8 Ferrari a iniezione diretta (situato nella parte posteriore), con potenza massima di 570 CV a 9.000 giri/minuto e una potenza specifica record di 127 CV/litro, che permette al bolide di accelerare da 0 a 100 km/h in meno di 3,4 secondi e di raggiungere la velocità massima di oltre 325 km/h.
Sensazioni da Formula 1 e design d’autore
La 458 è stata studiata per compiere un salto generazionale rispetto alla F430, grazie a modifiche sostanziali a livello di gruppo motopropulsore, design, aerodinamica, handling e strumentazione. La sportiva biposto vuole portare su strada l’esperienza maturata da Ferrari in Formula 1, specialmente per quanto riguarda l’interazione fra pilota e macchina, con volante e cruscotto di nuova concezione. Allo sviluppo dell’auto ha contribuito, fin dalle battute iniziali, anche il sette volte campione di F1 Michael Schumacher. Il design innovativo è opera di Pininfarina e fa leva su un’aerodinamica efficiente (Cx di 0,33) che produce un carico verticale di 140 chilogrammi a 200 km/h e 360 kg alla velocità massima. L’aspetto della vettura risulta moderno e grintoso grazie alla fanaleria anteriore verticale, ai nuovi volumi e alle alette inedite deformabili posizionate davanti ai radiatori. I cerchi da 20 pollici, dal disegno rinnovato, ospitano gomme anteriori 235/35 e 295/35 dietro. I fanali posteriori sono rotondi, confermando la lunga tradizione Ferrari interrotta solo di rado.
Tecnologie all’avanguardia ed emissioni contenute
La 458 monta un cambio F1 a doppia frizione 7 marce modificato per assecondare la biposto, con l’aggiunta di sportività e comfort di marcia assicurati da una maggior coppia ai bassi regimi e il raggiungimento della velocità massima con la marcia più alta. Il motore V8 da 4.499 cc assicura consumi ed emissioni più che accettabili per la categoria: 13,3 l/100 km pari a 307 g/km di CO2, numeri resi possibili anche dal contenimento del peso a secco entro i 1.380 chili (30 kg più della F430) che ha permesso di avere un rapporto peso/potenza di 2,42 kg/CV e una distribuzione ottimale dei pesi con il 58% sulla parte posteriore. Il telaio in alluminio è composto da nuove leghe e tecniche di lavorazione e giunzione di derivazione aerospaziale, mentre le sospensioni (triangoli sovrapposti davanti e multilink nel posteriore) sono state ridisegnate per aumentare la tenuta di strada.
L’abitacolo non può essere da meno e presenta una configurazione mai vista su una Ferrari di serie, con accorgimenti ergonomici e progettuali che modificano gli standard di interfaccia uomo-auto. Quasi tutte le funzioni si trovano nel volante: le levette “devio”, i comandi per gli indicatori di direzione e per i tergicristalli, ma anche quelli degli abbaglianti, il bottone “engine start” e la leva di regolazione delle sospensioni. In più, nella parte posteriore del volante ci sono i comandi dell’impianto audio e le nuove palette del cambio. I due satelliti laterali ospitano gli altri controlli: quello di destra gestisce lo schermo con navigatore, infotainment e telefono, tachimetro digitale e telecamera di parcheggio. Da quello di sinistra si aziona la gestione del Vehicle Dynamic Assistance, un computer di bordo che dà informazioni utili sullo stato della vettura relative a temperatura di pneumatici, freni e motore. Il sistema, inoltre, è capace di consigliare al pilota la condotta di guida ideale in base allo stato della F458: da Warm Up (i componenti hanno bisogno di ulteriore riscaldamento) a Go (condizioni di utilizzo ottimali) fino a Over (dato il surriscaldamento, è necessario far raffreddare i componenti).
Le versioni Spider, Speciale e Speciale A
La versione scoperta della F458 Italia (la Spider) è stata svelata nel settembre del 2011. Presenta un sistema inedito di apertura del tettuccio, che viene azionato da un meccanismo che combina il movimento retrattile a quello rotativo per migliorare la velocità di ripiegamento e le proprietà strutturali, senza alterare prestazioni sia da chiuso che durante l’apertura/chiusura. L’hard top ha una struttura in alluminio completamente integrata nel design, più leggera di 25 kg rispetto a quella classica in tela e non compromette i valori di aerodinamica e le prestazioni. Il motore è lo stesso del modello con tetto fisso: la Spider scatta da 0 a 100 km/h in 3,5”, più lenta di 1/10 di secondo rispetto alla versione standard, mentre la velocità massima si ferma a 320 km/h.
La 458 Speciale arriva nel 2013, è ridisegnata negli elementi aerodinamici e alleggerita e il V8 aspirato è stato potenziato fino a 605 CV (a 9.000 giri al minuto, con coppia massima di 540 Nm a 6.000 giri/min): è il motore V8 aspirato montato su auto di serie con maggiore potenza specifica di sempre: 135 CV/litro. Alla 458 Speciale spetta un altro primato: è la vettura stradale aerodinamicamente più efficiente della storia della Ferrari. In più può contare su varie innovazioni che saranno applicate a tutte le Ferrari future e sull’aerodinamica attiva con le ali mobili inserite sia al posteriore che all’anteriore, anche nel sotto-scocca, e su una migliorata accelerazione laterale, che è la più elevata di sempre per una Ferrari stradale: 1,33 g. La Speciale A (che vuol dire aperta) è la versione spider della Speciale, è stata prodotta in serie limitata di 499 esemplari ed è la più prestazionale nella storia della Ferrari, grazie all’aerodinamica attiva e al nuovo motore V8. Accelera da 0 a 100 km/h in 3 secondi, è dotata di elettronica di ultima generazione e in particolare del controllo elettronico dell’angolo di assetto. Il telaio, realizzato in 10 leghe di alluminio, è stato costruito con materiali e tecnologie aerospaziali; mentre il tetto rigido si apre o chiude in 14 secondi.
Dici Ferrari e immediatamente pensi a un’auto di lusso riservata a pochi eletti e costruita con i materiali più ricercati, senza tenere conto minimamente dell’impatto sull’ambiente. Le apparenze, quasi sempre, ingannano: per fortuna la realtà dei fatti è molto diversa e la sostenibilità riguarda vari processi della produzione e un marchio di nicchia come quello di Maranello che ha una produzione limitata e circoscritta in un’area ben definita può essere avvantaggiato rispetto a case automobilistiche che costruiscono vetture e le commercializzano su larga scala. Il tutto è certificato nel bilancio di sostenibilità del 2020 della Ferrari: la totalità dei processi produttivi è certificata ISO 14001, quasi il 100% dell’energia non prodotta in azienda deriva da fonti rinnovabili e certificate e le emissioni complessive dei nuovi bolidi sono più basse del 35% rispetto a quelle delle auto vendute nel 2007 anche se le vendite sono aumentate del 40%. La casa di Maranello è riuscita a centrare questi obiettivi attraverso una strategia precisa intrapresa già da alcuni anni.
Bassissimo impatto sull’ambiente
Prima di passare in rassegna i vari accorgimenti a favore della sostenibilità ambientale adottati dalla casa emiliana, è doveroso ricordare che una Ferrari, più che un’auto, è un vero e proprio oggetto di culto, da usare solo in determinate occasioni: il numero minore di chilometri percorsi, rispetto alle vetture comuni, le permettono di contenere le emissioni. In più l’impatto ambientale da smaltimento è praticamente nullo: a nessuno verrebbe mai in mente di rottamare una rossa di Maranello, a meno di un incidente che la renda irrecuperabile. Come se non bastasse, la Ferrari rientra nella categoria di produttori di piccoli volumi, anche se nel 2019, per la prima volta, ha superato la soglia delle 10.000 unità sfornate: grazie a questo status vengono applicati parametri meno restrittivi per le emissioni delle proprie auto nella quasi totalità dei mercati mondiali.
Bolidi sempre più leggeri ed efficienti
Le vetture di Maranello di nuova generazione sono più performanti ed efficienti rispetto a quelle del passato: il contenimento del peso e degli attriti, i miglioramenti dell’aerodinamica, i motori ibridi e il servosterzo elettrico hanno dato una consistente accelerata alla riduzione delle emissioni dei nuovi bolidi. Stando ai dati del rapporto Ferrari, le 9.119 auto vendute nel 2020 hanno totalizzato un volume di emissioni di CO2 più basso del 12% rispetto a quello delle 7.255 unità del 2014, sfiorando le previsioni iniziali che puntavano a una riduzione del 15%. L’obiettivo non è stato centrato per i rallentamenti nella produzione a causa della pandemia, specialmente per quanto riguarda la SF90 Stradale, la prima “rossa” ibrida plug-in che avrebbe dovuto garantire la maggiore riduzione delle emissioni. Infine l’impiego, a partire dal 2015, del sistema start&stop sulle berlinette a motore posteriore quali la 488 e le seguenti evoluzioni, ha contribuito a contenere del 6% le emissioni secondo i parametri del nuovo ciclo di omologazione WLTP.
Meno emissioni in fabbrica e in pista
Il volume complessivo di emissioni di CO2-equivalenti (un sistema di misurazione che equipara le emissioni non-CO2 a quelle di anidride carbonica al fine di ottenere un parametro universale) dichiarato da Ferrari per il 2020 per le fabbriche di Maranello e Modena e il circuito del Mugello ammonta a 88.380 tonnellate, valore più basso della media degli anni precedenti, sempre superiore a quota 90mila. Nel rapporto, l’azienda sottolinea che il calo è dovuto allo stop di sette settimane per la pandemia, che ha fermato a 9.119 unità la produzione dopo aver raggiunto, nel 2019, la cifra record di 10.131 vetture. I numeri, però, dicono anche che negli ultimi cinque anni le emissioni complessive si sono ridotte nonostante il continuo aumento della produzione.
Le certificazioni ambientali
La svolta a favore dell’ambiente è iniziata nel 2001, quando Ferrari si è vista riconoscere la certificazione ISO 14001 per gli impianti di Maranello e Modena, rinnovato nel 2016, mentre il circuito del Mugello ha conseguito e rinnovato la certificazione del sistema di gestione ambientale ISO 14001 ed EMAS (Eco-Management and Audit Scheme). L’autodromo toscano, nel 2020, è stato il primo al mondo a ottenere la certificazione ISO 20121, lo standard internazionale per la gestione sostenibile degli eventi.
Energia “pulita” con il trigeneratore di Maranello
L’impianto di trigenerazione a gas metano, inaugurato nel 2009, al momento produce in maniera autonoma l’81% del fabbisogno di energia elettrica della fabbrica di Maranello oltre all’acqua calda e fredda necessaria ai vari processi; le fonti rinnovabili, invece, tra le quali quella solare e l’energia certificata proveniente dall’esterno, assicurano il rimanente 19%. Il primo impianto a pannelli solari risale al 2008 ed è stato ampliato nel 2011 e nel 2015; “pulita” anche l’energia elettrica acquistata da Ferrari: a partire dal 2014 anch’essa può contare su certificati di garanzia sull’origine da fonti rinnovabili.
Meno sprechi di acqua e di rifiuti
Per contenere l’impatto sull’ambiente, all’abbassamento delle emissioni delle vetture e dei processi produttivi, si aggiungono altri accorgimenti, come l’impiego delle risorse e la conseguente riduzione degli sprechi, a partire dalle materie prime principali come l’alluminio, presente in grandi quantità nei bolidi Ferrari: gli scarti dei processi di produzione vanno alla fonderia dove vengono fusi e riutilizzati. Nel 2020 il totale dei rifiuti ha toccato quota 9.785tonnellate, il 12% in meno rispetto al 2019, complice anche il rallentamento della produzione per la pandemia; ma i vertici di Maranello stanno lavorando su nuove procedure per ridurre i materiali di scarto in varie fasi della produzione, seguendo l’esempio di altre case automobilistiche. Infine per quanto riguarda l’acqua, sono state adottate due soluzioni: un nuovo impianto di raffreddamento del Centro Tecnico che ne riduce il consumo e uno per la raccolta e il riutilizzo di quella piovana e della condensa dei sistemi di condizionamento.
Maranello, provincia di Modena. Il luogo dice già tutto su un mito lungo quasi un secolo. È il 16 novembre del 1929 quando Enzo Ferrari fonda la Scuderia Ferrari, nata per rilevare il Reparto Corse dell’Alfa Romeo, all’epoca ai vertici mondiali delle competizioni motoristiche. La casa automobilistica vera e propria arriva il 12 marzo 1947, sempre per volontà di Enzo Ferrari. Tutti i modelli del cavallino rampante escono dallo stabilimento di Maranello, da sempre la casa e il centro nevralgico del mito italiano che ha conquistato e continua a conquistare tutti gli appassionati di motori.
Allacciamoci le cinture di sicurezza: inizia il viaggio nella fabbrica dei sogni, un posto magico dove la tradizione si fonde con la tecnologia e l’innovazione e dove lavorano 4.500 dipendenti che creano ogni anno circa 10.000 esemplari delle auto sportive più amate al mondo. Un viaggio iniziato nel 1947 con la S125, la prima auto prodotta, che continua con i modelli attuali.
Artigianato e tecnologia a braccetto nella “cittadella”
La casa della Ferrari viene chiamata la “cittadella”, perché assomiglia a una piccola città. La via principale, ovviamente, porta il nome di Enzo Ferrari; mentre le altre strade sono intitolate ai piloti che hanno vinto almeno una corsa con la rossa. A Michael Schumacher, vincitore di cinque titoli mondiali di Formula Uno alla guida della Ferrari, invece è dedicata una piazza. Tutto intorno troviamo gli edifici dove vengono prodotte le varie parti delle automobili, giardinetti e spazi verdi.
Per le rosse il tempo si è fermato: il fascino e il carisma sono gli stessi del passato, ma naturalmente i processi produttivi sono cambiati. Le vetture di oggi vengono costruite e montate con la stessa passione di un tempo, ma utilizzando tecnologie avanzatissime.
Come nascono i bolidi Ferrari
Le linee di montaggio sono tre in totale e ospitano l’assemblaggio di tutti i modelli del cavallino rampante. L’albero motore è l’unico componente che proviene da un fornitore esterno, oltre al telaio in alluminio, prodotto dalla Carrozzeria Scaglietti di Modena e verniciato a Maranello. Due robot, chiamati Romeo e Giulietta, hanno il compito di inserire le sedi delle valvole nelle testate. Tecnici specializzati, suddivisi in gruppi, seguono il montaggio dei vari motori, dal V6 turbo ibrido della 296 Gtb, al V8 ibrido della SF90 Stradale, a quello della F8 Tributo e al classico il 12 cilindri che ora trova posto anche sulla nuovissima Ferrari Purosangue.
Sono necessari cinque giorni per unire tutti i componenti che compongono un propulsore, ai quali vanno aggiunti altri tre giorni per l’assemblaggio dell’auto. I motori V8 vengono realizzati su isole robotizzate, le short block, e isole manuali, le long block. I V12, nel solco della tradizione artigiana, sono fatti totalmente a mano da un solo addetto che segue lo sviluppo del motore fino alla fine del percorso. La carrozzatura, in Ferrari, prende il nome di “matrimonio” e avviene in un altro edificio rispetto a quello che ospita la produzione dei motori. È la fase del processo produttivo in cui la vettura prende forma e il propulsore entra in contatto con la carrozzeria, grazie agli addetti che se ne prendono cura. Le postazioni dedicate a questo passaggio sono 50, ciascuna formata da due lavoratori: le auto si fermano 22 minuti in ogni singola postazione. Una volta ultimato l’assemblaggio, i bolidi vengono sottoposti al primo test lungo le strade di Maranello per controllare che non abbiano problemi.
Esclusività che alimenta il mito
Ogni vettura, a livello estetico, può avere dettagli scelti dall’acquirente al momento dell’ordine, fino ad arrivare agli esemplari unici riservati ai clienti più facoltosi che non badano a spese. Restando in tema di esclusività, bisogna sottolineare che la Ferrari è l’unico costruttore automobilistico ad avere una fonderia nel proprio stabilimento: l’ha voluta Enzo Ferrari ed è sempre rimasta lì a continuare a produrre le parti metalliche dei motori.
Energia rinnovabile per abbassare le emissioni
Lo stabilimento di Maranello si ammoderna per ridurre le emissioni. Dopo l’accordo con Enel X, sarà installato un grande impianto fotovoltaico in grado di generare una potenza massima di 1.535 kWp, utili a coprire i consumi di varie aree del sito. L’impianto è composto da quattro sezioni, per un totale di 3.800 pannelli solari che avranno la capacità di autoprodurre 1.626.802 kWh l’anno. Nei prossimi 25 anni sarà possibile risparmiare oltre 18.500 tonnellate di CO2, circa 740 tonnellate ogni anno. Inoltre Enel X installerà anche il sistema off grid per la ricarica dei veicoli ibridi Ferrari. È un impianto fotovoltaico da 5,5 kWp, con pannelli bifacciali e una battery storage da 20 kWh, che farà crescere del 200% la potenza degli impianti fotovoltaici di Maranello: un passo importante verso lo sviluppo di una filiera produttiva sempre più sostenibile.
L’apertura dell’Europa alla vendita di motori a combustione alimentati da e-fuel anche dopo il 2035 fa tirare un sospiro di sollievo a tante case automobilistiche, tra cui Ferrari e Porsche. Benedetto Vigna, AD del Cavallino Rampante, durante un evento organizzato da Reuters, ha sottolineato che la deroga consentirà a Ferrari “una maggiore libertà nello schema di produzione”. Il dirigente si aspetta un calo del prezzo degli e-fuel da qui ai prossimi anni e ribadisce che per la casa di Maranello, in ogni caso, i piani di elettrificazione restano invariati.
La prima Ferrari elettrica sarà “un’auto unica”
Vigna ha parlato anche della prima Ferrari elettrica, attesa nel 2025. “Sarà un’auto unica, ma mantenere il segreto sulla prima elettrica fa parte della ricetta”. A oggi la gamma Ferrari comprende due ibride plug-in come la SF90 Stradale e la 296 GTB ma, entro il 2030, sarà formata da un 80% di auto elettriche e ibride e da un 20% di vetture “tradizionali” con il solo motore endotermico.
Il gruppo Volkswagen esulta per gli e-fuel
L’apertura al “salvataggio” delle auto a benzina dopo il 2035 grazie agli e-fuel trova altri consensi oltre a quello di Ferrari: il gruppo Volkswagen definisce i carburanti sintetici utili per quei mezzi con numeri produttivi ridotti come la Porsche 911. All’interno del colosso tedesco dell’auto, è Porsche a spingere per gli e-fuel: il marchio ha già investito 100 milioni di dollari nella produzione di carburanti sintetici, grazie all’impianto pilota cileno di Haru Oni realizzato con HIF Global e la collaborazione di Enel Green Power, ENAP, Siemens Energy, Gasco ed ExxonMobil. “Vediamo gli e-fuel come un’utile aggiunta alla flotta esistente di motori a combustione e per applicazioni speciali – si legge in una nota del gruppo Volkswagen – I carburanti da energie rinnovabili sono un contributo alla mobilità sostenibile. L’accordo offre ai produttori e soprattutto ai consumatori una chiara prospettiva di pianificazione”. Anche il gruppo Volkswagen dichiara di essere intenzionato a rispettare l’impegno verso l’elettrificazione, che porterà il colosso tedesco a vendere oltre il 50% di vetture elettriche entro il 2030.