Acquisto auto legge 104: quali sono le agevolazioni?

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In Italia c’è una legge che consente a chi è affetto da disabilità di acquistare con alcune agevolazioni una vettura. È la cosiddetta “legge 104” e prevede facilitazioni e sgravi fiscali che, in certi casi, possono essere estesi anche ai familiari conviventi.

La Legge 5 febbraio 1992 n. 104 ha compiuto 30 anni e in tutto questo tempo è stata sottoposta a una numerose modifiche e adattamenti. Anche perché tocca una gran quantità di argomenti legati al mondo della disabilità, dai diritti sul lavoro a – appunto – la mobilità

INDICE
 Legge 104: acquisto auto
 Legge 104: agevolazioni acquisto auto
 Legge 104 articolo 3 comma 1
 Legge 104: esenzione bollo auto

Le categorie di soggetti che possono godere delle agevolazioni previste dalla legge 104 sull’acquisto dell’auto sono le seguenti:

  • non vedenti e sordi
  • disabili con handicap psichico o mentale titolari dell’indennità di accompagnamento
  • disabili con grave limitazione della capacità di deambulazione o affetti da pluriamputazioni
  • disabili con ridotte o impedite capacità motorie.

Le agevolazioni possono essere sfruttate dal soggetto disabile o, se quest’ultimo è a carico di un suo familiare, anche dal familiare stesso, a patto che la spesa sostenuta nell’interesse del portatore di handicap.

Infatti, secondo la legge, per avere le detrazioni, la vettura deve essere utilizzata unicamente o in via prevalente, a beneficio del disabile. È quindi possibile che il familiare del soggetto portatore di handicap utilizzi saltuariamente l’auto per fini personali che nulla hanno a che vedere con l’assistenza al disabile, ma è importante che l’acquisto dell’auto con la 104 non sia volto a garantire ai familiari un proprio mezzo usufruendo dei benefici fiscali garantiti dalla legge.

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Ma che agevolazioni prevede la legge 104? Eccole qui elencate.

  • Detrazione IRPEF pari al 19% del costo sostenuto calcolata su una spesa massima di 18.075,99 euro
  • Detrazione IRPEF pari al 19% per le spese di riparazione del mezzo ad esclusione di quelli relativi alla manutenzione ordinaria ed i costi di esercizio
  • IVA agevolata al 4% sull’acquisto di autovetture nuove o usate aventi cilindrata fino a 2.000 centimetri cubici, se con motore a benzina o ibrido, fino a 2.800 centimetri cubici, se con motore diesel o ibrido, di potenza non superiore a 150 kW se con motore elettrico
  • IVA agevolata al 4% è applicabile anche per: acquisto di optional, prestazioni di adattamento di veicoli non adattati, cessioni di strumenti e accessori utilizzati per l’adattamento
  • Esenzione permanente dal pagamento del bollo auto.
  • Esenzione dal pagamento dell’imposta di trascrizione al PRA dovuta per la registrazione dei passaggi di proprietà.

Cos’è il primo bollo auto: ecco come e dove pagarlo 1

Come si può intuire, ci sono dei limiti sui veicoli che si possono acquistare con le agevolazioni previste dalla legge 104.

  • automobili destinate al trasporto di persone, aventi al massimo nove posti, compreso quello del conducente;
  • autoveicoli per il trasporto promiscuo, ovvero veicoli aventi una massa complessiva a pieno carico non superiore a 3,5 tonnellate, o a 4,5 tonnellate se a trazione elettrica o a batteria, destinati al trasporto di cose o di persone e capaci di contenere al massimo nove posti, compreso quello del conducente;
  • autoveicoli specifici, ovvero veicoli destinati al trasporto di determinate cose o di persone per trasporti in particolari condizioni, caratterizzati dall’essere muniti permanentemente di speciali attrezzature relative a tale scopo;
  • autocaravan, cioè veicoli aventi una speciale carrozzeria ed attrezzati permanentemente per essere adibiti al trasporto e all’alloggio di 7 persone al massimo, compreso il conducente. (Per gli autocaravan è possibile usufruire soltanto della detrazione Irpef del 19%).

La cilindrata massima prevista è:

  • Benzina: cilindrata fino a 2.000 centimetri cubici;
  • Diesel: cilindrata fino a 2.800 centimetri cubici.

Solo per i soggetti con gravi deficit motori l’agevolazione acquisto auto con  legge 104 spetta a condizione che l’auto sia sottoposta alle modifiche per la guida dell’invalido ed in questo caso la detrazione fiscale spetta anche sulle maggiori spese di adattamento del veicolo.

I veicoli con cilindrata indicata in precedenza sono esentati in maniera permanente dal pagamento del bollo auto.

L’esenzione spetta sia quando l’auto è intestata al disabile sia quando l’intestatario è un familiare del quale egli è fiscalmente a carico. Se il disabile possiede più veicoli, l’esenzione spetta solo per uno di essi e sarà lo stesso disabile, al momento della presentazione della documentazione, ad indicare la targa dell’auto prescelta per l’esenzione.

Per fruire dell’esenzione il disabile deve, solo per il primo anno, presentare all’ufficio competente, anche a mezzo raccomandata, la documentazione prevista entro 90 giorni dalla scadenza del termine entro cui andrebbe effettuato il pagamento del bollo auto.

Una volta riconosciuta, l’esenzione è valida anche per gli anni successivi, senza che l’interessato ripresenti l’istanza e invii nuovamente la documentazione.

L’ufficio competente per la concessione dell’esenzione è l’ufficio tributi dell’ente Regione.

Cose da sapere

Chi ha diritto alle agevolazioni sull’acquisto auto previste dalla Legge 104?

Le categorie di soggetti che possono godere delle agevolazioni previste dalla legge 104 sull’acquisto dell’auto sono le seguenti: non vedenti e sordi, disabili con handicap psichico o mentale titolari dell’indennità di accompagnamento. disabili con grave limitazione della capacità di deambulazione o affetti da pluriamputazioni e disabili con ridotte o impedite capacità motorie.

Un familiare di una persona disabile può acquistare un’auto con la legge 104?

Se il portatore di handicap è fiscalmente a carico di un suo familiare sarà lo stesso familiare a beneficiare delle agevolazioni per la spesa sostenuta nell’interesse del disabile. Per poter beneficiare della legge 104 la vettura deve essere utilizzata, unicamente o anche solo in via prevalente, a beneficio del disabile.

Quali sono le agevolazioni sull’automobile previste dalla legge 104?

Le legge 104 prevede diverse agevolazioni, come la detrazione IRPEF pari al 19% del costo sostenuto calcolata su una spesa massima di 18.075,99 euro e per le e spese di riparazione del mezzo ad esclusione di quelli relativi alla manutenzione ordinaria ed i costi di esercizio;  IVA agevolata al 4% sull’acquisto di autovetture nuove o usate con specifiche caratteristiche di cilindrata; esenzione permanente dal pagamento del bollo auto e dal pagamento dell’imposta di trascrizione al PRA.

Su quali veicoli si applicano le agevolazioni previste dalla legge 104?

Le tipologie di veicoli inclusi tra le agevolazioni previste dalla Legge 104 sono automobili destinate al trasporto di persone (aventi al massimo nove posti, compreso quello del conducente), autoveicoli per il trasporto promiscuo (veicoli aventi una massa complessiva a pieno carico non superiore a 3,5 tonnellate, o a 4,5 tonnellate se a trazione elettrica o a batteria, destinati al trasporto di cose o di persone), autoveicoli specifici,(caratterizzati dall’essere muniti permanentemente di speciali attrezzature) e  autocaravan, cioè veicoli aventi una speciale carrozzeria ed attrezzati permanentemente per essere adibiti al trasporto e all’alloggio di 7 persone al massimo, compreso il conducente.

Revisione bombole metano: ogni quanto va fatta e quanto costa

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Le auto a metano sono ufficialmente uscite di scena dai listini del nuovo a inizio anno. Stellantis e Volkswagen, i due gruppi che hanno fatto i numeri più interessanti negli anni passati, hanno smesso di produrle e anche le “scorte di magazzino” sono terminate o quasi.

Però, in Italia, ci sono 2 milioni di vetture a metano in circolazione e ci sono aziende che ancora provvedono alla conversione in aftermarket. Quindi, se da una parte il metano è morto, dall’altra è ancora vivo e vegeto. E a ragione, visto che consente a chi percorre tanti chilometri di tenere sotto controllo i costi di gestione. La revisione delle bombole metano deve essere effettuata scrupolosamente per evitare brutte sorprese. Scopriamo come funziona.

INDICE
Ogni quanto fare la revisione bombole auto a metano
Dove fare la revisione bombole metano auto
Costo revisione bombole
Cambio bombole: come funziona
Collaudo bombole metano

Per sapere quando deve essere effettuata la revisione delle bombole auto a metano è fondamentale verificare se queste sono state omologate secondo la normativa nazionale (DGM), o secondo la normativa europea R110 ECE/ONU.

Per le prime, la revisione dell’impianto metano dell’auto dovrà essere effettuata ogni cinque anni, mentre per le seconde dovrà seguire gli intervalli di revisione della vettura, cioè la prima volta al quarto anno e successivamente ogni due anni.

auto metano usate
auto metano usate

Il proprietario di un’auto a metano non potrà rivolgersi a qualsiasi autofficina per effettuare la revisione delle bombole, ma questa potrà essere svolta presso i centri di collaudo GFBM, un ente gestito direttamente dall’Eni Spa. Per conoscere i centri autorizzati si potrà consultare l’elenco presente sul sito federmetano.it.

Il costo della revisione delle bombole è gratuito, ma il proprietario del veicolo dovrà sostenere le spese inerenti lo smontaggio, l’installazione delle bombole e delle elettrovalvole.

Per le bombole soggette a revisione quinquennale il costo si aggira in media sui 10 euro a bombola, mentre per quelle a soggette revisione quadriennale il prezzo varia a seconda del modello di auto. Il costo della revisione non include il prezzo delle elettrovalvole.

Si spende molto di più qualora si circoli con bombole prive di revisione. L’articolo 80 del Codice della Strada prevede, per chi effettua rifornimento senza rispettare la scadenza di revisione, una sanzione amministrativa da 173 a 694 euro ed il ritiro della carta di circolazione.

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In occasione della revisione delle bombole gli addetti procederanno alla pesatura e ad una ispezione interna ed esterna per poi concludere la verifica con l’utilizzo di ultrasuoni e quello con pressione idrostatica a 300 bar.

Se le bombole non dovessero superare la revisione dovranno essere sostituite con delle bombole nuove senza alcun aggravio di costi a carico dell’utente. Il cambio bombole è obbligatorio qualora queste abbiano superato i 20 anni di età.

Durante la revisione gli addetti dell’officina specializzata procederanno al collaudo delle bombole seguendo la procedura indicata in precedenza; pesatura, ispezione e prova tramite ultrasuoni e pressione idrostatica.

Compiute queste operazioni, se le bombole avranno superato il collaudo, verranno punzonate con l’indicazione della data dell’ultima revisione.

Cose da sapere

Ogni quanto fare la revisione delle bombole auto a metano?

Se le bombole sono omologate secondo la normativa nazionale (DGM), la revisione dell’impianto metano dell’auto dovrà essere effettuata ogni cinque anni, mentre se sono omologate secondo la normativa europea R110 ECE/ONU dovrà seguire gli intervalli di revisione della vettura, cioè la prima volta al quarto anno e successivamente ogni due anni.

Dove fare la revisione delle bombole auto a metano?

La revisione bombole auto a metano potrà essere svolta presso i centri di collaudo GFBM, un ente gestito direttamente dall’Eni Spa. Per conoscere i centri autorizzati si potrà consultare l’elenco presente sul sito federmetano.it.

Quanto costa le revisione bombole auto a metano?

Il costo della revisione delle bombole è gratuito, ma il proprietario del veicolo dovrà sostenere le spese inerenti lo smontaggio, l’installazione delle bombole e delle elettrovalvole.

Quando si cambiano le bombole auto a metano?

In occasione della revisione delle bombole gli addetti procederanno alla pesatura, ad una ispezione interna ed esterna e alla verifica con l’utilizzo di ultrasuoni e quello con pressione idrostatica a 300 bar: se le bombole non dovessero superare la revisione dovranno essere sostituite. Il cambio bombole è obbligatorio qualora queste abbiano superato i 20 anni di età.

Visura auto, anche online: come richiederla e quanto costa

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La visura auto è il documento che si può ottenere e che racconta la storia della vettura poiché riporta non solo i dati tecnici del mezzo, ma anche quelli di tutti i proprietari e le eventuali annotazioni giuridiche. Scopriamo come si richiede.

INDICE
Visura auto: a cosa serve?
Visura al PRA: come richiederla
Visura PRA online
Visura PRA gratis
Visura storica PRA
Visura ACI: come si richiede
Visura ACI online
Visura ACI gratis

Grazie alla visura auto è possibile conoscere tutte le informazioni giuridico patrimoniali relative al veicolo risultanti al momento della richiesta. Si potrà quindi verificare che sul veicolo oggetto della richiesta non risultino iscritte ipoteche, controllare che sul veicolo non vi siano sequestri, pignoramenti, fallimenti, fermi amministrativi, ed inoltre verificare che l’auto non sia stata cancellata dal PRA.

Per richiedere la visura auto si dovrà proporre istanza al PRA, il Pubblico Registro Automobilistico, e si potrà procedere sia presentando la richiesta presso l’ufficio provinciale ACI che tramite il servizio di visura auto online.

Per ottenere una visura online sarà necessario collegarsi al sito www.aci.it, cliccare sul link “Visure Pra” e successivamente compilare sia i campi relativi ai dati anagrafici del richiedente la visura auto  (nome, cognome, codice fiscale, data di nascita, indirizzo mail e recapito telefonico, nonché i dati utili alla fatturazione del pagamento per la richiesta) che i dati del veicolo per il quale si chiede la visura, quindi tipologia e targa.
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Spesso si è portati a cercare strade alternative per non essere costretti a pagare le spese per ottenere la visura. Numerosi siti web promettono di effettuare una visura auto totalmente gratuita, ma i servizi offerti sono decisamente limitati e permettono di verificare pochi dati quali la regione di appartenenza, la cilindrata o il tipo di alimentazione.

L’importo complessivo sarà pari a 8,83 euro di cui 6,00 quale costo della visura e 2,23 + IVA al 22% quale costo del servizio telematico.

Se, invece, si opta per richiedere la visura auto presso le Unità Territoriali ACI PRA si dovrà versare l’importo di legge che varia da 15 a 20 euro.

Esistono due tipologie di visure, quella nominativa attuale e quella storica. Con quest’ultima la ricerca è riferita a tutti i veicoli che sono stati intestati nel tempo al soggetto (persona fisica o persona giuridica) ma che alla data della consultazione non sono più in possesso dello stesso a seguito di vendita o perdita di possesso.

Identica procedura è richiesta per la visura ACI. Ci si dovrà recare all’Ufficio provinciale dell’ACI, compilare l’apposito modulo per richiedere la visura e pagare l’importo di 8 euro. E’ possibile, come alternativa, richiedere all’ACI la visura anche online.

In questo caso, dopo aver digitato l’indirizzo del sito ACI, si dovrà compilare il form dedicato con i dati personali, il numero di targa e la descrizione del veicolo sulla scorta delle indicazioni presenti. Successivamente si dovrà digitare il codice di sicurezza ed effettuare il pagamento richiesto pari ad 8,83 euro.

Come già affermato in precedenza, sono presenti numerosi siti che offrono la possibilità di effettuare una visura targa gratis, ma nella realtà i costi sono mascherati sotto forma di spese di gestione. Il nostro consiglio è quello di affrontare sempre i costi irrisori chiesti dal sito dell’ACI pre procedere alla visura.

Cose da sapere

A cosa serve la visura auto?

Grazie alla visura auto è possibile conoscere tutte le informazioni giuridico patrimoniali relative al veicolo risultanti al momento della richiesta. Si potrà quindi verificare che sul veicolo oggetto della richiesta non risultino iscritte ipoteche, controllare che sul veicolo non vi siano sequestri, pignoramenti, fallimenti, fermi amministrativi, ed inoltre verificare che l’auto non sia stata cancellata dal PRA.

Come si richiede la visura auto?

Per richiedere la visura auto si dovrà proporre istanza al PRA, il Pubblico Registro Automobilistico, e si potrà procedere sia presentando la richiesta presso l’ufficio provinciale ACI che tramite il servizio di visura auto online.

Come si chiede la visura auto online?

Per ottenere una visura online sarà necessario collegarsi al sito www.aci.it, cliccare sul link “Visure Pra” e successivamente compilare sia i campi relativi ai dati anagrafici del richiedente la visura auto  (nome, cognome, codice fiscale, data di nascita, indirizzo mail e recapito telefonico, nonché i dati utili alla fatturazione del pagamento per la richiesta) che i dati del veicolo per il quale si chiede la visura, quindi tipologia e targa.

Quanto costa richiedere una visura auto?

Il costo complessivo della visura sarà pari a 8,83 euro di cui 6,00 quale costo della visura e 2,23 + IVA al 22% quale costo del servizio.

Cos’è il primo bollo auto? Ecco come e dove pagarlo

Cos’è il primo bollo auto: ecco come e dove pagarlo

Pagamento bollo auto nuova: una pratica necessaria che consente di mettersi subito in regola nel momento in cui si acquista una vettura.  Può capitare che ci si dimentichi di compiere questa operazione, ma si può rimediare senza pagare sanzioni eccessive. 

INDICE
Primo bollo auto nuova
Dove si paga il primo bollo auto
Scadenza primo bollo auto
Pagamento bollo prima immatricolazione
Che documenti servono per pagare il bollo?

Al momento dell’acquisto di una vettura è sempre utile tenere a mente la scadenza relativa al primo bollo auto nuova. Normalmente, questo deve essere versato entro l’ultimo giorno del mese di immatricolazione. Tuttavia, se il veicolo viene immatricolato negli ultimi dieci giorni del mese allora si potrà pagare anche nel corso di tutto il mese successivo a quello di immatricolazione. Per conoscere la data di immatricolazione dell’auto sarà sufficiente controllare la carta di circolazione o il foglio di via. Il pagamento è dovuto a decorrere dal mese in cui avviene l’immatricolazione conteggiando per intero la prima mensilità.

Bollo auto Regione per Regione

Per mettersi in regola col pagamento bollo auto nuova si potrà compiere questa operazione sia da casa, sia fisicamente, anche se i canali disponibili variano da regione a regione. Per chi preferisce pagare online, basta collegarsi al sito dell’ACI o dell’Agenzia delle Entrate, oppure sfruttare diversi servizi che utilizzano PagoPA o quelli di home banking. In alternativa è possibile recarsi fisicamente presso gli sportelli ACI o le agenzie di pratiche auto convenzionate, così da far effettuare al funzionario presente un conteggio esatto del pagamento dovuto. 

Ecco tutti i canali di pagamento del primo bollo auto disponibili:

  • Home Banking (online)
  • punti vendita Sisal e Lottomatica
  • Poste Italiane (online o tramite gli uffici postali)
  • domiciliazione bancaria con sconto 15% (valida solo per alcune regioni)
  • presso gli sportelli ATM abilitati
  • sul sito dell’ACI mediante il servizio pagoBollo
  • da IO, l’app dei servizi pubblici
  • tramite Satispay
  • sul sito dell’Agenzia delle Entrate
  • PagoPA

Ribadiamo che i metodi di pagamento variano da regione a regione (molte hanno a disposizione dei canali propri, come portali regionali dedicati), motivo per cui consigliamo di consultare le nostre guide specifiche.

Come pagare un bollo auto economico o non pagarlo affatto

Per evitare di incorrere in sanzioni è sempre opportuno ricordare come la scadenza del primo bollo auto sia sempre quella del mese di immatricolazione, mentre successivamente questo versamento dovrà essere effettuato annualmente ogni 12 mesi. 

Come anticipato, il pagamento del primo bollo auto deve essere effettuato lo stesso mese dell’immatricolazione entro l’ultimo giorno utile, ma se quest’ultima è avvenuta negli ultimi 10 giorni del mese si potrà versare la tassa automobilistica anche il mese successivo. Per pagare correttamente il primo bollo auto si deve quindi considerare il momento in cui avviene l’immatricolazione. Se il veicolo viene acquistato a dicembre, aprile o agosto sarà necessario versare l’intera annualità, tenendo conto del mese di riferimento anche per il versamento della tassa automobilistica per gli anni seguenti, mentre se si acquista l’auto in un mese diverso da quelli indicati in precedenza il pagamento del primo bollo potrà essere frazionato. In questo caso l’importo sarà ridotto in base alle mensilità incluse, a seconda del momento in cui viene registrato l’acquisto e realizzata la prima immatricolazione della macchina. 

Per procedere al pagamento del primo bollo auto non sarà necessario portare con sé numerosi documenti, ma soltanto la carta di circolazione al cui interno sono indicati  tutti i dati necessari per procedere al calcolo dell’importo da versare. Per i pagamenti successivi si potrà portare con sé anche la sola ricevuta del precedente versamento ormai in scadenza. 

Cose da sapere

Quando si paga il primo bollo auto?

Il primo bollo auto nuova essere versato entro l’ultimo giorno del mese di immatricolazione, ma se questa operazione è avvenuta negli ultimi dieci giorni del mese allora si potrà pagare anche nel corso del mese successivo a quello di immatricolazione.

Come si paga il primo bollo auto?

Per mettersi in regola col pagamento del primo bollo auto si potrà compiere questa operazione sia da casa, in tutta comodità, collegandosi al sito dell’ACI o dell’Agenzia delle Entrate, sia sfruttando i servizi PagoPA o quelli di home banking. In alternativa è possibile recarsi fisicamente presso gli sportelli ACI così da far effettuare al funzionario presente un conteggio esatto del pagamento dovuto. 

Quando scade il pagamento del primo bollo auto?

La scadenza del primo bollo auto è sempre quella del mese di immatricolazione, mentre successivamente questo versamento dovrà essere effettuato annualmente ogni 12 mesi. 

 

Libretto di circolazione auto: come leggerlo, le sigle e le indicazioni sui kw

L’auto è un bene mobile registrato e, in quanto tale, per essere in regola deve essere dotato di tutta una serie di documenti che ne attestano la proprietà, le caratteristiche tecniche e lo stato di manutenzione.

Tra i documenti che ogni automobilista deve sempre avere con sé quando si trova alla guida della propria vettura c’è il libretto di circolazione, una sorta di carta di identità dell’auto all’interno del quale sono racchiuse tutte le informazioni del mezzo oltre alle generalità del proprietario.

La sua forma è regolata da una specifica direttiva europea,  1999/37/CE del 29/4/1999, che ne armonizza aspetto e dimensioni in tutta l’unione. Di seguito è spiegato nel dettaglio come leggere il libretto, capirne le sigle e trovare le indicazioni sui kw del veicolo.

 INDICE
 Libretto auto: che cos’è?
 Come leggere il libretto auto
 Sigle carta circolazione: la legenda
 Smarrimento libretto macchina: cosa fare?
 Dove trovare i kw sul libretto auto

La carta di circolazione è il documento che contiene tutte le informazioni della vettura ed è rilasciata al momento dell’immatricolazione o della reimmatricolazione di un’auto, insieme al numero di targa.

Grazie alla carta di circolazione viene confermata l’idoneità del mezzo alla circolazione su strada grazie alla presenza di tutti quei requisiti richiesti dalla Motorizzazione Civile.

Nella carta di circolazione vengono riportate le informazioni principali della vettura quali marca, modello, anno di immatricolazione, pneumatici omologati, classe di emissione, consumi dichiarati e potenza massima oltre ai dati anagrafici del proprietario del mezzo. Sul suo retro si trova la legenda della carta di circolazione: consente di interpretare i vari codici. Consente di capire dove leggere i kW sul libretto, per esempio.

Ci sono anche i trasferimenti di proprietà del veicolo e i risultati delle revisioni.

Arriva il Documento Unico per la circolazione e la proprietà

La carta di circolazione è composta da quattro quadranti, analizziamo il loro contenuto.

  • Facciata posteriore: questa è riservata alla legenda del libretto di circolazione, all’applicazione dei bollini relativi al superamento della revisione periodica del mezzo e alle annotazioni inerenti gli eventuali passaggi di proprietà.
  • Facciata anteriore, 1° quadrante: vengono riportati i dati che identificano il veicolo e il suo proprietario. In alto è riportata prima la sigla dello Stato membro che ha emesso il documento, ma anche il nome per esteso dello Stato e l’autorità competente. Nella parte inferiore viene indicato il numero del libretto di circolazione, mentre in basso è presente il numero d’immatricolazione con un codice alfanumerico che identifica la registrazione alla Motorizzazione Civile.
  • Facciata anteriore, 2° quadrante: qui vengono riportati i dati relativi alla Casa costruttrice, al nome del modello, il numero di telaio, la massa, la data di immatricolazione, la categoria del veicolo, il numero di omologazione del modello, i dati inerenti del motore, le emissioni ed il colore della carrozzeria.
  • Facciata anteriore, 3° quadrante: nel terzo quadrante, infine, sono riportate varie informazioni come le dimensioni del veicolo, il rapporto potenza/tara, le misure dei pneumatici e per esteso la classe di omologazione Euro, compresa, eventualmente, quella come veicolo ibrido con alimentazione benzina o diesel.

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Leggere il libretto di circolazione non è certamente semplice, ma è sufficiente consultare la legenda posta nella facciata posteriore per capire il significato delle singole lettere presenti. Vediamo le più importanti.

  • A: targa del veicolo
  • B: data della prima immatricolazione del veicolo
  • 2.1: cognome del proprietario del veicolo
  • 2.2: nome e data di nascita del proprietario
  • 2.3: indirizzo del proprietario
  • 1: nome del costruttore
  • 2: tipo di veicolo
  • 3: nome dell’auto
  • E: numero di telaio dell’auto
  • 1: massa massima ammissibile a pieno carico
  • 2: massa massima ammissibile a pieno carico in servizio
  • 3: massa massima ammissibile dell’insieme costituito dal veicolo a pieno carico e dal rimorchio

Legenda libretto auto: gli altri codici

Nel libretto auto poi sono indicati altri codici. Eccoli di seguito:

Codice Significato
G massa del veicolo in circolazione carrozzato e munito del dispositivo di attacco per i veicoli trattori di categoria diversa dalla M1
I data di immatricolazione alla quale si riferisce la carta di circolazione. Se l’auto è stata ritargata, questa datà sarà successiva a quella del paragrafo B.
J Categoria de veicolo, e in particolare:

J: categoria del veicolo

J.1: destinazione ed uso del veicolo

J.2: carrozzeria del veicolo

K numero di omologazione del tipo (se disponibile)
L numero di assi
M interasse
N Ripartizione tra gli assi della massa massima a carico tecnicamente ammissibile per i veicoli con massa totale superiore a 3500 kg. In particolare:

N.1: asse1 (kg)

N.2: asse 2 (kg), se del caso

N.3: asse 3 (kg), se del caso

N.4: asse 4 (kg), se del caso

N.5: asse 5 (kg), se del caso

O O.1: massa massima a rimorchio tecnicamente ammissibile con rimorchio frenato (kg)

O.2: massa massima a rimorchio tecnicamente ammissibile con rimorchio non frenato (kg)

P P.1: cilindrata (cm3)

P.2: potenza netta massima (kW)

P.3: tipo di combustibile o di alimentazione

P.5: numero di identificazione del motore

Q rapporto potenza/massa in kW/kg (solo per i motocicli)
S S.1: numero di posti a sedere, compreso quello del conducente

S.2: numero di posti in piedi (se del caso)

U U.1: livello sonoro a veicolo fermo [dB(A)]

U.2: livello sonoro a regime del motore (giri×min−1)

V V.1: CO (g/km o g/kWh)

V.2: HC (g/km o g/kWh)

V.3: NOx (g/km o g/kWh)

V.5: particolato per i motori diesel (g/km o g/kWh)

V.7: CO2 (g/km)

V.9: indicazione della classe ambientale di omologazione CE

 

In caso di furto o smarrimento del libretto di circolazione si deve seguire scrupolosamente il seguente iter burocratico.

In primo luogo è obbligatorio procedere con la denuncia agli organi di polizia per ottenere un duplicato del documento entro 48 ore dallo smarrimento libretto di circolazione. Al momento della denuncia l’organo di Polizia verifica se il documento è duplicabile direttamente senza richieste ulteriori da parte dell’utente oppure se il duplicato del libretto di circolazione dovrà essere richiesto dall’interessato ad un Ufficio motorizzazione civile. Una volta ricevuta la domanda, quest’ultimo ha precisamente 45 giorni di tempo per completare l’invio.

In entrambi i casi verrà rilasciato un permesso provvisorio fondamentale per circolare con il proprio veicolo. Dal momento del rilascio del permesso provvisorio, la carta di circolazione identificata nella denuncia non è più valida ed in caso di ritrovamento o restituzione deve essere distrutta.

Se al momento della denuncia si potrà duplicare il libretto di circolazione l’organo di polizia invia la richiesta di duplicato al Ministero e rilascia un permesso provvisorio di circolazione del veicolo.

Successivamente il nuovo documento sarà spedito all’indirizzo di residenza dell’intestatario del veicolo con posta assicurata, al costo di € 10,20 più le spese postali da pagare al postino che effettua la consegna.

Se, invece, la carta di circolazione  non potrà essere duplicabile l’interessato dovrà fare la richiesta di duplicato ad un Ufficio motorizzazione civile ed in questo caso sarà necessario presentare la domanda su modello TT 2119, effettuare il versamento di € 10,20 sul c/c 9001 ed allegare la denuncia di smarrimento presentata agli organi di polizia, un documento di riconoscimento in corso di validità ed il permesso provvisorio di circolazione rilasciato all’atto della denuncia.

Se la motorizzazione civile non risponde entro i 45 giorni limite, come già detto, ricordiamo che è possibile rivolgersi al call center. Il numero verde attivo dalle ore 08:00 alle 20:00 dal lunedì al venerdì e dalle ore 08:00 alle ore 14:00 il sabato è il seguente: 800 23 23 23.

Le informazioni sulla carta di circolazione che concernono i kW dell’auto si trovano sotto al codice “P”, accanto al quale troviamo tutto ciò che riguarda il suo motore. Precisamente, si deve cercare nel secondo quadrante della facciata anteriore. Di fianco al codice “P.2”, troveremo la potenza massima espressa in kilowatt.

Cose da sapere

Cos’è il libretto di circolazione?

La carta di circolazione è il documento che contiene tutte le informazioni della vettura ed è rilasciata al momento dell’immatricolazione o della reimmatricolazione di un’auto, insieme al numero di targa.

Come leggere la carta di circolazione?

Il libretto di circolazione è suddiviso in quadranti e ognuno contiene delle informazioni specifiche. Ad esempio, nel quadrante posteriore è riportata  la legenda del libretto di circolazione, l’applicazione dei bollini relativi al superamento della revisione periodica del mezzo e alle annotazioni inerenti gli eventuali passaggi di proprietà. La facciata anteriore può essere suddivisa in tre quadranti: nel primo vengono riportati i dati che identificano il veicolo e il suo proprietario, nel secondo  i dati relativi alla Casa costruttrice e al modello e nel terzo le altre informazioni, come quelle relative a pneumatici e omologazione.

Cosa fare i caso di furto o smarrimento del libretto?

La prima cosa da fare è denunciare il furto o lo smarrimento alle forze di polizia, che procederanno con il rilascio di un permesso provvisorio di circolazione. Successivamente, si riceverà un duplicato del documento direttamente a casa, al costo di € 10,20 più le spese postali da pagare al postino che effettua la consegna.

Revisione auto: ogni quanto farla, scadenza e costi

Qual è la differenza tra leasing e noleggio a lungo termine? 1

La revisione dell’auto è obbligatoria. Serve a certificare periodicamente il buono stato di manutenzione di una vettura che circola regolarmente su strada.

È uno dei “doveri” degli automobilisti, previsti dal Codice della Strada per tutelare la sicurezza di chi guida. Lo scopo è quello di appurare che lo stato di conservazione del veicolo sia conforme alla circolazione su strada. Gli elementi che vengono controllati sono molti, dalle componenti tecniche, fino alle emissioni inquinanti e rumorose affinché queste non superino i limiti stabiliti dalla legge.  Scopri nel nostro articolo tutti i dettagli su quando, dove e quanto costa fare la revisione. 

INDICE
Revisione auto: ogni quanto?
Revisione auto, cosa controllano
Revisione e tagliando: differenza
Costo revisione auto 2025
Scadenza revisione auto
Calcolo scadenza revisione auto dalla targa
Prima revisione auto nuova
Dove fare la revisione auto
Il rilascio del bollino blu
Il certificato di revisione
Cosa succede se non si passa la revisione auto?
Multa revisione scaduta: le sanzioni previste
Revisione auto GPL
Revisione Auto Metano

La revisione auto ha scadenze diverse. Chi acquista un’auto nuova da un concessionario sarà obbligato ad effettuare la revisione dopo quattro anni dalla prima immatricolazione, mentre successivamente a questo periodo la revisione auto dovrà essere effettuata ad intervalli di due anni. Se si acquista una vettura usata, invece, la revisione dovrà sempre essere effettuata ogni due anni. 

Tipologia Quando
Prima revisione 4 anni dopo l’immatricolazione
Seconda revisione e successive Ogni 2 anni

Per quanto riguarda la categoria dei veicoli atipici, la revisione delle auto d’epoca o di interesse storico, va effettuata, secondo il decreto del 2009, con scadenza biennale, entro il mese di rilascio della carta di circolazione, o entro il mese corrispondente a quello in cui è stato effettuato l’ultimo controllo di revisione.

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Nel corso della revisione auto si effettua un collaudo per verificare il perfetto funzionamento di numerosi dispositivi della vettura. Nello specifico le parti sottoposte ad esame sono:

  • Impianto frenante: quindi freno a mano, di servizio, freni, pasticche, dischi;
  • Sterzo: cuscinetti, fissaggio, stato meccanico;
  • Vetri: vetri, specchietti, lavavetri;
  • Impianto elettrico: proiettori, luci, indicatori;
  • Telaio: carrozzeria, porte, serrature, serbatoio
  • Rumori: gas di scarico inquinanti bollino blu;
  • Identificazione del veicolo tramite targa e telaio;
  • Sicurezza dispositivi: Clacson, cinture di sicurezza anteriori e posteriori. 

Non bisogna confondere la revisione auto col tagliando. La prima è imposta dalla legge e deve essere compiuta ad intervalli temporali prestabiliti, mentre il tagliando indica la serie di controlli previsti dalla Casa madre da effettuare ad intervalli di chilometraggio regolari per garantire la perfetta efficienza del mezzo. 

Il costo della revisione presso un officina autorizzata, salvo sorprese, si aggira intorno agli 80 euro.

Se si vuole risparmiare qualcosa, ci si può rivolgere alla Motorizzazione Civile, dove il collaudo della vettura e il rilascio dell’avvenuta revisione costano circa 45 euro. Il costo della revisione in un’officina o centro autorizzato, è così ripartito:

  • € 54,95 costo revisione
  • € 12,09 costo IVA
  • € 10,20 diritti fissi
  • € 1,51 costo bollettino PagoPA
Motorizzazione Civile 45,00 euro
Centri di revisione e Officine Autorizzate 78,75 euro

A prima vista sembrerebbe che rivolgersi alla Motorizzazione sia il modo migliore per risparmiare. Se quest’affermazione è veritiera in termini economici lo è meno in quanto a tempo: infatti può essere difficile fissare un appuntamento in tempi brevi presso gli uffici locali della Motorizzazione civile.

Come abbiamo anticipato in precedenza, se si è proprietari di una vettura sottoposta a prima immatricolazione, la scadenza revisione auto cadrà al quarto anno, mentre per le revisioni successive alla prima, o in caso di acquisto di auto usata, la revisione dovrà essere effettuata obbligatoriamente ogni due anni. 

Se non ci si ricorda quando scade la revisione auto è possibile collegarsi sul “Il Portale dell’Automobilista” e verificare quando è stata effettuata l’ultima revisione inserendo il tipo di veicolo e la targa. 

Il portale restituisce:

  • Data ultima revisione
  • Esito delle revisione
  • KM rilevati dall’operatore

Si precisa che che il numero dei chilometri totali percorsi dal veicolo, riportati nella colonna ‘km rilevati dall’operatore’, è un dato che viene rilevato manualmente dalla strumentazione di bordo dall’operatore che esegue la revisione del veicolo.

La successione storica dei dati di revisione viene resa disponibile solo agli utenti registrati e per le operazioni effettuate successivamente al 1° giugno 2018.

Se si acquista un’auto nuova è bene ricordare che la prima revisione dovrà essere effettuato allo scadere dei quattro anni dall’immatricolazione, entro l’ultimo giorno utile del mese del quarto anno. Quindi se la vettura è stato immatricolata, ad esempio, il 15 maggio 2021 la revisione auto dovrà essere effettuata entro e non oltre il 31 maggio 2025. 

Per effettuare la revisione auto si può scegliere di recarsi presso i centri revisione e le officine autorizzate da parte del Ministero dei Trasporti, presso un’agenzia ACI oppure presso la Motorizzazione Civile dell’area di competenza. Ovviamente nel primo caso i costi saranno più alti a differenza della revisione auto effettuata presso la Motorizzazione. 

Cos’è il primo bollo auto: ecco come e dove pagarlo 1

Superata positivamente la revisione auto verrà consegnato un bollino blu che certifica l’avvenuto controllo periodico dei gas di scarico di un’auto. Tale certificazione viene rilasciata contestualmente alla revisione dell’auto, sia essa a benzina, a diesel, a metano e a GPL. Se il controllo dei gas dovesse far emergere qualche anomalia, il bollino blu potrebbe non essere rilasciato e l’auto dovrà essere sottoposta a manutenzione per poterlo ottenere. 

Al termine della revisione, qualora dia esito positivo, al proprietario della vettura verrà consegnato il certificato di revisione all’interno del quale saranno indicati:

  • Numero di identificazione del veicolo;
  • Targa del veicolo e simbolo dello Stato di immatricolazione;
  • Luogo e data di revisione;
  • Lettura del contachilometri al momento del controllo;
  • Categoria del veicolo;
  • Carenze individuate e livello di gravità;
  • Risultato del controllo tecnico;
  • Data del successivo controllo tecnico o scadenza del certificato di revisione;
  • Dati identificativi dell’ispettore responsabile del controllo;

In caso di mancato superamento della revisione auto possono verificarsi tre ipotesi: 

  • Ripetere la revisione: l’auto non passa una o più prove e deve essere riparata prima di effettuare di nuovo la revisione. Le riparazioni vanno effettuate entro un mese e la revisione deve avvenire nello stesso centro e va pagata nuovamente tutta la procedura.
  • Sospensione dalla circolazione e ripetizione della revisione: le prove hanno evidenziato guasti piuttosto gravi e ritenuti troppo pericolosi per autorizzare la libera circolazione del veicolo. In questo caso bisogna riparare in breve tempo l’auto e pagare una seconda revisione.
  • Sospensione interna: se durante la revisione vengono segnalati guasti di entità minima, la revisione viene sospesa temporaneamente per effettuare le dovute operazioni e tutti gli accertamenti dovuti, riguardo al corretto funzionamento di ogni singola parte meccanica.

Guai a circolare su strada con la revisione scaduta perché si rischiano sanzioni pesanti. La multa varia da 155 fino a 625 euro e si può arrivare anche al fermo amministrativo del veicolo qualora questa l’infrazione venga rilevata su autostrada. Se si circola senza revisione alla guida di un veicolo già sospeso si rischia una multa da 1.842 a 7.369 euro oltre al fermo amministrativo per 90 giorni. In caso di reiterazione si arriva alla confisca della vettura. 

Per quanto riguarda le auto GPL le bombole dell’impianto non sono soggette a revisione secondo la legislazione italiana attualmente vigente perché sono presenti particolari elettrovalvole perfettamente in grado di mettere in sicurezza la vettura. La revisione in questo caso consiste nella sostituzione delle bombole ogni 10 anni.

Il costo per questo tipo di intervento varia dai 300 ai 500€ e prevede un check completo anche di queste altre componenti:

  • Il funzionamento delle tubazioni e raccordi
  • La sostituzione dei filtri GPL qualora vene fosse la necessità
  • Il funzionamento degli iniettori
  • In funzionamento del sistema elettrico
  • La sostituzione del riduttore verso i 100.000 Km

Differente la situazione per la revisione auto a metano. Per queste vetture il controllo è da effettuare ogni 4 o 5 anni tenendo sempre conto dell’immatricolazione del veicolo e in particolare dell’ultima revisione effettuata. 

Se le bombole presenti sono omologate secondo la norma europea (R110 ECE/ONU) si devono calcolare 4 anni dalla prima immatricolazione o dall’installazione dell’impianto; se le bombole sono omologate secondo la norma europea (R110 ECE/ONU) di tipo IV, si devono calcolare 4 anni dalla prima immatricolazione o dall’installazione dell’impianto e successivamente dovrà essere effettuata la revisione auto ogni 2 anni; se, infine, le bombole sono omologate secondo la normativa nazionale (DGM) si devono calcolare 5 anni dalla prima immatricolazione o dall’installazione dell’impianto. 

I costi per questo tipo di revisione variano a seconda di quante bombole sono installate all’interno del veicolo, e si può spendere dai 150€ fino a 400/500€. Evitare di effettuare periodicamente questa tipologia di revisione porterà il conducente del veicolo a subire una multa per mancata revisione auto davvero salata, con immediato ritiro della carta di circolazione.

Cose da sapere

Quanto costa la revisione auto 2025?

Il costo della revisione auto è aumentato dal 2021 per chi effettua il controllo presso un officina autorizzata. Sebbene il prezzo resti bloccato a 45 euro per chi effettua il controllo presso la Motorizzazione Civile, infatti, l’imposta è cresciuta di 9,95 euro (al netto dell’IVA) per chi si rivolge a un centro privato. Il costo della revisione in un’officina o centro autorizzato, quindi, si è attestato su 78,75 euro.

Ogni quanto fare la revisione auto?

Nella maggior parte dei casi la revisione scade ogni 2 anni. Ma, nel caso di un’auto nuova la revisione auto nuova andrà eseguita dopo 4 anni dall’immatricolazione.

Come controllare la scadenza della revisione auto?

Il Portale dell’Automobilista permette di verificare l’ultima revisione, semplicemente inserendo il tipo di veicolo (autoveicolo, motoveicolo o ciclomotore) e la targa.

Come funziona la revisione auto GPL?

Le bombole dell’impianto GPL non sono soggette a revisione secondo la legislazione italiana attualmente vigente perché sono presenti particolari elettrovalvole perfettamente in grado di mettere in sicurezza la vettura. La revisione in questo caso consiste nella sostituzione delle bombole ogni 10 anni ed il controllo di tutta la strumentazione relativa come tubazioni e raccordi, sostituzione dei filtri, funzionamento degli iniettori e del sistema elettrico. 

Eliminare graffi auto: come fare e quali prodotti usare?

Che cruccio, quando si riga la carrozzeria. Basta una toccatina, un graffietto, e l’auto sembra subito vecchia e rovinata.

Salvaguardare la verniciatura non è difficile, ma servono attenzioni particolari per non dover correre ai ripari quando è troppo tardi. In commercio, in ogni caso, esistono prodotti in grado di far sparire abrasioni e rigature varie senza spendere una fortuna. Scopriamo allora come togliere i graffi auto.

INDICE
Graffi auto: come avvengono?
Lavare sempre l’auto prima di eliminare i graffi auto
Rimuovere graffi auto: è possibile?
Come valutare la profondità dei graffi auto
Pasta abrasiva: per quali tipi di graffi usarla
Polish graffi: quando usarlo e come funziona
Lucidatura auto fai da te
Funziona togliere graffi auto con dentifricio?
Togliere graffi auto profondi: come fare?

Spesso sono disattenzioni imputabili agli altri automobilisti ad arrecare i graffi sulla propria auto. Basta la semplice apertura di uno sportello in maniera inavvertita per ritrovarsi la carrozzeria graffiata e rovinata. Oppure, anche in maniera più banale, basta del semplice pietrisco raccolto mentre si è alla guida, o strisciare per sbaglio l’orologio contro la vettura. Sono tutti normali rischi quotidiani che possono causare graffi. Si può procedere con il fai da te per la rimozione, ma dipende dalla loro profondità.

La prima cosa da fare se si vogliono rimuovere i graffi auto è cominciare da un accurato lavaggio della vettura. Così facendo si evidenzieranno al massimo i graffi presenti e si potranno utilizzare i prodotti specifici senza il rischio di rovinare ulteriormente la carrozzeria.

Rimuovere i graffi dalla propria auto e riportarla alle condizioni iniziali non è impossibile, ma il successo delle soluzioni fai da te dipende soprattutto dalla profondità delle rigature e dalla loro estensione. Esistono prodotti dedicati che possono evitare di doversi avvalere di uno specialista, ma è bene sempre porre una serie di cure particolari prima di provare da soli a riparare i danni.

Dopo il lavaggio della vettura, basterà passare la mano sulla parte della carrozzeria graffiata per valutare la profondità dello stesso. Se questo sarà a livello superficiale si potrà procedere col fai da te con i prodotti dedicati. In caso contrario ci si dovrà rivolgere ad uno specialista con costi decisamente superiori.

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Solamente in caso di graffio poco profondo sarà possibile rimediare utilizzando la pasta abrasiva. Ma come si usa la pasta abrasiva?

Prima di applicare il prodotto sulla parte interessata, ricordatevi sempre di lavare la carrozzeria, così da rimuovere sporco e detriti. Stendendola con movimenti circolari, passate la pasta abrasiva sul punto interessato, fino a quando il graffio non sarà sparito. Infine, basterà un panno in microfibra per assicurarsi di aver rimosso gli ultimi residui. Il risultato sarà quello di una carrozzeria praticamente nuova.

Recentemente è possibile trovare in commercio al dettaglio anche il polish auto. Un prodotto che unisce le proprietà della pasta abrasiva e della cera lucidante. Per l’applicazione si dovranno seguire le regole già spiegata: pulire l’auto, applicare il polish graffi su un batuffolo di cotone e passare il prodotto sulla parte interessata con delicatezza e in maniera uniforme. Completata l’operazione, per ridonare brillantezza alla carrozzeria, è possibile utilizzare un apposito polish lucidante.

Anche nel caso si utilizzi la semplice pasta abrasiva per rimuovere i graffi, è sempre opportuno procedere alla lucidatura della carrozzeria. Così facendo si rimuoveranno gli eventuali aloni lasciati dal prodotto e il colore della superficie trattata sarà più uniforme.

Sfatiamo subito questa leggenda metropolitana. Non è consigliabile rimuovere i graffi utilizzando il dentifricio perché, qualora siano presenti cristalli grossolani di sale si rischierebbe di aggravare il danno sulla carrozzeria. Meglio spendere qualche euro in più ed acquistare prodotti per graffi auto specifici.

Se il graffio sulla vettura sarà profondo, e non si potrà procedere con la semplice pasta abrasiva, si dovrà mettere in conto tempistiche più lunghe ed abilità più particolari. La parte di carrozzeria danneggiata, infatti, deve essere carteggiata completamente, il graffio stuccato e poi carteggiato per rendere la riparazione invisibile. In ultimo, per finire il lavoro, è necessario applicare la stessa esatta tipologia di vernice già presente sugli altri pennelli. Ben si capisce come rivolgersi a uno specialista, di conseguenza, sia la scelta più sicura per evitare danni ulteriori e collaterali.

Cose da sapere

Quali possono essere le cause dei graffi auto?

Lamiere o i paraurti si possono danneggiare durante un parcheggio oppure si può trovare il proprio veicolo graffiato da una manovra errata di un altro guidatore. Altre cause dei graffi auto possono essere disattenzioni quali un contatto tra l’orologio e le lamiere, oppure un sassolino che impatta contro la carrozzeria durante la marcia.  Ultima causa sono gli atti vandalici.

Come si valuta la profondità del graffio auto?

Dopo aver pulito la carrozzeria ed eliminato ogni residuo di sporco si dovrà provvedere a passare la mano sulla parte dove insiste il graffio per valutarne la profondità. Se questo sarà a livello superficiale, sarà possibile effettuare la rimozione del graffio in autonomia con prodotti quali la pasta abrasiva, mentre se il danno avrà intaccato la carrozzeria in profondità sarà necessario rivolgersi ad uno specialista.

Come si usa la pasta abrasiva?

Prima di tutto bisogna pulire la superficie interessata dal danno e poi applicare la pasta abrasiva su un panno morbido, o anche su del cotone, e passare il prodotto con movimenti concentrici e delicati per qualche istante. Successivamente si dovrà rimuovere la pasta abrasiva con un panno pulito ed infine utilizzare una pezza umida per ripulire definitivamente la superficie interessata.

Come si usa il polish graffi?

Il polish graffi è un ibrido tra la classica pasta abrasiva e la cera lucidante: sarà fondamentale applicarlo su un batuffolo di cotone e passare il prodotto delicatamente sulla superficie interessate. Per completare il lavoro a regola d’arte è consigliabile utilizzare dopo questo trattamento un polish lucidante.

Si può usare il dentifricio per rimuovere i graffi?

Sfatiamo subito questa leggenda metropolitana. Non è consigliabile rimuovere i graffi utilizzando il dentifricio perché, qualora siano presenti cristalli grossolani di sale si rischierebbe di ampliare il danno sulla carrozzeria. Meglio spendere qualche euro in più ed acquistare prodotti specifici.

Auto elettriche: quelle con l’autonomia maggiore

Lucid Gravity: prezzi, dimensioni e caratteristiche 16

Auto elettrica e ansia da autonomia? Non per forza. Ormai in vendita ci sono auto a batteria che possono percorrere davvero molti km con un pieno di elettroni. Macinare strada e affrontare viaggi a lungo raggio senza necessità di ricaricare.

Si tratta spesso di vetture molto costose, d’accordo, ma possiamo dire che acquistando uno di questi modelli la paura di restare a secco diventa davvero remota. Abbiamo fatto una classifica delle auto a zero emissioni che percorrono più chilometri prima di richiedere una sosta alla colonnina. Eccole qui di seguito.

Lucid Air

Lucid Gravity: prezzi, dimensioni e caratteristiche

La Lucid Air Grand Touring è una berlina elettrica premium con un’autonomia impressionante di 832 km. Raggiunge tali valori grazie a una batteria da 113 kWh e a una serie di accortezze tecnologiche che la rendono estremamente efficiente. Oltre alle lunghe percorrenze, la berlina americana offre un design futuristico, interni lussuosi e una potenza che può superare i 1.000 CV. Prezzo: da 145.000 € circa.

Mercedes EQS

La Mercedes EQS è la berlina elettrica di lusso della Casa tedesca, con un’autonomia che arriva fino a 782 km grazie alla sua batteria da 108 kWh. Con un design sofisticato e un abitacolo spazioso, offre prestazioni eccellenti e una tecnologia all’avanguardia, tra cui il sistema MBUX con intelligenza artificiale. Prezzo: da 100.000 € circa.

Mercedes-Benz EQS: prezzo, dimensioni e caratteristiche 11

Tesla Model 3 RWD

Presentata da poco, la Tesla Model 3 RWD Long Range è la prima versione della fortunata berlina a superare i 700 km di autonomia. Dichiara, nel ciclo WLTP, 702 km. Offre prestazioni eccezionali, un’efficienza ai vertici e un prezzo competitivo, intorno ai 48.000 € circa.

Tesla Model 3: prezzi, dimensioni e caratteristiche 13

Porsche Taycan

La Porsche Taycan è una sportiva elettrica che unisce prestazioni da supercar con una grande autonomia. La versione Turbo S, per esempio, offre fino a 690 km di percorrenza. La Taycan è famosa per la sua maneggevolezza, la qualità dei materiali e il piacere di guida. Prezzo: da 94.000 € circa.

Porsche Taycan: prezzo, dimensioni e caratteristiche 20

Volkswagen ID.7 Pro S

La Volkswagen ID.7 Pro S è una berlina elettrica che punta su comfort e praticità, con un’autonomia di 685 km. È equipaggiata con una batteria da 86 kWh e offre uno spazio interno molto generoso. È ideale per chi cerca un’auto elettrica per viaggi lunghi, senza rinunciare alla tecnologia. Prezzo: da 55.000 € circa.

Volkswagen ID.7: prezzo, dimensioni e caratteristiche 30

Polestar 2 Long Range Single Motor

La Polestar 2 è una berlina fastback ad alte prestazioni con un’autonomia di 655 km grazie alla batteria da 78 kWh. Ha un design minimalista e moderno, ed è equipaggiata con una serie di tecnologie avanzate, inclusi i sistemi di assistenza alla guida. Prezzo: da 50.000 € circa.

Polestar 2: prezzo, dimensioni e caratteristiche 2

Tesla Model S Dual Motor

La Tesla Model S è una delle auto elettriche più iconiche, con una versione Dual Motor che offre fino a 634 km di autonomia. Con una potenza da supercar e un software sempre aggiornato, la Model S è una delle migliori scelte per chi cerca prestazioni e innovazione. Prezzo: da 95.000 € circa.

BMW iX xDrive50

Il BMW iX xDrive50 è un SUV elettrico che offre un’autonomia fino a 630 km, con trazione integrale e un design futuristico. Dotato di un sistema di infotainment avanzato e di un comfort eccezionale, l’iX è perfetto per chi cerca spazio, tecnologia e prestazioni. Prezzo: da 85.000 € circa.

BMW iX: prezzi, dimensioni e caratteristiche 11

BMW i7 xDrive60

La BMW i7 xDrive60 è l’ammiraglia elettrica della casa bavarese, con un’autonomia che può arrivare fino a 625 km. Con interni lussuosi, materiali pregiati e un sistema di infotainment all’avanguardia, l’i7 è perfetta per chi cerca eleganza e prestazioni superiori. Prezzo: da 120.000 € circa.

BMW Serie i7: prezzi, dimensioni e caratteristiche 1

Ford Mustang Mach-E

La Ford Mustang Mach-E è un SUV elettrico che offre un’autonomia fino a 600 km. Con un design sportivo e prestazioni elevate, è una delle scelte migliori per chi cerca un veicolo pratico e dinamico. La versione GT offre anche una potenza notevole. Prezzo: da 50.000 € circa.

Ford Mustang Mach-E: prezzo, dimensioni e caratteristiche 10
Ford Mustang Mach-E

Auto aziendali: cosa cambia nel 2025

Auto aziendali: cosa cambia nel 2025

Nel 2025 entra in vigore una nuova normativa che rivoluziona la tassazione delle auto aziendali in Italia, portando con sé un significativo aumento dei costi per le imprese e per i dipendenti. Questa riforma si inserisce in un quadro di aggiornamenti fiscali volti a incentivare l’uso di veicoli più ecologici e sostenibili, ma allo stesso tempo penalizza le auto aziendali tradizionali, soprattutto quelle con motori endotermici.

In un settore come quello delle flotte, che da anni anima il dibattito tra il legislatore e le aziende, le modifiche fiscali che entreranno in vigore nel 2025 rappresentano una vera e propria stangata per le imprese che utilizzano auto aziendali tradizionali.

Le aziende dovranno fare i conti con una tassazione più alta, ma anche con nuove opportunità legate alla sostenibilità. L’incoraggiamento a passare a veicoli più ecologici potrebbe, infatti, rappresentare un’opportunità a lungo termine, sebbene a breve termine il cambiamento comporti costi significativi.

Detrazione IVA e deducibilità costi

Dal 2025, cambia il trattamento fiscale per le auto aziendali. La possibilità di detrarre l’IVA si riduce notevolmente per i veicoli a combustione interna, limitandola solo a una parte dei costi. Le auto elettriche e ibride, invece, beneficeranno di incentivi fiscali e maggiori possibilità di detrazione.

BMW Serie 5: prezzo, dimensioni e caratteristiche 60

Fringe benefit più alti

Il fringe benefit, ovvero il valore imponibile del vantaggio che il dipendente riceve nell’uso dell’auto aziendale per fini personali, subirà un incremento. Il valore sarà calcolato in base alle emissioni di CO2 del veicolo e alla sua potenza fiscale. Le auto più inquinanti vedranno aumentare il loro valore fiscale, con un impatto diretto sulle buste paga dei dipendenti.

Impatto sui costi aziendali

Per le aziende, questa riforma comporta un aumento dei costi legati alla gestione della flotta di auto aziendali. L’obbligo di utilizzare veicoli a basse emissioni potrebbe generare una spinta verso l’acquisto di auto elettriche, con conseguenti esborsi più elevati per l’acquisto e la manutenzione, almeno nel breve periodo.

Audi A5 berlina e station wagon: prezzo, dimensioni e caratteristiche 5

Incentivi per la sostenibilità

Per stimolare il passaggio a veicoli elettrici o a basse emissioni, il governo ha previsto specifici incentivi e agevolazioni fiscali per le aziende che decidono di investire in questo tipo di auto. Le agevolazioni vanno dalle detrazioni IVA maggiorate alla possibilità di dedurre integralmente i costi di acquisto e manutenzione dei veicoli ecologici.

Le auto elettriche più economiche del 2025

Fiat Panda Concept: prezzo, dimensioni e caratteristiche 7

Il 2025 sarà un anno chiave per quanto riguarda le auto elettriche. In Italia, infatti, arriveranno per la prima volta alcuni modelli dal prezzo abbastanza contenuto. Si tratta di vetture a zero emissioni moderne ma poco costose, che potranno essere acquistate con un costo di circa 25.000 euro. Almeno, se ci si accontenta delle versioni base.

Si aggiungeranno ad alcune vetture a batteria che già sono arrivate nel corso del 2024 e che hanno aperto la strada a una mobilità sostenibile e anche accessibile. Vediamo cosa si potrà comprare spendendo il giusto, se si vuole passare a un’auto alimentata esclusivamente a batteria.

  • Dacia Spring
  • Citroen e-C3
  • Citroen e-C3 Aircross
  • Opel Frontera elettrica
  • Renault 5 E-Tech
  • Leapmotor T03
  • Hyundai Inster
  • Fiat Grande Panda elettrica

Dacia Spring

È da sempre l’auto elettrica più economica in circolazione. Ed è questo uno dei segreti del successo di questa Dacia Spring che grazie al restyling di un annetto fa è migliorata tanto sia dal punto di vista estetico sia da quello dei contenuti.

Dacia Spring: prezzo, dimensioni e prova su strada 10

Ha una batteria da 26,8 kWh, che le garantisce un’autonomia di 230 km secondo il ciclo WLTP. Ora in gamma è disponibile con 2 livelli di potenza, da 45 CV o da 65 CV. In entrambi i casi la velocità massima è di 125 km/h.
L’auto ha un prezzo di partenza di 17.900 euro.

Citroën ë-C3

La Citroën ë-C3 è stata la prima di una serie di vetture del gruppo Stellantis che nascono sulla piattaforma Smart Car. Pur avendo un nume storico, l’auto si rivoluziona dal punto di vista estetico e passa dall’essere una berlina due volumi a un SUV da città.

Citroën C3: prezzi, dimensioni e caratteristiche 25

Dotata di una batteria da 44 kWh, la ë-C3, dichiara un’autonomia fino a 320 km nel ciclo WLTP. Parlando di meccanica, ha un motore elettrico posto all’anteriore che eroga 113 CV. Il prezzo di partenza è di 23.900 euro.

Citroën ë-C3 Aircross

Sorella maggiore della quasi omonima e-C3, la e-C3 Aircross attinge a piene mani proprio dalla e-C3 per quanto riguarda piattaforma, batteria e motore. Solo, lo fa su una carrozzeria dalle dimensioni più generose. Per questo ha un prezzo un po’ più alto, con il listino che parte da 26.790 euro.

Citroen C3 Aircross: prezzo, dimensioni e prova su strada 1

Vista la maggiore stazza, l’autonomia si ferma a 300 km.

Opel Frontera Elettrica

La Opel Frontera elettrica è identica alla Citroen e-C3 Aircross. Cambia qualcosa nell’aspetto e poco altro. Figlia delle economie di scala, si differenzia dalla sorella francese per pochi dettagli. La differenza principale sta nel frontale, dove compare il classico Vizor di Opel. Ha un prezzo leggermente più alto, che però resta sempre al di sotto dei 30.000 euro.

Opel Frontera: prezzo, dimensioni e caratteristiche

Renault 5 E-Tech

La Renault 5 E-Tech segna il ritorno di un’icona del passato in una veste completamente elettrica. Questo modello combina un design rétro-moderno con tecnologie all’avanguardia, conquistando sia nostalgici che nuovi automobilisti.

Renault 5: prezzo, dimensioni e caratteristiche 34

Per ora è in vendita nelle sole versioni più ad alte prestazioni, ma a partire dalla primavera arriverà anche una variante “base” con prezzo di 24.900 euro. L’auto nasce sulla piattaforma AmpR Small della Casa della Losanga, ha batteria da 40 kWh e autonomia di 300 km.

Leapmotor T03

La Leapmotor T03 è una city car elettrica compatta che viene commercializzata in Italia attraverso la rete di concessionarie di Stellantis, essendo che il gruppo italo-francese ha stretto una partnership strategica proprio con la Casa cinese.

Le auto elettriche più economiche del 2025

L’auto, una citycar da 3,62 metri, ha batteria da 37,3 kW e un’autonomia di 265 km. Il prezzo di partenza è di 18.900 euro, solo 1.000 euro più della Dacia Spring.

Hyundai Inster

Solo 3,8 metri di lunghezza per la prima auto elettrica low-cost del gruppo coreano. La Hyundai Inster ha un aspetto da crossover molto personale ma dimensioni da città.

Sarà disponibile con 2 tagli di batteria e due livelli di potenza (85 e 115 CV). L’autonomia arriva a 350 km, il prezzo parte da 25.000 euro circa.

Hyundai Inster: prezzi, dimensioni e caratteristiche

Fiat Grande Panda Elettrica

Il 2025 sarà l’anno di un esordio molto atteso. Per la prima volta nella sua storia (tralasciando l’esperimento della Panda Elektra degli Anni ’90), la best seller assoluta Fiat Panda sarà elettrica. Lo farà sfruttando anch’essa la piattaforma Smart Car. Per l’occasione la Panda diventa Grande Panda e cambia aspetta, diventando un SUV che si ispira alle linee della Panda del 1980. L’elettrica parte da un prezzo di 24.900 euro.

Fiat Panda Concept: prezzo, dimensioni e caratteristiche 12

Come per le Citroen e la Opel Frontera citate in questo articolo, la Fiat Grande Panda ha batteria da 44 kWh e motore da 113 CV. L’autonomia, in questo caso, sarà di 320 km.