BYD Seal 6 DM-i Touring: prezzo, dimensioni e caratteristiche

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Proseguendo con la sua conquista del panorama europeo, BYD fa un altro passo audace con la Seal 6 DM-i Touring, variante “familiare” della berlina Seal 6, svelata all’IAA Mobility 2025 di Monaco. La nuova station wagon cinese punta in alto, mirando a sfidare le concorrenti diesel e benzina con un innovativo sistema ibrido che promette un’autonomia da record senza dover dipendere solo e unicamente dalla ricarica.

Ecco la scheda tecnica della BYD Seal 6 DM-i Touring:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio 500 litri
 Alimentazioni ibrido plug-in
 Classe –
 CV/kW (da) 183/135
 Prezzo (da) 42.990 €
INDICE
Dimensioni
Esterni
Interni
Motori
Consumi
Allestimenti
Perché comprarla
Prezzi

La nuova BYD Seal 6 DM-i Touring può contare su dimensioni piuttosto generose, raggiungendo i 4,84 metri di lunghezza (che comunque la rendono più corta di 6 centimetri rispetto alle attuali VW Passat Variant e Skoda Superb), mentre larghezza e altezza misurano rispettivamente 187 cm e 150 cm. Il passo da 279 cm, inoltre, garantisce un abitacolo decisamente spazioso. La capacità di carico, infine, è di 500 litri fino alla cappelliera, 675 fino al tetto, per arrivare ad un massimo di 1.535 litri abbattendo i sedili posteriori.

Dimensioni
Lunghezza 4,84 metri
Larghezza 1,87 metri
Altezza 1,5 metri
Passo 2,79 metri

Il design della BYD Seal 6 DM-i Touring riprende il linguaggio stilistico delle altre auto della Casa, con uno stile minimalista che si ispira all’oceano. Il frontale è affusolato e dal piglio sportivo, caratteristica enfatizzata dalla grande presa d’aria al centro del paraurti. Il coefficiente di resistenza aerodinamica poi è di appena 0,28, posizionandola tra le station wagon più efficienti del mercato.

Nella zona posteriore, invece, il tetto sembra “sospeso” grazie al montante posteriore nero, mentre a dominare la scena sono i gruppi ottici a Led uniti tra loro da una sottile striscia luminosa. A dare un tocco di sportività all’insieme, infine, ci pensa un piccolo estrattore nella zona bassa del paraurti.

All’interno della BYD Seal 6 DM-i Touring si è puntato sul comfort, sulla praticità e sulla tecnologia, con pochi pulsanti fisici e materiali di qualità come gli inserti in pelle e tessuto, che si alternano a plastiche sempre morbide al tatto. La plancia riprende le linee avvolgenti dell’esterno e prevede strumentazione digitale da 8,8″, un monitor centrale da 12,8 o 15,6 pollici, un tetto panoramico apribile e un impianto audio a otto altoparlanti (a seconda dell’allestimento).

Nella parte anteriore e posteriore sono disponibili diverse porte USB di tipo C (con potenza massima di 60 watt), completate da una piastra per la ricarica wireless dello smartphone. Tutti i sedili sono rivestiti in finta pelle, con quelli anteriori che sono regolabili elettricamente, riscaldati, ventilati e dotati di funzione di memoria. Il divanetto posteriore offre ampio spazio per le gambe e la testa e lo schienale si abbatte con schema 40:60, in modo da ampliare il volume del bagagliaio.  La dotazione ADAS, infine, è completa, con cruise control adattivo, monitoraggio stanchezza, telecamere a 360° e sette airbag di serie.

Il cuore della BYD Seal 6 DM-i Touring è l’innovativo sistema ibrido Super Hybrid DM-i (dual mode) della Casa, composto da due motori elettrici, una batteria blade e un motore a benzina di 1,5 litri, con efficienza termica del 43%. Come altre ibride plug-in, anche la Seal 6 DM-i Touring può muoversi o in modalità elettrica o sfruttando il motore termico, sia per alimentare la batteria, sia per muovere l’auto. La station cinese prevede due tipologie di powertrain: la versione Boost ha una batteria da 10,08 kWh e potenza massima di 135 kW (183 CV), mentre le versioni Comfort Lite e Comfort invece raggiungono i 156 kW di potenza (212 CV) con batteria da 19 kWh. Tutte le versioni accelerano da 0 a 100 km/h in meno di 9 secondi e raggiungono una velocità massima di 180 km/h.

Il vero punto di forza della station wagon cinese sono i consumi, che promettono di essere molto contenuti per entrambe le varianti di powertrain. La versione Boost, con batteria da 10,08 kWh, dichiara infatti un’autonomia nel ciclo WLTP di 1.350 chilometri e ricarica solo in corrente alternata, con percorrenza in modalità elettrica di 50 chilometri. Le versioni Comfort Lite e Comfort invece, con batteria da 19 kWh, possono essere ricaricate anche in corrente continua, passando dal 30 all’80% della capacità in soli 23 minuti, e dichiarano un’autonomia elettrica di 100 km mentre quella totale rimane a 1.350 km. Il risultato è un sistema che funziona per la maggior parte del tempo come se fosse puramente elettrico, con autonomia (nel caso della versione con le batterie più potenti) che raggiunge i 100 km e consumo combinato di appena 1,5 litri ogni 100 chilometri, assieme a una percorrenza totale di 1.350 chilometri con batteria al 100% e serbatoio pieno.

La BYD Seal 6 DM-i Touring viene offerta in tre allestimenti:

  • Boost
  • Comfort Lite
  • Comfort

Boost: versione di base che offre di serie fari a LED, cerchi da 17″, sedili elettrici, sistema d’infotainment con schermo da 12,8 pollici, impianto audio con 6 altoparlanti, caricatore di bordo da 3,3 kW, prese USB e sensori posteriori.

Comfort Lite: aggiunge telecamera con vista a 360 gradi, cerchi in lega da 18″, radar di parcheggio anteriori, impianto audio con 8 altoparlanti, volante riscaldato, sedili anteriori e posteriori ventilati e riscaldati, funzione di memorizzazione seduta sedili anteriori, ricarica wireless per smartphone da 50W, caricatore di bordo da 6,6 kW.

Comfort: aggiunge display touchscreen da 15,6 pollici.

  • Ibrida: la gamma promette consumi ridotti e poche emissioni.
  • Autonomia: BYD Seal 6 DM-i Touring è in grado di superare i 1.350 km di autonomia con batteria carica e serbatoio pieno.
  • Prezzi:  la nuova BYD Seal 6 DM-i Touring punta a competere con le altre station wagon anche in virtù di prezzi competitivi.

Di seguito ecco il listino prezzi della BYD Seal 6 DM-i Touring aggiornato a settembre 2025:

BYD Seal 6 DM-i Touring Ibrida Plug-in Prezzi
Boost 135 kW (183 CV) 10,08 kWh 39.400 €
Comfort Lite 156 kW (212 CV) 19 kWh 44.400 €
Comfort 156 kW (212 CV) 19 kWh 45.400 €

Auto cross-country: tutti i pregi e i difetti

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Le vetture cross-country nascono sulla base di modelli station-wagon, opportunamente modificati per affrontare con facilità anche qualche tratto di sterrato. Sono caratterizzate dalle protezioni nella parte bassa della carrozzeria, l’assetto rialzato e la trazione integrale. Questo tipo di vettura è una via di mezzo fra una familiare, un fuoristrada e un Suv: conserva intatte le qualità della classica familiare, alle quali affianca una motricità e un’altezza da terra che le permettono di non sfigurare al cospetto dei modelli pensati invece per muoversi lontano dall’asfalto.

Il successo commerciale delle cross-country ci riporta agli anni ’90, con Subaru che propone la Outback, seguita poco dopo da Volvo con la V70 Cross Country, vetture che uniscono i vantaggi della station-wagon per quanto riguarda spazio di carico e guidabilità con un allestimento ideale per viaggiare anche sullo sterrato.

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La svolta arriva con l’Audi A6 Allroad

Il salto di qualità di questo tipo di auto arriva nel 2000, grazie all’Audi A6 Allroad Quattro, che offre sospensioni pneumatiche ad altezza variabile e riduttore sui modelli con cambio manuale. Dopo l’arrivo della vettura tedesca, l’offerta di auto cross-country aumenta: la Peugeot 508 Rxh è la prima ibrida della categoria; Volvo, che è stata una pioniera, invece propone la versione rialzata di tutte le station-wagon della propria gamma, pur avendo a listino una famiglia completa di Suv come XC40, XC60 e XC90. Tra le cross-country compatte, l’auto più iconica è stata la Skoda Octavia Wagon 4×4 Scout.

Gli stessi vantaggi della familiare

Una vettura cross-country è caratterizzata dalle stesse qualità di una station-wagon, ma va considerato che la trazione integrale, in alcuni casi, può togliere spazio al bagagliaio, generalmente al doppio fondo.

L’assetto rialzato, che di solito non supera i 20 millimetri rispetto alla versione station-wagon, mette l’auto al sicuro da sassi e altri ostacoli presenti lungo la strada, tenendo anche conto che, in vari modelli, l’allestimento cross-country prevede alcuni elementi di rinforzo in plastica e protezioni sottoscocca di serie o come optional. In più, molti modelli possono avere programmi di guida dedicati al fuoristrada.

I sacrifici sono pochi

Viste le dotazioni specifiche, questo tipo di auto può essere un po’ più cara del modello standard dal quale deriva; mentre la differenza dal punto di vista dei consumi è minima. I centimetri di altezza in più, la rendono maggiormente soggetta al rollio, in virtù anche del fatto che l’assetto non deve essere troppo rigido dato che è pensata per disimpegnarsi anche sullo sterrato.

Auto cross-country: i pregi

Come detto, una vettura cross-country offre lo stesso spazio e la stessa praticità dell’equivalente station-wagon. In più ha una mobilità superiore rispetto al modello a guida bassa e peso e consumi più contenuti di un Suv; il prezzo, invece, è in linea con quello delle familiari.

Auto cross-country: i difetti

Il peso e i consumi sono leggermente superiori a quelli delle classiche station-wagon; mentre l’assetto è meno preciso delle “sorelle” dalle quali derivano.

Auto station wagon: tutti i pregi e i difetti

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Un tempo era conosciuta come giardinetta, oggi per tutti è station wagon o familiare. Con questi termini indichiamo le autovetture derivate da una berlina, ma con un bagagliaio più ampio e solitamente unito all’abitacolo, per soddisfare chi ha esigenza di carichi maggiori. Le prime station wagon risalgono al 1910 e furono prodotte negli Stati Uniti da costruttori indipendenti che realizzavano carrozzerie in legno per il telaio della Ford Model T. All’inizio vennero chiamate “carryall” (caricare tutto), per la capacità del vano carico molto superiore alla tradizionale carrozzeria torpedo.

Nel 1923 il costruttore statunitense Star fu il primo a produrre una station wagon assemblata sulla propria linea di produzione con uno scheletro in legno imbullonato alla carrozzeria dell’auto. Sei anni più tardi Ford cominciò a produrre ufficialmente le Model T wagon e nel 1935 la General Motors sfornò la prima familiare destinata al trasporto passeggeri: la Chevrolet Suburban. In Europa le station wagon arrivarono negli anni ’30 con la Citroen Traction Avant Familiale, la versione allungata della Traction Avant con tre finestrini e una terza fila di sedili (per nove posti in totale). In Italia il debutto è datato 1946 grazie alla Fiat 1100 Viotti Giardinetta, seguita, due anni più tardi, dalla Fiat Topolino Giardiniera.

Mercedes Classe E SW

L’auto ideale per chi ha bisogno di spazio

Di solito un’auto familiare può derivare da una berlina a 4 porte, con cui condivide la lunghezza, anche se in qualche caso ha qualche centimetro in più; mentre il bagagliaio risulta più spazioso, principalmente in verticale. Nei casi di station wagon derivata da una berlina a 5 porte, le dimensioni e gli spazi sono più generosi. Le auto familiari si trovano soprattutto a partire dal segmento C, mentre scarseggiano tra le utilitarie, anche se non mancano le eccezioni come Renault Clio (proposta per due generazioni) e Skoda Fabia.

La caratteristica principale delle station wagon è il connubio fra accessibilità e spazio, con il bagagliaio più ampio e più basso e, di conseguenza più facile da raggiungere, rispetto ai Suv e ai monovolume della stessa misura. Un altro grande vantaggio è dato dall’abitacolo più spazioso, grazie alla forma più dritta e al tetto che scende soltanto nella parte finale: la superficie maggiore e i sedili frazionabili in tre parti (in molti modelli) rendono il viaggio più comodo anche per i passeggeri. Inoltre prima del boom dei suv, tante station wagon erano disponibili anche in versione 7 posti.

Mercedes CLA Shooting Brake
Mercedes CLA Shooting Brake

Comodità ed estetica non sempre vanno a braccetto

L’altra faccia dello spazio superiore e della maggiore comodità rispetto a una berlina classica è il minore appeal verso un gran numero di automobilisti. A tanti non piacciono le forme più ingombranti e meno eleganti, soprattutto delle station wagon del passato. Oggi le case automobilistiche riservano sempre più attenzioni anche all’estetica, con la cura di alcuni dettagli che hanno fatto compiere un salto di qualità alle station wagon, tanto che in alcuni casi la versione familiare sembra più elegante della berlina dalla quale deriva. Poi ci sono le “Shooting Brake”, le familiari che uniscono la comodità a linee sportiveggianti, come Volkswagen Arteon, Mercedes CLA e Kia ProCeed.

Si paga qualcosa in termini di efficienza

Attualmente le case automobilistiche offrono gli stessi allestimenti e le stesse motorizzazioni delle berline anche per la station wagon. Però la familiare rimane più pesante, più costosa e meno efficiente dal punto di vista aerodinamico di una berlina a tre volumi, anche a parità di dimensioni, con i consumi e le prestazioni di questo tipo di vettura che sono condizionati dal maggiore carico.

I pregi delle station wagon

La maggiore comodità dei passeggeri, anche quelli che viaggiano sul sedile posteriore, è tra i principali vantaggi delle auto familiari, oltre al bagagliaio più spazioso, più facilmente raggiungibile e in grado di trasportare animali domestici, a patto di usare l’apposita rete divisoria.

I difetti delle station wagon

Come detto, non a tutti piace l’estetica di una station wagon, che ha ingombri importanti in lunghezza e, in tanti casi, linee più tozze. Consumi, peso e prezzo sono superiori rispetto alla berline, ma inferiori a monovolume e suv.