Alfa Romeo Tonale: acquisto o finanziamento?

Alfa Romeo Tonale: prezzi, dimensioni e caratteristiche 16

Tonale è il primo suv compatto e il primo modello elettrificato di Alfa Romeo, nonché il primo crossover suv di medie dimensioni a motore trasversale e trazione anteriore del Biscione, che con questa vettura sfida i marchi premium tedeschi. Con Tonale esordisce su un’auto di serie la tecnologia non-fungible token (NFT): grazie a essa è possibile collegare la vettura a un certificato digitale univoco NFT, che consente di avere un registro digitale secretato e non modificabile contenente le informazioni più importanti e i dati della vettura.

La Tonale è il secondo Suv di Alfa Romeo, dopo Stelvio. È stato anticipato da una concept presentata al Salone di Ginevra del 2019 e viene prodotto dal 2022. Rappresenta un modello di fondamentale importanza per il marchio: ha il compito di introdurre l’elettrificazione nella gamma e, grazie all’abbondante tecnologia, è l’Alfa Romeo più smart prodotta fino a questo momento.

Tradizione con uno sguardo al futuro

La Tonale è lunga 4,53 metri, largo 1,84 e alto 1,60 metri e può contare su un bagagliaio da 500 litri, che scendono a 450 sulla plug-in. Il frontale si rifà ad alcuni elementi di Alfa Romeo del passato. I gruppi ottici a led sono gli stessi della concept del 2019, con i tre fari separati che ricordano quelli della SZ (1989), della concept 164 Proteo (1991) e della Brera (2005). In più Tonale è la prima Alfa Romeo dotata di fari sviluppati da Marelli con tecnologia a matrice di led.

Alfa Romeo Tonale: prezzi, dimensioni e caratteristiche 14

Tanta tecnologia anche nell’abitacolo

Gli interni si distinguono per la presenza di soli strumenti digitali. Il cruscotto ha una forma a cannocchiale, con schermo digitale da 12,3 pollici a cui si aggiunge un secondo display touch screen da 10,25 pollici e derivato da quello di Fiat 500e, che ha il compito di gestire il sistema multimediale Android Automotive. Gli aggiornamenti over-the-air consentono all’auto di essere sempre aggiornata. Abbondante anche la presenza di tecnologia per la sicurezza, con cruise control adattivo intelligente, mantenimento della carreggiata evoluto, assistenza alla guida in colonna, frenata automatica di emergenza, controllo della stanchezza del conducente, monitoraggio dell’angolo cieco e avviso della presenza di altre auto durante la retromarcia.

Le motorizzazioni

L’elettrificazione la fa da padrone a bordo di Tonale. Abbiamo il motore benzina mild-hybrid da 1,5 litri con sistema a 48 Volt da 15 kW e 55 Nm, in una versione da 130 CV e un’altra da 160 CV. Il top di gamma è rappresentato da un plug-in che unisce a un 1.3 turbo a benzina all’avantreno un motore elettrico posteriore da 120 CV, alimentato da una batteria da 15,5 kWh, per una potenza totale di 280 CV. L’unico motore non elettrificato è quello diesel, un 1.6 da 130 CV e 320 Nm di coppia, offerto di serie con un cambio automatico a doppia frizione a 6 marce. Tonale viene offerta in cinque allestimenti: Super (versione di accesso alla gamma, solo diesel e benzina MHEV da 130 CV); Sprint; Ti; Veloce (top di gamma, solo mild hybrid da 160 CV e plug-in) ed Edizione Speciale.

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Tonale hybrid Veloce a 43.971 euro

La versione 1.5 Hybrid Veloce da 160 CV di Tonale, dal prezzo di listino di 45.300 euro, è offerta a 43.971 euro senza permuta o rottamazione. Versando un anticipo di 11.252 euro, dobbiamo pagare 35 rate mensili da 406,36 euro (TAN 6,70% TAEG 7,71%) e una rata finale da 24.855,80 euro, per un massimo di 45.000 km e 0,05 euro per ogni chilometro percorso in più, da versare in caso di restituzione dell’auto. Nella cifra sono compresi la garanzia complessiva di tre anni o 120.000 km totali, il servizio Identicode o la Polizza Pneumatici Plus.

Fabbrica Alfa Romeo: dove nascono i modelli del Biscione

Fabbrica Alfa Romeo: dove nascono i modelli del Biscione 2

Lo stabilimento di Piedimonte San Germano, vicino a Cassino in provincia di Frosinone, è la casa di Alfa Romeo Giulia e Stelvio. L’impianto è di proprietà di Stellantis e ospita anche la produzione di Maserati Grecale e, prossimamente, sfornerà i modelli costruiti sulla più grande delle piattaforme elettriche di nuova generazione. Il sito occupa una superficie di oltre 2.000.000 di metri quadrati, di cui 400.000 coperti da edifici, e dà lavoro a 2.600 dipendenti. Nasce come stabilimento Fiat e le sue origini risalgono al 1972, quando l’azienda torinese decide di aprirne uno non molto lontano da quello di Pomigliano d’Arco dove Alfa Romeo, che ancora non fa parte del gruppo Fiat, produce l’Alfasud.

Fabbrica Alfa Romeo: dove nascono i modelli del Biscione

L’impianto di Cassino viene costruito con lo scopo di iniziare la produzione su larga scala della Fiat 126, che ha il compito di prendere il posto della mitica 500. La 126 resta l’unica utilitaria prodotta nello stabilimento laziale: dopo solo due anni vengono installate le linee di assemblaggio della 131. Dal 1978 viene ultimata qua anche la rivoluzionaria Ritmo, che porta in dote l’introduzione del primo sistema di produzione robotizzato, inaugurato a Cassino e nell’impianto di Rivalta, nel Torinese, con i robot della Comau. Dieci anni più tardi il sito subisce un altro grande rinnovamento per ospitare la Tipo: la produzione arriva alle mille unità al giorno. Successivamente arrivano Bravo e Brava, Stilo e una nuova Bravo, tutte discendenti della Ritmo. Oltre a questi modelli, l’impianto laziale ospita anche Tempra, Marea e la Croma del 2005 sviluppata su base GM. L’inizio dell’arrivo degli altri marchi risale al 2007, con l’avvio della produzione di modelli che condividono il pianale come la Bravo di quell’anno e la Lancia Delta; mentre l’Alfa Romeo Giulietta giunge poco più tardi.

La svolta tecnologica con l’arrivo di Giulia e Stelvio

Nel 2016 lo stabilimento di Cassino compie un salto di qualità, con l’assegnazione della produzione delle due Alfa Romeo, chiamate a dare nuovo smalto al segmento medio: la berlina Giulia e il Suv Stelvio. Le due vetture nascono da una piattaforma e da un progetto nuovi e permettono alla fabbrica di diventare la prima World Class Sustainable Plant del gruppo, con nuove tecnologie di produzione che si sommano alla riduzione dell’impatto ambientale. Accanto all’impianto di stampaggio di parti strutturali, che produce pezzi anche per le altre fabbriche europee, troviamo una nuova saldatura ad alta tecnologia che consente di unire leghe di diversa composizione. Inoltre arriva anche un nuovo impianto di verniciatura a basso consumo di energia e di acqua con stesura a secco del fondo e recupero della vernice in eccesso mediante l’aspirazione e non il lavaggio.

Fabbrica Alfa Romeo: dove nascono i modelli del Biscione 1

Vengono introdotte fonti di luce a basso consumo e di corrente ottenuta sia grazie a un impianto fotovoltaico installato nel parcheggio della fabbrica, sia da altre fonti rinnovabili certificate dai fornitori. Si concretizza anche la digitalizzazione dei processi produttivi, grazie all’introduzione di tablet e display lungo le linee per monitorare lo stato dei lavori. Con i partner di Samsung vengono sviluppati software da inserire negli smartphone e nei nuovi smartwatch autonomi collegati al sistema di gestione della produzione.

Arrivano le elettriche “large”

Alla fine dello scorso decennio, la produzione di Cassino accusa una flessione a seguito del taglio del personale, passato da 3.000 e 2.600 lavoratori. Nel 2022 l’impianto laziale si riprende grazie all’inizio dell’assemblaggio del Suv Maserati Grecale, sviluppato sulla piattaforma Giorgio, la stessa di Alfa Romeo Giulia e Stelvio.

Stellantis annuncia, all’inizio di quest’anno, che con il nuovo piano industriale Cassino sarà dal 2025 uno degli impianti che produrranno modelli sulla piattaforma STLA Large, oltre a quello canadese di Windsor, in Ontario. La STLA Large è una delle quattro piattaforme elettriche sulle quali verranno costruite tutte le prossime auto del gruppo. È la più grande delle tre progettate sul principio della monoscocca e monterà batterie con autonomia fino a 800 km.

Alfa Romeo: nasce il programma Certified per gli esemplari usati

Alfa Romeo Tonale: prezzi, dimensioni e caratteristiche 13

Comprare un’auto di seconda mano comporta una scelta delicata e, prima di procedere con l’acquisto, è bene valutare tutte le possibilità a disposizione. Ai siti internet di rivendita tra privati, agli annunci su giornali e riviste e al passaparola tra amici si aggiungono i programmi di rivendita certificati dei costruttori.

Alfa Romeo Certified

Di cosa si tratta esattamente? Sono dei programmi nati più o meno 15 anni fa in Europa che offrono vetture, che di solito hanno percorso pochi chilometri e che sono tenute bene, a prezzi competitivi e con formule di finanziamento vantaggiose per l’acquirente. L’ultimo arrivato, in ordine cronologico, è Alfa Romeo Certified. Il programma della casa italiana analizza le auto e ne ripristina le parti usurate: grazie a 120 controlli, le rende quasi come nuove e le rivende su un nuovo sito internet accessibile a tutti. Vediamo come funziona e i servizi che offre agli automobilisti.

Alfa Romeo Giulia: prezzo, dimensioni e caratteristiche 17

Tanti controlli e garanzie per un usato sicuro

Il primo ciclo di vita di un’automobile, mediamente, dura tre o quattro anni, quando di solito il primo proprietario che l’ha comprata nuova la restituisce al concessionario per fine leasing o semplicemente per sostituirla con un nuovo modello. Una volta tornata “alla base”, la vettura viene controllata a fondo dai tecnici esperti che verificano l’età, le condizioni generali e la manutenzione effettuata negli anni di vita. I pezzi rotti o consumati a causa dell’usura vengono sostituiti con ricambi originali e la macchina viene riportata quasi a nuovo.

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Alfa Romeo Stelvio: prezzo, dimensioni e caratteristiche 20
Alfa Romeo Stelvio

Pronta alla seconda vita

Una volta conclusa questa prima fase, la vettura viene messa in vendita sul portale internet del programma certificato. Sul sito web dedicato è possibile consultare la scheda tecnica dettagliata, visualizzare foto a 360° di interni ed esterni e i contatti della concessionaria di riferimento che può essere contattata mediante un form dedicato. Alfa Romeo Certified prevede 24 mesi di garanzia su tutte le componenti, l’assistenza stradale 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 e la possibilità di certificare l’automobile con la tecnologia NFT. In più la formula “Soddisfatti o rimborsati” permette all’automobilista di restituire l’auto usata entro 10 giorni e 1.000 km percorsi dalla data del ritiro della vettura.

Alfa Romeo: i modelli in arrivo nel 2023

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Prende forma il 2023 di Alfa Romeo. Lo storico marchio è attivo su più fronti: un Suv, al momento dal nome provvisorio Brennero, il primo modello 100% elettrico, una supercar a base Maserati e i restyling di Stelvio e Giulia.

  • Alfa Romeo Brennero
  • Alfa Romeo Giulia restyling
  • Alfa Romeo Stelvio restyling
  • Alfa Romeo “33 Stradale”

Alfa Romeo Brennero

Il nome non è confermato, ma la nuova vettura sarà il terzo Suv del Biscione che seguirà Stelvio e Tonale. Si tratta di un B-Suv sviluppato sullo stesso progetto di Jeep Avenger e del B-Suv Fiat, costruiti in Polonia a Tichy sulla nuova piattaforma Slta Small. Le prime versioni messe in vendita saranno benzina elettrificate, mentre quella elettrica è prevista per il 2024.

Alfa Romeo Giulia restyling

Le novità estetiche riguardano i fari, Full-Led, con forme e tecnologie che potrebbero essere riprese direttamente da Tonale. Per quanto riguarda l’interno, il restyling potrebbe interessare la strumentazione, con display più grandi e maggiori funzionalità.

Alfa Romeo Stelvio restyling

Il Suv medio dell’Alfa Romeo presenta le stesse novità di Giulia: luci anteriori, abitacolo dotato di maggiore tecnologia e connettività ampliata.

Alfa Romeo “33 Stradale”

Il nome è puramente indicativo, anche se non del tutto casuale. L’auto sportiva che raccoglierà l’eredità di 8C e 4C sarà ispirata esteticamente alla mitica 33 Stradale, una leggenda delle gare degli anni ’60. L’anno prossimo, molto probabilmente, sarà svelata una concept che sarà quasi simile alla versione definitiva. Il nuovo modello sportivo del Biscione potrebbe montare un motore posteriore centrale. Dato che la base dovrebbe essere la stessa di Maserati MC20, questa vettura potrebbe avere una variante del motore Nettuno oppure il V6 di Stelvio Quadrifoglio e Giulia. In ogni caso la motorizzazione non è ancora certa: i manager Stellantis non sono ancora sicuri se proporla nel 2023 con un motore tradizionale o in versione elettrica nel 2024, anno in cui tutta la gamma Alfa Romeo sarà a zero emissioni.

Restomod: il grande ritorno elettrico delle auto storiche

Restomod: il grande ritorno elettrico delle auto storiche 3

Siete appassionati nostalgici delle auto che hanno segnato un’epoca e vi piacerebbe vederle tornare a sfrecciare sulle strade in versione elettrica? Oggi è possibile grazie ai restomod, una delle mode del momento. Il termine deriva dall’unione delle parole inglesi restore, che vuol dire restaurare, e modern e sta a indicare il restauro di una vettura classica con pezzi e tecnologie dei nostri giorni.

La moda ha preso piede negli ultimi due anni, ma il fenomeno esiste da almeno un decennio grazie a veri e propri artigiani che hanno iniziato a modificare le auto classiche con un tocco moderno. L’iniziativa ha riscosso sempre più successo al punto che alcune case produttrici di automobili come Jaguar e Opel hanno messo sul mercato modelli ufficiali restomod che vanno in questo modo ad affiancarsi alle creazioni di officine e preparatori privati.

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Di cosa si tratta

Il restomod consiste nella revisione della meccanica, degli interni e di parte dell’estetica di un’automobile già esistente a cui aggiunge modifiche mirate e rispettose della linea originale. In altre parole è un restauro innovativo che tiene conto della tecnologia che ha compiuto passi da gigante a livello di motore, pneumatici, freni e sistemi elettronici base di sicurezza. Le restomod più evolute rinunciano al tradizionale motore endotermico per passare ad unità elettriche, ma le novità non si fermano qui. Di solito sono dotate anche di notevoli miglioramenti a livello di interni e di dotazioni moderne come l’aria condizionata, le luci a led anteriori, posteriori e interne, il sistema Abs e l’accensione elettronica senza dimenticare l’autoradio con connessione bluetooth con tanto di caricatori per device portatili. Sono tantissime le auto storiche restaurate in chiave moderna e con motore elettrico, dalla Panda, alla Mini passando per Maggiolino e 500. Di seguito alcuni esempi.

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Alfa Romeo Giulia GT Electric

Tra le vetture restomod opera di privati è doveroso citare la Giulia GT Electric, che riprende la mitica Alfa Romeo Giulia GT Junior, variante della Giulia a due porte, costruita fra il 1963 e il 1975. La nuova creazione dell’azienda veneta Totem Automobili ha un’autonomia dichiarata di 320 km e può contare su 518 CV di potenza massima e 940 Nm di coppia, per uno 0-100 in soli 3,4 secondi. Il propulsore elettrico è alimentato da un pacco batterie da 50,4 kWh raffreddato a liquido, con un peso di 350 kg. Contenuto e forma restano gli stessi della Giulia GT originale, anche se la nuova carrozzeria è in carbonio. Il telaio è stato riprogettato: la versione elettrica è dotata di sospensioni Bilstein regolabile di tipo McPherson all’anteriore e multilink al posteriore. I fari sono a led e il posteriore prevede gruppi ottici rotondi al posto di quelli rettangolari originali.

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Volkswagen eKäfer

Non poteva certo mancare eKäfer (eMaggiolino tradotto in italiano), il restomod che si basa su un Maggiolino Cabriolet del ’73 dello storico modello Volkswagen, realizzato dagli specialisti in conversioni di eClassics e Volkswagen Group Components. La eKäfer utilizza il pacco batterie e il motore elettrico della e-UP: 14 moduli agli ioni di litio per un totale di 36,8 kWh e una potenza massima di 82 CV. L’autonomia è di 200 km, è in grado di andare da 0 a 80 km/h in 8 secondi e ha una velocità massima di 150 km/h. Le modifiche all’esterno sono praticamente impercettibili e anche dentro cambiano solo pochi dettagli nella strumentazione, come l’indicatore digitale dell’autonomia nel tachimetro. La eKäfer ha il bagagliaio posteriore, in quanto il motore elettrico è stato posizionato sopra l’asse anteriore.

Restomod: il grande ritorno elettrico delle auto storiche

Jaguar  E-type Zero

Jaguar ha pensato di fare le cose in grande riproponendo la E-type con motore elettrico. La vettura, denominata E-type Zero, ha lo stesso aspetto e il medesimo stile della E-type, con prestazioni ancora più esaltanti: accelera da 0 a 100 km/h in soli 5,5 secondi, quasi un secondo in meno rispetto alla E-type originale. Questa chicca ha un’autonomia di 270 km ed è alimentata da una batteria agli ioni di litio da 40 kWh. I fari sono a led ovviamente ispirati allo stile della E-type. Inoltre, monta un propulsore elettrico da 300 CV: il pacco batterie agli ioni di litio ha le stesse dimensioni e lo stesso peso del motore sei cilindri che equipaggiava la E-type originale. Complessivamente, il suo peso è di 46 kg in meno rispetto alla versione originale.

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Opel Manta GSe

Opel ha deciso di produrre la Manta GSe, Variante elettrica e moderna della originale coupé tedesca. La carrozzeria è in stile anni ’70 ma con richiami moderni, come i cerchi in lega e i fari full led. All’interno la plancia di partenza è quella di Manta, ma il resto è stato rivisitato in chiave moderna. I sedili sono quelli della Adam S e il cruscotto analogico è stato sostituito da due schermi presi dalla nuova Mokka. Il motore ha 147 CV, la trazione è posteriore e la batteria è da 31 kWh. Ma l’elemento più interessante sulla Manta elettrica è rappresentato dalla presenza del cambio manuale. Una vera e propria chicca su un modello a zero emissioni.

Novità Alfa Romeo: ecco i modelli in arrivo nel 2021

Novità Alfa Romeo: ecco i modelli in arrivo nel 2021 1

Dopo le indiscrezioni secondo le quali il lancio della Tonale sarebbe stato rimandato di un anno, ora i vertici di Alfa Romeo hanno confermato che la presentazione avverrà nel corso del 2021, come originariamente pianificato. Sarà quindi un anno molto importante per il marchio del biscione, che accanto al nuovo Suv compatto presenterà anche le versioni aggiornate della Giulia e della Stelvio.

INDICE
 Alfa Romeo Tonale
 Alfa Romeo Giulia
 Alfa Romeo Stelvio

Presentata al Salone di Ginevra del 2019, la Tonale si appresta ad essere un altro modello di svolta per Alfa Romeo, con il quale il brand tenterà l’affondo ad uno dei segmenti più combattuti del mercato.

Sono ancora poche le informazioni rilasciate sul modello, ma pare piuttosto sicuro che tra le varie motorizzazioni disponibili ci sarà anche un’ibrida plug-in con un powertrain ereditato da quello della cugina Jeep Compass 4xe. Sotto il cofano trova posto un 1.3 benzina abbinato a un motore elettrico posteriore alimentato da una batteria da 10 kWh, che dovrebbe assicurare un’autonomia in elettrico di circa 50 km.

La principale novità legata al model year 2021 dell’Alfa Romeo Giulia è rappresentata dall’uscita dal listino della motorizzazione 2.2 Diesel da 136 CV. Ora la gamma motori resta quindi composta dal 2.2 da 160, 190 e 210 CV per quanto riguarda le unità a gasolio e dal 2.0 da 200, 250 e 280 CV per quanto riguarda i benzina. Al vertice dell’offerta resta il 2.9 V6 da 510 CV della versione Qadrifoglio. Tutte le unità a listino sono abbinate al cambio automatico a otto rapporti e sono ora omologate Euro 6 d-Full.

Novità anche sul fronte allestimenti. Sparisce l’allestimento Super ed entra il nuovo Rosso Edizione, che rappresenta l’allestimento di accesso alla gamma in abbinamento al motore Diesel meno potente. Questo si caratterizza per i cerchi in lega da 19 pollici e le pinze dei freni rosse, oltre che per i fari bi-xenon, il sistema di infotainment da 8,8 pollici e il pacchetto di sistemi di assistenza alla guida di cui fanno parte il Lane Departure Warning e il Forward Collision Warning. I prezzi dell’Alfa Romeo Giulia 2021 partono da 45.000 euro.

Modifiche analoghe anche per quanto riguarda la più grande Stelvio. Tutti i motori anche in questo caso seguono la normativa antinquinamento Euro 6 d-Full e offrono potenze che vanno da 200 a 510 CV per i benzina e da 160 a 210 CV per i Diesel.

Anche per la Stelvio Alfa Romeo ha messo a punto l’allestimento Rosso Edizione, che anche in questo caso rappresenta la nuova porta di accesso alla gamma.  I prezzi in questo caso partono da 51.500 euro. Nonostante la sempre più forte svolta “green” del mercato, dunque, Alfa Romeo continua, almeno per il momento, a non offrire varianti elettrificate dei suoi due modelli di punta, che restano alimentati da unità esclusivamente benzina o Diesel.

Alfa Romeo Giulietta: prezzo, dimensioni e caratteristiche

Giulietta Alfa Romeo

Nonostante gli anni sulle spalle, l’Alfa Romeo Giulietta continua a rappresentare una valida alternativa per tutti coloro alla ricerca di una due volumi di dimensioni compatte, che desiderano un modello pratico nell’utilizzo quotidiano, ma dal carattere sportivo. In attesa della nuova generazione, la gamma motori è stata snellita. Ecco come è fatta la Giulietta.

Di seguito la scheda tecnica dell’Alfa Romeo Giuletta:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio 350/1.150 litri
 Alimentazioni Benzina / Diesel
 Classe 6D-TEMP
 Cv/kW (da) 120/88
 Prezzo (da) 22.100 €
INDICE
 Dimensioni
 Interni
 Esterni
 Motori
 Consumi
 Allestimenti
Perché comprarla
 Prezzi

La lunghezza di 4 metri e 35 centimetri consente all’Alfa Romeo Giulietta di ospitare comodamente cinque persone a bordo, mentre l’equilibrio delle linee è garantito dalla larghezza di 1 metro e 80 e dall’altezza di 147 centimetri. Notevole la capacità di carico del bagagliaio per una vettura di queste dimensioni, ben 350 litri.

Dimensioni
Lunghezza 4.350 mm
Larghezza 1.800 mm
Altezza 1.460 mm
Passo 2.630 mm

alfa romeo giulietta usate
alfa romeo giulietta usate

L’abitacolo dell’Alfa Romeo Giuletta colpisce per la spaziosità. I materiali utilizzati sono di buona fattura e nelle versioni più sportive non mancano elementi che richiamano il carbonio per sottolineare l’anima corsaiola della vettura. Il cruscotto presenta, come da tradizione, il contachilometri ed il contagiri inseriti in due elementi circolari distinti, mentre al centro della plancia è posizionato il monitor dell’infotainment.

A livello di accessori per l’Alfa Romeo Giulietta sono disponibili diversi pack di accessori. Tra questi spiccano i Pack Veloce Rosso e Pack Veloce Giallo Corsa, per personalizzare ulteriormente la Giulietta con soluzioni estetiche più votate al gradimento del pubblico sportivo. Interessante anche il Pack Convenience, dedicato agli “alfisti” che badano più alla sostanza del comfort e della connettività di bordo. All’appello rispondono anche il Pack Tech e il Pack Carbon Look.

All’esordio abbiamo la colorazione della carrozzeria battezzata Verde Visconti, così come sono stati introdotti cerchi in lega dal design inedito e nuovi pellami per i rivestimenti degli interni. Confermate quindi tutte le caratteristiche dinamiche che hanno fatto la fortuna di questa vettura. 

In generale lo stile in questi anni non è stato eccessivamente stravolto. Il frontale si sviluppa intorno al classico stemma Alfa Romeo, mentre nella parte posteriore spiccano i fari a Led a sviluppo orizzontale. Molto movimentata la fiancata fatta di linee morbide in grado di unire tocchi di sportività ad altri più eleganti.

Tutti rispettosi delle norme antinquinamento Euro 6d Temp, le unità che equipaggiano la Giulietta sono tre. L’unico benzina è il 1.4 da 120 CV di potenza. Due invece i diesel: il 1.6 JTDm, sempre da 120 unità, anche con cambio automatico e il 2.0 JTDm da 170 CV solo con cambio automatico TCT. 

I consumi dichiarati dalla Casa del biscione per l’Alfa Romeo Giulietta non fanno certamente gridare al miracolo, almeno per quel che riguarda il benzina 1.4 turbo da 120 CV. Questo propulsore, infatti, promette percorrenze nell’ordine dei 13,9 Km/l, mentre la versione a gasolio è decisamente più parca nei consumi e percorre ben 21,3 Km/l.

Quattro gli allestimenti disponibili per l’Alfa Romeo Giulietta:

  • Giulietta: senza un nome specifico, rappresenta la versione di accesso alla gamma.
  • Sprint: è l’allestimento dedicato ai clienti più sportivi.
  • Ti: sigla storica per la versione caratterizzata da dettagli satinati
  • Veloce: riservata al diesel più potente

Giulietta: Interni in tessuto bicolore Nero / Grigio chiaro, Sedile lato guida con bracciolo e vano porta oggetti integrato, Volante multifunzione in tecnopelle con comandi radio e telefono al volante, Cerchi in acciaio da 16″.

Sprint: Sedili sportivi in tessuto e Alcantara con cuciture rosse a contrasto, Cuciture rosse a contrasto su volante sportivo tagliato, cuffia cambio e freno a mano, Pedaliera sportiva e batticalcagno in alluminio, Alfa dual zone automatic climate control con bocchetta aria posteriore, Cerchi in lega da 18”bruniti diamantati.

Ti: Nuova mostrina plancia in antracite spazzolato, Paraurti ant. e posteriore con modanature in argento satinato, Cerchi in lega da 17” a turbina.

Veloce: Sedili sportivi in tessuto e Alcantara con cuciture gialle a contrasto, Cuciture gialle a contrasto su volante sportivo tagliato, cuffia cambio e freno a mano, Cerchi in lega da 18” a 5 fori nero, Impianto audio Bose.

alfa romeo giulietta usate
alfa romeo giulietta usate

  • Design: nonostante gli anni sulle spalle, lo stile della Giulietta continua ad essere al passo con i tempi.
  • Dinamica di guida: come ci si aspetta da ogni Alfa che si rispetti, anche la Giulietta assicura un buon handling.
  • Prezzo: buono il prezzo di attacco. Il listino si apre poco sopra i 22.000 euro.

Di seguito i prezzi dell’Alfa Romeo Giulietta aggiornati a novembre 2020:

Alfa Romeo Giulietta Benzina Prezzo
Giulietta 1.4 Turbo 120cv Giulietta 22.100

 

Alfa Romeo Giulietta Diesel Prezzo
Giulietta 1.6 JTDM 120cv Giulietta 23.600
Giulietta 2.0 JTDM 170cv TCT Veloce 30.950

alfa romeo giulietta usate
alfa romeo giulietta usate

 

Alfa Mito: prezzi, dimensioni e caratteristiche

Alfa Mito esterni

L’Alfa Mito ha stregato migliaia di automobilisti grazie ad una linea senza tempo, attuale anche ad 11 anni di distanza dalla nascita. L’abitabilità è buona per i passeggeri anteriori, mentre il bagagliaio non brilla per capienza. Fuori dai listini ormai da diverso tempo, la Mito continua ad avere una linea molto attuale. Per questo motivo il mercato dell’usato del modello continua ad essere molto vivo.

Di seguito ecco la scheda tecnica dell’Alfa Mito:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio 270/950
 Alimentazioni Benzina / Diesel / GPL
 Classe 6
 Cv/kW (da) 77/55
 Prezzo (da) 4.200 € (usato)

 

INDICE
 Dimensioni
 Interni
 Esterni
 Motori
 Consumi
 Allestimenti
 Prezzi usato

L’Alfa Mito presenta delle dimensioni tipiche delle berline del segmento B. Basata sul pianale denominato Small, sul quale è nata anche la Punto, la vettura del biscione ha un corpo vettura di 4 metri e 6 centimetri di lunghezza, mentre l’aspetto sportivo è dato dall’altezza di soli 145 centimetri. Il passo di 2511 mm, e la presenza di sole 3 porte, non agevola certamente l’abitabilità dei passeggeri posteriori costretti a qualche sacrificio per accedere nell’abitacolo.

Dimensioni
Lunghezza 4.060 mm
Larghezza 1.720 mm
Altezza 1.450 mm
Passo 2.511 mm

L’abitacolo dell’Alfa Mito presenta molti punti in comune con quello della Punto, ma a differenza della berlina di casa Fiat, gli interni sono meglio rifiniti e con alcuni dettagli ad effetto carbonio che donano un aspetto racing alla vettura.

La plancia è avvolgente ed i quadranti del cruscotto tondeggianti sono ben in vista, mentre al centro della stessa è presente il piccolo monitor dell’infotainment disponibile anche nella versione da 7’’.  Il manettino DNA presente sul tunnel centrale consente di cambiare carattere alle prestazioni dell’auto adeguando il comportamento alle condizioni dell’asfalto.

Il design dell’Alfa Mito è stato influenzato pesantemente dal capolavoro 8C Competizione. Il frontale è dominato dal classico scudetto triangolare, marchio di fabbrica della casa di Arese, mentre i fari ovali conferiscono grande carattere alla vettura.

La fiancata vede una finestratura piccola con i cristalli a vista, mentre i passaruota sono ben marcati ed evidenziano ulteriormente il carattere sportivo della berlina, ma richiedono cerchi dalle misure importanti per essere riempiti a dovere. Molto ben riuscito il posteriore dove i due fari circolari si sposano alla perfezione con il look complessivo.

L’ultima gamma motori presente nei listini dell’Alfa Mito consentiva una scelta tra benzina, diesel e GPL. Per quel che riguarda i propulsori a benzina era presente esclusivamente il 1.4 litri disponibile sia nelle varianti da 77, 140 e 170 cavalli, che in quella da 120 ma solo per la doppia alimentazione benzina – GPL. Tra i diesel era presente soltanto il 1.3 JTDm anche in questo caso disponibile nelle versioni da 90 e da 95 cavalli.

Interessanti i consumi dichiarati dalla casa per l’Alfa Mito. Le versioni benzina da 77 cavalli promettono una percorrenza di 17,9 Km/l, dato che sale a 18,5 per quelle da 140 CV, mentre le versioni a gasolio sono decisamente parche ed offrono un consumo medio di 3,2 litri per 100 Km. Più alt i valori per le versioni a GPL, 12,3 Km/l, ma in questo caso il maggior consumo si ammortizza con la minore spesa di acquisto del carburante.

Alfa Mito: allestimenti

Sono tre gli allestimenti disponibili per l’ultima edizione dell’Alfa Mito:

  • Urban: la versione di partenza offre di serie Climatizzatore, Controllo automatico velocità, Servosterzo, Cerchi in lega, Correttore assetto fari, Retrovisori elettrici, Spoiler posteriore, TPMS (Sensore pressione pneumatici), Tergilunotto, Vetri elettrici anteriori, Comandi radio/telefono al volante, GSI (Gear Shift Indicator), Trip Computer con display Matrix, ABS, Airbag guida, Airbag laterali, Airbag passeggero, Airbag per la testa, Airbag per le ginocchia, Alfa Romeo con Electronic Q2, Appoggiatesta posteriori, Chiave con transponder, Chiusura centralizzata, Controllo elettronico della stabilità, Controllo elettronico della trazione, DST – Dynamic Steering Torque, Dynamic Steering Torque, Immobilizzatore, Pretensionatore cinture e Brake assistant.
  • Veloce: la versione intermedia include nel prezzo di partenza Servizi Live U-Connect, Climatizzatore manuale, Cerchi in lega 17″ antracite lucidi a 5 fori con pneumatici 215/45, Finiture antracite lucide su calandra, maniglie, specchietti, cornici fari anteriori e posteriori, Finiture antracite lucide su calandra, maniglie, specchietti, cornici fendinebbia, Paraurti sportivo specifico, Pinze freni Brembo maggiorate, rosse con scritta “Alfa Romeo” bianca, Proiettori con finizione Carbon Look,
    Proiettori fendinebbia anteriori, Batticalcagno in alluminio, Comandi cambio al volante, Pedaliera sportiva in alluminio, Quadro strumenti sportivo con grafiche bianche, Sedili sportivi in tessuto e Alcantara con cuciture rosse, Cambio sequenziale/automatico a doppia frizione TCT a 6 marce e Start&Stop.
  • Veloce S: la versione top di gamma offre di serie Climatizzatore automatico bizona, Sensori di parcheggio posteriori, Calotte specchi , V frontale e trattamento fari Carboon look, Cerchi in lega da 18” a 5 fori nero opaco con logo elettrosaldato con pneumatici 215/40, Pinze freno rosse, Proiettori con finizione Carbon Look, Sticker laterali Rosso Alfa, Bracciolo anteriore con vano portaoggetti, Batticalcagno in alluminio, Comandi cambio al volante, Pedaliera sportiva in alluminio, Plancia e pannelli porta con trattamento Carbon look, Sedili sportivi in tessuto e Alcantara con cuciture rosse, Cambio sequenziale/automatico a doppia frizione TCT a 6 marce, ESC con Electronic Q2 e DST, Pack Carbon Look Veloce, Pack Tech, Pack Visibility, Sedile posteriore 3 posti, sdoppiato con 3 appoggiatesta e Volante sportivo in pelle con cuciture rosse e comandi radio/telefono.

Su automobile.it sono presenti centinaia di annunci relativi all’Alfa Mito con prezzi di partenza al di sotto dei 5.000 euro. Nel corso della sua carriera sono stati molti i motori disponibili. La versione GPL permetteve di risparmiare molto alla pompa. Discorso simile per il 1.3 Multijet, che però non brillava per prestazioni. Il motore sicuramente più interessante per la Mito è anche quello più sportivo. Stiamo parlando del 1.4 turbo da 170 CV della versione Veloce (prima Quadrifoglio). Se siete così fortunati da trovare un esemplare con i sedili a guscio firmati Sabelt non fatevela scappare.

 

Alfa Romeo Giulia e Stelvio: arriva il nuovo 2.0 da 250 CV

Alfa Romeo Giulia e Stelvio: arriva il nuovo 2.0 da 250 CV 2

C’è aria di novità in casa Alfa Romeo, che dopo aver lanciato il Model Year 2020 su Giulia e Stelvio, annuncia un’altra importante novità per i suoi due modelli di punta. Si tratta del nuovo propulsore 2.0 turbo benzina da 250 CV. Una potenza “intelligente” che rappresenta uno scalino intermedio fra le già disponibili varianti da 200 e 280 CV. Il suo punto di forza? I consti di gestione più contenuti, rientrando nella potenza limite del superbollo.

Meno potente, ma più economica

Con 30 CV in meno alla variante più potente del 2.0 disponibile sia per la Giulia, sia per la Stelvio, la nuova variante da 250 CV assicura un risparmio annuo superiore ai 400 euro sui costi di gestione. L’unità viene offerta nel solo allestimento Veloce su entrambi modelli.

Alfa Romeo Giulia e Stelvio: arriva il nuovo 2.0 da 250 CV 1

Questo si caratterizza per i cerchi in lega da 19 pollici, l’estrattore posteriore più pronunciato e i sedili sportivi negli interni. Il 2.0 da 250 CV, inoltre, sulla Giulia viene abbinato alla sola trazione posteriore, mentre sulla Stelvio alla sola trazione integrale Q4.

Dotazioni e prezzi

Dall’ultimo Model Year 2020 inoltre, le nuove Alfa Romeo Giulia e Stelvio 2.0 da 250 CV ereditano la rinnovata dotazione di sicurezza, che può contare sulla presenza del Cruise Control Adattivo, del sistema di mantenimento della corsia e naturalmente sulla frenata automatica d’emergenza.

Alfa Romeo Giulia e Stelvio: arriva il nuovo 2.0 da 250 CV

I prezzi restano allineati a quelli della variante da 280 CV. Per la Giulia il listino si apre da 57.900 euro, mentre per la Stelvio da 65.200 euro.

 

Anni ’60: 5 auto che hanno fatto la storia

Anni ’60: 5 auto che hanno fatto la storia 7

Gli Anni ’60 sono quelli del “miracolo economico”: il Paese cresce sotto tutti gli aspetti, c’è ottimismo, entusiasmo e voglia di benessere e a testimoniarlo, proprio nel 1960 esce quello che è considerato un po’ il manifesto del nuovo decennio, il film “La dolce vita”, di Federico Fellini, con Anita Ekberg e Marcello Mastroianni, che porta alla celebrità anche un altro simbolo della ripresa, benché a sole due ruote, come la Vespa.

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Ed è ancora una volta l’auto a simboleggiare meglio di ogni altra cosa questo trend: il parco circolante in Italia, che nel 1956 aveva a malapena raggiunto il milione di vetture, nel ’69 arriverà a superare i 9 milioni, una cifra destinata a raddoppiare ancora nei dieci anni successivi. Me non è soltanto il numero ad essere significativo: dopo le berline e le utilitarie che hanno portato le quattro ruote in casa degli italiani, questo è il periodo delle auto veloci, delle granturismo e delle spider.

Ecco allora 5 auto che secondo noi hanno fatto la storia degli anni Sessanta.

INDICE
 Jaguar E-Type
 Porsche 911
 Lamborghini Miura
 Alfa Romeo Spider
 Fiat 124

La migliore dimostrazione di quello che attende il mondo dell’auto in questo decennio arriva nella primavera del ’61 quando al Salone di Ginevra debutta la Jaguar E-Type ed è amore a prima vista più o meno per tutti: coupé dalle forme insolite e per questo affascinati, disegnata da Malcolm Sawyer insieme allo stesso fondatore della Casa, Sir William Lyons, ha un cofano lunghissimo, l’abitacolo arretrato e una coda arrotondata con un pratico portellone ed è la degna erede dell’affascinante serie XK del dopoguerra nata intorno al formidabile motore 6 cilindri bialbero.

Sulla “E” arriva nella sua veste migliore, con 3,8 litri e 265 CV, alloggiato su un telaio nuovo e raffinato e dotato di sospensioni posteriori indipendenti e freni a disco che sostengono prestazioni di prim’ordine tra cui una velocità di punta di 240 km/h.

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Neanche un mese più tardi arriva la spider, mentre tre anni dopo il motore sale di cilindrata, passando a 4,2 (più avanti la terza serie terrà anche a battesimo il primo V12 della Casa), mentre un nuovo cambio interamente sincronizzato rimedia al maggior difetto lamentato dalla clientela assieme all’abitabilità un po’ limitata.

Il prezzo non è certo per tutte le tasche, 4,3 milioni di lire, ma risulta notevolmente più basso delle granturismo dell’epoca con cui la E-Type si confronta alla pari, contribuendo alla popolarità di un’auto che nel nostro Paese rivelerà il “sigillo” venendo scelta per diventare l’auto del fascinoso ladro Diabolik nel fumetto di successo creato dalle sorelle Giussani nel ‘62.

Le auto destinate alla leggenda non arrivano soltanto dalla Gran Bretagna, anzi: appena due anni dopo la Jaguar E-type, anche la Germania sfodera uno dei suoi assi con la Porsche 911, ultima creazione di quella fucina di ingegneri di talento che è l’omonima famiglia. Ognuno dei Porsche, nelle tre generazioni che si sono avvicendate dall’inizio del secolo,  ha infatti la sua vettura-simbolo: per Ferdinand I è il Maggiolino nel ‘36, per Ferdinand Anton “Ferry” è la 356 lanciata subito dopo la guerra facendo debuttare i Porsche come costruttori, in sostituzione della quale all’inizio degli Anni ’60 Ferdinand Alexander “Butzi” Porsche crea appunto la 911. Coupé dalla caratteristica forma “a cucchiaio”, debutta alla fine del ’63 come 901, nome poi corretto in risposta alle obiezioni di Peugeot che aveva registrato tutte le sigle di tre cifre con lo zero al centro.

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Linea, motore 6 cilindri boxer (il primo è un due litri da 160 CV) montato a sbalzo sul posteriore sono le caratteristiche con cui attraverserà tutto il secolo mantenendo intatta l’impostazione di base e tutto il fascino,  proposta in innumerevoli varianti con potenza sempre maggiore.

Le sue rivali vanno dalle coupé tradizionali alle berlinette a motore centrale come la Dino Ferrari, con le quali si misura anche nel prezzo che è di oltre 22mila marchi tedeschi, anche se la sua particolare impostazione tecnica non è priva di difetti dinamici, come l’instabilità ad alte velocità dovute alla forma della carrozzeria. Ma il sasso è stato lanciato. Negli anni, con innumerevoli evoluzioni, Porsche riuscirà a fare di questa architettura imperfetta una vera pietra miliare dell’automobilismo.

Parlando di sportive da sogno e volendo restare in Italia, il primo pensiero va normalmente a Ferrari che a metà Anni ’60 è affermato sia in ambito sportivo che come costruttore di magnifiche granturismo. Eppure uno dei miti di quegli anni non arriva da Modena ma nasce poco distante, a Sant’Agata Bolognese, dove soli sue ani prima Ferruccio Lamborghini, stimato produttore di trattori, proprio a causa di un celebre diverbio con il  “Drake” di Maranello, ha iniziato a costruire auto sportive.

Ed è appena al secondo tentativo che l’azienda crea quello che sarà ricordato come il suo capolavoro, la Miura: splendida berlinetta a due posti, con motore V12 posteriore e trasversale, esordisce per la verità senza carrozzeria e senza nome, al Salone di Torino del ’65 dove la casa espone il telaio completo di meccanica, poi vestito dal giovane e talentuoso Marcello Gandini, in forze alla Bertone.

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La Miura che debutta “finita” nel ‘66 è un’auto potente e di carattere: con lei Ferruccio inizia a battezzare le auto con nomi ispirati al mondo delle corride, come del resto aveva fatto scegliendo un toro (il suo segno zodiacale) per il marchio della sua azienda. Come un toro si fa condurre con docilità ma può diventare impegnativa da domare una volta scatenato il suo motore di 4 litri e 350 CV, che diventeranno 370 e 385 sulle successive evoluzioni S ed SV, richiedendo sensibilità ed esperienza, anche se buona parte dei clienti, vip, attori e industriali, la sceglie per la sua immagine non scontata.

Averla non è facile, anzi, le richieste sono destinate a venir soddisfatte solo  in parte, con una produzione che rimarrà complessivamente sotto gli 800 esemplari. Il mito si costruisce anche così.

Il ’66 vede la nascita cdi quella che per oltre 30 anni e 4 generazioni (6 se consideriamo le due successive a trazione anteriore) diventerà la spider italiana per eccellenza e l’icona del marchio Alfa Romeo. Un modello longevo che evolverà la linea, sempre comunque opera di Pininfarina, e i motori conservando però invariata la base, derivata dall’altrettanto fortunata berlina Giulia del ‘62, e l’impostazione meccanica fino al ‘95.

Che sia un fenomeno popolare lo testimonia il modo in cui viene chiamata: la Casa la battezza semplicemente Spider mentre il pubblico le assegna ben due soprannomi il primo dei quali, “Duetto”, è il risultato di un concorso indetto dalla Casa stessa, sarà usato per designare tutta la dinastia .

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Il secondo , “Osso di seppia”, è invece riferito esplicitamente alla prima serie e si deve alla forma tondeggiante e affusolata della carrozzeria alle quali seguiranno la “Coda Tronca” del ’70, la “Aerodinamica” dell’83, e infine l’ultimo restyling dell’89, tutte con motori quattro cilindri da 1,3 a 2 litri e retrotreno  a ponte rigido.

Presenza destinata a diventare comune sulle strade per tre decenni, vanta ance parecchie comparsate cinematografiche, la prima e più nota nel film “Il laureato” del 1967 con Dustin Hoffman, che ne fa la più famosa spider italiana insieme alla Lancia Aurelia B24 guidata da Vittorio Gassman ne “Il sorpasso” pochi anni prima.

Anni ’60: 5 auto che hanno fatto la storia

Mentre i giovani italiani e americani sognano le coupé Jaguar e le spider Alfa Romeo, Fiat si preoccupa delle loro famiglie a cui propone in quello stesso ’66 una classica, rassicurante berlina. La 124 nasce proprio per soddisfare i bisogni della classe media ala ricerca di un’auto solida che sostituisca l’amata ma ormai un po’ obsoleta 1100 (la quale fa comunque in tempo a concedersi un’ultima serie con il modello R) con qualcosa di altrettanto familiare, appunto, ma più al passo con i tempi. Così è.

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Le forme sono semplici ma piacevoli, squadrate quanto basta da concedere pur con misure non sovrabbondanti, appena 4,03 metri di lunghezza per 1,63 di larghezza, una ampio abitacolo e un grande bagagliaio. Semplice ma concreta, la 124 è eletta Auto dell’anno 1967 e nuovo riferimento per il pubblico, che può sceglierla anche nella versione  Familiare propriamente detta, ovvero giardinetta, senza dimenticare le derivate Coupé e Spider (la seconda in particolare destinata a duna gloriosa carriera anche sportiva) e in breve tempo diventa la preferita dai tassisti, da enti pubblici, aziende ecc…

Non è tutto: mentre, ancora in Italia, il suo progetto viene sfruttato per creare l’ammiraglia 125, che è letteralmente una 124 di taglia un po’ più generosa, una serie di accordi internazionali ne avviano la produzione in vari paesi europei e non, dalle più celebri varianti Seat e Lada (che andrà avanti per decenni) ad altre meno note in Asia, Africa e America del Sud.

Anni ’60: 5 auto che hanno fatto la storia 5

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