Kia Rio: prezzi, dimensioni e caratteristiche

Kia Rio: prezzi, dimensioni e caratteristiche 13

Giunta alla quarta generazione nel 2017, la Rio è un’utilitaria sobria e sportiveggiante al tempo stesso. Non sorprende che ancora dopo il restyling del 2021 resti modello di Kia più diffuso al mondo. La berlina del segmento B offre un buon rapporto qualità/prezzo e una migliore dotazione sia estetica che tecnologica. Debutta infatti il nuovo schermo touch da 8 pollici e la gamma motori comprende inedite varianti mild-hybrid da 48V, oltre alle solite benzina e GPL.

Di seguito ecco la scheda tecnica della Kia Rio:

 Scheda Tecnica
Numero posti 5
Bagagliaio 325/980 litri
Alimentazioni Benzina/Benzina-GPL/Mild-Hybrid
Classe Euro 6 d-temp
Cv/kW (da) 82/60
Prezzo (da) 17.450 €

 

INDICE
 Dimensioni
 Interni
 Esterni
 Motori
 Consumi
 Allestimenti
 Perché comprarla
 Prezzi

Grazie alle sue dimensioni compatte, la Kia Rio si inserisce di diritto tra le berline presenti nel segmento B. Rispetto alla terza generazione, la Rio è più lunga di 15 mm e arriva a toccare 4 metri e 6 centimetri mentre l’altezza è scesa a 1 metro e 45 centimetri (5 mm in meno della precedente). Il passo allungato di 10 mm e gli sbalzi anteriore e posteriore ridotti incrementano la sensazione di compattezza e allo stesso tempo aumentano lo spazio all’interno della vettura.

Dimensioni
Lunghezza 4.065 mm
Larghezza 1.725 mm
Altezza 1.450 mm
Passo 2.580 mm

kia rio usata
kia rio usata

Il design degli interni riprende lo stile semplice delle forme esterne. La plancia leggermente orientata verso il lato guidatore si sviluppa orizzontalmente e ospita nella parte centrale il nuovo schermo touchscreen da 8” abbinato alla radio DAB compatibile con Apple CarPlay e Android Auto affiancato da due bocchette dell’aria. Anche il quadro strumenti è digitale, accessibile tramite Supervision cluster da 3,5’’. I rivestimenti dei sedili, poi, sono in tessuto sulla versione base, mentre integrano la pelle artificiale su GT-Line.

Il buon livello di comfort è garantito da plastiche apprezzabili al tatto, da rifiniture curate e dal tanto spazio a bordo che permette di viaggiare in 5 persone senza particolari problemi. Il bagagliaio, inoltre, offre una discreta capacità che va dai 325 ai 980 litri se si reclinano i sedili. Sono diversi e aggiornati, infine, i sistemi Adas come la retrocamera con linee guida dinamiche, accessibili a partire dalla versione Style. Fra questi, troviamo il Lane Keeping Assist (LKA), il Forward Collision Avoidance assist (FCA) vetture, pedoni e ciclisti, l’High Beam Assist (HBA) e il Driver Attention Warning (DAW).

La Kia Rio punta su un design semplice e moderno caratterizzato da un’unica carrozzeria a 5 porte. Nella parte frontale la due volumi riprende il corso stilistico della Casa coreana con la presenza della griglia Tiger Nose nera con cornice silver che si allarga fino ai gruppi ottici anteriori, a metà tra cofano e fiancata, con luci diurne a Led e di una grande presa d’aria affiancata da due rientranze che ospitano i fendinebbia anteriori.

Ulteriori chicche estetiche sono rappresentate dalla modanatura laterale nera di serie e dalla linea di cintura cromata disponibile per l’allestimento top di gamma. Anche la parte posteriore risulta molto equilibrata con il lunotto in posizione quasi verticale, i gruppi ottici orizzontali a Led e il paraurti in plastica nera. Per quanto riguarda l’offerta di cerchi in lega, ogni allestimento ha una versione dedicata, dai 15 ai 17 pollici.

 

kia rio usata
kia rio usata

La gamma della Kia Rio prevede quattro motorizzazioni a listino: una a benzina, una benzina-GPL (guidabile dai neopatentati) e due benzina mild-hybrid. Le prime due si basano entrambe su un 4 cilindri 1.2 ad iniezione Multi-Point, omologato Euro 6d-Temp, rispettivamente da 84 e 82 CV. La versione GPL dispone di un serbatoio aggiuntivo da 47 litri. Tutti e due i powertrain sono abbinati esclusivamente alla trazione anteriore e al cambio manuale a 5 rapporti.

D’altra parte, per quanto riguarda le due versioni mild-hybrid, queste si basano sullo stesso 1.0 MHEV da in due livelli di potenza da 100 CV e 120 CV abbinati rispettivamente alla trazione manuale e a quella integrale.

I consumi della Kia Rio variano in base al tipo di alimentazione scelta. Con il motore benzina 1.2 MPI il consumo nel ciclo combinato, secondo il protocollo WLTP, va dai 5,8 ai 6,4 l/100 km, mentre le emissioni di CO2 possono arrivare fino a 136 g/km. Questi valori salgono a 7,8 l/100km e 116 g/km con il 1.2 GPL.

Lato benzina mild-hybrid, l’1.0 MHEV MT da 100 CV consuma mediamente 5,0-5,5 l/100km, emettendo CO2 per 135,7 g/km. I dati lievitano leggermente per la versione da 120 CV con cambio DCT, attestandosi sui 5,1-5,5 l/100km e 126 g/km.

La Kia Rio viene offerta a listino in un tre diversi allestimenti:

  • Urban: l’equipaggiamento di accesso alla gamma è già abbastanza completo.
  • Style: riconoscibile per un estetica più curata e più comfort interni
  • GT Line: la più equipaggiata e sportiva fra le versioni in gamma.

Urban: include Cerchi in acciaio da 15’’ e copricerchi integrati, Radio DAB con schermo, touchscreen da 8’’ con Apple CarPlay/Android Auto, Climatizzatore manuale, Supervision cluster da 3,5’’, Bluetooth con riconoscimento vocale,  Servosterzo elettrico + volante regolabile in altezza e profondità, Modanatura laterale nera, Paraurti in tinta carrozzeria, Maniglie interne in vernice silver, Freni a disco anteriori.

Style: comprende Cerchi in lega da 15’’, Climatizzatore automatico, Lane Following Assist (LFA), Retrocamera con linee guida, dinamiche, Sensori di parcheggio anteriori e posteriori, Lane Keeping Assist (LKA), Luci di posizione anteriori a LED, Forward Collision Avoidance assist (FCA) vetture, pedoni e ciclisti, High Beam Assist (HBA), Driver Attention Warning (DAW),  Retrocamera con linee guida dinamiche, Supervision cluster da 4,2’’,  Finiture interne in high glossy black, Volante rivestito in pelle, Maniglie interne satinate, Pomello del cambio rivestito in pelle,  Luci diurne anteriori a LED,  Smart Cruise Control (SCC) (Solo con DCT), Drive mode select (Solo con 1.0 TGDI), Cruise control con speed limiter (Non con DCT).

GT Line: offre di serie Cerchi in lega da 17’’, Fari fendinebbia a LED, Pedaliera in alluminio, Retrovisori esterni con indicatori di direzione integrati a LED, Smart key con start button, Volante sportivo con forma a D e rivestito in pelle traforata, Vernice solida o metallizzata, Fari posteriori a LED, Porta USB posteriore (solo funzione di ricarica), Griglia anteriore in high glossy black con cornice cromata.

  • Maneggevolezza: le dimensioni compatte e l’ottima taratura dello sterzo la rendono perfetta per l’utilizzo urbano.
  • Prestazioni: l’accelerazione dell’1.0 turbo è buona, considerando che si tratta di una piccola utilitaria.
  • Spazio: l’organizzazione dello spazio fra i sedili e nel vano di carico rende Rio un’auto versatile e comoda al tempo stesso.

Di seguito il listino prezzi della Kia Rio aggiornato a dicembre 2022 :

Kia Rio GPL Prezzo
Rio 1.2 LPG 82 CV Urban 17.450 €
Kia Rio Benzina Prezzo
Rio 1.2 DPI 62 CV Style 17.450 €
Kia Rio Benzina Mild-Hybrid Prezzo
Rio 1.0 MHEV 100 CV MT Style 19.450 €
Rio 1.0 MHEV 120 CV DCT Style 21.200 €

Su automobile.it è presente una ampia gamma di Kia Rio disponibili in vari allestimenti e motorizzazioni. Se siete interessati alla compatta coreana potrete certamente trovare il modello più adatto alle vostre esigenze.

kia rio usata
kia rio usata

Cosa sono i sistemi di sicurezza ADAS?

ADAS: tutto sui sistemi avanzati di assistenza alla guida

Fra un semplice ausilio alla guida e un complesso sistema di guida autonoma, in vari livelli, c’è una grossa differenza. Si parla, ad ogni modo, dei sistemi di sicurezza Adas, ossia l’insieme dei dispositivi presenti sull’auto che permettono di aumentare sia il comfort che la sicurezza a bordo. Il progresso tecnologico su questo fronte è inarrestabile e così gli investimenti dei colossi dell’automotive nel settore sono in continua crescita.

INDICE
 Sistemi ADAS: cosa sono
 Cruise control
 Avviso di collisione
 Mantenimento di carreggiata
 Sistema riconoscimento segnali
 Sistema riconoscimento pedoni
 ADAS obbligatori nel 2022
 Prevenzione e sicurezza
 I 5 livelli di guida autonoma

Quando si parla di “sistema ADAS” si intendono letteralmente i sistemi avanzati di assistenza alla guida, sempre più presenti e numerosi sulle vetture di nuova omologazione. Fra gli esempi attualmente più diffusi sul mercato troviamo  i sensori pioggia, il sensore crepuscolare, il cruise control adattivo, la frenata automatica d’emergenza, i sensori di parcheggio, l’avviso di cambio corsia o il riconoscimento automatico della segnaletica stradale. Ogni nuovo sistema elettronico di aiuto alla guida che verrà sviluppato per ridurre al minimo i rischi di incidente ed agevolare la vita a bordo dell’automobile andrà ad allargare l’offerta di Adas sul mercato.
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Il cruise control adattivo (ACC) consente il controllo automatico della velocità. Basterà aver impostato la velocità di crociera desiderata e la distanza di sicurezza preferita. Grazie a questo dispositivo sarà quindi l’auto ad accelerare e frenare in base alle condizioni di traffico presenti ed il conducente avrà la possibilità di rilassarsi al posto di guida mantenendo sempre sotto controllo la situazione.

Tra i sistemi di sicurezza per l’auto presenti ormai anche sulle utilitarie più recenti, l’avviso di collisione frontale e posteriore funziona grazie presenza di una videocamera o di un radar auto posto nella zona anteriore. Questo sistema di sicurezza ADAS riconosce le situazioni di pericolo ed avvisa con un segnale acustico il guidatore. Il sistema di avviso di collisione posteriore ha il medesimo funzionamento in caso di tamponamento, e prima dell’impatto attiva i sistemi di sicurezza per preparare gli occupanti della vettura alla collisione. In alcune versioni, è anche in grado di attivare la frenata automatica d’emergenza.

ADAS: tutto sui sistemi avanzati di assistenza alla guida 1

Altri sistemi di sicurezza auto che si stanno diffondendo sempre più rapidamente sulle moderne vetture sono quelli relativi al mantenimento di carreggiata. Anche in questo caso il cervello del veicolo interagisce con le telecamere ed i radar piazzati sulla vettura e riconosce la linea di demarcazione della carreggiata avvisando il guidatore quando la oltrepassa. Un esempio concreto viene dall’utilizzo in autostrada, dove il sistema ADAS interviene quando il conducente oltrepassa la linea di carreggiata senza aver prima utilizzato l’indicazione di direzione. Il sistema ADAS di mantenimento della carreggiata più avanzato è il Lane Keeping System che, oltre ad avvisare il conducente del superamento della linea di corsia, riporta automaticamente il veicolo nella carreggiata.

Il sistema di riconoscimento della segnaletica stradale, altresì detto Traffic sign recognition è fra i più recentiADAS introdotti sui veicoli di ultima generazione. Può individuare divieti di accesso, limiti di velocità, divieti di sorpasso e altri simili, comunicando poi con il sistema di infotainment i dati provenienti dalla telecamera spesso apposta nella zona superiore interna del parabrezza. In caso di infrazione avvisa il conducente tramite  un allarme visivo e sonoro.

I sistemi AEB sono ormai diffusissimi e avvisano il conducente in caso di rischio di urtare un pedone e, quando necessario, attivano la frenata d’emergenza. Queste funzionalità, tuttavia, lavorano peggio al buio: il rischio che si azionino in ritardo aumenta in assenza di una buona luminosità. Ad ogni modo, la combinazione di una telecamera e di un radar per captare le informazioni esterne alla vettura possono aumentare l’efficacia dell’AEB.

Dal 2022 gli ADAS, ossia i sistemi di sicurezza e assistenza alla guida, sono diventati obbligatori in tutta Europa. Uno studio OCSE rivela infatti come le cause degli incidenti siano al 93% imputabili a un fattore umano. Per ridurre il numero di sinistri e aumentare la sicurezza stradale, a partire dal 7 luglio 2022 l’UE ha stabilito una lista obbligatoria di ADAS auto da inserire negli equipaggiamenti di serie.

La lista si compone di 7 sistemi. Si va dall’Intelligent Speed Assistance con possibilità di sblocco manuale al blocco motore con etilometro, anche se qui l’obbligatorietà riguarda solo la predisposizione della vettura all’installazione del sistema. Si prosegue poi con l’avviso di stanchezza del conducente, il mantenimento della carreggiata, la Frenata automatica di emergenza, concludendo infine con il sistema EDR (Event Data Recorder), cioè una scatola nera.

La decisione di introdurre gli ADAS obbligatori è legata alle stime fatte dalla Commissione Europea, secondo cui questi sistemi di assistenza alla guida potranno prevenire circa 25.000 morti e 140.000 feriti sulle strade europee tra il 2022 ed il 2038.

A quanti si staranno chiedendo se con gli ADAS il costo delle auto aumenterà, l’UE risponde mettendo a disposizione un plafond di 450 milioni di euro da erogare agli Stati membri affinché collaborino all’applicazione del regolamento, evitando così l’aumento dei prezzi in listino.

Quando si parla di guida autonoma ci si riferisce al risultato del lavoro congiunto svolto da buona parte di questi Adas. La loro combinazione può essere classificata in una scala di 5 livelli che definiscono una crescente automazione, come stabilito dalla SAE (Society of Automotive Engineers) nel 2014. A differenza del quinto livello, i primi quattro sono già stati raggiunti da vetture esistenti. Ad ogni modo, è bene ricordarlo, nessun sistema in commercio esclude ancora del tutto il guidatore dal controllo del mezzo.

Cosa sono i sistemi di sicurezza ADAS? 1

Al livello 0 di guida autonoma il guidatore è in controllo completo e costante dei movimenti della vettura e delle modalità di guida. A partire dal livello 1, i sistemi adas possono eventualmente controllare sterzo e velocità reagendo alle informazioni esterne, mentre il guidatore controlla il resto. Ci si riferisce qui a sistemi come il mantenimento di corsia “base” e il cruise control adattivo. Il livello 2 definisce una parziale automazione della guida in cui il sistema può gestire autonomamente sterzo e velocità.  Nel livello 3 di guida autonoma, invece, il conducente deve reagire tempestivamente quando il sistema lo richiede, mentre il resto del tempo si guida con automazione condizionata su tutti gli aspetti dinamici di guida. In autostrade o superstrade, per quanto non sia ancora permesso dalla legge in strade pubbliche, i sistemi di livello 3 possono far procedere un auto senza interventi da parte del conducente. Dal livello 4 si entra nell’alta automazione, dove il sistema è in grado di rispondere a situazioni dinamiche anche senza intervento richiesto dal conducente. Se per questo livello esistono solo prototipi, per l’ultimo, il quinto, non esistono ancora esemplari, nemmeno in prova. Il livello 5 rappresenta sostanzialmente la guida totalmente autonoma. Il conducente diventerebbe su queste vetture assolutamente superfluo.

 

Cellulare alla guida: sanzioni per uso scorretto e ritiro della patente

A chi non capita di ricevere chiamate o messaggi quando si è alla guida? Ecco, uno dei peggiori vizi degli automobilisti è quello di utilizzare il cellulare e rispondere, distraendosi e mettendo in pericolo se stessi e gli altri. Spostare l’attenzione sugli apparecchi elettronici allunga decisamente i tempi di reazione, ma soprattutto comporta l’allontanamento delle mani dal volante ed in questo caso è vietato dal Codice della Strada, con multe che arrivano oltre i 600 euro.

INDICE
Uso del cellulare alla guida: il Codice della Strada
Multa cellulare alla guida senza essere fermato
Guida con cellulare: sanzioni con contestazione immediata
Ritiro patente per cellulare alla guida

Per contrastare la piaga del cellulare alla guida, ill nostro Codice della Strada è intervenuto disciplinando la materia all’articolo 173, che recita testualmente al secondo comma: “È vietato al conducente di far uso durante la marcia di apparecchi radiotelefonici ovvero di usare cuffie sonore, fatta eccezione per i conducenti dei veicoli delle Forze armate e dei Corpi di cui all’articolo 138, comma 11, e di polizia. È consentito l’uso di apparecchi a viva voce o dotati di auricolare purché il conducente abbia adeguate capacità uditive ad entrambe le orecchie”. Più in generale, è vietato durante la marcia l’utilizzo di smartphone, computer portatili, notebook, tablet e dispositivi simili che di fatto impongono anche solo temporaneamente di staccare le mani dal volante.

Cellulare alla guida: sanzioni per uso scorretto e ritiro della patente

Per non ricevere una multa è necessario non staccare neanche una mano dal volante e utilizzare la modalità in viva voce o avvalersi di cuffiette auricolari ad un volume ragionevole, cioè senza ridurre la sensibilità uditiva del conducente. Inoltre, è bene ricordare che la sentenza n. 23331/2020 della Corte di Cassazione ha specificato che anche quando ci si arresta per esigenze della circolazione, come per esempio davanti a un semaforo rosso, il divieto di utilizzare apparecchi elettronici resta valido.

Il nostro Codice della Strada prevede per la guida con il cellulare sanzioni importanti, oltre alla perdita di 5 punti patente.

Sempre l’articolo 173, al comma 3 bis, dispone : “Chiunque viola le disposizioni di cui al comma 2 è soggetto alla sanzione amministrativa da pagamento di una somma da euro 165 a euro 661. Si applica la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a tre mesi, qualora lo stesso soggetto compia un’ulteriore violazione nel corso di un biennio”.

È bene sottolineare come la sanzione per l’uso del cellulare alla guida possa essere comminata anche in assenza di contestazione immediata, ma purché il verbale sia valido è necessario che siano riportati con precisione gli estremi della violazione e l’indicazione dei motivi che hanno reso impossibile la contestazione immediata. Altrimenti, si potrà proporre ricorso presso il Giudice di Pace competente per territorio. Nel caso di contestazione non immediata, la multa sarà notificata all’indirizzo del trasgressore entro 90 giorni (che diventano 360 con residenza all’estero) dall’accertamento dell’infrazione.

Qualora, invece, si venga fermati dagli agenti accertatori e si proceda alla multa telefonino contestazione immediata è bene sapere che gli importi della sanzione saranno quelli previsti dall’articolo 173 comma 3 bis del Codice della Strada.

Si andrà quindi da un minimo di 165 ad un massimo di 660 euro, ed in caso di nuova violazione entro due anni dalla prima si potrà essere soggetti alla sanzione della sospensione della patente di guida da uno a tre mesi.

In caso di contestazione immediata, qualora vogliate proporre ricorso presso il Giudice di Pace contro il verbale è sempre utile far redigere all’agente accertatore le vostre ragioni così da avere un documento ufficiale da poter utilizzare in giudizio.

Da quasi tre anni circola in parlamento una proposta di legge approvata in Commissione Trasporti, ma ancora non votata, che porterebbe a un aumento deciso delle sanzioni per l’uso del telefono alla guida. Se dovesse approdare in Aula potrebbe innalzare la multa per prima infrazione e recidiva portandole rispettivamente a “forbici” di che vanno da 422 a 1.967 euro nel primo caso e da 644 a 2.588 euro nel secondo caso.

Se a seguito della prima infrazione si rischia la sospensione della patente da 7 giorni a 2 mesi e la decurtazione di 5 punti, per la recidiva si rischia di rimanere fino a 3 mesi senza patente e di perdere di 5 punti. Se poi venisse incluso l’uso del cellulare fra le aggravanti dell’omicidio stradale, fra cui figurano anche lo stato di ebbrezza o l’utilizzo di stupefacenti, l’infrazione dell’obbligo sarebbe ancora più punita nei relativi contesti. L’obiettivo di una legge simile è evidente, rispondere con maggiori sanzioni per scoraggiare l’uso del cellulare al volante, una delle principali cause di sinistri stradali.

Gli incidenti provocati per l’utilizzo del cellulare alla guida sono sempre troppo numerosi e l’opinione pubblica ha spesso sollecitato il legislatore ad intervenire con il ritiro patente in caso di utilizzo del cellulare.
Purtroppo nessuna novità è arrivata in merito ed attualmente l’unica sanzione è quella indicata in precedenza della sospensione della patente da uno a tre mesi in caso di recidiva nel biennio successivo (art. 173 comma 3-bis CdS). Come anticipato, però, la proposta di legge approvata in Commissione Trasporti pianifica di applicare sospensione della patente già dalla prima infrazione, con durata stabilita da 7 giorni a 2 mesi.

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Cose da sapere

A quanto ammonta la multa per guida con cellulare?

La multa per guida con cellulare va da un minimo di 165 ad un massimo di 660 euro, ed in caso di nuova violazione entro due anni dalla prima si potrà essere soggetti alla sanzione della sospensione della patente di guida da uno a tre mesi.

È possibile ricevere una multa per guida con cellulare senza constatazione immediata?

La sanzione per l’uso del cellulare alla guida può avvenire anche in assenza di contestazione immediata, ma purché il verbale sia valido è necessario che siano riportati con precisione gli estremi della violazione e l’indicazione dei motivi che hanno reso impossibile la contestazione immediata.

In caso di guida con cellulare si rischia il ritiro della patente?

Il Codice della Strada non prevede il ritiro della patente in caso di guida con cellulare, ma in caso di recidiva entro due anni dalla prima violazione è prevista la sospensione della patente da uno a tre mesi.

 

Abarth: tutte le novità in arrivo nel 2023

Abarth 500e: prezzo, dimensioni e caratteristiche 9

Con il lancio della 500e, Abarth è ufficialmente entrata in una nuova era. Il primo modello completamente elettrico dello Scorpione, il costruttore compie un importante passo verso il futuro, senza però tagliare completamente i ponti con il passato: la 500 Abarth alimentata dai tradizionali propulsori a benzina, infatti, continuerà ad essere prodotta ancora per diverso tempo.

  • Abarth 500e

Abarth 500e: prezzo, dimensioni e caratteristiche 1

Abarth 500e

La prima elettrica di Abarth è sviluppata sulla base della Fiat 500e. Ad alimentarla, infatti, è la medesima batteria da 42 kWh, che manda energia ad un motore posizionato tra le ruote anteriori, capace di sviluppare una potenza di 155 CV per 235 Nm di coppia. Numeri che le assicurano uno scatto da 0 a 100 km/h in 7 secondi netti e prestazioni simili a quelle della variante meno potente della 500 Abarth a benzina, quella da 165 CV. Nella prima fase di commercializzazione l’unico allestimento disponibile sarà la serie speciale Scorpionissima, ordinabile a partire da febbraio 2023, caratterizzata da una dotazione particolarmente ricca, proposta ad un prezzo di 43.000 euro.

Jaguar: tutte le novità in arrivo nel 2023

Jaguar: tutte le novità in arrivo nel 2023 1

Così come il 2022, anche il 2023 sarà un anno di transizione per Jaguar, che da qui ad un paio d’anni si appresterò ad affrontare una vera e propria rivoluzione che la porterà a cambiare il proprio posizionamento sul mercato. L’unica vera novità attesa per il prossimo anno, infatti, è rappresentata dal debutto di una serie speciale basata sulla sportiva F-Type.

  • F-Type 75 Special Edition

In attesa dei SUV

Il vero cambio di rotta è atteso per il 2024, quando arriverà il primo di una nuova famiglia di Suv elettrici che avranno sulle spalle un arduo compito: quello di traghettare il marchio verso nuovi segmenti di mercato legati al lusso. L’obiettivo di Jaguar, infatti, è quello di trasformarsi da brand premium a brand di lusso, partendo proprio da tre nuovi Suv elettrici, per fare concorrenza a marchi quali Bentley e Rolls Royce.

Jaguar: tutte le novità in arrivo nel 2023

F-Type 75 Special Edition

Per omaggiare la lunga storia dei modelli XK, iniziata nel 1948 con il lancio della XK120, Jaguar nel 2023 presenterà la F-Type 75 Special Edition. Questa, di fatto, rappresenterà il canto del cigno per il modello, che, ben presto, si vedrà costretto a fare l’addio ai motori endotermici. La nuova versione speciale sarà disponibile in abbinamento a tutti e tre i propulsori a listino: il 2.0 a 4 cilindri da 300 CV, il 5.0 V8 da 450 CV e il V8 sovralimentato della F-Type R da 575 CV e 700 Nm di coppia.

Porsche: tutte le novità in arrivo nel 2023

Porsche Taycan: prezzo, dimensioni e caratteristiche 1

Porsche, come la maggior parte delle case automobilistiche, sta vivendo gli anni della rivoluzione elettrica. Il 2023 porterà minimo due modelli a zero emissioni: la 911 ibrida e Macan, che verrà presentato e sarà commercializzato solo nel 2024. Il nuovo anno vedrà anche il restyling di Cayenne e Cayenne Coupé.

  • Porsche 911 T
  • Porsche 911 Hybrid
  • Porsche Macan elettrica
  • Porsche Cayenne e Cayenne Coupé restyling

Porsche 911: prezzi, dimensioni e caratteristiche 35

Porsche 911 T

Nel 2023 arriveranno le varie versioni speciali, tra le quali la recente Dakar, presentate negli ultimi sei mesi dallo storico marchio tedesco. A gennaio è tempo di consegne per le prime unità della 911 T, che si colloca a metà fra Carrera e Carrera S, ma con spirito più essenziale. La 911 T non ha i sedili posteriori, pesa 35 chili in meno grazie alla dotazione semplificata e ha l’assetto Sport ribassato di 10 mm. Il motore è lo stesso della Carrera, da 385 CV, con lo 0-100 che scende a 4,5 secondi e la velocità massima che supera i 290 km/h. I prezzi partono da 128.900 euro circa.

Porsche 911 Turbo S: prezzo, dimensioni e caratteristiche 9

Porsche 911 restyling

Nel corso del 2022 sono aumentati gli avvistamenti di numerose versioni che lasciano presagire un primo modello ibrido dell’attuale 911. La casa tedesca è intenzionata a seguire la recente tradizione, che vede le novità tecniche nell’aggiornamento di metà carriera senza attendere il cambio generazionale. È molto probabile vedere un primo grado di elettrificazione sulla 992, in attesa della successiva per il passaggio totale all’elettrico. Stando alle ultime voci, l’ibrido dovrebbe arrivare sulla versione GTS, ma al momento non ci sono dettagli tecnici.

porsche-macan-fiancata

Porsche Macan elettrica

I problemi allo sviluppo del software sono la causa del ritardo del Macan elettrico che dovrebbe debuttare tra il 2023 e il 2024. Non ci sono certezze, ma non è da escludere che entro la fine del nuovo anno ci possa essere l’esordio delle versioni pre serie, con dettagli tecnici e forme definitive. Macan nasce sulla nuova piattaforma PPE del Gruppo Volkswagen, la stessa che sarà usata anche per Audi Q6 e-tron e A6 elettrica, e potrà contare su un powertrain con batterie con un rapporto nichel, cobalto e manganese di 8:1:1 e una capacità intorno ai 100 kWh. Potrà ricaricarsi a corrente continua fino a 270 kW; mentre i due motori elettrici potranno sprigionare una potenza massima di 612 CV e più di 1.000 Nm di coppia per un’autonomia di circa 600 km.

Nuova Porsche Cayenne Coupé, praticamente una 911 5

Porsche Cayenne e Cayenne Coupé restyling

Il ritocco alle due versioni di Cayenne dovrebbe arrivare in primavera, dopo che era atteso per lo scorso anno. La terza generazione della vettura in produzione dal 2017 è stata aggiornata tre anni fa con la Coupé e il restyling che sta per arrivare ne prolungherà la presenza sulle strade per alcuni anni, rinviando in questo modo la versione 100% elettrica. Nel corso del 2021 sono state avvistate in prova varie versioni di Cayenne restyling e Cayenne Coupé restyling: tutte hanno rivelato un leggero ritocco del frontale e dei fari. Sono attese novità più sostanziose per quanto riguarda gli interni, i comandi e la strumentazione, con meno pulsanti e più interfacce touch e digitali.

Nissan: tutte le novità in arrivo nel 2023

Nissan X-Trail: prezzi, dimensioni e caratteristiche 2

La prima parte del 2023 in casa Nissan vedrà la consegna dei Suv elettrici e ibridi annunciati nel corso del 2022. Ai nuovi X-Trail E-Power e Ariya si affiancherà poi il multispazio Townstar che sarà disponibile anche in un’inedita versione elettrica. Per quanto riguarda le novità in arrivo nella seconda metà dell’anno, al momento, non ci sono ancora né indiscrezioni né tanto meno notizie ufficiali.

  • Nissan Townstar
  • Nissan X-Trail E-Power
  • Nissan Ariya

Nissan Townstar: prezzo, dimensioni e caratteristiche 9

Nissan Townstar

La nuova generazione del compatto multispazio e la versione commerciale Townstar Van nascono dalla piattaforma comune Renault-Nissan, usata per Kangoo e per i nuovi i Mercedes Classe T e Citan, per i quali prosegue la collaborazione fra il gruppo franco-giapponese e il marchio tedesco. Nissan non propone motorizzazioni diesel né per la versione commerciale né per quella passeggeri e per questo motivo, per ora, Townstar è in listino nella versione a benzina 1.3 da 163 CV. Il Van, invece, è disponibile anche elettrico (con caratteristiche simili a Kangoo Van); opzione che dovrebbe riguardare anche il multispazio nel corso del 2023, anche se per il momento non ci sono conferme. Il prezzo di Townstar potrebbe aggirarsi sui 44.000 euro.

Nissan X-Trail: prezzi, dimensioni e caratteristiche 3

Nissan X-Trail

La quarta generazione di X-Trail, lanciata poche settimane fa, può essere considerata l’ammiraglia dell’attuale gamma della casa giapponese. Questa versione si conferma come “fratello maggiore” di Qashqai: ha in comune piattaforma, motorizzazioni e stile. Può essere considerata un tuttofare elegante con le stesse dimensioni della versione precedente (lunghezza entro i 4,7 metri, passo di 2,7) e con spazio fino a sette passeggeri. La gamma è formata da motori alimentati dal sistema E-Power, già presente su Qashqai. Si tratta di un ibrido con motori di trazione elettrici (uno o due nella versione Awd) alimentati a bordo da un motore a benzina ad alta efficienza. La potenza varia da 204 a 213 CV, con coppia massima da 330 a oltre 500 Nm complessivi.

Nissan Ariya: ecco il nuovo crossover elettrico da 500 km di autonomia 9

Nissan Ariya

Il Suv elettrico è il primo della nuova generazione di vetture a zero emissioni: è stato rinviato al 2022 per la crisi dei chip e le consegne inizieranno nei primi mesi del prossimo anno. Ariya è lungo 4,60 metri, ha un passo di 2,78 metri e uno spazio di carico che può variare da 408 a 458 litri. Esistono tre versioni, con batterie da 63 kWh e due ruote motrici (403 km di autonomia) o 87 kWh con uno o due motori e 534/500 km di autonomia. La potenza oscilla da 218 a 394 CV; mentre la versione a doppio motore ha il sistema di controllo avanzato della trazione 4e-Force.

Cupra: tutte le novità in arrivo nel 2023

Cupra Born: prezzi, dimensioni e caratteristiche 11

Cupra rappresenta uno dei marchi in maggiore crescita negli ultimi anni. Nato da una costola di Seat, il brand spagnolo si è progressivamente costruito una forte identità che oggi lo differenzia non soltanto dalla cugina Seat, ma anche da qualsiasi altro marchio oggi sul mercato

Sul filone di questo importante percorso di crescita, il 2023 di Cupra sarà un anno ricco di novità, tra le quali spiccheranno non soltanto l’aggiornamento di Formentor e Leon, ma anche e soprattutto l’arrivo della Tavascan.

  • Cupra Leon
  • Cupra Formentor
  • Cupra Tavascan

Cupra Leon: prezzo, dimensioni e caratteristiche 3

Cupra Leon

Il 2023 di Cupra si aprirà con la presentazione del restyling di metà carriera della Cupra Leon. La media spagnola verrà aggiornata soprattutto a livello estetico, puntando su un design inedito che trae ispirazione dal più recente linguaggio stilistico del costruttore, mostrato al mondo attraverso le concept più recenti. Nessun cambiamento, invece, sul fronte propulsori, che dovrebbero rimanere gli stessi dell’attuale gamma.

Cupra Formentor: prezzo, dimensioni e caratteristiche 5

Cupra Formentor

Sull’onda di quanto vedremo sulla Leon, anche la Cupra Formentor, best seller del costruttore spagnolo, si aggiornerà con il restyling di metà carriera. Anche per lei sono previsti ritocchi estetici soprattutto nella parte anteriore della vettura. Anche per lei la gamma motori dovrebbe restare la stessa di quella attuale. Il debutto dovrebbe avvenire nella seconda metà del 2023, con arrivo nelle concessionarie ad inizio 2024.

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Cupra Tavascan
Cupra Tavascan

Cupra Tavascan

Dopo Formentor e Born, la Tavascan rappresenterà il terzo modello inedito di Cupra e quindi non derivato da un modello Seat. Inoltre, la Tavascan rappresenterà anche il secondo modello completamente elettrico del costruttore iberico. Poche le informazioni rilasciate fino a questo momento. Potrebbe comunque sfruttare il powertrain più potente ad oggi disponibile per la piattaforma MEB con batteria da 77 kWh, 306 CV di potenza e circa 450 km di autonomia.

Kia: tutte le novità in arrivo nel 2023

Kia: tutte le novità in arrivo nel 2023

Nel corso del 2022 l’intera gamma Kia è stata aggiornata. Tra modelli nuovi e restyling, tutti i modelli del costruttore coreano sono stati interessati dall’arrivo di più o meno profonde novità nel corso di quest’anno. Per questo motivo, il 2023 di Kia si prospetta relativamente tranquillo. Arriveranno la nuova generazione della Sorento e la nuova EV9.

  • Sorento
  • EV9

Kia Sorento: prezzi, dimensioni e caratteristiche 17

Kia Sorento

La prima novità che vedremo nel corso del 2023 targata Kia è rappresentata dall’arrivo di un aggiornamento per la Sorento. A tre anni dal lancio il modello più grande del costruttore coreano si aggiornerà con una serie di piccoli ritocchi estetici e con il debutto di nuovi contenuti tecnologici soprattutto per quanto riguarda l’infotainment e la connettività a bordo. Nessuna modifica, pare, per quanto concerne i powertrain ibridi già oggi disponibili. La presentazione è prevista per la fine del 2023, con arrivo su strada nei primi mesi del 2024.

Kia: tutte le novità in arrivo nel 2023 1

Kia EV9

Ma la vera novità del 2023 è rappresentata dal debutto della Kia EV9. Si tratta del nuovo modello top di gamma elettrico del costruttore, con l’importante compito di portare al debutto un nuovo linguaggio stilistico per il brand, che verrà posi seguito a ruota da tutti gli altri modelli che arriveranno dopo di lei. Avrà a disposizione 7 posti e potrà contare su una batteria sicuramente con una capacità superiore ai 77 kWh oggi disponibili per la EV6 top di gamma.

Chery prepara l’arrivo in Europa e punta su ricerca e sviluppo

Chery Omoda 5: prezzi, dimensioni e caratteristiche 6

Tempo di debutto in Italia e in altri mercati europei per Chery Automobile. Il marchio cinese ha investito tanto sull’innovazione e su cinque centri di ricerca e sviluppo, mettendo su un vero e proprio ecosistema automobilistico. L’azienda è nata nel 1997 e fin dal primo momento ha sempre pensato in grande. Si è dotata di quattro industrie principali: Chery Group, Chery Automobile, Chery International e Chery Product, che vanno a sommarsi a sette settori di attività principali (automobili, ricambi auto, servizi, finanza, spedizioni, rete intelligente e immobili).

La divisione automobilistica ha sempre ricoperto un ruolo centrale all’interno di Chery Group ed è composta da due macro aree: autovetture e veicoli commerciali. Per entrambe, l’azienda sta investendo moltissimo in Ricerca e Sviluppo, ben conscia che per fare breccia sul mercato europeo, occorre offrire prodotti di grande qualità.

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L’innovazione al primo posto

Chery si è dotata di cinque centri di ricerca e sviluppo, dando vita a una squadra composta da più di 7.000 ingegneri prelevati da oltre 10 Paesi diversi, con esperienze maturate presso altre Case automobilistiche tra le quali Jaguar Land Rover, General Motors, Ford e Hyundai. Chery ha sviluppato in maniera indipendente più di 20 motori e portato avanti la produzione di veicoli con cilindrata compresa tra 0.8 e 2.0 litri. Ben nove motori sono stati premiati con il “China Best Ten Engine”. Al momento il gruppo ha un patrimonio di oltre 14.000 brevetti ed è la prima casa automobilistica cinese a occuparsi internamente di progettazione e realizzazione di intere trasmissioni.

Gamma completa a zero emissioni

Chery presenta una gamma completa, dai modelli base fino a quelli di lusso, sia per quanto riguarda le autovetture sia per i veicoli commerciali. La casa cinese è particolarmente attenta alla tecnologia “NEV” (New Energy Vehicles), con modelli elettrici puri (BEV), auto ibride plug-in (PHEV), vetture a celle a combustibile e veicoli a idrogeno. La crescita e lo sviluppo di Chery a livello globale è sempre andata avanti spedita, come dimostrano la creazione di dieci stabilimenti e 1.500 punti vendita e assistenza al di fuori della Cina. Il marchio, negli ultimi anni, ha affermato la propria presenza nei mercati di Asia, Europa, Africa, Sud America e Nord America. I prodotti della casa cinese, attualmente, vengono venduti in 80 mercati, rendendola il primo marchio automobilistico cinese con un volume annuale di esportazioni superiore ai 200.000 veicoli. Nel 2023 Chery sbarcherà anche in Italia e in altri mercati europei, puntando principalmente su tecnologie all’avanguardia e a basso impatto ambientale.