Con la nuova Frontera, Opel ha completato il rinnovamento della parte “bassa” del suo listino. Questo modello va infatti a rimpiazzare Crossland, che era uno dei modelli in commercio da più tempo. Il suo scopo è sempre lo stesso, offrire una soluzione per famiglie nel segmento B, quindi dimensioni molto compatte ma con spazi e praticità elevati, che affianca e “completa” Mokka, a cui tocca invece il ruolo di auto vivace e divertente per single, coppie e tempo libero. Ma aspetto e sostanza cambiano molto.
Nel settembre 2025 Opel ha introdotto la versione del Frontera a sette posti, disponibile per le motorizzazioni ibride da 110 e 145 cavalli e solo per la GS.
Questo allestimento aggiunge la terza fila di sedili (con tanto di presa USB-C) e costa meno di mille euro in più della cinque posti. Le dimensioni restano le stesse della 5 posti. I prezzi arrivano a 28.000 per la 110 CV e 29.500 per la 145 CV.
Opel Frontera: prezzo, dimensioni e caratteristiche 5
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Opel Frontera: prezzo, dimensioni e caratteristiche 9
Frontera Extended Range
Opel amplia la gamma della Frontera Electric con l’introduzione della nuova versione Extended Range, pensata per offrire una maggiore autonomia rispetto alla variante elettrica già presente a listino. Accanto alle due motorizzazioni ibride da 110 e 145 CV e all’elettrica da 113 CV con batteria da 44 kWh, debutta ora una nuova configurazione con accumulatori più capienti da 54 kWh, capace di garantire fino a 408 km di percorrenza nel ciclo WLTP.
Un miglioramento notevole rispetto ai 304 km dell’attuale versione standard, che si traduce in oltre 100 km in più di autonomia. La Frontera Extended Range mantiene la potenza di ricarica in corrente continua a 100 kW, consentendo di passare dal 20 all’80% di energia in appena 30 minuti. Con questo aggiornamento, Opel punta a rafforzare la competitività del suo SUV compatto a batteria, offrendo una soluzione più adatta anche ai viaggi di media percorrenza.
Opel Frontera: dimensioni
Le misure sono più abbondanti rispetto a Crossland, che aveva un’impostazione differente: qui la lunghezza passa dai 421 cm precedenti a ben 438, e l’altezza da 160 a 163cmcirca. La Casa non ha fornito nel dettaglio altre misure, visto però che i volumi sono molto simili a quelli di Citroen C3 Aircross, la larghezza dovrebbe attestarsi sui 180 cm e il passo intorno ai 267 cm.
Dimensioni
Lunghezza
4.380 mm
Larghezza
n.d.
Altezza
1.627 mm
Passo
n.d.
Opel Frontera: esterni
Come la forma, anche la linea è cambiata molto rispetto alla Crossland: Frontera ha una fisionomia e tocchi stilistici da fuoristrada, anche se non lo è, quindi sbalzi corti ed elementi di “rinforzo” nella parte bassa. Sposa però il nuovo stile di marca, quindi l’ormai immancabile mascherina nera “Opel Vizor” che incorpora il nuovo logo stilizzato.
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Opel Frontera: prezzo, dimensioni e caratteristiche
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Opel Frontera: prezzo, dimensioni e caratteristiche 2
Non mancano poi le familiari linee che movimentano le fiancate e il portellone con nome del modello a tutta larghezza, in questo caso in rilievo e non impresso nel pannello come sull’altrettanto nuova Grandland. Nuove sono poi la firma luminosa dei fari anteriorie il disegno a ottiche separate dei fanali posteriori.
Opel Frontera: interni
Quello che colpisce maggiormente aprendo le portiere di Frontera è davvero lo spazio: le forme verticali, che si ispirano a quelle dei fuoristrada classici come quello da cui è stato preso il nome, consentono un ampio volume, per le teste, ma a impressionare è la distanza tra la prima e la seconda fila, che è quella di una berlina ben più grande. Ampissimo anche il bagagliaio, da 460 litri ma che può salire a 1.600 litri abbattendo ildivanoposteriore. Non a caso è già prevista anche l’opzione dei sette posti.
La parte anteriore mostra, indipendentemente dalla motorizzazione, comandi interamente digitali: ci sono due display da 10”, uno per gli strumenti e uno per l’infotainment. La Casa ha valutato la possibilità di sostituire il secondo con un semplice supporto per smartphone in modo da trasformare quest’ultimo in un’interfaccia multimediale e semplificare l’allestimento, però al lancio la gamma offre tutta il doppio display di serie. Interessanti anche i sistemi di stivaggio di oggetti nel tunnel, aiutati dall’assenza della leva del cambio. I motori previsti, benzina ibridi inclusi, sono tutti dotati di cambio automatico.
Opel Frontera: motori
La gamma finora annunciata prevede quattro soluzioni, tutte elettrificate: ci sono infatti i 1.2 benzina mild hybrid da 48 V con potenze di 100 o 136 CV e cambio doppia frizione a sei rapporti che incorpora il motorino elettrico, e due versioni 100% elettriche. Queste ultime offrono in realtà lo stesso motore e la stessa potenza, 113 CV, ma si distinguono per le due diverse batterie, che promettono 305o circa 400 km di autonomia secondo il ciclo WLTP. La seconda però non è ancora disponibile e dunque per ora non ci sono altri dettagli
Opel Frontera: consumi
Anche se le prime tre versioni di Frontera sono già ordinabili, laCasa non ha ancora rilasciato tutti i dati tecnici e nemmeno quelli relativi al consumo, che sono incorso di omologazione. La versione elettrica come abbiamo accennato dichiara 305 km di percorrenza con una batteria da 44 kWh, il che si traduce in un consumo di appena 14,5 kWh per 100 km, che son un dato interessante anche per un’auto di questo segmento
Opel Frontera: allestimenti
La nuova Opel Frontera è disponibile in due allestimenti:
Edition
GS
Edition: doppio display da 10”, con Apple CarPlay e Android Auto, navigatore, retrocamera.
GS: tetto nero a contrasto, cerchi in lega specifici, barre sul tetto, climatizzatore automatico, sedili riscaldabili.
Opel Frontera: perché comprarla
Spazio e praticità: accogliente e versatile in misure contenute, si può avere anche a sette posti con supplemento di 900 euro.
Prezzo: si posiziona per adesso al livello di utilitarie più piccole e semplici.
Motorizzazioni: potenze modeste ma non troppo, specie le ibride con l’ausilio del motorino elettrico, e trasmissioni automatiche di serie
Opel Frontera: prezzi
Di seguito il listino prezzi della Opel Frontera aggiornato a settembre2025:
Nell’industria automotive, Bosch è da tempo anche sinonimo di software. Nata come azienda che supporta l’industria automobilistica per soddisfarne praticamente ogni richiesta, sta cambiando velocemente per assecondare la transizione che anima il mondo dei trasporti.
Il salone IAA Mobility 2025 di Monaco di Baviera è stato l’occasione per ribadirlo a tutto il settore. Ma c’è di più. Bosch fornisce anche l’hardware perfettamente adattato alle potenzialità del software, tutto da un’unica fonte: un punto di forza distintivo che rende l’azienda unica a livello globale.“Senza una tecnologia hardware avanzata, anche l’auto più intelligente non si potrebbe muovere”ha dichiarato Camillo Mazza General Manager Robert Bosch GmbH Branch in Italy.
Il potenziale di sterzo e freni by-wire
I primi segnali sono promettenti: Bosch ha consolidato la propria posizione nel mondo della mobilità guidata dal software. Un esempio sono i sistemi by-wire per la frenata e la sterzata, considerati una tecnologia chiave per i veicoli definiti dal software e per la guida autonoma. In questi sistemi è il software a prendere il controllo e, dunque, non è più necessaria una connessione meccanica. Tutto ciò rappresenta un settore strategico per l’intero comparto della mobilità. Con le soluzioni brake-by-wire e steer-by-wire, l’azienda prevede di raggiungere un fatturato superiore a 7 miliardi di euro entro il 2032.
Nel contesto della mobilità guidata dal software, il settore Mobility di Bosch continua a evolversi: si passa da hardware con software integrato, a servizi, fino a soluzioni software completamente indipendenti che i produttori e i partner possono integrare nei propri ecosistemi. L’impatto è evidente: nonostante la stagnazione della produzione globale di veicoli, la domanda debole e il rallentamento nello sviluppo della mobilità elettrica e nella guida autonoma, Bosch Mobility registrerà una lieve crescita nel corso dell’anno. L’aumento del fatturato previsto si attesta a poco meno del 2%.
Anche l’Italia contribuisce all’innovazione
Il software Bosch è già ampiamente utilizzato, con oltre due dozzine di produttori in Europa, Cina e Giappone che lo hanno già adottato. Nei prossimi tre anni, Bosch investirà una somma in euro a nove cifre nel Vehicle Motion Management, ampliando il proprio portafoglio modulare di software e funzioni in tutti i settori della mobilità.
Il Vehicle Motion Management di Bosch funziona ancora meglio in combinazione con le soluzioni by-wire, poiché il software può controllare autonomamente gli attuatori di frenata e sterzata, indipendentemente dalle azioni del guidatore, garantendo maggiori sicurezza e comfort e una dinamica del veicolo più efficiente.“Stiamo lavorando intensamente con il nostro team in Italia perché anche nel nostro mercato questo cambiamento tecnologico possa realizzarsi nei prossimi anni in tutti i settori della mobilità del futuro anche nel nostro Paese”, ha commentatoCamillo Mazza General Manager Robert Bosch GmbH Branch in Italy.
Il futuro è fatto di intelligenza artificiale e guida autonoma
Anche la famiglia di prodotti Adas di Bosch è guidata dal software. Per i sistemi intelligenti di assistenza alla guida, i costruttori di veicoli possono scegliere tra tre varianti preconfigurate, pronte per essere implementate rapidamente e adattate in modo specifico al brand. Anche in questo caso, hardware e software possono essere integrati oppure acquistati separatamente, in base alle esigenze del cliente. Entrambe le opzioni beneficiano di un approccio olistico: grazie alla profonda conoscenza dell’interazione tra hardware e software, Bosch è in grado di offrire soluzioni ottimizzate su misura, perfettamente integrabili negli ambienti esistenti.
I veicoli moderni, progettati e sviluppati secondo una logica guidata dal software, utilizzano un numero sempre più ridotto di computer di bordo, ma molto più potenti. Questi rappresentano un motore di crescita per Bosch: il settore dei computer ad alte prestazioni dell’azienda sta registrando una crescita superiore al 5% annuo, con in portafoglio clienti del calibro del gruppo BMW. Bosch offre anche computer centrali che combinano diverse funzioni, come l’assistenza alla guida e l’infotainment, in un’unica centralina e su un solo sistema su chip (SoC). Ciò consente di risparmiare spazio, costi ed energia. Questi sistemi hanno inoltre una struttura modulare e possono integrare in modo flessibile software provenienti da diversi produttori. In Cina, Bosch fornisce un computer ad alte prestazioni a SAIC-GM per realizzare un cockpit basato sull’intelligenza artificiale. Grazie a questo cockpit AI, i conducenti possono dialogare con la propria auto in modo del tutto naturale, interagendo come se si trattasse di un essere umano.
Il dinamico segmento dei SUV continua a catalizzare l’attenzione del mercato automobilistico e Mercedes risponde con un’evoluzione significativa della sua GLC. La gamma del Suv medio della Stella, infatti, ora si divide in due: da una parte le versioni endotermiche e ibride e dall’altra quelle elettriche, con queste ultime caratterizzate da un design inedito e dedicato..
Di seguito un’analisi completa della nuova Mercedes Benz GLC elettrica:
Grazie ad una lunghezza di 4,84 metri (12 centimetri in più rispetto alla controparte a benzina), ad un’altezza di 1,64 metri circa e ad una larghezza di 1,91 metri, la nuova Mercedes GLC elettrica garantisce tanto spazio a bordo, merito soprattutto dei 2,97 metri di passo (8 centimetri in più rispetto alla versione a benzina). Tanto lo spazio anche a disposizione dei bagagli, con un vano di carico che offre 570 litri di capacità (1740 con i sedili giù), mentre sotto il cofano è previsto un vano supplementare di 128 litri.
Dimensioni
Lunghezza
4.840 mm
Larghezza
1.910 mm
Altezza
1.640 mm
Passo
2.970 cm
Mercedes Benz GLC elettrica: esterni
La nuova Mercedes GLC elettrica si presenta con un design per gli esterni che vuole essere una vera propria dichiarazione d’intenti: proprio con questo modello, Mercedes ha deciso di introdurre il nuovo stile delle sue future SUV e berline, che saranno caratterizzate da una massiccia mascherina ispirata alle Mercedes del passato, con un’ampia cornice cromata (color argento o nero a seconda degli allestimenti) e un motivo interno a pixel. Nella GLC elettrica essa svolge una funzione puramente estetica e può essere illuminata, ma un design simile lo ritroveremo anche nei futuri modelli a motore termico. I fari full LED sono di serie, mentre il sistema Digital Light di nuova generazione è disponibile come optional.
Mercedes Benz GLC elettrica: prezzi, dimensioni, caratteristiche 2
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Quest’ultimo utilizza una tecnologia micro-LED con chip dedicato, aumentando del 40% la risoluzione dell’illuminazione e migliorando la luminosità per gli abbaglianti, riducendo al contempo i consumi energetici di circa il 50% rispetto alla precedente versione. I gruppi ottici sono più leggeri di oltre un quarto grazie a un design compatto e a una sola centralina, integrata nel sistema operativo Mercedes-Benz (MB.OS). Il design anteriore si caratterizza per la firma luminosa che integra la stella, per il look “a visiera” delle luci diurne e per le finiture cromate, incluse le cornici dei finestrini e le prese d’aria laterali. Lungo le fiancate si può notare come le maniglie siano a filo carrozzeria, mentre il tetto è panoramico. Sono previsti cerchi fino a 21 pollici. Il risultato di tutti queste scelte di design è un coefficiente aerodinamico Cx di appena 0,26, un risultato straordinario per un SUV.
Mercedes Benz GLC elettrica: interni
All’interno della nuova Mercedes Benz GLC elettrica, l’abitacolo mescola lusso e tecnologia con una ricetta che introduce delle variazioni all’impostazione che il marchio tedesco ha dato agli abitacoli delle sue auto in questi anni. Per cominciare, l’ambiente interno è sempre dominato da un grande display, disponibile in diverse configurazioni in base alle versioni. Si parte dal sistema MBUX Superscreen, composto da 3 display integrati sotto un’unica superficie in vetro, con quadro strumenti da 10,3 pollici, display centrale da 14 pollici e, a partire dall’allestimento Advanced Plus, uno schermo per il passeggero anteriore completamente “funzionale”. Si può poi arrivare fino a 39,1 pollici con il display MBUX Hyperscreen, il più grande mai prodotto da Mercedes-Benz, con retroilluminazione a matrice e tecnologia Zone Dimming per regolare contemporaneamente diverse aree visive. Il nuovo sistema operativo MB.OS è il cervello che integra infotainment, funzioni legate all’assistenza alla guida, al comfort e alla gestione della ricarica.
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C’è poi l’assistente virtuale MBUX, che rimane sempre a disposizione nel cosiddetto Zero Layer, con un approccio multi-agente per contestualizzare le risposte su navigazione, punti di interesse e altre informazioni generali, dando feedback tramite avatar animati. Per quel che riguarda le finiture sono stati scelti anche materiali sostenibili: i sedili, certificati AGR per il supporto ergonomico, hanno schiume con il 30% di materiale riciclato, rivestimenti in pelle sintetica con tessuti derivati da bottiglie in PET e microfibra Microcut ottenuta da materia riciclata. Anche il pavimento adotta filati Econyl, al 100% secondari. Tra le innovazioni in termini di comfort ci sono nuovi sedili con funzioni di massaggio energizzante, suoni rilassanti e illuminazione attivante. E c’è anche un volante ridisegnato, con ritorno ai comandi fisici per le funzioni più richieste (bilanciere per il Distronic e il limitatore e rotella del volume), e un tetto panoramico con vetrocommutabile elettricamente per regolare la luminosità e l’isolamento termico.
Mercedes Benz GLC elettrica: motori
La nuova Mercedes GLC elettrica inaugura una inedita piattaforma elettrica a 800 Volt, che apre la strada a una gamma di nuovi modelli. Al lancio, il modello di punta è la GLC 400e 4 MATIC, con 2 motori elettrici di tipo sincrono a magneti permanenti (quello anteriore è disinseribile) sviluppati internamente da Mercedes, per una potenza combinata di 490 CV (360 kW), un tempo di accelerazione di 4,3 secondi nello 0-100 km/h e una velocità massima di 210 km/h. La batteria con anodo in ossido di silicio ha una capacità di 94,5 kWh e un’alta densità energetica, mentre la trasmissione automatica non è a singolo rapporto, ma ci sono 2 marce, con rapporti di 11:1 e di 5:1 (più il numero è vicino a 1 e più il rapporto è lungo). La frenata rigenerativa offre 3 livelli (fino al one-pedal driving completo), con il sistema One-Box che cerca di mescolare al meglio il recupero energetico e la frenata tradizionale, per una decelerazione fluida e naturale. Sul fronte dinamico, la nuova GLC si affida a sospensioni a doppio braccio oscillante all’anteriore e multilink al posteriore, con ammortizzatori regolabili a due valvole di serie e possibilità di passare alle sospensioni ad aria, con anche l’asse posteriore sterzante (fino a 4,5°). La trazione integrale 4 MATIC si gestisce automaticamente anche in off-road, con il supporto della modalità TERRAIN, luci dedicate e funzione “cofano trasparente” che combina le immagini delle telecamere per mostrare ostacoli nascosti.
Mercedes Benz GLC elettrica: consumi
L’efficienza è uno degli aspetti su cui la GLC elettrica si concentra di più. Grazie alla batteria da 94,5 kWh, infatti, la Casa dichiara un’autonomianel ciclo WLTP di oltre 700 km (713 per la precisione), grazie a un consumo dichiarato di 14,9-18,8 kWh. Mentre per quanto riguarda la velocità di ricarica, grazie all’architettura da 800 volt, essa è piuttosto veloce, recuperando 300 km in 10 minuti di ricarica rapida in corrente continua DC fino a 330 kW di potenza (che in corrente alternata AC diventano 11 kW oppure – a richiesta – 22 kW). C’è inoltre una pompa di calore multi-sorgente di serie, mentre la predisposizione alla ricarica bidirezionale (V2H e V2G) consente di restituire energia alla rete, alla propria abitazione o a dispositivi esterni.
Mercedes Benz GLC elettrica: allestimenti
Nonostante non sia stato ancora pubblicato in cosa consisteranno nel dettaglio, la nuova Mercedes Benz GLC elettrica sarà disponibile in quattro diversi allestimenti:
Avantgarde: linea di serie che offre una base raffinata e moderna.
AMG Line: aggiunge uno stile sportivo e dinamico.
AMG Line Night: aggiunge all’allestimento AMG Line dettagli esterni in colore nero.
AMG Line Plus: si caratterizza per una eleganza ispirata alle prestazioni con dettagli dei sedili in fibra di carbonio e cuciture decorative rosse.
Mercedes Benz GLC elettrica: perché comprarla
Stile: ritornato la celeberrima griglia Mercedes Benz in una reinterpretazione moderna ed originale.
Spazio: Ancora più spazio a bordo della controparte a motore termico, sia per i passeggeri, sia per i bagagli.
Ecologica: grazie alla motorizzazione elettrica, i consumi e l’impatto ecologico sono molto minori, praticamente nulli.
Mercedes Benz GLC elettrica: prezzo
Nonostante i prezzi non siano ancora stati ufficializzati, la nuova Mercedes Benz GLC elettrica dovrebbe arrivare nel corso del 2026 con prezzi a partire da 70.000 euro per le versioni a trazione posteriore.
Volkswagen amplia la sua gamma di modelli a batteria con la ID. Cross, un Suv di dimensioni compatte pensato per chi cerca un modello a misura di città, alimentato da un powertrain 100% elettrico dalla buona autonomia.
Per la Casa di Wolfsburg si tratta del primo di una nuova famiglia di modelli che puntano a rendere più accessibile la mobilità elettrica. Per ora è stato presentato solo il prototipo pre-serie, al Salone di Monaco, ma la versione di serie dovrebbe arrivare nel corso del 2026.
Ecco la scheda tecnica della Volkswagen ID. Cross:
La concept della ID. Cross presentata a Monaco è lunga 4,2 metri, larga 1,8 metri, alta 1,6 metri e con un passo di 2,6 metri. Misure che le permettono di ritagliarsi un posto nel cuore del Segmento B. Per quanto riguarda il vano bagagli, le dimensioni arrivano a 450 litri, a cui ne vanno aggiunti altri 38 sotto i sedili posteriori e 25 nel frunk anteriore.
Dimensioni
Lunghezza
4.156 mm
Larghezza
1.839 mm
Altezza
1.588 mm
Passo
2.601 mm
Volkswagen ID. Cross: esterni
La ID. Cross inaugura il nuovo concetto stilistico di Volkswagen denominato “Pure Positive”, che dal 2025 in poi caratterizzerà tutti i modelli del costruttore tedesco. Cosa includerà questo stile? Innanzitutto semplicità e pulizia nelle linee, mentre nel frontale spicca la firma luminosa che tende verso l’alto. Sempre nella parte anteriore, i fari led vengono uniti alla striscia luminosa incastonata tra due barre in vetro. La fiancata invece si caratterizza per passaruota sporgenti e ampie protezioni in plastica, mentre lo spoiler si allunga soltre al lunotto posteriore.
Una firma che permette di identificare subito il modello è rappresentata dai tre dettagli orizzontali illuminati sul montante C. I cerchi sono da 21″ a cinque razze, e cambia anche il disegno dei gruppi ottici posteriori, che esibiscono due elementi rettangolari, collegati a una barra luminosa che si incontra al centro con un logo della Casa tedesca.
Volkswagen ID. Cross: interni
Il look degli interni è minimal, con materiali e rivestimenti di pregio come i sedili in tessuto beige Vanilla Chai. Al centro del cruscotto c’è uno schermo da 13″ per l’infotainment, con comandi fisici per controllare il climatizzatore. Dietro al volante, ecco un display da 11″ per la strumentazione digitale. Sopravvivono i comandi fisici sul volante, sia per l’infontainment sia per gli aiuti alla guida.
Interessante il bracciolo tra i due sedili anteriori che contiene anche due spazi di ricarica per lo smartphone con un joystick per l’infotainment. Accanto al conducente, invece, ecco i comandi per regolare specchietti e vetri.
Volkswagen ID. Cross: motori
Il motore è completamente nuovo e progettato (oltre che realizzato) in Europa. L’unità elettrica, integrata nell’asse anteriore, sviluppa una potenza di 211 CV ed eroga una velocità massima di 175 km/h.
Volkswagen ID. Cross: consumi
La capacità della batteria non è stata comunicata, ma si sa già che, secondo il ciclo di omologazione Wltp, consentirà alla ID. Cross di percorrere 420 km.
Volkswagen ID. Cross: allestimenti
Gli allestimenti non sono ancora stati comunicati.
Renault 4: perché comprarla
Esterni: sono completamente nuovi, essenziali e incisivi.
Interni: Il design è riuscito, la praticità è un punto a favore
Presentata al Salone di Monaco 2025, la nuova BMW iX3 arriverà sul mercato nel 2026. La versione di lancio è la 50 xDrive, con trazione integrale che eroga 469 CV. Con questo modello, il marchio tedesco inaugura l’evoluzione dei suoi modelli elettrici, soprattutto sotto il profilo dei contenuti e della piattaforma elettrica.
Rispetto alla generazione precedente, la iX3 è cresciuta notevolmente nelle dimensioni. La lunghezza è di 4,78 metri, l’altezza è di 1,63 metri, la larghezza è di 1,89 metri e il passo è di 2,89 metri. Si tratta di dimensioni che hanno migliorato di molto l’abitabilità interna del veicolo. Il bagagliaio è da 520 litri con una soglia di carico bassa e un’apertura elettrica. Una chicca? Il piccolo vano anteriore aggiuntivo da 58 litri.
Dimensioni
Lunghezza
4.780 mm
Larghezza
1.890 mm
Altezza
1.630 mm
Passo
2.890 mm
BMW iX3: esterni
La nuova iX3 introduce anche delle novità in fatto di design, portando su strada un look inedito soprattutto nella parte anteriore, dove per la prima volta negli ultimi anni, il doppio rene diventa più piccolo, venendo inglobato in una calandra che include anche i gruppi ottici. Resta invece nella parte bassa la presenza di una grande presa d’aria che conferisce all’anteriore una certa aggressività. Le fiancate sono invece regolari, con maniglie a filo carrozzeria e un portellone che in coda esibisce uno spoiler pronunciato.
La iX3 è il primo modello della sere “Neue Klasse”, ovvero una nuova famiglia di modelli basati su una inedita piattaforma che porterà al debutto motorizzazioni ibride ed elettriche.
BMW iX3: interni
La novità principale negli interni è la nuova strumentazione che si sviluppa in larghezza sulla porzione inferiore del parabrezza, attraverso un vero e proprio head-up display che corre da un lato all’altro della plancia. Il tutto arricchito da uno schermo touch per l’infotainment posizionato al centro del cruscotto. La console è stata anche semplificata eliminando la leva del cambio.
Stile a parte, tanta attenzione è poi stata rivolta alla scelta dei materiali, con pelle e microfibre che si intrecciano in elementi di design che donano all’insieme un alto livello di qualità percepita. Tanto anche lo spazio a bordo, garantito dal generoso passo che permette di trovare posto comodamente anche quando si viaggia sulla seconda fila di sedili.
BMW iX3: motori
La versione di ingresso della iX3 ha un motore elettrico singolo sull’asse posteriore, mentre le più potenti possono contare su due unità, una per ciascun assale. La potenza complessiva è di 469 CV con una coppia di 645 Nm. Il tempo di accelerazione da 0 a 100 km/h è di 4,9 secondi, mentre la velocità massima è di 210 km/h.
Renault 4: consumi
Nel ciclo WLTP l’autonomia dichiarata arriva a 800 km, con una batteria da 108 kWh di capacità. Sul fronte ricariche, si arriva a 400 kW di potenza massima in corrente continua. Il tempo di ricarica è di 21 minuti dal 10 all’80%, oppure di dieci minuti per arrivare a 350 km di autonomia. Le celle delle batterie sono cilidriche di 46 mm di diametro e 95 mm di altezza, valori che invece diventano 46 e 120 nelle motorizzazioni più potenti. La chimica è NMC.
BMW iX3: allestimenti
Gli allestimenti della nuova BMW iX3 sono tre:
base
MSport
MSport Pro
base: Cerchi in lega da 20″, barre al tetto, luci full LED, portellone automatico, sedili anteriori sportivi a regolazione elettrica e riscaldabili, climatizzatore bi-zona, ricarica wireless per lo smartphone, 4 prese USB di tipo C, cruise control adattivo. park assist e caricatore di bordo AC a 11 kW.
MSport: Cerchi in lega da 20″, barre al tetto, luci full LED, portellone automatico, sedili anteriori sportivi a regolazione elettrica e riscaldabili, climatizzatore bi-zona, ricarica wireless per lo smartphone, 4 prese USB di tipo C, cruise control adattivo. park assist e caricatore di bordo AC a 11 kW, impianto frenante M Sport con pinze blu, cerchi in lega da 20″ con design dedicato, interni e volante sportivi.
MSport Pro: Cerchi in lega da 20″, barre al tetto, luci full LED, portellone automatico, sedili anteriori sportivi a regolazione elettrica e riscaldabili, climatizzatore bi-zona, ricarica wireless per lo smartphone, 4 prese USB di tipo C, cruise control adattivo. park assist e caricatore di bordo AC a 11 kW, impianto frenante M Sport con pinze blu, cerchi in lega da 20″ con design dedicato, interni e volante sportivi, pinze freno rosse, cerchi da 20″ specifici, sedile guidatore e vari dettagli esterni e interni M Sport.
BMW iX3: perché comprarla
Abitabilità: il passo è generoso e c’è spazio anche dietro
Design: si riconosce l’impronta BMW con delle migliorie
Interni: grande tecnologia
BMW iX3: prezzi
Di seguito il listino prezzi della BMW iX3 aggiornato a settembre 2025:
La gamma di Jaecoo si amplia con l’arrivo della Jaecoo 5, che andando ad affiancarsi alla più grande Jaecoo 7, offre un’alternativa più compatta a tutti coloro che sono alla ricerca di un Suv con alimentazione tradizionale o elettrica.
La Jaecoo 5 arriva a 438 cm di lunghezza, 186 di larghezza e 165 di altezza, e ha un passo di 262 cm. Il bagagliaio ha una capacità di 480 litri, che possono diventare 1.180 abbassando gli schienali dei sedili posteriori.
Dimensioni
Lunghezza
4.380 mm
Larghezza
1.860 mm
Altezza
1.650 mm
Passo
2.620 mm
Jaecoo 5: esterni
Il frontale della nuova Jaecoo 5 riprende lo stile della più grande Jaecoo 7, sua “sorella maggiore”. Resta infatti intatta la grossa calandra a listelli verticali e le luci full led dal design sottile. La fiancata invece presenta una linea di cintura alta e con sbalzi ridotti. Una chicca estetica è il tetto nero a contrasto disponibile di serie, che contrasta con una gamma colori che prevede le tinte Snow White, Alpine Green, Canyon Black, Glacier Blue e Zircon Gray. Nel complesso, le linee sono essenziali e accattivanti, e si “ammorbidiscono” un po’ curvando in diverse parti della carrozzeria.
Gli interni si distinguono per un’impostazione lineare e contemporanea, dominata dal maxi schermo del sistema di infotainment da 13,2″ , attraverso il quale è possibile gestire la quasi totalità delle funzioni di bordo, riducendo al minimo la presenza di comandi fisici tradizionali.
Alle spalle del volante a due razze si trova la strumentazione interamente digitale, affiancata dal selettore del cambio automatico. I sedili, rivestiti in ecopelle atossica e sicura anche per gli animali domestici, sono realizzati con un’imbottitura ad alta densità che promette maggiore comfort nei lunghi tragitti. Completa l’equipaggiamento dell’abitacolo una dotazione che comprende oltre 35 vani portaoggetti, l’illuminazione ambientale e un ampio tetto panoramico fisso di 1,45 metri quadrati.
Jaecoo 5: motori
Tre sono le opzioni sulla gamma motori. C’è il motore termico 1.6 TGDi turbobenzina da 147 CV e 275 Nm di coppia abbinato a un campio automatico a sette rapporti. Poi c’è la versione full hybrid, che combina un 1.5 TGDi da 143 CV a un’unità elettrica da 204 CV e una batteria da 1,8 kWh. Infine, ecco la full electric con motore da 204 CV e 340 Nm di coppia, abbinato a una batteria da 61 kWh.
Jaecoo 5: allestimenti
Due gli allestimenti disponibili: Pure ed Exclusive
Pure: Cerchi in lega da 18″, vernice perlata bianca, fari alogeni con luci di posizione a LED, strumentazione digitale da 8,8″, infotainment su schermo da 13,2″, retrocamera, la compatibilità Apple CarPlay e Android Auto wireless, climatizzatore manuale, predisposizione gancio traino, Keyless Entry e 17 sistemi ADAS.
Exclusive: Cerchi in lega da 18″, vernice perlata bianca, fari alogeni con luci di posizione a LED, strumentazione digitale da 8,8″, infotainment su schermo da 13,2″, retrocamera, la compatibilità Apple CarPlay e Android Auto wireless, climatizzatore manuale, predisposizione gancio traino, Keyless Entry e 17 sistemi ADAS, fari full LED, portellone elettrico, specchietti elettrici, tetto panoramico fisso, vetri oscurati, interni in eco-pelle, sedili anteriori a regolazione elettrica riscaldati e ventilati, climatizzatore automatico bi-zona, impianto audio Sony con 14 altoparlanti, ricarica wireless per smartphone a 50 Watt.
Jaecoo 5: perché comprarla
Esterni: la Jaecoo 5 ha linee essenziali e accattivanti
Interni: luminosi e con tanto design
Motori: la gamma motori permette massima scelta
Jaecoo 5J: prezzi
Ecco il listino prezzi aggiornato a settembre 2025:
La Dacia Duster è diventata un vero e proprio fenomeno commerciale. Un modello così importante da essere diventato quasi un sub-brand, dalla riconoscibilità molto alta, frutto di un’attenta strategia commerciale, che ha visto il modello diventare una delle vetture con il migliore rapporto tra prezzo e contenuti. Ebbene, la Dacia Duster si presenta ora in una versione completamente rinnovata. La terza generazione ha un’eredità pesante: mantenere alti i dati di vendita di un modello che nel 2022 è addirittura diventato il SUV più venduto d’Europa.
Di seguito ecco la scheda tecnica dellaDacia Duster:
Dacia compie un passo audace verso l’innovazione, presentando l’Hybrid-G 150 4×4, una motorizzazione inedita che segna una svolta nel panorama automobilistico europeo. È la prima volta che un costruttore riesce a combinare, in un’unica soluzione, tre tecnologie: mild hybrid a 48 volt, alimentazione bivalente benzina/GPL e trazione integrale elettrificata.
Questa nuova configurazione sarà disponibile dalla fine del 2025 su Dacia Duster, affiancandosi alle motorizzazioni già in gamma. I prezzi ufficiali non sono ancora stati comunicati, ma si annuncia una proposta altamente competitiva per il mercato europeo.
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Cuore del nuovo powertrain è un motore 1.2 turbo tre cilindri a ciclo Miller, con tecnologia mild hybrid a 48V, rivisitato per offrire 140 CV e 230 Nm di coppia. A questo si affianca un motore elettrico posteriore da 31 CV e 87 Nm), per una potenza combinata di 154 CV. L’alimentazione GPL è garantita dalla versione Hybrid-G 150 4×4, con due serbatoi da 50 litri che assicurano un’autonomia complessiva di fino a 1.500 km (ciclo WLTP).
Una delle innovazioni più sorprendenti è il cambio a due rapporti dedicato al motore posteriore, una soluzione inedita nel settore. La prima marcia è ottimizzata per il fuoristrada, mentre la seconda permette di raggiungere fino a 140 km/h con piena motricità. In autostrada, il sistema è in grado di disaccoppiare l’asse posteriore per ridurre consumi ed emissioni.
Secondo i dati dichiarati da Dacia, i consumi oscillano tra 5,5 e 5,6 l/100 km a benzina e 7,1-7,2 l/100 km a GPL, con emissioni comprese tra 124 e 126 g/km (benzina) e 116-118 g/km (GPL). La Casa sottolinea un risparmio del 30% nei costi di gestione rispetto al precedente Mild Hybrid 130 4×4, a parità di utilizzo. La batteria agli ioni di litio da 0,84 kWh, ricaricabile in frenata e decelerazione, consente di viaggiare in modalità completamente elettrica fino al 60% del tempo in ambito urbano, contribuendo a ridurre le emissioni e i costi operativi.
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Il nuovo sistema 4×4 introduce anche un selettore con sei modalità di guida: Auto, Eco, Snow, Mud/Sand, Lock e Hill Descent Control, per affrontare ogni tipo di terreno. Tra le novità più attese c’è anche l’arrivo dei paddle al volante per gestire il cambio automatico a doppia frizione: una prima assoluta per i modelli Dacia. Dacia ha lavorato anche sugli interni: arrivano nuovi rivestimenti, supporto lombare regolabile per il sedile conducente e cerchi in lega neri per la linea Extreme. Gli allestimenti Journey ed Extreme possono ora essere associati anche alle versioni ibride. Da segnalare anche l’introduzione del cruise control adattivo di serie sulla Journey, ora disponibile anche per Duster.
Dacia Duster Soul of Dakar
In occasione della 47ª edizione del Rally Dakar, che si terrà dal 3 al 17 gennaio 2025 in Arabia Saudita, Dacia celebra la sua partecipazione con il concept Sandrider e una spettacolare one-off: la Dacia Duster Soul of Dakar. Questo modello unico incarna lo spirito della gara più iconica del mondo e mette in mostra la versatilità del brand attraverso una personalizzazione esclusiva. La livrea della Duster Soul of Dakar, curata dal centro stile Dacia, si ispira ai colori e allo stile del concept Sandrider, con un’estetica pensata per trasmettere avventura e resistenza. A completare l’assetto esterno ci sono numerosi accessori della gamma InNature, tra cui un portapacchi con barre riposizionabili, un baule portaoggetti impermeabile, una pala e un borsone morbido resistente alle intemperie, perfetti per affrontare ogni tipo di terreno.
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All’interno, il modello è equipaggiato con la gamma accessori YouClip, che comprende punti luce aggiuntivi, ganci appendi borse, supporti per smartphone, tablet e bicchieri. Questa configurazione assicura funzionalità e comodità anche nelle situazioni più estreme. Sotto il cofano, la Duster Soul of Dakar monta un sistema ibrido che combina un motore tre cilindri 1.2 turbo con un modulo a 48V e una batteria da 0,8 kWh. La trazione integrale 4×4, gestita tramite un rotore centrale, offre modalità di guida specifiche per Neve, Fango/Sabbia e Off Road, con l’opzione “Lock” per bloccare la ripartizione 50-50 tra asse anteriore e posteriore. Questo esemplare rimarrà un pezzo unico, non destinato alla produzione in serie.
Dacia Duster: dimensioni
Dacia Duster Dimensioni: la nuova Dacia Duster, un po’ in controtendenza con la prassi, non aumenta le dimensioni generali con il cambio di generazione. Anzi, perde qualcosa qua e là, ma è roba da poco. L’auto è lunga 4,34 metri, alta 1,65, larga 1,81 e ha un passo di 2,66 metri. L’auto, però, nasce sulla piattaforma Renault CMF-B (come la Sandero e la Jogger) e questo rappresenta un grande passo avanti, anche per i powertrain adottati. Questo, secondo quanto dichiarato dalla Casa, ha permesso di guadagnare centimetri all’interno dell’abitacolo. In effetti, per quanto sia leggermente più bassa e abbia un’altezza da terra leggermente maggiore (si passa da 20,9 cm a 21,7 cm), l’auto regala qualcosa in più rispetto al passato sia agli occupanti sia ai bagagli. Dacia Duster bagagliaio: il vano di carico del Suv rumeno assicura una volumetria di 472 litri (prima erano 445).
Dimensioni
Lunghezza
4.34 metri
Larghezza
1.81 metri
Altezza
1.65 metri
Passo
2.67 metri
Dacia Duster: interni
Anche dentro la nuova Dacia Duster compie un notevole salto in avanti in termini di design e qualità dei materiali. L’auto, soprattutto considerando dimensioni e categoria, presenta ora una plancia completamente ridisegnata, con tunnel centrale inclinato verso il conducente. Dal posto di guida si apprezza anche la presenza di un nuovo cluster digitale dedicato alla strumentazione (ma sulla versione base resterà analogica).
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Arrivano poi un nuovo volante con corona appiattita nella parte superiore e in quella inferiore, e bocchette dell’aria ridisegnate anch’esse con fregio a Y orizzontale (sta diventando quasi un marchio di fabbrica per il brand rumeno). A livello di infotainment la nuova Dacia Duster 2024 sceglie un touchscreen da 10”1 con il particolare sistema YouClip che consente di fissare in posizione visibile e facilmente raggiungibile il proprio smartphone.
Dacia Duster: esterni
La nuova Dacia Duster, in generale, ha un aspetto più muscoloso e massiccio. Buona parte del frontale è occupata dal paraurti con grossa presa d’aria dotata di un’evidente cornice di plastica che incorpora anche lo scivolo estrattore e i fendinebbia. Nella vista anteriore cambia anche la parte superiore, che in un unico elemento incorpora il badge (al centro) la griglia e i fari a forma di Y orizzontale.
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Tra le novità della terza generazione ci sono anche parafanghi dalla forma trapezoidale e la portiera posteriore con maniglia nascosta nel montante. Dietro l’elemento di maggiore novità è rappresentato dai gruppi ottici, che rinunciano alla classica forma rettangolare delle prime due generazioni e assumono una sagoma più triangolare.
Dacia Duster: motori
Due sono le novità più rilevanti riguardo alle motorizzazioni. Per prima cosa, la nuova Dacia Duster rinuncia alle motorizzazioni a gasolio. Inoltre – ed è sempre un esordio – la nuova Dacia Duster si presenta sul mercato con vari gradi di elettrificazione.
Si parte con la 1.2 3 cilindri mild hybrid con sistema a 48 volt che sviluppa da 130 CV. Questa variante è offerta sia a trazione anteriore sia a trazione integrale, ma solo con cambio manuale a 6 marce. Oltre a questo, sulla nuova Duster è disponibile un full hybrid con 1.6 benzina da 94 CV affiancato da un motore elettrico e da una seconda unità che funge da generatore.
L’auto ha una batteria da 1,2 kWh e un cambio automatico. Grande classico per il modello resta la variante a GPL che, grazie a due serbatoi da 50 litri (uno per la benzina uno per il gas petrolio liquido) può percorrere fino a 1.300 km senza che ci si debba fermare a fare rifornimento.
Dacia Duster: consumi
La variante a GPL della Duster dichiara una media di consumo di 8 l/100 km, mentre il benzina TCe da 130 CV si accontenta di 5,5 l/100 km. Più parsimonioso il full-hybrid che registra un dichiarato di 5 l/100 km.
Dacia Duster: configuratore
La Dacia Duster viene offerta a listino in quattro allestimenti differenti.
Essential
Expression
Journey
Extreme
Essential: l’allestimento entry level offre di serie copriruota da 16″, volante in pelle TEP, sellerie Access/Essential, radio Dacia Plug & Music, senza medianav: solo su alcuni lotti in stock, cruise control, alzacristalli elettrici anteriori, climatizzatore manuale, volante regolabile in altezza e profondita’, panchetta frazionabile 2/3-1/3, gas climatizzatore, pneumatici standard, airbag frontale, hill start assist + ESP, radar parking posteriore, fari Fendinebbia, kit riparazione pneumatici.
Expression: rispetto all’allestimento Essential, Expression comprende di serie design cerchi in lega da 16” Oraga, cerchi in lega da 16”, retrovisore esterno Dark Metal, volante in pelle TEP, sellerie Comfort, media Display 8” con radio DAB e e smartphone replication via cavo USB, senza medianav: solo su alcuni lotti in stock, cruise control, alzacristalli elettrici posteriori, climatizzatore manuale, volante regolabile in altezza e profondita’, sedile conducente regolabile in altezza, panchetta frazionabile 2/3-1/3, gas climatizzatore, airbag frontale, radar parking posteriore, fari Fendinebbia, kit riparazione pneumatici.
Journey: comprende cerchi in lega da 17”, protezioni sottoscocca ant+post Dark Metal, vetri posteriori e lunotto scuri, volante in pelle TEP, sellerie Prestige, mediaNav 8” con navigatore, radio DAB, e smartphone replication via cavo, cartografia Centro-Ovest Europa, cartografia Europa ovest con aggiornamento gratuito per 3 anni, retrovisori grigio megalite, cruise control, consolle centrale con bracciolo scorrevole e portaoggetti, regolazione lombare del sedile conducente, alzacristalli elettrici posteriori, climatizzatore automatico, volante regolabile in altezza e profondita’, panchetta frazionabile 2/3-1/3, gas climatizzatore, retrovisori elettrici, airbag frontale, retrocamera di parcheggio, radar parking posteriore, fari Fendinebbia, kit riparazione pneumatici.
Extreme: include nell’equipaggiamento design cerchi in lega da 17” Full Black, cerchi in lega da 17”, protezioni sottoscocca ant+post Dark Metal, vetri posteriori e lunotto scuri, volante in pelle TEP, Retrovisori in color rame, Selleria Extreme, mediaNav 8” con navigatore, radio DAB, e smartphone replication via cavo, cartografia Centro-Ovest Europa, cartografia Europa ovest con aggiornamento gratuito per 3 anni, cruise control, consolle centrale con bracciolo scorrevole e portaoggetti, opzione gratuita abbinata a consolle centrale, regolazione lombare del sedile conducente, alzacristalli elettrici posteriori, climatizzatore automatico, volante regolabile in altezza e profondita’, keyless entry, panchetta frazionabile 2/3-1/3, gas climatizzatore, retrovisori elettrici, airbag frontale, multiview camera, radar parking posteriore, fari Fendinebbia, kit riparazione pneumatici.
Dacia Duster: prova su strada
Dacia Duster GPL (nuova generazione)
La nuova Dacia Duster ha praticamente le stesse dimensioni della precedente, ma quando ci si siede al volante, così come guardandola da fuori, di primo acchito sembra un’auto completamente diversa, più grande e più imponente. Merito dello stile monolitico e orizzontale della plancia e, soprattutto, del muscoloso cofano che si vede estendersi oltre il parabrezza, a cui si aggiunge il netto balzo avanti nelle dotazioni tecnologiche, dai display digitai alla presenza di un pacchetto di ADAS che ormai equivale a quello dei modelli Renault. Alla guida, però, restituisce ancora parte delle sensazioni familiari a chi ha provato o posseduto le generazioni precedenti. Leggera e a suo modo maneggevole, nella versione a benzina/Gpl con motore 1.0 turbo da 101 CV che abbiamo provato è più agile che brillante, non eccelle in ripresa ma in compenso assicura percorrenze davvero lunghe da un rifornimento all’altro: il serbatoio di gas da oltre 50 litri consente infatti più di 700 km dia autonomia a cui va aggiunta la percorrenza a benzina prossima ai 600 km, il tutto con prestazioni decorose.
Quanto al comfort, è uno degli aspetti in cui la Duster può ancora migliorare. Anche chi è abituato ai motori Diesel sulle vecchie generazioni non troverà questo piccolo turbobenzina tanto più silenzioso. Sterzo e cambio sono maneggevoli quanto basta, la servoassistenza elettrica al volante si conferma piuttosto ben calibrata, i freni adeguati ai compiti di un’auto che si presta bene al carico, specie ora che il vano bagagli è più curato e finalmente ha anche un pratico doppio fondo. Apprezzabili anche la presenza, sugli allestimenti più ricchi, di radar e telecamere per l’assistenza alle manovre in retromarcia, che viste le forme più spigolose e ingombranti aggiungono sicurezza sebbene, come già detto, in realtà la nuova Duster sia grande esattamente quanto quella vecchia.
Duster Diesel (vecchia generazione)
Nonostante in questo momento pare che i motori diesel siano ormai destinati ad un triste declino, in Dacia continuano a proporre questa alimentazione per la loro Duster. E a ben vedere, aggiungeremmo noi. Abbiamo infatti avuto modo di metterla alla prova e, come da pronostico, il 1.5 a gasolio ha regalato percorrenze medie da record, unite ad una buona dinamica di guida. Partiamo allora proprio dal cuore della rinnovata Duster. Il quattro cilindri diesel non è un mostro di potenza, ma grazie ai 260 Nm di coppia, si ha sempre spinta a sufficienza per muoversi con disinvoltura senza dover ricorrere eccessivamente all’uso del cambio, un manuale a sei rapporti sempre preciso nei passaggi da un rapporto all’altro. In abbinamento alla trazione anteriore la Duster si trova a suo agio anche tra le curve, dove il peso contenuto della vettura aiuta l’assetto a non andare in crisi nemmeno nei trasferimenti di carico più bruschi. Occhio però, perché il Suv Dacia resta comunque votato al comfort e la tendenza al rollio, complici anche gli oltre 20 cm di altezza dal suolo, portano ad un rollio piuttosto accentuato.
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Ma dove la Duster a gasolio eccelle è nei consumi. Nel corso del nostro test, impegnando la vettura in quasi mille km di percorso tra autostrade, extraurbane e diversi tratti in città, abbiamo registrato una percorrenza media di ben 18 km/l. Un risultato ottimo, che rende la Duster una valida alternativa per tutti coloro che cercano una vettura concreta, pratica nel quotidiano, ma anche in grado di macinare chilometri senza battere ciglio e soprattutto, assicurando costi di gestione estremamente contenuti.
Duster GPL (vecchia generazione)
In un mercato sempre più dominato da vetture elettriche o elettrificate esistono ancora soluzioni alternative per contenere i consumi? La risposta è sì e la Dacia Duster a GPL ne è la dimostrazione. Spinta da un propulsore di 1 litro a tre cilindri sovralimentato tramite un turbo compressore è in grado di sviluppare una potenza massima di 100 CV. Due serbatoi a bordo, 50 l per quello della benzina e 48,8 l per quello del GPL. Insieme sono in grado di assicurare un’autonomia complessiva che raggiunge senza problemi i 1000 km. Il piccolo tre cilindri ha un buon carattere e grazie alla presenza del turbo assicura una buona spinta fin dei bassi regimi permettendo così di muoversi con disinvoltura anche tra i semafori delle nostre città.
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Vincente l’accoppiata con il cambio manuale a sei rapporti, sempre molto fluido e preciso negli inserimenti, mentre la rapportatura lunga delle ultime due marce permette di tenere bassi i giri del motore e contenere così i consumi. La dinamica di guida si conferma quella di sempre: la Duster ha un assetto tendenzialmente votato al comfort, riuscendo a filtrare le asperità del manto stradale senza difficoltà pur non cedendo troppo il fianco a rollio e beccheggio e rimanendo così sempre stabile anche nei cambi di direzione più repentini. L’unica nota negativa è rappresentata da una rumorosità piuttosto marcata dovuta in modo particolare all’aerodinamica del veicolo che genera inevitabilmente diversi fruscii.
Dacia Duster: perché comprarla
Prezzo: considerando i tratti quasi fuoristradistici e la dotazione di serie, il listino della Duster ha pochi rivali sul mercato.
Praticità: abitacolo e bagagliaio offrono spazio a sufficienza per passeggeri e bagagli.
Qualità: con la seconda generazione il livello di qualità percepita della Duster è cresciuto molto.
Dacia Duster: prezzo
Di seguito il listino prezzi della Dacia Duster con l’allestimento entry level di ogni motorizzazione aggiornato ad settembre 2025:
Dacia fa il suo esordio nel Segmento C con la nuova Bigster. Un modello che nasce sulla medesima piattaforma della Duster, rispetto alla quale, però, eredita unicamente l’influenza stilistica. Il nuovo Suv del brand rumeno è infatti più grande, più curato e più tecnologico, anche e soprattutto grazie ad una gamma motori inedita, che porta al debutto interessanti novità.
Di seguito ecco la scheda tecnica della Dacia Bigster:
Dacia compie un passo audace verso l’innovazione, presentando l’Hybrid-G 150 4×4, una motorizzazione inedita che segna una svolta nel panorama automobilistico europeo. È la prima volta che un costruttore riesce a combinare, in un’unica soluzione, tre tecnologie: mild hybrid a 48 volt, alimentazione bivalente benzina/GPL e trazione integrale elettrificata.
Arriverà nell concessionarie entro la fine del 2025 su Dacia Bigster, affiancandosi alle motorizzazioni già in gamma. I prezzi ufficiali non sono ancora stati comunicati, ma si annuncia una proposta altamente competitiva per il mercato europeo.
Cuore del nuovo powertrain è un motore 1.2 turbo tre cilindri a ciclo Miller, con tecnologia mild hybrid a 48V, rivisitato per offrire 140 CV e 230 Nm di coppia. A questo si affianca un motore elettrico posteriore da 31 CV (87 Nm), per una potenza combinata di 154CV. L’alimentazione GPL è garantita dalla versione Hybrid-G 150 4×4, con due serbatoi da 50 litri che assicurano un’autonomia complessiva di fino a 1.500 km (ciclo WLTP).
Una delle innovazioni più sorprendenti è il cambio a due rapporti dedicato al motore posteriore, una soluzione inedita nel settore. La prima marcia è ottimizzata per il fuoristrada, mentre la seconda permette di raggiungere fino a 140 km/hcon piena motricità. In autostrada, il sistema è in grado di disaccoppiare l’asse posteriore per ridurre consumi ed emissioni.
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Secondo i dati dichiarati da Dacia, i consumi oscillano tra 5,5 e 5,6 l/100 km a benzina e 7,1-7,2 l/100 km a GPL, con emissioni comprese tra 124 e 126 g/km (benzina) e 116-118 g/km (GPL). La Casa sottolinea un risparmio del 30% nei costi di gestione rispetto al precedente Mild Hybrid 130 4×4, a parità di utilizzo. La batteria agli ioni di litio da 0,84 kWh, ricaricabile in frenata e decelerazione, consente di viaggiare in modalità completamente elettrica fino al 60% del tempo in ambito urbano, contribuendo a ridurre le emissioni e i costi operativi.
Il nuovo sistema 4×4 introduce anche un selettore con sei modalità di guida: Auto, Eco, Snow, Mud/Sand, Lock e Hill Descent Control, per affrontare ogni tipo di terreno. Tra le novità più attese c’è anche l’arrivo dei paddle al volante per gestire il cambio automatico a doppia frizione: una prima assoluta per i modelli Dacia.
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Dacia ha lavorato anche sugli interni: arrivano nuovi rivestimenti, supporto lombare regolabile per il sedile conducente e cerchi in lega neri per la linea Extreme. Gli allestimenti Journey ed Extreme possono ora essere associati anche alle versioni ibride. Da segnalare anche l’introduzione del cruise control adattivo di serie sulla Journey, ora disponibile anche per Duster.
Dacia Bigster: dimensioni
Dacia Bigster segna l’ingresso del marchio rumeno in un nuovo segmento di mercato. La piattaforma è la CMF-B, la medesima sulla quale nascono diversi modelli elettrificati di casa Renault, come Clio e Captur. La lunghezza della Bigster si attesta sui 4,57 metri per un passo di 2,70 metri, che assicura spazio in abbondanza a bordo. Per chi viaggia sulla seconda fila ci sono ben 25 cm di spazio per le gambe. Come di spazio in abbondanza si trova anche nel vano di carico da 667 litri grazie al generoso sbalzo posteriore.
Lunghezza
4,57 metri
Larghezza
1,81 metri
Altezza
1,71 metri
Passo
2,70 metri
Dacia Bigster: esterni
Stando alla filosofia del brand, la Bigster si presenta al mondo con linee semplici ma robuste, con una griglia anteriore a scacchi, muscolosi passaruota e finiture che corrono tutt’intorno alla carrozzeria in polipropilene riciclato al 20%. In generale, lo stile degli esterni ricalca in maniera piuttosto fedele quello della più piccola Duster, con qualche piccola differenza soprattutto nella parte anteriore, dove è stato rivisto il disegno del paraurti e delle prese d’aria.
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Anche i lati della vettura presentano una forte personalità, con passaruota pronunciati, linee spigolose e grandi cerchi in lega da 17 o 18 pollici in funzione dell’allestimento, che donano all’insieme un tocco molto ricercato. Interessante la presenza delle barre sul tetto ereditate dalla Jogger che girando su se stesse permettono di caricare oggetti sul tetto senza dover installare il portapacchi.
Dacia Bigster: interni
Anche negli interni la Bigster ricalca in maniera molto fedele i contenuti e il design della Duster. All’interno dell’abitacolo i protagonisti tecnologici sono il quadro strumenti da 10,1 pollici che è anche in grado di riprodurre le mappe del telefono collegato alla vettura tramite Apple CarPlay e Android Auto, mentre al centro spicca la presenza dello schermo da 10 pollici del sistema di infotainment.
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Ma le similitudini con la Duster si fermano qui. Dove la Bigster si differenzia davvero è nella qualità percepita a bordo, che si posiziona un gradino sopra la sorella minore. Merito soprattutto di un più attento lavoro svolto dai tecnici dacia sul fronte dell’insonorizzazione.
Dacia Bigster: motori
Sono quattro le motorizzazioni tra le quali è possibile scegliere. Partiamo con l’iunità più elettrificata, ovvero un full-hybrid che rappresenta un’evoluzione del sistema Renault già in uso su diversi modelli (Duster compresa) che ora può contare su un motore a benzina quattro cilindri aspirato di 1,8 litri e su due motori elettrici per una potenza di sistema di 155 CV e la possibilità di muoversi in elettrico per qualche chilometro.
In alternativa troviamo a listino il ben noto 1.2 a tre cilindri turbocompresso a benzina con sistema mild-hybrid da 48V che se abbinato alla trazione anteriore sviluppa 140 CV, mentre se abbinato a quella integrale si ferma a 130 CV. Interessante poi la possibilità di scegliere questa unità anche con doppia alimentazione benzina-GPL sempre da 140 CV e solo a trazione anteriore.
Dacia Bigster: consumi
La Dacia Bigster, in generale, consuma tra 4,6 e 6,1 litri di carburante ogni 100 km nel ciclo misto. In particolare, la versione mild hybrid 140 consuma circa 5,6 litri/100 km. La versione full hybrid 155, invece, consuma ufficialmente 4,6 litri/100 km. La versione hybrid G-140 inoltre, grazie ai due serbatoi, uno da 50 litri per benzina e uno da 50 litri per GPL, offre fino a 1.450 km di autonomia dichiarata.
Dacia Bigster: allestimenti
La Dacia Bigster viene proposta in abbinamento a quattro allestimenti:
Essential
Expression
Extreme
Journey
Essential: cerchi in lega da 17’’, barre da tetto fisse, Media Display con display centrale touch da 10,1’’, quadro strumenti digitale da 7’’, climatizzazione manuale, sensori e parking camera e alzacristalli anteriori e posteriori elettrici.
Expression: climatizzatore automatico bi-zona, freno di stazionamento elettrico, sensore pioggia, retrovisori ripiegabili automaticamente e sedile posteriore frazionabile 40/20/40 con funzione Easy Fold.
Extreme: con tetto panoramico apribile, barre modulari sul tetto, controllo della discesa, tappetini in gomma e sistema YouClip 3 in 1.
Journey: verniciatura bicolore (tetto nero opzionale), portellone posteriore ad azionamento elettrico e sedile di guida a regolazione parzialmente elettrica.
Dacia Bigster: perché comprarla
Immagine: grazie al suo stile muscoloso, l’estetica della Bigster trasmette un senso di efficienza e sicurezza.
Versatile: molto probabile la disponibilità di una variante a trazione integrale per muoversi su tutti i terreni.
Prezzi: nonostante la tecnologia e gli equipaggiamenti aggiornati, il listino si apre da meno di 25.000 euro.
Dacia Bigster: prezzi
Di seguito i prezzi della Dacia Bigster aggiornati a settembre 2025:
Per quanto il mercato sia in evoluzione, tra i segmenti più affollati c’è ancora quel “B” popolato da vetture con una lunghezza intorno ai 4 metri. In questo panorama, la Hyundai i20 vuole giocare un ruolo di primo piano, puntando tutto su una qualità lontana anni luce dai precedenti modelli coreani importati in Europa, e su uno stile gradevole e senza tempo. Con l’ultima generazione, poi, crescono i contenuti e il listino si è ampliato per includere varianti benzina, mild-hybrid e GPL.
Hyundai arricchisce la gamma della i20 con l’arrivo di un allestimento in tiratura limitata di soli 500 esemplari per celebrare i 10 anni del marchio N in Italia, la N Line Carbon. La Hyundai i20 N Line Carbon parte dalla base già sportiva dell’allestimento N Line. Su questa versione troviamo quindi i cerchi in lega da 17 pollici, paraurti dedicati, doppio terminale cromato, interni sportivi e una serie di dettagli esclusivi quali calotte degli specchietti, elementi dei paraurti, minigonne laterali e antenna a pinna di squalo che adottano un rivestimento effetto carbonio. Si potranno scegliere le tinte metallizzate Lumen Gray, Vibrant Blue e Dragon Red, tutte abbinate al tetto nero a contrasto. Per quanto riguarda gli interni invece, l’abitacolo riprende il filo sportivo con finiture in rosso a contrasto, volante in pelle traforata con inserto dedicato, sedili sportivi esclusivi e pomello del cambio in pelle.
Hyundai i20: prezzo, dimensioni e prova su strada 18
Hyundai i20: prezzo, dimensioni e prova su strada 15
Hyundai i20: prezzo, dimensioni e prova su strada 16
Hyundai i20: prezzo, dimensioni e prova su strada 17
La pedaliera in metallo, le maniglie interne dark metal e le luci ambiente LED sono abbinate ai tappetini N Line con bordature rosse. Dal punto di vista tecnologico e dell’infotainment, la i20 N Line Carbon ha di serie il climatizzatore automatico, il quadro digitale da 10,25 pollici e il sistema multimediale con schermo da 10,25 pollici comprensivo di navigazione, retrocamera e compatibilità Apple CarPlay e Android Auto, aggiornamenti OTA e connettività Bluelink. Per questa edizione speciale non sono state apportate modifiche al motore, che viene offerta solo con motore 1.0 T-GDI da 100 CV con cambio manuale a 6 rapporti o cambio automatico DCT a 7 rapporti con paddle al volante. Infine, sul fronte della sicurezza, troviamo un pacchetto completo di ADAS, tra cui Forward Collision-Avoidance Assist e Lane Following Assist. L’edizione speciale verrà venduta con un prezzo di listino a partire da 25.990 euro.
Restyling MY2024
La Hyundai i20 si rinnova con un restyling che apporta miglioramenti significativi soprattutto in termini di tecnologia e sicurezza. La compatta coreana presenta poche novità dal punto di vista stilistico, focalizzandosi invece sul potenziamento delle dotazioni e delle opzioni di personalizzazione. La gamma motori conferma la presenza del motore 1.0 T-GDI mild hybrid da 100 e 120 CV, disponibile sia con cambio automatico doppia frizione 7Dct che con cambio manuale iMT. Al momento, non sono state fornite informazioni riguardo al futuro del motore 1.2 aspirato montato sulla versione base e del potente 1.6 T-GDI della i20 N. La i20 si presenta con un look più sportivo, caratterizzato da paraurti ridisegnati che accentuano il suo stile dinamico. I nuovi cerchi in lega da 16 e 17 pollici contribuiscono ulteriormente a enfatizzare l’aspetto sportivo.
All’interno, la plancia mantiene la stessa configurazione, ma dal punto di vista tecnologico, la i20 si aggiorna introducendo la connettività 4G con eCall di seconda generazione e gli aggiornamenti over-the-air delle mappe di navigazione. La strumentazione di serie è analogica con un display da 4,2 pollici, ma è possibile richiedere un quadro strumenti digitale da 10,25 pollici che si affianca al touch screen dell’infotainment BlueLink, anch’esso con dimensioni di 10,25 pollici. Tra gli optional, sono disponibili l’illuminazione interna a LED e l’impianto audio Bose. La sicurezza è stata potenziata nella i20 aggiornata grazie all’implementazione del pacchetto di sistemi di assistenza alla guida Hyundai Smart Sense. Il Forward Collision-Avoidance Assist è stato evoluto per riconoscere anche i ciclisti e è stato integrato il Lane Following Assist. Inoltre, sono disponibili su richiesta il Rear Cross-traffic Collision Assist, il Blind-spot Collision-avoidance Assist e lo Smart Cruise Control, che utilizza le mappe di navigazione per regolare automaticamente la velocità di crociera. Questi aggiornamenti contribuiscono a rendere la i20 ancora più sicura e affidabile sulla strada
i20 N Line
A poca distanza dal lancio del restyling, la famiglia della Hyundai i20 accoglie a listino l’allestimento N Line. Questo, dal punto di vista estetico, trae profonda ispirazione dalla i20 N Performance da 204 CV e si caratterizza per il paraurti anteriore dotato di prese d’aria di maggiori dimensioni, i cerchi in lega da 17 pollici dal disegno specifico e il paraurti posteriore dal disegno più aggressivo.
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Novità anche all’interno dell’abitacolo, dove trovano posto nuovi sedili più sportivi e contenitivi, volante e pomello del cambio in pelle traforata e pedaliera in alluminio. Sul fronte motori mancano al momento informazioni dettagliate.
Hyundai i20: dimensioni
Alla voce “dimensioni” la Hyundai i20 può contare su misure ideali per muoversi in città. La lunghezza, infatti, è di poco superiore ai 4 metri, mentre larghezza ed altezza misurano 177 e 145 centimetri. Ottima la capacità del bagagliaio, pari a 352 litri, che diventano 1.165 litri con il divanetto posteriore ribaltato.
Dimensioni
Lunghezza
4.040 mm (4.075 mm per N Line)
Larghezza
1.775 mm
Altezza
1.450 mm
Passo
2.580 mm
Hyundai i20: esterni
L’ultima generazione di Hyundai i20 ha un aspetto decisamente accattivante e moderno, che stacca con decisione dalle linee della serie precedente. Il frontale è dominato dalla grande mascherina esagonale dal disegno a nido d’ape, i fari sono piuttosto sottili e spigolosi e posti alle estremità. Nella parte bassa del paraurti, invece, spiccano le nuove prese d’aria triangolari che inglobano i fendinebbia.
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Nella vista laterale spiccano i cerchi in lega disponibili da 16 oppure 17 pollici. Il tema delle linee tese e spigolose è naturalmente ripetuto anche al posteriore, sottolineato soprattutto dai gruppi ottici LED che richiamano una zeta e resi particolari dalla fascia luminosa che li unisce.
Hyundai i20: interni
Tecnologici e moderni gli interni della nuova i20, in cui la plancia è caratterizzata da linee tese che disegnano una plancia su più livelli, inglobando anche le bocchette dell’aria. I comandi della climatizzazione si trovano al centro in basso. Tutti i materiali utilizzati sono di buona qualità. Al centro della plancia spicca il grande schermo del sistema infotainmentda 8″ o 10,25″, con connettività Apple CarPlay e Android Auto.
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Per l’allestimento più ricco Bose è previsto anche il navigatore satellitare. Davanti al guidatore il cluster digitale da 10,25″ con tutte le informazioni anche personalizzabili. Piuttosto completa per la categoria la dotazione di sistemi di assistenza alla guida con anti collisione frontale, abbaglianti automatici, mantenimento corsia, riconoscimento limiti velocità, rilevamento stanchezza conducente.
Hyundai i20: motori
Per l’ultima generazione di Hyundai i20 la Casa punta tutto sui motori a benzina, che possono poi essere accompagnati da impianti mild-hybrid o GPL. Alla base dell’offerta troviamo un benzina quattro cilindri da 1,2 litri da 84 CV.
Ma per chi cercasse più potenza è disponibile anche un efficiente 1,0 litri 3 cilindri, declinato in una versione da 100 CV e in due varianti mild-hybrid con impianto a 48 V, da 100 CV e da 120 CV. Queste ultime due possono essere anche abbinate al cambio automatico. Infine, il Hyundai propone la i20 anche con alimentazione GPL, dotata di un 1,2 litri 4 cilindri da 82 CV.
Hyundai i20: consumi
La Hyundai i20 non ha consumi eccessivi, sia per la motorizzazione aspirata e sia per i mild-hybrid. L’1,2 litri da 84 CV su ciclo combinato WLTP dichiara 5,2-5,6 litri per 100 chilometri. I propulsori mild-hybrid promettono percorrenze nell’ordine dei 5,0-5,6 litri ogni 100 km, anche nel caso del motore da on 120 CV. Molto efficiente anche la variante a GPL, i cui consumi si attestano intorno ai 5,1-5,6 litri di benzina e 6,6-6,9 litri di GPL ogni 100 km.
Hyundai i20: prova su strada
i20 N Performance
Per i suoi clienti più sportivi, Hyundai ha messo a punto la versione N anche della sua piccola i20. Secondo modello appartenente alla divisione sportiva del marchio coreano, la i20 N si inserisce in una fetta di mercato, quello delle Segmento B ad alte prestazioni, lasciato ormai orfano da molti costruttori e lo fa in un modo tutto suo. Niente elettrificazione e niente downsizing. Sotto il cofano della Hyundai i20N scalpita un tradizionale propulsore a benzina a quattro cilindri di 1,6 litri sovralimentato tramite un turbocompressore, capace di sviluppare una potenza massima di 204 CV, per una coppia di 275 Nm. L’unità è poi abbinata di serie ad un cambio rigorosamente manuale a sei marce e ad un differenziale autobloccante meccanico.
Tutto questo, si traduce una volta su strada in una dinamica di guida che sa molto di “vecchia scuola”. Nonostante la tanta elettronica presente a bordo, che permette di variare il funzionamento di diversi parametri della vettura come sterzo, intervento dell’Esp e risposta del motore giusto per fare un esempio, al volante la sensazione è molto Analogica. Il merito va sicuramente al motore: il piccolo 1.6 ha carattere da vendere. Spinge con decisione fin dai bassi regimi, ma è quando si superano i 4.000 giri che arriva la “schiena” vera. Ottima poi l’accoppiata con il cambio manuale, che è dotato di sistema di doppietta automatica in scalata, che porta i giri motore al regime ottimale quando si scala. Tanto coinvolgente poi anche l’assetto, che pur non essendo estremo come quello della sorella maggiore i30 N, riesce comunque a garantire una precisione notevole. In inserimento si apprezza la tendenza appena accennata del posteriore ad allargare la traiettoria, mentre in uscita il lavoro del differenziale autobloccante aiuta a scaricare a terra tutta la potenza di cui è capace il quattro cilindri. Nonostante le prestazioni da vera sportiva, la piccola i20 N non risulta mai eccessivamente assetata di benzina. Nel corso del nostro test siamo riusciti a registrare una media di circa 12 km/l. A tutte queste caratteristiche tecniche, ovviamente, la piccola tutto pepe di Hyundai abbina un’estetica dedicata, fatta di spoiler, minigonne, cerchi da 18″ e sedili a guscio. Il tutto per un prezzo di partenza di 28.550 euro.
Hyundai i20: allestimenti
Per la Hyundai i20 sono disponibili quattro allestimenti:
Techline: rappresenta la base della lineup, attenta alla praticità, all’economia di esercizio ed alle dotazioni hi-tech
Connectline: versione della gamma che mette in risalto la tecnologia e la connettività.
Prime: versione che offre un’offerta di dotazioni più ricche rispetto all’allestimento base, inclusi sistemi di infotainment avanzati, sensori di parcheggio e illuminazione ambientale interna
N Line: l’allestimento top di gamma, dallo stile sportiveggiante.
Techline: include di serie Cerchi in lega da 16”; Luci diurne e luci di posizione a Led; Climatizzatore; Rivestimento in pelle per il volante ed il pomello della leva del cambio; Sensori di parcheggio posteriori con videocamera; Modulo infotainment “Multimedia System” con schermo touch da 8”, connettività Bluetooth con riconoscimento vocale ed interfaccia wireless con i sistemi Apple CarPlay ed Android Auto; Cruise Control.
Connectline: include di serie Cerchi in lega da 16” con pneumatici 195/55 R16, Luci diurne e di posizione a LED, Cluster Supervision da 10.25″, Multimedia System con Touchscreen da 8” e connettività wireless Apple CarPlay/Android Auto, Altoparlanti anteriori e posteriori, Bluetooth con riconoscimento vocale, Comandi audio al volante, Retrocamera, USB per la ricarica, Climatizzatore manuale, Cruise control, ABS, TPMS, HAC, 6 airbag, Rear Sear Alert, Sistema di avviso ripartenza, Sistema di assistenza anti-collisione frontale per veicoli pedoni e ciclisti, Sistema di gestione automatica dei fari abbaglianti, Sistema di mantenimento attivo della corsia, Sistema di riconoscimento limiti velocità, Sistema di rilevamento della stanchezza del conducente, Sensore crepuscolare, Sensori di parcheggio posteriori, Antifurto con radiocomando a distanza e Immobilizer, Kit gonfiaggio pneumatici, Indicatori di direzione integrati negli specchietti, Specchietti retrovisori regolabili e riscaldabili elettricamente, Alzacristalli elettrici anteriori e posteriori, Sedile guidatore regolabile in altezza, Sedile posteriore abbattibile con modulo 60:40, Sedili rivestiti in tessuto, Volante e pomello del cambio rivestiti in pelle, Volante regolabile in altezza e profondità.
Prime: Aggiunge Cerchi in lega da 17” con pneumatici 215/45 R17, Specchietti retrovisori ripiegabili elettricamente, Linea di cintura cromata, Vetri posteriori oscurati, Fari anteriori e posteriori Full LED, Interni premium, Multi color ambient light, Climatizzatore automatico, Sensore pioggia, Bracciolo anteriore scorrevole, Sensore di parcheggio anteriori, Smart cruise control (SCC), USB per la ricarica posteriore, Caricatore wireless per smartphone
N Line: aggiunge Cerchi in lega con design dedicato N Line da 17” con pneumatici 215/45 R17, Design sportivo N Line, Luci posteriori a Led, Bracciolo anteriore scorrevole, Interni N Line con cuciture rosse, Paddle al volante, Pedaliera con rifiniture in metallo, Volante sportivo a tre razze e pomello del cambio rivestiti in pelle.
Hyundai i20: perché comprarla
Qualità: rispetto alle generazioni precedenti, la nuova i20 ha compiuto un passo avanti notevole sul fronte della qualità. Soprattutto negli interni.
Motori: la gamma motori non è delle più ampie oggi disponibili, tuttavia tutte le unità a listino spiccano per la loro efficienza.
Prezzi: il rapporto qualità/prezzo della piccola coreana è ottimo. Un buon valore aggiunto questo.
Hyundai i20: prezzi
Di seguito i prezzi della Hyundai i20 aggiornati a settembre 2025:
Skoda si appresta a rinnovare la gamma SUV con l’arrivo di un paio di nuovi modelli che si affiancheranno, almeno in un primo periodo, ai già noti Kamiq, Karoq e Kodiaq. Tra questi c’è anche il baby-SUV Epiq, che sarà elettrico e che arriverà nel 2026.
L’auto, per ora mostrata solo sotto forma di concept, nascerà sulla piattaforma MEB e dovrebbe essere venduta a un prezzo intorno ai 25.000euro. Insomma, la Epiq sarà l’auto elettrica low-cost che sarà affiancata da modelli equivalenti a marchio Volkswagen (ID.2) e Cupra.
Gli ingombri precisi della Skoda Epiq non sono ancora stati dichiarati, ma si sa che l’auto sarà lunga 4,10 metri e che avrà un passo di 2,6 metri per offrire spazio in abbondanza a cinque passeggeri e mettere a disposizione 475 litri all’interno del bagagliaio. Come una Skoda Fabia, per intenderci. Questo perché Skoda, con questo SUV elettrico, vuole aggredire il Segmento B proponendo un’alternativa a zero emissioni alla Skoda Kamiq, che tocca i 4,24 metri.
Sfruttando una piattaforma nativa elettrica come la MEB, la Skoda Kamiq dovrebbe garantire comunque maggiore spazio rispetto alla Kamiq. Dovrebbe avere un passo più lungo, un cofano anteriore più contenuto e un pavimento piatto che favorisce l’abitabilità posteriore.
Dimensioni
Lunghezza
4,10 metri
Larghezza
n.d.
Altezza
n.d.
Passo
2,6 metri
Skoda Epiq: esterni
Dal punto di vista estetico la Skoda Epiq anticipa il nuovo linguaggio stilistico del brand, chiamato ModernSolid. Sarà utilizzato su tutti i modelli futuri, sia elettrici sia dotati di alimentazione endotermica. Sfrutta una nuova calandra (la forma è ancora inequivocabilmente Skoda), gruppi ottici sdoppiati e linee squadrate ma pulite. Dietro piace la soluzione dei fari sdoppiati a “T”.
Skoda Epiq: prezzo, dimensioni e caratteristiche 7
Skoda Epiq: prezzo, dimensioni e caratteristiche 8
Skoda Epiq: prezzo, dimensioni e caratteristiche 9
Nella vista di profilo si nota il montante anteriore nero, il montante posteriore “a pinna rovesciata” e i passaruota con forma trapezoidale. A sottolineare la naturafuoristradistica dell’auto ci sono le protezioni che circondano la parte inferiore della carrozzeria e gli scivoli (anteriore e posteriore) che sono caratterizzati da una serie di feritoie.
Skoda Epiq: interni
Per quanto riguarda gli interni, l’impostazione generale esalta una certa semplicità. Ma la ricercatezza in molti particolari denota una generale attenzione alla qualità sottolineata dall’alternanza di elementi chiari e scuri e di dettagli in arancione che trasmettono un senso di piacevole movimento.
Skoda Epiq: prezzo, dimensioni e caratteristiche 5
Skoda Epiq: prezzo, dimensioni e caratteristiche 6
Skoda Epiq: prezzo, dimensioni e caratteristiche 4
La plancia, a forte sviluppo orizzontale ospita un piccolo monitor dietro al volante dedicato alla strumentazione e un ben più grande touchscreen centrale da cui si comanda l’infotainment. Il tunnel è alto e ampio ed è dotato di una vaschetta con ricarica wireless.
Skoda Epiq: motori
Nulla è ancora stato dichiarato a livello di motori ma, con ogni probabilità sarà lo stesso della Volkswagen ID. Cross, che prevede un propulsore elettrico sull’asse anteriore da 155 kW (211 CV). Più che sufficienti per un’auto di queste dimensioni. È probabile che l’offerta preveda anche varianti a trazione integrale, che sfrutteranno un secondo motore elettrico posto in prossimità del retrotreno e in grado di trasmettere coppia motrice alle ruote posteriori.
Skoda Epiq: consumi
Non ci sono ancora dati precisi sulla batteria, ma la Casa dichiara un’autonomia di 425 km.
Skoda Epiq: perché allestimenti
Mancando ancora alcuni mesi al lancio, la Casa britannica non ha svelato la gamma allestimenti che metterà a listino. Oltretutto che per un brand come Ineos Automotive, che si concentrerà su una produzione abbastanza esclusiva e contenuta, con tutta probabilità ci sarà la possibilità, come accade per il Grenadier, di avere accesso a un grande numero di personalizzazioni che renderanno ogni esemplare unico o quasi.
Skoda Epiq: perché comprarla
Prezzo: sarà una delle auto elettriche di nuova generazione con un prezzo di partenza al di sotto dei 25.000 euro, soglia psicologica al di sotto della quale tutti i principali costruttori stanno cercando di scendere.
Versatilità: come tutte le Skoda, anche la Epiq rispetterà il principio del Simply Clever, con soluzioni intelligenti per migliorare la qualità della vita a bordo.
Economicità d’esercizio: La Skoda Epiq non sarà solo accessibile al momento dell’acquisto ma dovrebbe garantire costi di gestione molto più contenuti rispetto a un’equivalente auto a benzina.
Skoda Epiq: perché comprarla
Come detto, la Skoda Epiq sarà la prima auto elettrica moderna del brand ad avere un prezzo di partenza di 25.000euro. Se nel 2026 saranno ancora attivi gli incentivi auto, l’auto potrebbe davvero risultare attraente.