Bollo auto 2024: tutto quello che c’è da sapere

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Se si possiede un’autovettura, salvo rare eccezioni, c’è una cosa che si deve fare ogni anno: pagare il bollo auto. Si tratta di una tassa obbligatoria, il cui mancato pagamento comporta multe e sanzioni. Vediamo cosa si deve sapere per essere sempre in regola.

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INDICE
Bollo auto 2024: le novità
Come pagare il bollo auto
Quando scade il bollo auto 2024
Come calcolare il bollo auto
Esenzione bollo auto: quando è prevista?
Bollo auto non pagato: le conseguenze

Anche quest’anno tutti gli automobilisti si troveranno a dover pagare il bollo auto. La regola di base è la seguente: tutti i proprietari di un veicolo non soggetti a esenzione devono pagare il bollo auto. Questo tributo è di competenza regionale e non nazionale ed il pagamento segue regole diverse a seconda che si tratti del primo versamento o di un rinnovo, poiché in questo secondo caso la corresponsione dell’importo è prevista secondo un calendario prestabilito e può essere effettuata entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di scadenza del bollo precedente.

BOLLO AUTO REGIONE PER REGIONE:

Nell’era della semplificazione e della digitalizzazione, sono davvero numerose le possibilità offerte per pagare il bollo auto 2024. Da qualche anno a questa parte, si può saldare l’importo dovuto anche stando comodamente a casa, sfruttando l’home banking o altri canali digitali messi a disposizione.

Ecco tutte le modalità per pagare il bollo auto 2024:

  • Home Banking (online)
  • punti vendita Sisal e Lottomatica
  • Poste Italiane (online o tramite gli uffici postali)
  • domiciliazione bancaria con sconto 15% (valida solo per alcune regioni)
  • presso gli sportelli ATM abilitati
  • sul sito dell’ACI mediante il servizio pagoBollo
  • da IO, l’app dei servizi pubblici
  • tramite Satispay
  • sul sito dell’Agenzia delle Entrate
  • Presso le Agenzie di pratiche auto, tramite il sistema PagoPa

Una delle domande più ricorrenti sul bollo riguarda la data di scadenza. Quando scade il bollo auto? Per scoprirlo ci sono vari modi. Ci si può collegare al sito internet dell’Agenzia delle Entrate, oppure ci si può collegare al sito internet dell’ACI. Una volta dentro, si trova la sezione relativa e, inserendo il numero di targa, si accede a tutte le informazioni di cui si ha bisogno.

Ecco uno specchietto riepilogativo delle scadenze bollo auto 2024:

  • bollo scaduto a dicembre 2023: pagamento dall’1 al 31 gennaio 2024;
  • bollo scaduto a gennaio 2023: pagamento dall’1 al 28 febbraio 2024;
  • bollo scaduto ad aprile 2023: pagamento dall’1 maggio al 31 maggio 2024;
  • bollo scaduto a maggio 2023: pagamento dall’1 giugno al 30 giugno 2024;
  • bollo scaduto a luglio 2023: pagamento dall’1 agosto all’1 settembre 2024;
  • bollo scaduto a agosto 2023: pagamento dall’1 al 30 settembre 2024;
  • bollo scaduto a settembre 2023: pagamento dall’1 al 31 ottobre 2024;
  • bollo scaduto a dicembre 2023: pagamento dall’1 al 31 gennaio 2025.

Primo bollo per auto appena immatricolata? LEGGI ORA: Primo bollo auto

Volendo, c’è anche un modo per il calcolo del bollo auto in anticipo. L’importo non dipende solo dalla potenza del veicolo espressa in kW, ma anche da classe ambientale di appartenenza. Sono tutte informazioni che si trovano sul libretto dell’auto.

Bollo auto: cosa devi sapere su scadenza e pagamento 1

Come anticipato in apertura di questo articolo, non tutti gli automobilisti sono obbligati al pagamento del bollo auto. Chi usufruisce della Legge 104, e ha acquistato un veicolo nuovo con le agevolazioni previste, non sarà soggetto al pagamento del bollo. Ci sono poi esenzioni, che variano da regione a regione, per chi acquista un’auto elettrica o un’auto ibrida. In questi casi si può essere esentati dal pagamento del bollo per 2, 3, 5 o anche più anni. Su auto a basso impatto ambientale, il bollo può anche essere calcolato in modo ridotto.

Infine, ci sono esenzioni dal pagamento del bollo anche per le auto storiche con almeno 30 anni di età. Analogamente chi acquista una vettura elettrica potrà godere di una esenzione per i primi 5 anni, mentre le auto storiche con almeno 30 anni non saranno soggette al pagamento del bollo auto.

E se non si paga? In caso di mancato pagamento del bollo auto si rischia di pagare somme importanti sino ad arrivare al fermo amministrativo del veicolo. La procedura prevede l’invio all’automobilista moroso di una cartella esattoriale con l’importo richiesto maggiorato di sanzioni ed interessi. In caso si ignori anche questa richiesta verrà applicato il fermo amministrativo con tutte le problematiche pratiche che questo comporta sino ad arrivare alla cancellazione d’ufficio del veicolo dagli archivi del Pubblico registro automobilistico nella Regione di appartenenza.

Cose da sapere

Che cos’è il bollo auto?

Il bollo auto è la tassa legata al possesso di un’autovettura regolarmente iscritta al Pubblico Registro Automobilistico che deve essere corrisposta ogni anno, a prescindere dall’utilizzo o meno del proprio veicolo.

Quando pagare il bollo auto 2024?

Ad eccezione della Lombardia e del Piemonte, gli automobilisti devono provvedere al pagamento entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di immatricolazione.

Dove si può pagare il bollo auto?

Sono ormai numerose le soluzioni possibile per pagare il bollo auto, le più comode sono: l’Home Banking della propria banca, i punti vendita Sisal e Lottomatica, l’app IO, Satispay e il sito PagoPA.

Come pagare il bollo auto?

Il bollo auto si può pagare sia online presso l’Home Banking della propria banca o sul sito dell’ACI che fisicamente presso gli Uffici Postali o in uno dei punti vendita Sisal o Lottomatica.

Come verificare il pagamento del bollo auto?

Per verificare il pagamento del bollo auto ci si può collegare al sito internet dell’Agenzia delle Entrate o accedere al portale ACI. Leggi l’approfondimento qui.

Mercato auto aprile 2024: le auto più vendute

Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio: prezzo, dimensioni e caratteristiche 2

Quello di aprile è stato un mese di ripresa per il mercato italiano dell’auto, che ha totalizzato oltre 135.000 unità con un incremento del 7% sullo stesso mese del 2022. Il totale del primo quadrimestre, che va in archivio con 586.665 unità, segna dunque una crescita del 6,1% sullo stesso periodo 2023, anche se siamo ancora lontani dalle cifre dell’ultimo anno pre-Covid, il  2019, rispetto al quale il periodo gennaio-aprile è a -17,7%.

Gli incentivi frenano le elettrificate

I dati sono quindi positivi, però, la crescita non è omogenea, almeno per quanto riguarda le alimentazioni. Se hanno guadagnato punti la benzina (31,6% di quota) e il Gpl (8,5%), mentre il Diesel continua a perdere colpi (14,4%. -5,4 punti) anche perché sempre meno modelli popolari lo offrono, quelle più elettrificate come elettriche pure e ibride plug-in hanno invece perso quote.

In parte la “colpa” è del prolungato ritardo degli incentivi, che a quanto pare saranno effettivamente disponibili non prima di maggio inoltrato e che rendono più abbordabili proprio le auto “alla spina”, solitamente costose. Anche per questo, è logico pensare che proprio il mercato di quelle vetture abbia un po’ rallentato in attesa delle condizioni migliori.

Migliorano le ibride senza spina, ma attenzione: è una categoria in cui UNRAE fa confluire si gli ibridi leggeri o mild hybrid, iniziando dalla Fiat Panda, sia le ibride vere e “full” come Toyota Yaris. Anche per questo, nella classifica delle vetture a sola benzina il primato è oggi della Citroen C3, la più venduta delle piccole non elettrificate. Tornando alle elettriche, ad aprile rappresentano soltanto il 2,3% del mercato, mentre le ibride plug-in sono al 3,3%.

Cosa ci attende secondo UNRAE

Il presidente di UNRAE Michele Crisci parla di una proiezione sulla possibile chiusura del 2024 in positivo, ma con cautela: “Un quadro macroeconomico rafforzato e un primo trimestre migliore delle attese per le immatricolazioni di autovetture, portano a rivedere al rialzo di 30.000 unità la stima per il mercato nel 2024, con un volume totale previsto a fine anno di 1.630.000 auto, in crescita di circa 63.500 unità sul 2023 (+4,1%). Il confronto con il periodo pre-pandemia registra però ancora una distanza del 15,0% sul 2019”.

E a proposito degli incentivi e degli effetti sul mercato, sottolinea come secondo UNRAE sia necessario rivedere la formula:  “Riteniamo doveroso che il tetto di prezzo alle auto 0-20 g/Km venga eliminato o quantomeno equiparato a quello della fascia 21-60 g/Km. Occorre poi che il Governo accompagni questa transizione in modo strutturale, dando a consumatori e operatori una chiara visibilità sul programma incentivi per i prossimi 2-3 anni” .

Citroën C3: prezzi, dimensioni e caratteristiche 8

Le auto a benzina più vendute ad aprile 2024

  • Citroen C3 (3.487)
  • MG ZS (2.647)
  • Peugeot 208 (2.540)
  • Volkswagen T-Cross (2.279)
  • Jeep Avenger (2.235)
  • Volkswagen T-Roc (1.990)
  • Opel Corsa (1.799)
  • Toyota Aygo X (1.740)
  • Dacia Sandero (1.273)
  • Renault Clio (1.121)

Dacia Sandero: prezzo, dimensioni e prova su strada 2

Le auto a GPL più vendute ad aprile 2024

  • Dacia Sandero (3.906)
  • Dacia Duster (1.531)
  • DR 5.0 (1.047)
  • Renault Captur (985)
  • Renault Clio (837)
  • Lancia Ypsilon (547)
  • Dacia Jogger (457)
  • DR 6.0 (329)
  • Kia Stonic (293)
  • DR 3.0 (273)

Volkswagen Polo: prezzo, dimensioni e prova su strada 1

Le auto a metano più vendute ad aprile 2024

  • Volkswagen Polo (126)
  • Skoda Octavia (53)
  • Skoda Kamiq (22)
  • Audi A3 (15)
  • Volkswagen Golf (3)

Volkswagen Tiguan: prezzo, dimensioni e prova su strada 19

Le auto Diesel più vendute ad aprile 2024

  • Volkswagen Tiguan (1.147)
  • Fiat 500X (1.077)
  • Mercedes GLA (868)
  • Jeep Compass (850)
  • BMW Serie 1 (727)
  • Alfa Romeo Stelvio (720)
  • Jeep Renegade (676)
  • Audi Q3 (644)
  • Dacia Duster (632)
  • Volkswagen T-Roc (630)

Fiat Panda ibrida: prezzo, dimensioni e caratteristiche 2

Le auto ibride più vendute ad aprile 2024

  • Fiat Panda (10.149)
  • Toyota Yaris (3.566)
  • Lancia Ypsilon (3.244)
  • Ford Puma (2.953)
  • Toyota Yaris Cross (2.260)
  • Fiat 500 (2.089)
  • Kia Sportage (1.519)
  • Nissan Qashqai (1.310)
  • Suzuki Vitara (1.200)
  • Toyota C-HR (991)

Cupra Formentor: prezzo, dimensioni e prova su strada 1

Le auto ibride Plug-In più vendute ad aprile 2024

  • Cupra Formentor (331)
  • Audi Q3 (316)
  • BMW X1 (250)
  • Volvo XC60 (213)
  • Audi A3 (206)
  • Alfa Romeo Tonale (200)
  • Audi Q5 (196)
  • Porsche Cayenne (145)
  • Ford Kuga (142)
  • Mercedes GLC Coupé (139)

Tesla Model Y: la piccola Tesla che dovrebbe costare meno di 40 mila dollari 5

Le auto elettriche più vendute ad aprile 2024

  • Tesla Model Y (237)
  • Volvo EX30 (207)
  • Jeep Avenger (191)
  • Smart Fortwo (183)
  • BMW iX1 (157)
  • Audi Q4 (138)
  • Mercedes EQA (128)
  • Fiat 500 (102)
  • Tesla Model 3 (101)
  • Mercedes EQB (91)

Laterali e a tendina: tipologie di airbag e loro funzionamento

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Quando si parla di sicurezza stradale, al giorno d’oggi, la maggior parte delle volte ci si riferisce a dispositivi di assistenza alla guida di ultima generazione come frenata d’emergenza, monitoraggio dell’angolo cieco e pedoni e chi più ne ha più ne metta. C’è però un dispositivo di sicurezza che ormai si dà abbastanza per scontato ma che ha rappresentato una vera e propria rivoluzione in campo automobilistico. L’airbag, insomma, è uno dei sistemi di sicurezza più efficaci.

In Europa è stata la Mercedes, negli anni 80, la prima casa ad offrire questo accessorio sulle vetture di maggior pregio della sua gamma. Successivamente gli altri costruttori hanno imitato la scelta della Casa tedesca, proponendo l’airbag sulle rispettive auto.

Airbag: come funzionano

L’airbag è un dispositivo di sicurezza passiva installato all’interno dell’abitacolo. Lo si trova nel volante, nel cruscotto, nei sedili, sui fianchi del cielo (il tetto interno della vettura). Tecnicamente, è una sorta di pallone sagomato che si gonfia in pochissimo tempo in caso di urto. Esce dal vano in cui è riposto e attutisce il contatto di una parte del corpo del conducente e dei passeggeri con la vettura. A questo proposito è bene ricordare che a causa delle forze in gioco, è fondamentale avere sempre le cinture di sicurezza allacciate, in modo che l’airbag lavori al meglio.

L’esplosione dell’airbag è comandata da un sensore che rileva una decelerazione anomala e che interpreta questa variazione improvvisa di velocità come un urto. A questo punto, la centralina che elabora il segnale, attiva un detonatore che innesca un’esplosione controllata che porta al gonfiaggio del pallone. Il tutto in un tempo che va dai 30 ai 50 millesimi di secondo. Purtroppo, una volta che l’airbag è uscito dalla propria sede, è necessario sostituire tutto il meccanismo e anche alcuni rivestimenti interni della vettura, che si aprono proprio per consentire la fuoriuscita del pallone.

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Airbag: cosa significa la spia

A garanzia del fatto che gli airbag sono in corretto stato e sono pronti a funzionare in caso di necessità, ogni volta che si accende il quadro strumenti per accendere l’auto, si nota sul cruscotto una spia di colore rosso che ritrae un passeggero seduto con la cintura di sicurezza ed un pallone frontale. Questa si accende sempre per poi spegnersi poco dopo. Il consiglio è quello di recarsi in un centro assistenza o presso un’officina autorizzata nel caso in cui la spia restasse accesa. Ma vediamo che tipi di airbag esistono.

Airbag: quelli frontali

Gli airbag frontali sono i primi a essere stati inventati. Inizialmente ce n’era solo uno, dentro il volante, a protezione del conducente. Poi è arrivato un secondo airbag frontale, annegato nella plancia, dedicato alla protezione del passeggero anteriore.

Airbag: quelli laterali

Gli airbag laterali si sono diffusi rapidamente nel corso degli ultimi anni ed hanno come finalità quella di proteggere gli occupanti del veicolo in caso di impatto laterale ed offrono un’adeguata protezione anche in caso di ribaltamento della vettura. Si trovano generalmente all’interno dei sedili, sul fianco, e si gonfiano per creare un cuscinetto tra i passeggeri e la portiera.

Airbag: quelli a tendina

Tra gli airbag laterali più diffusi ci sono gli airbag a tendina. Questi proteggono la testa dei passeggeri anteriori e posteriori durante un incidente stradale ed in presenza di forze d’urto di tipo trasversale. Una volta esploso, l’airbag si posiziona tra la testa del passeggero ed il finestrino e proteggono anche in caso di ribaltamento del veicolo.

Airbag: quelli per le ginocchia

Gli airbag per le ginocchia, come si intuisce dal nome, proteggono le gambe del conducente. L’airbag in questione è posizionato nella parte inferiore del piantone dello sterzo e attutisce l’urto quando, in uno scontro frontale, il corpo del conducente è proiettato in avanti.

Airbag: quelli esterni

Su alcune auto di nuova generazione compaiono infine airbag esterni. Ci sono airbag, ad esempio, che esplodono a coprire il cofano anteriore e riducono la violenza dell’urto contro l’auto di un pedone o di un ciclista che siano involontariamente investiti.