All-Electric MINI Cooper: prezzi, dimensioni e prova su strada

Mini Cooper SE: prezzi, dimensioni e caratteristiche 20

MINI continua a scrivere la sua storia di sportività e dinamismo, ma questa volta l’innovazione è al centro del palcoscenico. La nuova All-Electric MINI Cooper, con il suo cuore green, ridefinisce la tradizione, dimostrando che l’emozione di guida può essere sostenibile. Pur cambiando il motore, la MINI mantiene intatta l’anima, preservando la sua identità unica e l’esperienza di guida coinvolgente da kart che l’ha resa un’icona nei decenni.

Ecco la scheda tecnica della All-Electric MINI Cooper :

Scheda Tecnica
Numero posti 4
Bagagliaio 211/731 litri
Alimentazioni Elettrica
Classe –
Cv/kW (da) 184/135
Prezzo (da) 32.300 €

mini cooper usate
mini cooper usate

INDICE
Novità 2023
Dimensioni
Esterni
Interni
Motori
Consumi
Prova su strada
Allestimenti
Perché comprarla
Prezzi

La Mini Cooper SE Cabrio full electric rappresenta un passo avanti verso l’elettrificazione completa della gamma Mini. Questa nuova versione è stata realizzata in edizione limitata (999 esemplari) e rappresenta la prima decappottabile premium a batteria al mondo nella categoria delle vetture di piccole dimensioni. La Mini Cooper SE Cabrio full electric anticipa l’introduzione di nuovi modelli Bev della generazione più recente ed è attesa nelle concessionarie del Vecchio Continente a partire da aprile. Le misure della Mini Cooper SE Cabrio full electric sono identiche a quelle della cabrio endotermica. Il propulsore elettrico da 184 CV vanta dimensioni compatte che rendono più semplice una distribuzione equilibrata dei pesi, migliorando l’agilità e l’esperienza di guida. La Mini Cooper SE Cabrio full electric è in grado di raggiungere i 100 km/h in soli 8,2 secondi, mentre l’autonomia è di 201 chilometri. La capote di tessuto può essere aperta, chiusa o gestita come tetto scorrevole fino ai 30 km/h e presenta il tipico motivo della Union Jack.

Quanto alle personalizzazioni, Mini Cooper SE Cabrio full electric è offerta in due colori: Enigmatic Black e White Silver. Le maniglie delle porte, le “side scuttle” e le cornici delle luci anteriori e posteriori sfoggiano finiture in Resolute bronze. In più, le firme della Casa e del modello sono abbinate al raffinato Piano Black. Il logo “E” della Mini Cooper SE domina grembialatura anteriore e nella coda, evidenziando l’ecosostenibilità della vettura. Ulteriori dettagli di equipaggiamento specifici dell’edizione impreziosiscono anche i listelli sottoporta, riportando il numero dell’esemplare. I cerchi di lega da 17 pollici sono resi unici dal pattern Electric Power Spoke a due tonalità. All’interno, la Mini Cooper SE Cabrio full electric presenta sedili sportivi nel design Mini Yours Leather Lounge, dotati di funzione riscaldamento e supporto regolabile per le cosce. Il volante sportivo multifunzione, con finitura in pelle Nappa, può essere riscaldato. Il design degli interni evidenzia il carattere BEV della vettura, facendo ampio uso di finiture di colore giallo.

Mini Cooper SE Quinta Generazione

Svelata al Salone di Monaco 2023, la quinta generazione della Mini Cooper stacca profondamente con il passato, pur continuando a conservare molti degli elementi storici del modello. La nuova Mini Cooper SE si presenta, per ora, esclusivamente in variante elettrica, ponendo le basi per una rivoluzione che vedrà ulteriori versioni termiche in arrivo. Questo modello tre porte, sotto il vessillo del design “Charismatic Semplicity”, mescola passato e futuro: il suo frontale si distingue con la mascherina ottagonale e fari ovali mentre il posteriore sfoggia un look più squadrato rispetto al passato. Abbandonando alcune tradizioni come le cromature e i noti allargamenti dei parafanghi, la Mini Cooper punta su dettagli come maniglie a filo e un interno che omaggia l’estetica del 1959. Qui spicca il display Oled da 240 mm dal quale si controllano tutte le funzioni della vettura. Si chiama Mini Interaction Unit, e attraverso il Mini Operating System 9, introduce comandi vocali avanzati e connettività 5G.

Le varianti elettriche, Cooper E e Cooper SE, offrono rispettivamente 184 CV e 218 CV, con quest’ultima che si avvantaggia di una batteria da 54,2 kWh per garantire un’autonomia superiore. Diverse “Experience Modes”, tra cui Core, Green e Go-Kart, permettono un’esperienza di guida adattabile e personalizzata. Tanti poi gli accessori optional tra i quali scegliere come il Park Assistant Plus e la Digital Key Plus.

MINI Cooper SE John Cooper Works

MINI alza il livello di sportività della nuova Cooper SE dotandola per la prima volta del pacchetto John Cooper Works che cambia il look del modello, senza intervenire sul powertrain, che resta il solito da 218 CV per 330 Nm e 402 km di autonomia. Esternamente, la Cooper SE JCW si presenta con un nuovo logo John Cooper Works dai tradizionali colori rosso, bianco e nero, oltre alla bandiera a scacchi sulla calandra. Caratteristiche distintive includono cerchi da 18″ Lap Spoke a 10 razze bicolore, pinze freno JCW e strisce colorate sul cofano. Il design complessivo è reso poi più aggressivo attraverso i nuovi paraurti con prese d’aria maggiorate.

Segni distintivi anche all’interno dell’abitacolo per l’allestimento JCW, che si riconosce per la presenza di nuovi sedili con poggiatesta incorporato, le cuciture a contrasto rosse e le grafiche personalizzate del display centrale. Il tema del rosso e del nero si riflette anche nei pannelli porta e sulla plancia dal lato del passeggero.

Le dimensioni della All-Electric MINI Cooper risultano simili alle versioni dotate di motori a combustione interna. La differenza più grande sta nella luce libera dal suolo che è stata aumentata di circa 18 mm in modo da poter garantire una maggior sicurezza al pacco batterie, montata nel sottoscocca. Ma nonostante questo, i tecnici MINI sono riusciti comunque ad abbassare il baricentro della vettura di 30 mm rispetto a quello di una Cooper S. Cresce invece il peso che raggiunge i 1.365 kg, 145 in più rispetto alla MINI Cooper S con cambio Steptronic.

Dimensioni
Lunghezza 3.850 mm
Larghezza 1.727 mm
Altezza 1.432 mm
Passo 2.495 mm

Le linee della carrozzeria della All-Electric MINI Cooper rimangono fedeli a quelle delle sorelle ad alimentazione tradizionale. Le differenze si limitano ad alcuni dettagli di colore giallo, che rispetto alla prima generazione, uscita lo scorso anno, vengono limitati al disegno dei cerchi.

Nella parte frontale poi, la griglia anteriore è quasi interamente carenata per migliorare il coefficiente di penetrazione aerodinamica, mentre i gruppi ottici sono disposti negli ormai classici elementi ellissoidali. Tutte nuove, poi, sono le piccole aperture verticali ai lati del paraurti, che donano all’insieme un look ancora più sportivo. Dietro, invece, vista la presenza del powertrain elettrico, si nota l’assenza del terminale di scarico.

Gli interni della All-Electric MINI Cooper, come quelli delle altre vetture del brand, assicurano un ottimo livello di finitura. Dietro al volante multifunzione rivestito in pelle, trova posto il nuovo quadro strumenti digitale da 5,5” con design Black Panel attraverso il quale è possibile tenere sotto controllo tutte le principali informazioni di funzionamento della vettura e della batteria.

Al centro della plancia, poi, spicca lo schermo touch da 8,8” del MINI Connected navigation per infotainment e navigatore. Inoltre, un apposito pulsante permette di regolare il sistema di recupero dell’energia in frenata tra due livelli. Come su tutte le MINI, lo spazio per chi viaggia dietro non è dei migliori, ma comunque sufficiente per le brevi gite fuori porta.

mini cooper usate
mini cooper usate

La MINI Cooper elettrica è offerta in due versioni. La variante E è spinta da un motore elettrico posizionato sull’assale anteriore, in grado di erogare una potenza massima di 184 CV e una coppia di 270 Nm, già disponibili a partire da 0 giri, per uno scatto da 0 a 100 km/h in 7,3 secondi. Questo powertrain a zero emissioni è alimentato da un pacco batteria agli ioni di litio a forma di T con capacità di 32 kWh. D’altra parte, è anche presente un’opzione SE da 218 CV e 330 Nm, capace di toccare i 170 km/h e scattare da 0 a 100 km/h in 6,7 secondi.

I consumi dichiarati per la versione elettrica E dovrebbero aggirarsi tra i 15,2 e i 15,9 kWh/100 kmper un’autonomia, calcolata secondo il ciclo di omologazione NEDC corretto, si attesta sui 305 km. Per quanto riguarda la variante SE, invece, i consumi si aggirano sui 14,09 e i 15,03 kWh/100km, permettendo un’autonomia di 402 km. Buoni i tempi di ricarica: se collegata a wallbox da 11 kW la MINI Cooper SE si carica dallo 0 all’80% in 2 ore e mezza, mentre bastano 36 min con caricatori da 50 kW.

Se l’estetica della MINI Cooper SE richiama in maniera piuttosto fedele quella di una tradizionale Cooper S a benzina, credeteci, lo stesso vale per le prestazioni. Abbiamo percorso circa 100 km a bordo della SE nel corso del nostro test e non l’abbiamo per nulla risparmiatas. Partiamo allora dall’elemento che più abbiamo apprezzato: la guida. Nonostante i chili in più rispetto alla variante a benzina, la MINI elettrica si guida assolutamente bene. La precisione dello sterzo e l’ottima taratura del comparto sospensivo assicura un handling tra le curve davvero sportivo. Solo se si forza un po’ la mano in inserimento si percepiscono i 145 kg in più, che tendono a spingere leggermente fuori traiettoria il muso della MINI, ma si tratta di comportamenti limite.

Nel quotidiano la SE si dimostra una valida compagna di viaggio. Comoda quando ci si muove tra le vie della città, brillante e coinvolgente quando si ha voglia di mordere qualche curva. Insomma, la MINI elettrica fa esattamente tutto ciò che ti aspetteresti da una MINI, solo senza fare rumore. Non male nemmeno i consumi, che pur senza rispettare troppo il pedale del gas, si sono attestati su una media reale di 18 kWh/100 km. Un buon risultato. Meno convincente invece l’autonomia. Con un “pieno” di energia non siamo mai riusciti a fare più di 160 km. Certo, se ci si muove in città sono più che sufficienti, ma per qualsiasi spostamento un po’ più lungo occorre organizzarsi. Fatto questo, il resto è puro divertimento.

Gli allestimenti disponibili sono quattro:

  • Essential: l’allestimento di accesso alla gamma, con un’ottima dotazione di serie.
  • Classic: si sale di livello con maggiori comfort e volante sportivo.
  • Favoured: riconoscibile per i cerchi in lega da 18 pollici.
  • John Cooper Works: versione top di gamma con equipaggiamento sportivo e performance migliorate.

Essential: l’allestimento di base include Crash Sensor (sblocco automatico chiusura portiere in caso di incidente), PC iBrake (PostCrash Collision Warning with braking function), Avvisatore acustico per pedoni, Fari a LED, Tetto in tinta carrozzeria, Maniglie delle portiere integrate nella carrozzeria, Griglia anteriore con cornice nera, Cerchi in lega da 16” 4-Square Spoke (Pneumatici 195/60 R 16), Sedili standard, Volante in pelle artificiale regolabile in altezza e in profondità, Alette parasole anteriori con specchietto di cortesia, Pacchetto luci interne, Porta bevande nella console centrale, ambio automatico, Funzione Start & Stop automatica, Climatizzatore automatico bizona, Tergicristalli con ugelli lavavetro integrati, Sensori pioggia, Specchietti retrovisori esterni regolabili, elettricamente e riscaldati, Assistente di attenzione alla guida, Parking Assistant, Driving Assistant, Cruise Control con funzione frenante, Park Distance Control, AC Charging Plus (11kW), Cavo di ricariva Fast Charging (Mode 3) per Ricarica Pubblica MINI Charging Card, Telecamera internaMINI Interaction Unit ConnectedDrive Services Teleservices
Radio DABDoppia presa USB type C (charging/data) nel bracciolo porta oggetti anteriore Doppia presa USB type C (charging) nel comparto posteriore, Presa 12V nella console centrale, Smartphone Integration (Apple Car Play e Androind Auto incl.).

Classic: aggiunge verniciMelting Silver III, Tetto in tinta carrozzeria, Tetto e specchietti bianchi (solo con Midnight Black II, Blazing Blue e Sunny Side Yellow), Tetto e specchietti neri (solo con Nanuq White, Melting Silver III e Chili Red II), Interni in Stoffa/Ecopelle | Grey/Blue, Interni in Stoffa/Ecopelle | Black/Blue, Volante sportivo, Preparazione per volante riscaldato.

Favoured: aggiunge verniciMelting Silver III, Tetto in tinta carrozzeria (solo con Midnight Black II), Tetto e specchietti neri (solo con Melting Silver III, Blazing Blue e British Racing Green IV), Tetto e specchietti bianchi, Interni in Ecopelle | Beige, Interni in Ecopelle | Nightshade Blue, Volante sportivo,
Volante riscaldato, Rivestimento del padiglione color antracite, Sedili sportivi John Cooper Works.

John Cooper Works: aggiunge Tetto in tinta carrozzeria (solo con Midnight Black II), Tetto e specchietti neri (non con Midnight Black II), Tetto e specchietti rossi (non con Chili Red II), Cerchi in lega da 18” John Cooper Works Lap Spoke Bicolore, Interni in tessuto/Ecopelle | JCW Black, Volante sportivo, Volante riscaldato, Sedili sportivi John Cooper Works, Freni sportivi JCW, Rivestimento del padiglione color antracite.

  • Elettrica: la motorizzazione a zero emissioni permette di acquistare un’auto potente e alla moda rispettando l’ambiente.
  • Stile: un design unico, che presenta ancora tutti gli stilemi che hanno reso MINI Cooper una leggenda.
  • Personalizzazione: come accade per le versioni benzina, il listino della All-Electric MINI Cooper lascia spazio alla creatività e al gusto personale, con numerosi allestimenti e optional (gratuiti o a pagamento).

Di seguito ecco il listino della All-Electric MINI Cooper aggiornato a dicembre 2023:

MINI Cooper E elettrica Prezzo
Cooper E Essential 32.300 €
Cooper E Classic 37.060 €
Cooper E Favoured 39.540 €
Cooper E JCW 40.470 €
All-Electric MINI Cooper elettrica Prezzo
Cooper SE Essential 36.300 €
Cooper SE Classic 42.510 €
Cooper SE Favoured 43.540 €
Cooper SE JCW 44.470 €

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mini cooper usate
mini cooper usate

Volvo apre alle ricariche con carta di credito

Volvo apre alle ricariche con carta di credito

Volvo anticipa l’Unione europea sui pagamenti delle ricariche dei veicoli elettrici. Volvo Italia permetterà ai clienti della rete Powerstop di pagare “il pieno di energia” con carta di credito ben prima di quanto stabilito dal regolamento Ue, che parla di aprile 2024. Il servizio sarà disponibile in modalità demo nella concessionaria C.A.R. Room, a Roma, lungo il Grande Raccordo Anulare, e nel 2024, verrà allargato anche alle altre stazioni di ricarica della rete che comprende 22 punti di ricarica ultrafast (almeno 100 kW) lungo le strade principali e che, l’anno prossimo, passerà a 50 stazioni: 30 ultrafast (con le aperture a Vicenza, Magenta, Empoli e Catania) e 20 fast (con potenza di 50 kW).

Il programma Powerstop è stato inaugurato due anni fa e, da quel momento, ha fatto registrare i seguenti numeri: 22 stazioni Powerstop attualmente in funzione; 39.000 ricariche effettuate da inizio attività; 4,5 milioni di km percorsi con le ricariche erogate da Powerstop; 547 tonnellate di CO2 allo scarico non emesse o risparmiate; 910 MWh di energia ricaricata da inizio attività; 23 kWh di energia ricaricata per ricarica (media); 115 km di autonomia ricaricati a ogni sosta (media); 17 minuti di durata media della sosta per la ricarica.

L’importanza di Powerstop

Michele Crisci, presidente e amministratore delegato di Volvo Italia, ha tracciato un primo bilancio di Powerstop in occasione dell’inaugurazione del punto di ricarica C.A.R. Room (aperto, al pari degli altri, anche ai possessori di auto elettriche di altre marche e non solo ai clienti Volvo): “Le stazioni vanno costruite nel punto giusto, dove serve – le parole di Crisci – E, soprattutto, bisogna dare ai clienti la possibilità di ricaricare tranquillamente. Con le stazioni Powerstop abbiamo voluto dare il nostro contributo alla mobilità elettrica per renderla possibile sul territorio nazionale, per viaggiare da Nord a Sud e da Est a Ovest sapendo di poter contare su punti di ricarica veloce dislocati in maniera conveniente”.

Volvo apre alle ricariche con carta di credito 1

Tariffe scontate con il nuovo provider

Tempo di altre novità in casa Volvo, che ha cambiato provider lasciando Plugsurfing per Digital Charging Solutions: il nuovo partner può assicurare una copertura più capillare e funzionalità avanzate integrate nella Volvo Cars App. La collaborazione prevede un prezzo scontato per i soli clienti Volvo di 0,50 €/kWh, disponibile su tutte le infrastrutture di ricarica in Europa con potenza installata superiore a 100 kW. La tariffa agevolata è valida 12 mesi dalla data di consegna della vettura nuova (MY24 e ulteriori). Una volta terminata l’offerta, per continuare a usufruire della tariffa ridotta, l’automobilista dovrà comprare un abbonamento mensile da 14,99 euro; mentre chi non vuole abbonarsi pagherà il prezzo di listino, che sulle Powerstop tramite Volvo Cars app è di 0,94 €/kWh.

Taglio netto alle emissioni di CO2

Parlando di mobilità sostenibile, Volvo ha colto l’occasione per far notare ancora una volta il proprio impegno nella decarbonizzazione, sostenuto anche dai nuovi modelli EX30, EX90 e EM90: la casa svedese vuole abbassare l’impronta di carbonio del ciclo di vita di una vettura del 40% tra il 2018 e il 2025, attuando anche un taglio del 25% delle emissioni nella catena di fornitori entro il 2025.

Oltre a questo, alla conferenza Cop28 di Dubai, Volvo ha annunciato di voler abbassare, entro il 2030, le emissioni di CO2 per autovettura del 75% rispetto al valore di riferimento del 2018. Nei primi nove mesi di quest’anno, le emissioni complessive di CO2 per veicolo sono state più basse del 19% rispetto al 2018.

Peugeot E-Traveller: prezzi, dimensioni e caratteristiche

Peugeot E-Traveller: prezzi, dimensioni e caratteristiche

La rinnovata Peugeot E-Traveller si rivolge principalmente ad una clientela professionale, offrendo un comfort elevato e uno stile moderno, il tutto condito da un powertrain 100% elettrico. Con un design esterno aggiornato e interni arricchiti, il veicolo promette un’autonomia fino a 350 km, con due opzioni di batteria per adattarsi a varie esigenze. Disponibile in due lunghezze, Standard e Long, con un’altezza di 1,90 metri per facilitare l’accesso ai parcheggi, la E-Traveller si afferma come una soluzione versatile per il trasporto di persone nel segmento dei veicoli elettrici.

Ecco la scheda tecnica della Peugeot E-Traveller:

Scheda Tecnica
Numero posti 5/9
Bagagliaio 1.500-4.900 litri
Alimentazioni Elettrica
Classe –
Cv/kW (da) 136/100
Prezzo (da) –

 

INDICE
Dimensioni
Interni
Esterni
Motori
Consumi
Allestimenti
Perché comprarla
Prezzi

L’E-Traveller di Peugeot, pensato per gli operatori professionali del trasporto passeggeri come hotel, navette e taxi, offre configurazioni che variano dai 5 ai 9 posti, con un focus su comfort e versatilità. L’allestimento VIP propone una disposizione lounge con quattro sedili indipendenti e finiture di alta gamma, come l’aria condizionata trizona e un tetto in vetro oscurante. Il veicolo è disponibile in due lunghezze: la versione Standard misura 4,98 metri, mentre la Long si estende fino a 5,33 metri, entrambe con un’altezza di 1,90 metri, garantendo un accesso facilitato alla maggior parte dei parcheggi.

La modularità è una caratteristica chiave del E-Traveller, con sedili scorrevoli e rimovibili, ripiani nella seconda fila e tendine parasole integrate. A seconda della configurazione scelta, il nuovo E-Traveller offre un’ampia gamma di soluzioni per il trasporto e lo stivaggio: 9 persone con un bagagliaio da 1.500 litri, 5 persone con 3.000 litri di spazio, o fino a 4.900 litri di capacità di carico con 2 o 3 passeggeri.

Aprendo le portiere della Peugeot E-Traveller si viene accolti da un ambiente tecnologico, elegante e minimalista, nonché spazioso. La plancia è dominata dal grande display centrale da 14,5 pollici con installato il software Google, i comandi vocali e la connettività 5G. Dietro al volante troviamo invece il cruscotto digitale personalizzabile da 8 pollici con sistema Qualcomm Technologies (Snapdragon Cockpit Platforms) e Nvidia Drive. Il sistema audio Bowers & Wilkins, inoltre, impiega ora la tecnologia Dolby Atmos su 25 speaker.

Peugeot E-Traveller: prezzi, dimensioni e caratteristiche 5

La cura degli spazi interni non tralascia l’ecosostenibilità: i rivestimenti scelti sono composti anche di materiali riciclati. L’applicazione, in più, integra diverse funzioni fra cui non solo la chiave digitale condivisibile, ma anche il monitoraggio delle batterie, gli aggiornamenti over the air e il pagamento automatico alle colonnine pubbliche.

La Peugeot E-Traveller si presenta con un design esterno che coniuga modernità ed eleganza, tipico della nuova gamma Peugeot. Il veicolo è disponibile in due varianti di lunghezza: la versione a passo corto Standard, e la Long, a passo lungo. Entrambe le versioni hanno un’altezza di 1,90 metri, permettendo l’accesso alla maggior parte dei parcheggi, un aspetto fondamentale per un veicolo destinato a uso professionale.

Dal punto di vista del design, l’E-Traveller sfoggia una griglia rinnovata che mette in risalto il nuovo stemma del brand. I fari full LED sottolineano l’identità visiva del veicolo, caratterizzati dall’iconico design ad artiglio Peugeot, mentre il paraurti è stato ottimizzato per offrire una migliore protezione e una maggiore efficienza aerodinamica. Questi elementi si fondono per creare un’estetica che esprime robustezza, dinamicità e un’immagine all’avanguardia, riflettendo l’approccio innovativo di Peugeot nella progettazione dei suoi veicoli.

volvo xc90 usate

volvo xc90 usate

Il Peugeot E-Traveller si distingue nel suo segmento grazie al nuovo motore elettrico, progettato per unire efficienza e performance. Questo propulsore eroga una potenza massima di 100 kW, equivalenti a 136 CV, e garantisce una coppia massima di 260 Nm, assicurando una guida fluida e reattiva. Nonostante la sua potenza, il E-Traveller mantiene una velocità massima di 130 km/h, in linea con l’orientamento verso la sostenibilità e la sicurezza. Per adattarsi a varie condizioni di guida e preferenze personali, il E-Traveller offre tre modalità di guida: Eco, Power e Normal.

La batteria da 50 kWh, ideale per l’uso quotidiano sia in ambito urbano che extraurbano, garantisce un’autonomia fino a 224 km secondo il ciclo combinato WLTP, ancora in fase di omologazione. Per chi richiede maggior autonomia, il modulo da 75 kWh estende il raggio d’azione fino a 350 km, in attesa di certificazione WLTP.  Un aspetto distintivo della E-Traveller è il suo sistema di frenata rigenerativa, regolabile su tre livelli tramite i paddle posti dietro al volante. Per quanto riguarda la ricarica, infine, la E-Traveller è dotato di un caricabatterie di bordo monofase da 7,4 kW e offre, come opzione, un caricabatterie trifase da 11 kW. È inoltre capace di supportare la ricarica rapida in corrente continua fino a 100 kW. I tempi di ricarica variano in base alla capacità della batteria e al tipo di caricabatterie utilizzato. Per la batteria da 50 kWh, una ricarica rapida in un punto pubblico da 100 kW richiede solamente 38 minuti per raggiungere l’80% della carica, mentre per la batteria da 75 kWh sono necessari 45 minuti. Utilizzando una wallbox da 11 kW, la ricarica completa richiede 4 ore e 50 minuti per la batteria da 50 kWh e 7 ore e 30 minuti per quella da 75 kWh. Con una wallbox da 7,4 kW, i tempi si estendono a 6 ore e 43 minuti per la batteria da 50 kWh e 11 ore e 20 minuti per la batteria da 75 kWh.

  • Autonomia: due opzioni di batteria, fino a 350 km di percorrenza, ideale per ogni esigenza urbana ed extraurbana.
  • Connettività: integrazione avanzata con sistemi Apple CarPlay e Android Auto, aggiornamenti over-the-air e ricarica wireless per smartphone.
  • Versatilità: configurazioni interne modulabili, da 5 a 9 posti, perfette per professionisti del trasporto e famiglie numerose.

Toyota Urban Suv: prezzi, dimensioni e caratteristiche

Toyota Urban Suv: prezzi, dimensioni e caratteristiche

Attualmente allo stadio di concept, la Toyota Urban Suv, arriverà nel corso del 2024 e rappresenta l’alternativa elettrica della Yaris Cross. Rappresenta un’opzione versatile e accessibile nella gamma a zero emissioni di Toyota, unisce stile moderno, tecnologia avanzata e propulsione elettrica, confermando l’impegno del marchio verso una mobilità sostenibile.

Di seguito ecco la scheda tecnica della Toyota Urban Suv:

Scheda Tecnica
Numero posti 5
Bagagliaio –
Alimentazioni Elettrica
Classe –
Cv/kW (da) –
Prezzo (da) –

 

INDICE
Dimensioni
Esterni
Interni
Motori
Perché comprarla

Misurando 4,3 metri in lunghezza, oltre 1,8 metri in larghezza e poco più di 1,6 metri in altezza, la Toyota Urban Suv Concept si presenta con forme già orientate alla produzione. Progettata per coniugare compattezza e spaziosità, l’abitacolo accogliente offre ampio comfort ai passeggeri, mentre il generoso vano bagagli completa il profilo versatile di questa sport utility. Tuttavia, le sue dimensioni la collocano più vicino alla categoria superiore rispetto alla Yaris Cross. Di seguito le misure nel dettaglio:

Dimensioni
Lunghezza 4.300 mm
Larghezza 1.820 mm
Altezza 1.620 mm
Passo –

Il design della Toyota Urban Suv concept si distingue per le linee eleganti, con un frontale avvolgente che evita l’aggiunta di una calandra, superflua in un veicolo elettrico. I fari a boomerang richiamano il carattere distintivo della nuova generazione di C-HR. Pulite le fiancate, con i passaruota molto pronunciati, che rimandano al mondo dei fuoristrada duri e puri.

La Urban Suv presenta poi caratterizzazioni audaci all’altezza dei passaruota e della parte inferiore delle portiere, mentre le telecamere laterali sostituiscono gli specchietti tradizionali, anticipando le soluzioni del modello di serie. I gruppi ottici posteriori, infine, sono inseriti in una coda alta e conferiscono alla vettura una definizione distintiva, con un terzo volume appena accennato.

Per quanto concerne gli interni, il prototipo esposto al Kenshiki Forum non ha rivelato dettagli specifici, e al momento non sono disponibili immagini ufficiali. Nonostante ciò, è stata confermata un’ampia versatilità con sedili regolabili, garantendo flessibilità per adattarsi alle esigenze dei passeggeri o del carico in diverse situazioni. Inoltre, ci si aspetta che la Toyota Urban Suv Concept sia dotata di avanzate tecnologie a bordo, tra le quali sistemi ADAS di livello 2, un sistema di infotainment all’avanguardia e un quadro strumenti digitale.

Mancano, per il momento, dati ufficiali sul powertrain della nuova elettrica giapponese. Ciò che sappiamo è che Toyota Urban Suv sarà offerta inizialmente in due varianti: una dotata di singolo motore e trazione anteriore, e un’altra con trazione integrale a doppio motore.

  • Innovazione: offre tecnologie all’avanguardia, garantendo un’esperienza di guida connessa e sicura.
  • Versatilità: con interni flessibili e ampio spazio, è adatta a ogni esigenza, dalla vita quotidiana alle gite fuoriporta.
  • Sostenibilità: il powertrain sfrutterà le più recenti tecnologie di Toyota sul fronte dell’elettrico.

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Caterham Project V: prezzi, dimensioni e caratteristiche

Caterham Project V: prezzi, dimensioni e caratteristiche 6

La Caterham Project V rappresenta un modello importantissimo per il marchio britannico. Lei, infatti, è la prima gran turismo del brand, nonché il primo modello completamente elettrico del costruttore. Tradizionalmente associata alla leggendaria Seven, celebre per l’approccio “track oriented”, con la Project V Caterham entra ufficialmente nel mondo dell’auto elettrica. Ma non solo, la Project V, una coupé elettrica a ruote coperte, segna un cambiamento significativo rispetto alla filosofia delle vetture aperte che hanno reso famoso il brand. Ma i tempi cambiano e per rimanere al passo con i tempi occorre evolversi e il marchio inglese l’ha fatto nella direzione dell’elettrico, mettendo a punto un modello molto più trasversale e sfruttabile.

Di seguito ecco la scheda tecnica della Caterham Project V :

Scheda Tecnica
Numero posti 2+1/2+2
Bagagliaio –
Alimentazioni Elettrica
Classe
Cv/kW (da) 240/177
Prezzo (da) –
INDICE
Dimensioni
Esterni
Interni
Motori
Consumi
Perché comprarla

La Caterham Project V, con una lunghezza di circa 4,3 metri, una larghezza di quasi 1,9 metri e un’altezza pari a poco più di 1,2 metri, presenta dimensioni compatte ed equilibrate. Il generoso passo di 2,6 metri, invece, assicura una buona abitabilità interna. Nel complesso, poi, il rapporto tra lunghezza, larghezza e altezza, rendono la Project V una vera e propria supercar in miniatura.

Dimensioni
Lunghezza 4.255 mm
Larghezza 1.893 mm
Altezza 1.226 mm
Passo 2.581 mm

La Caterham Project V è la prima vettura a ruote coperte di Caterham. Ispirandosi alle vetture da competizione degli anni Sessanta e Settanta, e prendendo spunto da iconiche auto britanniche come la Lotus Elan, la sua silhouette è caratterizzata da linee morbide e tondeggianti. Interessante dal punto di vista stilistico, come i designer Caterham abbiano tentato di richiamare il concetto di ruote scoperte tanto caro al brand, permettendo alle ruote di essere sempre ben visibili: l’avantreno, infatti, rivela varie appendici aerodinamiche che espongono le ruote, mentre nella parte posteriore, il diffusore permette di ammirare i generosi pneumatici da 285 mm, che però sulla versione di serie del modello saranno leggermente più stretti.

La Caterham Project V si distingue per il suo favorevole rapporto peso/potenza, reso possibile dall’utilizzo di un telaio in alluminio e alla carrozzeria in fibra di carbonio. Presenta poi caratteristiche tecniche avanzate, come sospensioni anteriori e posteriori a doppio braccio oscillante con geometria completamente regolabile. Interessante poi, il posizionamento del pacco batteria diviso in due parte: una parte trova posizione sotto i piedi del conducente e del passeggero anteriore, mentre un’altra parte sotto il sedile del passeggero posteriore. Questo permette di mantenere molto bassa la seduta di chi guida, rendendo più coinvolgente l’esperienza di guida.

toyota tesla usate
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La Caterham Project V offre un abitacolo curato e spazioso. Il passo di 2,6 metri assicura una notevole abitabilità interna per il suo segmento. Particolare poi la configurazione interna delle sedute. Si può scegliere tra la variante a tre posti, due anteriori e uno posteriore centrale, oppure la più classica 2+2.

Lo stile della plancia è minimal, ma dal sapore molto tecnologico, enfatizzato dalla presenza di diversi display, che insieme donano all’abitacolo un tocco molto tecnologico e curato.

Il cuore powertrain della Project V è rappresentato da una batteria agli ioni di litio da 55 kWh. Questa fornisce l’energia necessaria a un motore sincrono a magneti permanenti collocato sull’asse posteriore da 268 CV. Numeri che uniti ad un peso contenuto ad appena 1.190 kg, perette alla vettura di scattare  da 0 a 100 km/h in circa 4,5 secondi, mentre la velocità massima supera i 230 km/h. Caterham Project V: prezzi, dimensioni e caratteristiche 13

La Caterham Project V punta ad offrire una ricarica rapida ed efficiente. La batteria agli ioni di litio può essere ricaricata fino a una potenza massima di 150 kW, consentendo di passare dal 20% all’80% di capacità dell’accumulatore in soli 15 minuti. Questa soluzione si sposa con un’elevata autonomia, stimata intorno ai 400 km.

  • Performance: la Caterham Project V offre prestazioni da vera sportiva grazie ai 268 CV disponibili, abbinati ad un peso molto contenuto.
  • Esclusività: unica nel suo genere, la Project V è la prima GT elettrica di Caterham.
  • Efficienza: con una batteria da 55 kWh e tempi di ricarica rapidi, la vettura vanta circa 400 km di autonomia.

Anche la logistica può essere sostenibile

Anche la logistica può essere sostenibile 1

Un aiuto al processo di decarbonizzazione può arrivare dal trasporto merci, uno dei settori (al pari del trasporto pubblico e privato) più impattanti a livello di emissioni. Per questo i veicoli elettrici vengono impiegati nella distribuzione a corto raggio e rappresentano la soluzione ideale per le consegne in città, soprattutto nei centri storici e nelle zone a traffico limitato. L’utilizzo di furgoni a batteria è un primo passo importante per ridurre l’inquinamento, ma da solo non può essere sufficiente: accanto a questa misura sta prendendo sempre più piede la logistica connessa, organizzata ed efficiente, in modo da ottimizzare percorsi e movimenti e contribuire alla decarbonizzazione attraverso il risparmio di tempo ed energia.

Anche la logistica può essere sostenibile

I dettagli fanno la differenza

Le case automobilistiche e i fornitori di soluzioni tecnologiche hanno iniziato a studiare come incrociare connettività avanzata e intelligenza artificiale in modo da aiutare le aziende a gestire al meglio i parchi veicoli, coordinando anche le fasi di ricarica e sfruttando sistemi per la manutenzione preventiva, per ridurre i fermi macchina inattesi. Tra le aziende più attive c’è Bosch (il produttore più grande al mondo di componenti per automobili) che ha concentrato i propri sforzi su un’evoluzione della direzione dei servizi connessi: insieme al cloud provider statunitense Amazon Web Services (AWS) vuole lanciare una piattaforma software che raggruppi i propri servizi logistici e quelli di terze parti.

Il nuovo progetto, accanto alle soluzioni per i veicoli elettrici, propone anche funzionalità generiche, come il monitoraggio avanzato dei furgoni, importantissimo per il trasporto di merci particolari quali medicinali; ma anche individuazione e prenotazioni dei parcheggi e tutti gli aspetti che permettono di risparmiare tempo. La nuova piattaforma comprende anche i kit retrofit per montare sui mezzi più vecchi le tecnologie keyless per l’accesso senza chiave. Bosch e AWS vogliono garantire alle aziende di logistica e di spedizioni un accesso unico, rapido e semplice ai servizi digitali da un’unica fonte.

Ford F-150: prezzi, dimensioni e caratteristiche 11

I progetti di Ford

Anche le case automobilistiche sono impegnate in questo campo. Ford Pro, la divisione dedicata alla clientela professionale, ha già introdotto la versione elettrica di Transit e vari servizi connessi e ora sta portando avanti, con diverse aziende partner, progetti di sperimentazione pratica. Uno di questi programmi è realizzato in collaborazione con FedEx Office, fornitore di livello mondiale di servizi di stampa, imballaggio e spedizioni, che sta impiegando dieci furgoni Ford E-Transit con la propria rete FedEx SameDay City con lo scopo di rendere l’intera flotta a zero emissioni dallo scarico entro il 2040. I furgoni sono stati usati in nove mercati (sia a Ovest che a Est negli Stati Uniti) per valutare le prestazioni in diverse condizioni stradali e climatiche: FedEx Office ha installato stazioni di ricarica dedicate a tali veicoli e ne aggiungerà altre nei vari mercati, se necessario, per soddisfare le esigenze di ricarica lungo le rotte dei corrieri. Ma la partnership tra Ford e FedEx Office si concentra soprattutto sui programmi di monitoraggio e i software di ottimizzazione dei percorsi che, integrati con il controllo dei veicoli e la manutenzione predittiva, possono calcolare nei minimi particolari spostamenti e alternanze pausa/lavoro dei furgoni, con l’obiettivo di rendere efficace ogni singolo movimento.

Economia circolare per un futuro sostenibile

Auto elettriche: oltre lo stato solido ecco le batterie LFP e agli ioni di sodio

L’economia circolare è un concetto che sta diventando sempre più importante per la maggior parte delle realtà industriali. Basare la propria attività su un modello di produzione e consumo pensato per potersi rigenerare da solo e attento alla riduzione degli sprechi delle risorse naturali e incentrato su condivisione, riutilizzo, riparazione e riciclo di materiali e prodotti esistenti il più a lungo possibile, può garantire alle aziende vari vantaggi sia in termini economici che di sostenibilità ambientale. E in più mette le imprese al riparo da crisi di approvvigionamento delle materie prime e aumenti del prezzo dell’energia dovuti a conflitti o speculazioni varie; al punto che numerose industrie hanno messo l’economia circolare al centro dei propri piani strategici.

Il primo passo è la progettazione

All’inizio i principi dell’economia circolare sono stati messi in pratica soltanto in determinate fasi del processo produttivo, come la verniciatura e la fabbricazione di carrozzerie che riciclano risorse quali l’acqua e i metalli, a partire dall’alluminio, al fine di ridurre l’impatto sull’ambiente. Attualmente le cose stanno cambiando e il concetto si sta allargando: BMW, attraverso il proprio manifesto “i Vision Circular”, ha fatto vedere a tutti che è possibile progettare da zero le nuove vetture in funzione dei materiali e seguendo i principi dell’economia circolare.

Auto elettriche: oltre lo stato solido ecco le batterie LFP e agli ioni di sodio 3

La nuova politica del marchio tedesco prevede l’ideazione del design della vettura riducendo sempre di più l’uso di componenti di origine eterogenea e finiture superficiali e, al tempo stesso, comprende l’impiego di materie prime a base organica, come le plastiche bio e materiali di origine vegetale, e anche un maggiore ricorso a elementi che hanno già attraversato un ciclo di vita del prodotto e che sono riciclabili al 100%. Non a caso, sulle nuove BMW i componenti monomateriale (che potranno essere separati l’uno dall’altro e riciclati a fine vita del veicolo) stanno sostituendo quelli tradizionali: il gruppo tedesco assicura che già sul 30% dei propri modelli vengono impiegati materiali riciclati, percentuale che salirà al 50% nei prossimi anni.

Dal riciclo nuove idee per tutta la filiera

Ogni anno circa 10.000 veicoli BMW, MINI, Rolls-Royce e BMW Motorrad sono riciclati nel Centro di riciclaggio e smantellamento (RDZ) del BMW Group a Unterschleissheim, vicino a Monaco di Baviera. Lo smontaggio è garantito da un procedimento standardizzato che identifica i componenti riutilizzabili e i materiali che possono essere riciclati. Questo processo dà indicazioni molto importanti per mettere a punto le nuove logiche di progettazione: le informazioni vengono condivise anche con le aziende partner per mezzo della piattaforma IDIS (International Dismantling Information System) con lo scopo di estendere a partner e fornitori i benefici della nuova politica aziendale.

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Meno emissioni grazie alla seconda vita delle batterie

Il procedimento comprende anche la ricerca e l’attuazione di procedimenti innovativi per poter riciclare le batterie ad alta tensione delle vetture elettrificate: attualmente i tecnici hanno messo a punto processi che garantiscono oltre il 90% di riciclo di materiali. In Cina, la joint venture BMW-Brilliance Automotive (BBA) ha realizzato un ciclo chiuso per il riuso di nichel, litio e cobalto delle batterie ad alto voltaggio, estratte e impiegate nella produzione di nuove batterie per il BMW Group risparmiando, secondo i dati forniti dal marchio tedesco, fino al 70% delle emissioni di CO2 di una normale filiera, tenendo conto dell’intero processo a partire dall’estrazione dei metalli.

Ciclo virtuoso anche per i rifiuti

Audi, Jaguar e BMW hanno messo in pratica i principi dell’economia circolare nei propri processi produttivi, con la realizzazione di circuiti chiusi per acciaio e alluminio nei siti di produzione e tra i fornitori che recuperano circa il 70% degli scarti di acciaio degli impianti di pressatura e dei residui di alluminio che vengono reinseriti nel ciclo di lavorazione. BMW, dal 2006 al 2021, è riuscita a ridurre di oltre il 70% le emissioni di CO2 legate alla produzione di veicoli, abbassando a circa 580 grammi per veicolo la media dei rifiuti non riciclabili nell’impianto principale di Dingolfing.

Il piano iFactory prevede anche un consistente programma di efficientamento basato su digitalizzazione e impiego di macchinari connessi, intelligenti e alimentati con energia pulita, che sono in grado di ridurre errori, rischio di imprevisti e tempi di riparazione o modifica degli stessi impianti, permettendo di risparmiare soldi e abbassando le emissioni grazie al minor numero di operazioni richieste. Queste soluzioni sono alla base del piano di abbassamento della CO2 elaborato da BMW: entro il 2030 il brand tedesco vuole ridurre del 40% le emissioni di CO2 dei propri veicoli rispetto al 2019 e mira a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050.

Targhe storiche: parte la sperimentazione

Targhe storiche: parte la sperimentazione

Chi possiede un’auto storica potrà immatricolarla o reimmatricolarla con la targa originale della prima registrazione. Lo scorso 25 novembre è entrato in vigore il Decreto Ministeriale 468, emanato dalla Direzione Generale per la Motorizzazione, che “disciplina le modalità operative per il rilascio della targa storica per autoveicoli, motoveicoli e macchine agricole di interesse storico e collezionistico di cui all’articolo 60 del Codice della Strada”.

Dallo scorso 27 novembre e fino al 5 gennaio 2024 è attiva la prima fase della sperimentazione, che comprende un numero ristretto di operatori professionali per procedere con immatricolazione e reimmatricolazione delle auto di interesse storico e collezionistico non assoggettate all’obbligo di iscrizione al PRA. Una volta terminata la sperimentazione, a partire dall’8 gennaio 2024, le procedure per il rilascio saranno offerte ai possessori di auto storiche da tutti gli Sportelli Telematici dell’Automobilista delle varie agenzie territoriali private e dagli uffici della Motorizzazione Civile.

Targhe storiche: parte la sperimentazione 1

Quali auto hanno diritto alla targa storica

Grazie al nuovo Decreto, i veicoli storici potranno tornare ad avere la targa originale, aumentando in questo modo il proprio valore e rimediando all’inestetismo di un’auto di tanti anni fa con una targa attuale. Vediamo quali veicoli ne hanno diritto. Il Decreto dice che possono ottenere il rilascio della targa storica auto, moto e macchine agricole di interesse collezionistico già immatricolate in Italia e radiate d’ufficio ai sensi dell’articolo 96 del codice della strada; radiate per esportazione ai sensi dell’articolo 103 c.d.s.; radiate per ritiro su area privata, ai sensi della previgente legislazione, su richiesta presentata per la prima volta entro il 26 aprile 2006; radiate per demolizione, ai sensi della previgente legislazione, prima del 30 giugno 1998, a esclusione di quelle per le quali siano stati erogati contributi statali alla rottamazione; immatricolate in Italia e mai dismesse dalla circolazione, per le quali venga richiesta una reimmatricolazione con targa storica; prive di targhe e di documenti di circolazione, né radiate né successivamente reimmatricolate in Italia.

Inoltre la targa storica può essere rilasciata anche agli autoveicoli, alle macchine agricole e ai motoveicoli mai cessati dalla circolazione e ancora muniti di targa originale rilasciata in Italia, ma smarrita, distrutta o deteriorata: in questo caso si tratta di una copia ufficiale a tutti gli effetti. In questa prima fase, il rilascio della targa storica è possibile a condizione che sia stata già associata in passato alla relativa auto: per ora non si possono immatricolare auto d’epoca d’importazione con targhe coeve alla loro produzione, perché non sono presenti negli archivi.

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Il commento dell’ASI

Il presidente dell’ASI (Automotoclub Storico Italiano), Alberto Scuro, esulta per il Decreto sulle targhe storiche. “Siamo alle fasi finali di un importante percorso che, insieme alle istituzioni coinvolte, porta a una significativa opera di tutela dei veicoli storici – le parole del presidente – . Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con il Ministro e Vicepremier Salvini e il suo consulente per il motorismo storico Giovanni Tombolato, la Motorizzazione Civile, con l’attenzione e la competenza del Direttore Generale Pasquale D’Anzi, hanno svolto un lavoro tutt’altro che banale, introducendo una novità assoluta sia a livello normativo, sia di applicazione pratica”.

Auto divenute icona: Toyota Yaris

Auto divenute icona: Toyota Yaris 2

La Toyota Yaris è la piccola giapponese che più e meglio di tutte ha saputo raccogliere idealmente il testimone dalla Nissan Micra, cui spetta il merito di aver aperto le porte dei mercati europei alle auto di segmento B del Paese del Sol Levante. L’utilitaria debutta al Salone di Parigi del 1998, viene commercializzata a partire dall’anno successivo e nel 2000 ottiene il premio di Auto dell’Anno. La Yaris vende tantissimo fin dall’inizio e si guadagna un posto di rilievo nella storia dell’industria automobilistica per le novità apportate nel segmento B, prima fra tutte l’innata capacità di sfruttare al meglio lo spazio. Attualmente è alla quarta generazione, che vede l’elettrificazione della gamma e un aumento delle dimensioni, per assecondare le esigenze del mercato odierno.

Auto divenute icona: Toyota Yaris 1

Costruita per piacere agli europei

La Yaris prima serie (nome in codice XP10) nasce nel 1998 e viene commercializzata come Toyota Viz in Giappone e come Toyota Echo o Yaris in Europa a partire dall’anno seguente. Il design innovativo dalle linee arrotondate viene ripreso dal concept Funtime del 1997, un’idea del team di designer guidati dal greco Sotiris Kovos, e fa immediatamente breccia nel cuore degli automobilisti europei, che nel segmento B hanno un ampio ventaglio di scelta. Ma la Toyota Yaris ha qualcosa in più che la rende speciale, a partire dalle dotazioni generose e dal costo concorrenziale, sia nella versione a 3 che a 5 porte. È lunga 3,64 metri, alta 1,5, larga 1,66 e ha un passo di 2,37 metri, caratteristiche che le regalano un’abitabilità nettamente superiore alle rivali; il nuovo motore 1.0 16V aspirato dalla potenza record di 68 CV, le linee disegnate appositamente per gli europei e la ricca dotazione completano l’opera. La piccola giapponese, di serie, offre computer di bordo, doppio airbag e chiusura centralizzata; mentre gli allestimenti Sol e Luna aggiungono climatizzatore manuale, paraurti in tinta, calandra cromata e fendinebbia.

Motori per tutti i gusti

Nel 2001 inizia la produzione della Yaris nell’impianto francese di Valenciennes, una mossa necessaria data la grande richiesta in tutti i mercati del Vecchio Continente. Maneggevolezza e affidabilità ben al di sopra della media, garantita dalle indagini del TUV tedesco, danno un’ulteriore spinta alle vendite della piccola giapponese, che offre un’ampia gamma di motorizzazioni. Nel 2000 arriva il 1.3 benzina da 86 CV montato anche sulla multispazio compatta Yaris Verso; l’anno successivo, invece, è l’ora del 1.4 D-4D a gasolio da 75 CV, propulsore molto gradito per i consumi contenuti. Nel 2001 debutta anche la versione più grintosa, la Yaris 1.5 16V T Sport da 106 CV, cui fa seguito nel 2003 un lieve restyling dovuto all’arrivo delle motorizzazioni benzina Euro 4.

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Anche la seconda generazione fa centro

Nel 2005 entra in scena la seconda generazione (nome in codice XP90), che vede un design meno innovativo, ma che piace lo stesso agli automobilisti. Le dimensioni sono più generose: la lunghezza arriva a 3,75 metri, la larghezza a 1,69 regalando alla nuova Yaris una maggiore abitabilità. Anche i motori, tutti Euro 4, compiono un salto di qualità per quanto riguarda l’efficienza: la cubatura di un litro viene ampliata con un nuovo 3 cilindri da 69 CV (dal 2010 anche a GPL) e si affianca al 1.3 da 87 CV (dal 2007 disponibile anche con cambio automatico sequenziale M-MT) e al 1.4 D-4D da 90 CV. Il restyling del 2009 aggiunge il 1.3 benzina con start/stop da 100 CV e la rinnovata Yaris TS con il 1.8 da 133 CV. La nuova versione è la prima vettura del segmento B a essere dotata di 9 airbag e, inoltre, offre anche il divanetto posteriore scorrevole e una visibilità verso l’esterno al top per la categoria. Molto apprezzati dagli automobilisti anche il bagagliaio con capacità variabile da 272 a 1.086 litri e le 5 stelle ottenute nel crash test Euro NCAP. Come detto la seconda generazione della Yaris segue le orme della prima e, nel 2010, le vendite totali delle due serie superano i tre milioni e mezzo di esemplari.

Auto divenute icona: Toyota Yaris

Con la terza serie arriva l’elettrificazione

La terza generazione della Yaris viene presentata nel settembre 2011 al Salone dell’automobile di Francoforte e inizia a essere commercializzata nell’ottobre dello stesso anno: è 10 centimetri più lunga della precedente per un totale di 3,88 metri, larga 169 cm e alta 151 cm, con il passo aumentato di 5 cm. Le linee sono ispirate a quelle della Prius+ e della Verso-S (ex Toyota Yaris Verso). Nei primi sei mesi del 2014 è la quattordicesima auto più venduta in Europa, con oltre 90.000 unità. Nel 2012 arriva la Yaris Hybrid con il propulsore da 1,5 litri a ciclo Atkinson che sprigiona 74 CV, abbinato a un motore elettrico che, oltre ad assicurare uno spunto in fase di partenza, permette brevi spostamenti in modalità completamente elettrica. Le batterie, che si ricaricano anche sfruttando i rallentamenti dell’auto in fase di frenata, sono piazzate sotto il sedile posteriore, in modo da non ridurre lo spazio del vano bagagli.

Toyota GR Yaris: prezzo, dimensioni e caratteristiche 20

 

La quarta generazione porta via i motori diesel

La Yaris di quarta generazione debutta sui mercati a inizio 2020 e, nel 2021, viene premiata  come Auto dell’Anno. È sviluppata sulla base GA-B e, a differenza delle precedenti generazioni, è disponibile solo con carrozzeria a 5 porte a due volumi; mentre il modello a 3 porte è riservato alla GR, la versione orientata alle prestazioni. La quarta generazione per il mercato europeo non ha a listino versioni diesel e vede l’introduzione di un’inedita motorizzazione ibrida costituita da un motore 1.5 con 3 cilindri a benzina da 92 CV (con funzionamento a ciclo Atkinson) abbinato a un motore elettrico sincrono a magneti permanenti da 80 CV/59 kW, collegato a una batteria agli ioni di litio da 4,3 Ah, per una potenza complessiva di 116 CV. Sempre nel 2020, utilizzando il pianale e la meccanica della Yaris, viene progettata la Yaris Cross, la versione crossover della mitica giapponese.

Auto divenute icona: Seat Ibiza

Auto divenute icona: Seat Ibiza 1

La Seat Ibiza è l’auto che segna l’inizio di una nuova era per la casa spagnola: è la prima vettura prodotta sotto l’egida di Volkswagen dopo la rottura con Fiat. Un modello iconico, ancora oggi nel listino, che racchiude in sé il design italiano, la tecnologia tedesca e la manifattura spagnola: un mix vincente che l’ha portata a conquistare dal 1984 a oggi sei milioni di automobilisti, più o meno giovani.

Ma riavvolgiamo dall’inizio il nastro di una storia di grande successo commerciale. Siamo nei primi anni ’80, la Spagna è da poco uscita dalla lunga dittatura del generale Francisco Franco, morto nel 1975, e ha più che mai voglia e necessità di rinnovarsi, anche per quanto riguarda l’industria automobilistica. Il desiderio di modernità porta lo Stato spagnolo a mettere in discussione il controllo di Fiat sulla Seat (fondata nel 1950 con capitali del gruppo torinese e dell’INI, Instituto Nacional de Industria): a seguito di un lungo tira e molla il costruttore italiano esce di scena dopo 30 anni. A fine settembre del 1982 viene siglato un accordo di collaborazione industriale e commerciale con Volkswagen, che prende il controllo di Seat. Le prime mosse sono i restyling della Ronda e della Fura, che sono la Ritmo e la Fiat 127 in salsa spagnola, ma il rilancio del marchio può avvenire soltanto con la produzione di un nuovo modello.

Il tempo per progettare un’auto da zero è poco e per questo i nuovi vertici di Seat decidono di riprendere un vecchio bozzetto dell’era Fiat, rimasto chiuso nei cassetti: è l’idea della sostituta della Fura, un’utilitaria disegnata da Giorgetto Giugiaro e basata sul pianale della Ronda, che può accogliere vari motori. I dirigenti mettono da parte gli iniziali scetticismi e decidono di riprendere quel progetto, cambiando i motori: la nuova auto avrà i propulsori System Porsche che rimarcano, se ce ne fosse bisogno, il cambio di gestione della Seat.

Auto divenute icona: Seat Ibiza 3

La nascita di un mito

Per la nuova utilitaria viene scelto il nome Ibiza: l’auto esordisce nel 1984 e piace fin da subito per il design firmato Giugiaro e per l’abitabilità, dovuta anche agli ingombri più generosi rispetto alla media del segmento B (3,68 metri di lunghezza per 1,61 di larghezza e 1,41 di altezza). La piccola spagnola è disponibile a 3 e 5 porte (nel 1985 arriva la versione tre volumi chiamata Malaga) e presenta interni semplici che ricordano vagamente le Volkswagen di quel periodo, specialmente la seconda generazione della Golf, arrivata sul mercato l’anno prima. La gamma motori a benzina prevede il 1.2 da 63 CV in grado di superare i 150 km/h e il 1.5 da 86 CV che tocca i 175 km/h. Negli anni successivi si aggiungono nuove motorizzazioni: il 1.7 diesel da 55 CV; dal 1986 il vecchio motore della 127, il 903 cc da 44 CV e il 1.5 a iniezione da 101 CV e oltre 180 km/h di velocità massima, riservato alla versione sportiva SXi, dalla caratteristica linea rossa che avvolge la carrozzeria. Il restyling del 1990 porta il nuovo disegno dei gruppi ottici, dei paraurti e alcuni dettagli inediti nell’abitacolo. Per quanto riguarda i motori, arriva il 1.2 a iniezione da 71 CV con marmitta catalitica, seguito nel 1991 dal 1.7 da 98 CV della Sport Line.

Auto divenute icona: Seat Ibiza 2

Giugiaro firma anche la seconda serie

La prima generazione della Seat Ibiza saluta nel 1993 con quasi 1,3 milioni di esemplari prodotti e un ottimo successo commerciale, soprattutto in Spagna. Anche la seconda serie porta la firma di Giugiaro, che disegna linee più morbide, con tratti maggiormente dinamici per la versione tre porte e più eleganti per quella a cinque porte. La nuova Ibiza (che in totale venderà 1,5 milioni di unità) nasce sul pianale della Volkswagen Polo e verrà costruita anche con carrozzeria a tre volumi e station wagon, però con il nome Cordoba. Le dimensioni sono più generose di quelle della prima generazione: con i suoi 381 cm di lunghezza e 164 di larghezza, adesso la compatta spagnola si colloca in uno spazio intermedio tra il segmento B e il C. Dal punto di vista qualitativo si nota un salto in avanti, grazie agli interni più ergonomici, più ampi e meglio rifiniti. I motori, sempre di derivazione Volkswagen, sono cinque a benzina con cilindrate comprese tra 1.050 e 2.000 cc e potenze da 45 a 116 CV; mente il 1.9 diesel da 64 CV completa la gamma. Con il restyling arriva anche la prima versione “spinta” della Ibiza, che caratterizza l’inizio di un’epoca: la 2.0 16 V GTI Cupra (Cup Racing) da 150 CV e 216 km/h.

Auto divenute icona: Seat Ibiza

La terza generazione si fa più sportiva

La terza serie si svela al Motorshow di Bologna nel 2001 ed è disegnata da un altro italiano, Walter de’ Silva che proviene dall’Alfa Romeo e che accentua il carattere sportivo della Ibiza con fari più aggressivi, la forma a cuneo della fiancata e le linee più smussate. La compatta ne guadagna in personalità e stile, che piace ai più giovani. Cresce in lunghezza, 3,95 metri, aumentano gli spazi interni e arrivano elettronica e dispositivi di sicurezza attiva e passiva. È disponibile con tre diversi motori a benzina: il 3 cilindri di 1,2 litri da 64 CV e i 4 cilindri 1,4 litri da 75 e 100 CV e due turbodiesel 1.9 da 100 e 130 CV. Successivamente arrivano la FR (Formula Racing) con la variante del 1.8 Turbo da 150 o il 1.9 TDI da 130 CV; mentre nel 2007 debutta la versione ecologica Ecomotive con il 1.4 TDI da 26,2 km/l e 99 g/km di emisioni di CO2.

Seat Ibiza: prezzi, dimensioni e caratteristiche 6

Nuovi motori per la quarta generazione

La quarta serie arriva nel 2008 e porta la firma del belga Luc Donckerwolke, designer delle Lamborghini Gallardo e Murcielago: la nuova Ibiza è caratterizzata da forme più spinte, tagli netti e angoli spigolosi che accentuano il carattere sempre più sportivo. Tantissime le novità, tra le quali spiccano gli interni più tecnologici, il debutto dei motori TFSI con cambio DSG a 7 rapporti e alcune versioni speciali.

Niente più 3 porte e station-wagon con la quinta generazione

Nel gennaio del 2017 esordisce la quinta generazione: spariscono la versione a 3 porte e la station-wagon, rimpiazzata dal SUV Arona. La nuova Ibiza è la prima auto sviluppata sull’inedita piattaforma MQB A0, sulla quale saranno realizzate le nuove generazioni della Volkswagen Polo e la Audi A1 e, a livello estetico, si rifà alla Leon, con alcune differenze soprattutto nei fari anteriori e in quelli posteriori, dalle forme più triangolari. La gamma motori è formata dai benzina 1.0 TSI da 95 e 115 CV, dal 1.5 TSI da 150 CV; dai diesel 1.6 TDI da 80, 95 e 115 CV e dal 1.0 TGI 90 CV a metano.