Energie rinnovabili: tutti i vantaggi del geotermico

Energie rinnovabili: tutti i vantaggi del geotermico

Quando parliamo di energie rinnovabili e sostenibili, non dobbiamo fermarci a fotovoltaico, idroelettrico ed eolico, le soluzioni più diffuse e, di conseguenza, le più conosciute. Il nostro pianeta offre anche altre risorse “pulite”, come ad esempio l’energia geotermica, che si ottiene dal calore proveniente da fonti geologiche presenti nel sottosuolo. È basata sullo sfruttamento del calore naturale della Terra ed è un’energia sempre presente e reperibile, indipendentemente dalle condizioni meteorologiche sia a breve che a lunga durata del luogo in cui viene sfruttata e non è soggetta a fenomeni di ciclicità giornaliera e stagionale come l’energia solare. Grazie alle proprie caratteristiche può essere impiegata sia come fonte di produzione di energia elettrica che direttamente come fonte di calore.

L’energia geotermica è legata alle caratteristiche del sottosuolo: nella terra dei geyser, l’Islanda, circa il 75% dell’elettricità e l’85% del riscaldamento derivano da fenomeni geotermici e idrogeologici; al punto che l’isola situata a sud del Circolo Polare Artico, entro il 2050, potrebbe essere la prima nazione al mondo a eliminare completamente i combustibili fossili. Le idee per sfruttare l’energia geotermica si stanno moltiplicando anche in ambito automotive e in altri Paesi dove questa fonte rinnovabile è più difficile da “intrappolare”.

Patto fra Stellantis e Vulcan

Il gruppo automobilistico italo-francese, recentemente, ha raggiunto due accordi con la società Vulcan per la realizzazione di due piani con l’obiettivo di sfruttare l’energia geotermica per alimentare la fabbrica tedesca di Russelsheim, sede del quartier generale di Opel dove vengono realizzate DS4 e Opel Astra, e quella di Mulhouse, in Francia, in cui vengono prodotte DS7, Peugeot 308 ed e-308, 508 e la nuova 408. Al momento è in atto lo studio di fattibilità con cui le due realtà intendono verificare l’effettivo potenziale di questa fonte rinnovabile e prendere in esame la possibilità di cedere l’energia in eccesso alla rete, che permetterebbe agli impianti di guadagnare dall’operazione, una volta ammortizzati i costi.

Se tutto dovesse andare a buon fine, grazie all’energia geotermica, l’impianto di Russelsheim dovrebbe diventare quasi autosufficiente dal punto di vista energetico già dal 2025; mentre per quanto riguarda quello di Mulhouse, la nuova fonte dovrebbe coprire una parte significativa del fabbisogno energetico annuale del sito a partire dal 2026.

Auto elettrica: il futuro passa per le rinnovabili

Due aziende con un unico obiettivo

“La partnership con Vulcan rafforza il nostro impegno a promuovere soluzioni per l’energia pulita in tutta la nostra azienda e rappresenta una delle numerose iniziative che stiamo esplorando per raggiungere il nostro obiettivo di zero emissioni di carbonio entro il 2038, in linea con il nostro piano strategico Dare Forward 2030,” le parole di Arnaud Deboeuf, Chief Manufacturing Officer di Stellantis. “La missione principale di Vulcan è la decarbonizzazione, attraverso la fornitura di energia rinnovabile e di litio ricavato senza emissioni di anidride carbonica. Noi vogliamo sostenere Stellantis, il nostro principale acquirente di litio e uno dei nostri maggiori azionisti, nella decarbonizzazione delle proprie attività operative in Europa,” ha detto Francis Wedin, Amministratore Delegato e CEO di Vulcan.

Il doppio accordo potrebbe portare benefici anche sul territorio, come hanno rimarcato le autorità locali. Boris Rhein, Ministro-Presidente dell’Assia, si è detto “lieto della partnership tra Stellantis e Vulcan Energy: è una notizia positiva per l’Assia in quanto dimostra che, nel nostro stato, la protezione del clima e la produzione industriale all’avanguardia attraverso idee innovative sono perfettamente compatibili”. Dalla Francia gli fa eco Franck Leroy, Presidente della Regione Grande Est. “Stellantis è uno dei principali player industriali del settore automotive nel Grande Est e per questo la regione intende supportare il gruppo nella transizione all’elettrico. Con questa partnership strategica, la trasformazione verso l’industria del futuro e la lotta al riscaldamento globale prendono forma nella nostra regione grazie a uno sfruttamento razionale dell’energia geotermica”.

CO2: l’inquinamento arriva anche da gomme e freni

Zeekr 001: prezzi, dimensioni e caratteristiche 2

Il mondo ha dichiarato guerra, già da tempo, alle emissioni di CO2 additandole come principali responsabili di qualunque forma di inquinamento presente sul pianeta: per questo motivo praticamente ogni giorno spuntano soluzioni più o meno realizzabili per ridurle e azzerarle. In realtà la questione è molto più complessa e riguarda anche il settore automotive: le sostanze inquinanti rilasciate dai veicoli vanno ben oltre l’anidride carbonica e riguardano anche le polveri sottili, le cui emissioni continuano anche con il passaggio alla mobilità elettrica.

Fermo restando che idrocarburi incombusti e particolato vengono rilasciati principalmente bruciando i derivati del petrolio nei motori a combustione, va sottolineato come i veicoli producano sostanze nocive anche tramite il consumo di materiali di attrito come pneumatici e freni, che non risparmia minimamente le auto elettriche.

Una soluzione che arriva dallo spazio

Se l’obiettivo è ripulire davvero l’aria delle città, vietare i motori endotermici ed eliminare benzina e gasolio non è sufficiente per risolvere il problema, ma bisogna far sì che le particelle derivate dall’usura di freni e pneumatici non si diffondano nell’atmosfera. Gli esperti si sono messi al lavoro già da tempo per mettere a punto filtri capaci di intrappolare le particelle fin da subito, dal momento del loro distacco: anni fa alcuni studenti universitari hanno messo a punto un dispositivo da mettere dietro le ruote dei veicoli per recuperare il materiale invisibile e inquinante grazie all’elettricità statica. Ultimamente questa soluzione è stata sviluppata in grande stile dalla DLR, l’agenzia aerospaziale tedesca, insieme all’azienda automotive HWA: i due partner dovrebbero aver messo a punto un sistema per azzerare sul serio le emissioni complessive dei veicoli.

Quanto durano gli pneumatici e quando è necessario sostituirli?

DLR e HWA, grazie ai 6 milioni di euro di finanziamento del Ministero dell’Economia, del Lavoro e del Turismo dello stato del Baden Wurttemberg, hanno sviluppato un veicolo dimostrativo denominato Zero Emission Drive Unit-1 (ZEDU-1), equipaggiato con un sistema che impedisce la diffusione di ogni tipo di particella inquinante. Il funzionamento è semplice: le ruote sono incapsulate con una speciale copertura dotata di particolari serbatoi che raccolgono le polveri sottili provenienti da dischi, pastiglie dei freni e pneumatici. Stando ai dati dello studio, solamente in Germania in un anno vengono prodotte più o meno 110.000 tonnellate di polveri sottili che vanno a finire nel sistema fognario e, successivamente, nell’ambiente. Il prototipo ha un aspetto avveniristico e sembra un’auto di un film di fantascienza, ma gli esperti assicurano che la tecnologia utilizzata è facilmente applicabile su automobili e veicoli commerciali di futura produzione.

Anche Audi testa la pulizia

La casa automobilistica tedesca si è mossa nella stessa direzione di DLR e HWA e ha sviluppato una soluzione per ridurre le particelle emesse dalle vetture. I tecnici di Audi hanno posizionato, nella parte frontale delle vetture, un filtro in grado di intrappolare le particelle già presenti nell’aria. Il marchio tedesco ha fissato in quattro anni il tempo della sperimentazione e conta di iniziare la produzione di questo dispositivo, che sarebbe capace di ripulire anche le polveri rilasciate da altre tre automobili.

Volkswagen T-Roc: acquisto o finanziamento?

Volkswagen T-Roc: prezzo, dimensioni e caratteristiche 12

La Volkswagen T-Roc, in commercio dal 2017, è fresca di restyling di metà carriera, che nel 2021 l’ha vista aggiornarsi e diventare più moderna e tecnologica. Il Suv compatto tedesco è uno dei modelli più venduti del marchio e nasce sulla stessa piattaforma della Golf. La T-Roc è lunga 4,23 metri (25 cm in meno della Tiguan), larga 1,82, alta 1,58 e ha un passo di 2,60 metri; il bagagliaio ha una capacità minima di 445 litri e di 1.290 litri abbattendo i sedili posteriori e si caratterizza per il piano di carico ad altezza variabile, che consente di trasportare oggetti molto voluminosi. Per la nuova T-Roc sono disponibili tre allestimenti: Life, l’accesso alla gamma; Style, perfetto per chi vuole più tecnologia a bordo e R-Line, il top di gamma, dal carattere marcatamente sportivo.

Volkswagen T-Roc: prezzo, dimensioni e caratteristiche 6

Linee personali e finiture di pregio

Il restyling del 2021 ha portato cambiamenti principalmente a livello estetico, rendendo la T-Roc ancora più aggressiva. Il frontale è caratterizzato dal cofano con due nervature, paraurti massiccio e fari full-led sottili disponibili per tutti gli allestimenti; mentre portellone e paraurti dividono la parte posteriore in tre zone, mettendo in risalto la larghezza del Suv. L’aggiornamento di metà carriera ha riguardato anche gli interni, arricchiti da materiali di qualità e nuova tecnologia. Al centro della plancia, ridisegnata, si trova lo schermo da 6,5, 8 o 9,2 pollici a seconda della versione, che gestisce l’infotainment basato sullo standard MIB3.

Come optional si può scegliere il display della strumentazione digitale posizionato dietro al volante, il Digital cockpit Pro da 8 o 10,25”. A bordo della T-Roc esordiscono il volante multifunzione e il controllo touch del climatizzatore; invece su richiesta è possibile avere sedili rivestiti di pelle ErgoActive, regolabili elettricamente e con funzione massaggio. Alla tecnologia bisogna aggiungere le nuove finiture degli interni: la plancia presenta una zona superiore in materiale morbido, i pannelli delle portiere sono foderati in tessuto o similpelle e le cuciture sono a contrasto. Per quanto riguarda gli aiuti alla guida, va segnalata l’aggiunta del cruise control predittivo con funzione Stop&Go e il Travel Assist (attivo fino a 210 km/h) incluso nel pacchetto IQ.Drive. Oltre a questi, Side Assist e Park Assist vedono aumentare le proprie funzionalità.

Volkswagen T-Roc: prezzo, dimensioni e caratteristiche 7

Motorizzazioni e consumi

La Volkswagen T-Roc è offerta in tre versioni a benzina e due a gasolio. Per le motorizzazioni a benzina abbiamo il propulsore 1.0 litri TSI, un tre cilindri da 110 CV; il motore da 1.5 litri TSI a quattro cilindri da 150 CV e il 2.0 TSI da 300 CV. I primi due sono disponibili con cambio manuale; il terzo, invece, ha la trazione integrale e il cambio automatico a doppia frizione di serie. La gamma diesel è rappresentata dal 2.0 TDI da 115 CV e da una versione dello stesso motore da 150 CV di potenza, disponibili anche con trazione integrale e cambio automatico DSG.

Per il tre cilindri 1.0 TSI da 110 CV, Volkswagen dichiara una percorrenza di 6 l/100km ed emissioni di CO2 pari a 136 g/km. Per il quattro cilindri 1.5 TSI da 150 CV i consumi salgono a 6,2 l/100km e le emissioni di CO2 a 141 g/km. Il 2.0 TSI da 300CV impiega 8,78 l/100km ed emette 199 g/km di CO2.

Volkswagen T-Roc: prezzo, dimensioni e caratteristiche

Volkswagen T-Roc R-Line 1.0 TSI da 110 CV a 27.902 euro

Continuano le offerte del Progetto Valore Volkswagen, che prevedono anticipo, mini rate mensili e maxi rata finale. La T-Roc 1.0 TSI da 110 CV in allestimento R-Line con Tech Pack ha un prezzo di listino di 31.650 euro, che scende a 27.902 euro grazie allo sconto di 3.748 euro (in realtà i vantaggi a favore dell’automobilista ammontano a 5.073 euro, aggiungendo i 1.325 euro del Tech Pack che viene offerto gratuitamente) proposto da Volkswagen e dalle concessionarie aderenti all’iniziativa. L’anticipo da versare, al momento della sottoscrizione del contratto, è di 5.800 euro; le 35 rate mensili ammontano a 179 euro (TAN 5,99%, TAEG 7,04%); mentre la maxi rata finale è pari a 19.993 euro e non va pagata in caso di restituzione o sostituzione della vettura. Il limite massimo di km è fissato in 30.000 e, per ogni km in più percorso, bisogna pagare 0,07 euro. Nel prezzo è compresa l’estensione di garanzia Extra Time due anni per un massimo di 80.000 km.

Auto cross-country: tutti i pregi e i difetti

Mercedes Classe E: prezzo, dimensioni e prova su strada 32

Le vetture cross-country nascono sulla base di modelli station-wagon, opportunamente modificati per affrontare con facilità anche qualche tratto di sterrato. Sono caratterizzate dalle protezioni nella parte bassa della carrozzeria, l’assetto rialzato e la trazione integrale. Questo tipo di vettura è una via di mezzo fra una familiare, un fuoristrada e un Suv: conserva intatte le qualità della classica familiare, alle quali affianca una motricità e un’altezza da terra che le permettono di non sfigurare al cospetto dei modelli pensati invece per muoversi lontano dall’asfalto.

Il successo commerciale delle cross-country ci riporta agli anni ’90, con Subaru che propone la Outback, seguita poco dopo da Volvo con la V70 Cross Country, vetture che uniscono i vantaggi della station-wagon per quanto riguarda spazio di carico e guidabilità con un allestimento ideale per viaggiare anche sullo sterrato.

Audi A6 allroad: prezzi, caratteristiche e caratteristiche

La svolta arriva con l’Audi A6 Allroad

Il salto di qualità di questo tipo di auto arriva nel 2000, grazie all’Audi A6 Allroad Quattro, che offre sospensioni pneumatiche ad altezza variabile e riduttore sui modelli con cambio manuale. Dopo l’arrivo della vettura tedesca, l’offerta di auto cross-country aumenta: la Peugeot 508 Rxh è la prima ibrida della categoria; Volvo, che è stata una pioniera, invece propone la versione rialzata di tutte le station-wagon della propria gamma, pur avendo a listino una famiglia completa di Suv come XC40, XC60 e XC90. Tra le cross-country compatte, l’auto più iconica è stata la Skoda Octavia Wagon 4×4 Scout.

Gli stessi vantaggi della familiare

Una vettura cross-country è caratterizzata dalle stesse qualità di una station-wagon, ma va considerato che la trazione integrale, in alcuni casi, può togliere spazio al bagagliaio, generalmente al doppio fondo.

L’assetto rialzato, che di solito non supera i 20 millimetri rispetto alla versione station-wagon, mette l’auto al sicuro da sassi e altri ostacoli presenti lungo la strada, tenendo anche conto che, in vari modelli, l’allestimento cross-country prevede alcuni elementi di rinforzo in plastica e protezioni sottoscocca di serie o come optional. In più, molti modelli possono avere programmi di guida dedicati al fuoristrada.

I sacrifici sono pochi

Viste le dotazioni specifiche, questo tipo di auto può essere un po’ più cara del modello standard dal quale deriva; mentre la differenza dal punto di vista dei consumi è minima. I centimetri di altezza in più, la rendono maggiormente soggetta al rollio, in virtù anche del fatto che l’assetto non deve essere troppo rigido dato che è pensata per disimpegnarsi anche sullo sterrato.

Auto cross-country: i pregi

Come detto, una vettura cross-country offre lo stesso spazio e la stessa praticità dell’equivalente station-wagon. In più ha una mobilità superiore rispetto al modello a guida bassa e peso e consumi più contenuti di un Suv; il prezzo, invece, è in linea con quello delle familiari.

Auto cross-country: i difetti

Il peso e i consumi sono leggermente superiori a quelli delle classiche station-wagon; mentre l’assetto è meno preciso delle “sorelle” dalle quali derivano.

Plastiche riciclate: sempre più presenti in auto

Mercedes Classe E: prezzo, dimensioni e prova su strada 36

La plastica riciclata entra nel mondo automotive e si accomoda a bordo di un numero sempre crescente di veicoli. Merito anche di nuove norme e leggi che stabiliscono l’aumento dell’impiego di materiali riciclati e riciclabili per la realizzazione delle nuove auto.

Alla luce di questi cambiamenti, sempre più case automobilistiche si sono impegnate in campagne per la pulizia di oceani e ambienti naturali dai rifiuti in plastica, con lo scopo sia di reperire la materia prima per la produzione di auto, sia per dare un’immagine più ecologica ai prodotti. In più grazie all’aumento della domanda, è cresciuta anche la capacità di recuperare rifiuti che fino a poco tempo fa erano difficili da smaltire.

Con il riciclo diminuisce anche la CO2

L’abbandono dell’impiego dei materiali di origine animale, come la pelle naturale, per far posto a tessuti sintetici interamente riciclati, nella realizzazione di alcune vetture ha portato vari benefici per le case automobilistiche. Dall’inizio di quest’anno tutte le auto elettriche Volkswagen I.D. hanno rivestimenti in tessuto Seaqual, ottenuto da materiali recuperati in mare e pet riciclato da bottiglie di plastica: questo processo produttivo, secondo il gruppo tedesco, genera oltre il 30% di emissioni in meno rispetto al ricorso ai tessuti e ai rivestimenti classici.

Anche Seat, Skoda e Dacia hanno seguito questa strada. In particolare Dacia ha fatto sapere che nella futura generazione di Duster, la percentuale di plastica riciclata impiegata salirà dall’attuale 12% al 20% e che contribuirà a far risparmiare sulle emissioni di CO2 e sulle materie prime, permettendo al marchio del gruppo Renault di contenere i costi. Hyundai ha da tempo abbracciato la svolta etica, prendendo parte al programma Healthy Seas, che organizza spedizioni con sommozzatori volontari per ripulire interi tratti di coste e fondali marini da vecchie reti da pesca abbandonate, che vengono impiegate per ottenere filati sintetici da usare nei rivestimenti di alcune auto, come le elettriche della famiglia Ioniq.

Renault Scenic: prezzi, dimensioni e caratteristiche 12

Prossimo obiettivo, il recupero delle plastiche più complesse

Al momento la maggior parte della plastica riciclata è il PET (polietilene tereftalato), un poliestere ampiamente diffuso e usato nella realizzazione di bottiglie e di altri contenitori a uso alimentare. Ma ci sono contenitori, come i flaconi e altri tipi di imballaggi, formati da plastiche di diversa composizione che fino a poco fa era impossibile recuperare. La crescente richiesta di materiali di riciclo, ha portato vari ricercatori a studiare soluzioni per riuscire a recuperare anche le plastiche dalla composizione più complessa: un articolo pubblicato da poco su Innovation News Network parla di varie ricerche in atto. Le plastiche a bassa qualità vengono trattate con processi chimici che estraggono biogas e trasformano il resto in materiale base per usi edilizi (asfalto e fondi stradali); a questo vanno aggiunte alcune ricerche per estrarre materiali riutilizzabili da plastiche non compatibili con i processi di riciclo utilizzati fino a ora.

Gli esperti dell’università dello stato dell’Iowa stanno portano avanti un processo, finanziato con il contributo triennale di 2,5 milioni di dollari dal Dipartimento dell’Energia degli Usa, che si basa sul plasma con cui scomporre e rendere recuperabili alcune materie plastiche. La tecnica sviluppata dai ricercatori statunitensi impiega un campo elettrico per caricare gli elettroni e utilizzarli come proiettili per spezzare i legami chimici tra le materie di base e trasformare pellicole di plastica monouso come sacchetti, imballaggi e contenitori per alimenti in materiale plastico biodegradabile riutilizzabile nei processi industriali, ottenendo risparmi in termini economici e di emissioni di CO2.

Auto divenute icona: BMW M3

BMW M3: prezzo, dimensioni e caratteristiche 3

La BMW M3 oggi è giunta alla sesta generazione, ma il mito è iniziato nel 1985 con la M3 E30, la versione più amata di sempre che ha fatto nascere la leggenda delle vetture sportive della casa di Monaco di Baviera. La sigla M, nella gamma del costruttore tedesco, sta a indicare i modelli elaborati dal reparto Motorsport. La M3 affianca l’Audi Quattro e la Mercedes 190 Evoluzione per formare il trio che negli anni ’80 ha inaugurato la tradizione di vetture medie dalla marcata vocazione sportiva. La BMW M3, in particolare, per tutti gli appassionati, è il modello che ha dato il via alla dinastia M in generale, anche se in realtà prima di lei ci sono state la M1 e la M5, ma tanta è la popolarità della derivata dalla Serie 3 da essere quasi definita la capostipite di un’era.

Auto divenute icona: BMW M3

Tutto inizia con la voglia di primeggiare in DTM

La prima BMW M3 arriva per contrastare altre auto stradali dalle alte prestazioni, come la Mercedes 190 2.3-16, che rappresentano la base per l’omologazione delle versioni con cui gareggiare nei campionati per vetture turismo Gruppo A. I vertici di BMW vogliono tornare protagonisti nel campionato DTM: nasce così la M3, dalla quale sarebbe derivata la variante per le corse omologata con specifiche tecniche di Gruppo A. La sportiva si basa sulla seconda generazione della Serie 3, siglata E30, ed è una berlina a due porte lunga poco più di 4,3 metri e con un passo di 2,56 e non una coupé, che arriverà solo con la seconda generazione, la E36. La M3, rispetto alla serie 3, ha il telaio rivisitato, carreggiate ampliate e parafanghi bombati, coperchio del bagagliaio con un alettone, montanti posteriori e, ovviamente, un motore da corsa.

Il primo motore 16V su una Serie 3

Il propulsore della M3 si basa sul 2 litri di Formula 2, con cilindrata portata a 2,3 litri, e con la nuova testata a 16V, la prima utilizzata su un modello della Serie 3. Grazie a questi accorgimenti, il motore è in grado di erogare 200 CV a 6.750 giri (5 CV in meno nella versione catalizzata) e di far raggiungere alla M3 i 235 km/h con 0-100 in meno di 7 secondi. L’auto pesa soltanto 1.200 kg e ha il cambio manuale a 5 marce e differenziale autobloccante al 25%.

Più CV con le versioni Evo

Nel caso della M3 successi sportivi ed evoluzione tecnica sono sempre andati a braccetto: già nel 1988 arriva un sostanziale aggiornamento meccanico, che aumenta la potenza massima di una ventina di CV. La versione catalizzata arriva a 215 CV e viene denominata “Evolution” o più semplicemente Evo I. Quella senza catalizzatore, detta Evo II, garantisce prestazioni analoghe: tutte e due raggiungono i 240 km/h e sono caratterizzate da ruote con cerchi da 16 x 7,5 pollici, lunotto e finestrini più sottili e leggeri, splitter anteriore più grande e spoiler posteriore aggiuntivo.

Nel 1989 arrivano la cabriolet e la Sport Evolution

Un anno dopo le prime Evo, è l’ora della prima e unica modifica alla carrozzeria: la M3 cabriolet ha il motore meno potente della M3 prima serie, quello da 200 CV, che in ogni caso è in grado di farle raggiungere i 228 km/h. Novità anche per la berlina, che si arricchisce di una Evoluzione in edizione limitata, dovuta alla necessità di dover omologare una nuova versione da competizione. La Sport Evolution, chiamata anche Evo III, è dotata di motore da 2,5 litri e 238 CV a 7.000 giri e particolari dedicati, come splitter anteriore regolabile e alettone più grande, griglia del paraurti maggiorata e, in sostituzione dei fendinebbia, condotti per ventilare meglio i freni.

Auto divenute icona: BMW M3 1

Nel 1993 è l’ora della seconda generazione

La M3 E30 resta in produzione fino al 1992 e lascia il posto, a partire dall’anno seguente, alla versione basata sulla E36. La nuova M3 è una vera coupé a 6 cilindri, anche se per tutti gli appassionati il vero e unico mito resta la prima generazione. La nuova M3 è spinta dal 6 cilindri in linea da 2.990 cc da 286 CV, che la porta fino alla velocità massima dichiarata di 250 km/h (autolimitata elettronicamente) con uno scatto da 0 a 100 km/h in 5.7”. Questi numeri fanno della M3 E36 un punto di riferimento fra le vetture ad alte prestazioni di fascia medio-alta.

BMW M3 E46

Niente berlina con la terza generazione

Nel 2000 debutta la terza generazione, la M3 E46, prodotta in versione coupé e cabrio, ma non berlina, dato il minor successo commerciale di questa carrozzeria. È dotata di nuovo motore a 6 cilindri da 3,2 litri con una potenza di 343 CV a 7.900 giri/min e una coppia di 365 Nm a 4.900 giri/min, raggiunge i 250 km/h autolimitati e accelera da 0 a 100 km/h in 5,2 secondi. A livello estetico è più vistosa della serie precedente, con parafanghi allargati, bombatura del cofano anteriore, branchie laterali sui parafanghi anteriori con logo M3 e i quattro terminali di scarico, per la prima volta montati su una M3.

BMW Serie M3

Nel 2007 arriva il motore a 8 cilindri

La quarta generazione, prodotta dal 2007 al 2013, è caratterizzata da soluzioni tecniche e meccaniche all’avanguardia ispirate alla Formula 1. Il motore a 6 cilindri lascia spazio a un 8 cilindri a V da 3.999 cm cubici e 420 CV con una coppia di 400 Nm a 3900 giri/min ed è caratterizzato da soluzioni tipiche di una vettura da competizione, come una valvola a farfalla per ogni cilindro, cosa molto rara per un motore di serie. La velocità massima è di 250 km/h limitati elettronicamente e lo scatto da 0 a 100 km/h è di 4”8 per la versione con cambio manuale a sei marce e 4”6 per quella con il cambio sequenziale DKG.

BMW M3: prezzo, dimensioni e caratteristiche 9

Dal ritorno del 6 cilindri alla novità station-wagon

La quinta generazione, la M3 F80 è prodotta dal 2014 al 2018, solo con carrozzeria berlina 4 porte; mentre la coupé viene chiamata M4. La F80 vede il ritorno di un motore a 6 cilindri in linea, un 3 litri biturbo da 431 CV: è la prima volta in cui una M3 di serie viene equipaggiata con un motore sovralimentato. Nel 2020 viene presentata la G80, la sesta generazione della M3, basata sulla settima generazione della Serie 3 lanciata due anni prima. Anche in questo caso, la versione coupé viene indicata con il nome M4, giunta alla seconda generazione. Per la prima volta la M3 viene prevista anche come station wagon, disponibile solo in versione Competition con trazione integrale e cambio automatico. L’attuale M3 è spinta da un motore da 3 litri biturbo 6 cilindri in linea da 480 CV e 550 Nm di coppia massima per la M3 di base del 2020 e da 510 CV e 650 Nm per la versione Competition. Altra novità, a partire dal 2021, l’arrivo di un’inedita versione a trazione integrale, per la prima volta disponibile su una M3.

Aston Marin DB12 Volante: prezzi, dimensioni e caratteristiche

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Presentata poco dopo la versione Coupé, l’Aston Martin DB12 Volante si profila come l’apice dell’eleganza britannica a cielo aperto. Sotto il cofano, l’intramontabile motore V8 da 680 CV; sopra, un raffinato tetto in tela di otto strati. Cabriolet a due porte ma con quattro comodi posti, rappresenta una combinazione unica di potenza e stile, pronta a conquistare le strade dalla fine del 2023.

Di seguito ecco la scheda tecnica della Aston Marin DB12 Volante:

Scheda Tecnica
Numero posti 4
Bagagliaio 169-206 litri
Alimentazioni Benzina
Classe Euro 6 d-temp
CV/kW 680/500
Prezzo (da) –
INDICE
Dimensioni
Interni
Esterni
Motori
Consumi
Allestimenti
Perché comprarla
Prezzi

Con una lunghezza che si estende leggermente oltre i 4,7 metri e una larghezza che sfiora i 2 metri, l’Aston Martin DB12 Volante sfoggia proporzioni che sottolineano la sua presenza signorile sulla strada. Nonostante un’altezza che si avvicina ai 1,3 metri, la vettura mantiene un profilo slanciato, sostenuto da un passo di circa 2,8 metri. L’abitabilità interna è ben distribuita, offrendo comodità a quattro passeggeri. Infine, la capacità del bagagliaio varia tra i 169 e i 206 litri, evidenziando una buona versatilità per una cabriolet di questo calibro.

Dimensioni
Lunghezza 4.725 mm
Larghezza 2.060 mm
Altezza 1.295 mm
Passo 2.805 mm

L’abitacolo delle Aston Martin ha da sempre rappresentato l’eccellenza dell’artigianalità britannica, e la DB12 Volante non delude le aspettative in questo senso. L’interno della cabrio, rispetto al modello Coupé, si arricchisce di dettagli distintivi come pannelli in legno o in fibra di carbonio sugli schienali, perfettamente abbinati agli intarsi delle porte.

Immerso in questo scenario di classe e materiali di alta qualità, spicca il moderno sistema d’infotainment di Aston Martin. Esso integra un touchscreen da 10,25 pollici accompagnato da comandi fisici, offrendo all’utente le più recenti soluzioni di connettività. La qualità sonora a bordo promette di elevare ulteriormente l’esperienza di guida: di serie, l’impianto audio Bower & Wilkins da 390 W con 11 altoparlanti e modalità audio surround; per i più esigenti, è disponibile un sistema audio premium da 1.170 W arricchito da 15 altoparlanti e doppia amplificazione.

La DB12 Volante, pur avendo in comune l’inconfondibile estetica della sua controparte coupé, si distingue per un carattere unico. La tradizione estetica delle “Volanti” di un tempo è presente, ma la vettura si rinnova mostrando una sofisticazione nell’eleganza e sportività mai vista prima. La maestosa calandra anteriore condivide la scena con il sofisticato tetto in tela, denominato “K-fold”, che si distingue per una speciale piegatura doppia, riducendo l’ingombro e mantenendo un profilo pulito. Questo tetto, composto da otto strati, assicura un’ottima insonorizzazione, e la sua versatilità è evidenziata dalla capacità di aprirsi in 14 secondi e chiudersi in 16, il tutto anche in movimento, fino a 50 km/h. Interessante è anche la possibilità di azionare il tetto a distanza attraverso un telecomando. Per quanto riguarda le colorazioni, oltre al classico nero, sono disponibili varianti come il rosso, il blu e un particolare mix di “nero e argento”.

L’attenzione al dettaglio continua anche nella scelta dei cerchi: in lega forgiata da 21 pollici, calzano pneumatici Michelin Pilot S 5 personalizzati con il codice “AML”, rispecchiando le specifiche esigenze di Aston Martin. Il sistema di frenata vanta dischi anteriori da 400 mm e posteriori da 360 mm, ma per chi cerca l’eccellenza, sono disponibili anche freni carboceramici su richiesta.

Sotto il cofano della DB12 Volante c’è un 4.0 V8 Twin Turbo che eroga ben 680 CV e 800 Nm. Questa potenza consente alla cabrio di raggiungere velocità vertiginose fino a 325 km/h, mentre la capacità di scattare da 0 a 100 km/h in soli 3,6 secondi attesta le sue prestazioni formidabili. Ma non è solo la potenza a definirla, grazie alla sua struttura in alluminio e ai numerosi rinforzi, la DB12 Volante vanta una rigidità torsionale che non ha nulla da invidiare alla coupé. Questo, unito al fatto che il suo sviluppo è andato di pari passo con quello della DB12 Coupé, la posiziona come una vera sportiva sul mercato. Il cambio automatico 8 rapporti, firmato ZF, insieme ai quattro livelli dell’ESC e alle cinque modalità di guida, offre un’esperienza di guida personalizzabile in base alle preferenze del guidatore e alle condizioni della strada. Infine, gli ammortizzatori adattivi di ultima generazione garantiscono una guida ottimale in ogni situazione.

 

Quando si parla di vetture di lusso come la DB12 Volante, l’efficienza e i consumi rappresentano un aspetto da non sottovalutare. La cabrio inglese presenta un consumo medio di 12,2 l/100 km. Un dato che, tenendo conto delle prestazioni e delle dimensioni della vettura, che pesa 1.898 kg, sottolinea l’equilibrio tra potenza e sostenibilità. Le emissioni di CO2, infine, si attestano sui 276 g/km.

Mancano ancora dettagli sugli allestimenti dedicati a Aston Martin DB12 Volante, ma sappiamo Aston Martin eleva l’esclusività con “Q by Aston Martin“, un programma che permette agli appassionati di imprimere un tocco distintivo sulla propria vettura. Questa avventura di personalizzazione, guidata dai designer e artigiani del reparto Q, varia da semplici ritocchi fino alla creazione di elementi completamente fatti su misura, garantendo una vettura unica nel panorama automobilistico.

  • Design: estetica raffinata con dettagli distintivi come la capote “K-fold”.
  • Prestazioni: il motore V8 da 680 CV può raggiungere i 325 km/h.
  • Personalizzazione: il servizio Q by Aston Martin garantisce un’auto su misura e irripetibile.

Ancora in attesa del prezzo ufficiale, basandoci sulla Coupé (240.000 euro), la DB12 Volante potrebbe avvicinarsi ai 250.000 euro. La produzione inizierà nel terzo trimestre 2023, con consegne da ottobre.

Lamborghini Lanzador: prezzo, dimensioni e caratteristiche

Lamborghini Lanzador: prezzo, dimensioni e caratteristiche 22

Svelata alla Monterey Car Week in California, la Lamborghini Lanzador rappresenta la prima vettura completamente elettrica della casa del Toro. Questa concept car anticipa la futura EV attesa per il 2028 e si distingue per una configurazione dell’abitacolo 2+2 e linee da crossover a due porte. Grazie a due motori elettrici, garantisce la trazione integrale e promette una potenza superiore al megawatt, corrispondente a oltre 1.360 CV.

Di seguito ecco la scheda tecnica della Lamborghini Lanzador:

Scheda Tecnica
Numero posti 4
Bagagliaio –
Alimentazioni Elettrica
Classe –
CV 1.360 CV
Prezzo (da) –
INDICE
Dimensioni
Interni
Esterni
Motori
Consumi
Perché comprarla

Con un’altezza di soli 1,5 metri, la Lanzador si eleva da terra più di una Huracan o Aventador, ma mantiene un profilo piuttosto basso. Sebbene manchino ancora dati ufficiali, dalle immagini si deduce una lunghezza inferiore ai 5 metri e un passo che non supera i 3 metri.

L’abitacolo della Lanzador è stato progettato mettendo al primo posto spazio e praticità. Grazie al powertrain elettrico, dispone di un portellone posteriore e un vano anteriore, offrendo flessibilità tra passeggeri e bagagli. La Lanzador va oltre, proponendo soluzioni per trasportare attrezzature sportive senza accessoristica sul tetto. Al volante, l’esperienza è pura Lamborghini: la console centrale a Y e il “tamburo” dei comandi sottolineano l’eredità del marchio, mentre pannelli digitali a scomparsa forniscono informazioni ai passeggeri.

L’uso di materiali sostenibili Made in Italy, come lana e plastica riciclata, evidenzia l’attenzione alla sostenibilità. Infine, l’approccio innovativo alla dinamica di guida, con software avanzati e la possibilità per il guidatore di personalizzare molteplici aspetti della vettura, promette un’esperienza di guida unica, mantenendo le emozioni tipiche di Lamborghini.

La Lanzador si presenta come una crossover estrema che unisce le caratteristiche di una coupé con quelle di un SUV, senza sconfinare completamente in quest’ultimo. Con cerchi da 23 pollici, passaruota allargati e una luce a terra considerevole, contrapposta ad un tetto basso, la vettura risulta alta 1,5 metri, 13 cm meno della Urus, pur mantenendo un aspetto audace e dinamico.

Le sue proporzioni innovano il design Lamborghini, facendo da ponte tra le biposto e la Urus. Il colore unico, Azzurro Abissale, e l’ispirazione tratta dalle prime 350 e 400 GT rivelano un ritorno alle origini del marchio, reinterpretato per il nuovo millennio. L’attenzione all’aerodinamica è evidente, con un sistema evoluto dal precedente ALA e che influenza prestazioni e autonomia. Questo permette la regolazione di elementi come lo splitter anteriore e il diffusore posteriore, accompagnato da cerchi aerodinamici e air curtain per ottimizzare i flussi d’aria. Due impostazioni, Downforce ed Efficient, garantiscono versatilità tra prestazioni pure ed efficienza energetica.

La Lanzador, sviluppata su una piattaforma sviluppata insieme agli altri marchi di punta del gruppo Volkswagen, è spinta da un sistema elettrico dotato di due motori, uno per assale, a garanzia della trazione integrale. Il sistema però, offre una marcata predominanza della trazione posteriore per ottimizzare la dinamica di guida. Benché manchino dettagli specifici sul powertrain, possiamo aspettarci una potenza “superiore al megawatt“, traducendosi in oltre 1.360 CV.

Sul fronte dei consumi, la Lamborghini Lanzador,  mantiene un certo mistero riguardo al suo powertrain, anche se già si specula sull’utilizzo della piattaforma PPE. In termini di autonomia, pur non avendo dati ufficiali, Lamborghini assicura percorrenze adeguate al tipo di auto e alle prestazioni in gioco.

 

  • Innovazione: la Lanzador rappresenta il vertice della tecnologia elettrica, combinando prestazioni elevate ad un impatto ambientale ridotto.
  • Esclusività: come ogni Lamborghini che si rispetti, anche la Lanzador rappresenterà una sorta di status simbol.
  • Tradizione: la Lanzador mantiene l’essenza e il carisma che da sempre caratterizzano il marchio del Toro, in equilibrio tra passato e futuro.

 

Changan Lumin: prezzi, dimensioni e caratteristiche

Changan Lumin: prezzi, dimensioni e caratteristiche 14

La Changan Lumin, pur potendo apparire sconosciuta a molti, è un’elettrica cinese dal successo indiscutibile. Con oltre 120 mila unità vendute lo scorso anno, questa piccola city car si è guadagnata un posto d’onore nel suo segmento, grazie a un prezzo d’attacco equivalente a circa 6.300 euro e un’autonomia che raggiunge i 300 km. L’ultimo aggiornamento della versione a tre porte ha ulteriormente raffinato le sue caratteristiche, rendendola un’opzione allettante anche oltre i confini cinesi.

Di seguito ecco la scheda tecnica della Changan Lumin:

Scheda Tecnica
Numero posti 4
Bagagliaio 104 litri
Alimentazioni Elettrica
Classe –
CV/kW 41/30
Prezzo (da) –
INDICE
Dimensioni
Interni
Esterni
Motori
Consumi
Perché comprarla
Prezzi

Ideata per le affollate metropoli cinesi, la Changan Lumin, con la sua configurazione a tre porte e quattro posti, si basa sulla piattaforma Epa0 del marchio. Le sue dimensioni la rendono compatta e agilissima: lunga approssimativamente 3,2 metri, larga 1,7 metri e alta poco più di 1,5 metri, possiede un passo leggermente al di sotto dei 2 metri, rendendola più corta di una quarantina di centimetri rispetto a una Panda. Il bagagliaio, discreto, supera di poco i 100 litri.

Dimensioni
Lunghezza 3.270 mm
Larghezza 1.700 mm
Altezza 1.545 mm
Passo 1.980 mm

Nell’abitacolo della Changan Lumin, l’approccio giocoso degli esterni si riflette in un design interno minimalista e orizzontale. Ad impreziosire la plancia ci pensano due schermi a colori: un display più contenuto per il quadro strumenti dietro il volante e un touch da 10,25 pollici per l’infotainment a centro plancia.

Il tunnel centrale ospita il freno a mano, i comandi per gli alzacristalli elettrici e il selettore del cambio, e come i pannelli delle portiere, è dominato dalla plastica rigida.

L’attuale versione della Changan Lumin conserva l’estetica del modello originario, caratterizzata da fari circolari e un design complessivamente morbido, evocativo delle classiche bubble car.

Questa piccola tre porte, con quattro posti, sfoggia una silhouette dolcemente tondeggiante, impreziosita da una carrozzeria bicolore e fanali posteriori anch’essi rotondi.

La Changan Lumin si affida a un motore elettrico sincrono a magneti permanenti, alimentato da batterie al Litio-Ferro-Fosfato. Il listino propone quattro varianti e due livelli di potenza, distinguibili per capacità dell’accumulatore. Il modello d’ingresso vanta 41 CV e una batteria da 12,92 kWh. Le versioni intermedie, con batteria da 17,65 kWh, presentano una potenza da 41 CV o 48 CV. Il top di gamma, sempre da 48 CV, si avvale di una batteria da 27,99 kWh, assicurando logicamente un’autonomia maggiore. Tutte le Lumin raggiungono i 101 km/h e impiegano 5,9-6,5 secondi per lo 0-50 km/h.

In tema di consumi e percorrenze, la versione di accesso alla gamma, con 41 CV e batteria da 12,92 kWh, assicura 155 km di autonomia nel ciclo Cltc. Salendo di gamma, le versioni con batteria da 17,65 kWh offrono 210 km per la variante da 41 CV e 205 km per la 48 CV. La versione top, con una batteria da 27,99 kWh, vanta 301 km di autonomia. Con l’ultimo aggiornamento, il caricatore di bordo è cresciuto a 3,3 kW, permettendo una ricarica dal 30% all’80% in soli 35 minuti.

  • Prezzo: equivalente a uno scooter, la Lumin offre un eccellente rapporto qualità-prezzo.
  • Autonomia: fino a 301 km, adatta per vari spostamenti anche fuori città.
  • Design: vanta un’estetica giocosa e alla moda.

Con un prezzo d’attacco di soli 49.900 yuan, pari a 6.360 euro, la Changan Lumin si posiziona nel range di una mountain bike elettrica di qualità o uno scooter. Salendo nella gamma, la variante con batteria da 17,65 kWh è quotata a 54.900 yuan (6.997 euro), mentre il modello top, con una batteria da 27,99 kWh, ha un costo di 69.900 yuan (8.909 euro). Tali cifre, anche considerando eventuali rincari legati all’importazione e alla tassazione in Europa, potrebbero rendere la Lumin particolarmente attraente per il mercato europeo. Resta da vedere se ci saranno importatori interessati a introdurla nel continente.

Allegati

BMW X5: prezzo, dimensioni e caratteristiche

BMW X5: prezzo, dimensioni e caratteristiche 14

La BMW X5 è stata certamente fra le capostipiti della categoria dei SUV e, dopo il suo debutto nel 1999, ha subito numerose trasformazioni e miglioramenti. Nel corso degli anni, ha attraversato diverse fasi evolutive e ha raggiunto la quarta generazione nel 2018, con l’introduzione di tecnologie avanzate come le quattro ruote sterzanti e alimentazioni ibride. Al giorno d’oggi, la X5 è un modello affermato e maturo che rappresenta il massimo della qualità e dell’esperienza BMW in questo segmento di mercato in continua crescita.

Altri SUV BMW:

Di seguito ecco la scheda tecnica della BMW X5:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio 650/1.870 litri
 Alimentazioni diesel/benzina/ibrida plug-in
 Classe Euro 6 d-Temp
 Cv/kW  298/219
 Prezzo  84.900 €
INDICE
  Novità 2023
 Dimensioni
 Esterni
 Interni
 Motori
Consumi
Allestimenti
Perché comprarla
 Prezzo

La BMW ha presentato il restyling di metà carriera della sua X5. L’aggiornamento ha riguardato principalmente l’estetica e l’aggiornamento dell’abitacolo, ma anche gli aspetti tecnici, come l’elettrificazione dell’intera gamma di motori e il perfezionamento della variante ibrida plug-in. La X5 ha subito un restyling evolutivo, con un diverso trattamento delle superfici e un rinnovato disegno dei gruppi ottici, insieme agli inediti paraurti. Nel frontale, i fari sono più sottili di 35 millimetri e offrono luci diurne a forma di freccia, mentre il doppio rene è offerto anche nella variante retroilluminata Iconic Glow per i propulsori a sei cilindri.

Passando agli interni, l’abitacolo della X5 è stato aggiornato con l’introduzione del BMW Curved Display, che unisce lo schermo da 12,3″ della strumentazione con quello da 14,9″ dell’infotainment, basato sul sistema operativo BMW OS 8.0. Tra le opzioni figura l’head-up display con realtà aumentata. Lato motori, ogni modello della X5 è ora dotato di tecnologia mild-hybrid, con una versione aggiornata della trasmissione automatica Steptronic Sport a otto rapporti con paddle al volante e inedito comando a bilanciere. La gamma di propulsori prevede sia la versione con il V8 4.4 biturbo con sistema mild hybrid a 48 volt da 530 CV e 750 Nm, che le due versioni con i 3.0 sei cilindri in linea, la xDrive40i a benzina da 380 CV e 540 Nm e la xDrive30d a gasolio da 298 CV e 670 Nm.

La X5 è disponibile anche in versione ibrida plug-in, la xDrive50e, che offre una potenza totale di sistema di 490 CV (con coppia massima di 700 Nm) grazie all’abbinamento tra il 3.0 sei cilindri a benzina da 313 CV e il motore elettrico da 197 CV integrato nel cambio. La BMW X5 ha visto un incremento di potenza rispetto alla precedente versione 45e da 394 CV, che garantisce prestazioni ancora più elevate – completando lo “0-100” in 4,8 secondi – e una risposta più immediata ai comandi. L’aumento del 25% della capacità della batteria fino a 25,7 kWh ha permesso inoltre di ottenere un’autonomia elettrica tra 94 e 110 chilometri sul ciclo Wltp.

In più, l’assetto della X5 è stato progettato per offrire un’esperienza di guida ancora più confortevole. A completare la dotazione di serie troviamo sospensioni adattive che garantiscono un equilibrato mix tra precisione di guida e comfort. Inoltre, le sospensioni sportive Adaptive M sono comprese nel prezzo base di X5 M50i, così come l’asse posteriore sterzante abbinato al differenziale autobloccante posteriore sportivo e alle barre antirollio attive. D’altra parte, su richiesta sono offerte anche anche le sospensioni a controllo pneumatico e il pacchetto xOffroad.

BMW X5 Passo Lungo

Nel corso del Chengdu Motor Show, BMW ha presentato due nuove versioni della X5 a passo lungo, chiamate xDrive30Li e xDrive40Li. Questi inediti modelli, che per il momento saranno commercializzati esclusivamente in Cina, potranno contare su un passo maggiorato di 13 cm rispetto alle X5 vendute nel resto del mondo. Queste varianti a passo lungo, inoltre, avranno una dotazione full optional di serie: dalla griglia Iconic Glow illuminata con finiture cromate fino ai rivestimenti in pelle vegana dei sedili Comfort, passando per i due schermi da 12,3″ e da 14,9″ del Curved Display e per l’impianto stereo premium Harmon Karmon. Nell’allestimento di base viene anche previsto il tetto panoramico. Due le motorizzazioni disponibili, entrambe MHEV a 48 V: si parte dal 2.0 turbo da 258 CV (non presente nei listini europei), ma è disponibile anche il noto 3.0 turbo da 380 CV.

Le dimensioni imponenti della nuova BMW X5 aumentano notevolmente rispetto alla generazione precedente. La lunghezza misura 4 metri e 92 centimetri (36 mm in più), la larghezza supera i 2 metri (66 mm in più) mentre l’altezza è di 1 metro e 75 centimetri (19 mm in più). Il passo di quasi 3 metri, aumentato di 42 millimetri, riesce a regalare un’ottima abitabilità a bordo.

A questo proposito, l’unica pecca è rappresentata dalla presenza del massiccio tunnel centrale che si allunga nella parte posteriore della vettura, rendendo scomodo il posto centrale del divanetto. Anche la capacità del bagagliaio è simile a quella delle concorrenti dirette con un volume di carico che va dai 650 ai 1.870 litri.

Dimensioni
Lunghezza 4.922 mm
Larghezza 2.004 mm
Altezza 1.745 mm
Passo 2.975 mm

bmw x5 usate
bmw x5 usate

Le dimensioni maggiori rispetto al passato donano alla BMW X5 un aspetto dominante su strada, al quale contribuisce anche il design del nuovo doppio rene nella parte frontale, le cui proporzioni sono aumentate notevolmente, disponibile anche nella versione retroilluminato Iconic Glow. I gruppi ottici sottili fanno ora affidamento sulla moderna tecnologia Full LED Laserlight con un raggio d’azione di 600 metri.

La parte posteriore è caratterizzata da un aspetto deciso con la parte sporgente sotto il lunotto che viene snellita dai fari sottili e orizzontali dal disegno tridimensionale.  Il profilo, invece, è dominato dai cerchi da 19, 21 o 22 pollici. Nell’equipaggiamento di serie troviamo anche le barre portatutto con alluminio satinato, così come l’estetica xLine di serie.

Gli interni della BMW X5 sono caratterizzati dalla tipica qualità dei modelli premium della Casa di Monaco di Baviera grazie a materiali ricercati e a finiture ben curate. La plancia che si sviluppa orizzontalmente è dotata di serie del BMW Live Cockpit Plus con Curved Display, il quale collabora con il software BMW Operating System 8, dotato di navigazione e impianto audio HiFi.

Lato comfort, il “clima” è automatico e dotato di regolazione a 2,5 zone, mentre i sedili di serie sono sportivi, riscaldabili e regolabili elettricamente. Fra le mani del conducente un volante sportivo rivestito in pelle provvisto di paddle per il cambio automatico Steptronic. Fra gli Adas, infine, troviamo sia il Cruise Control con funzione freno che il Parking Assistant.

La BMW X5 viene offerta con una gamma di propulsori che comprende 6 diverse motorizzazioni con varie alimentazioni: benzina, diesel e ibrida. Fanno parte della prima categoria la xDrive40i e la M60i xDrive, le quali vantano rispettivamente un motore 3, 0 litri da 381 CV e un 4,4 litri da 530 CV. Quest’ultima variante scatta da 0 a 100 km/h in soli 4,3 secondi, mentre la xDrive40i impiega 1,1 secondi in più. Ma per chi cercasse ancora più potenza, il secondo propulsore è anche alla base della prestazionale versione X5 M Competition, con la quale si sale a 625 CV di potenza e  750 Nm di coppia: in questo caso lo 0-100 avviene in appena 3,9 secondi, con picco di velocità a 290 km/h.

Passando alle unità a gasolio, troviamo il modello di accesso alla gamma xDrive30d con 298 CV e la xDrive40d, basata sullo stesso 2,0 litri 6 cilindri stavolta declinato in versione da 352 CV.  La più recente versione ibrida “alla spina” xDrive50e, infine, unisce al 3.0 benzina un secondo motore elettrico, per una potenza totale di 489 CV. Ottimo anche il dato sull’accelerazione: si passa da 0 a 100 km/h in 4,8 secondi. Ad ogni modo, tutti modelli presentano la trasmissione automatica sportiva Steptronic a 8 marce con paddle al volante di serie e trazione integrale.

Il consumo di carburante della BMW X5 varia notevolmente in base al tipo di motorizzazione scelta. Partendo dai benzina, la xDrive40i dichiara 8,5-9,9 l/100 km su ciclo misto, mentre la M60i consuma 11,5-12,5 l/100 km e e la X5 M Competition tocca i 12,9-13,1 l/100 km. Sul versante diesel, la xDrive30d registra consumi pari a 7,1-8,2 l/100 km, dato leggermente inferiore ai 7,3-8,4 l/100 km della xDrive40d.

Un discorso a parte sono i consumi dell’ibrida plug-in xDrive50e. Grazie alla batteria da 25,7 kWh offre un’autonomia in solo elettrico di circa 84-102 km, mentre i consumi combinati si attestano sugli 0,8-1,1 l/100km (con batteria carica). Per quanto riguarda i tempi di ricarica, utilizzando la BMW Wallbox si può passare da 0 a 100% in 4 ore e mezza, mentre la prestazione massima di carica si attesta sui 7,4 kW.

La Bmw X5 viene offerta a listino in tre allestimenti differenti:

  • Base: rappresenta l’allestimento di accesso alla gamma, anche se il suo nome appare riduttivo visti i tanti accessori presenti di serie.
  • Pacchetto Sportivo M: aggiunge molti elementi soprattutto estetici e sportiveggianti.
  • M: riservato alle X5 M60i, è l’allestimento pensato per i clienti più sportivi, caratterizzato da un kit estetico dedicato.
  • M Competition: allestimento riservato al modello sportivo X5 M, con una dotazione da fuoriclasse e l’unico con motore da 625 CV.

Base: l’allestimento entry level offre una ricca dotazione di serie che comprende Fari a LED, gruppi ottici posteriori con tecnologia a LED, Park Distance Control anteriore e posteriore, barre portatutto in alluminio satinato, Pacchetto retrovisore interno ed esterni, oscuramento automatico di tutti gli specchi e funzione di ripiegamento elettrico dei retrovisori esterni, Portellone posteriore automatico, BMW Live Cockpit Plus con BMW Curved Display con quadro stumenti digitale da 12,3″ e display centrale digitale da 14,9″, BMW Operating System Sistema 8 con sistema di navigazione, Climatizzatore automatico con regolazione a 2,5 zone, Sedili sportivi, riscaldabili e con regolazione elettrica, Volante sportivo in pelle, Impianto audio HiFi, sistema di illuminazione dell’abitacolo con profilo illuminato Ambiente, Cambio automatico sportivo Steptronic con paddle al volante, Cruise Control con funzione freno, Parking Assistant.

Pacchetto Sportivo M: questa versione vanta Colori degli esterni Alpin White pastello, Cerchi in lega a Stella / 20″ styling 740M Runflat Bicolour, Rivestimenti Pelle sintetica Sensafin Black. Fra gli Optional figurano Kit Aerodinamico M Sport, Rivestimento padiglione interno antracite, Shadow line esterna lucida, Sospensioni adattive, Volante sportivo M in pelle a tre razze, BMW Senza Pensieri 5anni / 100.000km.

M: per le versioni M troviamo in aggiunta Pacchetto aerodinamico M, Cerchi in lega leggera M, Calandra a doppio rene M con listelli doppi e emblema M, calotte dei retrovisori esterni M, Shadow Line M lucida con barre longitudinali, Integral Active Steering con ruote posteriori sterzanti, differenziale sportivo M, Impianto frenante sportivo M, Impianto di scarico sportivo M con effetto a 4 terminali, Volante sportivo M in pelle con cuciture nei colori M, Illuminazione interna con profilo luminoso Ambiente nel design tipico delle version M.

M Competition: aggiunge Cerchi in lega da 21″/22” a stella styling 818 M bicolore, Sospensioni adattive M Professional, Volante sportivo M in pelle a 3 razze con comandi multifunzione, Scarico MSport, Impianto frenante M Compund con dischi freno forati e autoventilanti, Servotronic M, Differenziale autobloccante meccanico a controllo elettronico attivo M, BMW Individual Shadow-line con contenuti estesi, Air Breather laterali, Barre longitudinali BMW Individual Black High-gloss, Riscaldamento sedili anteriori multifunzione M, Rivestimento sedili in Pelle Merino “Full” Black.

 

  • Immagine: la BMW X5 rappresenta un ottimo modello di rappresentanza. imponente nelle dimensioni e nell’impatto visivo.
  • Qualità: al top come sul resto della gamma BMW la qualità di materiali e assemblaggi.
  • Valore: ottimo il valore residuo del modello sul mercato dell’usato.

Di seguito ecco indicati i prezzi a listino della BMW X5 aggiornati a settembre 2023:

BMW X5 Plug-in Prezzo 
xDrive50e 489 CV 93.400 €
BMW X5 Benzina  Prezzo 
xDrive40i 381 CV 86.900 €
M60i xDrive 530 CV 115.000 €
X5 M Competition 625 CV 160.000 €
BMW X5 Diesel  Prezzo 
xDrive30d 298 CV 84.900 €
xDrive40d 352 CV 88.900 €

bmw x5 usate
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