Ricarica auto elettriche: quanto costa con Enel X Way

Ricarica auto elettriche: quanto costa con Enel X Way

Enel X Way è fra le aziende leader nella ricarica pubblica. La società del gruppo Enel si occupa di mobilità elettrica, non solo in Italia e, tra punti di ricarica installati direttamente e condivisi con altre imprese, vanta l’infrastruttura più diffusa sul nostro territorio. Non solo: se prendiamo in considerazione i 16 Paesi nei quali è presente, i punti di ricarica raggiungono quota 290.000.

La società è in continua espansione e, recentemente, ha firmato un protocollo d’intesa con Aci (Automobile Club d’Italia) per avviare una partnership per valorizzare l’eMobility italiana. Con questo accordo le due realtà vogliono studiare congiuntamente il posizionamento dei nuovi punti di ricarica sul territorio nazionale e accelerare lo sviluppo della mobilità elettrica in tutta Italia. Enel X Way e Aci cercano un’intesa per promuovere lo sviluppo capillare delle varie colonnine di ricarica nella penisola: da quelle in corrente alternata (AC), con potenze fino a 22 kW, alle HPC da oltre 300 kW, in grado di erogare il pieno di energia alla vettura elettrica in circa 20 minuti. Vediamo le offerte attuali del provider.

I prezzi degli abbonamenti

Enel X Way ha da poco aggiornato i prezzi degli abbonamenti per la ricarica delle auto elettriche, presentando anche sconti interessanti fino al prossimo primo agosto. Si parte con il piano City, che per 39 euro al mese, offre 80 kWh a un prezzo di 0,49 euro/kWh. La seconda proposta si chiama Travel e dà accesso a 160 kWh al mese di ricarica pagando 69 euro, con un prezzo unitario di 0,43 euro al kWh.

L’ultima offerta è Travel Plus, che fornisce 320 kWh al mese, l’equivalente di 1.600 km, secondo Enel X Way. Il costo mensile è di 99 euro, sempre in offerta fino al primo agosto, e abbassa il costo di un kWh a 0,31 euro. Inoltre è compresa in omaggio la tessera Enel X Way, che vale 16 euro. Questa promozione è fatta su misura per dare un premio a chi percorre tanti chilometri con un’auto elettrica. Le tariffe intere, che saranno attive dal 2 agosto, sono di 49 euro al mese per il piano City; 79 euro per Travel e 129 euro per Travel Plus.

Ricarica auto elettriche: quanto costa con Enel X Way 1

Le tariffe pay per use e piani OpenCharge

I costi per kWh aumentano se si sceglie di pagare al consumo. Per chi vuole ricaricare la propria auto con la modalità pay per use, attaccandosi a una colonnina a corrente alternata (fino a 22 kW), il prezzo è di 0,69 euro a kWh. Chi ricarica attraverso una colonnina a corrente continua (DC) fino a 100 kW dovrà pagare 0,89 euro/kWh; mentre per chi usufruisce di una HPC da oltre 150 kW il prezzo sale a 0,99 euro/kWh.

L’offerta si completa con i piani OpenCharge, che assicurano due “pieni” alle colonnine pubbliche e ricariche illimitate a casa. Queste le tre formule proposte da Enel X Way: OpenCharge 20 (per vetture elettriche con batteria fino a 20 kWh, al costo di 50 euro al mese); OpenCharge 50 (per auto elettriche con batteria da 21-50 kWh, 80 euro al mese) e OpenCharge 75 (per auto elettriche con batteria da 51-75 kWh a 120 euro al mese).

Modifiche e aggiornamenti a portata di app

Tutti gli abbonamenti verranno aggiornati in automatico al momento del rinnovo mensile. Gli abbonati non dovranno fare niente: le nuove condizioni compariranno nell’app, che permette anche di modificare in autonomia il proprio piano in base alle esigenze di mobilità e di ricarica. In caso di disattivazione di un abbonamento, sarà applicata la tariffa pay per use basic.

Aggiornamento anche per l’applicazione, che ora consente di pianificare i viaggi ed è dotata di un sistema di prenotazione e monitoraggio dei punti di ricarica migliorato rispetto alle versioni precedenti.

Auto sostenibili: Nissan punta sull’alluminio

Nissan Qashqai: prezzi, dimensioni e caratteristiche

Nissan scommette sull’alluminio per abbattere le emissioni di CO2. Il marchio giapponese è costantemente alla ricerca di nuove soluzioni per rendere più sostenibili sia i veicoli che il processo di produzione: il metallo, utilizzato già da tempo nel mondo dell’auto, è la scelta della casa di Yokohama.

L’attuale Qashqai è il primo modello Nissan fabbricato in Europa con un numero importante di lamierati in alluminio leggero. Le portiere, il cofano e i parafanghi anteriori sono stampati in lega di alluminio: in questo modo la carrozzeria di Qashqai è più leggera di 60 kg rispetto alla versione precedente. La differenza di peso ne rende migliore l’efficienza in termini di emissioni e consumi e consente di accogliere più tecnologia, compresi i nuovi motori elettrificati.

Il riciclo dell’alluminio permette di risparmiare il 90% di energia

A tutto questo si somma un nuovo processo produttivo nella fabbrica inglese di Sunderland. Il marchio giapponese ha investito più di 60 milioni di euro per realizzare una seconda linea di presse extra-large e per un impianto di separazione a ciclone per il riciclo dell’alluminio, in grado di gestire sette tonnellate di metallo all’ora e di creare uno scarto di alta qualità. Lo scarto viene messo a disposizione dei fornitori, che a loro volta lo trasformano in nuovi fogli di lega di alluminio che fanno ritorno nelle linee di produzione dello stabilimento di Sunderland. In questo modo il processo produttivo è più sostenibile: le emissioni di CO2 e gli scarti ridotti rappresentano un ulteriore passo verso la neutralità del carbonio che Nissan vuole raggiungere con le attività aziendali e nel ciclo di vita dei prodotti entro il 2050. A conti fatti il riciclo efficiente dell’alluminio consente di risparmiare più del 90% dell’energia che sarebbe necessaria per produrre lo stesso quantitativo di lamiere impiegando le materie prime.

Nissan Ariya: prezzi, dimensioni e caratteristiche 7

Leaf prodotte a zero emissioni sfruttando il sole

L’ampliamento del parco solare dello stabilimento di Sunderland a 25 MW permette di coprire oltre il 50% dell’energia consumata dalla fabbrica e di produrre a zero emissioni ogni Nissan Leaf venduta in Europa. Inoltre la casa giapponese ha altri progetti ambiziosi per la fabbrica britannica: non sarà solo il polo europeo di Nissan per la mobilità sostenibile, ma anche il primo Electric Vehicle Hub al mondo basato su un ecosistema a zero emissioni.

Obiettivo neutralità entro il 2050

Come detto Nissan punta a essere carbon neutral in tutte le proprie operazioni e nel ciclo di vita dei propri prodotti entro il 2050. Questo vuol dire che le missioni di CO2 nell’atmosfera dovranno essere zero in tutti i processi: dall’estrazione delle materie prime, alla produzione delle auto e delle componenti, all’uso su strada dei veicoli, al riciclo o riutilizzo delle automobili a fine vita. Per centrare l’obiettivo, dal 2030 in poi la casa giapponese venderà soltanto veicoli elettrificati nei mercati principali. A Leaf si aggiunge il nuovo suv elettrico Ariya, che sarà seguito da nuovi modelli prodotti sempre sulla piattaforma CMF-EV.

Le auto che non vedremo più: Ford Mondeo

Le auto che non vedremo più: Ford Mondeo 1

I cambiamenti dei gusti degli automobilisti, che preferiscono sempre di più Suv e crossover, hanno spinto Ford a interrompere anche la produzione della Mondeo. L’ammiraglia del marchio americano, dopo quattro generazioni, è costretta a cedere il passo alle carrozzerie maggiormente richieste dai consumatori e ai veicoli elettrificati. La casa dell’Ovale Blu ha già annunciato investimenti per oltre 20 miliardi di euro nel processo di elettrificazione, con l’obiettivo di sfornare due milioni di veicoli elettrici all’anno entro il 2026.

Nel vecchio continente la produzione della Mondeo è terminata nell’aprile dello scorso anno, mentre sempre nel 2022, è stata presentata la quinta generazione solo per il mercato cinese. Questa versione è dotata di motore a benzina turbo da 2 litri, 238 CV e 376 Nm di coppia prodotto dalla Changan Ford; raggiunge i 225 km/h e ha un cambio automatico a otto velocità e la trazione anteriore. La nuova Ford Mondeo viene venduta anche in Arabia Saudita, Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Oman e Qatar come Ford Taurus.

Le auto che non vedremo più: Ford Mondeo 3

Una storia di successo iniziata nel 1993

La Mondeo, che appartiene al segmento D, fa il proprio esordio al Salone dell’Automobile di Ginevra  nel marzo del 1993 come erede della Sierra. Viene prodotta in Belgio, a Genk, in versione quattro porte, cinque porte berlina e station-wagon. L’aggiornamento della prima serie risale al 1996, mentre la seconda generazione viene presentata nel 2000, la terza nel 2007 e la quarta nel 2014. È una delle Ford di maggior successo, nonché la prima del marchio concepita come vettura globale, cioè destinata a sostituire varie auto in tutto il mondo. Ne sono state vendute cinque milioni di esemplari e ha contribuito a risollevare le sorti del marchio, dopo anni di perdite.

Il fatto di essere l’unica vettura della categoria ad avere l’airbag per il guidatore di serie, le ha permesso di riscuotere grande successo e conquistare il premio di “Auto dell’anno 1994”. Altri punti di forza di Mondeo sono lo spazio interno più ampio a parità di dimensioni rispetto alla Sierra e la linea esterna moderna per l’epoca, con forme arrotondate caratteristiche delle auto degli anni ’90. In più gli interni sono ben curati e i modelli top possono contare su sedili in pelle, computer di bordo, tettuccio elettrico e cerchi in lega. Nel 1995 arriva l’aggiornamento sulla sicurezza con airbag frontali, barre side-impact, pretensionatori delle cinture di sicurezza e ABS di serie nella versione Ghia. Mondeo usa tre versioni del 16 valvole dei nuovi motori Zetec: il 1.6 da 90 CV, il 1.8 da 115 CV e un nuovo 2.0 da 136 CV e l’Endura-D 1.8 turbodiesel.

Le auto che non vedremo più: Ford Mondeo 4

Ancora più sicurezza con la seconda generazione

La seconda generazione arriva nell’ottobre del 2000 come berlina a due o tre volumi e SW: è più grande della precedente e più curata negli interni, dove il design americano dell’esordio lascia il posto a quello tedesco. La sicurezza passiva resta al centro della politica di Ford: il corpo dell’auto è più resistente e viene introdotto “l’Intelligent Protection System” (IPS), un sistema di sensori capace di decidere la migliore combinazione di sicurezza attivando o meno gli airbag frontali, laterali o a tendina. Per la sicurezza attiva, su tutte le versioni arrivano ABS ed EBD, con l’ESP come optional. Il motore 1.6 Zetec non c’è più, mentre il 1.8 e il 2.0 vengono revisionati e rinominati Duratec. L’Endura-E 1.8 turbodiesel lascia il posto al più sofisticato 2.0 Duratorq con iniezione diretta (TDDi) con turbocompressore a geometria variabile.

Le auto che non vedremo più: Ford Mondeo

Computer di bordo nella terza serie

La terza generazione, presentata nella seconda metà del 2006, è protagonista anche nel film di James Bond Casino Royale. Con 188,6 cm è più larga della versione precedente e usa nuovi motori: a benzina troviamo il 1.6 litri da 125 cavalli, il 2.0 litri 145 CV, un nuovo 2.3 16v da 161 CV abbinato solo al cambio automatico 6 rapporti e il 2.5 litri 5 cilindri turbo con 220 CV di origine Volvo. Tra i diesel ci sono il 1.8 TDCi da 125 cavalli, il 2.0 TDCi da 140 cavalli, sia con cambio manuale a 6 rapporti che con cambio automatico/sequenziale 6 rapporti e il 2.2 diesel da 175 cavalli. L’abitacolo è più moderno con l’interfaccia uomo-macchina (HMI) di Ford e il quadro strumenti con un display LCD da 5 pollici (130 mm) per la visualizzazione del computer di bordo.

Le auto che non vedremo più: Ford Mondeo 2

Trazione integrale con la quarta generazione

La quarta generazione della Mondeo viene venduta in Europa a partire dall’autunno 2014 e, per la prima volta, presenta la trazione a quattro ruote motrici, che può essere combinata anche con i motori diesel e le trasmissioni automatiche. I fari a led e le cinture di sicurezza con possibilità di airbag integrato sono le altre novità. I motori benzina sono il tre cilindri di 998 cm³ da 125 CV, il quattro cilindri da 1499 cm³ da 160 CV e il quattro cilindri da 1999 cm³ con 203 CV, 240 CV e 187 CV, quest’ultimo in versione ibrida. I diesel sono tutti a quattro cilindri: il 1560 cm³ da 115 CV (prodotto fino a maggio 2015), il 1499 cm³ da 120 CV (a partire da maggio 2015), il 1997 cm³ da 150 CV, 180 CV e 210 CV. Tutti i motori sono disponibili con cambio manuale a sei marce o a sei marce automatico.

L’Italia contro l’Euro 7

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L’Italia guida il fronte comune contro lo standard Euro 7. Il nostro Paese e altre sette nazioni del vecchio continente hanno firmato e inviato alla Commissione europea un documento unitario per affermare la propria contrarietà al nuovo regolamento in materia di emissioni di automobili e furgoni.

Nel documento sottoscritto da Italia, Bulgaria, Repubblica Ceca, Francia, Polonia, Romania, Slovacchia e Ungheria vengono indicate le preoccupazioni dei governi per quanto riguarda la proposta di introduzione dell’Euro 7 a partire da luglio 2025. Gli otto Paesi bocciano senza appelli la misura proposta dall’Unione europea: “È irrealistica e rischia di avere effetti negativi sugli investimenti nel settore, già impegnato nella transizione verso l’elettrico – dice la nota – I requisiti per i nuovi standard di emissione Euro 7 devono essere considerati nel più ampio contesto legislativo dell’Unione europea”.

Nel mirino le emissioni di freni e pneumatici

Al centro delle proteste degli otto Paesi ci sono le nuove regole sulle emissioni in atmosfera di inquinanti da freni e pneumatici. “Viene percepita l’importanza di migliorare le performance in termini di emissioni che saranno ancora rilevanti dopo il 2035 – si legge nel documento inviato alla Commissione europea – in particolare per le particelle legate all’abrasione di freni e pneumatici, in quanto consentiranno al settore di concentrarsi sulle emissioni che saranno ancora prodotte dai veicoli elettrici dopo 2035”. “I nuovi valori limite per freni e pneumatici – prosegue il documento – dovrebbero tuttavia riflettere l’attuale sviluppo dei metodi di misurazione a livello delle Nazioni Unite, includere l’applicazione della relativa fase di monitoraggio a livello delle Nazioni Unite e tenere conto delle proprietà dei veicoli elettrici. Ciò consentirebbe di fissare i limiti di emissione a un livello adeguato”.

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Tutela dei consumatori e protezione dell’ambiente

Pochi giorni fa, nel corso dell’Automotive Dealer Day 2023 di Verona, il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini aveva anticipato alcuni dei punti fondamentali contenuti nel documento firmato dagli otto Paesi. “È fondamentale valutare correttamente l’impatto del quadro Euro 7 proposto – riporta il testo del documento – anche sul comportamento dei consumatori, e garantire che le nuove norme sulle emissioni siano adatte allo scopo, nel senso che siano realistiche rispetto allo stato dello sviluppo tecnico e in termini di analisi costi-benefici. Soltanto un regolamento ben equilibrato fornirà il contributo positivo atteso alla protezione dell’ambiente senza mettere a repentaglio il futuro e la competitività dell’industria automobilistica europea, compreso l’accesso alla mobilità per i cittadini e la sua convenienza”.

Ford Tourneo Connect: prezzo, dimensioni e caratteristiche

Ford Tourneo Connect: prezzi, dimensioni e caratteristiche 11

Ford Tourneo Connect nasce dall’incrocio di due percorsi evolutivi: erede della multispazio di Ford nata nel 2013, è basata sulla recente Volkswagen Caddy, da cui mutua la piattaforma, gran parte della carrozzeria e altri elementi tecnici. Si tratta di una monovolume compatta di derivazione commerciale, offre 5 posti ma anche tanto spazio a bordo. Grazie alle comode porte posteriori scorrevoli, Tourneo Connect è comoda e versatile. Disponibile anche con carrozzeria Grand, in questa versione offre 2 posti in più grazie ai 35 cm di lunghezza aggiuntiva. La sua gamma si compone di propulsori benzina e diesel, con trazione integrale e un’ampia suite di aiuti alla guida.

Di seguito ecco la scheda tecnica del Ford Tourneo Connect:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5/7
 Bagagliaio 1.213 / 2.556 – (1.720 / 3.105) litri
 Alimentazioni Diesel/Benzina
 Classe Euro 6d
 Cv/kW (da) 102/75
 Prezzo (da) 29.000 €
INDICE
Novità 2023
Dimensioni
Interni
Esterni
Motori
Consumi
Allestimenti
Perché comprarla
Prezzi

Ford ha presentato il nuovo Tourneo Courier, prossima generazione del minivan che arriverà nel 2024 introducendo per la prima volta una motorizzazione elettrica. Sebbene la denominazione Courier abbia da sempre contraddistinto la versione a passo corto della gamma Tourneo, il nuovo modello è destinato a succedere all’attuale Connect, grazie a delle dimensioni maggiori rispetto al passato: la lunghezza raggiunge ora i 434 cm (+18 cm rispetto al vecchio Courier).

Prima del debutto dell’EV, entro la fine di quest’anno dovrebbe arrivare la versione a benzina con il 3 cilindri Ecoboost da 125 CV. Il nuovo eTourneo Courier, invece, conterà su un’unità elettrica da 136 CV, nonché su tante tecnologie innovative come il sistema di infotainment Sync 4 con touchscreen da 12″. Non si conoscono ancora i prezzi, né la data di debutto del nuovo modello.

Le dimensioni di Ford Tourneo Connect variano in base alla carrozzeria scelta. La versione a passo corto è lunga 4,5 metri circa, mentre si estende in altezza e larghezza per più di 1,8 metri. L’interasse si avvicina ai 2,8 metri. Scegliendo invece la versione Grand con il passo da quasi 3 metri, la lunghezza arriva a 4,9 metri circa, mentre larghezza e altezza restano praticamente invariate. Il volume di carico massimo con i sedili abbassati si attesta sui 2.600 litri per Tourneo Connect e sui 3.100 litri per Grand Tourneo Connect. Con i sedili in posizione, i valori ammontano rispettivamente a 1.200 e 1.700 litri circa. Di seguito le misure nel dettaglio:

Dimensioni Tourneo Connect Grand Tourneo Connect
Lunghezza 4.515 mm 4.853mm
Larghezza 1.855 mm 1.855 mm
Altezza 1.833 mm 1.833 mm
Passo 2.755 mm 2.970 mm

L’abitacolo di Ford Tourneo Connect è praticamente lo stesso di Volkswagen Caddy. Troviamo infatti una plancia funzionale composta da display dell’infotainment da 10 pollici rivolto verso il conducente e quadro strumenti digitale da 10,25 pollici (di serie sulla versione Sport). Su richiesta si può dotare la propria monovolume di navigatore connesso con aggiornamenti online e funzioni dedicate. Da buon multispazio, Ford Tourneo Connect vanta al contempo innumerevoli vani portaoggetti (anche sul soffitto), scomparti e prese di ricarica. Fra gli optional dedicati al comfort citiamo il tetto panoramico in vetro e il clima bizona, mentre i sedili anteriori ergonomici con supporto per le gambe e regolazione lombare elettrica a quattro vie sono disponibili per gli allestimenti Titanium e Active. Considerando l’utilizzo del veicolo, anche le finiture sono relativamente di qualità.

Per liberare la totalità dello spazio a bordo bisogna rimuovere i sedili, perché il divano posteriore si può solamente ripiegare contro gli schienali anteriori, a differenza delle Mpv dotate di un’allocazione dedicata sul pavimento. In cambio, nonostante il peso e l’ingombro da gestire, il vano che si crea in questo modo è alto e assolutamente piatto. Lato Adas, infine, Tourneo Connect vanta una suite di serie completa e aggiornata che include: assistenza pre-collisione con frenata d’emergenza automatica, freno a mano elettronico, mantenimento della corsia, allarme conducente, Cruise Control, limitazione della velocità regolabile, assistenza alle partenze in salita, sensori di parcheggio anteriori e posteriori.

Esclusi i loghi, il design dei fari e il frontale in generale, la carrozzeria di Ford Tourneo Connect è uguale a quella di Volskwagen Caddy. La monovolume americana differenti presenta infatti lo stesso stile asciutto e le medesime proporzioni equilibrate. La versione a passo lungo Grand si distingue solamente per le dimensioni superiori, tutte a vantaggio del bagagliaio. Osservando Tourneo Connect da davanti, si nota la generosa griglia esagonale Ford e la firma ottica a LED che si estende sulla fiancata. Anche il paraurti è accattivante a suo modo, presentando uno stile sportivo e grintoso.

Di profilo, Ford Tourneo Connect mostra nervature nette e decise che ne slanciano l’estetica. Il posteriore, invece, si fa notare per i caratteristici fari a sviluppo verticale. Quanto all’assetto, infine, sono degne di nota le sospensioni morbide che attutiscono le irregolarità dell’asfalto, sebbene non gestiscano al meglio il rollio in curva. Ad ogni modo, lo sterzo è abbastanza preciso e la stabilità risulta sufficiente.

Ford Tourneo Connect è offerta con motori benzina e diesel non elettrificati, tutti abbinabili ad entrambe le varianti di carrozzeria. Partendo dai primi, troviamo l’1.5 Ecoboost da 114 CV disponibile sia con cambio manuale a 6 rapporti che con l’automatico Powershift a 7 marce. Passando ai diesel, invece, troviamo il 2.0 EcoBlue declinato nei due livelli di potenza da 102 e 122 CV. Mentre la versione meno potente è abbinata di serie alla trasmissione manuale, la più performante è offerta anche con trasmissione automatica. Se si opta comunque per il cambio automatico è possibile dotarsi anche della trazione integrale AWD.

I consumi di Ford Tourneo Connect variano in base alla motorizzazione scelta, con la versione Grand che presenta ovviamente valori leggermente superiori ma proporzionati alla stazza. Il benzina da 114 CV consuma 6,3-6,8 l/100km ed emette 143-154 g/km di CO2 con il cambio manuale, mentre scegliendo la trasmissione automatica le cifre si attestano rispettivamente sui 6,6-7,0 l/100km e sui 149-160 g/km. Per quanto riguarda il diesel da 102 CV con trasmissione manuale di serie, i consumi combinati sono pari a 4,8-5,2 l/100km, mentre le emissioni di CO2 ammontano a 126-136 g/km. La versione da 122 CV diesel presenta dati praticamente identici col cambio manuale, mentre crescono i consumi optando per la trasmissione automatica. In questo caso si arriva a 5,1-5,5 l/100km con emissioni di CO2 annesse pari a 133-143 g/km. Naturalmente, i dati crescono ulteriormente scegliendo la trazione integrale: i consumi si attestano sui 5,3-5,7 l/100km, mentre le emissioni di CO2 arrivano a 138-148 g/km.

Sia per la versione a passo corto che per quella a passo lungo, sono quattro gli allestimenti disponibili per Ford Tourneo Connect:

  • Plus: rappresenta la versione di accesso alla gamma, con un equipaggiamento già ricco.
  • Titanium: riconoscibile per i cerchi in lega da 16 pollici.
  • Active: con estetica interna ed esterna dedicata.
  • Sport: la versione top di gamma dal carattere sportiveggiante.

Plus: l’equipaggiamento base include Cerchi in acciaio da 15″ con copriruota, Doppie porte di carico scorrevoli, Paraurti anteriore in tinta carrozzeria, Paraurti posteriore in tinta carrozzeria, Retrovisori esterni elettrici riscaldabili, Fari automatici, Follow Me Home – luci a spegnimento ritardato, Fari anteriori alogeni, Luci diurne, Fari fendinebbia con funzione cornering, Finestrini seconda fila fissi, Interni in tessuto, Sedili anteriori con regolazione manuale a 4 vie, Sedile conducente con supporto lombare, Quadro strumenti analogico, Ripiano porta oggetti sopraelevato, Sedili posteriori abbattibili 60/40, Tappetini anteriori, Climatizzatore manuale, Volante in PU, Start & Stop, Lane Keeping Aid, Cruise Control con limitatore di velocità, Pre-Collision Assist con sistema di riconoscimento pedoni e ciclisti, Driver Alert – monitoraggio stanchezza del conducente, HLA/ESP/TC/ABS, Freni a disco anteriori e posteriori, Freno di stazionamento elettrico con sistema Auto Hold, Hill Start Assist – assistenza alla partenza in salita, Kit riparazione pneumatici, Sensori di parcheggio anteriori e posteriori, Predisposizione Isofix, Chiusura portiere posteriori – sicurezza Bimbi, Radio DAB con schermo da 8.25″, 4 altoparlanti, Bluetooth, MP3, AUX, 2 US mirroring Apple CarPlay/Android Auto.

Titanium: aggiunge rispetto a Plus Cerchi in lega da 16”, Paraurti anteriore in tinta carrozzeria con griglia Titanium Design, Retrovisori esterni elettrici riscaldabili e ripiegabili, Barre al tetto argento, Privacy Glass – vetri posteriori oscurati, Tergicristalli automatici con sensore pioggia, Interni in tessuto Titanium con impunture grigie, Volante Sensico Premium Touch, Sedili anteriori riscaldabili, Pomello del cambio Sensico, Console centrale premium con bracciolo e vano porta oggetti, Specchietto retrovisore elettrocromico, Tavolini ripiegabili schienale sedili anteriori prima fila, Sedile passeggero con regolazione lombare, Keyless Start – pulsante di accensione, Radio DAB con schermo da 8.25”, 6 altoparlanti, Bluetooth, MP3, AUX, 2 USB, mirroring Apple CarPlay/Android Auto.

Active: aggiunge rispetto a Titanium Cerchi in lega da 17”, Paraurti anteriore in tinta carrozzeria con griglia Active Design, Body Styling esterno Active, Interni in tessuto Active con impunture blu.

Sport: esclusi Tavolini ripiegabili schienale sedili anteriori prima fila, Sedile passeggero con regolazione lombare, aggiunge rispetto ad Active Paraurti anteriore in tinta carrozzeria con griglia Sport Design, Fari anteriori full LED, Luci diurne a LED, Barre al tetto nere, Body Styling esterno Sport, Sport Stripes, Luci posteriori a LED, Fari abbaglianti automatici, Interni in tessuto sportivo con impunture rosse, Quadro strumenti digitale – Digital Cluster, Soglie battitacco sportive, Pedaliere in alluminio.

  • Versatilità: grazie al bagagliaio di grandi dimensioni, questa monovolume vanta una spaziosità notevole, adatta a molti impieghi.
  • Comfort: l’insonorizzazione è di qualità, mentre le sospensioni filtrano bene tutte le asperità.
  • Tecnologia: sia dal punto di vista dell’infotainment sia di quello dell’assistenza alla guida, Tourneo Connect vanta dotazioni complete ed aggiornate.

Considerando un sovrapprezzo di 750 € per la versione a passo lungo Grand, ecco di seguito i prezzi di listino di Ford Tourneo Connect aggiornati a febbraio 2023:

Ford Tourneo Connect benzina Prezzo
1.5 Ecoboost passo corto 114CV 29.000 €
Ford Tourneo Connect Diesel Prezzo
2.0 EcoBlue passo corto 102 CV 30.500 €
2.0 EcoBlue passo corto 122 CV 31.250 €

 

Auto divenute icone: Alfa Romeo Giulia

Alfa Romeo Giulia: prezzo, dimensioni e caratteristiche 18

La nuova Alfa Romeo Giulia viene commercializzata dal 2016 ed è ora fresca di restyling. È un modello di particolare importanza all’interno del marchio: non solo porta il nome di una vera e propria icona dell’automobilismo, capace di fissare nuovi standard assoluti in fatto di velocità e tenuta di strada, ma dopo 30 anni segna il ritorno di un’Alfa Romeo con la trazione posteriore e le caratteristiche sportive tipiche del brand. Il restyling 2023 presenta dotazioni moderne e aggiornamenti nell’abitacolo principalmente per quanto riguarda strumentazione digitale e infotainment.

La Giulia 2023 è lunga 4,64 metri, larga 1,84, alta 1,44, con un passo di 2,82 metri e 480 litri di capacità minima del bagagliaio. Sono tre le motorizzazioni: il 2.2 turbo diesel da 160 CV; il 2.2 turbo diesel da 210 CV e il 2.0 turbo benzina da 280 CV. Gli allestimenti del restyling 2023 sono: Super, Sprint, Ti, Veloce e Competizione. La Giulia Veloce, come optional, può avere anche il differenziale posteriore autobloccante Q2, sia nella versione a due ruote motrici sia in quella a trazione integrale. La nuova Giulia presenta cambiamenti interessanti. Il frontale è rinnovato e spicca subito oltre che per l’estetica, anche per la maggiore sicurezza dei fari a matrice di led, in grado di illuminare la strada in maniera ideale; novità anche per i fanali posteriori, che possono essere bruniti. I vetri laterali possono essere oscurati a seconda dell’allestimento desiderato e i cerchi in lega variano da 17 a 19 pollici. Entrando nell’abitacolo notiamo il cruscotto davanti al guidatore completamente digitale e in grado di cambiare disposizione, con una schermata chiamata Heritage perché ricorda nella grafica le Alfa Romeo di una volta.

E proprio il nome Giulia riporta a una delle pagine più belle della storia dell’automobilismo italiano: per tutti la berlina di Alfa Romeo è l’auto sia della polizia che dei delinquenti in fuga dalle forze dell’ordine, un ruolo ricoperto nella vita reale e in numerosi film polizieschi all’italiana che hanno reso la vettura prodotta dal 1962 al 1977 una diva del cinema. Ripercorriamo le tappe salienti della mitica berlina, venduta anche nelle versioni più aggressive coupé e spider (coupé GT e GT 1300 Junior, Spider Sprint GTC e Spider Duetto), nelle versioni Giardinetta Colli e sportive TZ e TZ2 e GTA.

Alfa Romeo Giulia 2020: esterni

Un mito intramontabile da oltre 60 anni

La storia ha inizio il 27 giugno del 1962, giorno della presentazione alla stampa di Alfa Romeo Giulia. L’obiettivo della casa lombarda è migliorare la Giulietta, l’auto chiamata la “fidanzata d’Italia” per il fascino e la bellezza delle linee. Il compito di progettare la futura media è affidato a una squadra di esperti, la stessa che aveva già firmato la 1900, modello di successo del dopoguerra, e la stessa Giulietta. L’idea di base è quella di migliorare una vettura vincente, senza stravolgerla. E in effetti lo schema meccanico resta lo stesso, con l’aggiunta del cambio manuale a 5 rapporti, in quegli anni montato solo sulle auto più sportive, e una carrozzeria più aerodinamica grazie alla coda mozza e alle fiancate con scalfature che migliorano la penetrazione e mandano l’aria verso il posteriore. Proprio l’aerodinamica ha permesso ad Alfa Romeo di varare lo slogan “L’auto disegnata dal vento”.

Pioniera per quanto riguarda la sicurezza

La grande rivoluzione di Giulia concerne la sicurezza passiva: è la prima vettura della storia a dare un ruolo primario alla tutela di guidatore e passeggeri. Il pacchetto sicurezza è formato dalla struttura portante a resistenza differenziata, con anteriore a posteriore costruiti in modo da assorbire l’energia cinetica di eventuali urti e l’abitacolo rinforzato per proteggere gli occupanti. A questa si aggiunge la scatola del cambio dietro al motore contro la parete parafiamma, i cui organi meccanici sono fissati con supporti che evitano di farli entrane nell’abitacolo; mentre il piantone dello sterzo è fatto in modo che il volante non possa colpire torace e testa del guidatore. Completano il kit sicurezza l’imbottitura extra degli schienali anteriori, il parabrezza eiettabile e l’assenza di pericolosi spigoli all’interno dell’abitacolo.

Auto divenute icone: Alfa Romeo Giulia 1

La prima serie

La berlina è lunga 414 cm, larga 156, alta 143 e ha un passo di 251 cm, 13 in più della Giulietta. L’abitacolo è ampio e luminoso e può ospitare sei persone grazie alla panchetta tre posti anteriore e inoltre ha un grande bagagliaio da 500 litri di capacità. La prima serie ha un motore potente da 1570 cm cubi e 92 CV nella versione chiamata 1600 che le permette di toccare la velocità massima di 165 km/h (anche se in alcuni test raggiunse 175,979 km/h) con lo scatto da 0 a 100 km/h in 13,7”. L’estetica è accattivante e sportiva grazie a quattro fanali anteriori, due più grandi all’esterno e due più piccoli all’interno. Il cambio al volante e il divanetto anteriore scompaiono nel restyling del 1964. Sempre nel 1964 arriva la versione d’accesso Giulia 1300 con motore da 1290 cm cubi da 78 CV. Si differenzia dalla 1600 per l’anteriore meno sportivo con due soli fari e le dotazioni ridotte al minimo. Per tutti e due i modelli c’era la versione Super, con prestazioni migliorate e allestimento più completo: la 1600 arrivava a 112 CV e superava i 175 km/h; mentre la 1300 Super si fermava a 103 CV.

Auto divenute icone: Alfa Romeo Giulia

La seconda serie

Nel 1972 assistiamo all’unificazione della gamma, con l’offerta ridotta a due soli modelli. Il restyling prevede solo la Giulia Super, disponibile in due versioni: la 1.3 da 89 CV e la 1.6 da 102 CV. La seconda generazione presenta il nuovo scudo Alfa Romeo, una nuova mascherina nera, cofano anteriore e posteriore lisci, paraurti più avvolgenti e interni rinnovati. Più tardi, nel 1976, complice anche la crisi petrolifera, esordisce la nuova Super diesel, che si rivela un flop: con solo 55 CV è troppo lenta (135 km/h la velocità massima) e le vendite sono scarse. È troppo rumorosa e le vibrazioni creano problemi al telaio pensato per i motori a benzina. Ma un primato lo ottiene lo stesso: è la prima auto con motore diesel a entrare ufficialmente nel listino Alfa Romeo. Nel 1977 Giulia esce di produzione con oltre un milione di unità consegnate, la maggior parte berline, per far posto al ritorno della Giulietta, ma non uscirà mai dai cuori e dalla memoria di milioni di appassionati e dalla storia dell’auto.

Auto divenute icone: Alfa Romeo Giulia 2

 

L’auto delle forze dell’ordine e dei criminali in fuga nella vita reale e al cinema

Per tanti anni la Giulia è stata in dotazione a Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza grazie alla velocità elevata, agilità e tenuta di strada. Proprio per via delle straordinarie prestazioni, la berlina è diventata anche l’auto preferita dai criminali per le loro fughe, non solo nella realtà ma anche al cinema. Giulia ha un passato da diva del grande schermo, negli Anni ’60 e ’70: è apparsa in tanti film, principalmente nel genere poliziesco all’italiana, che hanno contribuito a trasformarla ancora di più in un’icona. Tra i vari film in cui appare, ricordiamo “Banditi a Milano” del 1967, con Tomas Milian e Gian Maria Volonté, “The Italian Job” del 1969, “La polizia ringrazia” (1972), “Roma Violenta”, “Napoli violenta” e “Italia a mano armata” a cui si aggiungono le peripezie di Tomas Milian nei panni de “Er Monnezza” e Nico Giraldi e di Bud Spencer in “Piedone lo sbirro”. Non mancano i film comici come “I Carabbinieri”, “L’allenatore nel pallone” e la serie TV “Quei trentasei gradini”. Giulia torna protagonista al cinema e in tv negli anni 2000 con “La meglio gioventù”, la serie “Romanzo Criminale”, “La mafia uccide solo d’estate” e alcune apparizioni nella serie TV “Bang Bang Baby”. Nel film del 2015 di Edoardo Leo “Noi e la Giulia”, la Giulia 1300 ha addirittura un ruolo attivo.

Auto berlina: tutti i pregi e i difetti

BMW Serie 2 Gran Coupé, la berlina dal sapore sportivo 3

La berlina, o sedan in inglese, è la variante di carrozzeria che solitamente dalle nostre parti rimanda ai modelli di rappresentanza. Il termine berlina, in passato, veniva usato per indicare un particolare tipo di carrozza. Ci sono varie versioni, anche se la più iconica, fin dagli albori della storia dell’automobile è quella totalmente chiusa, a tre volumi e 4 porte in grado di trasportare 4 o 5 passeggeri. I tre volumi che la distinguono sono il vano motore, l’abitacolo e il bagagliaio posteriore, con portello che non comprende il lunotto, che sono fisicamente separati e identificabili dall’esterno. Oggi la berlina 3 volumi e con 4 porte è molto ricercata da chi vuole una vettura di rappresentanza e dalla massima efficienza, a scapito dello spazio, prerogativa principalmente di Suv e station wagon.

Questo tipo di vettura viene considerata l’auto per eccellenza e la più elegante, anche se alcuni modelli costruiti sulla base delle utilitarie e rivolti a mercati particolari, come l’Est europeo e il Nordafrica, non rientrano in questi canoni. In quelle zone l’aspetto estetico passa in secondo piano e la macchina è poco curata, con il terzo volume aggiunto soltanto per aumentare lo spazio, come nei casi di Renault 7 e Thalia, derivate dalla R5 e dalla Clio. Di solito i tre volumi si trovano già tra le compatte, come Fiat Tipo, Opel Astra e Audi A3, ma le offerte sul nostro mercato sono relativamente poche: per avere più scelta bisogna salire di segmento.

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Spaziose, ma non troppo

Se la priorità è lo spazio di carico, la berlina non è la prima scelta ideale, anche se va sottolineato che la carrozzeria permette di avere una capienza maggiore, in molti casi vicina a quelli della corrispondente wagon, rispetto ad analoghi modelli a coda tronca. Tanto che per alcune vetture di segmento D, come Alfa Romeo Giulia, il costruttore ha preferito puntare solo sulla berlina, senza affiancarle una station wagon. In questo la casa italiana si differenzia dalle rivali dirette come Audi A4, BMW Serie 3 e Mercedes Classe C, Volvo S60 o auto dal costo più contenuto come Renault Talisman, Mazda6 ecc ecc, che hanno anche la versione familiare.

Pro e contro del bagagliaio separato

Un difetto delle berline a tre volumi è la fruibilità della zona di carico, limitata in altezza e nell’accessibilità del baule, generalmente caratterizzato da una sponda alta e un’apertura limitata. Nella maggior parte dei modelli è possibile sconfinare nell’abitacolo frazionando il divano posteriore nella classica divisione 60/40. Pur essendo una vettura più a misura di passeggeri che per il carico, va sottolineato che il baule separato presenta alcuni vantaggi: resta isolato e non condivide la stessa aria dell’abitacolo, tenendo per sé anche odori ed eventuale umidità rilasciati dal carico.

Per questo alcuni modelli, come BMW Serie 5 GT e Skoda Superb di seconda generazione, sono stati dotati di soluzioni estreme per offrire sia le 4 sia le 5 porte contemporaneamente, grazie a un doppio sistema di apertura per aprire solo il coperchio del baule o l’intero portellone, a seconda delle esigenze. Non dimentichiamo gli ingombri maggiori sommati alla visibilità posteriore non sempre ottimale, con lunotti, in alcuni modelli, molto inclinati che non consentono una visuale adeguata sulla parte posteriore: oggi questo inconveniente è risolto grazie a telecamere e sensori, ma fino a qualche anno fa poteva creare più di un problema durante le manovre.

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Efficienza al massimo

Uno dei punti di forza di queste auto è l’efficienza. Se paragonata alla versione wagon, una berlina ha un peso minore e una aerodinamica maggiormente efficace, due elementi che le consentono di ottenere risultati migliori per quanto riguarda emissioni e consumi. Non a caso alcuni costruttori di vetture totalmente elettriche, come Tesla e Porsche nel caso di Taycan, puntano a massimizzare l’autonomia e le prestazioni grazie anche all’alto rendimento aerodinamico. La grande efficienza è una delle ragioni che permettono alle berline di confermarsi fra le vetture preferite per le flotte aziendali, nei casi in cui non si ha bisogno di auto con maggiore versatilità di carico.

  • I pregi

I punti di forza di queste vetture iconiche sono l’immagine elegante, l’efficienza aerodinamica, il comfort per i passeggeri, il buon isolamento tra abitacolo e bagagliaio e il peso minore in confronto ai modelli station wagon.

  • I difetti

Le berline a 4 porte hanno ingombri maggiori di quelle a 5 porte, non sono adatte al trasporto di animali, il carico è meno agevole e presenta limiti di spazio in verticale e, infine, sono soggette a una svalutazione mediamente superiore rispetto ad altri tipi di vetture.

Alfa Romeo Tonale: acquisto o finanziamento?

Alfa Romeo Tonale: prezzi, dimensioni e caratteristiche 16

Tonale è il primo suv compatto e il primo modello elettrificato di Alfa Romeo, nonché il primo crossover suv di medie dimensioni a motore trasversale e trazione anteriore del Biscione, che con questa vettura sfida i marchi premium tedeschi. Con Tonale esordisce su un’auto di serie la tecnologia non-fungible token (NFT): grazie a essa è possibile collegare la vettura a un certificato digitale univoco NFT, che consente di avere un registro digitale secretato e non modificabile contenente le informazioni più importanti e i dati della vettura.

La Tonale è il secondo Suv di Alfa Romeo, dopo Stelvio. È stato anticipato da una concept presentata al Salone di Ginevra del 2019 e viene prodotto dal 2022. Rappresenta un modello di fondamentale importanza per il marchio: ha il compito di introdurre l’elettrificazione nella gamma e, grazie all’abbondante tecnologia, è l’Alfa Romeo più smart prodotta fino a questo momento.

Tradizione con uno sguardo al futuro

La Tonale è lunga 4,53 metri, largo 1,84 e alto 1,60 metri e può contare su un bagagliaio da 500 litri, che scendono a 450 sulla plug-in. Il frontale si rifà ad alcuni elementi di Alfa Romeo del passato. I gruppi ottici a led sono gli stessi della concept del 2019, con i tre fari separati che ricordano quelli della SZ (1989), della concept 164 Proteo (1991) e della Brera (2005). In più Tonale è la prima Alfa Romeo dotata di fari sviluppati da Marelli con tecnologia a matrice di led.

Alfa Romeo Tonale: prezzi, dimensioni e caratteristiche 14

Tanta tecnologia anche nell’abitacolo

Gli interni si distinguono per la presenza di soli strumenti digitali. Il cruscotto ha una forma a cannocchiale, con schermo digitale da 12,3 pollici a cui si aggiunge un secondo display touch screen da 10,25 pollici e derivato da quello di Fiat 500e, che ha il compito di gestire il sistema multimediale Android Automotive. Gli aggiornamenti over-the-air consentono all’auto di essere sempre aggiornata. Abbondante anche la presenza di tecnologia per la sicurezza, con cruise control adattivo intelligente, mantenimento della carreggiata evoluto, assistenza alla guida in colonna, frenata automatica di emergenza, controllo della stanchezza del conducente, monitoraggio dell’angolo cieco e avviso della presenza di altre auto durante la retromarcia.

Le motorizzazioni

L’elettrificazione la fa da padrone a bordo di Tonale. Abbiamo il motore benzina mild-hybrid da 1,5 litri con sistema a 48 Volt da 15 kW e 55 Nm, in una versione da 130 CV e un’altra da 160 CV. Il top di gamma è rappresentato da un plug-in che unisce a un 1.3 turbo a benzina all’avantreno un motore elettrico posteriore da 120 CV, alimentato da una batteria da 15,5 kWh, per una potenza totale di 280 CV. L’unico motore non elettrificato è quello diesel, un 1.6 da 130 CV e 320 Nm di coppia, offerto di serie con un cambio automatico a doppia frizione a 6 marce. Tonale viene offerta in cinque allestimenti: Super (versione di accesso alla gamma, solo diesel e benzina MHEV da 130 CV); Sprint; Ti; Veloce (top di gamma, solo mild hybrid da 160 CV e plug-in) ed Edizione Speciale.

Alfa Romeo Tonale: prezzi, dimensioni e caratteristiche 11

Tonale hybrid Veloce a 43.971 euro

La versione 1.5 Hybrid Veloce da 160 CV di Tonale, dal prezzo di listino di 45.300 euro, è offerta a 43.971 euro senza permuta o rottamazione. Versando un anticipo di 11.252 euro, dobbiamo pagare 35 rate mensili da 406,36 euro (TAN 6,70% TAEG 7,71%) e una rata finale da 24.855,80 euro, per un massimo di 45.000 km e 0,05 euro per ogni chilometro percorso in più, da versare in caso di restituzione dell’auto. Nella cifra sono compresi la garanzia complessiva di tre anni o 120.000 km totali, il servizio Identicode o la Polizza Pneumatici Plus.

Le auto che non vedremo più: Ford Focus

Le auto che non vedremo più: Ford Focus

Dopo lo stop alla produzione di Fiesta, Ford annuncia l’addio anche alla Focus. I dirigenti della casa americana hanno anticipato che la vettura uscirà di produzione nel 2025 e non sarà sostituita. Non è da escludere neanche un’uscita di scena anticipata, visto che le vendite sono crollate del 41% tra il 2020 e il 2021. L’auto media di Ford abbandonerà il mercato dopo 27 anni di brillante carriera, per lasciare spazio ai Suv, sempre più richiesti sul mercato, e alle vetture elettriche.

Le logiche di mercato che penalizzano berline, medie e station wagon a favore di modelli rialzati, e le decisioni della politica hanno, di fatto, segnato la fine della Focus. Il numero di Ford Puma vendute è cresciuto, mentre i numeri di Fiesta e Focus sono crollati negli ultimi anni e la scelta della casa dell’Ovale Blu di offrire la carrozzeria rialzata Active non ha portato i frutti sperati. L’addio alla Focus è una conseguenza della fine della produzione di auto nella fabbrica tedesca di Saarlouis, dove viene assemblata la berlina: Ford ha scelto lo stabilimento di Valencia per la produzione dei modelli elettrici di nuova generazione. Da qui al 2026 l’obiettivo è riuscire a vendere due milioni di modelli a batteria, dei quali 600.000 in Europa.

La storia ha inizio nel 1998

La Ford Focus arriva sul mercato europeo nel 1998, in sostituzione della Escort, e due anni dopo debutta anche negli Stati Uniti. Fin dall’uscita ha seguito due linee di sviluppo diversificate. La seconda serie approda in Europa nel 2004, con una versione completamente nuova; mentre nel Nord America la prima serie viene aggiornata profondamente nel 2007 per poi essere sostituita da un nuovo modello, la Focus terza serie, uguale per tutti i mercati. Nel 1999 è stata eletta Auto dell’Anno in Europa e nel 2012, con più di un milione di unità, è stata l’auto più venduta al mondo.

La berlina Ford si presenta al Salone di Parigi del 1998 in quattro versioni: 3 porte, 5 porte, 4 porte e station wagon. Nel 2002 subisce un leggero restyling e, alla fine del 2004, lascia il posto alla seconda generazione. Le motorizzazioni benzina vanno dal 1.4 Zetec-SE 16V da 75 CV al 2.0 Duratec RS Turbo 16V da 215 CV e i propulsori diesel spaziano dal 1.8 Endura-DI 8V da 75 CV al 1.8 Duratorq DLD-418 8V da 115 CV.

Le auto che non vedremo più: Ford Focus 4

Dalla monovolume alla versione crossover

La seconda generazione è disponibile nelle versioni 3, 4, 5 porte e station wagon, alle quali si aggiungono, per la prima volta, anche una monovolume, la C-Max, e una versione coupé-cabriolet presentata al Salone di Parigi 2004 e realizzata da Pininfarina. Le motorizzazioni diesel vengono sviluppate in collaborazione con il gruppo PSA. Il sipario sulla Focus di terza generazione si alza al Salone di Detroit a inizio 2010. Le versioni 3 porte e coupé-cabriolet non ci sono più; mentre nel 2013 esordisce la Focus ST nella variante station wagon, a cui fa seguito la RS dotata, per la prima volta, di trazione integrale permanente. Nell’autunno del 2014 Focus è oggetto di un radicale restyling.

Le auto che non vedremo più: Ford Focus 1

La quarta e ultima generazione viene presentata a Londra il 10 aprile 2018 e arriva sul mercato due mesi dopo. Alla berlina 5 porte, 4 porte e station wagon “SW”, si affianca la crossover “Active”. Il restyling arriva nell’ottobre 2021 e porta in dote un display del sistema multimediale da 13,2 pollici abbinato all’ultima versione del sistema Sync4. Per quanto riguarda le motorizzazioni, nella gamma benzina troviamo soltanto unità ibride leggere a 3 cilindri EcoBoost da 125 o 155 CV e in quella diesel solamente il motore da 1,5 litri da 88 kW (120 CV).

Mercedes-Benz EQT: prezzi, dimensioni e caratteristiche

Mercedes-Benz EQT: prezzi, dimensioni e caratteristiche

La Mercedes EQT rappresenta l’ultima novità della famiglia EQ della casa automobilistica tedesca. Si tratta di una multispazio elettrica derivata dalla Classe T, nota per la sua versione a benzina e diesel. La variante a zero emissioni della Classe T arriverà sul mercato italiano entro fine anno, inizialmente in abbinamento ad un unico powertrain da 45 kWh e 122 CV. Tuttavia, è già stata annunciata una versione a passo lungo che arricchirà la gamma.

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5
 Bagagliaio 551-1.979 litri
 Alimentazioni Elettrica
 Classe –
 Cv/kW 122/90
 Prezzo  –
INDICE
Dimensioni
Esterni
Interni
Motori
Consumi
Perché comprarla
Prezzo

Le dimensioni principali della Mercedes EQT mantengono le stesse misure della versione a combustione interna della Classe T dalla quale deriva. Con i suoi 4,5 metri di lunghezza, 1,86 metri di larghezza e 1,82 metri di altezza, la EQT è in grado di offrire la stessa spaziosità e comodità di carico. Inoltre, la soglia di carico è rimasta invariata, con un’altezza di 56 cm, mentre le portiere a scorrimento elettrico, larghe 61 cm e alte 1,06 m, permettono un facile accesso all’abitacolo e una sistemazione agevole dei bagagli. Va infine segnalato che il passo è superiore ai 2,7 metri: un buon dato per il comfort di tutti i passeggeri.

Dimensioni
Lunghezza 4.498 mm
Larghezza 1.859  mm
Altezza 1.819 mm
Passo 2.716 mm

 

auto elettriche
auto elettriche

La Mercedes EQT si presenta con un look sobrio e contemporaneo, caratterizzato da linee pulite e sinuose. Il frontale è dominato dalla calandra dedicata, con i suoi listelli orizzontali neri che si fondono con i fari a LED ridisegnati e che rimanda agli altri modelli elettrici di casa Mercedes. Anche il paraurti è stato riprogettato per migliorare l’aerodinamicità e conferire alla vettura un aspetto più sportivo. La Mercedes EQT si presenta quindi come una multispazio elegante e moderna, pensata sia per un uso urbano che per lunghi viaggi in autostrada.

La Mercedes EQT mira a garantire comfort e praticità. Le porte laterali scorrevoli a comando elettrico, infatti, consentono un facile accesso al veicolo, sia per i passeggeri che per il carico. Il tetto panoramico, inoltre, conferisce una luminosità extra all’abitacolo, rendendolo ancora più accogliente e confortevole. Sul retro, il portellone a doppia apertura rende agevole il carico e lo scarico di oggetti di grandi dimensioni, mentre le luci a LED donano un tocco di eleganza alla vettura.

A bordo della Mercedes EQT si respira un’atmosfera di eleganza e modernità. L’abitacolo è caratterizzato da materiali di qualità, come la pelle e l’alluminio, e da una plancia digitale dove spicca l’infotainment MBUX. Questo sistema multimediale è dotato di un display da 7 pollici e offre un’esperienza di guida personalizzabile grazie all’integrazione di Apple CarPlay e Android Auto e all’assistente vocale “Hey Mercedes”. Inoltre, il software d’intelligenza artificiale presente nel sistema è in grado di “apprendere” le abitudini del guidatore, come la destinazione preferita per il parcheggio, per offrire un’esperienza di guida ancora più confortevole e personale.

In più, la multispazio tedesca vanta anche una ricca dotazione di assistenti alla guida, che la rendono ancora più sicura e confortevole da guidare. Tra gli equipaggiamenti di serie troviamo l’Hill Start Assist, il Crosswind Assist, l’Attention Assist, la frenata d’emergenza, il Blind Spot Assist e il mantenimento attivo di corsia attivo da 70 km/h. Per chi guida soprattutto in autostrada o in presenza di condizione di forte vento, si può scegliere il pacchetto Driving Assistant, che include l’Active Distance Assist Distronic e l’Active Steering Assist. Infine, per migliorare ulteriormente la sicurezza in manovra, si può optare per l’Active Parking Assist e il Trailer Stabilisation Assist.

La Mercedes EQT è dotata di un unico motore elettrico con una potenza di 122 CV e una coppia di 245 Nm. Nonostante ciò, la casa automobilistica tedesca potrebbe valutare l’introduzione di altre motorizzazioni in futuro, in grado di soddisfare le esigenze di chi cerca maggiori prestazioni o autonomia.

La Mercedes-Benz EQT, al lancio, offrirà un motore elettrico da 122 CV e 245 Nm, equipaggiato con una batteria da 45 kWh per la quale si ipotizza un’autonomia complessiva di circa 250 km nel ciclo WLTP. Il consumo combinato dichiarato dalla Casa, infatti, è di circa 18,99 kWh/100 km. D’altra parte, ricarica può essere effettuata fino a 22 kW in corrente alternata e 80 kW in corrente continua, con la possibilità di ottenere una ricarica dal 10 all’80% in soli 38 minuti utilizzando una colonnina veloce. Infine, l’EQT è dotata di serie di una pompa di calore per il climatizzatore, una soluzione pensata proprio per migliorare l’efficienza energetica del sistema di riscaldamento e raffreddamento.

 

  • Spazio: nonostante l’ingombro della batteria, la EQT vanta un’ottima accessibilità e capacità di carico.
  • Versatiltà: grazie alle sue dotazioni e alle sue caratteristiche tecniche, la EQT si presta agli utilizzi più disparati.
  • Tecnologia: il software basato sull’intelligenza artificiale può facilitare la vita soprattutto a chi usa la monospazio per lavoro.

La Mercedes-Benz EQT è attesa anche sul mercato italiano nei prossimi mesi, anche se la Casa non ha ancora comunicato una data precisa per l’inizio delle vendite. Il listino prezzi dovrebbe partire da circa 49.000 euro.