Cos’è e come funziona il car sharing

Cos'è e come funziona il car sharing

Il car sharing, basato sul principio di noleggio a breve termine, può rivelarsi un’ottima alternativa all’acquisto di un’auto privata, ed è per questo che rappresenta la nuova tendenza della mobilità in auto. Spesso ci si chiede il car sharing cos’è. Questo servizio, offerto da aziende specializzate (private o pubbliche), permette di noleggiare una vettura su ** prenotazione** , restituendola in parcheggi dedicati .

Di conseguenza, non c’è bisogno di un box auto per evitare furti o atti vandalici, e come se non bastasse non ci sono gli esborsi per bollo, assicurazione ed interventi di manutenzione, che rappresenterebbero altrimenti un costo continuo e talvolta insostenibile.

Grazie al car sharing l’utente ha a disposizione un veicolo solo nei momenti in cui ne ha realmente bisogno. Ma non solo è conveniente dal punto di vista dell’uso e dei costi fissi, è anche una maniera di spostarsi più ecologica. Riesce infatti a limitare il traffico veicolare applicando in pieno il concetto di mobilità sostenibile. Inoltre, le società che promuovono tale servizio propongono veicoli di ultima generazione, che si caratterizzano per un impatto ridotto in termini ambientali e, allo stesso tempo, per standard di sicurezza elevati. Se desiderate conoscere meglio il car sharing, come funziona e quanto costa, proseguite nella lettura.

INDICE
Car sharing: significato
Origini e diffusione del servizio
Car sharing: come funziona
Car sharing Roma
Car sharing Milano
Differenze con il car pooling
Car sharing: costi e tariffe
Car sharing: vantaggi
Car sharing: le principali aziende
Car sharing: ibrido ed elettrico

La domanda che spesso viene posta quando si affronta questo argomento è: “Car sharing, cos’è?”. Nonostante la terminologia inglese, la spiegazione è davvero semplice. Il car sharing, letteralmente la condivisione dell’automobile, è un servizio che permette agli utenti di utilizzare un’automobile su prenotazione, noleggiandola per un periodo di tempo breve.

Questo servizio è uno dei capisaldi della mobilità sostenibile poiché vuole favorire il passaggio dal possesso dell’auto, al solo uso della stessa. L’automobile, grazie al servizio di car sharing, passa dall’ambito dei beni di consumo a quello dei servizi sostituendo al possesso l’accesso.

Il car sharing è nato in Svizzera sul finire degli anni ’80, per scopi ambientalisti, cioè per ridurre le emissioni complessive di gas serra. Il successo riscontrato e la volontà di trovare una soluzione efficace per ridurre il traffico stradale hanno portato altri Paesi (dagli Stati Uniti all’Inghilterra, passando per Germania ed Australia) ad adottarlo. In Italia il car sharing ha conosciuto una fase di forte espansione soltanto negli ultimi anni, nonostante Legambiente lo avesse portato a Milano già nel 2001. Nei primi 6 mesi del 2017, ad esempio, il servizio è cresciuto nella misura del 35%, arrivando a superare i 4 milioni di prenotazioni e diventando così di fatto una delle alternative più popolari offerte dalla mobilità sostenibile. Se Milano, Roma e Torino sono state le prime città a proporre questa forma di noleggio, ora è possibile usufruirne anche in comuni come Brescia, Bologna, Genova, Padova, Venezia, Catania e Palermo, Firenze, Savona, Parma e Rimini. È nelle metropoli urbane che il car sharing si rivela particolarmente utile, permettendo di avere libero accesso alle ZTL (zone a traffico limitato), di parcheggiare sulle strisce blu senza pagare le tariffe normalmente previste, di percorrere corsie preferenziali e di circolare anche in caso di blocco del traffico.

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Capire il car sharing cos’è e come funziona è molto semplice. Per poter utilizzare il car sharing i clienti devono registrarsi al servizio per il quale, solitamente, è previsto il pagamento di un canone mensile o annuale. La prenotazione della vettura può essere effettuata tramite call center, via Internet o, ancora, tramite app. Una volta scaricata l’applicazione, per cercare l’auto più vicina è sufficiente utilizzare la funzione di geo-localizzazione del proprio smartphone. Attenzione però agli orari, che spesso influenzano la disponibilità di vetture. Una volta trovata, la vettura si apre avvicinando semplicemente la card o lo smartphone al chip piazzato sul parabrezza.

Negli ultimi tempi sono sempre più diffuse le smart card, rilasciate direttamente dalla società che offre il servizio. Il funzionamento di queste card è molto semplice: recandosi presso la postazione auto più comoda e avvicinando la tessera al cruscotto, è possibile sbloccare la serratura. Per offrire un servizio mirato alle esigenze della clientela, ed ampliare il bacino di utenti attratti dal paradigma della mobilità sostenibile, sono in aumento le società disposte ad offrire modalità più flessibili di utilizzo, senza prevedere parcheggi “prestabiliti”. Questo consente di ritirare (e riconsegnare) il veicolo in qualsiasi punto all’interno della zona coperta dal servizio. Alcune aziende, inoltre, permettono agli utenti di registrarsi come individui, famiglia o azienda, prevedendo tariffe differenti per ognuna delle modalità. Gli imprenditori beneficiano di un ulteriore vantaggio, ossia la fatturazione del servizio ricevuto come costo, scaricando le spese sostenute. Le realtà imprenditoriali hanno anche l’opportunità di richiedere il “van sharing”, pensato per il trasporto delle merci.

Una delle città dove il car sharing ha avuto particolare successo è stata Roma. Nella capitale, infatti, questo servizio di mobilità sostenibile consente di accedere alle ZTL, di parcheggiare gratuitamente in uno degli stalli riservati al Car Sharing Roma o nelle strisce blu e in tutti i parcheggi di scambio con le metropolitane. Inoltre, grazie al servizio di car sharing, è possibile circolare durante le giornate di blocco del traffico e parcheggiare gratuitamente. Tra i veicoli offerti, la Fiat 500 e la Smart la fanno da padrone.

A Roma il servizio di car sharing richiede un deposito cauzionale di 100 euro, rimborsato alla fine del contratto. L’abbonamento annuale è di 101,63 euro ma può variare a seconda che il cliente sia cittadino privato, famiglia o azienda business; oppure per via delle tessere aggiuntive di 25 euro. Si può anche testare il servizio di car sharing romano per solo 3 mesi a 40,63 euro totali e sfruttare al contempo varie convenzioni dedicate per i possessori di tessera Metrobus, per i dipendenti del Comune di Roma e soci vari.

Altra città dove il car sharing ha riscosso un immediato successo è Milano. La capitale finanziaria, sempre attenta alle nuove tendenze ed alle esigenze di mobilità sostenibile, presenta numerose aziende in grado di offrire un valido servizio di car sharing, offrendo differenti veicoli. A disposizione 8 diverse tipologie di veicoli Mini e BMW, e nel parco vetture anche auto elettriche. Nella capitale lombarda i costi del car sharing ammontano a circa 120 euro all’anno con una tariffa binaria, che cioè si compone sia del costo chilometrico che di quello orario

Se le precedenti righe sono state utili per comprendere il car sharing cos’è, è importante precisare cosa differenzi tale servizio dal car pooling. Quest’ultimo, infatti, ha luogo quando 2 o più soggetti che si trovano a dover percorrere il medesimo tratto stradale, scelgono di condividere una vettura privata per ridurre i costi di benzina e autostrada.

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È arrivato ora il momento di aggiungere alcune informazioni sulle tariffe e costi. Dal momento che le vetture rimangono di proprietà del gestore, quest’ultimo è l’unico sostenitore delle spese relative ad assicurazione, bollo, manutenzione e carburante. Per quanto riguarda il pagamento per l’uso a tempo, invece, in molti casi, le aziende scelgono di ricorrere ad una tariffa di tipo “binario”. Il costo, in pratica, tiene conto sia della durata del noleggio che dei chilometri percorsi. Le tariffe possono variare anche in base alla tipologia di vettura richiesta. In molte città italiane, è previsto il pagamento di un canone mensile fisso per accedere al servizio.

A chi conviene il car sharing? Questa forma di mobilità è molto comoda soprattutto in caso di blocchi del traffico, per transitare in zone ZTL, per chi non percorre più di 10 mila chilometri all’anno e per chi non ha un garage o teme di parcheggiare nel quartiere in cui abita o lavora.

Sostanzialmente, inoltre si risparmia soprattutto sull’acquisto di un’auto, sulla praticità della prenotazione tramite smartphone e sul basso impatto ambientale che ne consegue. Chi non necessita quotidianamente di viaggiare in auto può infatti optare per l’acquisto del diritto d’uso di un veicolo on-demand, solo quando davvero necessario.

La fusione nel 2019 fra Car2Go e Drive Now, i servizi dei colossi BMW e Mercedes, e il successivo acquisto nel 2022 del gruppo risultate Share Now da parte di Stellantis sono solo due dei molti esempi di trasformazione di un mercato dinamico e in crescita come quello del car-sharing – nonostante il duro colpo inferto dall’attuale pandemia. Fra i gruppi principali di car-sharing troviamo attualmente Car2Go, DriveNow, Enjoy, Sharengo, Ubeeqo. Vediamo brevemente le loro caratteristiche.

Car2Go opera a Milano, Roma, Torino e Firenze. Fa parte del gruppo tedesco Daimler e offre le tre varianti del brand Smart. Le tariffe ammontano a 19 centesimi al minuto per la Fortwo, a 21 per la Forfour ed a 29 per la Fortwo Cabrio. In alternativa, è possibile optare per pacchetti orari con un noleggio che non supera le 24 ore. Il costo di registrazione al servizio è di 9 euro, una tantum.

Drive Now è invece disponibile solo a Milano, e fa anch’essa parte, come detto, del circuito ShareNow. Annovera nel parco vetture diverse BMW e Mini da tre e cinque porte. L’iscrizione alla piattaforma costa 10 euro, con 31 centesimi al minuto se si opta per una Mini e 34 preferendo una BMW. Anche qui diversi pacchetti vanno incontro alle esigenze dei clienti che cercano il risparmio.

Enjoy fa parte del gruppo Eni ed è operativo in cinque città: Firenze, Milano, Roma, Torino e Bologna. Con questo servizio si possono guidare due modelli del marchio Fiat, 500 e Doblò Cargo. Le tariffe generali arrivano a 25 centesimi al minuto per i primi 50 chilometri, dopo i quali ogni chilometro aggiuntivo costa ulteriori 25 centesimi. Chi vuole avere a disposizione una 500 per 24 ore metta in conto 50 euro, mentre se si necessita di un Doblò la tariffa giornaliera arriva a 80 euro.

 

Ubeeqo, infine, funziona anch’essa solo a Milano ma cresce velocemente, offrendo due tipi di tariffe. Con Easy si azzera il costo di iscrizione, ma si guida a 5 euro all’ora e 39 al giorno per ogni vettura. Con Flexy, invece, pagando un abbonamento di 5 euro al mese, si accede alla tariffa da 2,20 euro all’ora e 29 al giorno. La flotta di vetture è molto variegata: include Fiat, Renault, Opel, Ford, Citroen e Smart.

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Gli operatori di servizi alla mobilità sono fra i maggiori acquirenti di auto ibride ed elettriche  in Italia, visto che rinnovano le loro flotte spesso e sempre di più puntando sulle soluzioni sostenibili. Sono molte le società nel settore che offrono anche auto ibride o elettriche. Qui però presentiamo due realtà che fanno dell’elettrico una bandiera, accogliendo nel proprio parco esclusivamente vetture ibride o full-electric. 

Le vetture di Sharengo, parte del CS Group, sono guidabili a Milano, Roma e Firenze. Si tratta di una scelta che vanta maggiore sostenibilità, con l’utilizzo di una comoda vettura elettrica a due posti in grado di non generare alcun rumore. La tariffa di base prevede qui un costo di 28 centesimi al minuto. In alternativa, a seconda delle esigenze, è possibile pagare 12 euro all’ora o 50 al giorno.

E-Vai, infine, è il primo car sharing elettrico della Lombardia che mira ad ottimizzare gli spostamenti all’interno della Regione, cioè tra aree urbane e zone extra-urbane. Inoltre, E-Vai è l’unico car sharing elettrico che vanta connessioni con i tre aeroporti di Malpensa, Linate e Orio al Serio e con i principali snodi ferroviari della regione.

Nissan X-Trail: prezzi, dimensioni e caratteristiche

Dopo la Qashqai, arriva anche per la Nissan X-Trail il momento di passare alla nuova generazione, assemblata anch’essa sulla piattaforma CMF-C.  Le linee diventano ora più spigolose e i fari si sdoppiano, ma ancora rimane il caratteristico profilo con tetto alto e portellone verticale che permette di ospitare una terza fila di sedili. La quarta generazione della X-Trail è la risposta di Nissan alle novità del mercato dei SUV di grandi dimensioni: oltre alla possibilità di avere 7 posti, l’auto viene proposta esclusivamente con motorizzazione full hybrid, cosa che le permette di poter contare su consumi contenuti, nonostante le sue dimensioni generose.

Di seguito ecco la scheda tecnica della nuova Nissan X Trail:

 Scheda Tecnica
 Numero posti 5/7
 Bagagliaio 575 / 1.396 litri
 Alimentazioni Ibrida
 Classe Euro 6d – Full
 Cv/kW (da) 204/150
 Prezzo (da) 38.080 €

 

INDICE
 Dimensioni
 Esterni
 Interni
 Motori
 Consumi
 Allestimenti
Perché comprarla
 Prezzi

La quarta generazione di X-Trail continua a puntare sull’ottima abitabilità interna ma con un tocco in più di praticità: per quanto il passo permanga a 270 cm, la lunghezza si riduce leggermente fermandosi a 4 metri e 70 cm, con solo un paio di cm in più rispetto al passato per larghezza e altezza. Tanto lo spazio per 5 passeggeri, buono se si viaggia in 7, con il vano di carico che assicura una capacità che va da 585 a 1.396 litri.

Dimensioni
Lunghezza 4.680 mm
Larghezza 1.840  mm
Altezza 1.720 mm
Passo 2.705 mm

nissan x-trail
nissan x-trail

La nuova generazione di X-Trail riprende gli stilemi del passando ma innovandoli notevolmente: la griglia al centro della calandra diventa ancora più grande e evidenzia il logo Nissan al centro. Questa viene abbracciata dai gruppi ottici led, disposti su due livelli in elementi affilati. Anche le prese d’aria vengono ridisegnate e contribuiscono a dare al veicolo un carattere più aggressivo.

La fiancata è piuttosto pulita, con una cromatura all’altezza delle minigonne e passaruota ben marcati a dare un tocco di eleganza in più al modello. Intrigante anche il design del posteriore, con molte novità rispetto al passato: i fari led sono ora disposti in elementi più sottili e allungati, che sottolineano il grande lunotto posteriore. Il grande skid-plate nella parte bassa del paraurti, inoltre, contribuisce a donare all’X-Trail un look ancor più fuoristradistico.

L’abitacolo della nuova Nissan X Trail colpisce subito per il design ricercato e per la qualità riservata ai materiali scelti e agli assemblaggi. Sono poi moltissime le novità tecnologiche rispetto alla generazione uscente, come il rinnovato sistema di infotainment al centro della plancia con schermo da 8″ (a partire da versione Acenta) e il display TFT da 12,3″ per la strumentazione digitale posto dietro al volante (a partire da allestimento N-Connecta).

Inoltre, a bordo vengono introdotti tutta una serie di nuovi sistemi di sicurezza e assistenza alla guida. Solo per citarne alcuni, sono di serie su tutta la gamma l’Intelligent Cruise Control con limitatore di velocità, Intelligent Front Emergency Braking con rilevamento pedoni, ciclisti e aiuto negli incroci, la ricognizione dell’angolo cieco e il sistema di mantenimento della corsia. 

La nuova Nissan X-Trail adotta lo stesso propulsore e-Power già visto su Qashqai: si tratta di un sistema ibrido in cui il motore elettrico è l’unico di trazione, mentre quello benzina da 1.5 litri funge da generatore. La potenza complessiva raggiunge così i 204 CV nella versione a trazione anteriore, con picchi di velocità a 170 km/h e scatto 0-100 km/h in 8 secondi. A listino è poi presente una variante 4×4, chiamata e-4ORCE, che aggiunge un motore elettrico sull’asse posteriore aumentando leggermente la potenza, per arrivare a 213 CV: su questo modello più scattante la velocità massima sale di 10 km/h e si guadagna quasi un secondo nello 0-100.

 

nissan x-trail
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Nonostante le dimensioni importanti, il peso della Nissan X Trail non è esagerato e questo fattore, unito alle motorizzazioni ibride, aiuta a limitare i consumi. La casa giapponese dichiara un consumo di 5,8-5,9 litri ogni 100 km per la versione a due ruote motrici, mentre si sale a 6,3-6,5 litri ogni 100 Km per quella a trazione integrale.

La Nissan X Trail viene proposta a listino in quattro allestimenti differenti:

  • Visia: è l’allestimento di accesso alla gamma, con una buona dotazione di serie.
  • Acenta: aggiunge elementi di sicurezza attiva e un più evoluto sistema di infotainment con display da 8″.
  • N-Connecta: migliora ulteriormente la sicurezza e il comfort, con il display TFT da 12,3″ per la strumentazione e navigatore.
  • Tekna: è la top di gamma con finiture più ricercate e le migliori dotazioni tecnologiche.

Visia: l’allestimento di accesso alla gamma comprende di serie Cerchi in lega da 18″, Fari Automatici Intelligenti (Sensore Crepuscolare), Clima Automatico a due zone, Luci diurne LED, Fari LED, Fari abbaglianti adattativi, Fari fendinebbia posteriori LED, Luci posteriori LED, Drive modes (Selettore modalità di guida), Radio DAB con 4 Altoparlanti, Porte USB posteriori solo per la ricarica (Tipo-A), Radio DAB, 4 altoparlanti, Connessione USB anteriore (Tipo-A), Bluetooth (telefono e audio), Wireless Apple CarPlay e Android Auto, Intelligent Cruise Control con limitatore di velocità, Intelligent Front Emergency Braking con Pedestrian & Cyclist Recognition e Junction Assist, Intelligent Blind Spot Intervention, Intelligent Rear Automatic Braking, Intelligent Blind Spot Warning, Rilevamento Posteriore degli Ostacoli in Movimento, Intelligent Driver Alertness, Intelligent Forward Collision Warning, Intelligent Lane Departure Prevention, Intelligent Lane Departure Warning, Allarme per i sedili posteriori, Rilevamento Segnaletica Stradale e Regolazione Velocità, Hill Start Assist (sistema di assistenza per le partenze in salita), Trailer Sway Assist, Airbag (guidatore e passeggero), Freno di stazionamento elettrico, Funzione Auto-Hold, Cinture di sicurezza anteriori regolabili in altezza con limitatore di carico e pretensionatore, Rivestimenti in tessuto, Vetri oscurati anteriori con filtro UV, Vetri oscurati posteriori.

Acenta: aggiunge NissanConnect con display da 8″ e Integrazione Smartphone e compatibilità Apple CarPlay® e Android Auto, Specchietti ripiegabili automaticamente, Volante e pomello cambio in pelle soft touch, Retrocamera posteriore, Sensori di Parcheggio Anteriori, Retrovisore interno auto-oscurante.

N-Connecta: aggiunge Vetri posteriori privacy, Barre longitudinali al tetto, Quadro Strumenti Full TFT da 12,3”, Navigatore Satellitare NissanConnect da 12,3”, Sedili Posteriori 40/20/40 pieghevoli, scorrevoli e reclinabili Around View Monitor e Riconoscimento oggetti in movimento.

Tekna: l’allestimento top di gamma aggiunge Cerchi in lega da 19’’, Apertura bagagliaio hands-free, Clima automatico tri-zona, Volante e Sedili (anteriori e posteriori ) riscaldabili, ProPILOT con Navi-Link, ProPilot Park.

  • Spazio: a bordo del SUV più grande di Nissan si viaggia comodi anche in sette.
  • Offroad: buone le capacità fuoristradistiche del modello, specialmente nella versione a trazione integrale.
  • Ibrido: il propulsore elettrificato permette di risparmiare molto sui consumi nonostante la stazza del veicolo.

Di seguito ecco il listino prezzi della Nissan X Trail aggiornato a settembre 2022:

Nissan X Trail ibrida Prezzo
Nissan X-Trail e-Power 203 CV Visia 38.080 €
Nissan X-Trail e-Power e-4ORCE 213 CV Acenta 42.600 €

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nissan x-trail
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Con il Piano Nazionale per la Sicurezza Stradale niente più vittime della strada

Con il Piano Nazionale per la Sicurezza Stradale niente più vittime della strada

Compie un ulteriore passo in avanti il percorso per rendere più sicure le nostre strade. Lo scorso mese di aprile il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili (Mit) aveva approvato il Piano Nazionale per la Sicurezza Stradale (PNSS) 2030, che ha come obiettivo la riduzione del 50% entro il 2030 di vittime e feriti gravi degli incidenti stradali rispetto al 2019 e il completo azzeramento entro il 2050.

Nei giorni scorsi il programma è entrato in una nuova fase, grazie alla costituzione del Comitato per l’indirizzo e il coordinamento delle attività per l’attuazione del PNSS 2030, avvenuta con il decreto firmato dal ministro Enrico Giovannini. Per l’attuazione del Piano sono stati stimati 1,4 miliardi di euro ripartiti tra fondi nazionali e cofinanziamento degli enti locali.

Le funzioni del Comitato

È lo stesso Mit a spiegare i compiti del nuovo organo, che dovrà occuparsi di “definire e promuovere le azioni necessarie per raggiungere gli ambiziosi obiettivi del Piano” si legge nella nota ministeriale, che specifica anche che “l’obiettivo del Comitato è di coadiuvare il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili affrontando in modo coordinato tutte le tematiche della sicurezza stradale attraverso il coinvolgimento dei vari livelli di Governo”, dall’Unione Europea fino alle amministrazioni pubbliche.

Il Comitato dovrà anche valutare gli interventi e verificare l’impatto delle misure attuate con la raccolta dei dati di incidentalità e la diffusione delle informazioni su traffico e mobilità. Oltre a questo, avrà anche il compito di occuparsi della formazione e l’aggiornamento degli operatori del settore e di migliorare l’efficienza degli interventi di emergenza e soccorso.

Chi fa parte del nuovo organo

L’ente è presieduto dal ministro Giovannini ed è formato dai rappresentanti dei ministeri (Economia e Finanze, Salute, Interno, Istruzione, Università e Ricerca, Sviluppo Economico), delle Regioni, delle Province Autonome di Trento e Bolzano e degli Enti Locali. Inoltre, il Comitato può richiedere l’apporto di altre istituzioni e di esperti a seconda delle tematiche specifiche.

Le novità non si fermano qui: il ministro Giovannini ha costituito anche l’Osservatorio nazionale per la sicurezza stradale che collaborerà con il Comitato fornendo informazioni e dati aggiornati sulla sicurezza stradale e valutando l’avanzamento verso gli obiettivi previsti dal PNSS.

WLTP: come funziona questa nuova procedura di omologazione

wltp

Con WLTP  si intende la specifica procedura di prova per veicoli leggeri armonizzata a livello mondiale. In UE, dal 2017, è fatto obbligo usata per tutti i costruttori automobilistici di far omologare le nuove autovetture  seguendo questo protocollo. Il surriscaldamento climatico giustifica infatti normative sempre più stringenti circa le emissioni delle autovetture. Lo scandalo diesel gate, che ha portato numerose città a procedere con il blocco delle auto diesel, ha forse solo accelerato i tempi per l’adozione (inizialmente prevista per il 2023) del nuovo processo di omologazione denominato WLTP.

Esperti del settore provenienti da India, Giappone e UE, grazie al coordinamento del Forum mondiale UNECE per l’armonizzazione dei regolamenti sui veicoli avevano infatti già presentato la versione finale, pubblicandola nel 2015. Scopriamo quindi di cosa si tratta e come vengono svolti i test.

INDICE
Ciclo WLTP
Prove su strada RDE
Omologazione WLTP: le novità
Test consumi auto
Test consumi plug-in

A partire dall’1 settembre 2017 il precedente – e meno attendibile – protocollo NEDC (New european driving cycle) è andato in pensione per essere sostituito dal WLTP (Worldwide harmonized light vehicles test procedure). Dall’1 settembre 2018, quindi, tutti i costruttori dell’Unione Europea potranno vendere esclusivamente veicoli testati in conformità con le procedure WLTP.

I cicli di prova WLTP sono 3, classificati in base rapporto potenza/peso: nella Classe 1 troviamo veicoli con rapporto potenza/peso inferiore a 22 kW/tonnellata; la Classe 2 è riservata a veicoli fra 22 e 34 kW/t; la Classe 3 include vetture con rapporto kW/t maggiore di 34. Di quest’ultimo gruppo fanno parte il maggior numero delle automobili.

Il ciclo WLTP verrà svolto in laboratorio, ma con programmi più realistici. Sono previste anche delle prove su strada denominate RDE (Real Driving Emissions) per rilevare gli ossidi di azoto grazie al sistema portatile di misurazione delle emissioni (PEMS). La prova ha una durata di circa 1,5-2 ore e si svolge su un percorso di circa 80 km con tratti di percorsi urbani, rurali e autostradali.

Il test permette di valutare in maniera quanto più accurata possibile i reali dati di consumo ed inquinamento delle nuove vetture. Questo, è ovvio, per evitare che quanto dichiarato dai costruttori sia difforme dalla realtà. Anche la quota a cui si guida può incidere infatti, e alcune modifiche sono già allo studio. Ora il test RDE può essere condotto con altitudine fino a 700 metri, ma si prevede che si potrà arrivare fino a 1300 metri; di conseguenza, anche la differenza ammessa fra le misure in laboratorio e quelle su strada diminuirà.

La procedura internazionale di prova per i veicoli leggeri (questa è la traduzione in italiano della sigla WLTP) ha quindi sostituito il protocollo NEDC comportando per i costruttori l’obbligo di superare test di omologazione decisamente più severi. Nonostante l’iniziale sovraccarico nei laboratori li svolgono, il nuovo protocollo è più preciso ed efficace del primo.

Il test WLTP prevede una durata della prova di 30 minuti, mentre per ottenere la precedente omologazione NEDC la stessa era di 20 minuti. Inoltre la velocità media che dovrà sostenere il veicolo sottoposto al test WLTP sarà superiore. Con la nuova normativa questa sarà pari a 46,5 Km/h, mentre in precedenza la velocità media era di 34 Km/h.

Analogamente è aumentata la velocità massima da raggiungere. Oggi è di 131 Km/h, mentre con la precedente omologazione NEDC i dati venivano rilevati a 120 Km/h.

Infine il chilometraggio da sostenere per superare la procedura WLTP è più che raddoppiato poiché si passa dai precedenti 11 chilometri di test agli attuali 23,25.

L’omologazione WLTP impone ai costruttori di effettuare i test richiesti sia con le vetture dotate della dotazione di accessori di serie, sia con le versioni top di gamma. Questa è un’altra differenza rispetto al passato perché i test venivano effettuati con le sole vetture nell’allestimento base.

Grazie a questo accorgimento si avranno quindi disponibili i dati di consumo di entrambe le categorie di vetture, solitamente più bassi per quelle meno accessoriate, e più alti per quelle ricche di optional.

Infine, accenniamo a due ultime differenze di una certa importanza fra WLTP e NEDC. I cambi di velocità, stabili con quest’ultimo, sono calcolati secondo WLTP per ogni specifico modello di automobile da omologare. Inoltre, se prima la temperatura a cui si effettuava il test doveva essere compresa fra i 20 e i 30 °C, ora il livello termico indicato è più preciso: le prove vanno svolte a 23 °C, mentre il rilevamento di CO2 è corretto a 14 °C.

Il WLTP serve ad obbligare i costruttori alla riduzione delle emissioni di anidride carbonica. Al fine di ottenere l’omologazione si crea un incentivo a contenere l’aumento dei consumi auto, richiedendo sforzi per rientrare nei valori limite di CO2 imposti.

Per ottenere una misura quanto più fedele alla realtà in base ai diversi stili di guida adottati dagli automobilisti, nella serie di test è prevista una prova consumi auto con quattro differenti velocità medie.

Sempre per rendere più accurate le valutazioni in laboratorio, inoltre, a partire dal mese di settembre 2018, c’è l’obbligo dello specifico test RDE. Tramite questo test, come detto, verranno rilevate direttamente su strada le emissioni di sostanze inquinanti come, ad esempio, le polveri sottili, così da ottenere dati confrontabili con la guida reale.

Il protocollo WLTP è composto anche di modalità dedicate per testare le ibride plug-in, veicoli piuttosto complessi e attualmente oggetto dell’attenzione di istituzioni UE perché i consumi reali sembrano maggiori di quelli omologati.

Le procedure in vigore prevedono che questo tipo di vetture ripetano il test più volte, cominciando con la batteria totalmente carica e ripetendo il test fino al suo esaurimento. A queste prove se ne aggiunge una, svolta con la batteria allo 0%, utile a simulare la marcia in autostrada, tratto in cui le plug-in sono spesso costrette a proseguire senza l’elettrico.

Per quanto riguarda le ibride “alla spine”, le regole UE permettono ai Costruttori di riportare solo il consumo di carburante nel ciclo di prova, privando il cliente quindi di informazioni importanti, se non decisive. Il consumo in elettrico, che avviene a batteria carica, non viene però contabilizzato nel bilancio energetico valutato. Anche per questo, non prima del 2025, entrerà in vigore il nuovo standard sui consumi delle auto Ibride Plug-in.

Anche questo difetto nell’informazione spinge infatti ad utilizzare le auto plug-in come se fossero delle normali vetture a motore endotermico. Da un’analisi dell’International Council for Clean Transportation (ICCT) si conclude infatti che il motore a combustione  di questa categoria di auto entra in funzione per oltre il 50% della guida e che le batterie sono raramente ricaricate, soprattutto quando  chi guida non sostiene direttamente i costi del carburante.

Le 5 elettriche con il bagagliaio più grande

Volkswagen ID.Buzz: prezzo, dimensioni e caratteristiche 9

Il numero delle auto elettriche presenti sulle nostre strade aumenta di mese in mese. Questo non soltanto grazie alle politiche di incentivazione all’acquisto messe in atto dal governo, ma anche per la sempre più ampia offerta messa in campo dai costruttori. Con l’aumentare dell’autonomia, che va di pari passo con l’implementazione dell’infrastruttura di ricarica italiana, le auto elettriche stanno diventando sempre più delle valide compagne non soltanto per i piccoli spostamenti urbani, ma anche per i viaggi con tutta la famiglia al seguito.

La nostra top 5

Per questo motivo, abbiamo pensato di stilare una lista delle cinque vetture elettriche con il bagagliaio più capiente. Ovviamente, nelle primissime posizioni troviamo modelli di grandi dimensioni, pensati per ospitare anche più di cinque persone. Eppure, il podio non è costituito unicamente da multivan. Al terzo posto, infatti, è salita un’insospettabile berlina.

Volkswagen ID.Buzz: prezzo, dimensioni e caratteristiche 17

Volkswagen ID.Buzz

Al primo posto della nostra top 5 si posiziona una freschissima novità: la Volkswagen ID.Buzz. Disponibile al momento solo in variante a cinque posti, assicura una capacità di carico in configurazione standard di 1.121 litri, che diventano 2.205 litri abbattendo la seconda fila di sedili. Non male per un’auto lunga 4,70 metri. Uno solo il powertrain disponibili, costituito da una batteria da 77 kWh netti e da un motore da 204 CV. L’autonomia è di circa 400 km.

  • Lunghezza: 4,72 metri
  • Capacità di carico: 1.121-2.205 litri

Mercedes-Benz EQV: prezzo, dimensioni e caratteristiche 10
Mercedes EQV

Con oltre cinque metri di lunghezza, la Mercedes EQV non poteva non entrare nella nostra classifica. Disponibile anche in variante a otto posti, ha un vano di carico dalla forma regolare, con una capacità di 1.030 litri, che diventano addirittura 4.630 abbattendo le due file di sedili posteriori. A livello tecnico, è alimentato da una batteria da 100 kWh, che promette un’autonomia di circa 400 km. Il motore, invece, eroga una potenza massima di 204 CV.

  • Lunghezza: 5,14 metri
  • Capacità di carico: 1.030-4.630 litri

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Tesla Model S: prezzo, dimensioni, caratteristiche 11

Tesla Model S

Un po’ a sorpresa, il terzo posto della nostra classifica non va ad un monovolume o ad un Suv, bensì ad una berlina: la Tesla Model S, infatti, assicura una maggiore capacità di carico anche rispetto alla sorella Model X grazie ad una vano con una capacità compresa fra 709 e 1.739 litri. Va specificato, però, che il vano di carico della Model X resta meglio sfruttabile per via delle forme più regolari. A muovere la Tesla Model S provvede un powertrain degno di una supercar, con tre motori e una potenza totale di 1.020 CV che la fanno scattare da 0 a 100 km/h in soli 2,1 secondi, mentre la velocità massima è di 322 km/h.

  • Lunghezza: 5,02 metri
  • Capacità di carico: 709-1.739 litri

Hyundai Ioniq 5: prezzi, dimensioni e caratteristiche 21
Hyundai Ioniq 5

Di tutto rispetto la quarta posizione ricoperta dalla Hyundai Ioniq 5. E la più corta della nostra classifica, con una lunghezza di 4,63 metri, ma nonostante questo è in grado di assicurare una capacità di carico in configurazione standard di 527 litri, che diventano 1.587 abbattendo gli schienali della seconda fila di sedili. Due i tagli di batteria disponibili, da 58 o 77,4 kWh, per potenze che vanno da 170 a 325 CV.

  • Lunghezza: 4,63 metri
  • Capacità di carico: 527-1.587 litri

BMW iX: prezzi, dimensioni e caratteristiche
BMW iX

Chiude la nostra top 5 la BMW iX, la più lussuosa della nostra classifica. Il nuovo Suv elettrico di Monaco punta tutto sullo stile ricercato e su soluzioni tecniche e tecnologiche di prima categoria, come i motori elettrici privi di terre rare. Lunga quasi cinque metri, ha un vano di carico con una capacità di 500 litri in configurazione standard, mentre i tagli della batteria sono due: 76,6 e 111 kWh, per potenze che arrivano fino a ben 619 CV.

  • Lunghezza: 4,95 metri
  • Capacità di carico: 500-1.750 litri

Le 5 berline più veloci al mondo

BMW M3: prezzo, dimensioni e caratteristiche 6

Quando si tratta di auto ad alte prestazioni siamo soliti pensare alle “tradizionali” supercar. Vetture dalle forme esotiche e tendenzialmente a due soli posti, capaci di prestazioni vicine a quelle di un’altra auto da corsa. Ma oggigiorno non sono soltanto le supercar ad essere in grado di performance da capogiro. C’è infatti chi, in un’auto, cerca non solo le prestazioni, ma anche la comodità e proprio per tutti loro esistono le berline ad alte prestazioni. Vetture a tre volumi capaci di prestazioni da supercar, ma in un abito “civile”, che le rende perfette per il classico tragitto casa-lavoro durante la settimana e per correre in pista nel weekend.

La nostra top 5

Abbiamo quindi selezionato le cinque berline ad alte prestazioni più veloci nel classico scatto da 0 a 100 km/h. E per quanto si sia portati a pensare a grossi motori V8 quando si parla di questo genere di vetture, ai primi due posti di questa classifica trovano in realtà posto due modelli completamente elettrici. Il che, in effetti, non stupisce più di tanto, considerando le potenze sempre più elevate che stanno raggiungendo i veicoli elettrici. Ecco quindi la nostra classifica.
Tesla Model S: prezzo, dimensioni, caratteristiche 4

Tesla Model S Plaid

Quasi senza alcuno scalpore, al primo posto della nostra top 5 troviamo la Tesla Model S Plaid. In attesa dell’arrivo della Roadster, la Model S Plaid rappresenta la Tesla più prestazionale mai prodotta. È spinta da ben tre motori molto particolari, con rivestimento in fibra di carbonio, in grado di sviluppare insieme una potenza massima di ben 1.020 CV, sufficienti a spingere la Model S da 0 a 100 km/h in appena 2,1 secondi. Il tutto per un’autonomia di 600 km.

  • Potenza: 1.020 CV
  • 0-100 km/h: 2,1 secondi

Porsche Taycan: esterni

Porsche Taycan Turbo S

Anche il secondo modello della nostra top 5 è completamente elettrico. Si tratta della Porsche Taycan Turbo S. La berlina elettrica di Stoccarda rappresenta il primissimo modello a batteria del costruttore tedesco: un bolide con due motori e una potenza totale di 761 CV, quanto basta per raggiungere i 100 km/h con partenza da fermo in soli 2,8 secondi. Ma sulla Taycan non sono solo i freddi numeri a fare impressione. Anche la dinamica di guida è di tutto rispetto, nonostante un peso di oltre 2 tonnellate.

  • Potenza: 761 CV
  • 0-100 km/h: 2,8 secondi

Porsche Panamera: prezzi, dimensioni e caratteristiche 18

Porsche Panamera Turbo S

Chiude il podio della nostra classifica un secondo modello marchiato Porsche, nonché il primo della top 5 ad essere spinto da un motore ad alimentazione tradizionale. Si tratta della Porsche Panamera Turbo S, che sotto il cofano nasconde un motore V8 di 4 litri con una potenza di 629 CV che assicura uno scatto da 0 a 100 km/h in 3,1 secondi. In verità la variante plug-in del modello può contare su una potenza superiore, ma il peso extra ne limita lo scatto da ferma.

  • Potenza: 629 CV
  • 0-100 km/h: 3,1 secondi

Mercedes-AMG GT Coupe 4: prezzi, dimensioni e caratteristiche 10

Mercedes AMG GT Coupé 4 63 E-Performance

Potente, appariscente e ibrida. La Mercedes AMG GT Coupé 4 63 E-Performance è un vero missile in formato famiglia e grazie al sistema ibrido plug-in è in grado di assicurare una potenza di ben 843 CV che si traducono in uno scatto da 0 a 100 km/h in soli 3,2 secondi, anche grazie alla presenza della trazione integrale 4 Matic+ di Mercedes. Il rovescio della medaglia? Per portarsela a casa servono più di 200.000 euro.

  • Potenza: 843 CV
  • 0-100 km/h: 3,2 secondi

BMW M3: prezzo, dimensioni e caratteristiche 7

BMW M3 Competition

Chiude la nostra top 5 la BMW M3 in allestimento Competition Xdrive, ovvero a trazione integrale. Si tratta di un sistema 4×4 fuori dagli schemi, che permette di staccare completamente l’asse anteriore a richiesta e poter trasformare l’M3 in una trazione posteriore. Il suo V6 biturbo eroga 510 CV, molti meno rispetto alla media delle vetture di questa classifica, ma nonostante questo, la berlina sportiva di Monaco è in grado di scattare da 0 a 100 km/h in 3,5 secondi.

  • Potenza: 510 CV
  • 0-100 km/h: 3,5 secondi

Mercato auto agosto: dopo tredici mesi, le vendite tornano a salire

Finanziamento auto tasso zero: ecco cosa sapere

Il mercato dell’auto torna a vedere il segno più. Dopo tredici mesi di fila di contrazione delle vendite rispetto al 2021, ad agosto si sono registrate 71.190 immatricolazioni di vetture nuove, con un aumento del 9,9%. È un leggero recupero se confrontato a dodici mesi fa, quando le vendite erano calate di oltre il 27%. Tanto che il nuovo trend non è sufficiente a recuperare terreno rispetto all’anno scorso: nei primi otto mesi del 2022 le immatricolazioni sono arrivate a 865.044 unità, oltre 195.000 in meno rispetto al 2021, con una caduta del 18,4%.

Mercato auto agosto: le parole del presidente

Il presidente dell’Unrae Michele Crisci è soddisfatto: “Finalmente il governo ha approvato l’inserimento delle persone giuridiche tra i beneficiari degli incentivi per i veicoli a basse emissioni, sia pur inspiegabilmente limitata al canale del noleggio, ritenendo privo di fondamento distinguere in base alla modalità di approvvigionamento ed escludendo, quindi, nel testo definitivo del DPCM, quelle che acquistano cash o in leasing. Ora – sottolinea Crisci – auspichiamo la massima accelerazione delle procedure previste per la piena operatività del provvedimento, visto l’approssimarsi della scadenza del 31 dicembre quale termine ultimo per godere del bonus”.

Crisci insiste anche sulla velocizzazione per la costruzione della rete di ricarica per le auto elettriche, passo fondamentale per spingere gli automobilisti all’acquisto di veicoli a zero emissioni. “È necessario che si definisca un puntuale cronoprogramma che indichi tempi, luoghi e tipologie di colonnine pubbliche da installare, nonché i soggetti incaricati di effettuare gli investimenti, oltre a incentivare in ottica pluriennale la diffusione di infrastrutture di ricarica privata”.

Spariscono le auto a metano, in aumento benzina e ibride

I numeri di agosto fanno registrare l’aumento delle immatricolazioni di vetture a benzina, che salgono a quota 26,7%; ancora meglio le auto ibride, con il 39% (30,4% le mild hybrid e 8,6% le full hybrid). Le vetture diesel calano al 18,2%; trend al ribasso anche per auto a GPL (8,7%), ibride plug-in (3,8%), elettriche (3,2%) e metano (0,5%), penalizzate dal peso della crisi energetica con la conseguente impennata dei prezzi.

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Peugeot e-208: la citycar del Leone fa il pieno di energia

Le auto a benzina più vendute ad agosto2022

  • Peugeot 208: 1.342
  • Volkswagen T-Roc: 1.249
  • Citroen C3: 1.246
  • Volkswagen T-Cross: 786
  • Volkswagen Polo: 689
  • Hyundai i10: 650
  • Dacia Sandero: 619
  • Kia Picanto: 616
  • Peugeot 2008: 591
  • Ford EcoSport: 542

Citroën C3: prezzi, dimensioni e caratteristiche 8

Le auto diesel più vendute ad agosto 2022

  • Citroen C3: 789
  • Audi Q3: 652
  • Ford Kuga: 587
  • Audi A3: 539
  • Mercedes GLA: 492
  • Volkswagen T-Roc: 471
  • Fiat Tipo: 454
  • Jeep Renegade: 452
  • Volkswagen Tiguan: 448
  • Alfa Romeo Stelvio: 421

DR 6.0: prezzi, dimensioni e scheda tecnica 5

Le auto GPL più vendute ad agosto 2022

  • DR 5.0: 1.532
  • Dacia Sandero: 1.183
  • Renault Captur: 603
  • Fiat Panda: 519
  • Dacia Duster: 468
  • Lancia Ypsilon: 330
  • DR 6.0: 254
  • Dacia Jogger: 248
  • Kia Picanto: 175
  • Kia Stonic: 126

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Volkswagen Golf, nuovi motori in arrivo

Le auto a metano più vendute ad agosto 2022

  • Volkswagen Golf: 52
  • Seat Arona: 50
  • Skoda Octavia: 45
  • Volkswagen Up!: 38
  • Seat Ibiza: 37
  • Fiat Panda: 37
  • Skoda Kamiq: 36
  • Seat Leon: 28
  • Audi A3: 24
  • Volkswagen Polo: 24

Fiat Panda Hybrid: prezzo, dimensioni e caratteristiche 12

Le auto ibride più vendute ad agosto 2022

  • Fiat Panda: 4.388
  • Fiat 500: 3.907
  • Ford Puma: 2.583
  • Lancia Ypsilon: 2.496
  • Toyota Yaris Cross: 1.329
  • Toyota Yaris: 1.158
  • Nissan Qashqai: 866
  • Kia Sportage: 665
  • Renault Captur: 627
  • Hyundai Tucson: 591

Lynk & Co 01: prezzi, dimensioni e caratteristiche 9

Le auto ibride plug-in più vendute ad agosto 2022

  • Lynk & Co 01: 279
  • Volvo XC40: 215
  • Jeep Compass: 208
  • Jeep Renegade: 164
  • Audi Q3: 140
  • Mini Countryman: 127
  • Renault Captur: 96
  • Bmw X3: 84
  • Bmw X2: 83
  • Volkswagen Tiguan: 78

Fiat 500 elettrica: prezzo, dimensioni e caratteristiche 54

Le auto elettriche più vendute ad agosto 2022

  • Fiat 500: 360
  • Smart Fortwo: 128
  • Renault Twingo: 114
  • Opel Corsa: 107
  • Volkswagen ID.3: 101
  • Tesla Model Y: 100
  • Peugeot 2008: 93
  • Hyundai Kona: 86
  • Nissan Ariya: 84
  • Cupra Born: 80

Le 5 compatte più veloci al mondo

Audi RS3: prezzi, dimensioni e caratteristiche 14

In un mondo che viaggia spedito verso un futuro elettrico e a zero emissioni, il segmento delle compatte sportive, meglio note come hothatch, si è progressivamente ridotto. Ma nonostante questo, alcuni costruttori continuano a puntare su questa fetta di mercato dedicata agli appassionati ormai “vecchia scuola”. Tra i modelli disponibili, con una lunghezza compresa tra 4,30 e 4,5 metri, è possibile trovare vetture dalle caratteristiche molto diverse: manuali o automatici, a trazione anteriore o integrale. Insomma, ce n’è davvero per tutti i gusti. Ma ciò che le accomuna tutte e la potenza elevata e una messa a punto in grado di regalare grandi sorrisi non solo su strada, ma anche in pista.

La nostra top 5

Abbiamo quindi selezionato le cinque compatte sportive più veloci nello scatto da 0 a 100 km/h. Naturalmente, il podio è costituito unicamente da modelli a trazione integrale. Distribuendo la potenza su tutte e quattro le ruote, le prime due auto della nostra lista riescono a raggiungere i 100 km/h in meno di quattro secondi. Un risultato notevole, che fino a qualche tempo fa era ad esclusivo appannaggio delle più blasonate (e costose) supercar.

Audi RS3: prezzi, dimensioni e caratteristiche 13

Audi RS3

Fresca, fresca di presentazione, la nuova generazione dell’Audi RS3 conserva l’impostazione della sua generazione. Sotto il cofano il mitico 2.5 turbo a cinque cilindri, capace di sviluppare una potenza massima di 400 CV per 500 Nm di coppia. Numeri impressionanti per una vettura lunga 4,4 metri, che le permettono di passare da 0 a 100 km/h in soli 3,8 secondi e posizionandosi così in testa alla nostra classifica.

  • Potenza: 400 CV
  • 0-100 km/h: 3,8 secondi

Le 5 compatte più veloci al mondo

Mercedes A45 S AMG

La Mercedes A45 S AMG è la compatta sportiva più potente sul mercato, ma per un solo decimo di secondo non è la più veloce nel passaggio da 0 a 100 km/h, fermando il cronometro a 3,9 secondi. Il suo particolare sistema di trazione integrale è dotato di gestione elettronica, che permette di modificare la ripartizione della coppia tra i due assali, andando anche a privilegiare il posteriore, volendo, per rendere la A45 sovrasterzante ed esibirsi così in spettacolari drift.

  • Potenza: 421 CV
  • 0-100 km/h: 3,9 secondi

Le 5 compatte più veloci al mondo 3

Volkswagen Golf R

La Volkswagen Golf R si posiziona sul gradino più basso del podio, con uno scatto da 0 a 100 km/h in 4,7 secondi. Un buon risultato contando i 320 CV a disposizione. Anche lei può contare sulla trazione integrale e su un look in grado di distinguerla a colpo d’occhio da qualsiasi altra Golf a listino. Il propulsore è il ben noto 2 litri TSI, qui abbinato al cambio a doppia frizione e sette rapporti DSG.

  • Potenza: 320 CV
  • 0-100 km/h: 4,7 secondi

Le 5 compatte più veloci al mondo 1

BMW M135i

Quarta piazza per un altro modello a trazione integrale. Si tratta della BMW M135i, spinta da un 2 litri a quattro cilindri turbo da 306 CV, che spinge la Serie 1 più potente di tutte da 0 a 100 km/h in 4,8 secondi. Rispetto alle altre vetture di questa top five, l’M135 i ha un’impostazione più “soft” e meno estrema soprattutto in termini di erogazione. Ma nonostante questo, è in grado di spingere fino ad una velocità massima di 250 km/h, ma solo perché autolimitata.

  • Potenza: 306 CV
  • 0-100 km/h: 4,8 secondi

Hyundai i30: prezzi, dimensioni e caratteristiche 20

Hyundai i30 N

A chiudere questa classifica troviamo la Hyundai i30 N, l’unico modello a trazione integrale della top five e anche quello meno potente. Nonostante questo, la i30 N è ad oggi una delle compatte sportive dall’impostazione più sportiva e “track oriented” che ci siano. Scatta da 0 a 100 km/h in soli 5,4 secondi e regala una dinamica di guida davvero racing. L’autobloccante a controllo elettronico tra le ruote anteriori la rende estremamente precisa tra le curve, mentre lo scarico regala al modello una voce degna di una supercar.

  • Potenza: 280 CV
  • 0-100 km/h: 5,4 secondi

Autostrade per l’Italia e VW lanciano il progetto Smart Roads

targa portabile

Il futuro è oggi. Le strade diventano sempre più “intelligenti”, trasportando nella nostra quotidianità quello che fino a poco tempo fa credevamo possibile soltanto nei film di fantascienza. Grazie a innovazione tecnologica e interconnessione tra veicoli e infrastrutture (protocollo V2L, che sta per “Vehicle to Load”) le autostrade compiono un passo deciso verso la mobilità del futuro. Le prime Smart Roads sono operative dopo il periodo di sperimentazione e sono nate dalla collaborazione fra Autostrade per l’Italia, la controllata Movyon e Volkswagen Group Italia. Per il momento la “strada intelligente” copre soltanto 52 km: 26 del tratto autostradale tra Firenze Nord e Firenze Sud in entrambe le direzioni e altri 26 km sul nodo urbano di Bologna.

Come funziona

Il progetto si chiama Smart Roads e consente alle vetture di ultima generazione, equipaggiate con tecnologia Car2X, di “dialogare con l’asfalto”, scambiando informazioni in tempo reale sulle condizioni del traffico e dell’infrastruttura sul tratto che si sta percorrendo. Al momento le uniche automobili a marchio Volkswagen dotate di questa tecnologia sono Golf, ID.3 e ID.4. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta. Il protocollo Car2X è in grado di coprire un raggio di 800 metri in pochi millisecondi e di sfruttare il principio dell’intelligenza collettiva: più veicoli connessi ci sono circolazione, maggiori informazioni vengono scambiate e, di conseguenza, più alto è il livello di sicurezza sulla “strada intelligente”. In un primo momento le informazioni a disposizione riguarderanno le corsie chiuse e la posizione di eventuali cantieri (Road Works Warning).

Un passo verso la guida autonoma

Il progetto Smart Roads è parte del Programma Mercury, la piattaforma voluta dal Gruppo Aspi per accelerare il passaggio alla mobilità sostenibile. Nei prossimi anni il programma compirà un ulteriore passo in avanti grazie ai nuovi sistemi di guida autonoma di Livello 2 e 3, che saranno installati sulle automobili. Questi sistemi, sfruttando il Car2X, potranno prevedere la possibilità di far prendere decisioni in autonomia alle stesse vetture per quanto riguarda la velocità da tenere e la corsia da utilizzare. Roberto Tomasi, Amministratore delegato di Autostrade per l’Italia, rivela i prossimi sviluppi del progetto. “A partire da Mercury – afferma Tomasi -, il Gruppo Aspi ha avviato un piano innovativo di progressiva digitalizzazione dell’infrastruttura stradale, che mira alla creazione di un nuovo ecosistema focalizzato sulla mobilità, la sicurezza e un controllato impatto ambientale. Nello specifico, l’iniziativa Intelligent Roads prevede una prossima implementazione sulle tratte autostradali liguri per circa 50 chilometri e, successivamente, sulla Variante di Valico, per 90 chilometri”.