Il giro d’Europa in auto di Bosch: “L’UE consideri i biocarburanti”

Il giro d'Europa in auto di Bosch: "L'UE consideri i biocarburanti"

Un giro del Vecchio Continente realizzato per dimostrare che i carburanti rinnovabili sono il futuro. È l’idea (diventata realtà) di un gruppo di aziende della mobilità e dell’energia quali Bosch, Eni, Iveco e BMW.

Tutto è partito da Madrid a marzo, direzione Bruxelles. Nel mezzo, una serie di tappe in cui le auto e i truck col logo “Tour d’Europe” si sono fermati per lanciare il loro messaggio di sostenibilità.

La tappa italiana di Bosch, BMW, Iveco ed Eni

In Italia, l’iniziativa è arrivata lo scorso 6 maggio, fermandosi a Torino. Il capoluogo piemontese è stato scelto tra le città dello stivale come “capitale dell’auto”.

L’eventosi è sviluppato in due momenti distinti: nella sede torinese di Bosch e a seguire nel rinnovato spazio ENI di via Botticelli a due passi dai nodi autostradali verso Milano e verso l’Europa (via Svizzera o Francia).

La tappa italiana serve a dimostrare come il Belpaese continui ad avere un peso notevole nella diffusione dei biocarburanti. Solo nel 2024, infatti, sono state prodotte 1,3 milioni di tonnellate, con una capacità di oltre il doppio e una previsione di 5 milioni di tonnellate nei prossimi anni.

L’appello all’UE

Si tratta di tasselli importanti nel raggiungimento della nautralità climatica entro il 2050, tra gli obettivi dell’agenda green dell’Unione Europea. E il Tour d’Europe vuole proprio sollecitare la politica a Bruxelles che, spiegano gli organizzatori, non ha tenuto in considerazione il valore dei carburanti rinnovabili.

Tra i partner dell’evento c’è Bosch, che ha messo a punto il sistema Digital Fuel Twin. Si tratta di una soluzione basata su cloud per il tracciamento puntuale e 100% digitale sulle emissioni delle flotte dei veicoli.

“Le auto e i camion del Tour d’Europa sono dotati di un software aggiuntivo, il “Digital Fuel Twin” (DFT), che certificherà l’uso di carburanti rinnovabili e la conseguente riduzione delle emissioni di CO2” ha spiegato Luca Gastaldo (Sales Manager Connected Services Bosch Nobility).

Grazie a questa tecnologia, le aziende e gli utenti ricevono informazioni affidabili e certificate sull’impronta di CO2 per litro dei loro veicoli. La speranza, spiegata dagli stakeholder del Tour d’Europe in una nota, è spiegare come non solo l’elettrico, ma anche i biocarburanti possano aiutare a raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione delle istituzioni europee.

Cupra Terramar: prova su strada

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La Fornentor ha rappresentato un grande successo per il brand Cupra e ora, sull’onda del grande riscontro ricevuto. Il marchio spagnolo amplia la sua gamma di modelli a ruote alte con un Suv di grandi dimensioni che si posiziona in un gradino sopra la più piccola Formentor. Si tratta della Cupra Terramar. Un Suv pensato per le famiglie che non vogliono rinunciare ad un pizzico di sportività.

Cupra Terramar: come è fatta

Con una lunghezza di 4,52 metri, la nuova Terramar assume il ruolo di ammiraglia all’interno della gamma Cupra. Lo stile attinge a piene mani dal più recente linguaggio stilistico del marchio, fatto di un frontale aggressivo in cui a dominare è la grande calandra con griglia dalla trama molto sportiva, mentre i gruppi ottici ricalcano quanto già in uso su Formentor e Leon, senza rinunciare alla tecnologia Matrix-Led. Molto personale il posteriore, dove il protagonista è il grande gruppo ottico coast to coast che ingloba il logo Cupra, anch’esso illuminato. Ad enfatizzare il carattere sportivo del modello ci pensa un diffusore nella parte bassa del paraurti (che non assolve però ad alcuna funzione aerodinamica), mentre lo scarico è nascosto anche sulle varianti più potenti a listino.

Molto curati e spaziosi gli interni, merito di un generoso passo di 2,68 metri, che assicura centimetri in abbondanza anche a chi viaggia dietro. Anche il vano di carico risulta ben sfruttabile grazie alla forma regolare del piano e ad una volumetria che in configurazione standard si attesta sui 540 litri e che può arrivare fino a 1.500 litri. Tanta più la tecnologia a bordo, che passa attraverso il lavoro congiunto di un quadro strumenti digitale e di un sistema di infotainment semplice da utilizzare e ricco di funzioni, al quale si accede attraverso un enorme schermo posizionato a sbalzo al centro della plancia. Tanta più l’attenzione per i dettagli: tutti i materiali sono di buona fattura, così come tanta è l’attenzione per gli assemblaggi, con il risultato che il livello di qualità percepita a bordo risulta davvero molto alto.

Cupra Terramar: la meccanica

La gamma della Terramar punta su motorizzazioni elettrificate il cui livello di accesso è rappresentato dalla variante mild-hybrid. Questa è costituita da un 1.5 a quattro cilindri sovralimentato tramite un turbocompressore, che in questa configurazione è in grado di sviluppare una potenza massima di 150 CV per 250 Nm di coppia. L’unità è abbinata di serie al cambio automatico DSG a sette rapporti che manda potenza alle ruote anteriori. Così facendo la Terramar è in grado di scattare da 0 a 100 km/h in 9,3 secondi e di raggiungere una velocità massima di 205 km/h.

Cupra Terramar: come va

In abbinamento alla motorizzazione mild-hybrid di 1,5 litri la Terramar si dimostra la scelta ideale per chi cerca una vettura dallo stile sportivo e di carattere, ma non è necessariamente alla ricerca delle prestazioni. Il 1.5, infatti, è un motore tranquillo, pensato per macinare chilometri in souplesse, senza consumare troppo. Nonostante i 150CV e 250 Nm di coppia, la spinta è sempre molto fluida e lineare: merito di una taratura del cambio che per privilegiare l’efficienza puntando su rapporti molto lunghi. Un elemento questo che toglie un po’ di piacere di guida quando si ha voglia di forzare un po’ il ritmo, restituendo però consumi piuttosto contenuti, che nel corso del nostro test si sono attestati sui 15 km/l. Detto del motore, dove invece brilla la Terramar è nella messa a punto dell’assetto, che risulta sempre ” consistente” assicurando movimenti contenuti della scocca in curva, pur risultando sempre comodo e confortevole, capace di filtrare efficacemente anche le asperità più marcate del manto stradale.

Bozza automatica 168

Cupra Terramar: i prezzi

La Cupra Terramar in abbinamento al motore 1.5 ibrido viene proposta ad un prezzo di partenza di 43.650 euro. Se invece preferite un livello di elettrificazione più spinto potete puntare sulla versione e-Hybrid ovvero la variante plug-in da 204 o 272 CV a 48.700 euro la prima e 56.250 euro la seconda. In alternativa sono disponibili anche due versioni a benzina a quattro ruote motrici spinte dal 2.0 TSI da 204 o 265 CV rispettivamente da 47.550 e 54.700 euro.

Cupra Terramar: scheda tecnica

Dimensioni
Lunghezza: 4,52 metri
Larghezza: 1,86 metri
Altezza: 1,58 metri
Passo: 2,68 metri
Bagagliaio: 540/1.500 litri

Powertrain
Motore: benzina turbo a quattro cilindri di 1,5 litri
Potenza: 150 CV
Coppia: 250 Nm

Mazda2 Hybrid: prova su strada

Mazda2 Hybrid: prova su strada 10

Quando si tratta di mobilità urbana, il sistema full-hybrid di Toyota rappresenta la scelta ideale per chi cerca una vettura capace di muoversi nel traffico delle nostre città assicurando consumi di carburante molto contenuti. Quindi, quando in Mazda hanno deciso di proporre un’alternativa elettrificata alla Mazda2, hanno deciso di affidarsi proprio a Toyota, stipulando un accordo che ha portato alla nascita della Mazda2 Hybrid, un modello che nasce sulla piattaforma offerta dalla Toyota Yaris, rispetto alla quale si distingue per un maggiore livello di qualità percepita.

INDICE
 Come è fatta
 La meccanica
 Come va
 Prezzi
 Scheda tecnica

: come è fatta

Con una lunghezza di 3,9 metri e una larghezza di 1,75 metri, la Mazda 2 Hybrid rientra in pieno nel Segmento B del mercato, puntando su proporzioni che la rendono perfetta per muoversi tra le strette vie delle nostre città. Nonostante lo stile rimandi immediatamente alla Yaris, in Mazda sono intervenuti sul design della parte anteriore della vettura che, attraverso la grande calandra e le prese d’aria poste ai lati di questa ricalcano il più recente linguaggio stilistico del brand.

Piccole modifiche hanno interessato anche la parte posteriore, dove è stato leggermente rivisto lo stile del paraurti, mentre inedito è il disegno dei cerchi in lega. All’interno la struttura della plancia è la medesima che si trova sulla Yaris, con la scena dominata dal grande monito posizionato al centro da 10,5 pollici, dal quale è possibile accedere a tutte le funzioni multimediali della vettura. Questo lavora insieme ad un secondo schermo digitale posizionato dietro il volante, che consente invece di tenere sotto controllo tutti i dati di funzionamento della vettura in tempo reale. Dentro si viaggia comodi, ci sono centimetri a sufficienza anche per chi viaggia dietro, mentre solo il vano di carico risulta un po’ sottodimensionato rispetto alla media della categoria, con una capacità di 286 litri.

: la meccanica

Per quanto concerne il cuore della Mazda2 Hybrid, l’unica motorizzazione disponibile è rappresentata da un sistema full-hybrid costituito da un propulsore di 1,5 litri a benzina a tre cilindri da 93 CV abbinato ad un motore elettrico da 80 CV che essendo solidale al cambio automatico CVT  è in grado di muovere la vettura anche in modalità completamente elettrica per qualche chilometro. La potenza di sistema si attesta così a 116 CV, sufficienti a permettere alla Mazda 2 Hybrid di scattare da 0 a 100 km/h in 9,7 secondi e di raggiungere una velocità massima di 175 km/h.

 

: come va

L’abbiamo detto in apertura e lo ribadiamo qui: quando si tratta di mobilità urbana, la Mazda2 Hybrid non è seconda a nessuno. Il suo sistema full-hybrid è davvero in grado di garantire percorrenze degne di nota. E allora partiamo proprio dai consumi, perché sono proprio questi, più di tutto, a dare la misura della bontà del progetto. Nel corso del nostro test, infatti, sfruttando la Mazda2 Hybrid in contesti diversi, dalla città all’autostrada, siamo riusciti a registrare una media di circa 17 km/l. Un risultato davvero di tutto rispetto.

Mazda2 Hybrid: prova su strada

Il tutto, poi, si unisce con una buona dinamica di guida: lo sterzo è leggero e quindi perfetto per le manovre in città, mentre l’assetto ha una taratura tendenzialmente votata al comfort, pur rimanendo ben “consistente” anche in curva. Buono anche il livello di insonorizzazione, che contribuisce a rendere piacevole il tempo passato a bordo e ad elevare il livello di qualità percepita. Il sistema ibrido, dalla sua, assicura cicli di carica e scarica piuttosto veloci, che permettono di muoversi in elettrico più di quanto ci si aspetterebbe, con evidenti vantaggi dal punto di vista dei consumi. L’unica nota stonata, a nostro avviso, è rappresentata dal cambio. Il CVT risulta un po’ rumoroso quando si preme a fondo sull’acceleratore, magari per affrontare un sorpasso, portando quell’effetto “trascinamento” tipico di questa tipologia di trasmissione.

: i prezzi

Il listino della Mazda2 Hybrid si articola su tre allestimenti: Prime Line, Centre Line, Exclusive Line, con prezzi rispettivamente di 24.990 euro, 26.190 euro e 27.790 euro. Sono disponibili poi due versioni speciali, caratterizzate da una dotazione molto ricca, che sono Homura, a 30.290 euro e Homura Plus a 32.690 euro.

: scheda tecnica

Mazda2 Hybrid

Dimensioni

  • Lunghezza: 3,94 metri
  • Larghezza: 1,74 metri
  • Altezza: 1,50 metri
  • Passo: 2,56 metri
  • Bagagliaio: 286litri

Powertrain

  • Motore: 1.5 benzina a tre cilindri, con sistema full-hybrid
  • Potenza: 116CV
  • Coppia: 120 Nm
  • 0-100 km/h: 9,7 secondi
  • Velocità massima: 175 km/h

Hyundai Santa Fe: prova su strada

Hyundai Santa Fe: prova su strada 2

La Hyundai Santa Fe è uno dei modelli più noti e longevi della Casa coreana. Eppure, con quest’ultima generazione, si presenta quasi come una vettura inedita, visto l’enorme cambiamento effettuato a livello estetico e non solo.

Oggi, infatti, questo SUV di grosse dimensioni si affaccia sul mercato con una spiccatissima personalità fatta di linee squadrate e soluzioni stilistiche di rottura.

Look a parte, la Hyundai Santa Fe non rinnega il passato. Anzi, lo esalta e lo eleva diventando più grande, più confortevole e anche più versatile.

INDICE
 Come è fatta
 La meccanica
 Come va
 Prezzi
 Scheda tecnica

La nuova Hyundai Santa Fe 2025 è costruita sulla piattaforma N3 di terza generazione, la stessa utilizzata per altri modelli di fascia alta del gruppo Hyundai-Kia. Si tratta di una piattaforma multialimentazione che ha esordito nel 2019 e che funge da base per diversi modelli sia a marchio Hyundai sia a marchio Kia venduti su diversi mercati nel mondo.

Hyundai Santa Fe: prova su strada 8

Rispetto alla generazione precedente, oltre alle forme completamente diverse, la nuova Santa Fe è più lunga di 4,5 cm, più larga di 1 e più larga di 5. Cinque sono anche i centimetri in più a livello di passo. L’auto, così, tocca i 4,83 metri di lunghezza, 1,90 di larghezza e 1,72 di altezza. Con un corpo vettura così generoso l’abitacolo è spazioso ed è disponibile anche in configurazione 7 posti.

Il design della nuova Santa Fe segna una svolta radicale rispetto al passato. Ora lo stile è squadrato e imponente, che trae ispirazione dal mondo dei fuoristrada classici. Il frontale è dominato dai nuovi proiettori con luci diurne “a forma di H“, che riprendono il logo Hyundai e lo stesso accade con i fari posteriori.

Hyundai Santa Fe: prova su strada 4

La Hyundai Santa Fe 2025 destinata al mercato italiano è disponibile esclusivamente con il sistema Hybrid (HEV). È composto da un motore 1.6 T-GDi (quattro cilindri turbo benzina da 160 CV) e da un motore elettrico e può contare su una potenza complessiva di 215 CV e su 350 Nm di coppia massima.

Il motore è abbinato a un cambio automatico a sei rapporti che consente di gestire e coordinare il motore termico e quello elettrico. Hyundai offre la Santa Fe HEV sia con trazione anteriore che con l’innovativo sistema HTRAC a trazione integrale, che distribuisce la coppia tra i due assi in base alle condizioni della strada.

Entrambe le configurazioni sono dotate di vari sistemi di guida che modificano la risposta del motore al pedale dell’acceleratore. Si può scegliere tra la modalità “Eco“, che ottimizza i consumi, quella “Normal” o quella “Sport“, che massimizza invece le prestazioni.

Hyundai Santa Fe: prova su strada

Il generale, per quanto l’aspetto faccia pensare a un’auto pensata espressamente per l’offroad, la Hyundai Santa Fe sfoggia doti da stradista da top della categoria. Nei lunghi viaggi l’auto è confortevole e silenziosa. Le sospensioni assorbono egregiamente le asperità del terreno e a bordo si viaggia in un ambiente perfettamente insonorizzato. Non si avvertono fruscii aerodinamici e motore e rotolamento sono contenuti.

Hyundai Santa Fe: prova su strada 3

Per il resto, il baricentro alto e il peso non proprio contenuto (siamo a 1.920 kg sulla versione a 5 posti, a 1.975 su quella a 7 posti) impongono qualche compromesso in termini di agilità. Però non si può parlare di una vettura impacciata. Anzi, tutto sommato è intuitiva oltre che molto stabile, una volta trovato l’appoggio in curva. E ha anche una certa vivacità in accelerazione grazie al corretto funzionamento del cambio che riesce a essere abbastanza veloce (oltre che molto fluido) nel trasmettere il moto alle ruote.

Lo sterzo, dal canto suo, è abbastanza demoltiplicato, ma non è mai faticoso e ha il pregio di essere abbastanza comunicativo.

La nuova Hyundai Santa Fe in allestimento Business ha un prezzo di partenza di 50.100 euro in allestimento 5 posti un prezzo di partenza di 51.300 euro in allestimento 7 posti.

A listino è presente anche l’allestimento XClass, che costa rispettivamente 54.850 euro (5 posti) e 56.050 euro (7 posti). Rispetto alla versione Business, la Santa Fe Class ha fari anteriori Full Led Wide Projection, vetri oscurati, sedili anteriori ventilati e riscaldati, cerchi da 20″ con pneumatici 255/45 R20 e cruscotto digitale “SuperVision” da 12,3 pollici.

Hyundai Santa Fe 1.6 T-GDI HEV XClass

Dimensioni

  • Lunghezza: 4,83 metri
  • Larghezza: 1,90 metri
  • Altezza: 1,72 metri
  • Passo: 2,815 metri
  • Bagagliaio: 711-2.000 litri

Powertrain

  • Motore: 1.6 benzina a quattro cilindri, aspirato
  • Potenza: 215 CV
  • Coppia: 320 Nm
  • 0-100 km/h: 9,8 secondi
  • Velocità massima: 180 km/h

Mazda MX-5: prova su strada

Mazda MX-5: prova su strada 15

Da ormai 35 anni la Mazda MX-5 rappresenta la sportiva per antonomasia per tutti coloro che sono alla ricerca di una vettura compatta, dai costi di gestione contenuti, ma sviluppata intorno al concetto i piacere di guida. Ora, con l’ultima generazione, la quarta nella storia del modello, la piccola MX-5 diventa ancora più matura e tecnologica, mantenendo però inalterato quel carattere puro e sportivo che da sempre lo contraddistingue.

INDICE
 Come è fatta
 La meccanica
 Come va
 Prezzi
 Scheda tecnica

: come è fatta

Lunga meno di 4 metri, 3,91 metri per la precisione, la Mazda MX-5 rappresenta l’unica roadster oggi disponibile in questa fetta di mercato. Mentre i suoi competitor sono progressivamente passati a vetture più grandi, potenti e costose, lei è rimasta fedele a se stessa. Con l’ultimo aggiornamento è cambiata solo in alcuni dettagli, come i gruppi ottici anteriori che ora diventano a matrice di Led, mentre quelli posteriori cambiano nella grafica interna, senza modificarne la forma. Nella variante con tetto in tela ad apertura rigorosamente manuale ha una linea pulita e quasi d’altri tempi ma, per dovere di cronaca, vi segnaliamo la presenza a listino anche della variante RF, caratterizzata dal tetto rigido.

L’abitacolo è piccolo, ma cucito intorno al conducente, con la strumentazione in cui svetta la presenza del contagiri al centro, elemento che esprime subito gli intenti sportivi del modello. Comodi i sedili, anche se ben profilati, mentre non manca nemmeno un tocco di tecnologia rappresentato dalla presenza del grande schermo del sistema di infotainment a centro plancia. Questo però, curiosamente, è controllabile solo con il rotore posizionato sul tunnel centrale, tranne che se utilizzate Apple CarPlay o Android Auto. In tal caso potete anche utilizzare i comandi touch. Piccolo il vano di carico, che di fatto è poco più che un pozzetto, che resta comunque sufficiente per un weekend fuoriporta, a patto di utilizzare borsoni morbidi.

: la meccanica

L’MX-5 viene proposta in abbinamento a due propulsori, entrambi rigorosamente aspirati, come da tradizione. Il primo è il piccolo 1.5 a quattro cilindri da 132 CV per 152 Nm di coppia, mentre il secondo è un 2.0 sempre a quattro cilindri, ma con una potenza di 184 CV e 205 Nm di coppia. Tutte e due le unità sono abbinate di serie ad un cambio manuale a sei rapporti, attraverso il quale la potenza viene inviata alle sole ruote posteriori.

Mazda MX-5: prova su strada 3

: come va

Per il nostro test, ci siamo messi al volante della variante spinta dal più piccolo 1.5 da 132 CV. Sulla carta potrebbero sembrare pochi, ma la piccola roadster giapponese è un vero e proprio peso piuma. Lei, infatti, ferma l’ago della bilancia a poco più di 1.000 kg. Elemento, questo, che porta con se importanti risvolti positivi dal punto di vista dinamico. Il peso contenuto, infatti, unito ad uno sterzo molto diretto e ad un cambio precisissimo, con innesti molto corti, uno dei migliori oggi disponibili sul mercato, contribuisce a rendere la dinamica della MX-5 davvero tanto, tanto coinvolgente. Con un “sapore” di vecchia scuola, come (purtroppo) non se ne vedono più.

Mazda MX-5: prova su strada 17

Ecco, proprio alla luce di tutto questo, i 132 CV del piccolo 1.5, in fin dei conti, non risultano così pochi. La spinta è sempre pronta e corposa, anche se, come su ogni aspirato che si rispetti, per correre davvero occorre spingersi nella zona alta del contagiri. Buona anche la taratura dell’assetto, che è sì rigida, ma comunque in grado di filtrare efficacemente le asperità della strada, rendendo l’MX-5 piuttosto confortevole anche nei lunghi trasferimenti. Certo, a condizione di scendere un po’ a patti con un livello di insonorizzazione non dei migliori anche a capotte chiusa. Un piccolo scotto da pagare quando si sceglie una roadster con tetto in tela. Ottimi i consumi. Nonostante le prestazioni sportive, l’MX-5 ha fatto registrare una media di appena 6,5 l/100 km. Davvero un ottimo risultato.

: i prezzi

La nuova MX-5 viene proposta in abbinamento a quattro allestimenti, Prime-Line, Exclusive-Line, Kazari e Homura, con prezzi a partire da 32.400 euro per la variante 1.5 e 36.350 euro per la 2.0, il cui listino, però, si apre con l’allestimento Exclusive-Line.

: scheda tecnica

Mazda MX-5 1.5 Roadster

Dimensioni

  • Lunghezza: 3,91 metri
  • Larghezza: 1,73 metri
  • Altezza: 1,22 metri
  • Passo: 2,31 metri
  • Bagagliaio: 130 litri

Powertrain

  • Motore: 1.5 benzina a quattro cilindri, aspirato
  • Potenza: 132 CV
  • Coppia: 152 Nm
  • 0-100 km/h: 8,3 secondi
  • Velocità massima: 204 km/h

Volvo EX90: prova su strada

Volvo EX90: prova su strada 1

Da ormai diversi anni Volvo ha sterzato in maniera decisa verso l’elettrificazione, puntando su una gamma fatta di modelli ibridi ed elettrici. Le vetture a batteria stanno sempre più aumentando all’interno del listino del costruttore scandinavo. A mancare all’appello era solo un Suv di grandi dimensioni. Detto, fatto. Al vertice della gamma a zero emissioni del brand svedese si posiziona ora la nuova Volvo EX90, variante elettrica della Volvo XC90, rispetto alla quale, però, rappresenta un modello profondamente diverso.

INDICE
 Come è fatta
 La meccanica
 Come va
 Prezzi
 Scheda tecnica

Volvo EX90: come è fatta

La piattaforma sulla quale nasce la Volvo EX90, infatti, non è la stessa sulla quale viene costruita la sorella XC90. L’elettrica è stata sviluppata sulla SPA2, una piattaforma appositamente pensata per i modelli 100% elettrici. Le dimensioni sono imponenti, con una lunghezza che supera di poco i 5,03 metri, per una larghezza che arriva a 1,96 metri. Lo stile evolve quello che è il linguaggio stilistico che Volvo ha da sempre associato ai suoi modelli endotermici. Nella parte anteriore spiccano i gruppi ottici Full-Led, con un interessante e scenografico sistema di apertura delle luci diurne, mentre dietro, come da tradizione, i fari si sviluppano sul piano verticale, ma dividendosi in due elementi distinti. Come su ogni elettrica che si rispetti, la grande calandra anteriore è carenata, al fine di migliorare il Cx della vettura.

Volvo EX90: prova su strada 3

Tanto lo spazio a bordo, dove grazie alla configurazione a 7 posti, si viaggia comodi su tre file. Il tutto senza rinunciare ad un vano di carico di tutto rispetto, con una capacità di 697 litri se si viaggia in cinque. Curati gli interni, con una plancia dall’aspetto e dai contenuti molto più minima rispetto alla sorella XC90. A dominare la scena è il grande schermo a sbalzo del sistema di infotainment a centro plancia, a sviluppo verticale. Non manca poi un secondo schermo che trova posto dietro il volante, che riporta le principali informazioni sulla marcia e sul funzionamento dei vari Adas presenti a bordo, che sulla EX90 assicurano la guida autonoma di Livello 2.

Volvo EX90: la meccanica

Ad alimentare la nuova Volvo EX90 provvede una batteria agli ioni di litio con una capacità di 111 kWh, che manda energia a due motori elettrici, uno per ciascun assale, che insieme sono in grado di assicurare una potenza massima di 408 CV, per 770 Nm di coppia. Numeri che, anche a fronte di un peso di oltre 2,7 tonnellate, permettono al Suv elettrico più grande di casa Volvo di scattare da 0 a 100 km/h in appena 5,9 secondi. L’autonomia dichiarata dal costruttore si attesta a 604 km, mentre per la ricarica è possibile sfruttare le colonnine fast con una potenza fino a 250 kW.

In un secondo momento la gamma si amplierà con l’arrivo di una variante più potente, che porterà la potenza massima a 517 CV.

Volvo EX90: prova su strada

Volvo EX90: come va

Nonostante il peso importante potrebbe portare a pensare ad una dinamica di guida tutt’altro che piacevole e coinvolgente, la EX90 si guida sorprendentemente bene. I chili sulla bilancia si avvertono solo quando, esagerando con il gas, si entra con eccessiva verve in curva. In tutti gli altri casi, l’ottima taratura dell’assetto che contiene in maniera egregia rollio e beccheggio, unita al posizionamento basso della batteria che abbassa così il baricentro della vettura, rendono la EX90 insospettabilmente precisa tra le curve. Ottimo anche il feeling con lo sterzo, sempre molto comunicativo.

Volvo EX90: prova su strada 2

Ma la EX90 sa anche essere molto confortevole, filtrando sapientemente anche le asperità più marcate del manto stradale. Buono anche il livello di insonorizzazione: a bordo della nuova elettrica di Volvo si viaggia come in una bolla, perfettamente isolati da ciò che ci circonda. Venendo al powertrain, la spinta dei due motori è sempre decisa, ma mai violenta, con una buona progressione che assicura spunti e riprese sempre molto corpose. Abbiamo infine apprezzato il feeling con il pedale del freno. Nonostante la presenza del sistema di recupero dell’energia, la frenata è sempre ben modulabile.

Volvo EX90: i prezzi

La nuova EX90 Twin Motor viene proposta in abbinamento a tre allestimenti, Core, Plus e Ultra, con prezzi rispettivamente di 91.150 euro, 95.600 euro e 102.200 euro. Cifre il linea con la controparte endotermica del modello.

Volvo EX90: scheda tecnica

Volvo EX90 Twin Motor

Dimensioni

  • Lunghezza: 5,03 metri
  • Larghezza: 1,96 metri
  • Altezza: 1,74 metri
  • Passo: 2,98 metri
  • Bagagliaio: 324/625/1.915 litri

Powertrain

  • Batteria: 111 kWh
  • Potenza: 408 CV
  • Coppia: 770 Nm
  • Autonomia: 604 km

DFSK: tutte le novità in arrivo nel 2025

DFSK: tutte le novità in arrivo nel 2025 1

Il marchio cinese DFSK, nato dalla collaborazione tra Dongfeng e Chongqquing Sokon e importato in Italia da China Car Company, sta consolidando la sua offerta

Nel 2025 sono in programma nuovi modelli e aggiornamenti. Tra le novità più attese, la Glory 500 Turbo, disponibile da aprile. Rappresenta una variante potenziata del crossover di segmento C che ne aumenterà la competitività. Ma sono in arrivo anche modelli più piccoli.

  • DFSK Quadriciclo elettrico
  • DFSK nuova utilitaria
  • DFSK Glory 500 Turbo

DFSK Quadriciclo elettrico

La prima novità del 2025 sarà il modello finora noto con il nome ufficioso di Candy EV, con cui DFSK vuole entrare nel prolifico settore dei quadricicli elettrici . Si tratta di un veicolo di categoria L7 a quattro posti, il cui lancio è previsto per aprile ma di cui non sono ancora state diffuse le caratteristiche dettagliate.

DFSK: tutte le novità in arrivo nel 2025

Si ipotizza, però, che possa offrire diverse opzioni di batteria, da 9 a 17 kWh con autonomie variabili tra 120 e 220 km, in linea con modelli simili presenti su altri mercati.

DFSK nuova utilitaria

Entro la fine dell’anno arriverà un nuovo modello nel segmento B, caratterizzato da una motorizzazione full hybrid. Si prevede che questo veicolo avrà una lunghezza compresa tra 4 e 4,3 metri e l’obiettivo di porsi come concorrente della MG3, anch’essa full hybrid e venduta a un prezzo base che parte da meno di 20.000 euro.

DFSK Glory 500 Turbo

La serie Glory è attualmente il cuore della gamma DFSK, articolata nei modelli 500, 580, 600 e F5. Il 500 si arricchirà nel corso dell’anno di una inedita variante con motore turbo. che andrà ad aggiungersi all’attuale motorizzazione 1.5 da 106 CV.

DFSK: tutte le novità in arrivo nel 2025 2

Le specifiche tecniche non sono state ancora ufficialmente divulgate, ma si prevede che questa versione offrirà prestazioni nell’ordine dei 150 CV o più. Come per il modello esistente, è probabile che anche per questa variante si renda disponibile un impianto GPL, con un prezzo leggermente superiore ai circa 18.000 euro della versione base.

Volvo XC90: prova su strada

Volvo XC90: prova su strada

Se siete alla ricerca di un Suv premium di grandi dimensioni, ma volete qualcosa di diverso dalle “solite” tedesche, allora la scelta non può che cadere sulla nuova generazione della Volvo XC90. Giunta alla terza generazione, migliora sotto il profilo della tecnologia, puntando in maniera ancora più decisa sull’elettrificazione. Ecco perché abbiamo deciso di metterci al volante della versione T8, quella con il powertrain plug-in più potente. 

INDICE
 Come è fatta
 La meccanica
 Come va
 Prezzi
 Scheda tecnica

Volvo XC90: come è fatta

La nuova generazione della XC90 rappresenta più un’evoluzione della serie precedente, più che una vera e propria nuova generazione. La piattaforma resta infatti la stessa e anche la lunghezza non è cambiata molto, attestandosi sui 4,95 metri, mentre la larghezza è di 1,92 metri, mentre il passo arriva a 2,98 metri. Il design è stato rivisto con interventi in “punta di matita” soprattutto nella parte frontale della vettura, dove svetta un’inedita calandra contornata da gruppi ottici dalla forma più sottile. Rivista anche la forma del paraurti, per migliorare ulteriormente l’aerodinamica del modello.

Aggiornati anche gli interni, dove ora il protagonista è il nuovo sistema di infotainment con schermo da 11,2 pollici, a sviluppo verticale, con un interfaccia molto simile a quello di uno smartphone. Ottimo poi il livello di qualità percepita a bordo, enfatizzato da un’attenta scelta dei materiali, molti dei quali di origine riciclata. Tanto anche lo spazio a bordo. All’interno dell’abitacolo possono trovare posto fino a sette passeggeri disposti su tre file. Ottima, infine, la capacità di carico, grazie ad un vano che assicura una volumetria (in configurazione a cinque posti) di 700 litri.

Volvo XC90: la meccanica

A spingere la Volvo XC90 più potente a listino provvede un powertrain ibrido plug-in costituito da un motore a benzina di 2 litri a quattro cilindri turbo con una potenza di 310 CV. Questo è affiancato da un’unità elettrica da 145 CV alimentata da una batteria agli ioni di litio da 14,7 kWh netti, che assicura un’autonomia a zero emissioni di circa 70 km. La potenza di sistema, invece, raggiunge i 455 CV per 709 Nm di coppia. Dato che vengono trasmessi a terra attraverso un cambio automatico a 8 rapporti e un sistema di trazione integrale.

Volvo XC90: come va

Comfort. Questo è il concetto intorno al quale ruota l’intera esperienza di guida al volante della nuova Volvo XC90. Merito in primis della taratura dell’assetto, tendenzialmente morbida, che se da una parte cede un po’ il fianco ad un po’ di rollio in curva, dall’altra è in grado di filtrare egregiamente anche le asperità più marcate del manto stradale. Ottimo anche il livello di insonorizzazione a bordo, che contribuisce a rendere l’esperienza a bordo davvero premium.

Volvo XC90: prova su strada 3

Il powertrain, dal canto suo, sfoggia un buon carattere. La spinta è corposa fin dai bassi regimi grazie al supporto del motore elettrico, e le prestazioni, nonostante un peso superiore alle 2,2 tonnellate, sono di tutto rispetto, come dimostrato dallo scatto da 0 a 100 km/h in poco più di 5 secondi. Ottima, infine, la taratura degli Adas, vero fiore all’occhiello di Volvo, de sempre dedita alla sicurezza.

Volvo XC90: i prezzi

La nuova XC90 con motorizzazione T8 viene proposta in tre allestimenti, Core, Plus e Ultra, con prezzi rispettivamente di 93.400 euro, 96.450 euro e 101.000 euro.

Volvo XC90: scheda tecnica

Volvo XC90 T8

Dimensioni

  • Lunghezza: 4,95 metri
  • Larghezza: 1,92 metri
  • Altezza: 1,76 metri
  • Passo: 2,98 metri
  • Bagagliaio: 262/700/1.816 litri

Powertrain

  • Motore benzina: 2.0 turbo a quattro cilindri
  • Batteria: 14,7 kWh
  • Potenza di sistema: 455 CV
  • Coppia di sistema: 709 Nm
  • Autonomia in elettrico: 70 km