Avaria airbag: ecco cosa fare quando si accende la spia dell’airbag

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Ormai tutte le vetture sono dotate di dispositivi di sicurezza utili a tutelare l’incolumità dei passeggeri in caso di incidente. L’airbag è uno dei più importanti, ma può capitare in alcune occasioni di rilevare la spia airbag accesa. Scopriamo come procedere.

INDICE
 Spia airbag accesa: le possibili cause
 Spia airbag passeggero
 Spia airbag accesa: cosa fare in autonomia
  Avaria airbag: come comportarsi
 Acquistare una resistenza per spegnere spia airbag: a cosa serve?

Qualora la spia dell’airbag rimanga accesa e fissa è il momento di recarsi presso una officina per verificare la causa del malfunzionamento. È possibile che questa resti accesa anche a seguito di un precedente tamponamento lieve, ma è sempre bene far effettuare una diagnosi da uno specialista per verificare la causa dell’accensione e ripristinare l’airbag. Tra le ulteriori cause dell’accensione spia airbag è possibile che vi sia anche un malfunzionamento delle cinture di sicurezza.

Qualora la vostra vettura sia dotata anche di airbag passeggero è possibile disattivare questo dispositivo qualora sia necessario posizionare sul sedile al fianco del guidatore un seggiolone per bambini. In questo caso la spia airbag accesa fissa andrà ad indicare che il dispositivo è stato spento, mentre in caso di nuova attivazione l’indicazione sul cruscotto non sarà presente.

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Nel caso in cui vi troviate in marcia e non abbiate la possibilità di recarvi presso una officina per far spegnere la spia dell’airbag è possibile effettuare questa operazione in maniera autonoma. Per sapere come resettare la spia dell’airbag sarà sufficiente girare la chiave nel quadro senza mettere in moto l’auto e lasciare il quadro acceso per 7 secondi. Trascorso questo lasso di tempo si dovrà portare nuovamente la chiave in posizione off e ripetere la medesima operazione altre tre volte. Se al termine della procedura la spia dell’airbag dovesse restare accesa è opportuno recarsi quanto prima presso una officina per far analizzare il guasto.

Qualora la spia airbag sia accesa è sempre bene procedere con cautela quando si è alla guida. Non avendo la certezza che il dispositivo di sicurezza sia in funzione è opportuno condurre il proprio veicolo con ancora più attenzione per evitare di incorrere in un incidente e rischiare seri traumi.

Il consiglio, in ogni caso, è sempre quello di portare la propria auto quanto prima presso un’officina per effettuare una analisi approfondita del guasto e procedere alla riparazione del dispositivo.

Nell’ipotesi in cui si siano montate componenti aftermarket, come il volante o i sedili, è possibile riscontrare la spia airbag accesa. Per ovviare a questo inconveniente sarà sufficiente acquistare delle resistenze da 2.2 Ohm che consentiranno di spegnere l’indicazione sul cruscotto. Per evitare l’insorgere di questo problema il nostro consiglio è quello di acquistare sempre delle componenti originali.

Cose da sapere

Quali sono le possibili cause della spia airbag accesa?

È possibile che la spia airbag resti accesa anche a seguito di un precedente tamponamento lieve, ma è sempre bene far effettuare una diagnosi da uno specialista per verificare la causa dell’accensione e ripristinare l’airbag. Tra le ulteriori cause dell’accensione spia airbag è possibile che vi sia anche un malfunzionamento delle cinture di sicurezza.

Cosa si può fare in autonomia se la spia airbag rimane accesa?

È possibile provare a resettare la spia airbag: sarà sufficiente girare la chiave nel quadro senza mettere in moto l’auto e lasciare il quadro acceso per 7 secondi. Trascorso questo lasso di tempo si dovrà portare nuovamente la chiave in posizione off e ripetere la medesima operazione altre tre volte. Se al termine della procedura la spia dell’airbag dovesse restare accesa è opportuno recarsi quanto prima presso una officina per far analizzare il guasto.

Come comportarsi in caso di avaria airbag?

Qualora la spia airbag sia accesa è sempre bene procedere con cautela quando si è alla guida. Non avendo la certezza che il dispositivo di sicurezza sia in funzione è opportuno condurre il proprio veicolo con ancora più attenzione per evitare di incorrere in un incidente e rischiare seri traumi.

Acquistare una resistenza per spegnere spia airbag: a cosa serve?

Nell’ipotesi in cui si siano montate componenti aftermarket, come il volante o i sedili, è possibile riscontrare la spia airbag accesa. Per ovviare a questo inconveniente sarà sufficiente acquistare delle resistenze da 2.2 Ohm che consentiranno di spegnere l’indicazione sul cruscotto.

Colpi di sonno alla guida: come evitarli

Colpi di sonno alla guida

Mettersi al volante della propria vettura non vuol dire soltanto godere della possibilità di spostarsi in maniera totalmente indipendente ma, soprattutto, prestare attenzione per la propria e l’altrui incolumità.

I colpi di sonno sono certamente una delle maggiori cause di incidente, ma è possibile prevenirli con pochi e semplici trucchi.

 INDICE
Colpi di sonno alla guida: cosa fare
Colpi di sonno e incidenti
Colpi di sonno: sintomi
Colpi di sonno: ritiro patente
Colpi di sonno: cause
Allarme acustico anti colpi di sonno

Prima o poi è capitato a tutti. Ci si siede in auto dopo una giornata estenuante e si deve affrontare un percorso particolarmente lungo per tornare a casa, oppure si rientra a tarda notte dopo aver festeggiato un po’ ed ecco che improvvisamente si viene colpiti dai colpi di sonno.

Rischiare di chiudere gli occhi anche per pochi secondi può rivelarsi fatale. Gli studi hanno infatti dimostrato che rimanere un solo secondo con gli occhi chiusi ad una velocità di 100 Km/h significa percorrere un totale di ben 28 metri senza avere sotto controllo la situazione sulla strada.

Cosa fare, quindi, per evitare i colpi di sonno? In primo luogo è sempre opportuno valutare autonomamente le proprie condizioni fisiche. Se magari si è dormito poco e male la sera prima è bene evitare di mettersi in viaggio, ma se si è costretti ad affrontare il tragitto allora sarà buona regola quella di fermarsi presso un’area di sosta o uno spiazzo ai primi segnali per riposarsi anche solo per 20 minuti così da avere un nuova freschezza alla guida.

Come abbiamo detto in precedenza, una delle maggiori cause di incidenti stradali è legata proprio ai colpi di sonno. I soggetti costretti a percorre un elevato numero di chilometri sono infatti quelli a maggior rischio perché la stanchezza può palesarsi improvvisamente da un momento all’altro.

Il tasso di mortalità in questi casi è decisamente elevato perché un conducente che accusa colpi di sonno mentre si trova al volante è impossibilitato a mantenere il controllo del proprio mezzo e non ha modo di intervenire per evitare le situazioni di pericolo.

Non sempre i colpi di sonno, però, arrivano improvvisamente. In molti casi, infatti, il nostro corpo lancia alcuni segnali che devono fungere da allarme per capire che è arrivato il momento di prendersi una pausa.

Se, ad esempio, si accusa un certo bruciore agli occhi, oppure se gli sbadigli avvengono a frequenze sempre più vicine o ancora se non si riesce a mettere a fuoco la strada il nostro corpo ci sta comunicando che è opportuno accostarsi e concedersi un breve riposo per evitare i colpi di sonno.

Altri segnali che indicano un elevato segno di stanchezza sono la mancata percezione della velocità alla guida, un senso di irrequietezza al volante o ancora la difficoltà nel mantenere la testa dritta. In tutti questi casi è sempre consigliabile cercare un’area di sosta e schiacciare un pisolino per proseguire successivamente in tutta sicurezza.

Chi si mette alla guida in condizioni di stanchezza ed accusa colpi di sonno, oltre a mettere a repentaglio la propria sicurezza può essere condannato al ritiro della patente.

Il decreto del Ministero dei Trasporti 22/12/2015, su indicazione della direttiva UE 85/2014, ha infatti disposto che “la patente di guida non deve essere né rilasciata né rinnovata a candidati o conducenti affetti da disturbi del sonno causati da apnee ostruttive notturne che determinano una grave e incoercibile sonnolenza diurna, con accentuata riduzione delle capacità dell’attenzione non adeguatamente controllate con le cure prescritte”.

Per questo motivo, qualora a seguito di visita medica si dovesse riscontrare un disturbo del sonno cronico si rischia il mancato rilascio o il rinnovo della patente.

Non esiste una causa univoca per i colpi di sonno, ma possono essere numerose le variabili. Ad esempio l’aver dormito poche ore prima di mettersi al volante è senza dubbio una delle principale cause dei colpi di sonno, ma lo è anche il soffrire di apnee ostruttive durante il sonno, che causano problemi di sonnolenza.

Anche l’assunzione di alcol o sostanze stupefacenti può avere un impatto determinante nei colpi di sonno ed il nostro Codice della Strada punisce severamente chi causa un incidente sotto l’effetto di stupefacenti o bevande alcoliche.

La moderna tecnologia è intervenuta a favore degli automobilisti per prevenire i colpi di sonno ed in commercio sono presenti numerosi dispositivi che avvisano il conducente qualora questo abbia dei colpi di sonno.

Si va dal braccialetto connesso allo smartphone che avvisa il guidatore con un allarme acustico intenso e dei flash per poi passare all’auricolare che avvisa il conducente con suoni e vibrazioni qualora l’inclinazione della testa superi un determinato numero di gradi.

Molte vetture più recenti, poi, hanno dispositivi di serie che analizzando il volto del conducente e segnalano sia acusticamente che con messaggi sul display quando è arrivato il momento di prendersi una pausa.

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Cintura di sicurezza in gravidanza: cosa sapere

cintura di sicurezza in gravidanza

L’utilizzo della cintura di sicurezza non è soltanto imposto dalle norme del Codice della Strada, ma è anche una abitudine cui tutti dovrebbero abituarsi. Questo dispositivo, infatti, si rivela prezioso per tutelare l’incolumità degli occupanti del veicolo in caso di incidente. Spesso, però capitare di vedere donne guidare in gravidanza con le cinture non allacciate. Scopriamo se ciò è possibile.

INDICE
 Cintura di sicurezza in gravidanza/a>
 Codice della Strada gravidanza
 Esenzione cinture di sicurezza in gravidanza
 Adattatore cintura di sicurezza in gravidanza
 Fino a che mese di gravidanza si può guidare?

Nonostante il Codice della Strada preveda delle esenzioni, non indossare la cintura di sicurezza in gravidanza è decisamente sconsigliato. In caso di incidente, infatti, la protezione della conducente e del bambino potrebbe essere seriamente compromessa.

Per indossare correttamente la cintura di sicurezza in gravidanza sarà necessario passare la parte inferiore sotto al pancione, sopra le gambe, mentre quella superiore deve passare sopra una spalla e attraversare il petto in diagonale tra i due seni.

Indossando in questo modo la cintura di sicurezza si evitano eventuali lacerazioni alla parete uterina in caso di incidente.

L’utilizzo delle cinture di sicurezza è disciplinato dall’articolo 172 del Codice della strada ed in caso di mancato utilizzo della cintura di sicurezza in gravidanza si può essere soggetti ad una sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 80 euro a 323 euro oltre alla decurtazione di cinque punti dalla patente di guida. Qualora l’infrazione al dettato del Codice della Strada sia commessa due volte in due anni si rischia la sospensione della patente da 15 giorni a 2 mesi.

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Al comma 8 lettera F dell’articolo 172, tuttavia, viene consentita l’esenzione alle donne in gravidanza sulla base della certificazione rilasciata dal ginecologo curante che comprovi condizioni di rischio particolari conseguenti all’uso delle cinture di sicurezza.

In caso di controllo da parte delle forze dell’ordine, quindi, si dovrà fornire questo certificato per evitare di incorrere in sanzioni.

Se non si vuole rinunciare ad utilizzare la cintura di sicurezza in gravidanza, mi si vuole guidare con una maggiore comodità per evitare la compressione dell’addome, è possibile acquistare un adattatore.

Grazie a questo dispositivo la cintura andrà ad attraversare le cosce della donna in gravidanza anziché il ventre così da non comprimere il ventre. L’adattatore è facile da installare e va posizionato sul sedile dove andrà ad accomodarsi la donna. La cintura di sicurezza andrà allacciata normalmente ed assicurata con dei bottoni sotto una fettuccia posta all’altezza del basso inguine della donna.

Spesso ci si chiede fino a che mese di gravidanza si possa guidare. Stupisce che il nostro Codice della Strada non abbia regolamentato questa materia lasciando piena libertà alle donne incinte. Sarà quindi possibile per una donna in gravidanza guidare anche al nono mese, ma è sempre bene valutare con cognizione di causa il proprio stato di salute per essere certe di guidare senza correre rischi per sé e per il bambino.

Cose da sapere

Le donne in gravidanza possono indossare la cintura di sicurezza?

Non indossare la cintura di sicurezza in gravidanza è decisamente sconsigliato.  Per indossare correttamente la cintura di sicurezza in gravidanza sarà necessario passare la parte inferiore sotto al pancione, sopra le gambe, mentre quella superiore deve passare sopra una spalla e attraversare il petto in diagonale tra i due seni.

Il Codice della Strada cosa prevede per le cinture di sicurezza in gravidanza?

L’utilizzo delle cinture di sicurezza è disciplinato dall’articolo 172 del Codice della strada ed in caso di mancato della cintura di sicurezza in gravidanza si può essere soggetti ad una sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 80 euro a 323 euro oltre alla decurtazione di cinque punti dalla patente di guida.

Sono previste esenzioni all’utilizzo della cintura di sicurezza in gravidanza?

Al comma 8 lettera F dell’articolo 172, tuttavia, viene consentita l’esenzione alle donne in gravidanza sulla base della certificazione rilasciata dal ginecologo curante che comprovi condizioni di rischio particolari conseguenti all’uso delle cinture di sicurezza. In caso di controllo da parte delle forze dell’ordine, quindi, si dovrà fornire questo certificato per evitare di incorrere in sanzioni.

Cos’è l’adattatore per cintura di sicurezza?

Grazie all’adattatore la cintura andrà ad attraversare le cosce della donna in gravidanza anziché il ventre così da non comprimere il ventre. L’adattatore è facile da installare e va posizionato sul sedile dove andrà ad accomodarsi la donna. La cintura di sicurezza andrà allacciata normalmente ed assicurata con dei bottoni sotto una fettuccia posta all’altezza del basso inguine della donna

Fino a che mese di può guidare in gravidanza?

Sarà possibile per una donna in gravidanza guidare anche al nono mese, ma è sempre bene valutare con cognizione di causa il proprio stato di salute per essere certe di guidare senza correre rischi per sé e per il bambino.

Cinture di sicurezza posteriori: è obbligatorio utilizzare per legge

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Le cinture di sicurezza posteriori spesso non vengono utilizzate, ignorando le disposizioni di legge che invece ne dispongono l’utilizzo come un obbligo. Facciamo chiarezza su una questione spesso controversa tra gli automobilisti.

Cinture di sicurezza posteriori: obbligo

Le cinture di sicurezza sono ormai presenti obbligatoriamente su tutte le vetture ed hanno una funzione fondamentale nel tutelare l’incolumità degli occupanti del veicolo, in caso di incidente.

Tuttavia, se ormai è diventata prassi utilizzare quelle anteriori, spesso chi siede sul sedili posteriori dimentica, o rifiuta categoricamente, di impiegare le cinture di sicurezza posteriori violando in questo modo il dettato normativo, ed aumentando notevolmente i rischi per la propria incolumità.

L’obbligo di indossare le cinture di sicurezza posteriori è stabilito dal nostro Codice della Strada e chi non rispetta questo vincolo rischia di incorrere in sanzioni amministrative.

Legge cinture di sicurezza

L’articolo 172 del Codice della Strada disciplina l’obbligatorietà dell’utilizzo delle cinture di sicurezza posteriori ed anteriori e dispone testualmente come sia obbligatorio per tutti, conducenti e passeggeri dei veicoli, il loro utilizzo. Mentre per i bambini di statura inferiore ad un metro e cinquanta devono essere adottati sistemi di ritenuta omologati ed adeguati al loro peso.

Se si trasportano passeggeri minori di età sulla propria vettura, e questi non utilizzano le cinture di sicurezza posteriori sarà il conducente a rispondere del mancato utilizzo qualora sull’auto non sia presente il soggetto tenuto alla sorveglianza del minore stesso.

Analogamente, il conducente che permette ai passeggeri, specie se minorenni, di viaggiare senza cinture di sicurezza posteriori o sistemi di ritenuta, può essere considerato responsabile di parte dei danni fisici subiti dagli stessi.

Il mancato rispetto del dettato normativo comporta l’applicazione di una sanzione pecuniaria e la sottrazione di punti dalla patente.

Nello specifico, l’articolo 172 comma 10 stabilisce come chiunque non faccia uso delle cinture di sicurezza e dei sistemi di ritenuta per bambini sia soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 80 euro a 323 euro, oltre alla decurtazione di 5 punti dalla patente di guida.

Qualora il mancato uso riguardasse il minore di età, della violazione risponde il conducente, oppure chi è tenuto alla sorveglianza del minore stesso se è presente sul veicolo al momento del fatto.

Qualora il conducente incorresse, in un periodo di due anni, in una delle violazioni indicate al comma 10 per almeno due volte, all’ultima infrazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente da quindici giorni a due mesi.

Il comma 8 dell’articolo 172 del Codice della Strada prevede, tuttavia, alcune eccezioni.

Con riferimento al trasporto in taxi e auto a noleggio con conducente, i bambini possono viaggiare senza sistemi di ritenuta se collocati sul sedile posteriore purché accompagnati da persona di età non inferiore a 16 anni. Sui veicoli privi di sistemi di ritenuta, i bambini di età fino a tre anni non possono viaggiare; mentre quelli con più di tre anni possono viaggiare su un sedile anteriore solo se di statura superiore a 1,50 metri.

Le forze di polizia, polizia municipale e provinciale, le forze armate, gli addetti ai servizi antincendio e i sanitari in caso di intervento di emergenza, gli istruttori di guida, gli addetti ai servizi di vigilanza privati che effettuano scorte ed i conducenti dei veicoli per la raccolta e il trasporto dei rifiuti, in servizio nei centri abitati, sono esentati dall’obbligo di utilizzo delle cinture di sicurezza.

Cinture dietro obbligatorie

Tre le altre ipotesi di esenzione di utilizzo della cintura di sicurezza dietro, il Codice della Strada individua anche alcuni soggetti affetti da patologie particolari, o che abbiano condizioni fisiche che costituiscono controindicazioni specifica all’uso delle cinture e le donne in stato di gravidanza in condizioni di rischio particolari conseguenti all’uso delle cinture.

L’articolo 172, tuttavia non fornisce alcun elenco di patologie o condizioni particolari specifiche per queste esenzioni, ma richiede una certificazione medica, con durata indicata e simbolo previsto dalla direttiva 91/671/CEE.

É quindi chiaro come, ad eccezione dei casi sopra indicati, le cinture di sicurezza dietro siano da utilizzare sempre, non solo per evitare di incorrere in una violazione del dettato normativo ma, soprattutto, per tutelare la propria incolumità quando si circola su strada.

Antifurto auto: guida alla scelta per un acquisto consapevole

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La protezione della propria vettura dai furti è uno dei principali motivi di preoccupazione di ogni automobilista. In commercio esistono numerosi modelli di antifurto auto in grado di soddisfare diverse esigenze, ed in questa guida andremo a capire quali sono i migliori.

Allarme auto

Quando si parla di antifurto auto si intende comunemente un sistema, elettronico o meccanico, in grado di impedire il furto della vettura. I sistemi meccanici bloccano componenti quali i pedali o lo sterzo della vettura, rendendo quasi impossibile la guida della stessa. Mentre gli antifurto auto elettronici, oltre alla sirena che suona in caso di infrazione, consentono anche il blocco elettronico della vettura.

Antifurto auto: come funziona

Le differenti tipologie di antifurto auto presenti in commercio hanno anche un funzionamento differente. L’antifurto meccanico, infatti, blocca fisicamente alcune componenti della vettura, come pedali o volante. Per attivarlo sarà sufficiente posizionare l’antifurto auto nella sede opportuna, ad esempio tra il pedale della frizione e quello del freno, mentre per la rimozione sarà necessario l’utilizzo di una chiave dedicata da inserire nella serratura apposita.

Il vantaggio dell’antifurto auto meccanico è dato dal costo di acquisto, solitamente inferiore ai 100 euro, e dalla facilità di installazione.

Diversa è invece la modalità di funzionamento dell’antifurto auto elettronico. Nel momento del tentativo di intrusione si attiva immediatamente la sirena che così avvisa dell’apertura non autorizzata del veicolo, mentre per evitare l’accensione del motore è presente l’immobilizer che interrompe il flusso dell’elettricità nel propulsore ed impedisce l’accensione dello stesso unendo i cavi elettrici.

Antifurto auto satellitare

Decisamente più evoluti sono gli antifurto auto satellitari. Grazie ad un localizzatore in grado di comunicare con la Global Posizioning System è sempre possibile tracciare la posizione dell’auto. L’impianto è composto dal modulo GPS, da un modulo GSM e da una centralina elettronica in grado di gestire il tutto.

Il modulo GSM funziona tramite una scheda SIM, e provvede a comunicare ad una centrale operativa il tentativo di furto in tempo reale.

Grazie a questa comunicazione le forze dell’ordine potranno disporre dell’esatta posizione del veicolo, della sua direzione e della velocità. Questa tecnologia consente inoltre di attivare a distanza azioni volte ad impedire il furto del veicolo, come ad esempio il blocco totale del motore.

Antifurto auto collegato al cellulare

È anche possibile costruire un antifurto auto utilizzando un semplice smartphone, per avere una tutela simile a quella di un antifurto auto satellitare. Sarà sufficiente prendere nota del codice IMEI del telefono, sottoscrivere un contratto con un operatore telefonico (preferibilmente uno che garantisca una ottima copertura nel luogo dove solitamente posteggiate la vostra vettura), mettere il telefono in modalità silenziosa, abilitare la funzione di risposta automatica e di ricerca automatica della rete, installare il telefono sull’auto in un luogo nascosto e collegare un caricatore da auto alla batteria della vettura per garantire il funzionamento costante dello smartphone.

In caso di furto sarà sufficiente chiamare la polizia e il proprio operatore telefonico, indicando il sistema antifurto auto installato sulla vettura e fornendo il numero del cellulare e il codice IMEI. Per ritrovare l’auto si dovrà rintracciare il telefono basandosi sulla posizione delle celle a cui esso è connesso.

Fondamentale è l’indicazione all’operatore telefonico di non di non bloccare la SIM, procedura standard quando un cellulare viene rubato.

Antifurto più sicuro

I sistemi antifurto auto elencati offrono un buon livello di sicurezza della propria vettura ma non sono esenti da pecche. I sistemi meccanici, infatti, possono essere aggirati da ladri esperti capaci di guidare l’auto anche con i pedali bloccati, mentre il sistema a sirena può essere inibito bloccando il dispositivo, accedendo allo stesso dal vano motore.

Anche l’antifurto auto satellitare può essere disabilitato utilizzando un mobile jammers, ovvero un dispositivo illegale che interferisce con il segnale GPS, ma in questo caso si deve avere la sfortuna di trovare un ladro particolarmente bravo con l’elettronica.

Per capire quindi quale sia l’antifurto più sicuro si devono prendere in considerazione i pro ed i contro dei singoli dispositivi oltre al budget a disposizione.

Antifurto auto: prezzi

Proprio la capacità economica ed il tipo di vettura da proteggere sono due fattori da considerare nella scelta dell’antifurto auto.

Se si vuole spendere poco la soluzione ideale è quella di un antifurto meccanico. In commercio sono presenti dispositivi con prezzi fino a 100 euro decisamente alla portata di tutti, mentre antifurto auto satellitare ricade in una fascia di prezzo che oscilla dai 400 ai 600 euro. Un buon compromesso può essere il sistema elettronico dotato di immobilizer con prezzi di circa 200 euro.

Miglior antifurto auto 2018

Stabilire quale sia il miglior antifurto auto 2018 è difficile poiché la scelta è soggettiva e dipende anche dalla disponibilità economica.

Se si vuole prescindere da questo fattore si può tuttavia indicare il GPS Tracker TK 104 quale miglior antifurto auto 2018, mentre tra i sistemi meccanici si mettono in evidenza il Bullock 146714 Antifurto Auto Universale Defender ed il Bullock 146162 Antifurto Excellence X.

 

Check up auto: le 5 cose da controllare prima di un viaggio in montagna

Check up auto: le 5 cose da controllare prima di un viaggio in montagna

Con l’arrivo dell’inverno, i weekend sono l’occasione giusta per prendere la tua auto e metterti in viaggio per raggiungere una delle molteplici e incantevoli destinazioni di montagna. Prima di partire, però, è meglio effettuare un check up della tua auto specifico per l’inverno, per affrontare il viaggio in tutta sicurezza. In questa guida troverai i 5 consigli da seguire per non farti trovare impreparato.

1. Controllo degli pneumatici

Se sei un automobilista prudente e rispettoso del Codice della Strada, sarai certamente consapevole che dal 15 novembre dell’anno corrente sino al 15 aprile dell’anno successivo, su alcuni tratti stradali, vige l’obbligo di montare sulla tua autovettura pneumatici invernali o essere munito di catene da neve da montare all’occorrenza.

Gli pneumatici invernali ti garantiranno di affrontare l’asfalto innevato o fangoso in tutta sicurezza grazie alla presenza di una particolare mescola che assicura una presa ottimale in condizioni di aderenza precaria. Tuttavia, prima di partire per il tuo viaggio, è necessario che tu verifichi in primo luogo il livello di usura degli pneumatici. Un check up auto che si rispetti, infatti, non può prescindere dall’avere in dotazione gomme in ottimo stato, il cui battistrada non sia inferiore ad uno spessore di 1.6 millimetri, e gonfiate alla giusta pressione. Sappi che le basse temperature influiscono sulle prestazioni dei pneumatici.

2. Controllo dei liquidi

Altro passaggio fondamentale per effettuare un perfetto check up invernale della tua auto riguarda il controllo dei liquidi. In primo luogo verifica il livello dell’olio del motore, così da provvedere ad un eventuale rabbocco nel caso in cui il lubrificante sia sotto il livello di guardia. Ricordati di controllare il livello dell’olio motore ogni 2.000 chilometri e di effettuare il cambio dell’olio ogni 10.000 km percorsi.

Utilizza poi un liquido antigelo al posto della semplice acqua per il sistema refrigerante del motore, in modo da evitare che le temperature comportino la creazione di ghiaccio.

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3. Controllo della batteria

Un check up completo dell’auto non può prescindere poi dal controllo dello stato della batteria. Questo elemento, infatti, è spesso dimenticato dagli automobilisti e in molti casi può creare non pochi grattacapi a chi non abbia preso le precauzioni necessarie.

Se i liquidi della tua batteria non solo al livello massimo, potrai rabboccarli semplicemente svitando con un cacciavite i tappi di accesso di carico per il rabbocco per poi versare acqua distillata nelle celle di carico. Usa sempre dei guanti quando compi questa operazione per non entrare in contatto con i liquidi corrosivi presenti nella batteria.

Se vuoi prolungare la vita della batteria, puoi inoltre utilizzare semplici trucchi come accendere l’auto con i fari spenti, o attendere qualche secondo prima di spegnere la tua vettura, con tutti i dispositivi spenti, per consentire alla batteria di ricaricarsi leggermente e lavorare con meno fatica all’avvio seguente.

Se vuoi cambiare la batteria, puoi trovarla su ebay.it a prezzi molto vantaggiosi.

4. Controllo dei freni

Dare per scontato che lo stato dei freni sia sempre ottimale è uno dei più grandi errori che si commette quando si effettua un check up invernale dell’auto. Se vuoi viaggiare in tutta sicurezza, controlla sempre l’usura delle pastiglie e lo stato dei dischi e non dimenticare di controllare il livello dell’olio dell’impianto frenante. Effettuare questi controlli ti consentirà di avere sempre una risposta pronta da parte del pedale del freno.

5. Controllo del parabrezza e dei tergicristalli

Ultimo controllo da effettuare per realizzare un check up completo dell’auto riguarda la visibilità. Quando lasci la tua auto posteggiata all’esterno, esposta alle rigide temperature della montagna, può spesso capitare di trovare il parabrezza ricoperto da una patina di ghiaccio. Per evitare di perdere tempo nel rimuovere questo strato usa uno spray antighiaccio o un raschietto, e non dimenticare di sostituire le spazzole dei tergicristalli per tempo, così da poter godere di una ottima visibilità in presenza di qualsiasi evento atmosferico.