Come superare l’esame della patente: tutti i consigli e trucchi

Consigli quiz patente

Prepararsi per l’esame di teoria per la patente crea sempre una certa apprensione. Si può essere degli ottimi conducenti dotati di grandi doti di guida, ma se non si conoscono le norme che regolamentano la guida su strada rimarrà una chimera poter conseguire la patente. Esistono però dei trucchi per il quiz patente, o per meglio dire dei consigli, da seguire per superare senza stress l’esame.

INDICE
Esame della patente ed emergenza Covid-19
Trucchi quiz patente: le parole rivelatrici
Come superare l’esame di guida teorico: i trabocchetti da riconoscere
Come superare l’esame teorico della patente: attenzione ai sinonimi
Trucchi quiz patente per riconoscere i segnali
Come superare l’esame di guida: consigli pratici per la preparazione

L’emergenza sanitaria determinata dalla pandemia da COVID-19 ha avuto un impatto anche sui termini previsti originariamente per sostenere l’esame di teoria. A causa di “ingorghi burocratici” causati dalla chiusura temporanea degli uffici della Motorizzazione Civile e dall’impossibilità di lavorare in presenza, è stato prorogato il termine per superare l’esame di teoria della patente.

In particolare, chi ha presentato la domanda per sostenere l’esame di teoria tra il primo gennaio 2021 e il 31 marzo 2022 ha tempo un anno, invece dei soliti 6 mesi, per sostenere l’esame, a decorrere dalla data di accettazione della domanda. Per le domande presentate dopo la fine di marzo 2022, vista la conclusione dello stato di emergenza sanitaria, si ritorna invece alle normali scadenze: si hanno 180 giorni per sostenere l’esame a decorrere dalla data di presentazione e accettazione della domanda.

C’è anche un’altra novità comportata dalla fine dello stato di emergenza: a partire dal 1° aprile 2022 non è più necessario il green pass per accedere ai pubblici uffici. Quindi, trattandosi gli esami teorici della patente di guida di atti pubblici, anche per questi decade l’obbligo di pass vaccinale.

Per essere certi di superare senza intoppi l’esame di teoria esistono dei trucchi da tenere sempre a mente, che possono guidare nella soluzione del quiz.

Ad esempio, se nel testo sono presenti domande contenenti le parole “mai”, “sempre”, “solo”, “comunque”, “in ogni caso”, allora nella maggior parte dei casi la risposta sarà falsa. Quando invece vi trovate davanti le parole “reato”, “sostituisce” e “segnale complementare” le domande saranno tendenzialmente vere, così come nel caso in cui nel quesito siano presenti due negazioni.

Ancora, se nella domanda sono presenti le parole “spinterogeno”, “luci d’ingombro”, “cerchi”, “cerchioni”, “provincia”, “albero di trasmissione”, “coppa”, “denso”, “fluido”, la risposta giusta sarà probabilmente “falso”.

Nell’esame della patente sono frequenti le domande trabocchetto. Oltre alle parole indicate sopra, da tenere a mente per andare a colpo sicuro con la risposta corretta, si dovrà fare attenzione non soltanto all’utilizzo del plurale e del singolare nel quesito, ma anche all’utilizzo di sinonimi che possono far cadere in errore.

GUARDA I NOSTRI VIDEO 

Come accennato, al momento di sostenere il quiz dell’esame di guida teorico è fondamentale ricordarsi di alcuni termini presenti nelle domande che possono sembrare simili ma che non sono sinonimi tra loro. Esempi eccellenti sono, ad esempio, le parole “carreggiata” e “corsia“, ma anche termini come “attraversamento ferroviario” e “attraversamento tranviario”, “attraversamento pedonale (o ciclabile)” e “passaggio pedonale (o ciclabile)”, “freno a mano” e “freno di servizio“.

Ricordate poi che qualora nella domanda sia presente la parola “ovvero” questa è sempre intesa nel suo significato avversativo, quindi nel senso di  “oppure” e non “cioè”.

I segnali stradali sono centinaia, ma esistono alcuni piccoli suggerimenti che consentiranno di memorizzarli senza difficoltà. In particolare, può essere utile catalogare i segnali in base alla loro forma.

Quelli di forma circolare possono indicare un divieto o un obbligo: se hanno il bordo rosso, lo sfondo bianco e il simbolo nero allora ci troviamo davanti a segnali di divieto, se sono bianchi su sfondo blu indicano invece obbligo. I segnali di forma triangolare, invece, indicano pericolo: infatti, i segnali di precedenza sono normalmente triangolari. Esistono però delle eccezioni a quest’ultima regola: esempio emblematico è il segnale di stop, dalla caratteristica forma ottagonale per distinguerlo da tutti gli altri.

quiz patente

A prescindere dai trucchi che abbiamo indicato in precedenza per superare l’esame teorico della patente, che possono rivelarsi utili in situazioni di dubbio o difficoltà, il consiglio migliore che possiamo fornire è quello di esercitarsi senza sosta così da arrivare pronti e preparati il giorno dell’esame.

Online sono presenti numerosi siti che consentono di simulare il quiz della prova teorica, ma è anche possibile acquistare e consultare manuali cartacei così da avere sempre a disposizione un ottimo alleato per prepararsi.

Cose da sapere

Quali sono le parole da riconoscere nelle domande della patente per non sbagliare risposta?

Se nel testo della domanda sono presenti le parole “mai”, “sempre”, “solo”, “comunque”, “in ogni caso”, nella maggior parte dei casi la risposta sarà falsa, mentre se sono presenti le parole “reato”, “sostituisce” e “segnale complementare” le domande saranno vere così come se nella domanda saranno presenti due negazioni. Ancora, se nella domanda sono presenti le parole “spinterogeno”, “luci d’ingombro”, “cerchi”, “cerchioni”, “provincia”, “albero di trasmissione”, “coppa”, “denso”, “fluido”, la risposta corretta sarà falsa.

Quali sono i sinonimi ai quali prestare attenzione nei quiz della patente?

Tra i trucchi quiz patente da tenere a mente è fondamentale ricordarsi di alcuni termini presenti nelle domande che possono sembrare simili ma che non sono sinonimi come, ad esempio, carreggiata e corsia; attraversamento ferroviario e attraversamento tranviario, attraversamento pedonale (o ciclabile) e passaggio pedonale (o ciclabile), freno a mano e freno di servizio. Ricordate poi che qualora nella domanda sia presente la parola “ovvero” questa significa oppure e non cioè, così come il “carrello appendice” non è mai la risposta esatta.

Quali sono i trucchi per riconoscere i segnali nei quiz della patente?

I segnali stradali sono centinaia, ma esistono alcuni piccoli suggerimenti che consentiranno di memorizzarli senza difficoltà. I segnali di forma triangolare indicano pericolo; quelli di forma circolare indicano un divieto o un obbligo, a seconda se abbiano il bordo rosso, lo sfondo bianco e il simbolo nero (segnali di divieto) oppure siano bianchi su sfondo blu (obbligo), mentre i segnali di precedenza sono normalmente triangolari, anche se non tutti: esempio emblematico è il segnale di stop, addirittura ottagonale.

Ritiro patente: quali sono i motivi e come riaverla

Ogni automobilista ha l’obbligo di rispettare le disposizioni del Codice della Strada per tutelare la propria e l’altrui incolumità. Questo assunto deve essere sempre ben impresso nella mente di chiunque si metta alla guida di una vettura, consapevole che, in caso di infrazioni, si potranno subire sanzioni sempre più importanti, sino ad arrivare alla sospensione della patente o al ritiro patente. Quali ragioni possono portare le Forze dell’Ordine a sospendere l’abilitazione alla guida? Eccole di seguito analizzate nel dettaglio.

INDICE
Ritiro della patente: quali sono i motivi?
Ritiro della patente per alcol
Ritiro patente per guida con cellulare
Guida con patente scaduta
Ritiro patente per superamento dei limiti di velocità
Sospensione della patente
Per quanto tempo può essere sospesa o ritirata la patente?
Ritiro patente: come riaverla 

Come detto, il nostro Codice della Strada prevede una serie di sanzioni crescenti in rapporto alla violazione commessa, e il ritiro patente si pone quale sanzione accessoria al pagamento della multa imposta in caso di violazione delle norme del Codice.

Quando parliamo di ritiro della patente intendiamo la materiale sottrazione del documento da parte degli agenti del traffico a seguito della specifica infrazione commessa. Il ritiro può poi comportare:

  • la successiva sospensione o revoca,
  • la restituzione dello stesso documento.

Di seguito indichiamo quando avviene il ritiro della patente elencando le specifiche ipotesi previste dal Codice della Strada.

GUARDA I NOSTRI VIDEO CON FJONA

Una delle ipotesi in cui è previsto il ritiro patente è la guida in stato di ebbrezza. Il nostro Codice della Strada ha affrontato il tema del ritiro patente per alcol in maniera giustamente severa stabilendo, agli articoli 186 e 186 bis, sanzioni economiche e accessorie che puniscono in modo importante chi si mette alla guida dopo aver alzato eccessivamente il gomito.

Il  valore limite legale del tasso alcolemico è pari a 0,5 g/litro, un limite decisamente basso ma fondamentale per garantire la sicurezza degli utenti della strada. Chi venga fermato, sottoposto ad alcoltest e trovato con un valore superiore a questo, può subire diverse sanzioni.

Limite Sanzione
da 0,5 a 0,8 g/litro Sanzione amministrativa da 532 a 2.127 euro, più sanzione accessoria di sospensione della patente da 3 a 6 mesi
da 0,8 a 1,5 g/litro La violazione diventa reato, è prevista una sanzione amministrativa da 800 a 3.200 euro, più la sanzione accessoria della sospensione della patente da 6 mesi a un anno,  e si potrà rischiare l’arresto fino a un massimo di 6 mesi 
superiore a 1,5 g/litro La sanzione amministrativa varia da 1.500 sino a 6.000 euro, è prevista una  sanzione accessoria della sospensione della patente da uno a due anni oltre a rischiare l’arresto da 6 mesi a un anno. In caso di recidiva, la patente viene revocata qualora l’infrazione sia commessa in un arco temporale di due anni.

In caso di rifiuto dell’alcoltest si applicano le pene massime e l’eventuale confisca del veicolo. Per quel che riguarda la restituzione patente dopo sospensione per guida stato di ebbrezza, è possibile tornare in possesso del documento di guida solo se è trascorso il periodo di sospensione della patente e si è ottenuta l’idoneità dalla Commissione medica locale. In caso contrario, la patente rimane sospesa fino all’esibizione della certificazione medica.

Altra cattiva abitudine che può portare al ritiro patente è la guida con il cellulare.

Molti automobilisti, infatti, continuano a sottovalutare la pericolosità di questa condotta che distrae in maniera eccessivamente rischiosa dalla guida.

Il nostro Codice della Strada disciplina questo comportamento all’articolo 173, recentemente inasprito nel 2017 e prevede:

  • una sanzione amministrativa da 161 a 647 euro (sia che si stia telefonando sia che si stia inviando un messaggio)
  • sospensione della patente in caso di recidiva entro i due anni successivi e, in questo caso, il ritiro oscilla da 1 a 3 mesi.

Altro caso in cui la patente può essere ritirata è quello della guida con patente scaduta. Il documento che consente la circolazione su strada, infatti, deve essere rinnovato:

  • ogni 10 anni sino al compimento dei 50 anni di età,
  • ogni 5 anni per gli automobilisti di età compresa tra 50 e 70 anni,
  • ogni 3 anni per gli automobilisti tra 70 e 80 anni di età,
  • ogni 2 anni per gli ultraottantenni.

Chi viene fermato con la patente scaduta rischia una sanzione amministrativa che varia da 160 sino a 644 euro, mentre la sanzione accessoria sarà proprio il ritiro della patente scaduta.

Entro dieci giorni dal ritiro patente l’automobilista avrà la possibilità di effettuare la visita medica obbligatoria e sbrigare tutte le pratiche burocratiche per tornare in possesso del documento ritirato, mentre, qualora sia decorso questo termine, per poter tornare in possesso della patente ci si dovrà recare presso la prefettura muniti del certificato medico che accerti l’idoneità alla guida e il rinnovo del documento scaduto.

LEGGI ORA: Tutto sul rinnovo della patente

Uno dei casi più comuni di ritiro della patente è il superamento dei limiti di velocità. Il nostro Codice della Strada disciplina due ipotesi in cui può avvenire questa sanzione accessoria.

Primo caso, il superamento del limite di velocità tra i 40 e i 60 km/h prevede:

  • una multa compresa tra i 527 e 2.108 euro,
  • la decurtazione di 6 punti
  • la sospensione della patente per un periodo che va da uno a tre mesi che possono variare da otto a diciotto in caso di recidiva in un biennio

Secondo caso, il superamento di oltre 60 km/h del limite di velocità prevede:

  • sanzione amministrativa che varia da un minimo di 821 ad un massimo di 3.287 euro
  • la decurtazione di 10 punti
  • la sospensione della patente di guida per un periodo che va da sei mesi a un anno (in caso di recidiva in un biennio è prevista la revoca della patente)

La sospensione può precedere in alcuni casi il ritiro della patente, ma i due provvedimenti non sono equivalenti. Dobbiamo infatti precisare una distinzione importante: la sospensione è una sanzione accessoria comminata dal Prefetto o comunque dall’Autorità giudiziaria nei casi più gravi, che rende temporaneamente illecito condurre i veicoli per i quali quella patente è stata conseguita.

Il ritiro invece non è una sanzione, ma un provvedimento di tipo amministrativo. Può arrivare in seguito ad una sospensione, oppure ad opera delle Forze dell’Ordine quando queste ritengano – ad esempio per la perdita di requisiti psicofisici – di dover limitare il rischio che deriva da permettere al conducente di continuare a guidare.

Per intenderci, succede che venga disposta in alcuni casi una sospensione della patente senza ritiro immediato. In quel caso, infatti, il provvedimento è notificato successivamente, nei giorni che seguono l’infrazione.

Il tempo in cui la patente può essere sospesa o ritirata varia in base alle cause e alla gravità dell’infrazione del Codice della Strada.

Innanzitutto, la sospensione della patente per eccesso di velocità prevede una durata diversa a seconda che il limite venga sforato per 40 o 60 km/h. Nel primo caso, va da 1 a 3 mesi. Nel secondo caso, si va da un minimo di 6 a un massimo di 12 mesi.

Da 1 a 3 mesi il periodo di sospensione, in caso di recidiva nei 24 mesi, per passaggio con semaforo rosso. Lo stesso che occorre nel caso di recidiva, stavolta biennale, per guida con cellulare.

Infine, la lunghezza della sospensione può raggiungere anche i diversi anni nei casi più gravi. Nell’eventualità in cui l’infrazione sia rappresentata da un incidente che comporta il reato di omicidio, la sospensione può arrivare fino a 4 anni, con l’aggiunta della revoca in seguito alla condanna.

A seguito di una multa per ritiro patente, sarà possibile ottenere nuovamente il documento seguendo iter diversi a seconda dell’infrazione commessa. L’iter per la restituzione patente dopo sospensione non è univoco.

In caso di ritiro per scadenza della patente di guida, sarà sufficiente sostenere gli esami medici previsti per tornare in possesso del documento.

Nelle altre ipotesi di ritiro patente, come ad esempio in caso di tasso alcolemico elevato, sarà necessario sostenere un colloquio presso la sede del Dipartimento della prevenzione – medicina legale.

La commissione inviterà il soggetto della sanzione allo svolgimento di un programma terapeutico composto da un colloquio di accoglienza, una visita medica, esami clinici e quattro sedute di counselling.  In caso di esito positivo la patente sarà restituita.

Nei casi più gravi, infine, quando la patente è direttamente revocata, occorre attendere minimo 2 anni prima di poter rifare l’abilitazione di guida. Quando la ragione della revoca è legata a requisiti psicofisici, un incidente grave con feriti o l’assenza di revisione valida del documento di guida, è d’obbligo ottenere un certificato da visita medica o superare di nuovo gli esami di teoria e pratica.

Cose da sapere

Cosa intendiamo con ritiro della patente?

Quando parliamo di ritiro della patente intendiamo la materiale sottrazione del documento da parte degli agenti del traffico a seguito della specifica infrazione commessa. Il ritiro può poi comportare o la successiva sospensione o revoca, oppure la restituzione dello stesso documento

In quali casi è previsto il ritiro della patente?

Il ritiro della patente può avvenire nei seguenti casi: tasso alcolemico superiore a 0,5 g/litro, uso del cellulare durante la guida, guida con patente scaduta e superamento dei limiti di velocità.

Come posso riavere la mia patente?

In caso di ritiro per patente scaduta sarà sufficiente sostenere gli esami medici previsti; nelle altre ipotesi di ritiro patente, sarà necessario sostenere un colloquio presso la sede del Dipartimento della prevenzione – medicina legale.

 

Come funziona la scatola nera auto e quando conviene

scatola-nera-auto

Il progresso tecnologico consente di ottenere anche piccoli vantaggi in termini economici. Con l’installazione della scatola nera, infatti, è possibile tenere sotto controllo il prezzo dell’assicurazione auto. Scopriamo i pro e i contro. 

INDICE
Cos’è e come funziona la scatola nera
Scatola nera auto: dove viene montata
Scatola nera: introduzione dell’obbligo
Lettura dati scatola nera auto: cosa viene registrato
La scatola nera auto registra conversazioni?
Scatola nera assicurazione: pro e contro
Scatola nera auto e scarica batteria

Quando si parla di scatola nera si intende un dispositivo elettronico dotato di sistema GPS capace di registrare molti dati come, ad esempio, quelli relativi allo stile di guida del conducente. La scatola nera si rivela fondamentale in caso di incidente per accertare le responsabilità del sinistro perché fornisce tutti i  dati relativi alla geolocalizzazione, accelerazione e decelerazione. Inoltre la scatola nera si rivela preziosa in caso di furto del veicolo perché permette di rintracciarlo tramite il GPS. 

Per installare la scatola nera in auto è necessario rivolgersi ad una officina specializzata convenzionata con la propria compagnia assicurativa. Dopo aver fissato un appuntamento ci si potrà recare alla data e all’orario indicato ed il tecnico provvederà ad installare il dispositivo, solitamente, in uno spazio specifico nella parte inferiore del cruscotto. 

GUARDA I NOSTRI VIDEO

A partire dal mese di luglio 2022 su tutte le vetture dovrà essere installata obbligatoriamente la scatola nera. L’obbligo deriva dal Regolamento UE 2019/2144 che ha indicato la data del 6 luglio 2022 come quella a partire dalla quale tutti i veicoli potranno ottenere l’omologazione previa installazione della scatola nera, mentre a partire dal 7 luglio 2024 le case automobilistiche dovranno immatricolare e commercializzare unicamente vetture dotate di scatola nera. Ad oggi nulla è stato previsto per quel che riguarda le auto già circolanti. 

Una volta che la scatola nera sarà installata, questa inizierà a registrare i dati relativi alla geolocalizzazione inclusi la data e l’ora. La scatola nera, come anticipato, si rivela preziosa in caso di incidente perché andrà a registrare anche i dati relativi all’accelerazione, alla tipologia di impatto ed alla velocità rilevata prima della decelerazione. Inoltre la scatola nera auto consente di accedere allo storico delle marce inserite nel corso del tempo e quindi dello stile di guida. Tutte queste informazioni vengono inviate ad un database che conserverà i dati così da permettere alle compagnie di analizzare il reale comportamento degli assicurati alla guida. 

GUARDA I NOSTRI VIDEO

Smentiamo subito ogni illazione. La scatola nera auto è un dispositivo utile alle compagnie assicurative per evitare truffe e per ricostruire con estrema precisione le dinamiche degli incidenti, ma non è un sistema di spionaggio e quindi non è assolutamente in grado di registrare le conversazioni degli occupanti del veicolo.  

Come ogni innovazione tecnologica, anche l’installazione in auto della scatola nera comporta sia vantaggi che svantaggi. Tra i pro della scatola nera c’è senza dubbio la possibilità di godere di un piccolo sconto sul premio annuale della polizza e la possibilità di sapere in ogni momento dove si trova l’auto grazie alla geolocalizzazione. Tra gli svantaggi si deve indubbiamente mettere in conto una totale assenza di privacy, dato che la scatola nera registra ogni movimento che compie la vettura, e la scarsa comprensione dei dati analizzati che, in caso di sinistro, potranno spingere la compagni assicuratrice a negare il risarcimento del danno. 

Spesso si tende a credere che la scatola nera vada ad inficiare sui consumi della batteria portando ad un esaurimento precoce del dispositivo. Anche in questo caso si tratta di una leggenda metropolitana, ma nel caso in cui vi ritroviate con la batteria scarica, oltre a procedere alla sostituzione della componente, non dovrete temere per il funzionamento della scatola nera data la presenza di una batteria interna.  

Cose da sapere

Cos’è e come funziona la scatola nera?

La scatola nera è un dispositivo dotato di GPS in grado di registrare numerosi dati relativi alla condotta ed allo stile di guida del conducente, inclusi gli incidenti. I dati analizzati sono relativi alla geolocalizzazione, alla percorrenza, all’accelerazione e decelerazione, alle marce utilizzate, ai chilometri percorsi ed ai sistemi di sicurezza attivati. In caso di furto, grazie alla scatola nera, è possibile rintracciare agevolmente il mezzo.

Quali dati registra la scatola nera auto?

La scatola nera registra non solo la localizzazione geografica, ma si rivela utile soprattutto in caso di incidente poiché rileva la data, l’accelerazione massima, il tipo di impatto, il luogo in cui si è verificato e l’ultima velocità rilevata oltre alle accelerazioni ed alle decelerazioni.  Tutte queste informazioni vengono inviate ad un database che conserverà i dati così da permettere alle compagnie di analizzare il reale comportamento degli assicurati alla guida.

Quali sono i vantaggi dell’istallazione di una scatola nera?

Uno dei vantaggi derivanti dall’installazione della scatola nera riguarda la possibilità di usufruire di sconti sul premio assicurativo annuale. Analogamente poter localizzare il mezzo 24 ore su 24 garantisce una maggior sicurezza contro i furti.

Quali sono i svantaggi dell’istallazione della scatola nera?

Tra i contro dell’installazione della scatola nera c’è senza dubbio la rinuncia alla privacy. Questo dispositivo, infatti, registra ogni movimento della vettura e quindi conoscerà luoghi ed abitudini dell’automobilista. Altro aspetto negativo è la scarsa comprensione dei dati analizzati che, in caso di sinistro, potranno spingere la compagni assicuratrice a negare il risarcimento del danno.

L’installazione della scatola nera è obbligatoria?

A partire dal mese di luglio 2022  tutti i veicoli potranno ottenere l’omologazione previa installazione della scatola nera, mentre a partire dal 7 luglio 2024 le case automobilistiche dovranno immatricolare e commercializzare unicamente vetture dotate di scatola nera. Ad oggi nulla è stato previsto per quel che riguarda le auto già circolanti. 

Esame patente: ecco come funziona il quiz patente

Esame patente: ecco come funziona il quiz patente

Allo scoccare della fatidica soglia dei 18 anni è finalmente possibile sostenere l’esame patente così da poter circolare liberamente su strada alla guida della propria autovettura. Dal 2013 l’esame patente è stato leggermente modificato per quel che riguarda la prova teorica, mentre la prova pratica, ovvero la guida su strada, è rimasta inalterata. Scopriamo nel dettaglio come si svolge l’esame patente.

INDICE
Proroga termini per l’esame di teoria
Esame patente B
Esame teoria patente
Quiz patente B
Simulazione esame patente B
Esame pratico patente B
Esame patente A
Esame patente AM
Esame patente C

Il Governo ha confermato, per le domande per l’esame teorico effettuate tra il 1 gennaio 2021 e il 31 marzo 2022, di confermare la validità estesa di un anno. Perciò, i candidati avranno a disposizione 365 giorni di tempo dalla data di richiesta per effettuare l’esame.

Detto questo, a seguito del prolungamento dello stato di emergenza Covid la scadenza delle patenti e dei fogli rosa  è prorogata al 29 giugno 2022 su tutto il territorio nazionale.

LEGGI ORA: Patente, revisione, collaudo, RC Auto: tutte le novità del decreto Cura Italia per gli automobilisti

Al compimento dei diciotto anni è possibile sostenere l’esame patente. Per poter conseguire il documento di guida è necessario superare due prove, una teorica ed una pratica. Al superamento di queste sarà possibile ottenere la patente di guida e circolare su strada rispettando nei primi tre anni dal conseguimento della patente alcune limitazioni.

Al momento dell’iscrizione presso una scuola guida o successivamente alla presentazione di apposita istanza alla Motorizzazione Civile, il candidato ha sei mesi di tempo per poter sostenere l’esame patente. Qualora non si dovesse superare l’esame teorico al primo tentativo, entro i citati sei mesi si potrà sostenere una seconda prova.

La prima parte dell’esame patente, ovvero quella teorica, è effettuata tramite un sistema informatizzato. Il candidato, infatti, dovrà accomodarsi in una postazione dotata di un pc touchscreen su quale sono indicati dei tasti definiti da aree quadrate o circolari.

Il candidato dovrà rispondere a 40 quesiti, indicando “V” se ritiene un singolo quesito vero o “F” se lo ritiene invece falso.

Prima di iniziare la prova teorica, al candidato viene consegnata una smartcard da inserire nell’apposito spazio previsto nel pc per accedere al corso che illustra le procedure per compilare correttamente la scheda d’esame.

L’avvio della prova verrà indicato dall’esaminatore al termine della spiegazione relativa allo svolgimento della stessa. La durata dell’esame teoria patente è di 30 minuti ed il candidato, per superare questa prova, non dovrà fornire più di 4 risposte errate.

Gli argomenti sui quali verte la prova teorica dell’esame patente sono:

  • Segnaletica stradale verticale ed orizzontale, segnalazioni, precedenze, limiti di velocità, importanza di un atteggiamento vigile e di un corretto comportamento nei confronti degli altri utenti della strada, osservazione, valutazione e decisione, in particolare tempi di reazione, nonché cambiamenti nel comportamento al volante indotti da alcool, droghe, medicinali, stati d’animo e affaticamento.
  • Principi fondamentali relativi all’osservanza della distanza di sicurezza fra i veicoli, allo spazio di frenata ed alla tenuta di strada nelle diverse condizioni sia atmosferiche sia della strada, fattori di rischio legati alle diverse condizioni della strada, in particolare il loro cambiamento in base alle condizioni atmosferiche e al passaggio dal giorno alla notte, caratteristiche dei diversi tipi di strada e relative norme di comportamento, guida sicura nelle gallerie stradali, fattori di rischio specificatamente legati all’inesperienza degli altri utenti della strada e categorie di utenti particolarmente esposte quali bambini, pedoni, ciclisti e persone con mobilità ridotta, rischi legati alla manovra e alla guida di diversi tipi di veicolo e relativo campo visivo del conducente, formalità amministrative e documenti necessari per la circolazione dei veicoli, regole generali di comportamento in caso di incidente (collocazione dei segnali di pericolo e segnalazione dell’incidente) ed eventuali misure di assistenza agli infortunati.
  • Fattori di sicurezza legati al veicolo, al carico e alle persone trasportate, precauzioni da adottare nello scendere dal veicolo, elementi di meccanica legati alla sicurezza stradale, i candidati devono essere in grado di riconoscere i difetti più ricorrenti, con particolare riguardo a sterzo, sospensioni, freni, pneumatici, luci e indicatori di direzione, catadiottri, specchietti retrovisori, parabrezza e tergicristalli, sistema di scarico, cinture di sicurezza e dispositivi di segnalazione acustica, sistemi di sicurezza dei veicoli, in particolare impiego delle cinture di sicurezza, poggiatesta e dotazioni per la sicurezza dei bambini, regole di utilizzo dei veicoli legate all’ambiente (corretto impiego dei dispositivi di segnalazione acustica, consumo ridotto di carburante, limitazione delle emissioni inquinanti), impiego del casco e di ulteriore abbigliamento protettivo di altro tipo, ove prescritto, percezione del motociclista da parte degli altri utenti della strada, fattori di rischio legati ai vari tipi di strada precedentemente indicati, con particolare attenzione agli elementi potenzialmente scivolosi quali tombini, segnaletica orizzontale e binari,
  • Elementi di meccanica legati alla sicurezza stradale precedentemente indicati, con particolare attenzione all’interruttore di emergenza, ai livelli di olio e alla catena, norme sulla circolazione in autostrada e strade extraurbane principali, trasporto di persone, carico dei veicoli, pannelli sui veicoli, traino dei veicoli e dei veicoli in avaria, responsabilità civile, penale, amministrativa, forme assicurative legate al veicolo diverse dalla RCA, elementi costitutivi del veicolo importanti per la sicurezza, manutenzione ed uso, stabilità e tenuta di strada del veicolo, sistema sanzionatorio, limiti di traino, organi di traino e sistemi di frenatura del rimorchio, conoscenza del comportamento del rimorchio durante la circolazione e limiti di velocità del complesso.

Prima di sostenere l’esame patente teorico è fondamentale esercitarsi per non arrivare impreparati. Seguire le lezioni presso una scuola guida è un passo importante, ma se si vuole approfondire gli argomenti trattati è possibile simulare le domande d’esame tramite il sito del ministero degli interni dedicato all’esame patente.

All’indirizzo http://www.mininterno.net/patente.asp sono disponibili le schede aggiornate tramite le quali simulare le 40 domande proprie dell’esame teorico. Le domande vengono estratte da un archivio suddiviso in 25 argomenti distinti e per superare la prova non devono essere commessi più di 4 errori nel tempo di 30 minuti. Al termine della simulazione verranno indicate le risposte corrette e quelle errate così da approfondire gli argomenti teorici nei quali si è impreparati.

Se avete superato l’esame teoria patente dovete prepararvi all’esame pratico patente B. Questa si articola in tre fasi: verifica della capacità del conducente di prepararsi ad una guida sicura, manovre e comportamento nel traffico. La durata della prova pratica non deve essere inferiore a 25 minuti e la fase relativa al comportamento nel traffico, ove possibile, deve essere svolta su strade extraurbane.

Per non arrivare impreparati all’esame patente, al superamento della prova teorica viene rilasciato il foglio rosa. Questo documento, stampato direttamente dall’autoscuola a partire dal giorno successivo al superamento della prova pratica, ha una durata di sei mesi e consente al candidato di potersi esercitare alla guida su strada di un veicolo purché sia presente un accompagnatore munito di patente B da almeno 10 anni e con età non superiore ai 65 anni.

Così come per i neopatentati, anche per il candidato munito di foglio rosa vigono gli stessi limiti di velocità di 90 km/h sulle strade extraurbane principali e di 100 km/h in autostrada. La vettura condotta da un soggetto munito di foglio rosa deve presentare una “P” affissa nel lunotto posteriore, di forma e colori prestabiliti, così da avvisare gli altri automobilisti della presenza in strada di un guidatore inesperto e dotato di foglio rosa.

La prova pratica di guida non può essere sostenuta prima che sia trascorso in mese dalla data di rilascio del foglio rosa e gli esami possono essere sostenuti previa prenotazione da inoltrarsi non oltre il decimo giorno precedente la data della prova, entro il termine di validità dell’autorizzazione per l’esercitazione di guida.

Nel corso dell’esame pratico patente B gli esaminatori dovranno valutare la padronanza del candidato nel controllare il veicolo e nell’affrontare in piena sicurezza il traffico, l’atteggiamento prudente e lo stile di guida che tenga conto delle condizioni meteorologiche, della strada e del traffico.

L’esame patente è necessario non soltanto per poter circolare su strada alla guida di una autovettura, ma anche per condurre motocicli. In questo caso il candidato dovrà sostenere l’esame patente A. Se la prova teorica è identica a quella prevista per il conseguimento della patente B, diversa è invece la prova pratica che è anche stata recentemente modificata.

Sono infatti stati inseriti due circuiti nuovi. Il primo, consistente in uno slalom tra birilli, serve a verificare l’equilibrio del motociclisti e deve essere affrontato almeno 15 secondi, dimostrando di saper restare in sella nonostante la bassa velocità, con una media di 30 km orari. Il secondo, da svolgersi in un massimo di 25 secondi, richiede di frenare in uno spazio limitato per evitare un ostacolo come ad esempio una buca.

Per quel che riguarda l’esame patente AM la prova pratica può essere svolta, indifferentemente, con ciclomotore a due ruote o a tre ruote o con quadriciclo leggero, purché omologati per il posto di un passeggero oltre al conducente.

Le prove da sostenere saranno: lo slalom, l’otto, il passaggio in corridoio stretto e la frenatura. Superato questa prima prova si potrà sostenere la prova su strada che consisterà, tra le tante, in: partenza da fermo, guida su strada rettilinea, guida in curva e sorpasso/superamento. La durata della prova è di 25 minuti.

Per poter condurre su strada gli autoveicoli per trasporto di cose aventi massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 tonnellate, anche trainanti un rimorchio leggero, è necessario conseguire la patente C. Per ottenere il documento di guida idoneo è necessario superare, oltre alla prova teorica, anche quella pratica.

Nello specifico, il candidato, nel sostenere l’esame patente, si troverà alla guida di un mezzo con massa limite non superiore a 12 tonnellate, di lunghezza non inferiore agli 8 metri e larghezza non inferiore a 2,4 metri, e capace di sviluppare una velocità di almeno 80 km/h.

L’esaminatore dovrà valutare: preparazione e controllo tecnico del veicolo ai fini della sicurezza stradale, manovre particolari oggetto di prova ai fini della sicurezza stradale ed il comportamento nel traffico.

 

Controllo trazione: cos’è e come funziona l’asr auto

Cos’è il controllo di trazione e perché è utile sulla neve

Il controllo della trazione (in inglese ASR o TCS) è un dispositivo ormai ampiamente affermato sulle auto moderne, rivelandosi anche uno tra i dispositivi più importanti sia per il suo impatto sulla guida, sia per la sua influenza sulla sicurezza di guidatore e passeggeri.  Scopriamo cos’è e perché è così apprezzato dagli automobilisti. 

INDICE
Asr auto: significato
Cos’è il controllo trazione e a cosa serve
Controllo automatico di trazione: come funziona e come guidare
Trazione posteriore e pioggia:come comportarsi
Cosa fare in caso di controllo di trazione spento?
Differenza tra esp e controllo della trazione
Spia controllo trazione: cosa vuol dire quando si accendei

Molte definizioni ma un’unica funzione, quella di controllare lo slittamento della vettura. Il controllo di trazione è ormai presente su tutte le vetture moderne, ma spesso viene ignorata la sua presenza perché indicata con la sigla ASR, acronimo di Anti-Slip Regulation o Anti-Spin Regulation 

Nonostante le definizioni siano molteplici il controllo di trazione ha una funzione sola: evitare che le ruote motrici slittino. A seconda che la trazione sia anteriore, posteriore o integrale il controllo di trazione interverrà quando l’aderenza a terrà sarà precaria come in caso di fango, neve o ghiaccio. In questi casi la centralina dell’auto attiverà il controllo di trazione riducendo il pattinamento e restituendo la piena gestione dell’auto al conducente. Il controllo di trazione riesce in tutto ciò grazie a specifici sensori che rilevano lo slittamento. A questi si associa un sistema di gestione della potenza del motore che viene tagliata e trasferita sulla ruota con maggiore aderenza.  

Come bisogna guidare quando si attiva il controllo di trazione? Questa è una domanda che ci si pone spesso e il più delle volte la risposta lascia basiti. In caso di partenza su superfici innevate sarebbe utile disattivare il controllo di trazione per evitare che il taglio di potenza impedisca di partire. Successivamente si dovrà attivare il controllo di trazione per fare in modo che in caso di perdita improvvisa di aderenza la centralina dell’auto possa intervenire e consentire al conducente di avere il pieno controllo del mezzo. Bisogna però sottolineare come i sistemi più moderni siano in grado di riconoscere il fondo e di adeguare il livello di potenza da ripartire alle ruote motrici così da rendere inutile la disattivazione del controllo di trazione. 

GUARDA I NOSTRI VIDEO

Qualora si sia alla guida di una vettura dotata di trazione posteriore sarà sempre fondamentale tenere attivato il controllo di trazione in caso di pioggia. Questa tipologia di auto, infatti, se da un lato rappresentano l’eccellenza in ambito sportivo, dall’altro sono maggiormente difficili da controllare in caso di perdita di aderenza e soltanto piloti esperti possono essere in grado di recuperare da situazioni complicate. 

Se il controllo di trazione è stato volontariamente disattivato, o se non è disponibile per un malfunzionamento della centralina, è sempre opportuno guidare con estrema cautela in caso di condizioni di aderenza precaria. Dosate con cura la potenza sull’acceleratore ed evitate movimenti bruschi col volante così da avere sempre il controllo totale del mezzo. 

Quando si parla di controllo di trazione non si deve fare confusione con l’ESP. Con questa sigla, infatti, si identifica il sistema elettronico di controllo della stabilità, un dispositivo che interviene in caso di sbandata regolando la potenza del motore e frenando le singole ruote con una differente intensità. Il controllo di trazione, invece, garantisce che le ruoti motrici non girino a vuoto in condizioni di aderenza precaria consentendo al conducente di avere sempre il pieno controllo del mezzo. 

Per sapere se il controllo di trazione sta effettivamente lavorando è utile fare attenzione alle spie presenti sul cruscotto. Se si accende la spia dedicata, di colore arancione e raffigurante una vettura in fase di sbandata, e il suo spegnimento avviene poco dopo allora si avrà la certezza che il dispositivo è intervenuto per regolare la potenza delle ruote motrici, mentre se questa rimane accesa allora ci si dovrà recare presso una officina specializzata perché la spia fissa indica un malfunzionamento del controllo di trazione. 

Cose da sapere

Cos’è e come funziona il controllo di trazione

Il controllo di trazione serve ad evitare che le ruote motrici slittino. A seconda che la trazione sia anteriore, posteriore o integrale il controllo di trazione interverrà quando l’aderenza a terrà sarà precaria come in caso di fango, neve o ghiaccio. In questi casi la centralina dell’auto attiverà il controllo di trazione riducendo il pattinamento e restituendo la piena gestione dell’auto al conducente. 

Come guidare con il controllo di trazione

In caso di partenza su superfici innevate sarebbe utile disattivare il controllo di trazione per evitare che il taglio di potenza impedisca di partire. Successivamente si dovrà attivare il controllo di trazione per fare in modo che in caso di perdita improvvisa di aderenza la centralina dell’auto possa intervenire e consentire al conducente di avere il pieno controllo del mezzo. 

Qual è la differenza tra ESP e controllo di trazione?

L’ESP è  il sistema elettronico di controllo della stabilità, un dispositivo che interviene in caso di sbandata regolando la potenza del motore e frenando le singole ruote con una differente intensità. Il controllo di trazione, invece, garantisce che le ruoti motrici non girino a vuoto in condizioni di aderenza precaria consentendo al conducente di avere sempre il pieno controllo del mezzo. 

Cosa vuol dire quando si accende la spia del controllo di trazione?

Se si accende la spia dedicata al controllo di trazione, di colore arancione e raffigurante una vettura in fase di sbandata, e il suo spegnimento avviene poco dopo allora si avrà la certezza che il dispositivo è intervenuto per regolare la potenza delle ruote motrici, mentre se questa rimane accesa allora ci si dovrà recare presso una officina specializzata perché la spia fissa indica un malfunzionamento del controllo di trazione. 

Come guidare sulla neve in tutta sicurezza

I migliori trucchi per guidare sulla neve in tutta sicurezza 3

Con l’arrivo della stagione invernale può capitare spesso di trovarsi a fare i conti con l’asfalto innevato. Sapere come guidare sulla neve in sicurezza è fondamentale per affrontare situazioni critiche senza alcuna difficoltà. 

INDICE
 Guidare sulla neve
 Come guidare sulla neve: l’obbligo di catene
 Guida sulla neve senza catene
 Come guidare sulla neve con gli pneumatici invernali
 Come guidare sulla neve in discesa
 Come guidare sulla neve con il cambio automatico

Sapere come guidare con la neve è fondamentale per gestire i movimenti dell’auto su un asfalto con scarsa di aderenza. Vediamo quali sono i punti principali per guidare in tutta sicurezza.  

  • Guidare dolcemente  
  • Adottare catene da neve o pneumatici invernali 
  • Anticipare i movimenti dell’auto 
  • Usare il freno motore 
  • Aumentare la distanza di sicurezza 

Guidare dolcemente: evitare movimenti bruschi sul volante sarà fondamentale per mantenere il controllo della vettura. Girare lo sterzo dolcemente, così come utilizzare con delicatezza il pedale del gas, sarà utile per guidare sulla neve in tutta sicurezza. 

Adottare catene da neve o pneumatici invernali: dal 15 novembre entra in vigore l’obbligo di avere a disposizione in auto le catene da neve. Queste devono essere applicate in caso di asfalto innevato per aumentare la presa a terra degli pneumatici e guidare così in tutta sicurezza. 

Anticipare i movimenti dell’auto: in condizioni di asfalto innevato è sempre opportuno ridurre la velocità di percorrenza ed anticipare le manovre di frenata e sterzata rispetto a quello che si farebbe in condizioni di asfalto asciutto. 

Usare il freno motore: una buona pratica per ridurre la velocità dell’auto in condizioni di neve è quella di frenare usando il freno motore. Scalare di marcia dolcemente e non toccare i freni consentirà una maggiore direzionalità dell’auto. 

Aumentare la distanza di sicurezza: date le condizioni di scarsa aderenza sarà sempre fondamentale ricordarsi di tenere una distanza di sicurezza dalle vetture che precedono per evitare di tamponarle in caso di frenata improvvisa.

Nel nostro Paese dal 15 novembre al 15 aprile vige l’obbligo, su determinati tratti stradali, di avere a disposizione le catene da neve. Grazie a queste, infatti, sarà possibile percorrere le strade innevate in totale sicurezza, ma sarà l’automobilista che dovrà valutare quando montare le catene da neve a seconda delle condizioni dell’asfalto. È bene ricordare che violare l’obbligo di catene comporta sanzioni importanti. Se si è fermati dalle forze dell’ordine in un centro abitato dove vige tale obbligo la sanzione varia da un minimo di 41 ad un massimo di 168 Euro, mentre chi viola l’obbligo di catene da neve a bordo circolando fuori dai centri abitati può incorrere in una sanzione che va da un minimo di 84 sino ad un massimo di 335 Euro.

n alternativa alle catene da neve è possibile guidare anche sfruttando le gomme termiche. Queste garantiscono una buona presa sull’asfalto grazie alla particolare composizione del battistrada dotato di lamelle che, flettendosi e toccandosi tra loro durante il rotolamento sul manto stradale, producono calore aumentando di conseguenza l’aderenza.

Anche nel caso in cui non si adottino le catene da neve ma si decida di utilizzare gli pneumatici invernali valgono gli stessi consigli forniti in precedenza. Sarà fondamentale moderare la velocità, non effettuare frenate brusche, addolcire il proprio stile di guida accelerando con delicatezza così come nel ruotare il volante si dovrà essere particolarmente cauti anticipando di molto i movimenti del mezzo. Infine, se la macchina è dotata del controllo di trazione è meglio disinserirlo, ma solo per la partenza così da agevolarla.

GUARDA I NOSTRI VIDEO

Una situazione particolarmente critica è quella della guida sulla neve in discesa. In questo caso è sempre necessario anticipare le manovre e guidare con particolare prudenza. La velocità dovrà essere per forza di cose moderata gestendo il volante con grande cautela, mentre per le frenate è preferibile rallentare l’auto sfruttando il freno motore così da non perdere direzionalità all’anteriore. 

L’utilizzo del freno motore è una prerogativa delle auto dotate di cambio manuale, ma se si possiede una vettura dotata di cambio automatico come si guida sulla neve? Se si è al volante di una vettura di moderna generazione dotata di cambio automatico si potrà premere il pulsante contraddistinto dal fiocco di neve per far sì che la centralina dell’auto capisca di adattare i cambi marcia e le scalate ad un fondo innevato. Ovviamente, nonostante i dispositivi di assistenza alla guida rendano tutto più semplice, la prudenza al volante deve essere sempre massima e si dovranno seguire i consigli indicati in precedenza validi anche per le auto con cambio automatico. 

Cose da sapere

Quali accorgimenti adottare per guidare sulla neve in sicurezza?

Sapere come guidare con la neve è fondamentale per gestire i movimenti dell’auto su un asfalto povero di aderenza. Vediamo quali sono i punti principali per guidare in tutta sicurezza.  

  • Guidare dolcemente  
  • Adottare catene da neve o pneumatici invernali 
  • Anticipare i movimenti dell’auto 
  • Usare il freno motore 
  • Aumentare la distanza di sicurezza 

Cosa prevede l’obbligo di catene da neve?

Dal 15 novembre al 15 aprile vige l’obbligo, su determinati tratti stradali, di avere a disposizione le catene da neve. Grazie a queste, infatti, sarà possibile percorrere le strade innevate in totale sicurezza, ma sarà l’automobilista che dovrà valutare quando montare le catene da neve a seconda delle condizioni dell’asfalto. 

Come si guida sulla neve con gli pneumatici invernali?

Anche nel caso in cui si decida di utilizzare gli pneumatici invernali sarà fondamentale moderare la velocità, non effettuare frenate brusche, addolcire il proprio stile di guida accelerando con delicatezza così come nel ruotare il volante si dovrà essere particolarmente cauti anticipando di molto i movimenti del mezzo. Infine, se la macchina è dotata del controllo di trazione è meglio disinserirlo, ma solo per la partenza così da agevolarla. 

Come si guida sulla neve in discesa?

Una situazione particolarmente critica è quella della guida sulla neve in discesa. In questo caso è sempre necessario anticipare le manovre e guidare con particolare prudenza. La velocità dovrà essere per forza di cose moderata gestendo il volante con grande cautela, mentre per le frenate è preferibile rallentare l’auto sfruttando il freno motore così da non perdere direzionalità all’anteriore. 

Come si guida sulla neve con un’auto con cambio automatico?

Se si è al volante di una vettura di moderna generazione dotata di cambio automatico si potrà premere il pulsante contraddistinto dal fiocco di neve per far sì che la centralina dell’auto capisca di adattare i cambi marcia e le scalate ad un fondo innevato. Ovviamente, nonostante i dispositivi di assistenza alla guida rendano tutto più semplice, la prudenza al volante deve essere sempre massima e si dovranno seguire i consigli indicati in precedenza validi anche per le auto con cambio automatico. 

Obbligo catene da neve: tutto quello che devi sapere

Tutto quello che c'è da sapere sull'obbligo delle catene da neve 2

Arriva la stagione invernale e per gli automobilisti questo significa non solo essere alle prese con condizioni meteo spesso imprevedibili, ma anche con l’obbligo di avere a bordo catene da neve. Scopriamo tutti i dettagli. 

INDICE
Obbligo catene a bordo: quando scatta?
Obbligo catene da neve: su quali strade si applica
Obbligo catene autostrada
Obbligo di pneumatici invernali sulle autostrada
Multa per violazione dell’obbligo di catene a bordo
Gomme invernali o catene: le differenze e come scegliere

A partire dal 15 ottobre su alcune determinate tipologie di strade vige l’obbligo di catene a bordo. Il nostro Codice della Strada concede però un mese di tempo, dal 15 ottobre al 15 novembre, per consentire agli automobilisti di dotarsi di questo strumento, o degli pneumatici invernali da utilizzare ove richiesto. Allo scoccare del 15 aprile dell’anno successivo, l’obbligo di catene da neve a bordo cessa, mentre per quanto riguarda gli pneumatici, sarà obbligatorio adottare quelli estivi. 

L’obbligo catene da neve non è valido su tutte le strade ed autostrade del nostro territorio, ma solo su quei tratti stradali ove sia presente un cartello con una ruota catenata. In questo caso, disciplinato dall’articolo 6 del Codice della Strada, l’automobilista dovrà obbligatoriamente avere a bordo catene da neve o aver dotato la propria vettura di pneumatici invernali. È sempre opportuno controllare online se sul tratto di strada che si dovrà percorrere sarà in vigore o meno questo obbligo. 

Come anticipato in precedenza, l’obbligo catene a bordo è valido anche per le tratte autostradali. Nello specifico, a partire dal 15 novembre di ogni anno, sui tratti autostradali maggiormente soggetti al rischio di precipitazioni nevose sarà obbligatorio avere a disposizione le catene da neve da montare al momento opportuno o aver già installato le gomme invernali. Anche in questo caso sul tratto autostradale oggetto dell’obbligo catene da neve sarà presente l’apposita segnaletica presente anche nelle stazioni di ingresso.  

Abbiamo parlato di obbligo di catene da neve a bordo o di pneumatici invernali perché il nostro Codice della Strada equipara entrambe le soluzioni. Gli pneumatici invernali si rivelano, però, più pratici rispetto alle catene perché anche su fondo innevato consentono di guidare con grande sicurezza, mentre le catene dovranno essere montate sul momento con notevole perdita di tempo per il completamento dell’operazione.  

Qualora non si rispetti l’obbligo di catene da neve a bordo si rischiano sanzioni pesanti previste dagli articoli 7 e 14 del Codice della Strada. Nello specifico, se si viene fermati dalle Forze dell’Ordine in un centro abitato dove vige tale obbligo la sanzione varia da un minimo di 41 ad un massimo di 168 Euro, mentre chi viola l’obbligo di catene da neve a bordo circolando fuori dai centri abitati può incorrere in una sanzione che va da un minimo di 84 sino ad un massimo di 335 Euro. 

La differenza tra gomme invernali e catene da neve è presto detta. Le prime vengono installate nel periodo invernale, entro il 15 novembre, e consentono di avere una ottima aderenza in ogni condizione grazie alla particolare lavorazione e composizione del battistrada, mentre le seconde devono essere installate solo qualora si debbano affrontare tratti innevati o ghiacciati. Ovviamente per scegliere il tipo di pneumatici invernali o di catene da neve si dovrà prestare attenzione a numerosi fattori quali, ad esempio, le dimensioni dei cerchi. Inoltre è sempre bene ricordare che le catene da neve dovranno essere montate solo ed esclusivamente sulle ruote motrici per garantire la massima aderenza alla vettura su fondi con scarso grip. 

GUARDA I NOSTRI VIDEO

 

Cose da sapere

Quando scatta l’obbligo di avere le catene da neve a bordo?

Allo scoccare del 15 novembre di ogni anno, e sino al 15 di aprile dell’anno successivo, vige il periodo di obbligo di catene da neve da avere a bordo del proprio veicolo quando si transita su determinate tipologie di strade.

Quali sono le strade interessate dall’obbligo di catene da neve?

Sui tratti di strada e autostrada preceduti da un cartello con ruota catenata sia obbligatorio usare gli pneumatici invernali, oppure avere a bordo sistemi antisdrucciolevoli adatti alle ruote del veicolo.

È obbligatorio avere le catene da neve in autostrada?

Dal 15 novembre, nei tratti autostradali maggiormente soggetti al rischio di precipitazioni nevose, vi è l’obbligo di montare pneumatici da neve o avere le catene a bordo sulla scorta delle ordinanze che possono essere emesse da Autostrade per l’Italia o dagli Enti proprietari delle strade. L’obbligo delle catene da neve in autostrada è portato a conoscenza degli automobilisti tramite i segnali stradali collocati lungo i tratti autostradali e le stazioni di ingresso.

Quali sanzioni sono previste per chi viola l’obbligo di catene da neve a bordo?

Se si viene fermati dalle Forze dell’Ordine in un centro abitato dove vige tale obbligo, la sanzione varia dai 41 ai 168 Euro, mentre chi viola l’obbligo di catene da neve a bordo circolando fuori dai centri abitati può incorrere in una sanzione da un minimo di 84 Euro sino ad un massimo di 335 Euro.

Tutor autostrada: come funziona, dove sono e cosa fare in caso di multa

tutor-autostrada

Rispettare i limiti di velocità è da sempre una delle regole fondamentali da seguire per viaggiare in sicurezza. Il nostro Codice della Strada impone dei limiti rigorosi e su alcune tratte autostradali sono attivi i Tutor, dispositivi che rilevano la velocità media. Scopriamo come funzionano.

INDICE
Come funziona il tutor autostrada
 Tutor attivi in autostrada
 Mappa tutor autostradale
 Multa tutor autostrada: cosa fare

A differenza del classico autovelox, che rileva la velocità al momento del passaggio davanti la fotocamera, il sistema tutor rileva la velocità media su un determinato tratto autostradale.

Il sensore del portale d’ingresso rileva la categoria del veicolo e attiva le telecamere che scattano la fotografia, registrando data e ora di passaggio e la stessa operazione viene effettuata dal sensore del portale successivo.  Un sistema centrale effettua gli abbinamenti tra i dati registrati dalle telecamere dei due portali, calcolando i tempi di percorrenza di ciascun veicolo.

In caso di superamento dei limiti di velocità il sistema interroga in automatico gli archivi della Motorizzazione e gli archivi degli autonoleggi per risalire rispettivamente all’intestatario e al conducente del veicolo. Le violazioni sono poi accertate dalla Polizia Stradale e il sistema provvede alla compilazione e alla stampa del verbale, inoltrando in via informatica i dati per la procedura di notifica al trasgressore.

GUARDA I NOSTRI VIDEO

Come detto, i tutor sono posizionati esclusivamente sulle tratte autostradali, ma non sono attivi 24 ore su 24. La loro presenza funge da deterrente nei confronti di chi ha il piede pesante ed è poco propenso al rispetto dei limiti di velocità imposti. I tutor autostrada funzionano con ogni condizione atmosferica o di visibilità e la loro presenza deve essere segnalata da appositi cartelli e segnalazioni elettroniche posti a un minimo di 250 metri fino a un massimo di 4 chilometri dai portali.

Una delle domande che si pongono spesso gli automobilisti è: “Dove sono i tutor autostrada attivi?”. Per avere conoscenza della presenza di questi dispositivi si può consultare il sito di Autostrade per l’Italia o della Polizia di Stato dove è presente l’elenco dei tutor aggiornato con tanto di indicazione di inizio e fine tratta.

Nel caso venga notificata una multa per superamento dei limiti di velocità si potrà proporre ricorso presso l’ufficio del Giudice di Pace territorialmente competente. È fondamentale, però, valutare se ci siano i motivi di diritto per agire in via legale.

Si potrà contestare, ad esempio, la tardività della notifica. l’errata lettura del veicolo oppure la mancata segnalazione preventiva. È bene ricordare che, dal momento della notifica della multa, si avranno trenta giorni di tempo per procedere alla proposizione del ricorso presso il Giudice di Pace. Trascorso questo termine, non sarà più possibile.

Cose da sapere

Come funzionano i tutor in autostrada?

Il sistema tutor rileva la velocità media su un determinato tratto autostradale. Il sensore del portale d’ingresso rileva la categoria del veicolo e attiva le telecamere che scattano la fotografia, registrando data e ora di passaggio e la stessa operazione viene effettuata dal sensore del portale successivo. Un sistema centrale effettua gli abbinamenti tra i dati registrati dalle telecamere dei due portali, calcolando i tempi di percorrenza di ciascun veicolo.

I tutor in autostrada sono sempre attivi?

I tutor sono posizionati esclusivamente sulle tratte autostradali, ma non sono attivi 24 ore su 24. La loro presenza funge da deterrente nei confronti di chi ha il piede pesante ed è poco propenso al rispetto dei limiti di velocità imposti.

Dove si trova la mappa dei tutor in autostrada?

Per avere conoscenza della presenza di questi dispositivi si può consultare il sito di Autostrade per l’Italia o della Polizia di Stato dove è presente l’elenco dei tutor aggiornato con tanto di indicazione di inizio e fine tratta.

Cosa fare se si riceve una multa con il tutor autostradale?

Nel caso venga notificata una multa per superamento dei limiti di velocità si potrà proporre ricorso presso l’ufficio del Giudice di Pace territorialmente competente.  Si potrà contestare  la tardività della notifica, l’errata lettura del veicolo oppure la mancata segnalazione preventiva. Dal momento della notifica della multa, si avranno trenta giorni di tempo per procedere alla proposizione del ricorso presso il Giudice di Pace.

Si può guidare scalzi? Ecco cosa dice il Codice della Strada

Guidare scalzi

Con l’arrivo dell’estate cresce la voglia di libertà, anche quando si è alla guida. Spesso ci si chiede se sia possibile guidare scalzi, e la confusione in materia è molta. Vediamo cosa prevede il nostro Codice della Strada.

INDICE
Si può guidare scalzi?
Si può guidare con le ciabatte?
Si può guidare con le infradito?
Guidare scalzi: il Codice della Strada
È legale guidare a piedi scalzi?
Scarpe per guidare: quali preferire

Dopo una giornata trascorsa al mare o in piscina, il desiderio di non indossare le scarpe e guidare a piedi scalzi è forte e dal 1993, a seguito dell’introduzione del nuovo Codice della Strada, non è più vietato dalla legge. Ovviamente, però, bisogna essere consapevoli dei rischi che si corrono guidando scalzi dato che l’aderenza ed il comfort sui pedali dato da una calzatura chiusa non sarà mai paragonabile.

Se non si vuole guidare scalzi ma si preferisse indossare delle ciabatte è bene sottolineare come nessun divieto vige in merito ma, ovviamente, si dovrà prestare particolare attenzione alla guida per evitare che il piede fuoriesca dalla calzatura creando così una situazione di potenziale pericolo al volante.

sta_anchor id=”infradito” unsan=”Si può guidare con le infradito?”]Si può guidare con le infradito?[/sta_anchor]

Stesso discorso vale per le infradito, ma in questo caso l’attenzione deve essere raddoppiata data la particolare conformazione di questa calzatura che può comportare la perdita di aderenza del piede sul pedale.
GUARDA I NOSTRI VIDEO 

Come abbiamo anticipato in precedenza, il divieto di guidare scalzi era in vigore fino al 1993, anno in cui si è assistito all’introduzione del nuovo Codice della Strada che lo ha revocato. L’articolo 141 non dispone più nulla a riguardo, ma il legislatore ha indicato genericamente i comportamenti che l’automobilista deve tenere alla guida senza obbligarlo ad indossare un particolare tipologia di scarpe.

L’articolo 141 comma 2 dispone testualmente: “Il conducente deve sempre conservare il controllo del proprio veicolo ed essere in grado di compiere tutte le manovre necessarie in condizione di sicurezza, specialmente l’arresto tempestivo del veicolo entro i limiti del suo campo di visibilità e dinanzi a qualsiasi ostacolo prevedibile”. Pertanto è legale guidare a piedi scalzi, ma in caso di incidente potrebbero sorgere controversie con la compagnia assicuratrice perché quest’ultima potrebbe appigliarsi a questo particolare per scaricare l’intera responsabilità del sinistro su un conducente non in grado di controllare il mezzo proprio per l’assenza di calzature.

Ovviamente con l’arrivo del caldo tutti vorremmo guidare con ciabatte, o infradito o addirittura a piedi scalzi, ma è sempre preferibile indossare delle scarpe chiuse, come sneakers, scarpe sportive o mocassini, che impediscano al piede la fuoriuscita accidentale dalla calzatura così da avere sempre il totale controllo del veicolo in ogni situazione.

Cose da sapere

Si può guidare scalzi?

Dal 1993, a seguito dell’introduzione del nuovo Codice della Strada, guidare scalzi non è più vietato dalla legge. Ovviamente, però, bisogna essere consapevoli dei rischi che si corrono guidando scalzi dato che l’aderenza ed il comfort sui pedali dato da una calzatura chiusa non sarà mai paragonabile.

Cosa dispone il Codice della Strada sulla guida senza scarpe?

Il divieto di guidare scalzi era in vigore fino al 1993, anno in cui si è assistito all’introduzione del nuovo Codice della Strada che lo ha revocato. L’articolo 141 non dispone più nulla a riguardo, ma il legislatore ha indicato genericamente i comportamenti che l’automobilista deve tenere alla guida senza obbligarlo ad indossare un particolare tipologia di scarpe.

Quali sono le scarpe migliori per guidare?

È sempre preferibile indossare delle scarpe chiuse, come sneakers, scarpe sportive o mocassini, che impediscano al piede la fuoriuscita accidentale dalla calzatura così da avere sempre il totale controllo del veicolo in ogni situazione.

Danneggiamento auto in sosta: ecco come ottenere il risarcimento

auto-danneggiata-in-sosta

Alzi la mano chi non ha mai trovato la propria auto danneggiata in sosta. Capita spesso, infatti, di posteggiare la propria vettura ed al ritorno trovare graffi ed ammaccature senza conoscere cosa abbia provocato il danno. Vediamo come si può provare ad ottenere un risarcimento in questi casi.

INDICE
Auto in sosta danneggiata da ignoti
Auto danneggiata in parcheggio privato
Denuncia atti vandalici: quando e come farla
Il danneggiamento auto in sosta è reato?
Auto danneggiata in sosta: indennizzo diretto

Il caso di auto danneggiata in sosta più frequente è quello commesso da ignoti. Nella maggior parte dei casi le compagnie assicurative non risarciscono il danno, a meno che non si decida di aggiungere alla polizza RCA anche la tutela contro atti vandalici.

Per poter ottenere il risarcimento si dovrà sporgere denuncia entro 90 giorni dalla scoperta del danno e successivamente inviarne una copia alla propria assicurazione che, nei giorni seguenti, invierà un perito per valutare l’entità del danno e stilerà un preventivo. Si noti, però, come l’assicurazione andrà a risarcire solo i costi oltre una determinata somma indicata espressamente nel contratto.

Situazione differente si verifica se l’auto è danneggiata in un parcheggio privato. Qualora il danneggiamento da parte di ignoti avvenga in un parcheggio a pagamento e custodito, la responsabilità ricade sull’azienda proprietaria del parcheggio che sarà obbligata a  rimborsare il proprietario dell’auto per i danni avvenuti durante la custodia. Se, invece, il parcheggio non è a pagamento e non è custodito è ben più complicato ottenere un risarcimento dalla propria assicurazione, perché dal danneggiamento dovranno derivare anche gravi danni alla persona, con una percentuale di invalidità permanente di almeno il 9%  ed un danno alla vettura di importo superiore a 500 euro.

 

Come anticipato in precedenza, in caso di atti vandalici si dovrà sporgere denuncia presso Carabinieri o Polizia entro il termine perentorio di 90 giorni dall’evento. Nella denuncia dovranno essere indicate:

  • una descrizione dettagliata dei danni subiti;
  • le immagini fotografiche dei danni;
  • le generalità di eventuali testimoni presenti al momento del danneggiamento;
  • l’indicazione della possibile presenza di telecamere esterne sul luogo del danneggiamento.

Se si è coperti da polizza contro gli atti vandalici ci si potrà successivamente rivolgere alla propria compagnia per la richiesta di risarcimento, allegando la denuncia e tutto il materiale che dimostri il danno subito, mentre se non si è coperti da tale polizza si potrà ottenere il risarcimento solo nel caso in cui le forze dell’ordine individuino il responsabile del danneggiamento.

Il danneggiamento auto in sosta è reato?/sta_anchor]

È bene sottolineare come l’atto vandalico compiuto ai danni di un’automobile parcheggiata a bordo strada, ad esempio rigando con una chiave la carrozzeria della vettura, costituisce reato penale perché l’illecito che si configura è quello di danneggiamento aggravato, ancora punito dal Codice Penale a differenza del danneggiamento semplice attualmente depenalizzato.

Auto danneggiata in sosta: indennizzo diretto/sta_anchor]

Tutte le ipotesi che abbiamo analizzato in precedenza prendono in considerazione il caso in cui chi ha commesso il danneggiamento all’auto in sosta sia poi fuggito senza lasciare alcun riferimento. Nel caso in cui, invece, l’autore del danno abbia lasciato un bigliettino con i propri recapiti si potrà ottenere l’indennizzo diretto del danno dall’assicurazione del danneggiante subito dopo aver sottoscritto la constatazione amichevole.

Cose da sapere

Cosa fare in caso di auto in sosta danneggiata da ignoti?

Nella maggior parte dei casi le compagnie assicurative non risarciscono il danno, a meno che non si decida di aggiungere alla polizza RCA anche la tutela contro atti vandalici. Per poter ottenere il risarcimento si dovrà sporgere denuncia entro 90 giorni dalla scoperta del danno e inviarne una copia alla propria assicurazione che invierà un perito per valutare l’entità del danno e stilerà un preventivo.

Se l’auto viene danneggiata in un parcheggio privato si ottiene un risarcimento?

Qualora il danneggiamento da parte di ignoti avvenga in un parcheggio a pagamento e custodito, la responsabilità ricade sull’azienda proprietaria del parcheggio che sarà obbligata a  rimborsare il proprietario dell’auto per i danni avvenuti durante la custodia.

Come e quando fare la denuncia atti vandalici?

In caso di atti vandalici si dovrà sporgere denuncia presso Carabinieri o Polizia entro il termine perentorio di 90 giorni dall’evento. Se si è coperti da polizza contro gli atti vandalici ci si potrà successivamente rivolgere alla propria compagnia per la richiesta di risarcimento, allegando la denuncia e tutto il materiale che dimostri il danno subito.

Danneggiare un’auto in sosta è un reato?

L’atto vandalico compiuto ai danni di un’automobile parcheggiata a bordo strada, ad esempio rigando con una chiave la carrozzeria della vettura, costituisce reato penale perché l’illecito che si configura è quello di danneggiamento aggravato, ancora punito dal Codice Penale a differenza del danneggiamento semplice attualmente depenalizzato.