Come pagare meno il bollo auto: esenzioni e agevolazioni

Come pagare un bollo auto economico o non pagarlo affatto

Il bollo auto è una tassa annuale dovuta da tutte le persone che possiedono un veicolo in circolazione, di importo variabile a seconda della potenza, delle emissioni e della regione di residenza. Se si vuole risparmiare sul bollo, quindi, il modo migliore è quello di acquistare un’auto senza troppi cavalli ed ecologica. Alcune categorie di veicoli e di conducenti, però, possono beneficiare di agevolazioni o esenzioni dalla tassa auto, come i veicoli elettrici o quelli storici. Scopriamo tutti i dettagli. 

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INDICE
Esenzione veicoli elettrici
Riduzioni ed esenzioni veicoli ibridi
Esenzione bollo auto storiche
Esenzione veicoli destinati ai disabili

Come accennato, per incentivare l’acquisto di veicoli a zero emissioni di CO2, in tutte le regioni italiane è ormai prevista l’esenzione dal pagamento del bollo auto per almeno cinque annualità per i mezzi elettrici al 100%, a decorrere dalla prima immatricolazione. Anche le vetture a idrogeno godono della stessa esenzione. A seconda della regione di residenza del conducente, inoltre, allo scadere del periodo di esenzione solitamente i veicoli elettrici godono di ulteriori riduzioni sul bollo, anche del 75% in meno rispetto all’importo totale. Queste misure, però, sono differenti da da regione a regione ed è quindi fondamentale accertarsi degli sgravi previsti caso per caso. 

Bollo auto Regione per Regione

Particolari agevolazioni sono previste per i veicoli con alimentazione ibrida. Per esempio, molte regioni garantiscono un periodo di esenzione dal pagamento del bollo auto per chi acquista un’auto ibrida elettrica, di solito della durata di tre anni. La maggior parte delle regioni, poi, pratica delle tariffe ridotte allo scadere di questo termine, in alcuni casi validi anche per veicoli con alimentazione GPL o metano. Anche in questo caso, però, la materia non è regolata uniformemente ma varia da regione a regione. 

In tutte le regioni italiane, sono esenti dal pagamento del bollo le auto storiche ultratrentennali, purché non destinate ad uso professionale. Qualora si utilizzi l’auto su strade o aree pubbliche si dovrà però pagare la tassa di circolazione il cui importo varia da regione a regione, ma che si aggira sui 25-32 euro l’anno.

Inoltre, varie regioni prevedono una riduzione del 50% sull’importo della tassa auto anche per i veicoli ultraventennali, purché dotati di certificato di rilevanza storica. Anche in questo caso consigliamo di consultare tra le nostre guide specifiche quella dedicata vostra regione di residenza per tutti i dettagli.

Le persone disabili che possano beneficiare delle agevolazioni previste dalla Legge 104 sono esentati dal pagamento del bollo auto in modo permanente. L’applicazione di questa norma varia leggermente da regione a regione, ma solitamente l’esenzione si ha per tutti i veicoli la cui cilindrata non sia superiore a 2.0 litri se l’auto è alimentata a benzina e a 2.8 litri se diesel, e in alcuni casi esiste anche un tetto a 150 kW per le auto elettriche. 

Cose da sapere

È possibile risparmiare sul bollo auto?

Il bollo auto viene calcolato in base alla potenza del motore e all’inquinamento che produce. Il primo parametro penalizza gli automobilisti che hanno vetture con potenza superiore ai 185 kW: per chi ha un’auto di questo tipo è necessario, infatti, pagare il superbollo. Il secondo parametro riguarda la classe ambientale e prevede un importo che cambia con il variare di questa. Di conseguenza una vettura altamente inquinante come una Euro 0 pagherà di più di un’auto recente, mentre il bollo delle auto ecologiche avrà un costo inferiore. Il consiglio, quindi, riguarda la scelta al momento dell’acquisto: comprando una vettura con una potenza inferiore al limite indicato e di classe Euro 4, Euro 5 o Euro 6 si può sicuramente risparmiare. 

Quali sono le agevolazioni sul bollo per le auto GPL?

Particolari agevolazioni sono previste per le vetture alimentate a GPL. In considerazione del loro impatto ambientale ridotto, molte regioni prevedono una scoutistica specifica rispetto agli analoghi modelli benzina e diesel, o addirittura l’esenzione per un termine solitamente quinquennale. Anche in questo caso la materia non è regolata uniformemente ma varia da regione a regione. 

Quali esenzioni sono previste per il bollo auto dei veicoli storici?

Le auto storiche sono esenti dal pagamento del bollo. Qualora si utilizzi l’auto su strade o aree pubbliche si dovrà però pagare la tassa di circolazione il cui importo varia da 25,82 a 31,24 euro a seconda della regione. 

I conducenti disabili sono esenti dal pagamento del bollo auto?

I soggetti portatori di handicap che possano beneficiare delle agevolazioni previste dalla Legge 104 sono esentati dal pagamento del bollo auto. In questo caso questa misura è prevista solo per un veicolo di proprietà purché la cilindrata del motore non sia superiore a 2.0 litri se l’auto è alimentata a benzina ed a 2.8 litri se diesel. 

Prescrizione bollo auto: ecco come funziona

Prescrizione bollo auto, come funziona

Può capitare che tra le varie scadenze da rispettare ci si dimentichi di pagare il bollo auto. Questa tassa, però, deve essere richiesta dalle regioni entro termini di prescrizione ben definiti, trascorsi i quali non sarà più possibile da parte degli enti richiedere il pagamento del tributo. 

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INDICE
Prescrizione bollo auto: come funziona?
I bolli auto non pagati vanno in prescrizione?
Calcolo prescrizione bollo auto
Pagamento bolli auto arretrati

Il bollo auto è la tassa automobilistica che deve essere corrisposta annualmente alla Regione di residenza per il solo fatto di essere proprietari di un veicolo.

Così come tutti i tributi, anche il bollo auto soggiace a termini di prescrizione ben precisi. Questo significa che le regioni possono richiedere il pagamento del bollo auto entro un periodo temporale definito, trascorso il quale la richiesta sarà priva di legittimazione. Nello specifico, il bollo auto è soggetto a prescrizione triennale. I termini iniziano a decorrere dal primo gennaio dell’anno successivo a quello in cui la tassa deve essere pagata e terminano il 31 dicembre del terzo anno. Facendo un esempio, se se il bollo auto non pagato è relativo all’anno 2019 e viene notificato un avviso di accertamento nel mese di gennaio 2023 senza che in precedenza sia stato posto in essere alcun atto interruttivo della prescrizione del bollo, allora la richiesta di pagamento posta in essere dalla regione sarà illegittima. 

Tra gli atti interruttivi della prescrizione del bollo si segnalano  l’avviso di accertamento da parte della Regione, il sollecito di pagamento, la notifica della cartella esattoriale, l’intimazione di pagamento da parte dell’agente della riscossione esattoriale, il preavviso di fermo dell’auto e l’atto di pignoramento.

È sempre opportuno, in caso di notifica di un avviso di accertamento, verificare con attenzione quale sia l’anno di imposta contestato dalla regione per accertarsi se la prescrizione triennale sia intervenuta o meno. In caso di prescrizione, entro 60 giorni dalla notifica, si dovrà proporre ricorso presso la Commissione Tributaria territorialmente competente. Questo è un termine perentorio, decorso il quale si perde il diritto di agire in giudizio per far valere la prescrizione. Analogamente, se l’avviso di accertamento è notificato nei termini, ma la cartella esattoriale arriva dopo più di tre anni da quest’ultimo, entro 60 giorni da quest’ultima notifica si dovrà impugnare l’atto presso la competente Commissione Tributaria. 

Bollo auto Regione per Regione

Bollo auto: cosa devi sapere su scadenza e pagamento 1

Come ampiamente evidenziato in precedenza, la prescrizione del bollo auto non pagato è di tre anni ed il calcolo di questo termine decorre dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello in cui è stato pagato il bollo e termina il 31° dicembre del 3° anno. Pertanto, dal 4° anno in poi, se non si riceverà alcun avviso di accertamento il bollo auto sarà caduto in prescrizione. 

Se non si vuole rischiare di ricevere un avviso di accertamento, e la conseguente cartella esattoriale, c’è la possibilità di sanare la posizione di morosità pagando i bolli auto arretrati. Dopo aver verificato tramite i vari portali o le agenzie ACI presenti sul territorio quali siano le annualità mancanti, si potrà procedere al pagamento degli arretrati con sanzioni irrisorie se questa operazione viene effettuata entro il primo anno. Nello specifico, se si procede al saldo dal 15° al 30° giorno della scadenza del bollo la sanzione sarà pari all’1,5% dell’importo originario, mentre passera all’1,67% se il pagamento viene effettuato dal 31° al 90° giorno. Qualora si paghi il bollo arretrato dal 91° giorno della scadenza entro il primo anno la sanzione sarà pari al 3,75% dell’importo complessivo, mentre dopo il primo anno si sarà costretti a pagare una sanzione pari al 30% del totale oltre agli interessi moratori. 

 

Cose da sapere

Come funziona la prescrizione del bollo auto?

Il bollo auto è soggetto a prescrizione triennale. I termini iniziano a decorrere dal primo gennaio dell’anno successivo a quello in cui la tassa deve essere pagata e terminano il 31 dicembre del terzo anno. Come pagare i bolli auto arretrati?

Come si pagano i bolli auto arretrati?

Se non si vuole rischiare di ricevere un avviso di accertamento è possibile sanare la posizione di morosità pagando i bolli auto arretrati. Dopo aver verificato tramite i vari portali o le agenzie ACI presenti sul territorio quali siano le annualità mancanti, si potrà procedere al pagamento degli arretrati con sanzioni irrisorie se questa operazione viene effettuata entro il primo anno.

 

Verifica bollo auto: ecco cosa controllare

Verifica bollo auto: il check anche online

Capita non di rado di non essere certi di aver pagato il bollo auto o se i termini di pagamento stanno per scadere. Chi non ha una memoria di ferro può sfruttare i consigli di questa guida per effettuare la verifica bollo auto ed evitare spiacevoli sorprese. 

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INDICE
Verifica pagamento bollo auto: a cosa serve
Aci: verifica pagamento bollo
Verifica pagamento bollo auto agenzia delle entrate
ll portale dell’automobilista: bollo auto
Verifica pagamento bollo auto anni precedenti

Gli automobilisti, si sa, devono rispettare numerose scadenze e può capitare di non ricordarsele tutte. Il bollo auto è un balzello che deve essere pagato annualmente, ma può capitare di aver saltato il versamento dell’imposta negli anni precedenti. Con il controllo bollo ci si può accertare che la tassa sia stata regolarmente corrisposta di modo che il veicolo non sia passibile delle sanzioni previste dalla legge. Per effettuare la verifica del pagamento bollo auto si possono seguire due strade: usare il servizio online messo a disposizione da ACI, solo per alcune regioni, o quello disponibile sul sito dell’Agenzia delle entrate.

Una prima possibilità è quella di utilizzare il sito internet dell’ACI, anche se solo i residenti di alcune regioni possono accedere a questo servizio. Una volta cliccato sul link dedicato sarà sufficiente inserire il proprio indirizzo mail, il numero della pratica, l’anno e la regione dell’accertamento, il tipo di veicolo, ed il numero di targa per poi verificare il pagamento del bollo auto. 

Altra via per controllare il pagamento bollo auto è quella di collegarsi al sito dell’Agenzia delle Entrate. Nella sezione dedicata si potranno controllare i pagamenti effettuati, Anche in questo caso sarà sufficiente indicare la Regione di beneficiaria del bollo, l’anno di riferimento, la tipologia di veicolo e la targa dello stesso per effettuare la verifica. 

Bisogna fare attenzione, infine, nel considerare il sito web il portale dell’automobilista per quanto riguarda la verifica del pagamento bollo auto. Qui, infatti, non sarà possibile né ottenere informazioni, né effettuare il pagamento dell’importo richiesto essendo il sito dedicato a tutt’altro genere di informazioni, come quelle inerenti il saldo patente o la copertura RCA. 

Qualora dopo una verifica si scopra di non aver pagato il bollo auto negli anni precedenti, e non si sia ancora ricevuta la notifica di una corrispondente cartella esattoriale, si potrà procedere col ravvedimento operoso. In questo caso, quindi, l’automobilista pagherà spontaneamente gli importi arretrati maggiorati di sanzioni variabili a seconda del periodo di ritardo. Le sanzioni sono pari all’1,5% dell’importo originario se il pagamento viene effettuato dal 15° al 30° giorno dalla scadenza, all’1,67% se effettuato dal 31° al 90° giorno, al 3,75% se effettuato dal 91° giorno ad 1 anno, mentre se il pagamento avviene oltre 1 anno dalla scadenza si dovrà corrispondere una sanzione pari al 30% della tassa dovuta oltre gli interessi moratori che corrispondono allo 0,5% per ogni semestre di ritardo. 

Bollo auto Regione per Regione

Cose da sapere

Come si verifica il pagamento del bollo auto?

Con il controllo bollo ci si può accertare che la tassa sia stata regolarmente corrisposta di modo che il veicolo non sia passibile delle sanzioni previste dalla legge. Per effettuare la verifica del pagamento bollo auto si possono seguire due strade: il sito Aci oppure il sito dell’Agenzia delle Entrate.

Come si verifica il pagamento del bollo auto?

Una prima possibilità è quella di utilizzare il sito internet dell’ACI, anche se solo per i residenti in determinate regioni. Una volta cliccato sul link dedicato sarà sufficiente inserire il proprio indirizzo mail, il numero della pratica, l’anno e la Regione dell’accertamento, il tipo di veicolo, ed il numero di targa per poi verificare il pagamento del bollo auto.  In alternativa tutti i conducenti possono usare il servizio online messo a disposizione sul portale dell’Agenzia delle Entrate.

Cosa fare in caso di bollo auto non pagato negli anni precedenti?

Qualora dopo una verifica si scopra di non aver pagato il bollo auto negli anni precedenti, e non si sia ancora ricevuta la notifica di una corrispondente cartella esattoriale, si potrà procedere col ravvedimento operoso.  Le sanzioni sono pari all’1,5% dell’importo originario se il pagamento viene effettuato dal 15° al 30° giorno dalla scadenza, all’1,67% se effettuato dal 31° al 90° giorno, al 3,75% se effettuato dal 91° giorno ad 1 anno, mentre se il pagamento avviene oltre 1 anno dalla scadenza si dovrà corrispondere una sanzione pari al 30% della tassa dovuta oltre gli interessi moratori che corrispondono allo 0,5% per ogni semestre di ritardo. 

Scadenza bollo auto: cosa devi sapere su termini e pagamento

Bollo auto: cosa devi sapere su scadenza e pagamento

Alzi la mano chi, almeno una volta, non si è dimenticato di pagare il bollo auto. Spesso, infatti, sfugge di mente il termine ultimo per versare l’imposta annuale. Scopriamo quando va pagato e con quali modalità. 

Questo perché, essendo il bollo auto una tassa sul possesso del veicolo, in caso di mancato o ritardato pagamento si incorre in una sanzione la cui entità è calcolata a partire dalla data di scadenza del bollo auto.

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INDICE
Verifica scadenza bollo auto
Verifica scadenza bollo auto ACI
Verifica scadenza bollo auto Agenzia delle Entrate
Quando scade il bollo auto
Avviso scadenza bollo auto
Come e dove si paga il bollo auto

Sono numerose le tasse che un automobilista deve corrispondere ogni anno e può capitare che ci si dimentichi di pagare qualcosa. Per controllare la scadenza del bollo auto, ed evitare così di ricevere una cartella esattoriale, se non si dispone di una memoria di ferro è possibile utilizzare alcuni strumenti davvero alla portata di tutti: il sito ACI o il portale dell’Agenzia delle Entrate. Scopriamo quali sono i semplici passaggi da compiere per verificare la scadenza del bollo auto. 

Per verificare la scadenza bollo auto sul sito ACI sarà sufficiente entrare nella sezione dedicata e inserire la regione di residenza, i propri dati anagrafici ed i dati della vettura di proprietà, registrarsi e conoscere in pochi istanti quando scade il bollo auto. Questo servizio non è tuttavia disponibile in tutte le regioni italiane.

Altrettanto semplice è controllare la scadenza tramite il sito dell’Agenzia delle Entrate. Anche in questo caso sarà necessario compilare il form dedicato con tutte le informazioni richieste per conoscere in tempo reale tutte le scadenze da rispettare. 

Non esiste un termine unico per la scadenza del bollo auto perché il pagamento deve essere effettuato di regola nel corso del mese successivo alla scadenza dell’ultima tassa dovuta. Proviamo a fare chiarezza con il seguente schema: 

Scadenza bollo precedente Termini per il pagamento
Dicembre 2022  Dal 1 gennaio al 31 gennaio 2023 
Gennaio 2023 Dal 1 febbraio al 28 febbraio 2023 
Aprile 2023 Dal 1 maggio al 31 maggio 2023 
Maggio 2023  Dal 1 giugno al 30 giugno 2023 
Luglio 2023 Dal 1 agosto al 31 agosto 2023 
Agosto 2023  Dal 1 settembre al 30 settembre 2023
Settembre 2023  Dal 1 ottobre al 31 ottobre 2023 
Dicembre 2023 Dal 1 gennaio al 31 gennaio 2024

In ogni caso, è sempre bene accertarsi dei termini di pagamento esatti nella propria regione di residenza, visto che esistono alcune differenze territoriali. Potete consultare le nostre guide dedicate a ciascuna regione per il pagamento del bollo auto:

Bollo auto Regione per Regione

Guida al calcolo del bollo auto: come sapere quanto pagare 1

Per non dimenticarsi quando è necessario pagare il bollo auto, ACI mette a disposizione per molte regioni convenzionate il servizio Ricorda la Scandenza, che avvisa in automatico quando stanno scadendo i termini di pagamento della tassa. Molte regioni, inoltre, dispongono di un servizio di avviso telematico proprio, che normalmente si può sottoscrivere accedendo nei portali dedicati da ciascuna regione.

Come abbiamo anticipato in precedenza, il pagamento del bollo auto deve essere effettuato nel corso del mese successivo alla scadenza dell’ultimo versamento. In generale, si può pagare questa tassa in numerosi modi, sia telematici che fisici, ossia:

  • Home Banking (online) 
  • punti vendita Sisal e Lottomatica 
  • Poste Italiane (online o tramite gli uffici postali) 
  • domiciliazione bancaria con sconto 15% (valida solo per alcune regioni) 
  • presso gli sportelli ATM abilitati 
  • sul sito dell’ACI mediante il servizio pagoBollo 
  • da IO, l’app dei servizi pubblici 
  • tramite Satispay 
  • sul sito dell’Agenzia delle Entrate 
  • sui portali dedicati messi a disposizione da molte regioni

Anche in questo caso, i canali messi a disposizione per il pagamento del bollo variano da regione a regione ed è quindi necessario informarsi sulla specifica regione di residenza.

Cose da sapere

Come si verifica la scadenza del bollo auto?

Per controllare la scadenza del bollo auto, ed evitare così di ricevere una cartella esattoriale, se non si dispone di una memoria di ferro è possibile utilizzare alcuni strumenti davvero alla portata di tutti: il sito ACI o il portale dell’Agenzia delle Entrate.

Quando scade il bollo auto?

Non esiste un termine unico per la scadenza del bollo auto perché il pagamento deve essere effettuato di regola nel corso del mese successivo alla scadenza dell’ultima tassa dovuta.

Come si paga il bollo auto?

Si può pagare questa tassa in numerosi modi, sia telematici che fisici. Si potranno sfruttare i servizi di home banking, il sito delle Poste, l’app IO, la sezione dedicata del sito ACI, oppure recarsi di persona presso un ufficio postale, uno sportello ACI o presso le tabaccherie e le ricevitorie abilitate. 

Bollo auto Piemonte 2023: calcolo, pagamento, scadenza e verifica

Come nelle altre regioni italiane, anche in Piemonte il pagamento del bollo auto è previsto per i proprietari dei veicoli iscritti al Pubblico Registro amministrativo (PRA), per gli usufruttuari o per gli utilizzatori a titolo di locazione finanziari.

Anche in Piemonte, inoltre, sono previste agevolazioni o esenzioni per particolari categorie di veicoli o di utilizzatori. Abbiamo quindi raccolto tutte le principali informazioni riguardo il bollo auto 2023 in Piemonte in questa pratica guida. Ecco tutto ciò che c’è da sapere.

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INDICE
Calcolo bollo auto
Pagamento bollo auto
Verifica pagamento bollo auto
Scadenza bollo auto
Esenzione bollo auto

Per il calcolo del bollo auto è possibile sfruttare il servizio sul sito e sull’app Tassa Auto Piemonte, inserendo il tipo di veicolo e il numero di targa. Il calcolo della tassa auto può anche essere fatto nella sezione dedicata del portale dei servizi pubblici della regione Sistema Piemonte. Oltre a questo, per avere un”idea generale dell’importo del bollo, ci si può riferire al tariffario della tassa automobilistica in PDF in vigore. In Piemonte esistono quattro fasce di costo del bollo, che variano in base alla potenza del veicolo: inferiore a 53 kW (72 CV), tra i 53 e i 100 kW (136 CV) , tra i 100 e i 130 kW (177 CV) e sopra i 130 kW. Inoltre, ricordiamo che  le vetture con potenza superiore a 100 kW (136 CV) sono soggette al superbollo.

Autovetture e Autoveicoli
Classe di emissioni Costo entro 53 kW Costo entro 100 kW Costo entro 130 kW
Costo oltre 130 kW
primi 100 kW kW oltre 100 primi 100 kW kW oltre 100
Euro 0 3,00 €/kW 3,18 €/kW 3,24 €/kW 4,86 €/kW 3,30 €/kW 4,95 €/kW
Euro 1 2,90 €/kW 3,07 €/kW 3,13 €/kW 4,50 €/kW 3,19 €/kW 4,79 €/kW
Euro 2 2,80 €/kW 2,97 €/kW 3,02 €/kW 4,54 €/kW 3,08 €/kW 4,62 €/kW
Euro 3 2,70 €/kW 2,86 €/kW 2,92 €/kW 4,37 €/kW 2,97 €/kW 4,46 €/kW
Euro 4-5-6 2,58 €/kW 2,73 €/kW 2,79 €/kW 4,18 €/kW 2,84 €/kW 4,26 €/kW
Motocicli
Classe di emissioni Costo entro 50 CC  Costo oltre 50 CC  
Tassa fissa In aggiunta alla tassa fissa, oltre gli 11 kW
Euro 0 29,92 € 1,93 € per ogni kW extra
Euro 1 26,47 € 1,48 € per ogni kW extra
Euro 2 24,17 € 1,14 € per ogni kW extra
Euro 3-4-5-6 22 € 1,00 € per ogni kW extra

Infine, per le autovetture e per gli autoveicoli con potenza inferiore a 100 KW su cui è installato il sistema di doppia alimentazione (benzina/metano, benzina/GPL) si applica la tariffa fissa di €/KW 2,58, indipendentemente dalla categoria euro di effettiva appartenenza. Per i veicoli già dotati del dispositivo per la circolazione con gas metano o GPL alla conclusione del ciclo di produzione, la tassa, calcolata sulla base della tariffa fissa di €/KW 2,58, è ridotta a un quinto (metano) o a un quarto (GPL). I veicoli ad alimentazione ibrida sono assoggettati alla tassa limitatamente alla potenza sviluppata dal motore termico.

Per pagare il bollo, i residenti in Piemonte possono contare su diverse modalità, che sfruttano tutte la piattaforma di pagamento PagoPa, dal 2020 unico metodo di pagamento verso la pubblica amministrazione. Chi vuole pagare la tassa online può utilizzare il servizio via web o app Tassa Auto Piemonte, il servizio pagoBollo on line di ACI, i servizi di home banking degli istituti di credito aderenti all’iniziativa PSP e anche alcune app, come IO e Satyspay. In alternativa, per pagare il bollo fisicamente ci si può recare presso le Delegazioni ACI, le Agenzie Sermetra, gli esercizi convenzionati Banca 5, gli Uffici postali, i punti vendita Lottomatica, le agenzie di pratiche auto autorizzate presenti sul territorio (Isaco, PTAvant, Stanet, Agenzia Italia Net Service) e altri esercenti convenzionati con PagoPA.

Pagobollo auto

Da qualche anno sono attivi il sito web e l’app Tassa Auto Piemonte, sezione del portale SistemaPiemonte. Accedendo al portale, è possibile utilizzare il servizio Pagobollo per pagare comodamente da casa la tassa automobilistica regionale, sempre attraverso il sistema PagoPa.

Bollo auto Piemonte: tutto quello che c’è da sapere

Per conoscere la propria posizione tributaria relativa alla tassa auto regionale, si possono visitare il sito web o l’app Tassa Auto Piemonte. In alternativa, ci si può rivolgere anche all’Agenzia delle Entrate che permette di controllare i versamenti del bollo effettuati tramite intermediari abilitati.

La Regione Piemonte invia gratuitamente, a tutti i contribuenti, un avviso di scadenza relativo al bollo auto via posta ordinaria, senza necessità di farne richiesta o iscriversi ad alcun servizio. Chi desideri ricevere l’avviso di scadenza via SMS o e-mail, può iscriversi al servizio Memobollo, disponibile sul portale Tassa Auto Piemonte.

La Regione Piemonte prevede riduzioni ed esenzioni dal pagamento della tassa automobilistica in alcuni casi specifici:

  • Veicoli di portatori di handicap, con con limitazione di cilindrata: fino a 2000 cc per i veicoli a benzina, benzina/GPL, benzina/metano, benzina/idrogeno e ibridi benzina/elettrico; fino a 2800 cc per i veicoli diesel, diesel/GPL, diesel/idrogeno e ibridi gasolio/elettrico; fino a 150 kW per i veicoli elettrici.
  • Veicoli ultratrentennali non circolanti. Nel caso di veicoli ultratrenntennali circolanti (ma non adibiti ad uso professionale) la tassa è calcolata su base forfettaria annuale: 30 euro per gli autoveicoli; 20 euro per i motoveicoli.
  • Gli autoveicoli e i motoveicoli, di età compresa tra 20 e 29 anni con Certificato di Rilevanza Storico-collezionistico usufruiscono di una riduzione del 50% sull’importo del bollo. In assenza del Certificato, la riduzione è del 10%.
  • I veicoli elettrici, così come quelli alimentati esclusivamente a metano o GPL, godono dell’esenzione dal pagamento del bollo auto a vita.
  • I veicoli con doppia alimentazione benzina/metano o benzina/GPL godono dell’esenzione dal pagamento del bollo per 5 anni. Al decorrere di questo periodo, la tassa (calcolata in base alla tariffa fissa di € 2,58 per kw con potenza sino ai 100 kw, di € 2,79 da 100 kw a 130 kw e di € 2,84 da 130 kw in poi, indipendentemente dalla categoria euro) è ridotta a un quinto (metano) o a un quarto (GPL), esclusivamente per i veicoli già dotati del dispositivo per la circolazione con gas metano o GPL alla conclusione del ciclo di produzione.
  • I veicoli di categoria almeno Euro 6 e con potenza non superiore a 100 kW, immatricolati dal 1° gennaio al 31 dicembre 2020 e acquistati in sostituzione di autovetture di categoria da Euro 0 a Euro 2 avviate alla rottamazione, godono dell’ esenzione totale del bollo per 3 anni dalla data di immatricolazione.

Bollo auto ibride

I veicoli ad alimentazione ibrida elettrica che non superano i 100 kW di potenza godono dell’esenzione per 5 anni dal pagamento della tassa auto regionale, a decorrere dalla data di prima immatricolazione. Al decorrere di questo periodo di esenzione la tassa è dovuta ma calcolata in base alla tariffa fissa di € 2,58 per kw con potenza sino ai 100 kw, di € 2,79 da 100 kw a 130 kw e di € 2,84 da 130 kw in poi, indipendentemente dalla categoria euro.

Bollo auto Regione per Regione

Cose da sapere

Come pagare il bollo auto in Piemonte?

Tra le più comode troviamo quelle online tramite il servizio Pagobollo del portale Tassa Auto Piemonte, i servizi di Home Banking e le app come Satispay ed IO. In alternativa, si può pagare negli uffici postali e negli esercizi che aderiscono all’iniziativa PagoPa.

Come calcolare il bollo auto in Piemonte?

L’importo della tassa automobilistica può essere calcolato utilizzando il tariffario messo a disposizione dal sito della Regione Piemonte o sul portale Tassa Auto Piemonte.

A chi rivolgersi per domanda sul bollo auto in Piemonte?

La Regione Piemonte ha messo a disposizione dei suoi utenti una sezione dedicata sul sito internet, il numero verde 800.333.444 e l’indirizzo mail comunicazionibollo@regione.piemonte.it.

Bollo auto 2023: tutto quello che dovete sapere

Il bollo auto è una tassa automobilistica che i possessori di una vettura sono tenuti a pagare. La buona notizia per il 2023 è che non ci sono novità per quanto riguarda gli importi: la Legge di Bilancio non prevede aumenti per quest’anno e, anzi, va oltre, con la sanatoria sui mancati pagamenti tra il 2000 e il 2015 per una cifra non superiore ai 1.000 euro.

Il bollo auto è una tassa sul possesso e riguarda tutti i tipi di veicoli intestati: moto, automobili e furgoni. È un tributo regionale, cioè la somma versata finisce nelle casse della regione di residenza del proprietario del veicolo, ad eccezione di Friuli Venezia Giulia e Sardegna: in queste due regioni la tassa è gestita dall’Agenzia delle Entrate. L’importo da pagare varia a seconda della potenza del motore, indicata in kW e non in CV; mentre per la scadenza bisogna fare riferimento al mese di prima immatricolazione. Vediamo tutto quello che c’è da sapere sul pagamento del bollo auto 2023 per evitare spiacevoli sorprese.

Quando pagare il bollo auto 2023

La scadenza è legata alla prima immatricolazione del veicolo e per questo motivo non tutti lo devono pagare nello stesso mese. In pratica se un’auto è stata immatricolata per la prima volta a maggio, il bollo andrà pagato a giugno senza incorrere in sanzioni. Il bollo auto va pagato entro l’ultimo giorno del mese successivo alla scadenza; invece il primo pagamento va effettuato nel mese di immatricolazione. Il bollo per un’auto nuova appena comprata, quindi, va pagato entro il mese, a meno che l’acquisto non sia avvenuto negli ultimi 10 giorni del mese: in questo caso c’è la scadenza è fissata entro l’ultimo giorno del mese successivo.

Bollo auto 2020

Bollo auto 2023, quanto costa

Quest’anno il costo del bollo auto resta invariato. L’importo da pagare è calcolato in base alla potenza della vettura espressa in kW, anche se bisogna distinguere a seconda della classe dell’auto: Euro 6, Euro 5, Euro 4 ecc.

Nella tabella sono indicati i valori: per ottenere l’importo da pagare bisogna moltiplicare la cifra indicata per i kW del veicolo, utilizzando la colonna centrale se non supera i 100 kW e quella a destra per ogni kW oltre tale limite.

Classe ambientale Fino a 100 kW di potenza  Oltre i 100 kW di potenza
Euro 4, 5, 6 2,58 €/kW 3,87 €/kW
Euro 3 2,70 €/kW 4,05 €/kW
Euro 2 2,80 €/kW 4,20 €/kW
Euro 1 2,90 €/kW 4,35 €/kW
Euro 0 3,00 €/kW 4,50 €/kW

Per esempio, una vettura Euro 6 con 55 kW di potenza pagherà un bollo di 141,90 euro (55×2,58 euro); mentre una Euro 6 da 120 kW dovrà pagare 335,40 euro (100×2,58+20×3,87). A tali somme va aggiunta l’addizionale regionale, che varia da regione a regione.

Se il calcolo sembra troppo difficile, nessun problema: la soluzione è su internet. Ci sono vari portali, tra i quali il sito dell’Aci, che ci aiutano nel calcolo. È sufficiente selezionare regione di residenza, targa e tipo di veicolo per il quale si vuole pagare il bollo e il tipo di pagamento (rinnovo, integrazione, prima immatricolazione): il sito calcola la somma esatta da versare.

Dove pagare il bollo auto 2023

È possibile pagare il bollo auto presso uffici postali, ricevitorie e tabaccai convenzionati, delegazioni Aci, agenzie Pratiche Auto convenzionate e sportelli bancari convenzionati; oppure on-line sul sito ufficiale dell’Aci, sul portale della regione di appartenenza, tramite home banking, sul sito delle Poste o usando app come Satispay o PagoPa. Va ricordato che le modalità di pagamento possono presentare differenze da regione a regione.

Per fortuna non tutti sono tenuti al pagamento del bollo auto: alcuni tipi di veicoli sono esentati. Le seguenti vetture non pagano il bollo: auto elettriche, auto ibride (esenzione completa o agevolazioni a seconda della regione), veicoli appartenenti a disabili, veicoli d’epoca con più di 30 anni, veicoli appartenenti a organizzazioni senza scopo di lucro

Il superbollo

Il superbollo è la sovrattassa per le auto più potenti ed è destinato a rimanere anche per i prossimi anni: in passato alcuni governi avevano pensato di eliminarlo, ma alla fine non è mai stato cancellato.

Il superbollo consiste in un pagamento extra introdotto nel 2011 che riguarda tutte le auto con potenza superiore ai 185 kW. I possessori di questi veicolo devono pagare 20 euro per ogni kW in eccesso, con importo che diminuisce col passare degli anni secondo il seguente schema:

  • 60% dell’importo tra il 6° e il 10° anno di vita dell’auto
  • 30% dell’importo tra l’11° e il 14° anno di vita dell’auto
  • 15% dell’importo tra il 15° e il 19° anno di vita dell’auto

La sanatoria

L’attuale governo ha confermato il superbollo per le auto più potenti, ma ha introdotto nella Legge di Bilancio l’articolo 46 “Stralcio dei carichi fino a mille euro, affidati all’agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2015”.

Vuol dire che tutti gli automobilisti che non hanno pagato il bollo auto (per un importo inferiore ai 1.000 euro) tra il 2000 e il 2015, dal 31 gennaio 2023 non riceveranno più cartelle esattoriali e non dovranno pagare il bollo o i bolli auto in arretrato. Per i pagamenti fiscali, compreso il bollo auto, non effettuati nel 2022 non è previsto alcun “aggravio di sanzioni e interessi” per chi non ha pagato le tasse. Ci sarà una sanzione del 3% per i debiti accumulati nel biennio 2019-2020.

Come calcolare il superbollo auto, quando e dove pagarlo

A partire dal 2011 i proprietari di vetture più performanti si trovano a dover pagare il superbollo, una imposta aggiuntiva al bollo auto che scatta in automatico superati i 185 kW di potenza. Scopriamo in cosa consiste. 

BOLLO AUTO 2022: SCARICA LA GUIDA ›

INDICE
Cos’è il superbollo auto
Calcolo superbollo auto
Quando si paga il superbollo
Come si paga il superbollo
Lista auto superbollo: alcuni esempi

Istituito con l’art. 23 del Decreto Salva Italia del 2011, il superbollo auto è una imposta aggiuntiva che deve essere pagata dai proprietari delle vetture qualora la potenza superi i 185 kW. Per ogni kilowatt ulteriore, infatti, si dovranno versare 20 euro in più oltre alla quota del bollo auto. L’importo del superbollo è ridotto dopo cinque, dieci e quindici anni dalla data di costruzione del veicolo, rispettivamente al 60, al 30 e al 15%, mentre non è più dovuto decorsi venti anni dalla data di immatricolazione. 

È possibile conoscere in anticipo l’importo del superbollo auto che si dovrà versare in aggiunta alla quota relativa al bollo. Come detto, per ogni kilowatt eccedente i 185 il proprietario dovrà aggiungere 20 euro in più, ma dovrà anche considerare l’anno di costruzione dell’auto per applicare le eventuali percentuali di detrazione applicabili: dopo cinque, dieci e quindici anni dalla data di costruzione del veicolo, l’importo di 20 €/kW si riduce rispettivamente al 60, al 30 e al 15%.

L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione sul suo portale un sistema di calcolo del superbollo automatico, per la quale è necessario avere a disposizione i seguenti dati, disponibili nel libretto di circolazione:

  • targa del veicolo;
  • regione di residenza;
  • anno di riferimento del superbollo;
  • anno di scadenza del bollo auto;
  • mese di scadenza del bollo auto;
  • mesi di validità del bollo auto;
  • riduzione per vetustà.

Il superbollo si aggiunge alla normale tassa auto, che già di per sé prevede una maggiorazione dell’importo per ogni kW superiore ai 100. Le cifre esatte, in questo caso, cambiano da regione a regione, per cui vi consigliamo di consultare le nostre guide dedicate in merito:

Per conoscere l’importo del superbollo auto da pagare ci si può avvalere anche di numerosi siti che effettuano questa operazione in modo semplice ed efficace. Sarà fondamentale avere a portata di mano la targa dell’auto e indicare la regione di residenza, l’anno di riferimento del superbollo nonché l’anno ed il mese di scadenza del bollo auto ed infine l’eventuale percentuale di riduzione dovuta all’età del veicolo. 

Il superbollo auto, come evidenziato in precedenza, è una addizionale che deve essere corrisposta in aggiunta al bollo auto quando la potenza espressa in kW supera i 185. Non esiste un termine universale per il suo pagamento, ma come il bollo auto questo deve essere corrisposto ogni 12 mesi entro la fine del mese successivo alla scadenza.

Per effettuare il pagamento del superbollo si dovrà utilizzare necessariamente il modello “F24 elementi identificativi“, disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate, indicando i seguenti codici: 3364 per l’addizionale erariale alla tassa automobilistica; 3365 per le sanzioni e 3366 per gli interessi. 

Sarà possibile effettuare il pagamento presso le delegazioni ACI o le agenzie di pratiche auto, e ancora presso le banche, alla posta o presso le tabaccherie convenzionate con Banca ITB o aderenti al polo Lottomatica. Le commissioni per il pagamento variano a secondo della modalità scelta, ma i costi sono in ogni caso decisamente contenuti.

Per evitare di cadere in confusione è possibile indicare a livello esemplificativo alcune delle auto attualmente presenti in commercio che sono soggette al pagamento del superbollo:

Auto soggetta al superbollo Potenza auto (kW) Importo superbollo
Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio 375 kW 4.386,95€
Alfa Romeo Stelvio 2.0 Turbo 280 CV 206 kW 1.006,95€
Audi A6 Avant 50 TFSI e 195 kW 786,95€
BMW 330d 210 kW 1.086,95€
BMW X5 xDrive45e 210 kW 1.086,95€
Ford Focus ST 206 kW 1.006,95€
Jeep Wrangler Unlimited 2.0 Turbo 200 kW 886,95€
Land Rover Defender  110 2.0 Si4 221 kW 1.306,95€
Mercedes Classe C 63 AMG Coupé 350 kW 3.886,95€
Volkswagen Tiguan R 235 kW 1.586,95€

Cose da sapere

Cos’è il superbollo?

Il superbollo auto è una imposta aggiuntiva che deve essere pagata dai proprietari delle vetture di lusso qualora la potenza espressa in kilowatt superi i 185 kW. 

Come si calcola l’importo del superbollo?

Per calcolare l’importo del superbollo è necessario aggiungere, per ogni kilowatt eccedente i 185,  20 euro in più alla quota del bollo auto. L’importo del superbollo è ridotto dopo cinque, dieci e quindici anni dalla data di costruzione del veicolo, rispettivamente al 60, al 30 e al 15%, mentre non è più dovuto decorsi venti anni dalla data di costruzione.

Quando si paga il superbollo?

Non esiste un termine universale per il pagamento del superbollo, ma ci si deve sempre riferire all’ultimo giorno del mese successivo a quello della scadenza. 

Come si paga il superbollo?

Per effettuare il pagamento del superbollo si dovrà utilizzare necessariamente il modello “F24 elementi identificativi“, disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Sarà possibile effettuare il pagamento presso le delegazioni ACI o le agenzie di pratiche auto, e ancora presso le banche, alla posta o presso le tabaccherie convenzionate con Banca ITB o aderenti al polo Lottomatica.

Cellulare alla guida: sanzioni per uso scorretto e ritiro della patente

A chi non capita di ricevere chiamate o messaggi quando si è alla guida? Ecco, uno dei peggiori vizi degli automobilisti è quello di utilizzare il cellulare e rispondere, distraendosi e mettendo in pericolo se stessi e gli altri. Spostare l’attenzione sugli apparecchi elettronici allunga decisamente i tempi di reazione, ma soprattutto comporta l’allontanamento delle mani dal volante ed in questo caso è vietato dal Codice della Strada, con multe che arrivano oltre i 600 euro.

INDICE
Uso del cellulare alla guida: il Codice della Strada
Multa cellulare alla guida senza essere fermato
Guida con cellulare: sanzioni con contestazione immediata
Ritiro patente per cellulare alla guida

Per contrastare la piaga del cellulare alla guida, ill nostro Codice della Strada è intervenuto disciplinando la materia all’articolo 173, che recita testualmente al secondo comma: “È vietato al conducente di far uso durante la marcia di apparecchi radiotelefonici ovvero di usare cuffie sonore, fatta eccezione per i conducenti dei veicoli delle Forze armate e dei Corpi di cui all’articolo 138, comma 11, e di polizia. È consentito l’uso di apparecchi a viva voce o dotati di auricolare purché il conducente abbia adeguate capacità uditive ad entrambe le orecchie”. Più in generale, è vietato durante la marcia l’utilizzo di smartphone, computer portatili, notebook, tablet e dispositivi simili che di fatto impongono anche solo temporaneamente di staccare le mani dal volante.

Cellulare alla guida: sanzioni per uso scorretto e ritiro della patente

Per non ricevere una multa è necessario non staccare neanche una mano dal volante e utilizzare la modalità in viva voce o avvalersi di cuffiette auricolari ad un volume ragionevole, cioè senza ridurre la sensibilità uditiva del conducente. Inoltre, è bene ricordare che la sentenza n. 23331/2020 della Corte di Cassazione ha specificato che anche quando ci si arresta per esigenze della circolazione, come per esempio davanti a un semaforo rosso, il divieto di utilizzare apparecchi elettronici resta valido.

Il nostro Codice della Strada prevede per la guida con il cellulare sanzioni importanti, oltre alla perdita di 5 punti patente.

Sempre l’articolo 173, al comma 3 bis, dispone : “Chiunque viola le disposizioni di cui al comma 2 è soggetto alla sanzione amministrativa da pagamento di una somma da euro 165 a euro 661. Si applica la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a tre mesi, qualora lo stesso soggetto compia un’ulteriore violazione nel corso di un biennio”.

È bene sottolineare come la sanzione per l’uso del cellulare alla guida possa essere comminata anche in assenza di contestazione immediata, ma purché il verbale sia valido è necessario che siano riportati con precisione gli estremi della violazione e l’indicazione dei motivi che hanno reso impossibile la contestazione immediata. Altrimenti, si potrà proporre ricorso presso il Giudice di Pace competente per territorio. Nel caso di contestazione non immediata, la multa sarà notificata all’indirizzo del trasgressore entro 90 giorni (che diventano 360 con residenza all’estero) dall’accertamento dell’infrazione.

Qualora, invece, si venga fermati dagli agenti accertatori e si proceda alla multa telefonino contestazione immediata è bene sapere che gli importi della sanzione saranno quelli previsti dall’articolo 173 comma 3 bis del Codice della Strada.

Si andrà quindi da un minimo di 165 ad un massimo di 660 euro, ed in caso di nuova violazione entro due anni dalla prima si potrà essere soggetti alla sanzione della sospensione della patente di guida da uno a tre mesi.

In caso di contestazione immediata, qualora vogliate proporre ricorso presso il Giudice di Pace contro il verbale è sempre utile far redigere all’agente accertatore le vostre ragioni così da avere un documento ufficiale da poter utilizzare in giudizio.

Da quasi tre anni circola in parlamento una proposta di legge approvata in Commissione Trasporti, ma ancora non votata, che porterebbe a un aumento deciso delle sanzioni per l’uso del telefono alla guida. Se dovesse approdare in Aula potrebbe innalzare la multa per prima infrazione e recidiva portandole rispettivamente a “forbici” di che vanno da 422 a 1.967 euro nel primo caso e da 644 a 2.588 euro nel secondo caso.

Se a seguito della prima infrazione si rischia la sospensione della patente da 7 giorni a 2 mesi e la decurtazione di 5 punti, per la recidiva si rischia di rimanere fino a 3 mesi senza patente e di perdere di 5 punti. Se poi venisse incluso l’uso del cellulare fra le aggravanti dell’omicidio stradale, fra cui figurano anche lo stato di ebbrezza o l’utilizzo di stupefacenti, l’infrazione dell’obbligo sarebbe ancora più punita nei relativi contesti. L’obiettivo di una legge simile è evidente, rispondere con maggiori sanzioni per scoraggiare l’uso del cellulare al volante, una delle principali cause di sinistri stradali.

Gli incidenti provocati per l’utilizzo del cellulare alla guida sono sempre troppo numerosi e l’opinione pubblica ha spesso sollecitato il legislatore ad intervenire con il ritiro patente in caso di utilizzo del cellulare.
Purtroppo nessuna novità è arrivata in merito ed attualmente l’unica sanzione è quella indicata in precedenza della sospensione della patente da uno a tre mesi in caso di recidiva nel biennio successivo (art. 173 comma 3-bis CdS). Come anticipato, però, la proposta di legge approvata in Commissione Trasporti pianifica di applicare sospensione della patente già dalla prima infrazione, con durata stabilita da 7 giorni a 2 mesi.

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Cose da sapere

A quanto ammonta la multa per guida con cellulare?

La multa per guida con cellulare va da un minimo di 165 ad un massimo di 660 euro, ed in caso di nuova violazione entro due anni dalla prima si potrà essere soggetti alla sanzione della sospensione della patente di guida da uno a tre mesi.

È possibile ricevere una multa per guida con cellulare senza constatazione immediata?

La sanzione per l’uso del cellulare alla guida può avvenire anche in assenza di contestazione immediata, ma purché il verbale sia valido è necessario che siano riportati con precisione gli estremi della violazione e l’indicazione dei motivi che hanno reso impossibile la contestazione immediata.

In caso di guida con cellulare si rischia il ritiro della patente?

Il Codice della Strada non prevede il ritiro della patente in caso di guida con cellulare, ma in caso di recidiva entro due anni dalla prima violazione è prevista la sospensione della patente da uno a tre mesi.

 

Constatazione amichevole: ecco come funziona

Constatazione amichevole: ecco come funziona

Anche se si guida con prudenza, non si è mai certi di non essere coinvolti in un incidente. A volte basta una piccola distrazione, ma la cosa più importante è mantenere la calma ed accertarsi delle condizioni delle altre persone e dei mezzi coinvolti nel sinistro. Dopodiché, ove possibile, si può procedere a compilare il modulo della constatazione amichevole. Scopriamo come.

INDICE
 Modulo constatazione amichevole
Entro quanto tempo occorre farla?
Occorrono testimoni?
 Compilazione constatazione amichevole
Le 17 opzioni del modulo di constatazione amichevole

Al fine di accelerare le pratiche per il risarcimento del danno, se i soggetti coinvolti nell’incidente sono d’accordo nell’attribuire la responsabilità dell’incidente, allora si può usare il modulo della constatazione amichevole. Il documento viene rilasciato dalle assicurazioni nel momento della stipula della RCA, ma è possibile anche scaricarlo da internet cercando “modulo CAI”.

Il modulo blu, detto anche CAI (constatazione amichevole di incidente) o CID  (convenzione indennizzo diretto) è un documento in cui i conducenti coinvolti nell’incidente descrivono la situazione e la dinamica del sinistro, ammettendo eventuali rispettive responsabilità.

Compilando il modulo CID si può semplificare ed accelerare la pratica per il risarcimento dei danni subiti inoltrando la richiesta alla propria compagnia di assicurazione invece che all’assicurazione del veicolo responsabile. È possibile però riempire il modulo solo se nell’incidente sono coinvolti due o più veicoli, ma uno stesso documento può essere usato al massimo per due vetture. Ciò significa che se i veicoli incidentati sono tre occorrono due moduli, se sono quattro occorrono tre moduli.

In ultimo, le compagnie assicurative consigliano di compilare il CAI anche qualora ci sia disaccordo fra i conducenti coinvolti nel sinistro. In questo caso, il documento può comunque valere ai fini della denuncia, fornendo un punto di vista importante perché descrive tempestivamente la dinamica dei fatti.

Esistono delle scadenze per compilare la constatazione amichevole, sia ai fini della denuncia del sinistro che della richiesta di risarcimento. In linea generale, il modulo andrebbe compilato subito dopo il sinistro. Se invece trascorre del tempo, è importante che non passino più di tre giorni lavorativi prima di denunciare il sinistro alla propria compagnia assicurativa. Se il documento riporta le firme di tutti i conducenti coinvolti nell’incidente, i tempi di attesa per ricevere il risarcimento dei danni si riducono notevolmente.

Sebbene il termine dei tre giorni sia da rispettare per poter denunciare il sinistro stradale, per la richiesta di indennizzo la scadenza si protrae fino a due anni dall’incidente. Se si consegna il CAI due anni dopo il sinistro non si ha diritto ad alcun risarcimento, a meno che il fatto non sia considerabile un reato a causa di lesioni colpose. In questo caso la prescrizione si attiva dopo i cinque anni.

Di conseguenza, anche se non si denuncia entro i tre giorni, è possibile ottenere l’indennizzo totale. La compagnia assicurativa può diminuirlo solo se riesce a dimostrare di aver subito perdite a causa della mancata o tardiva denuncia. È bene ricordarlo, sì, ma è in ogni caso più sicuro, anche per abbreviare i tempi dell’istruttoria, avvisare la propria assicurazione nel modo più tempestivo possibile.

Nell’eventualità in cui la descrizione della dinamica sia chiara e condivisa da tutti i conducenti coinvolti nel sinistro, e i danni siano minimi, è ragionevole fare uso della constatazione amichevole. Se però c’è disaccordo, i testimoni dell’incidente potrebbero giocare un ruolo determinante, se non essenziale. Possono infatti aiutare ad attribuire una maggiore o minore responsabilità a uno dei conducenti.

Per potersi avvalere del loro punto di vista, tuttavia, bisogna che i testimoni siano identificati immediatamente a seguito dell’incidente. Se questo non accade, in caso il danneggiato non sia soddisfatto dell’entità dell’indennizzo offerto dall’assicurazione, non si potrà ammettere alcuna prova testimoniale in favore di un eventuale causa.

Le voci da compilare nel modulo blu sono innumerevoli, ed è facile incappare in piccoli errori che possono però fare la differenza. Per comprendere come compilare la constatazione amichevole sarà sufficiente seguire con attenzione i passaggi che indicheremo di seguito.

Il modulo constatazione amichevole si presenta diviso in tre colonne, una blu a sinstra, una bianca al centro, ed un gialla sulla destra.

Modulo Constatazione amichevole

In alto, al punto 1, dovrà essere riportata la data e l’ora del sinistro, mentre al punto 2 dovrà essere indicato il luogo. In questo caso è fondamentale essere precisi e riportare il Comune, la Provincia, la via ed il numero civico più vicino possibile al luogo dell’incidente.

Il punto 3 è relativo alla presenza o meno di feriti a seguito del sinistro, mentre nel punto 4 dovranno essere indicati i danni materiali riportati da terze vetture se presenti. Infine al punto 5 dovranno essere riportati vanno riportati cognome, nome, indirizzo e numero di telefono delle persone che hanno assistito al sinistro, se ci sono state, evidenziando se si tratta o meno di passeggeri a bordo del veicolo A o B.

Come compilare constatazione amichevole di incidente

Successivamente si dovranno compilare le colonne presenti nel modulo.

  • Nel punto 6 andranno riportati i dati dell’assicurato, che dovranno essere recuperati dal certificato di assicurazione: cognome, nome, codice fiscale o partita IVA, indirizzo di residenza, Comune, provincia, via e numero civico, l CAP, Stato di residenza e un recapito telefonico o e-mail.
  • Al punto 7 si dovrà indicare la tipologia del veicolo coinvolto indicando marca, tipo, numero di targa o telaio e stato di immatricolazione,
  • mentre al punto 8 dovranno essere riportati i dati della compagnia di assicurazione: denominazione, numero di polizza, agenzia con denominazione e recapiti.
  • Al punto 9 dovranno essere indicati i dati del conducente del veicolo al momento del sinistro, inclusi il numero e il tipo di patente ed il periodo di validità,
  • mentre al punto 10 si dovrà indicare con una freccia il punto d’urto iniziale del veicolo.
  • Al punto 11 ogni conducente dovrà indicare i danni più evidenti che ha subito il proprio veicolo,
  • mentre al punto 12 si dovranno evidenziare le circostanze dell’incidente. In questo caso sono previste 17 opzioni a risposta chiusa che ciascun conducente può smarcare per descrivere l’attività svolta al momento dell’incidente, cancellando quelle non corrette.

Gli ultimi passaggi da compiere per compilare correttamente la constatazione amichevole di incidente sono quelli previsti ai punti 13, 14 e 15:

  • Al punto 13 è riportato uno spazio bianco dedicato al grafico dell’incidente al momento dell’urto. Sarà quindi richiesto un disegno con vetture stilizzate e frecce che consentirà di ricostruire il tracciato delle strade, la direzione di marcia di A e B, la posizione al momento dell’urto, i segnali stradali e i nomi delle strade.
  • Al punto 14 si potranno indicare le osservazioni, cioè delle note aggiuntive che ciascun conducente potrà inserire per corredare il modulo di ulteriori informazioni utili alla ricostruzione dell’accaduto,
  • mentre al punto 15 si dovranno riportare le firme dei soggetti coinvolti nel sinistro.

Grazie al CID, quindi, è possibile velocizzare le operazioni di risarcimento del danno. Nell’ipotesi in cui non ci fosse accordo tra le parti e vi fosse solo la firma di uno dei conducenti, il modulo di constatazione amichevole andrà comunque compilato e consegnato alla propria assicurazione per valere come denuncia di sinistro.

Come detto, al punto 12 del CAI è possibile indicare apponendo un segno su una o più delle 17 caselle presenti la causa o le cause dell’incidente. Fra queste 17 opzioni, che si riferiscono alle motivazioni più frequenti dei sinistri stradali, troviamo:

– incidente in fermata o in sosta;

– ripartiva dopo una sosta o apriva una portiera;

– stava parcheggiando;

– usciva da un parcheggio, da un luogo privato, da una strada vicinale;

– entrava in un parcheggio, in un luogo privato, in una strada vicinale;

– si immetteva in una piazza a senso rotatorio;

– circolava su una piazza a senso rotatorio;

– tamponava procedendo nello stesso senso e nella stessa fila;

– procedeva nello stesso senso ma in una fila diversa;

– cambiava fila;

– sorpassava;

– girava a destra;

– girava a sinistra;

– retrocedeva;

– invadeva la sede stradale riservata alla circolazione in senso inverso;

– proveniva da destra;

– non aveva osservato il segnale di precedenza o di semaforo rosso

Tasso alcolemico: test, limiti e sanzioni

tasso-alcolemico

Guidare in stato di ebbrezza non solo comporta un grave pericolo per sé stessi e per gli altri, ma è severamente punito dal nostro Codice della Strada con sanzione salatissime sia a livello pecuniario, sia a livello penale. Scopriamo cosa si intende e come si misura il tasso alcolemico.

INDICE
Tasso alcolemico: cos’è
Limiti test alcolemico
Calcolo tasso alcolemico
Alcol test: come funziona
Guida in stato di ebbrezza: quali sono le sanzioni?

Il tasso alcolemico, definito anche alcolemia, indica la concentrazione di alcol (etanolo) nel sangue. L’unità di misura che viene utilizzata più spesso per esprimere questo valore è g/l, che indica quanti grammi di alcol sono presenti in ogni litro di sangue, ma in alcune occasioni viene anche espresso in mg/dl.

La legge stabilisce qual è il limite del tasso alcolemico entro il quale ci si può mettere alla guida, pari a 0,5 g/litro (per i neopatentati, ovvero per i 3 anni successivi al conseguimento della patente, questo limite scende a 0 g/km). Se si supera questa soglia e si decide di guidare lo stesso il proprio veicolo, in caso di fermo e di controllo il conducente sarà considerato in stato di ebbrezza, ricevendo una sospensione temporanea della patente di guida, una decurtazione minima di 10 punti e ulteriori sanzioni pecuniarie, come previsto 16dagli articoli 185 e 186 del Codice della Strada.

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Ci si può chiedere come calcolare il proprio tasso alcolemico per evitare di incorrere in sanzioni. Tuttavia non è possibile stabilire a priori un criterio che valga per tutti, dato che il tasso alcolemico dipende anche da molti fattori individuali, come la corporatura e il metabolismo. Inoltre, molto dipende anche dal tipo di alcolico che si sta assumendo e dalla sua gradazione alcolica.

Tasso alcolemico: tutto quello che c’è da sapere su test, limiti e sanzioni

Tutti i locali pubblici, però, devono esporre delle tabelle fornite dal governo e puramente indicative, che possono far capire quale sia la quantità limite di alcol ingeribile per non superare il tasso alcolemico consentito. Tuttavia, per conoscere con esattezza il proprio tasso alcolemico è sempre bene utilizzare un etilometro, anche chiamato alcol test, acquistabile per pochi euro in tutte le farmacie.

Qualora si venga fermati alla guida per un controllo delle forze dell’ordine, si può essere sottoposti all’alcol test, ovvero un etilometro in grado di calcolare la concentrazione di alcol contenuta nell’aria espirata, dalla quale è possibile ricavare il tasso alcolemico. Di regola l’alcol test viene ripetuto due volte, effettuando due misurazioni successive a distanza di 5 minuti l’una dall’altra. Il rifiuto di sottoporsi all’etilometro è un reato punito con la perdita di 10 punti della patente di guida e con le stesse pene previste per chi guida in stato di ebbrezza con tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l.

Oltre alla decurtazione di 10 punti dalla patente, vediamo adesso nel dettaglio quali sono le sanzioni previste per la guida in stato di ebbrezza:

  • Guida con tasso alcolemico compreso tra 0,5 e 0,8 g/l: ammenda da 543 a 2.170 euro, sospensione patente da 3 a 6 mesi.
  • Guida con tasso alcolemico tra 0,8 e 1,5 g/l: ammenda da 800 a 3.200 euro, arresto fino a 6 mesi, sospensione patente da 6 mesi ad 1 anno.
  • Guida con tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l: ammenda da 1500 a 6000 euro, arresto da 6 mesi ad un anno, sospensione patente da 1 a 2 anni, sequestro preventivo e confisca del veicolo (salvo che appartenga a persona estranea al reato). Se il veicolo appartiene a persona estranea al reato, la durata della sospensione della patente di guida è raddoppiata.

Queste pene, previste dall’articolo 186 del Codice della Strada, sono raddoppiate se il conducente in stato di ebbrezza provoca un incidente stradale, ed in questo caso è disposto il fermo amministrativo del veicolo per 180 giorni, salvo che appartenga a persona estranea all’illecito.

Cose da sapere

Cos’è il tasso alcolemico?

Il tasso alcolemico, definito anche alcolemia, indica la concentrazione di alcol, o etanolo, presente nel sangue. L’unità di misura che viene utilizzata più spesso per esprimere questo valore è g/l, ossia grammi di alcol su litro di sangue, ma in alcune occasioni viene anche espresso in mg/dl.

Quali sono i limiti relativi all’alcol alla guida?

La legge permette un limite del tasso alcolemico pari a 0,5 g/litro. Oltre questa soglia, qualora si venga fermati per un controllo, la guida sarà considerata in stato di ebbrezza.

Come funziona l’alcol test?

Tramite questo dispositivo viene  misurata la quantità di alcol contenuta nell’aria espirata. L’alcol test viene ripetuto due volte effettuando due misurazioni successive a distanza di 5 minuti l’una dall’altra.

Quali sono le sanzioni in caso di guida in stato ebbrezza?

Decurtazione di 10 punti dalla patente e:

  • Guida con tasso alcolemico compreso tra 0,5 e 0,8 g/l: ammenda da 543 a 2.170 euro, sospensione patente da 3 a 6 mesi.
  • Guida con tasso alcolemico tra 0,8 e 1,5 g/l: ammenda da 800 a 3200 euro, arresto fino a 6 mesi, sospensione patente da 6 mesi ad 1 anno.
  • Guida con tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l: ammenda da 1500 a 6000 euro, arresto da 6 mesi ad un anno, sospensione patente da 1 a 2 anni, sequestro preventivo e confisca del veicolo (salvo che appartenga a persona estranea al reato).