Auto usate: come calcolare il valore residuo

6 step per comprare un’auto nuova da un concessionario

Il valore residuo di un’automobile rappresenta l’elemento cardine intorno al quale ruota la valutazione di una vettura usata. Questo, in soldoni, indica il valore di un’auto dopo un determinato periodo di tempo, al netto della svalutazione alla quale questa è andata inevitabilmente incontro nel corso degli anni ed è determinato da vari elementi come l’anzianità del modello, la motorizzazione, il chilometraggio e l’allestimento.

VALUTA ORA LA TUA AUTO TRAMITE IL NOSTRO “CAR VALUE TOOL”

In generale, una macchina perde il 25% del prezzo iniziale dopo il primo anno di vita; tale percentuale raddoppia dopo tre anni e arriva a raggiungere l’80% dopo otto anni. Di seguito, ecco un elenco dei parametri più importanti che determinano il valore di un veicolo usato, aspetto fondamentale per evitare di cadere in truffe o di pagare un prezzo non congruo all’automobile che si intende acquistare.

Come funziona un test drive: i consigli prima dell’acquisto

 

Chilometri percorsi

È il primo aspetto da prendere in considerazione prima di acquistare un’auto usata: ci sono vetture che neanche si avvicinano ai 100mila km percorsi in dieci anni e altre che li hanno abbondantemente superati in tre o quattro anni di vita. In linea di massima si stima che un’auto percorra 10mila km ogni anno, e sulla base dei km fatti si calcola il prezzo. Se una vettura ha superato questa stima, si dovrebbe ridurre dello 0,3% il valore ogni 1.000 km. Bisogna prestare la massima attenzione: il contachilometri digitale è facilmente truccabile usando specifici software. Per evitare di cadere nella truffa, è consigliabile scegliere di acquistare un’auto con tutti i tagliandi fatti in casa madre. In questo modo si avrà uno storico dei chilometri realmente percorsi dall’esemplare. Sedili e pedaliere consumati a fronte di un numero basso di chilometri, può essere un altro indicatore di truffa.

Meccanica e carrozzeria

Vanno controllati i freni, lo stato generale del motore, la cinghia di distribuzione, l’usura degli pneumatici e degli ammortizzatori, la frizione, le pompe e, naturalmente, l’eventuale perdita di liquidi. Le condizioni generali della carrozzeria giocano un ruolo di grande importanza: ammaccature, graffi e segni di riverniciatura che indicano sinistri precedenti influiscono tantissimo sul prezzo. Da non sottovalutare la parte inferiore dell’auto: verificare sempre che non ci sia la presenza di ruggine e lo stato di conservazione dei semiassi e dei parafanghi.

Costo della revisione auto, dove conviene farla?

Lo storico

L’insieme di revisioni, manutenzione ordinaria, interventi straordinari, multe e pignoramenti sono fondamentali per capire come sia stata trattata l’auto dai precedenti proprietari. Prima di procedere all’acquisto è fondamentale visionare il libretto di manutenzione e verificare che siano state fatte tutte le revisioni alla data regolare di scadenza. Meglio poi, come dicevamo, se questi vengono fatti direttamente in casa madre.

 

Marca, modello e rivenditore

Ci sono modelli che, a prescindere dal chilometraggio e dalla motorizzazione, tendono a mantenere un più alto valore sul mercato dell’usato. Questo perché si tratta di modelli molto ricercati e venduti, come ad esempio la Fiat 500. Lo stesso discorso vale anche per i brand premium. Una BMW Serie 3 manterrà sicuramente un valore più alto rispetto ad una Jaguar XE. Un altro aspetto da considerare sono i rivenditori e la rete di distribuzione. Privati e concessionari offrono prezzi differenti: il privato tende ad alzare al massimo il valore dell’auto, mentre il concessionario può eventualmente abbassarne il valore in caso di permuta. Inoltre, il concessionario solitamente offre un periodo di garanzia anche sulle vetture usate.

Gli optional

A parità di modello, accessori come sensori di parcheggio, climatizzatore e vari aiuti alla guida possono fare la differenza sul prezzo della macchina. Bisogna però assicurarsi che tutti gli accessori funzionino correttamente. Inoltre bisogna sincerarsi che il climatizzatore sia carico, che il Gps sia aggiornato all’ultima versione disponibile e che prese Usb e da 12 volt funzionino correttamente.

VALUTA ORA LA TUA AUTO TRAMITE IL NOSTRO “CAR VALUE TOOL”

Vacanze in auto: i controlli da effettuare prima di partire

In Italia e in auto: ecco le vacanze estive 2020 secondo gli italiani

Tempo d’estate, tempo di vacanze. In piena emergenza sanitaria, anche quest’anno, tantissimi italiani useranno la propria macchina per raggiungere la meta prescelta. Prima di intraprendere il viaggio però, a maggior ragione se la distanza da percorrere è notevole, è opportuno effettuare alcuni controlli sulla vettura, affidandosi ai professionisti esperti di una concessionaria o un’officina vicino casa.

Ma quali sono i controlli da effettuare prima di partire? Ve li illustriamo nella guida qui di seguito.

  • I freni. L’impianto frenante è una delle componenti più importanti di un’auto, soprattutto dal punto di vista della sicurezza. Per questo motivo, si trova al primo posto nella nostra lista. Prima di partire è bene controllare lo stato di usura delle pastiglie ed eventualmente cambiarle. Un occhio va buttato anche sui dischi. Se questi presentano uno scalino marcato sul bordo esterno, allora è meglio procedere alla sostituzione anche di questi.

Mini Cooper: motore

  • Pneumatici. Per legge la profondità minima del battistrada è di 1,6 mm, al di sotto di questa misura gli pneumatici non sono sicuri e aumenta il rischio di incidenti. È importante anche regolare la convergenza e controllare l’equilibratura degli pneumatici. Inoltre la pressione è fondamentale per una corretta tenuta di strada e anche per contenere i consumi di carburante. In generale, comunque, è consigliabile sostituire le gomme ogni due anni, a prescindere dall’usura del battistrada, per poter contare sempre sul massimo dell’efficienza di queste.
  • I liquidi. È importantissimo controllare il livello dell’olio, del liquido refrigerante e di quello dei tergicristalli. La mancanza di olio incide sulla perfetta lubrificazione del propulsore, mentre la mancanza del liquido refrigerante rischia di portare le temperature di esercizio del motore troppo in alto. In entrambi i casi, il rischio è quello di fondere il motore. Per viaggiare ancora più sicuri è bene dare una controllata anche al liquido dei freni e, se possibile, anche quello del cambio, soprattutto se si tratta di trasmissioni automatiche.
  • La batteria. Molto importante è anche controllare lo stato di carica della batteria da 12 Volt. Una batteria vecchia e con un livello di carica ormai basso, potrebbe non avere più energia sufficiente per permettervi di mettere in moto il veicolo, rischiando così di “allungare” il vostro soggiorno al mare.

Pressione pneumatici: ecco come controllare la pressione delle gomme

  • Le luci. Il corretto funzionamento di fari, indicatori di direzione e luci posteriori garantisce la nostra sicurezza e permette di evitare multe salate. In caso di fari alogeni, l’eventuale sostituzione delle lampadine bruciate può essere facilmente effettuato a casa. Discorso diverso, invece, nel caso di gruppi ottici allo xeno o a Led.
  • Parabrezza e tergicristalli. Danni o irregolarità sul parabrezza devono far scattare un campanello d’allarme: per non rischiare va fatto vedere a degli  esperti, che provvederanno alla riparazione immediata nel caso di crepe e scheggiature o alla sostituzione in caso di danni più gravi. I tergicristalli, invece, sono fondamentali in caso di pioggia e per rimuovere lo sporco dal parabrezza: un primo controllo possiamo farlo da soli, iniziando con una semplice pulizia delle spazzole. Anche l’eventuale sostituzione di queste può essere facilmente effettuata da soli.

Auto elettriche: tutto quello che c’è da sapere

Auto elettrica o ibrida? Ecco tutte le differenze 3

Il futuro dell’automobile va sempre più verso la riduzione delle emissioni. L’auto elettrica a prima vista può sembrare uguale a qualsiasi altra vettura ad alimentazione “tradizionale” ma, sottopelle, è molto diversa. Per muoversi non ha bisogno di carburanti fossili e si ricarica come un telefono cellulare: la ricarica può essere effettuata con le colonnine presenti sul territorio oppure con una presa elettrica domestica.

Nel corso degli anni il processo di “elettrificazione” dell’auto ha fatto passi da gigante: con questa parola si intende la progressiva introduzione di sistemi di propulsione elettrici in grado di affiancare o sostituire quelli tradizionali. Un processo che ha dato vita alle auto ibride ed elettriche. Queste due categorie di veicoli comprendono varie soluzioni, a seconda del grado di elettrificazione, che indica il ruolo della parte elettrica rispetto a quella tradizionale. Vediamo le diverse opzioni.

Suzuki Swift: esterni

Mild-hybrid

Rappresenta il primo livello di elettrificazione e a voler essere precisi, si tratta di un sistema “borderline”. Questo perché, in realtà, la parte elettrica non esercita un ruolo attivo nella trazione del veicolo, ma si limita a supportare il lavoro del motore endotermico assolvendo alla funzione di generatore e starter che permette il funzionamento del sistema start&stop. Rispetto al motorino classico, è in grado di gestire la ricarica della batteria sostituendo l’alternatore. In più, con cambio automatico o robotizzato, questi sistemi sono in grado di anticipare lo spegnimento del motore principale quando l’auto non è ancora ferma, al di sotto di una velocità che solitamente non supera i 12 km/h. Inoltre, il sistema ibrido è in grado di dare un “boost” di potenza in fase di accelerazione, quando la batteria è sufficientemente carica.

Toyota Prius: esterni

Full hybrid

Nelle full hybrid il motore elettrico e quello a scoppio lavorano insieme più o meno alla pari per garantire migliore efficienza o maggiori prestazioni e hanno una modalità di marcia totalmente elettrica che consente all’auto di muoversi a zero emissioni. Nelle fasi passive, e in alcuni casi anche durante la marcia, il motore elettrico recupera energia per conservare la batteria entro un determinato stato di carica. Generalmente l’autonomia in elettrico di questi modelli non supera i 4/5 km e non possono essere ricaricate “alla spina”.

Hyundai Ioniq: prezzi, dimensioni e caratteristiche 5

Plug-in hybrid

Queste vetture sono caratterizzate dalla sigla PHEV e rappresentano l’evoluzione delle full hybrid e hanno come obiettivo quello di aumentare l’utilizzo della parte elettrica mediante la possibilità di ricaricare la batteria anche da una sorgente esterna, di fatto aumentando l’autonomia e riducendo la necessità di ricorrere al motore a combustione interna. Rispetto alle full hybrid hanno una batteria di dimensioni maggiori, generalmente dai 10 ai 15 kWh, e permettono di percorrere in media 50 km in modalità completamente elettrica.

<

div>

Tesla Model 3, ora fa più strada e costa meno

Elettriche

Caratterizzate dalle sigle EV o BEV (Battery Electric Vehicle), sono veicoli a trazione esclusivamente elettrica, che sfruttano l’energia stipata all’interno di una batteria per muoversi e che per essere ricaricata ha bisogno di essere collegata ad una una sorgente esterna. Le elettriche sfruttano spesso più di un motore per assicurare, ad esempio, la presenza della trazione integrale o semplicemente prestazioni superiori.

Elettriche range extended

Sono auto elettriche in tutto e per tutto anche se a bordo hanno un motore tradizionale con funzione di generatore di corrente. La batteria si ricarica con la spina, ma se la riserva si riduce in marcia c’è la possibilità di attivare il motore a scoppio per produrre nuova energia e aumentare l’autonomia. Dato che il motore funziona a regime costante, i livelli di inquinamento sono ridotti e controllati.

Hyundai Nexo: esterni

Elettriche fuel cell

Per tanti aspetti sono a metà strada tra le auto elettriche pure e le range extended. Anche se hanno trazione elettrica, usano comunque un combustibile: l’idrogeno. All’interno del motore, questo viene messo a contatto con l’aria in apposite celle sprigionando energia elettrica, che viene poi immagazzinata in apposite batterie e da qui mandata alle ruote per dare trazione al veicolo. In teoria è la soluzione più ecologica ed è considerata una delle più interessanti strade da percorrere verso un futuro a zero emissioni, poiché l’idrogeno può essere ricavato da processi ecologici ed energie rinnovabili. Di contro, attualmente i costi di produzione e la difficoltà di stoccaggio dell’idrogeno a bordo a temperature e pressioni adeguate rappresentano un limite per questa tipologia di vetture.

Come funziona un’auto elettrica

La propulsione elettrica si basa su tre elementi fondamentali: il motore, la batteria e l’unità di gestione della potenza (inverter), ovvero il dispositivo che gestisce i flussi di energia e trasforma la corrente continua in alternata e viceversa secondo le esigenze di motore e batteria. Se la confrontiamo con le auto tradizionali, la batteria sostituisce il serbatoio. La differenza più grande sta nel fatto che in un sistema elettrico il vero motore è la stessa batteria: sostituendo la batteria con una più potente, aumentano performance e autonomia dell’auto.

Automatica senza il cambio

Nelle auto elettriche spicca l’assenza della trasmissione: il motore elettrico fornisce tutta la coppia motrice di cui è capace nel momento stesso in cui si mette in movimento, e potendo raggiungere regimi superiori ai 10.000 giri, è in grado di assicurare un range di velocità adeguato senza bisogno di un cambio con più rapporti. Il motore elettrico, quindi, è collegato alle ruote tramite un riduttore a ingranaggi dal rapporto fisso. Dato che per arrestare un motore elettrico è sufficiente interrompere il flusso di corrente, non c’è bisogno di una frizione che scolleghi la trasmissione. Ci sono solo due pedali (acceleratore e freno) e un comando per selezionare la marcia avanti o indietro, la posizione di “folle” e quella di parcheggio. Anche la strumentazione è diversa: accanto all’indicatore di velocità c’è una specie di voltmetro che raffigura graficamente l’energia erogata.

Si ricarica lasciando l’acceleratore

Il segreto per consumare e inquinare meno è ottimizzare l’energia recuperando anche quella che di solito andrebbe dispersa. Nelle elettriche (ma anche nelle ibride) quando si lascia l’acceleratore il motore inverte il suo funzionamento trasformando l’energia cinetica che riceve dal movimento delle ruote in corrente da restituire alla batteria. Questa resistenza determina anche un effetto frenante che rallenta velocemente l’auto e permette di limitare il consumo dell’impianto frenante.

Due prese di corrente

Le prese per ricaricare la batteria di un’auto elettrica, di solito, sono due: una per la ricarica da fonti domestiche che si collega alle comuni prese di corrente, e una seconda per impianti ad alto voltaggio che permettono di ottenere una ricarica più veloce.

Indagine Findomestic: per gli italiani l’auto resta un bene da possedere

Indagine Findomestic: per gli italiani l'auto resta un bene da possedere

Italiani e automobili: un connubio fortissimo che diventa ancora più stretto in tempi di emergenza sanitaria. Il divorzio dalla macchina sembra impossibile, ma l’automobile di domani non dovrà più essere come quella di oggi se vuole soddisfare ancora i consumatori. Ipertecnologica, più economica e sostenibile: così la sognano gli automobilisti del futuro. Questo è quanto emerge, in sintesi, dal focus auto 2021 condotto dall’Osservatorio Findomestic in Italia e in altri 14 Paesi: Belgio, Brasile, Cina, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Olanda, Polonia, Portogallo, Spagna, Stati Uniti, Sudafrica e Turchia.

Amore e odio

Il 79% degli intervistati condanna l’auto per l’impatto sull’ambiente, ma 6 su 10 non potrebbero farne comunque a meno e oggi più che mai la considerano indispensabile per evitare i mezzi pubblici e muoversi in modo “sicuro”. L’automobilista italiano, dopo un anno di pandemia, non vive più l’auto all’insegna della passione (appena il 4%) e ritiene che la macchina abbia un ruolo “fin troppo importante” nella società (59%). Il 90% degli italiani vive una vera e propria “dipendenza” dall’auto per i propri spostamenti quotidiani, oggi ridotti all’essenziale a causa delle restrizioni. Il 46% ha diminuito gli spostamenti nel tempo libero e oltre la metà, il 52%, ha limitato l’uso dell’auto per il fine settimana e le vacanze. L’88% degli italiani intervistati si è mostrato “green”, dichiarando di essere disposto a utilizzare ancora meno l’auto in città e a usare di più mezzi di trasporto ecologici come biciclette o monopattini per salvare il pianeta, ma anche per combattere lo stress accumulato fra traffico e parcheggi introvabili.

Meglio made in Italy ed ecologica

Il 77% di chi ha intenzione di acquistare un’auto nei prossimi 12 mesi ha dichiarato che darà priorità al “made in Italy”. Per l’86% degli intervistati italiani l’auto del futuro è elettrica; mentre insieme agli spagnoli siamo i più orientati all’acquisto di un’auto ibrida (43% e 42%). Gli italiani restano sempre attaccati all’automobile, anche se il rapporto con la vettura sta cambiando: su una scala da 1 a 10 conta un gradimento medio di 7,3 punti, immediatamente dopo casa (8,4) e smartphone (7,5).

Cosa pensano dell’auto fuori dall’Italia

Il 69% degli intervistati in Europa e il 72% nel mondo, condannano l’automobile per l’impatto sull’ambiente. Dopo un anno di pandemia, il 21% in Europa e il 25% nel mondo continuano a vivere l’auto come passione, mentre il 51% nel vecchio continente e il 56% nel resto del mondo ritengono che la vettura abbia un ruolo “fin troppo importante” nella società. Cinesi (93%), sudafricani e brasiliani (entrambi 91%) vivono una vera e propria “dipendenza” dall’auto (83% media Europa, 85% media mondo) per gli spostamenti quotidiani. Il 55% degli automobilisti nel mondo ha ridotto l’uso dell’auto per fine settimana e vacanze e l’82% ha dichiarato di essere disposto a spostarsi in città con mezzi di trasporto ecologici.

Guida all'acquisto di un'auto ibrida 2

Futuro elettrico

Oltre l’80% in Europa e nel mondo ritiene che l’elettrico possa risolvere i problemi di inquinamento dell’aria e acustici e poco meno (il 75% in Europa e il 79% nel mondo) addirittura quello del riscaldamento globale. Cinesi e britannici sono i più numerosi a voler passare all’auto elettrica (27 % e 28 % rispetto al 17% degli italiani e della media globale). Olandesi e sudafricani sono i più numerosi a difendere la benzina (43% e 44% contro il 9% degli italiani e il 28% della media mondo). I turchi sono gli unici o quasi rimasti a sostenere il diesel (28% rispetto al 14% dell’Italia e della media mondo). Infine, tre intervistati su quattro a livello globale hanno dichiarato l’intenzione di privilegiare l’acquisto di un’auto prodotta o assemblata nel proprio Paese. I più nazionalisti sono i turchi: l’88% privilegerà un veicolo prodotto o assemblato in patria, seguiti da spagnoli (86%) e giapponesi (85%).

Garanzia auto: ecco tutto quello che c’è da sapere

controllo-olio-motore

Al momento di scegliere l’automobile da acquistare, la garanzia è uno dei fattori da tenere maggiormente in considerazione. La normativa dell’Unione Europea prevede una durata di 24 mesi della copertura (la garanzia legale) per la quasi totalità dei prodotti commercializzati in Europa, comprese le automobili. Accanto ai due anni previsti dalla legge, alcuni costruttori hanno deciso di estendere la durata della copertura per attrarre più compratori e per fidelizzare i clienti: garanzia lunga, molto spesso, viene percepita come sinonimo di affidabilità della vettura. C’è chi offre l’auto nuova garantita per tre, cinque, sette o addirittura dieci anni, c’è chi la offre compresa nel prezzo e chi fa pagare l’estensione. C’è chi lo fa di default come Kia e Hyundai, che offrono sette anni di garanzia compresa nel prezzo e chi offre vari pacchetti a pagamento.

Tuttavia, bisogna prestare attenzione, perché superati i primi due anni regolamentati dalla legge, i periodi successivi sono coperti da una garanzia convenzionale rilasciata dal costruttore che può prevedere limitazioni e obblighi. L’estensione della garanzia, per esempio, può contenere un elenco di pezzi coperti e alcune esclusioni; può imporre la manutenzione nelle officine della rete; può prevedere una scadenza chilometrica o anche la presenza di franchigie o scoperti a carico del proprietario.

Vediamo le offerte delle principali case produttrici.

  • Fiat.

Con l’acquisto di una Fiat nuova è compresa la garanzia legale di 24 mesi a decorrere dalla data di consegna e senza limitazioni di percorrenza. Questa garanzia assicura all’autoveicolo una copertura contro i difetti di fabbrica che saranno risolti gratuitamente e con l’utilizzo di ricambi originali o ricondizionati. L’auto è garantita contro i difetti di fabbrica della verniciatura per un periodo di 36 mesi a partire dalla data di consegna. La garanzia consiste nella riverniciatura totale o parziale della vettura, volta a eliminare l’anomalia accertata secondo le condizioni standard del costruttore.

Gli elementi strutturali della carrozzeria dell’auto sono garantiti contro le perforazioni dovute alla corrosione, allorché essa si produca dall’interno verso l’esterno. La garanzia consiste nella riparazione e/o nella sostituzione di qualsiasi elemento strutturale perforato dalla corrosione ed è valida per un periodo di otto anni dalla consegna dell’autoveicolo, ma decade se al termine del terzo o del quinto anno dalla data di consegna, l’autoveicolo non è stato sottoposto a ispezione presso un’officina appartenente alla rete assistenziale FCA, secondo le modalità precisate nel libretto di uso e manutenzione e/o garanzia e assistenza.

Fiat, inoltre, offre la possibilità di estendere, a pagamento, la garanzia alla scadenza del periodo di validità della garanzia legale, con i prodotti Mopar creati ad hoc per le svariate esigenze dei clienti. Ci sono vari pacchetti, che permettono di estendere la copertura fino a tre anni oltre la garanzia di fabbrica e fino a 200mila km e, a seconda dell’offerta sottoscritta, arrivano a coprire: motore, cambio, sistema di raffreddamento e alimentazione, trasmissione, sterzo, impianto di climatizzazione, dispositivi elettrici, impianto elettronico, sospensioni, dispositivi elettronici, freni, sistemi di sicurezza e strumentazione di bordo.

  • Renault.

Tutte le prestazioni sono garantite per due anni sui ricambi e sulla manodopera, anche la sostituzione della batteria è garantita per due anni. La riparazione viene eseguita gratuitamente, a condizione che il cliente abbia rispettato le istruzioni per la manutenzione e che il veicolo presenti un problema imputabile a un difetto di fabbricazione, materiale o montaggio, indipendente dalla normale usura, da un uso improprio, da cause esterne ecc. La garanzia Renault è applicata a tutti i componenti del veicolo, per tutti i difetti coperti dalla garanzia contrattuale; sono incluse la presa in carico delle riparazioni dei componenti e la manodopera per un periodo di due anni se l’incidente riguarda la base del veicolo.

La casa francese offre una garanzia del costruttore di due o tre anni a seconda del modello: riparazione gratuita ricambi e manodopera, assistenza 24 ore su 24 in caso di guasto immobilizzante con riparazione sul posto o traino. È presente anche la garanzia verniciatura di tre anni che prevede il ripristino dell’integrità degli elementi che presentano difetti di verniciatura riconosciuti dal costruttore, tenendo conto delle condizioni generali del veicolo. C’è anche la garanzia anticorrosione di 12 anni: senza limiti di chilometraggio e a condizione che i controlli anticorrosione vengano effettuati a scadenza biennale, ai chilometraggi.

Anche Renault offre l’estensione della garanzia. La formula Gold è acquistabile entro il 12° mese dalla data di prima immatricolazione e comprende: l’estensione della garanzia Renault su motore, organi meccanici, elettrici e ogni loro componente interna; le riparazioni su frizione, impianto di scarico (marmitta e silenziatore), fari allo xeno; l’assistenza stradale e la mobilità 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Gold è disponibile in varie formule di durata e chilometraggio, da 48 a 60 mesi e da 80.000 a 100.000 km (150.000 km per le aziende).

  • Hyundai.

La casa coreana offre una garanzia di cinque anni a chilometraggio illimitato compresa nel prezzo di acquisto del veicolo. La copertura comprende assistenza stradale e controlli annuali gratuiti che riguardano motore, cambio, sterzo, sospensioni, sistema di frenata. Inoltre comprende: garanzia generale, verniciatura generale, verniciature compartimento interno (2 anni/chilometraggio illimitato), anti perforazione 12 anni/chilometraggio illimitato, batterie (12 Volt) 2 anni/chilometraggio illimitato, batterie ad alta tensione 8 anni/160.000 km per tutti i modelli tranne: Kona Electric (8 anni/200.000 km fino a Model Year 2019), Kona Hybrid (8 anni/200.000 km) e Ioniq Electric, Plug-in e Hybrid (8 anni/200.000 km). La carica del gas aria condizionata è garantita per 2 anni/chilometraggio illimitato, le radio e i navigatori installati in origine sono garantiti per un periodo di 3 anni/chilometraggio illimitato. Garanzia ricambi 2 anni/chilometraggio illimitato. Le parti soggette a normale deterioramento o usura sono coperte da garanzia in caso di difettosità per un periodo di 2 anni.

  • Volkswagen.

La casa tedesca offre molto di più oltre ai 24 mesi di garanzia senza limiti di percorrenza chilometrica. La carrozzeria delle vetture Volkswagen è garantita per tre anni contro ogni anomalia dovuta a una verniciatura irregolare. La garanzia Volkswagen sulla corrosione passante prevede un trattamento protettivo di scocca e carrozzeria ed è garantito fino a dodici anni contro danni che possono aggravare il fenomeno della corrosione passante dall’interno verso l’esterno.

Volkswagen ExtraTime è l’estensione prevista dal marchio tedesco. Si possono estendere i vantaggi della garanzia fino a un massimo di cinque anni o 150.000 km. È possibile acquistare Volkswagen ExtraTime a un prezzo vantaggioso contestualmente al veicolo nuovo, personalizzandone la durata e la percorrenza chilometrica. Il prezzo varia a seconda del modello di auto.

  • Ford.

Oltre ai due anni a chilometri illimitati, l’ovale blu offre altre tutele. La garanzia delle superfici verniciate copre i difetti originari di fabbricazione, per un periodo di due anni dalla data di consegna del veicolo nuovo al cliente e senza limiti di chilometraggio. La garanzia sulla corrosione perforante copre qualsiasi componente della carrozzeria originale dalla corrosione perforante, per un periodo da 6 a 12 anni – a seconda del modello del veicolo e dell’anno di immatricolazione – e senza limiti di chilometraggio.

Ford Protect è il piano di estensione che tutela in caso di danni a oltre 500 componenti indispensabili per il funzionamento ottimale del mezzo. Inoltre, per i primi 12 mesi dall’attivazione, è incluso il soccorso stradale gratuito. La garanzia convenzionale FordProtect estende la garanzia base Ford per un periodo complessivo di 5 o 7 anni, e la copertura dell’assistenza stradale FordAssistance in tutta Europa per lo stesso arco di tempo.

Hyundai Ioniq: prezzi, dimensioni e caratteristiche 5

  • Auto ibride.

Queste vetture meritano una menzione a parte. Le auto ibride usufruiscono della stessa garanzia delle auto convenzionali ma, di solito, con un ampliamento della copertura sulla parte elettrica addetta alla trazione. Generalmente, batterie e altri dispositivi del sistema a “corrente” sono soggetti a una garanzia di cinque anni o 100.000 km. Bisogna stare attenti e leggere in ogni parte il contratto, perché la casa produttrice può offrire una garanzia di un certo numero di anni o un determinato chilometraggio sulla parte meccanica e una durata o un chilometraggio differenti su quella elettrica. Prezzi e servizi offerti dall’estensione della garanzia variano a seconda della casa produttrice.

 

Mercato auto 2021: i dati di Aprile

Hyundai Kona: prezzo, dimensioni e caratteristiche 3

Nel primo quadrimestre 2021 sono state effettuate circa 592mila nuove immatricolazioni che, se confrontate con lo stesso periodo del 2019 (713mila vendite), confermano un calo delle vendite cumulato per l’anno in corso del 17% circa.

Nel nostro report in pdf gratuito puoi trovare tutti i dati sull’andamento del mercato automobilistico nel mese di aprile.

SCARICA IL NOSTRO REPORT GRATUITO

INDICE
Mercato auto nuove
Mercato auto usate
Rapporto Usato/Nuovo
Approfondimento auto nuove
Immatricolazioni per alimentazione
Passaggi di proprietà

Il mese di aprile conferma il trend più che positivo rispetto al 2020, ma  risulta poco sensato paragonare il 2021 con il 2020, in quanto lo scorso anno il mercato è stato totalmente bloccato a causa del lockdown.

Bozza: Mercato auto 2021: i dati di Aprile

Per filtrare quindi gli effetti dell’emergenza sanitaria è stato confrontato l’andamento delle vendite di aprile 2021 con lo stesso mese del 2019: così facendo registriamo un calo del 17,1%, diminuzione più marcata rispetto agli scorsi mesi, nei quali si assestava al -12/13% circa.

Anche per quanto riguarda i passaggi di proprietà vi è un trend più che positivo rispetto ad aprile dell’anno scorso, quando anche la domanda dell’usato era stata influenzata dalle misure di lockdown varate dal governo per frenare la prima ondata di contagi Covid-19.

Bozza: Mercato auto 2021: i dati di Aprile 1

Se paragoniamo il dato del mese appena concluso con aprile 2019 si registra una flessione del 21,8%: come per il nuovo, la contrazioni risulta molto più marcata rispetto al -13% del mese precedente.

Complessivamente nel primo quadrimestre 2021 sono stati effettuati circa 1.176mila passaggi di proprietà, in calo del 20,6% rispetto allo stesso periodo del 2019, confermando il trend del primo trimestre.

Interessante osservare l’andamento del rapporto tra passaggi di proprietà e immatricolazioni vetture nuove: nel 2020 questo valore si era assestato a 2,19, di poco superiore al 2019, a conferma del fatto che nell’ultimo anno i due mercati hanno subito la stessa contrazione.

Con il primo quadrimestre del 2021 il rapporto usato/nuovo si attesta a 1,99, valore che conferma una sofferenza leggermente più marcata per quanto riguarda l’usato, che torna a calare nuovamente negli ultimi due mesi.

Bozza: Mercato auto 2021: i dati di Aprile 2

Nel mese di aprile 2021 il volume globale delle vendite ha dunque interessato per il 34% auto nuove e per il 66% auto usate, replicando pertanto la ripartizione nuovo-usato vista a marzo ed anche a gennaio.

Bozza: Mercato auto 2021: i dati di Aprile 3

Abbiamo confrontato l’immatricolato dei migliori 10 Brand nei mesi di aprile 2021 e aprile 2019, per avere una maggior confrontabilità dei dati. Anche in aprile si confermano tra i Top10 tutti i brand registrati negli ultimi mesi.

A livello di trend dei singoli marchi è evidente come vi siano anche in questo mese alcuni brand molto più in sofferenza di altri:

  • Renault: -42,17%
  • Opel: -38,10%
  • Volkswagen: -10,07%
  • Fiat: -21,53%

Sembra essersi invece assestata a valori pressoché pari al 2019 la crescita delle vendite per Toyota che questo mese registra un -1,1% (quindi non più in crescita).
L’unico brand della Top10 invece che ad aprile registra un trend positivo è Audi, con un +7,1%.

Il grafico seguente mostra invece il confronto delle immatricolazioni tra il mese di aprile e il mese di marzo 2021.

Bozza: Mercato auto 2021: i dati di Aprile 4

Il trend di aprile rispetto a marzo 2021 risulta avere una tendenza totalmente inversa rispetto a quanto registrato un mese fa: se a marzo infatti il trend era abbondantemente positivo, ad oggi vi è un -14,5%, probabilmente causato anche dall’affievolirsi dei contributi statali che hanno portato ad una contrazione delle vendite a privati.

Anche a livello di brand ad aprile quasi tutti hanno registrato un trend negativo rispetto al mese precedente:

  • Tesla continua il suo trend altalenante
  • Honda e Suzuki, gli unici brand a registrare una crescita superiore a 10 punti rispetto a marzo
  • Renault, Hyundai e Nissan dopo una crescita delle vendite a marzo su febbraio, registrano una netta contrazione ad aprile.

Confrontando il 2021 con il 2019 in termini di tipologia di alimentazione troviamo una situazione totalmente differente ed evoluta: due anni fa l’attenzione del consumatore era ancora rivolta alle tecnologie tradizionali, oggi invece assistiamo a una crescita del +412% per le vetture ibride e del +307% per le vetture elettriche.

L’immatricolato di autovetture ibride continua ad aumentare la sua quota parte nella vendita di auto nuove. Anche l’elettrico ha avuto una forte crescita negli ultimi mesi, seppur ad aprile abbia ceduto una parte della propria market share.

Ad oggi il mercato auto nuove in Italia si conferma quindi trainato dei veicoli ad alimentazione alternativa, che ad aprile cubano il 36,6% dell’immatricolato totale. Complessivamente nei primi 4 mesi del 2021 vetture ibride ed elettriche hanno riguardato il 34,2% delle vendite totali.
In forte sofferenza rispetto al 2019 invece benzina e gasolio, che calano le loro vendite rispettivamente del 41% e 53%.

Bozza: Mercato auto 2021: i dati di Aprile 5

Il grafico sopra mostra l’andamento dei passaggi di proprietà avvenuti ad aprile 2021 rispetto allo stesso mese del 2019. Possiamo notare come ci sia un calo generalizzato di tutti i costruttori, a dimostrazione della sofferenza del mercato dell’usato nel mese appena trascorso.

Bozza: Mercato auto 2021: i dati di Aprile 6

Appare praticamente immutata, invece, la quota di mercato detenuta dai principali brand, tranne che per Fiat che registra un +1,1% a discapito della quota Ford.

SCARICA IL NOSTRO REPORT GRATUITO

Sistemi di infotainment: dagli aggiornamenti OTA ai film in streaming

Nuova Toyota Aygo Connect interni

Guai a considerarla soltanto un mezzo di trasporto. L’avanzata a ritmi vertiginosi della tecnologia ha abbracciato in pieno anche l’automobile, che è diventata un prodotto sempre più all’avanguardia non soltanto dal punto di vista tecnico, ma anche sotto il profilo software e hardware. Fino a qualche anno fa, i sistemi di infotainment più evoluti erano ad esclusivo appannaggio di modelli premium di fascia alta. Soltanto le grandi vetture di rappresentanza potevano contare sulla presenza a bordo di dispositivi come il navigatore satellitare o del telefono.

Oggi le cose sono ben diverse, i sistemi di infotainment sono andati incontro ad un profondo processo di democratizzazione, che li ha visti trasformarsi ed evolversi, ereditando molte delle funzioni che fino a qualche tempo fa erano ad esclusivo appannaggio dei computer. Ma non è tutto. Col tempo la presenza di questi sistemi si è allargata anche alle fasce più basse del mercato e oggi non stupisce trovare moderni sistemi multimediali anche sulle piccole citycar.

Sistema di infotainment auto: cos'è e qual è il migliore 3

Tra le funzioni principali dei moderni sistemi di infotainment si annoverano, oltre alla riproduzione musicale e il navigatore satellitare, anche altre interessanti funzioni quali la compatibilità con i moderni smartphone attraverso i protocolli Apple CarPlay e Android Auto o la condivisione dello schermo tramite Mirror Link. A questo poi si aggiungono le informazioni legate al funzionamento in tempo reale della vettura come temperature di esercizio, consumi o flussi di energia su ibride ed elettriche. Di recente, poi, si sono aggiunte alcune interessanti funzioni in grado di rendere i moderni sistemi di infotainment ancora più smart ed efficienti. Vediamo quali.

Aggiornamenti OTA

Con gli aggiornamenti “Over The Air”, l’auto viene gestita come un cellulare: non a caso le interfacce sono ispirate agli smartphone e molto spesso i sistemi operativi sono sviluppati da Google e Microsoft. Questi aggiornamenti hanno il compito di aggiornare il sistema del dispositivo e di correggerne difetti sia software che hardware. Il tutto da remoto sfruttando la connessione ad internet. La connessione alla rete, in base al modello, può essere garantita dalla presenza di una SIM a bordo o attraverso il modulo wifi integrati nel sistema e così, come accade con gli smartphone, si può aggiornare l’auto direttamente da casa senza dover andare in officina. Gli aggiornamenti sono impercettibili per il conducente che può impostare un orario o scegliere una cadenza regolare, per esempio la notte mentre l’auto è parcheggiata o in ricarica.

Lexus elettrica 2020: app

Tali aggiornamenti non servono soltanto a mantenere al passo con i tempi il sistema multimediale, ma possono anche intervenire sugli stessi contenuti dell’auto. Soprattutto sulle auto elettriche, gli aggiornamenti OTA vengono programmati per aggiungere particolari funzioni al modello, aumentando ad esempio potenza e autonomia o implementando la presenza di sistemi di assistenza alla guida. Ovviamente la prima casa automobilistica a implementare gli aggiornamenti OTA è stata Tesla, che in questo modo ogni anno ha aumentato il livello di guida autonoma grazie al proprio Autopilot. Negli ultimi tempi poi, grazie agli OTA, il sistema di ricarica della Model 3 è diventato più efficiente. Altri esempi interessanti sono rappresentati da Volvo, che ha già annunciato che l’autonomia della sua nuova C40 Recharge potrà essere aumentata rispetto ai 420 km iniziali proprio grazie agli aggiornamenti OTA.

Connettività senza fili

La connessione dello smartphone all’automobile corre di pari passo con la tecnologia e ci permette di fare a meno dei cavi Usb e Usb-C. Oggi la connettività è wireless e grazie ai protocolli Apple Carplay e Android auto wireless, la macchina può interagire con il nostro cellulare tramite i comandi e lo schermo di bordo usando la connessione Bluetooth che è più comoda. Con semplici comandi vocali, e senza l’ingombro del cavo Usb, mentre siamo alla guida possiamo ordinare al nostro assistente virtuale di leggere i messaggi in arrivo, inviare messaggi tramite dettatura, trovare punti di interesse o aprire varie applicazioni.

Tesla Model S: prezzo, dimensioni, caratteristiche 3

Film e videogiochi

Film, musica e videogiochi sono elementi fondamentali quando si parla di comfort e intrattenimento in auto. Non solo per chi viaggia seduto dietro, ma anche per passare il tempo quando, a bordo di un’auto elettrica, ci si ferma ad una colonnina per ricaricare. Inutile dire che anche in questo campo Tesla è all’avanguardia: sulle vetture della casa americana è possibile connettersi a Netflix, Youtube e guardare le dirette su Twitch. Il sistema è compatibile anche con il servizio televisivo Hulu e, per gli automobilisti cinesi, con iQiyi e Tencent Video. Non poteva mancare il karaoke, ribattezzato Car-aoke da Tesla. Si può cantare anche in viaggio e si possono scegliere canzoni in un ampio archivio. Le auto elettriche americane sono anche compatibili con gli account Premium di Spotify. Per non parlare della serie di videogiochi preinstallati, a cui possiamo giocare usando lo sterzo come joystick: il volante si “stacca” dalle ruote e diventa il controller del gioco.

Vendita auto online: come creare l’annuncio perfetto

Guida al calcolo del bollo auto: come sapere quanto pagare

In passato, quando i clienti si recavano esclusivamente in concessionaria per acquistare una macchina, era tutto più facile e diretto: c’era la possibilità di accoglierli con un sorriso, di metterli a proprio agio e mostrare le automobili. Oggi, invece, il primo contatto di solito è online e l’annuncio diventa il nostro approccio e la nostra vetrina. Per questo motivo l’inserzione per la vendita sul web di automobili deve essere perfetta e deve seguire alcune regole molto semplici.

Vendita auto online: come creare l'annuncio perfetto

 

 

Oggi, il 95,9% di chi cerca l’auto usata su internet, vuole in primis annunci ricchi di informazioni utili, concrete e veloci da decifrare, mentre per il 91,9% degli utenti sono fondamentali la qualità e il numero delle foto. Proprio le inserzioni con molte foto hanno in media il 75% di probabilità in più di trasformarsi in una vendita, mentre l’87,7% degli internauti vuole informazioni sulla garanzia e sulla possibilità di una sua estensione. Dopo aver appreso le principali richieste di chi è alla ricerca di una macchina usata online, possiamo passare alla costruzione passo dopo passo del nostro annuncio perfetto.

  • Il titolo. È la prima cosa che legge il potenziale cliente quando sfoglia la lista degli annunci e per questa ragione dobbiamo riassumere in poche parole l’auto distinguendola dalle altre e indicandone le caratteristiche particolari. Lo schema consolidato “marca – modello – motore o versione/allestimento” va sempre bene, non servono altre parole come “occasione”, “vendo per” o simili.
  • Il testo. Far notare la qualità della macchina e trasmettere fiducia e affidabilità sono i principali obiettivi dell’annuncio. Spesso termini troppo tecnici e specifici possono allontanare potenziali clienti creando l’effetto boomerang.
  • Le foto. Come dicevamo, le immagini sono fondamentali quando si parla di annunci online. Devono essere numerose e di ottima qualità, scattate all’aperto e in presenza di una buona luce e alla giusta distanza e angolazione. Devono ritrarre la macchina da tutti i lati (sia l’esterno, sia gli interni) e devono essere orizzontali e non verticali. Infine è consigliabile lavare la macchina prima di fare le foto da pubblicare.
  • Sincerità: pregi e difetti. L’annuncio deve descrivere in modo dettagliato, onesto e sincero la storia dell’auto. Bisogna valorizzare i pregi, ma anche menzionare eventuali imperfezioni. Una macchina usata descritta come nuova, può creare dubbi e perplessità: meglio essere sinceri e segnalare gli eventuali segni del tempo, allegando anche immagini dei dettagli. È sempre bene inserire la foto del contachilometri in modo che si veda che i chilometri dichiarati corrispondono alla realtà.
  • I dati della vettura. Vanno inserite tutte le informazioni riguardanti l’auto: marca, modello, allestimento, mese e anno di immatricolazione, tipo di carrozzeria, chilometraggio, tipo di alimentazione, potenza e naturalmente gli optional presenti.
  • I dettagli. Includere quante più informazioni su caratteristiche e condizioni dell’auto aumenta l’efficacia dell’annuncio e permette di risparmiare tempo per rispondere alle domande del cliente. Meglio includere tutti gli optional, anche quelli che sembrano meno rilevanti: potrebbero fare la differenza per un determinato acquirente.
  • Prezzo. Oltre a scegliere un prezzo quanto più possibile in linea con il reale valore di mercato del modello è sempre consigliabile specificare se si tratta di una cifra trattabile o meno.
  • Perché l’auto è in vendita. È una domanda molto frequente da parte dei potenziali clienti. Inserire il motivo della vendita può fornire all’acquirente un’idea delle condizioni dell’auto e tranquillizzarlo sul fatto che la vettura non sia in vendita perché ha problemi.
  • La garanzia. Se la macchina è ancora in garanzia e questa è trasferibile, bisogna segnalarlo indicando anche la durata residua.
  • Tagliandi e proprietari. Una vettura ben tenuta fa la differenza agli occhi di chi cerca l’usato: se i tagliandi sono stati fatti con regolarità e nelle concessionarie ufficiali è bene indicarlo. Se l’auto ha avuto un unico proprietario, specificarlo con la dicitura “unico proprietario” o “uniproprietario” rappresenta un punto di forza.

Concessionarie: tutti i metodi per restare in contatto con i clienti

Lexus elettrica 2020: app

Per un concessionario, restare in contatto con gli acquirenti una volta conclusa la transazione è importante tanto quanto conquistare un nuovo cliente. La tecnologia offre vari strumenti anche per il post vendita e il lockdown ha mostrato come la gente sia sempre più interessata ad un approccio virtuale con i concessionari.

Guida al calcolo del bollo auto: come sapere quanto pagare

Nell’era digitale

Oggi chi acquista un’auto, anche a causa del Covid, tende sempre meno a recarsi fisicamente in concessionaria, affidandosi all’esperienza online e proprio per questo motivo è necessario digitalizzare la maggior parte delle operazioni di relazione con il cliente, dal primo contatto, alla vendita e fino al post vendita. Già l’anno scorso, dopo meno di un mese di pandemia, il 31% degli utenti italiani ha dichiarato che avrebbe acquistato online prodotti che normalmente compra in negozio. L’isolamento a casa e la paura del contagio hanno fatto il resto, portando a una crescita del 60% del traffico internet a marzo 2020, mentre il 72% degli utenti ha passato più tempo sullo smartphone rispetto a prima.

6 step per comprare un’auto nuova da un concessionario

Gli strumenti da usare

I clienti fidelizzati sono un bene preziosissimo per qualsiasi venditore e anche le statistiche parlano chiaro: in media, si fa sette volte più fatica ad acquisire un nuovo cliente che a vendere qualcos’altro a un vecchio compratore. Per questo motivo sperare che il cliente semplicemente si ricordi del nostro marchio non è una strategia efficace e se il rapporto non prosegue anche dopo la vendita, l’utente può diventare più sensibile ai corteggiamenti della concorrenza. Fino a qualche decennio fa i rapporti con i clienti si limitavano a biglietti di auguri per il compleanno, Natale e Pasqua mentre oggi, grazie alla tecnologia, l’esperienza e l’interazione hanno raggiunto un altro livello. Vediamo dunque attraverso quali canali è possibile fidelizzare i clienti e restare in contatto con loro.

  • Sms – I messaggi di testo sul telefonino resistono al passare degli anni e garantiscono ancora oggi ottimi risultati. Tutte le persone hanno un cellulare e la garanzia di lettura di un sms è praticamente pari al 100% – anche se non è possibile ricevere la conferma di lettura o apertura – in più oggi, con gli smartphone, si possono inviare anche link al proprio sito o a un’applicazione.
  • Email – La posta elettronica è lo strumento più comune e più utilizzato da almeno venti anni. Permette di inviare articoli e newsletter, creare liste dei destinatari in base agli interessi e offre precisi sistemi di misurazione: aperture, letture e click. L’aspetto negativo è che, anche se tutti hanno l’email sul cellulare, in realtà la percentuale di chi apre e legge il testo è molto bassa.
  • Whatsapp – L’applicazione di messaggistica è usata in pratica da tutti gli utenti che hanno uno smartphone e per questo garantisce la massima visibilità. È molto facile da usare, permette di allegare immagini, video, audio e file pdf ed è dotata di conferma dell’avvenuta lettura del messaggio inviato.
  • Telegram – È un’altra app di messaggistica in costante ascesa. Le chat e i file multimediali non hanno limiti di dimensione; inoltre Telegram può essere utilizzata da più dispositivi e permette di visualizzare le chat aggiornate in tempo reale. Rispetto a WhatsApp, offre supergruppi, canali, chat segrete e bot. In più il canale Telegram rappresenta una sorta di newsletter 2.0 che, tra l’altro, consente l’iscrizione di un numero illimitato di membri.
  • Social network – I social sono diffusissimi al giorno d’oggi, sono facili da usare e danno libero sfogo alla creatività, ma come per le email, la percentuale di chi realmente legge i post è bassa. Di contro, post e storie danno la possibilità di avere un rapporto quotidiano e più diretto con i clienti.
  • Applicazioni. Consentono interazioni di diverso tipo, spesso personalizzate in base alle singole esigenze. Prevedono un alto livello di personalizzazione, messaggistica, promozione e notifiche push (messaggi istantanei) per richiamare l’attenzione dei clienti, ma l’inconveniente è che non tutti gli utenti sono disposti a scaricare un’app.

Il futuro delle concessionarie tra internet e realtà aumentata

6 step per comprare un’auto nuova da un concessionario

Le nuove tecnologie impongono cambiamenti nelle abitudini e nella vita di tutti i giorni. Non fa eccezione il mercato dell’auto. Stando alle stime di MotorK, una delle aziende più importanti del digital automotive, tra quattro anni il 18% dei cittadini europei comprerà la macchina online, mentre il 79% opterà per un approccio ibrido usando internet in alcune fasi del processo d’acquisto e la visita in autosalone per la definizione della trattativa. La pandemia da Covid-19 ha dato un ulteriore impulso all’uso dell’auto privata e all’e-commerce: è aumentato del 34% il numero degli italiani che hanno cercato informazioni online sulle quattro ruote, mentre il 50% degli automobilisti dichiara di prendere in considerazione l’idea di acquistare l’auto su internet.

Secondo l’osservatorio MiaCar, a settembre 2020, il volume di vetture comprate online è aumentato del 105% rispetto allo stesso periodo del 2019. Ad oggi, infatti, oltre il 38% dei consumatori italiani è favorevole all’acquisto di una vettura interamente su internet e per il 53% la rete rappresenta un’ottima alternativa al canale fisico tradizionale.

Il futuro delle concessionarie tra internet e realtà aumentata

La svolta web delle case produttrici

Il web rappresenta il presente e il futuro dell’auto, al punto che le stesse case automobilistiche hanno deciso di vendere alcuni modelli solo in rete. La Ford Mustang Mach-E è la prima auto dell’Ovale Blu venduta esclusivamente su internet. I clienti interessati all’acquisto potranno configurare l’auto su Ford.it,  versare una caparra e scegliere in quale FordPartner ritirare la macchina. Anche saldo ed eventuale pratica di finanziamento saranno gestiti centralmente da Ford; mentre i FordPartner avranno il compito di immatricolare e consegnare il veicolo.

Approccio simile è stato scelto anche da Suzuki, che durante il primo lockdown ha dato il via al programma Suzuki Smart Buy, un sistema di prenotazione online semplice che consente di prenotare la vettura da casa. Per effettuare l’operazione bisogna accedere all’area Mysuzuki, selezionare il prodotto desiderato, scegliere la concessionaria presso la quale finalizzare l’acquisto e versare un piccolo acconto tramite PayPal. Suzuki Smart Meet, invece, permette di scegliere l’auto online e acquistarla in concessionaria. Su internet è possibile effettuare una video chiamata con il venditore tramite un’app a scelta fra WhatsApp, Skype, Facebook Messenger, Google Meet o Zoom. La casa giapponese ha anche deciso di vendere due modelli esclusivamente su internet, come la Swace Hybrid Web Edition, che ha segnato l’ingresso di Suzuki nel segmento delle familiari ibride e la Swift Sport Hybrid World Champion Edition.

Il futuro delle concessionarie tra internet e realtà aumentata 1

Realtà virtuale e realtà aumentata

Audi aveva deciso di anticipare i tempi già nove anni fa, quando allestì a Londra Audi City, il primo concessionario virtuale e quindi senza auto in cui è possibile scegliere, personalizzare e acquistare in maniera digitale l’intera gamma del marchio tedesco. Nello spazio di 842 metri quadri, situato nella centralissima Piccadilly Circus, è possibile sfogliare l’intera gamma sui mega schermi multimediali e grazie ai sensori collocati sul pavimento si possono far scorrere immagini, dati e opzioni. Ai sette tavolini, con 72 pollici di schermi, gestiti da 17 computer e tre server, è affidata la configurazione delle vetture; mentre ai clienti che intendono acquistare sono riservate due salette private, con schermi a parete per configurare l’auto su misura tra più di 3 milioni di opzioni.

Con gli showroom virtuali i concessionari possono avere grandi benefici in termini di risparmio: hanno bisogno di meno spazio per ospitare tutti i modelli di autovetture disponibili e possono ridurre le attese con i propri clienti. Per questo Audi sta sempre più digitalizzando le concessionarie: con Audi LiveRoom gli addetti della casa tedesca possono mostrare in diretta streaming un veicolo mentre i clienti possono seguire tutto su smartphone, tablet o PC e intervenire facendo domande e chiedendo chiarimenti restando comodamente a casa.

6 step per comprare un’auto nuova da un concessionario 1

Il futuro è oggi

Insomma, il mondo dell’auto sta progressivamente cambiando e di pari passo lo sta facendo anche il modo di vendere e acquistare una nuova vettura. Fulcro di questa evoluzione è inevitabilmente la tecnologia, che oggi mette a disposizione di concessionari e clienti, strumenti avanzati per visualizzare un nuovo veicolo senza che questo sia fisicamente presente in showroom, attraverso sistemi in realtà aumentata o senza nemmeno doversi muovere da casa videochiamando la concessionaria, fino a finalizzare il proprio acquisto con un semplice click.