Assicurazione RC Auto: obbligatoria anche per i veicoli “fermi”

Assicurazione auto a rate

Stretta in arrivo sull’assicurazione RC Auto. La polizza diventerà obbligatoria, anche se l’auto è parcheggiata nel garage o in uno spazio privato e non viene mai utilizzata. Lo stabilisce una direttiva del Parlamento Europeo, che ha deciso per una sterzata netta rispetto alla normativa attuale. In base alla nuova legge in tutti i Paesi dell’Unione non ci sarà più nessuna differenza fra auto parcheggiate negli spazi privati o lungo la strada: per tutte diventerà obbligatorio avere una polizza RC Auto attiva. La nuova normativa, che va a modificare la direttiva 2009/103 in materia di responsabilità civile e si adegua alle sentenze della Corte di Giustizia Ue sull’argomento, non entrerà in vigore da subito, ma secondo la tempistica europea che è più lunga rispetto a quella italiana.

Dacia Duster GPL: prezzo, dimensioni e caratteristiche 12

I prossimi passi

La nuova legge varata dal Parlamento comunitario è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea lo scorso due dicembre. A questo punto i Paesi membri hanno 24 mesi di tempo per attuare la nuova legge.

Oggi, in Italia, l’assicurazione RC Auto è obbligatoria per tutte le auto circolanti o che siano parcheggiate lungo le strade pubbliche. Il fatto che siano guaste o inutilizzate non ha significato, qualunque vettura che si trovi in strada deve avere l’assicurazione. Quest’obbligo non riguarda i veicoli regolarmente funzionanti parcheggiati nelle zone private: se non vengono utilizzati, non hanno bisogno di essere assicurati.

Assicurazione RC Auto: obbligatoria anche per i veicoli "fermi"

Cosa cambia

Secondo la legge europea l’aspetto fondamentale è il fatto che il veicolo venga “utilizzato in modo conforme alla sua funzione abituale”, indipendentemente dal “luogo di circolazione del veicolo” e dal numero di persone abilitate a frequentare le aree pubbliche o private. Con la nuova normativa non sarà più possibile sospendere l’assicurazione nel periodo in cui l’auto non viene utilizzata. Se il veicolo è in grado circolare deve avere la copertura assicurativa. Nel caso in cui manchino motore, ruote o altre parti indispensabili per la guida o il mezzo sia stato radiato, l’obbligo di assicurazione decade.

In pratica, dopo l’entrata in vigore della nuova normativa europea, l’assicurazione auto andrà sempre pagata e chi vuole risparmiare su un veicolo fermo in garage o in un’altra area privata, dovrà provvedere a renderlo inidoneo a circolare, togliendo parti indispensabili per la circolazione.

Auto elettrica: la batteria del futuro è allo stato solido

Auto elettrica: la batteria del futuro è allo stato solido

Le batterie del futuro saranno allo stato solido e andranno a sostituire quelle attuali che utilizzano materiali liquidi per lo scambio di elettroni. Nella maggior parte dei casi, le aziende che stanno lavorando su questi prodotti utilizzano un elettrolita ceramico, che ha bisogno di una lavorazione particolare per evitare rotture o perdite di prestazioni.

La soluzione a questo inconveniente potrebbe arrivare dai ricercatori della Brown University e dell’Università del Maryland, che hanno deciso di puntare su un elettrolita diverso, fatto con nanofibrille, cristalli piccolissimi realizzati con processi di nanotecnologia che si trovano nella cellulosa. La svolta arriva dal legno: questo materiale è estremamente sottile ed è in grado di flettersi e piegarsi, riuscendo in questo modo a resistere alle sollecitazioni a cui è sottoposto nelle fasi di carica e scarica.

Auto elettrica: la batteria del futuro è allo stato solido 1

Più efficienza grazie a cellulosa e rame

Stando ai dati della ricerca dei due atenei, che è stata pubblicata anche sulla rivista Nature, il nuovo elettrolita sfrutta nanotubi polimerici derivati dalla cellulosa che vengono combinati con il rame per andare a formare un conduttore ionico solido che ha una conduttività simile a quella degli elettroliti ceramici e che è circa cento volte superiore ad altri conduttori ionici polimerici testati fino a questo momento.

L’aggiunta del rame alla cellulosa è la seconda importante scoperta dello studio: la combinazione dei due elementi crea spazio tra le catene di polimeri in modo che gli ioni di litio possano muoversi con maggiore velocità, accrescendo considerevolmente l’efficienza.

Auto elettrica: la batteria del futuro è allo stato solido 2

Un materiale resistente e naturale

“Unendo il rame a nanofibrille di cellulosa unidimensionali siamo riusciti a dimostrare che la cellulosa che solitamente è un materiale isolante offre invece una via di spostamento molto rapida per gli ioni di litio. In questo modo, anzi, hanno raggiunto una velocità record tra tutti gli elettroliti polimerici solidi”, ha chiarito Liangbing Hu, uno degli autori dello studio.

I vantaggi del nuovo elettrolita non si fermano alle ottime prestazioni: possiede anche una maggiore capacità di deformarsi rispetto alla ceramica e per questo sarà in grado di tollerare meglio le sollecitazioni presenti all’interno delle batterie. Non solo, sarà adottabile anche su batterie con anodo al litio-metallo e con catodi ad alta tensione. Ma la cosa migliore è che “questo è un materiale fornito dalla natura – ha precisato Yue Qi, un altro dei ricercatori coinvolti nel progetto – e ciò ridurrà l’impatto della produzione di batterie sull’ambiente”.

Auto usate: il perché dei prezzi alle stelle

Usato garantito: cos’è e quali vantaggi offre

La crisi dei chip impatta l’intera filiera dell’auto, compreso il mercato dell’usato. La carenza di semiconduttori ha portato a una riduzione delle vetture prodotte, che inevitabilmente ha inciso sulle disponibilità delle concessionarie e sulle scelte dei clienti.

Tutto questo, di conseguenza, ha avuto delle profonde ripercussioni anche sul mercato dell’auto usata. Le concessionarie ufficiali e tantissimi venditori indipendenti devono fare i conti con la mancanza di auto di seconda mano da vendere. Risulta difficile reperire vetture usate da comprare, a causa dell’assenza del rientro delle macchine nelle permute dopo il ritiro di un veicolo nuovo da parte dell’automobilista.

Auto usate più care

Le vetture usate, a ottobre, hanno registrato un aumento del prezzo pari allo 0,9%, con una tendenza in crescita in confronto a luglio (stabile rispetto al 2020), agosto (+0,3%), e settembre (+0,7%). Il rialzo dei prezzi, come dicevamo, è portato dalla mancanza di vetture nuove. Questo poiché sempre meno persone comprano un’auto nuova per via dei tempi di attesa lunghissimi e perché in molti proprio per non aspettare così tanto l’auto nuova ripiegano sull’usato. Crescono contestualmente anche i costi dei servizi. I prezzi per i servizi di manutenzione e riparazione delle vetture nel mese di ottobre hanno avuto un tasso di crescita dell’1,4%, in leggera diminuzione rispetto all’1,5% di settembre e all’1,6% di agosto.

Si intravede la fine della "crisi dei chip" che ha travolto l'automotice 1

Le cause e la situazione di Stati Uniti e Canada

Secondo l’Osservatorio Autopromotec, l’aumento è dovuto all’accresciuto interesse dei consumatori per il mercato dell’usato dopo le difficoltà e i ritardi nelle consegne del nuovo. Tesi che trova conferma nel crollo delle immatricolazioni rispetto al 2020 e nel fatto che anche Stati Uniti e Canada stanno vivendo una situazione analoga. Nel Nord America, la crisi dei chip ha avuto un impatto ancora più forte rispetto all’Europa: la tempesta di neve di febbraio e l’alluvione di giugno in Michigan, sede di numerosi costruttori tra i quali Ford e Jeep, hanno messo ancora più in difficoltà un settore già in crisi. In alcuni casi l’usato con pochi km è arrivato a raggiungere prezzi superiori alle auto nuove.

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Guida al calcolo del bollo auto: come sapere quanto pagare 1

Aumenti anche per le vetture nuove

Lo studio dell’Osservatorio Autopromotec, naturalmente, ha preso in considerazione anche il mercato delle auto nuove. I prezzi del nuovo sono cresciuti mese dopo mese nel primo semestre del 2021, fino al picco (+3,2%) di giugno. L’aumento dei prezzi ha rallentato tra luglio e agosto, il periodo delle ferie per la maggior parte degli italiani, per poi risalire da settembre con il rientro al lavoro e il ritorno alla vita di tutti i giorni.

Trasporto bambini in auto: regole e consigli

Trasporto bambini in auto: regole e consigli

Vediamo insieme quali sono le categorie di seggiolini, come sono fatti, come sceglierli e anche come usarli correttamente.

INDICE
Gruppi e prezzi
Per seguire la crescita ne bastano due
Senza fretta
Omologazione: Cosa c’è da sapere
Come lo monto? Il sistema Isofix
Compatibile con la tua auto?
Usali nel modo giusto
Dispositivi antiabbandono

A seconda del tipo di omologazione, i seggiolini auto si suddividono in base al peso (dal Gruppo 0 al Gruppo 1/2/3, che coprono dal neonato fino al bambino di 36 kg), oppure all’altezza (Seggiolino I-size da 40-45 cm a 105 cm, ovvero dalla nascita fino a circa 4 anni), dopodiché si passa alla categoria successiva in base al peso.

Vediamo insieme tutte le varie tipologie di seggiolini, il peso o l’altezza per i quali sono adatti e una forchetta di prezzo indicativa per ciascuna tipologia:

Tipologia Prezzo
I-size (fino a 105 cm) 85- 600 €
Gruppo 0 (0-10 kg) 140-200 €
Gruppo 0+ (0-13 kg) 79-400 €
Gruppo 0+1 (0-18 kg) 50-500 €
Gruppo 1 (9-18 kg)  100-500 €
Gruppo 2/3 (15-36 kg) 50-300 €
Gruppo 1/2/3 (22-36 kg) 70-400 €
Gruppo 3 (22-36 kg) 20-80 €

Il Gruppo 0 comprende esclusivamente le navicelle omologate per l’auto, se si vuole utilizzare invece la navicella che fa parte del sistema trio, nella maggior parte dei casi bisognerà acquistare un kit a parte per poter trasportare il bimbo in modo sicuro in auto con prezzi per il kit che variano tra i 30 e i 60 € circa.

Per far viaggiare il bambino in sicurezza nel corso della sua vita fino al raggiungimento dei 150 cm possono bastare anche solo due seggiolini.

Dopo il primo seggiolino per neonati (Gruppo 0 e 0+), che a seconda del modello può arrivare fino ai 9 o ai 13 kg di peso, si può passare a un seggiolino Gruppo 1/2/3, che il bambino può usare dai 9 ai 36 kg.

In alternativa, chi sceglie un seggiolino per neonati del tipo I-size (da 40 a 105 cm, circa 4 anni), quando il bambino raggiunge i 15 kg di peso potrà poi passare a un Gruppo 2/3, che lo trasporterà fino al raggiungimento dei 150 cm. Occhio a scegliere il seggiolino I-size giusto, perché non tutti sono adatti dalla nascita ai 4 anni: alcuni potrebbero andar bene solo fino ai 18 mesi o solo a partire da 3-6 mesi.

Con il suo primo seggiolino il piccolo viaggia contro il senso di marcia, la posizione in assoluto più sicura per la protezione della testa in caso di incidente. Ha senso cercare di prolungare il più possibile questa modalità di viaggio anche quando il bambino comincia a crescere. Esistono seggiolini che consentono questa posizione anche fino ai 15 mesi e con alcuni I-size è possibile addirittura fino ai 4 anni. In ogni caso il consiglio generale è di non aver fretta di passare al seggiolino successivo, ma di attendere che il bambino abbia davvero raggiunto peso e altezza idonei al cambiamento. Questo vale a maggior ragione per il passaggio dal seggiolino al booster, un semplice cuscino di rialzo (Gruppo 3) che si può usare a partite dai 22 kg: non avere fretta di togliere al bambino le protezioni laterali offerte dal seggiolino, solo perché lui vuole sentirsi grande.

Dal 2013 ha fatto la sua comparsa l’omologazione I-size il cui scopo è quello di ridurre l’uso improprio del seggiolino facilitandone l’installazione, consentire il trasporto contro il senso di marcia fino a un’età più avanzata del bambino, fornire una migliore protezione dagli urti laterali e un sistema finalmente universale di compatibilità tra auto e seggiolino.

Controlla sempre l’etichetta di omologazione prima dell’acquisto: è un’etichetta arancione sul retro o sulla base della struttura. La sua presenza dice che il prodotto ha superato severe prove di sicurezza. Quali sono le omologazioni valide? ECE-R44/3, ECE-R44/4, ECE-R129 I-size. Altre omologazioni più vecchie (ECE-R44/1 e 44/2) non sono più valide e quindi è vietato vendere seggiolini che le riportano.

Il sistema internazionale di montaggio Isofix standardizza e rende più sicuro l’aggancio del seggiolino perché minimizza i rischi di scorretta installazione e al contempo offre migliore stabilità e protezione dagli urti, sia frontale che laterale. In pratica si aggancia il seggiolino alla scocca del veicolo con dei ganci, il che semplifica l’installazione rispetto all’uso delle cinture dell’auto e aumenta la stabilità, soprattutto se sono presenti tre punti di aggancio: due bassi tra lo schienale e la seduta e un terzo antiribaltamento. La cinghia Top Tether, presente sul seggiolino, si aggancia al punto di ancoraggio che si trova nel portabagagli o sul soffitto dell’auto. In sua assenza vi sono prodotti dotati di Leg support, una staffa che parte dal seggiolino e viene fissata tra il sedile posteriore e quello anteriore.

Il sistema Isofix aggancia il seggiolino all’auto, ma è poi indispensabile utilizzare le cinture del seggiolino (per i più piccoli) oppure quelle dell’auto (per i più grandi) per legare il bambino. Posizionare il bambino sul seggiolino senza chiudere e regolare bene le cinture vanifica l’efficacia del sistema di ritenuta.

Nonostante sia pubblicizzato come un sistema di installazione universale, non tutte le auto sono adatte a questo sistema di montaggio. Prima di acquistare un seggiolino Isofix occorre controllare che le auto su cui si viaggerà siano dotate di agganci Isofix e verificare se esiste il terzo punto di ancoraggio o se occorrerà un sistema a staffa. Alcuni seggiolini Isofix possono essere installati anche utilizzando le cinture di sicurezza, se la tua auto non ha gli agganci, o per posizionare il seggiolino su una seduta priva di agganci (spesso non ci sono nel posto centrale posteriore).

In genere i produttori di seggiolini forniscono informazioni sulla compatibilità dei loro seggiolini con i diversi modelli di auto. Fatti quindi dare la lista di compatibilità per verificare in maniera facile e rapida se il seggiolino in questione va bene sulla tua auto.

Comunque di solito i veicoli dotati di punti di ancoraggio Isofix li hanno nella parte posteriore dell’auto. Verificane la presenza anche a mano, toccando seduta e schienale dei sedili posteriori.

Va infine ricordato che i seggiolini che utilizzano il sistema Isofix sono mediamente più cari dei modelli che non hanno questi agganci, una differenza di prezzo che si aggira intorno ai 100 euro.

Qualunque sistema di ritenuta usato per un bambino che viene trasportato in auto è meglio delle sole cinture, o peggio ancora, di farlo viaggiare senza neanche le cinture. I seggiolini sono obbligatori per legge fino ai 150 cm di altezza e vanno scelti in base a peso e altezza del bambino. Fondamentale è però che siano montati in maniera corretta, altrimenti la protezione non è garantita.

Il punto più sicuro dove montarli è il sedile posteriore centrale, ma non in tutte le auto è possibile utilizzarlo: dipende dall’ampiezza del sedile, dalla lunghezza delle cinture e dalla presenza di agganci Isofix. Se il posto centrale non è disponibile, posiziona il seggiolino sul sedile posteriore a destra, dietro al sedile del passeggero: sarà più facile sistemare il bambino aprendo la portiera dal lato del marciapiede.

Il posto peggiore in cui collocare il seggiolino è il sedile anteriore, dove il bambino è maggiormente esposto agli urti frontali. Occhio agli airbag frontali: se il bambino viaggia contro il senso di marcia vanno disattivati per evitare danni letali, se invece viaggia in senso di marcia è meglio che siano attivi, ma è necessario arretrare il sedile.

Per dare maggiore comfort ai bambini che viaggiano su seggiolini del gruppo 2 e 3 puoi reclinare leggermente il sedile su cui è montato il seggiolino: staranno in una posizione più comoda se si addormentano.

Il seggiolino risulta inutile se il bambino non è allacciato correttamente con le cinture: ricorda, cedere a un capriccio potrebbe porre tuo figlio a rischio in caso di incidente.

Anche se sono omologati a norma di legge, i test di Altroconsumo dimostrano che non tutti i seggiolini proteggono il bambino allo stesso modo. Alcuni modelli vengono eliminati dai test proprio perché le prove, più severe di quelle dell’omologazione, alle quali li sottopongono fanno a volte emergere delle criticità. Sul sito di Altroconsumo trovi la classifica aggiornata dei modelli migliori.

Diversi tragici fatti di cronaca di bambini dimenticati in auto per una fatale distrazione del genitore hanno spinto a istituire l’obbligo per gli automobilisti che viaggiano con bambini fino a 4 anni di utilizzare un dispositivo antiabbandono. Chi non si adegua rischia una sanzione da 83 a 333 euro e la decurtazione di 5 punti dalla patente.

Esistono in commercio alcuni modelli di seggiolini che hanno un sistema antiabbandono integrato. Vi sono però anche sistemi indipendenti, dei cuscinetti da posizionare all’interno del seggiolino e su cui far sedere il bambino, utilizzabili con qualsiasi tipo di seggiolino. Purtroppo il Ministero non ha ancora dettato regole precise che aiutino a capire quale sistema possa essere considerato a norma. Nella confusione che questo vuoto legislativo ha generato, la responsabilità della conformità tra il sistema antiabbandono e il seggiolino è stata di fatto demandata ai produttori. La conseguenza è che questi indicano che nessun sistema è compatibile con i loro modelli di seggiolino tranne quelli commercializzati da loro. Quindi, se compri un seggiolino Chicco ti verrà segnalato come unico sistema antiabbandono sicuro quello proposto da Chicco e così via. In realtà gli esperti di laboratorio cui si rivolge Altroconsumo per i propri test sostengono che un cuscinetto dello spessore di pochi millimetri non può certo compromettere la sicurezza del seggiolino.

Il vantaggio dei sistemi indipendenti è che non ti vincolano all’acquisto di un particolare seggiolino e che puoi continuare a utilizzarli anche quando passi da un seggiolino al successivo man mano che il bambino cresce. L’ideale sono quelli con sensore sul seggiolino, che danno l’allarme immediatamente, ancor prima cioè che il guidatore scenda dall’auto. Quelli che funzionano tramite app e collegamento Bluetooth al telefonino dipendono dalle corrette impostazioni del telefono e naturalmente dal fatto che sia acceso e carico.

Per evitare il rischio di lasciare il bimbo in auto anche solo per pochi minuti, il Ministero fornisce qualche consiglio ai genitori:

  • Metti telefono, borsa e altri effetti personali sul sedile posteriore dell’auto accanto al bambino, in questo modo dovrai per forza dare un’occhiata prima di lasciare l’auto.
  • Metti la borsa del cambio del bebè sul sedile passeggero: un altro utile appunto mentale che ti ricorderà la sua presenza a bordo.
  • Prendi l’abitudine di controllare sempre e comunque tutti i sedili dell’auto prima di scendere.

Allegati

Crisi dei chip: lo scenario futuro

Si intravede la fine della "crisi dei chip" che ha travolto l'automotice 2

Da diversi mesi il settore dell’auto è stato travolto dalla cosiddetta crisi dei chip: i preziosi processori e i semiconduttori usati per produrli scarseggiano sul mercato dall’anno scorso. Questa carenza di rifornimenti sta avendo ripercussioni sulle case automobilistiche di tutto il mondo, con ridimensionamenti della produzione e ritardi, anche importanti, nelle consegne.

INDICE
Perché c’è carenza di chip
La situazione attuale
Scenari futuri
Una possibile via d’uscita

La pandemia da Covid-19 ha messo in seria crisi la produzione industriale dei chip su scala globale, con effetti più o meno tangibili a seconda del settore. L’automotive è stato certamente uno di quelli più colpiti. Tutto è iniziato con il lockdown dello scorso anno: le restrizioni sanitarie hanno implicato, com’è ovvio, un ridimensionamento dell’offerta di chip e semiconduttori, al giorno d’oggi un tassello fondamentale nella produzione di un’autovettura.

Si intravede la fine della "crisi dei chip" che ha travolto l'automotice 1

In più, con miliardi di persone in tutto il mondo costrette a lavorare o studiare da casa, la domanda di processori per telefonia, computer, elettronica di consumo, è schizzata alle stelle. Allo stesso tempo, importazioni ed esportazioni sono diventate operazioni estremamente complicate e il calo momentaneo nella vendita di automobili ha fatto sì che i produttori di chip privilegiassero le imprese più in crescita, a scapito dell’automotive. Risultato: non solo si è ridotta la disponibilità di processori, ma inoltre quelli rimasti sono stati dirottati verso altri settori.

Ma non è finita. A esacerbare ulteriormente la situazione, ci si sono messi due diversi incidenti, avvenuti a marzo di quest’anno. Per prima cosa, un incendio in un impianto della Renesas Electronics (grande azienda giapponese di componenti elettroniche) ha causato lo stop della produzione. Pochi giorni dopo, la portacontainer Ever Given ha bloccato il Canale di Suez, principale via di comunicazione per mare tra Asia ed Europa, scatenando il caos nella grande logistica internazionale e causando ulteriori ritardi.

Tutto questo non poteva che avere grandi ripercussioni sul comparto automobilistico, che sempre più necessita di componenti provenienti da diverse parti del mondo e che da solo, in Europa, copre più del 40% della domanda di chip. I tempi di consegna di un veicolo sono in molti casi raddoppiati, con attese che possono tranquillamente superare i 6 mesi.

Si intravede la fine della "crisi dei chip" che ha travolto l'automotice

I produttori stanno cercando di risolvere in ogni modo la situazione: ridimensionando la produzione, togliendo optional dai listini per razionalizzare l’uso di processori, studiando come prodursi i chip in casa. Ma anche questa soluzione più estrema non è immediatamente attuabile, dato che produrre un chip è un’operazione complessa che deve rispettare degli standard molto elevati.

Il problema è così impattante sull’economia generale che anche le istituzioni si stanno muovendo per cercare di risolvere la questione nel più breve tempo possibile. Per esempio, l’Unione Europea sta spingendo per la creazione di un’alleanza dei chip che permetta di raddoppiare la produzione interna all’UE entro il 2030. Gli Stati Uniti, invece, dovrebbero erogare un finanziamento governativo di circa 50 miliardi per la costruzione di nuovi stabilimenti di semiconduttori e processori.

Ad ogni modo, la situazione muta radicalmente a seconda della casa automobilistica. Tesla, per esempio, è estremamente dinamica al punto che può cambiare in poche settimane un componente sostituendolo con uno disponibile senza avere ripercussioni sul prodotto finale. Questo discorso non vale per i marchi tradizionali: cambiare in continuazione vuol dire dire anche aumentare i costi, arrestare la produzione: in pratica riconsiderare un progetto nella propria totalità.

In ogni caso il mondo dell’automotive dovrà convivere con la mancanza di approvvigionamenti almeno per un altro anno. Questa è la stima di Jean-Marc Chery, amministratore delegato di STMicroelectronics, l’azienda italo-francese che produce componenti elettronici a semiconduttore. “In questo momento non è possibile aumentare la produzione, dovremo fare i conti con la crisi fino al 2023 – le sue parole – Nei prossimi mesi la produzione non riuscirà a soddisfare la domanda, anche se ci stiamo adoperando per risolvere la situazione. È possibile acquistare nuovi macchinari per aumentare la quantità prodotta, ma ci vogliono anni per costruire da zero un ambiente in cui realizzare microchip”.

Groupe PSA presenta il suo programma "La Fabbrica del Futuro"

Un piccolo spiraglio potrebbe arrivare dalle fonderie minori, messe in disparte dai produttori di dispositivi per la loro arretratezza nei processi produttivi. La mancanza di chip ha fatto ripensare tutto e tante aziende ora si rivolgono alle fonderie più piccole anche se garantiscono soluzioni tecnologiche di livello inferiore. Samsung, TSMC e Intel hanno le proprie linee produttive sature e questo ha portato tante aziende a rivolgersi a produttori minori, come Microchip, Onsemi, Infineon, STMicroelectronics e NXP Semiconductors che attualmente hanno conquistato una buona fetta di mercato.

Le nuove condizioni hanno portato queste fonderie minori ad avere maggiori poteri contrattuali e di conseguenza più entrate. Questo permette loro di ammodernare la filiera produttiva, anche se va detto che l’uso di processi produttivi vecchi non è un grosso problema per un settore come l’automotive. Il mondo dei motori, infatti, preferisce puntare su un processo più collaudato e sicuro e già testato in altri settori, invece che scegliere tecnologie all’ultimo grido, ma che non sono in grado di assicurare le stesse certezze e di garantire affidabilità.

Mercato auto 2021: i dati di Ottobre

Mercedes punta su un futuro a zero emissioni. Ecco tutti i modelli in arrivo 3

Prosegue anche con ottobre il trend discendente visto nei 3 mesi precedenti, con una forte contrazione delle vendite dovuta sia alla crisi dei microchip, che ha determinato una mancanza di auto nuove da immatricolare,  sia all’intermittenza degli incentivi.

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INDICE
Mercato auto nuove
Mercato auto usate
Rapporto Usato/Nuovo
Approfondimento auto nuove
Immatricolazioni per alimentazione
Passaggi di proprietà

Nel mese di ottobre si registra un -35,7% rispetto al 2020 e un -35,8% rispetto al 2019, contrazione mai vista nel corso del 2021 e che va ad influenzare anche il mercato dell’usato.

Mercato auto 2021: i dati di Ottobre

Complessivamente nei primi nove mesi 2021 si sono registrate circa 1.265mila immatricolazioni auto nuove che, se confrontate con lo stesso periodo del 2019 (1.625mila vendite), vedono un calo delle vendite cumulato per l’anno in corso di circa 360mila vetture, pari al -22,2% circa.
Rispetto all’anno 2020 invece si registra un incremento del 12,7%.

La crisi del nuovo si riflette inevitabilmente anche nella vendita di auto usate, che evidenzia una flessione delle vendite rispetto ai livelli pre-Covid del 24,9% (il mese scorso era pari a -11,3%) e, come per il mese precedente, si registra
una contrazione anche rispetto al 2020.

Mercato auto 2021: i dati di Ottobre 1

Complessivamente nei primi dieci mesi del 2021 sono stati effettuati circa 2.887mila passaggi di proprietà che, se confrontati con lo stesso periodo del 2019 (3.529mila passaggi) registrano un calo delle vendite del 18,2% circa.

Interessante osservare la quota di mercato detenuta rispettivamente dall’immatricolato nuovo e dall’usato nel corso del 2020 e 2021, ma soprattutto il rapporto tra passaggi di proprietà e immatricolazioni vetture nuove, che nel 2020 si era assestato a 2,19, a conferma del fatto che l’anno scorso i due mercati hanno subito la stessa contrazione (circa -30%).

Mercato auto 2021: i dati di Ottobre 2

È evidente come negli ultimi quattro mesi, ovvero da quando è iniziata la crisi dei microchip, questo rapporto abbia subito un cambio radicale, ovviamente in drastico aumento rispetto allo storico.

Questo valore si assesta in ottobre ad un valore pari a 2,95: per ogni vendita di auto nuove corrisponde mediamente la vendita di poco meno di 3 auto usate.

Complessivamente nei primi 9 mesi del 2021 questo rapporto si assesta invece a 2,28.

Mercato auto 2021: i dati di Ottobre 3Alcune considerazioni riguardo il grafico sopra:

  • Dacia dopo un settembre in netta crescita registra una contrazione in ottobre, calando di due posizioni rispetto a settembre;
  • Come il mese scorso i principali brand (Fiat e VW) risultano fortemente in sofferenza (calo vendite superiore al 30% per Fiat e pari al 40% per VW);
  • Il brand più in sofferenza risulta essere Ford, che registra un -56%;
  • Forte sofferenza anche per i marchi Toyota, Renault, Peugeot e BMW;
  • Kia si conferma nel ranking per il terzo mese di seguito, seppur anch’esso in leggera sofferenza rispetto allo stesso mese del 2020 (-6%);
  • Audi continua come il mese scorso a restare fuori della Top10, soppiantata da Hyundai che risulta essere l’unico brand con un trend positivo (+7,2%);
  • Continuano a restare fuori dalla classifica (per il quarto mese di seguito) Citroen e Opel.

Mercato auto 2021: i dati di Ottobre 4

Guardando la Top10 cumulata dei primi 10 mesi si evidenzia come anche i brand che fino a due mesi fa mostravano trend positivi rispetto al 2019 (Toyota e Audi) purtroppo ora mostrino anch’essi un trend negativo.

Mercato auto 2021: i dati di Ottobre 5

Guardando la performance dei Top10 rispetto al mese scorso, possiamo notare una performance positiva per Fiat, Toyota, Peugeot, Hyundai e BMW, mentre hanno avuto un calo Volswagen, Renault, Dacia, Ford e Kia.

A ottobre la corsa delle ibride è diventata ancora più chiara: il 40,31% delle nuove immatricolazioni appartengono alla categoria delle Passenger Cars, peccato che le reali ibride rappresentino solo il 13,5% suddivise in 5,13% le plug-in e 8,37% le full hybrid.

Stando ai volumi delle immatricolazioni, la crisi colpisce anche l’ambito delle ibride a causa della carenza di prodotto (-4,32% rispetto ad ottobre 2020), le plug-in hybrid invece sono cresciute +41,56%.

Diversa la situazione delle auto a «corrente»: +145,78% nel decimo mese di quest’anno. A ottobre sono state targate 7.108 auto elettriche, portando il saldo da gennaio a ottobre a oltre 54.000 unità.

La flessione della benzina e delle diesel è ormai inarrestabile (se non si prendono in considerazione le mild-hybrid): per le prime il calo di ottobre è stato del 47,18%, per le seconde del 63,27%. Superiore alla perdita del mercato nel suo complesso è stata la flessione delle auto alimentate a metano: -44,23%; mentre per le gpl il calo è quasi allineato alla media del mercato: -31,5%.

Nel cumulato annuo, la market share di benzina+diesel è sempre superiore alla metà delle immatricolazioni: 53,26% di quota, anche se previsioni indicano che entro la fine dell’anno la situazione si ribalterà a favore delle altre alimentazioni. Le ibride sono al 33,21% di quota sul totale, le elettriche al 4,27%, le auto a gas al 9,27%.

Mercato auto 2021: i dati di Ottobre 6

Confrontando i dati sui passaggi di proprietà di ottobre 2021 con quelli dello stesso mese del 2020, notiamo come ci sia stato un calo generalizzato di tutti i brand, a dimostrazione della sofferenza del mercato dell’usato nel mese appena trascorso.

Mercato auto 2021: i dati di Ottobre 7

Appare praticamente immutata, invece, la quota di mercato detenuta dai principali brand, tranne che per Fiat che registra un +0,2% a discapito della quota Ford.

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Mercato auto 2021: i dati di Settembre

Land Rover Discovery: prezzi, dimensioni e caratteristiche 21

Con settembre prosegue e si accentua il trend discendente visto nei mesi di luglio e agosto, con una forte contrazione delle vendite sia rispetto al 2020 (-32,7%) che al 2019 (-26,2%).

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INDICE
Mercato auto nuove
Mercato auto usate
Rapporto Usato/Nuovo
Approfondimento auto nuove
Immatricolazioni per alimentazione
Passaggi di proprietà

Il trend negativo del mercato delle auto nuove evidenzia una drastica diminuzione delle immatricolazioni, che è il risultato di due fattori:

  • La mancanza di auto nuove da immatricolare, dovuta alla crisi dei microchip che porta inevitabilmente ad un rallentamento delle fabbriche;
  • La mancanza di disponibilità dei fondi governativi per auto elettriche e plug-in, che si sono azzerati in poco tempo e sono stati stanziati a intermittenza; gli incentivi infatti per le auto elettriche e ibride plug-in sono al momento fermi per mancanza di fondi, come si era verificato un mese fa.

Mercato auto 2021: i dati di Settembre

Complessivamente nei primi nove mesi 2021 si registrano circa 1.165mila immatricolazioni auto nuove che, se confrontate con lo stesso periodo del 2019 (1.468mila vendite), vedono un calo delle vendite cumulato per l’anno in corso di circa 303mila vetture, pari al -20,6% circa.

La crisi del nuovo si riflette inevitabilmente anche nella vendita di auto usate, che evidenzia una flessione delle vendite rispetto ai livelli pre-Covid dell’11,3% e, contrariamente ai mesi precedenti, questo mese risulta in sofferenza anche
rispetto al 2020.

Mercato auto 2021: i dati di Settembre 1

Complessivamente nei primi nove mesi del 2021 sono stati effettuati circa 2.589mila passaggi di proprietà che, se confrontati con lo stesso periodo del 2019 (3.132mila passaggi) registrano un calo delle vendite del 17,3% circa.

Interessante osservare la quota di mercato detenuta rispettivamente dall’immatricolato nuovo e dall’usato nel corso del 2020 e 2021, ma soprattutto il rapporto tra passaggi di proprietà e immatricolazioni vetture nuove: nel 2020 questo valore si era assestato a 2,19, di poco superiore al 2019 (era 2,18), a conferma del fatto che l’anno scorso i due mercati hanno subito la stessa contrazione (circa -30%).

Mercato auto 2021: i dati di Settembre 2

Questo rapporto si assesta a settembre ad un valore pari a 2,86: ad ogni vendita di auto nuove corrisponde mediamente la vendita di poco meno di 3 auto usate.

Il volume globale delle vendite (406mila autovetture) ha interessato quindi per il 26% auto nuove e per il 74% auto usate, con una ripartizione totalmente differente rispetto ai mesi precedenti in cui il nuovo cubava circa il 33/34%. Complessivamente nei primi 9 mesi del 2021 questo rapporto si assesta invece a 2,22.

Mercato auto 2021: i dati di Settembre 8

Dal grafico sopra possiamo trarre delle considerazioni relative ai Top10 brand del 2021:

  •  Dacia contrariamente a quanto registrato nei due mesi precedenti registra una netta crescita delle vendite (+67%). A questa crescita ha contribuito questo mese sicuramente il nuovo modello alla spina Dacia Spring;
  • I principali brand (Fiat e VW), risultano fortemente in sofferenza (calo vendite superiore al 30% rispetto al 2019);
  • Sofferenza marcata anche per i brand Ford e Toyota;
  • Kia si conferma nel ranking per il secondo mese di seguito, registrando nuovamente un trend del +25% rispetto a settembre 2019;
  • Esce dalla classifica del mese Audi (che finisce in 15ma posizione), soppiantata da Hyundai;
  • Trend leggermente positivo anche per Renault

Mercato auto 2021: i dati di Settembre 4

Guardando la Top10 cumulata dei primi 8 mesi vediamo uscire Opel dalla Top10 sostituita da Dacia (che risulta comunque ancora in forte sofferenza rispetto al 2019), mentre anche i brand del ranking che erano risultati finora più stabili (Toyota e Audi) iniziano a mostrare i primi segnali di sofferenza.

Mercato auto 2021: i dati di Settembre 5

Guardando la performance per singolo brand rispetto al mese di agosto, possiamo notare un aumento del numero di immatricolazioni per tutti brand.

Come anticipato nei report degli scorsi mesi, il quadro delle vendite per alimentazione che si sta delineando appare totalmente differente rispetto a quanto osservato nel 2019, con un progressivo spostamento dell’attenzione del consumatore verso forme di alimentazione alternativa.

Con settembre cresce ancora di più la quota parte dedicata alle vetture ad alimentazione alternativa, che cubano il 41,5% delle vendite totali e con una crescita da gennaio ad oggi di 15 punti percentuali.

Altresì evidente è come le vetture ad alimentazione tradizionale stiano perdendo gradualmente sempre più quote di mercato: ad oggi benzina e diesel cubano il 44,5% circa delle vendite (46,5% il mese scorso e 50% a luglio), valore che era pari al 63% circa a gennaio.

Complessivamente nei primi nove mesi del 2021 vetture ibride ed elettriche hanno riguardato il 36,7% delle vendite totali, dato in costante crescita.
Ad oggi il mercato auto nuove in Italia si conferma quindi sempre più trainato dai veicoli ad alimentazione alternativa.

Mercato auto 2021: i dati di Settembre 6

Confrontando i dati sui passaggi di proprietà di settembre 2021 con quelli dello stesso mese del 2019, notiamo come ci sia stato un calo generalizzato di tutti i brand, a dimostrazione della sofferenza del mercato dell’usato nel mese appena trascorso.

Mercato auto 2021: i dati di Settembre 7

Appare praticamente immutata, invece, la quota di mercato detenuta dai principali brand, tranne che per Fiat che registra un +0,5% a discapito della quota Ford.

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Mercato auto 2021: i dati di Agosto

Volkswagen ID.5: prezzo, dimensioni e caratteristiche 8

Il numero di immatricolazioni che si registra ad agosto riflette un dato molto più basso rispetto al 2020 e al 2019, anni in cui il numero di immatricolazioni era risultato pressoché uguale e pari a circa 90 mila autovetture nuove. Si evidenza pertanto un calo di circa il 27,5% rispetto agli anni scorsi.

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INDICE
Mercato auto nuove
Mercato auto usate
Rapporto Usato/Nuovo
Approfondimento auto nuove
Immatricolazioni per alimentazione
Passaggi di proprietà

I livelli di immatricolato continuano a restare al di sotto di quanto registrato pre Covid, e ad agosto si conferma quanto visto a luglio, mese nel quale per la prima volta il numero di immatricolazioni risultava in sofferenza anche rispetto al 2020.

Mercato auto 2021: i dati di Agosto
La maggior contrazione questo mese rispetto al 2019 ha interessato le immatricolazioni di società; aumenta invece la quota di mercato detenuta dai privati, seppur anch’essi con valori assoluti in contrazione.

Complessivamente nei primi otto mesi 2021 si registrano circa 1 060 mila immatricolazioni auto nuove che, se confrontate con lo stesso periodo del 2019 1 325 mila vendite), vedono un calo delle vendite cumulato per l’anno in
corso di circa 265 mila vetture, pari al 20 circa.

Continua anche per l’usato la flessione delle vendite rispetto ai livelli pre Covid con un calo del 13 8 ma, al contrario del nuovo, il trend risulta ancora positivo rispetto al 2020 questo mese anche di molto (+30,9%)
Mercato auto 2021: i dati di Agosto 1

Complessivamente nei primi otto mesi del 2021 sono stati effettuati circa 2 289 mila passaggi di proprietà che, se confrontati con lo stesso periodo del 2019 registrano un calo delle vendite del 18% circa.

Interessante osservare la quota di mercato detenuta rispettivamente dall’immatricolato nuovo e dall’usato nel corso del 2020 e 2021, ma soprattutto il rapporto tra passaggi di proprietà e immatricolazioni vetture nuove: nel 2020 questo valore si era assestato a 2,19, di poco superiore al 2019 (era 2,18), a conferma del fatto che nell’ultimo anno i due mercati hanno subito la stessa contrazione (circa 30%).

Mercato auto 2021: i dati di Agosto 2

Nel mese di agosto 2021 si accentua ancora di più quanto rilevato a luglio, che già evidenziava un rapporto totalmente differente rispetto ai mesi precedenti: cresce nuovamente tale rapporto, arrivando ad un valore pari a 3,15, mai registrato negli ultimi anni, che evidenzia nuovamente come il mercato del nuovo questo mese sia decisamente più in sofferenza rispetto all’usato: ad ogni vendita di auto nuove corrisponde mediamente la vendita di
più di 3 auto usate.

Il volume globale delle vendite (423mila autovetture) ha interessato quindi per il 24% auto nuove e per il 76% auto usate, con una ripartizione totalmente differente rispetto ai mesi precedenti in cui il nuovo cubava circa il 33/34%.
Rispetto a quanto previsto quindi gli incentivi non hanno portato ad un aumento delle vendite di autovetture nuove rispetto ai passaggi di proprietà.
Complessivamente nei primi 8 mesi del 2021 questo rapporto si assesta invece a 2,16.

Mercato auto 2021: i dati di Agosto 3

Mediamente in calo quasi tutti i brand rispetto allo stesso mese del 2019
Di seguito alcune considerazioni relative ai Top 10:

  • Dacia si conferma (come il mese scorso) uno dei brand con un maggior calo delle vendite (-56%) seguita poi da Peugeot (-40,5%)
  • Restano fuori dalla classifica anche questo mese Citroen e Opel, sostituiti da Ford e Kia
  • Proprio Kia entra per la prima volta nel 2021 nella classifica Top 10 con una crescita delle vendite del 25 %(a livello complessivo dell’anno si trova al sedicesimo posto nel ranking)
  • Trend positivo, oltre che per Kia, solo per Toyota (+8%)

Mercato auto 2021: i dati di Agosto 4

Guardando la Top 10 cumulata dei primi 8 mesi si confermano Renault (che era quarto nel ranking del 2019 e Opel (che era sesto) i brand più in sofferenza in classifica (come i mesi scorsi) Toyota (che sale di 4 posizioni rispetto al cumulato 2019 e Audi (che sale di 2 posizioni) più stabili.

Mercato auto 2021: i dati di Agosto 5

A livello di singolo brand registriamo una performance negativa di tutti i brand rispetto al mese di giugno, con Peugeot e Audi in sofferenza più marcata rispetto ai competitor.

A conferma di quanto osservato negli scorsi mesi, il quadro delle vendite per alimentazione che si sta delineando appare totalmente differente rispetto a quanto osservato nel 2019: due anni fa l’attenzione del consumatore era ancora rivolta alle tecnologie tradizionali mentre oggi ci si sta spostando sempre più verso forme di alimentazione alternativa; ecco quindi che si giustificano i trend che da mesi sono più che positivi per le vetture ibride ed elettriche.

Con agosto il 41,5% delle vetture immatricolate riguarda vetture ibride o elettriche, con una crescita da gennaio ad oggi di quasi 13 punti percentuali
Altresì evidente è come le vetture ad alimentazione tradizionale stiano perdendo gradualmente sempre più quote di mercato; ad oggi benzina e diesel cubano il 46,5% circa delle vendite (50% un mese fa), valore che era pari al 63
circa a gennaio.

Complessivamente nei primi otto mesi del 2021 vetture ibride ed elettriche hanno riguardato il 35,9% delle vendite totali, dato in costante crescita.

Mercato auto 2021: i dati di Agosto 6

Confrontando i dati sui passaggi di proprietà di agosto 2021 con quelli dello stesso mese del 2019, notiamo come ci sia stato un calo generalizzato di tutti i brand, a dimostrazione della sofferenza del mercato dell’usato nel mese appena trascorso.

Mercato auto 2021: i dati di Agosto 7

Appare praticamente immutata, invece, la quota di mercato detenuta dai principali brand, tranne che per Fiat che registra un +0,6% a discapito della quota Ford.

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Mercato auto 2021: i dati di Luglio

Alfa Romeo Stelvio: prezzo, dimensioni e caratteristiche 24

Il settimo mese del 2021 vede registrate 110mila auto nuove, il valore più basso ad oggi nell’anno in corso.

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INDICE
Mercato auto nuove
Mercato auto usate
Rapporto Usato/Nuovo
Approfondimento auto nuove
Immatricolazioni per alimentazione
Passaggi di proprietà

I livelli di immatricolato continuano a restare quindi al di sotto di quanto registrato pre-Covid, con un -28,2% rispetto al 2019. Per la prima volta nel 2021 il numero di immatricolazioni risulta in sofferenza anche rispetto a luglio 2020, quando il mercato auto si stava riprendendo dopo i mesi di lockdown.

Mercato auto 2021: i dati di Luglio

Complessivamente nei primi sette mesi 2021 si registrano circa 995mila immatricolazioni auto nuove che, se confrontate con lo stesso periodo del 2019 (1.237mila vendite), vedono un calo delle vendite cumulato per l’anno in corso di circa 242mila vetture, pari al -19,5% circa.

Continua anche per l’usato la flessione delle vendite rispetto ai livelli pre-Covid con un calo del 17,4% ma, al contrario del nuovo, il trend risulta ancora positivo rispetto al 2020 (+14%).

Mercato auto 2021: i dati di Luglio 1
Complessivamente nei primi sette mesi del 2021 sono stati effettuati circa 2.085mila passaggi di proprietà che, se confrontati con lo stesso periodo del 2019 (2.556mila passaggi) registrano un calo delle vendite del 18,4% circa.

Interessante osservare la quota di mercato detenuta rispettivamente dall’immatricolato nuovo e dall’usato nel corso del 2020 e 2021, ma soprattutto il rapporto tra passaggi di proprietà e immatricolazioni vetture nuove: nel 2020 questo valore si era assestato a 2,19, di poco superiore al 2019 (era 2,18), a conferma del fatto che nell’ultimo anno i due mercati hanno subito la stessa contrazione (circa -30%).

Mercato auto 2021: i dati di Luglio 2
Nel mese di luglio 2021 si assiste ad una totale svolta relativa a questo rapporto, che si assesta a 2,84, valore mai visto negli ultimi mesi e che conferma ed evidenzia come il mercato del nuovo questo mese sia decisamente più in sofferenza rispetto all’usato: ad ogni vendita di auto nuove corrisponde mediamente la vendita di quasi 3 auto usate.

Il volume globale delle vendite (423mila autovetture) ha interessato quindi per il 26% auto nuove e per il 74% auto usate, con una ripartizione totalmente differente rispetto ai mesi precedenti in cui il nuovo cubava circa il 33/34%.
Con il mese prossimo comunque questo valore dovrebbe riavvicinarsi alla dei mesi precedenti grazie agli incentivi approvati a fine luglio/inizio agosto.

Mercato auto 2021: i dati di Luglio 8

Continua, sulla scia dei due mesi precedenti, a registrarsi un trend negativo rispetto al 2019 per quasi tutti i Top10 brand.

Di seguito alcune considerazioni relative ai Top10:

  • Continuano a confermarsi in prima posizione i brand Fiat e Volkswagen, seppur con vendite in netto calo rispetto al 2019
  • Trend positivo solo per il marchio BMW (+8,8%)
  • Trend poco negativo riguarda Toyota (-2,8%),
  • Escono dalla classifica Top10 Citroen ed Opel, lasciando il posto a Ford e BMW
  • Renault continua a confermare un trend in forte sofferenza (-40%), affiancata questo mese anche dalla «sorella» Dacia e da Ford

Mercato auto 2021: i dati di Luglio 9

Guardando la Top10 cumulata dei primi 7 mesi si confermano Renault e Opel i brand più in sofferenza in classifica e Audi e Toyota i più stabili.

Mercato auto 2021: i dati di Luglio 10

A livello di singolo brand registriamo una performance negativa di tutti i brand rispetto al mese di giugno, con Renault e Dacia in sofferenza più marcata rispetto ai competitor.

Il quadro delle vendite per alimentazione che si sta delineando appare totalmente differente rispetto a quanto osservato nel 2019: due anni fa l’attenzione del consumatore era ancora rivolta alle tecnologie tradizionali mentre oggi ci si sta spostando sempre più verso forme di alimentazione alternativa; ecco quindi che si giustificano i trend che da mesi sono più che positivi per le vetture ibride ed elettriche.

Con giugno il 39,6% delle vetture immatricolate riguarda vetture ibride o elettriche con una crescita da gennaio ad oggi di quasi 11 punti percentuali.
Altresì evidente è come le vetture ad alimentazione tradizionale stiano perdendo gradualmente sempre più quote di mercato; ad oggi benzina e diesel cubano il 50% circa delle vendite (53% un mese fa), valore che era pari al 63%
circa a gennaio.

Complessivamente nei primi sette mesi del 2021 vetture ibride ed elettriche hanno riguardato il 35,6% delle vendite totali, dato in costante crescita.
Ad oggi il mercato auto nuove in Italia si conferma quindi sempre più trainato dai veicoli ad alimentazione alternativa.

Mercato auto 2021: i dati di Luglio 6

Confrontando i dati sui passaggi di proprietà di luglio 2021 con quelli dello stesso mese del 2019, notiamo come ci sia stato un calo generalizzato di tutti i brand, a dimostrazione della sofferenza del mercato dell’usato nel mese appena trascorso.Mercato auto 2021: i dati di Luglio 7

Appare praticamente immutata, invece, la quota di mercato detenuta dai principali brand, tranne che per Fiat che registra un +0,8% a discapito della quota Ford.

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478 Rent, il noleggio come nuova frontiera dell’automobile

478 Rent, il noleggio come nuova frontiera dell’automobile 1

Il mondo dell’automobile sta cambiando e con esso anche il concetto stesso di acquisto. Per anni siamo stati abituati a vedere l’auto come un bene da possedere, ma ora le cose stanno cambiando ed esistono diverse alternative al tradizionale acquisto di una nuova macchina. Tra queste, il noleggio a lungo termine, una soluzione moderna e “dinamica” che permette di mettersi in garage una nuova auto, con una formula che libera dai tradizionali “pensieri” legati all’acquisto.

Sono tante le realtà che oggigiorno offrono questa tipologia di servizio, tra queste spicca 478 Rent, un’azienda tutta italiana che offre ai propri clienti la possibilità di noleggiare vetture di svariate marche, fornendo tanti servizi come immatricolazione, manutenzione ordinaria e straordinaria, cambio pneumatici e soccorso stradale. La società, nata a Seregno per volontà di Matteo Ferraglio, oggi vanta numerose succursali sparse su tutto il territorio nazionale. Ed è lo stesso titolare ad aprirci le porte, virtuali, di 478 Rent.

La storia

“Sono un ex pilota di rally, appassionato di motori fin da bambino – spiega Matteo Ferraglio -. 478 Rent nasce dalla volontà di entrare attivamente nel mondo dell’automotive. Il nome dell’azienda richiama i cavalli della Ferrari F40, il primo modellino di auto che ho avuto in mano da piccolo e il logo la stilizzazione degli scarichi della macchina stessa. Nel 2016 decido di aprire questa società: in passato ho avuto un’azienda di impianti di depurazione dell’acqua ed ero cliente dei noleggi a lungo termine con la mia flotta già all’inizio degli anni 2000, forse sono stato uno dei primi a usufruirne. Cinque anni fa ho ritenuto che fosse arrivato il momento giusto per entrare nel business e, per fortuna, dal 2016 a oggi il mondo del noleggio auto a lungo termine è esploso. Parlando di numeri abbiamo più o meno cento venditori su tutto il territorio nazionale e 14 sedi situate principalmente nel nord Italia”.

478 Rent, il noleggio come nuova frontiera dell’automobile

  • Cosa vuol dire per lei avere una concessionaria digital e come ha inciso la digitalizzazione sulla sua attività?

“Sinceramente quando sono partito nel 2016 e per i successivi due anni, non ho investito niente sul mondo digital, non avevo neanche il sito internet nonostante sia un programmatore informatico. Ero controcorrente: non l’ho fatto nei primi anni perché avevo tanto lavoro e tanti contatti diretti che mi hanno permesso di chiudere numerosi contratti e ho preferito fare senza. In 478 Rent il servizio viene prima di tutto: io stesso faccio formazione ai venditori e spiego loro quanto sia importante gestire il cliente come consulenti e non come venditori, per soddisfare il più possibile chi ci sceglie. Solo nel 2019 ho deciso di lanciarmi sul digitale ed è stata una scelta che ha pagato, soprattutto post pandemia. Attualmente, infatti, l’85% delle nostre vendite deriva dal digitale, attraverso e-mail e telefono. Siamo in grado di offrire servizi evoluti, come la firma digitale e una registrazione telefonica: il tutto per garantire la sicurezza del cliente ed evitare possibili truffe”.

  • Quali strumenti digitali sono più importanti per la vostra azienda?

“Abbiamo strutturato un “cervellone” che è il nostro sito web, dove si trovano tutte le auto disponibili con tutte le tariffe in chiaro già indicate. Il nostro sito fa da motore e accanto a questo, portali come Automobile.it si sono rivelati importanti per intercettare nuovi clienti, per questo lo consiglio a tanti partner come agenzie, sotto agenzie e venditori. I social poi, non possono mancare, abbiamo profili su LinkedIn, Facebook, Instagram e Youtube: dal non essere digitali alla digitalizzazione totale il passo è stato breve e in questo momento, proprio attraverso gli strumenti digitali che mettiamo a disposizione, chiudiamo tra i 1.500 e i 1.700 contratti all’anno”.

  • Perché scegliere il noleggio al posto dell’acquisto di un’auto?

“Il noleggio è un canone mensile senza pensieri. All’interno del nostro canone, che a volte è più economico e a volte meno di un leasing o di un acquisto, c’è compreso tutto. E i rischi rimangono in carico a noi e non al cliente. Possiamo decidere di inserire pneumatici invernali ed estivi, l’assicurazione full Kasko senza franchigia, il soccorso stradale 24 ore su 24 e sette giorni su sette e altri servizi: decidiamo tutto in fase di contratto e il nostro obiettivo è consigliare al meglio il cliente analizzando caso per caso. Oggi più che mai, in una situazione di incertezza mondiale, avere un’idea precisa del motivo per cui si stanno spendendo dei soldi è fondamentale. Detto questo, se si guarda solo il prezzo forse il caro vecchio acquisto di un’auto può ancora essere conveniente, ma se  si considerano tutti i servizi che il noleggio include nella rata mensile, allora questa diviene definitivamente la formula più conveniente. Di fatto, a fronte di una rata mensile, non ci si deve più preoccupare di nulla di ciò che concerne la gestione della propria auto”.

  • Quali differenze ci sono tra il noleggio per privati e quello per aziende?

“Nessuna differenza, il costo è identico. Le coperture assicurative e i servizi sono i medesimi tra privato e società e non cambia neanche la cifra da pagare. Noleggiare un’auto come privato o come partita iva è la stessa cosa”.

noleggio-a-lungo-termine

  • Quali formule vengono proposte al termine del contratto di noleggio?

“Ci sono tre strade: la prima, che è quella che preferiamo in quanto ci permette di tenere un parco auto più efficiente e meno inquinante, ovvero che il cliente restituisca l’auto e ne prenda un’altra sempre a noleggio. In alternativa offriamo la possibilità di riscatto da parte dell’utente, che decide di comprare la vettura alla fine della durata del noleggio. La terza soluzione è che al termine del noleggio ce la restituisca: in questo caso il cliente non è impegnato a pagare una maxi rata come con il leasing o con i finanziamenti”.

  • Come è strutturata 478 Rent sul territorio italiano?

“Abbiamo circa cento agenti sparsi su tutto il territorio nazionale, da Livigno a Palermo. Sono i battitori liberi, come li chiamo io, e poi abbiamo il franchising, che abbiamo deciso di portare avanti andando controcorrente nell’anno di pandemia. Ad oggi abbiamo aperto 14 punti di franchising soprattutto nel nord Italia, per fa sì che il cliente trovi più capillarità sul territorio nel caso in cui voglia incontrarci di persona e per far sì che imprenditori che vogliono entrare nel noleggio abbiano la strada spianata e una guida funzionale. A chi vuole aprire un franchising dico sempre che non commetterà gli errori che ho fatto io, perché hanno una guida che li aiuta ad agire al meglio”.

  • Con l’arrivo delle auto elettriche verranno messi a punto dei servizi ad hoc come partnership per la ricarica, abbonamenti ecc?

“Sì, siamo già nel pieno dell’evoluzione “green” o transizione ecologica, verso la quale ci stanno obbligando con le auto elettriche. Fortunatamente ne stiamo noleggiando tante. Agli utenti che passano all’auto a zero emissioni offriamo l’installazione di wallbox a casa, inclusa nel canone del noleggio e la fornitura di monopattini elettrici per affrontare il così detto ultimo miglio”.

  • Come sta cambiando il modo di approcciarsi al noleggio da parte dei consumatori, anche in relazione alla pandemia?

“Come dicevo prima la certezza dei costi porta ad avvicinarsi sempre più al mondo del noleggio; in più noi da due anni a questa parte abbiamo sviluppato la divisione del medio e breve termine, sempre come noleggio, che permette al cliente di avere una vettura a disposizione quando ne ha bisogno. In pratica si tratta di contratti che vanno da un giorno a un mese, rinnovabili mese per mese. Per esempio, se il cliente lavora in smart working e deve recarsi in sede soltanto una volta al mese, può anche non avere l’auto e chiamare noi solo quando ne ha bisogno”.