Con il suo magazine “full optional” dedicato a consigli utili e curiosità a tema auto, automobile.it mantiene ferma anche la propria attenzione sull’obiettivo di tenere costantemente aggiornati gli automobilisti sulle ultime novità del mondo dell’auto.
Nella sezione “News” del magazine è possibile trovare costantemente aggiornate tutte le notizie relative alle ultime novità del settore automotive. Al suo interno vengono seguite con particolare interesse non solo le novità auto presentate in occasione dei vari saloni, ma ci si concentra anche sui modelli che le case aggiornano nel corso della produzione allo scopo di guidare il lettore verso la scelta migliore.
Scopo della sezione è non solo quello di prendere in considerazione freddi dati tecnici e numerici, ma anche di descrivere in modo assolutamente imparziale anche le sensazioni di guida ricevute nel corso dei vari test drive.
Il lettore avrà così la sensazione di trovarsi in macchina e comprendere pregi e difetti di tutte le ultime novità presenti sul mercato dell’auto.
Particolare interesse è dedicato alle “auto news” relative alla mobilità sostenibile. Il mondo dell’auto si è evoluto velocemente nel corso dell’ultimo decennio e quasi tutti i costruttori si stanno impegnando con dedizione per abbandonare gradualmente la propulsione tradizionale in favore di motori ibridi od elettrici.
Le notizie sulle auto presenti nella sezione News guardano quindi con grande attenzione anche al mondo delle quattro ruote e della mobilità sostenibile, così da orientare il lettore in un settore in grande espansione ed ancora particolarmente complesso per quel che riguarda, ad esempio, autonomia e tempi di ricarica delle batterie.
Se il tema ambientale riveste oggi uno spazio sempre più importante nel mondo automotive, chi ama le auto vede scoccare il colpo di fulmine quando ammira le linee delle vetture. Per questo motivo, nella sezione News del magazine vengono seguiti con grande interesse anche i classici appuntamenti con i saloni dell’auto ed altri importanti eventi del settore automotive.
Toyota conferma la decisione di continuare a puntare su auto ibride e a idrogeno da affiancare alle elettriche. Nel corso dell’assemblea degli azionisti, il colosso giapponese ha respinto le accuse di chi gli imputa un netto ritardo nell’allestire la gamma elettrica. MasahikoMaeda, direttore tecnico della più grande casa automobilistica al mondo, ha fatto chiarezza sulla linea aziendale. “I clienti devono poter scegliere il veicolo e non i governi di ciascuna regione” ha detto, riferendosi in particolar modo all’Europa e al divieto di vendita delle auto termiche a partire dal 2035.
Le tensioni con gli ambientalisti
Toyota resta ferma sulla propria posizione, secondo la quale sono gli automobilisti a dover dettare i ritmi del mercato e non i politici e conferma che continuerà a produrre diverse motorizzazioni senza ridurre l’offerta. Il marchio giapponese andrà avanti proponendo vetture ibride e a idrogeno che sono alla base del successo riscosso negli ultimi anni. Toyota crede molto nelle fonti di energia alternative. Oltre a Mirai, la berlina a idrogeno, il marchio ha applicato questa tecnologia negli sport motoristici e sta già lavorando su una versione a idrogeno della Corolla Cross.
La scelta ha scatenato il malumore dei gruppi ambientalisti che figurano tra gli investitori della casa giapponese. In particolare il fondo pensione danese AkademikerPension accusa Toyota di non voler abbandonare i motori termici e di far parte della lobby contro l’auto elettrica, ricevendo la secca risposta da parte del direttore tecnico Maeda che ha ribadito come “l’obiettivo del marchio sia la neutralità carbonica”. Precisazione che non ha convinto per niente il fondo danese: “Toyota ha usato il pretesto della scelta per i clienti per non rispondere alla domanda e inoltre come investitori ci aspettiamo di più nel 2022, con all’orizzonte una crisi climatica che in un futuro non troppo lontano minaccia di limitare ben più delle scelte dei clienti”.
Gamma elettrica in arrivo
Nel 2021 Toyota ha scelto di investire quasi 57 miliardi di euro nell’elettrificazione della propria gamma entro il 2030, con la metà della cifra dedicata alle elettriche pure. La casa giapponese, però, non si aspetta un grosso ritorno: stime interne parlano di 3,5 milioni di auto elettriche vendute nel 2030, circa un terzo delle immatricolazioni annue. In Europa il percorso verso l’auto elettrica è iniziato solo di recente con il lancio sul mercato della nuova bZ4X.
La sempre più forte presenza di Suv e crossover ha lentamente ma inesorabilmente fagocitato interi segmenti di mercato. Piano, piano, il numero dei monovolume si è progressivamente ridotto. Ma questi non sono stati gli unici ad accusare il colpo. Davanti allo strapotere dei Suv, anche le auto familiari hanno visto calare in maniera drastica il numero delle immatricolazioni. Di conseguenza, con il tempo molti costruttori hanno allentato la loro presenza in questo segmento, puntando tutto sui modelli a ruote alte. Tuttavia, restano ancora molte station wagon in commercio, anche se, quelle più compatte, appartenenti al segmento B, sono ormai completamente sparite.
La nostra Top 5
Proprio per questo motivo, abbiamo scelto di raccogliere in questa classifica i cinque modelli station wagon più compatti oggi disponibili sul mercato. Spariti i modelli derivati da vetture di segmento B come la Skoda Fabia Combi, per intenderci, restano vetture tendenzialmente appartenenti al segmento C del mercato. Tutte, tranne una. A dominare in questa top 5, infatti, è la Mini Clubman, che nonostante sia cresciuta parecchio nel corso degli anni, continua ancora a puntare su una lunghezza piuttosto contenuta.
Mini Clubman
La Mini Clubman è giunta ormai alla sua seconda generazione. Nel passaggio dalla prima alla seconda serie, la familiare inglese è cresciuta nelle dimensioni, ma non va comunque oltre i 4,26 metri. La capacità di carico, come per tutte le Mini, non è di certo il suo forte, con una volumetria del vano di carico che in configurazione standard si attesta sui 360 litri. Ampia la gamma motori, che include anche una variante ad alte prestazioni pensata per i clienti più sportivi con una potenza di oltre 300 CV.
Lunghezza: 4,26 metri
Bagagliaio: 360/1.250 litri
Dacia Jogger
La seconda classificata di questa classifica è in realtà un modello “borderline”. La Dacia Jogger, infatti, è una vettura a metà strada tra una monovolume, un Suv e una station wagon ed è anche l’unica auto della nostra top 5 ad essere disponibile anche in variante a sette posti. Disponibile anche a GPL, fa dell’abitabilità il suo principale punto di forza. Buona anche la capacità di carico: in configurazione sette posti offre una capacità di 160 litri, mentre abbattendo tutti i i sedili posteriori si arriva a ben 1.819 litri.
Lunghezza: 4,54 metri
Bagagliaio: 160/1.819 litri
Fiat Tipo Station Wagon
Tra le familiari compatte spicca la Fiat Tipo Station Wagon. Recentemente sottoposta ad un leggero restyling che ha cambiato soprattutto il design del frontale, la familiare torinese è l’auto ideale per chi necessita di una station wagon non eccessivamente grande, ma con un’ottima gestione degli spazi interni. Il vano di carico, infatti, ha una capacità minima di 550 litri e può contare su una forma molto regolare.
Lunghezza: 4,57 metri
Bagagliaio: 550/1.500 litri
Hyundai i30 Wagon
Il brand coreano ha fatto enormi passi avanti negli ultimi anni, soprattutto dal punto di vista della qualità. La Hyundai i30 Wagon offre infatti tanta tecnologia, ben rappresentata da un evoluto sistema di infotainment e una gamma motori ampia ed elettrificata della quale fa parte anche un’unità a gasolio. Tanto poi lo spazio a bordo sia per chi viaggia dietro, sia per i bagagli. Il vano di carico, infatti, ha una capacità in configurazione standard di 602 litri.
Lunghezza: 4,58 metri
Bagagliaio: 602/1.650 litri
Volkswagen Golf Variant
A chiudere la nostra classifica è la Volkswagen Golf Variant. Si tratta del modello più grande della nostra classifica, con una lunghezza di 4,64 metri, ma è anche quello che offre il maggiore spazio per i bagagli, con una volumetria che va da un minimo di 611 ad un massimo di 1.624 litri. Interessante poi, la possibilità di scegliere la variante Alltrack pensata per chi utilizza l’auto anche lontano dall’asfalto. È infatti più alta da terra e può contare sulla trazione integrale.
Quello dell’auto elettrica rappresenta sempre più un asset strategico per i costruttori automobilistici che, uno dopo l’altro, stanno spostando i loro burget proprio sullo sviluppo di nuovi modelli a zero emissioni. Proprio in questa prospettiva, Sony e Honda hanno recentemente deciso di unire le forze per dare l’assalto al mercato dei veicoli elettrici “ad alto valore aggiunto”. I due colossi giapponesi, dopo la dichiarazione d’intesa annunciata nei mesi scorsi, hanno dato vita alla Sony Honda Mobility.
La nuova joint venture punta a sfruttare tutti quelli che sono i punti di forza principali dei due brand giapponesi. Honda metterà a disposizione le sue tecnologie all’avanguardia sul fronte della sicurezza e il proprio knowhow in ambito automotive: dallo sviluppo di piattaforme dedicate e di powertrain elettrici, oltre alla gestione del servizio post-vendita. Sony, invece, metterà a disposizione la propria esperienza nello sviluppo dei sensori, dell’infotainment e dell’intrattenimento. L’obiettivo comune è realizzare una nuova generazione di veicoli a misura di automobilista, con una tecnologia scalabile e modulabile, in grado di adattarsi alle necessità (in costante cambiamento) di chi guida.
La composizione della nuova società
Sony Honda Mobility inizierà l’attività entro quest’anno e punterà a vendere auto elettriche e a fornire servizi di mobilità a partire dal 2025 in Europa, Giappone e Stati Uniti. La nuova società ha sede a Tokyo e può contare su un capitale di 10 miliardi di yen (circa 70 milioni di euro).
Questa la composizione del consiglio d’amministrazione:
Yasuhide Mizuno, representative director, chairman and Ceo
Izumi Kawanishi, representative director, president and Coo
Shugo Yamaguchi, director and deputy president
Kojiro Okabe, director and executive vice president
Manabu Ozawa, director (Honda Motor Co., Ltd.)
Naoya Horii, director (Sony Group corporation)
Le parole dei dirigenti
Il Ceo e chairman Yasuhide Mizuno: “Questa partnership rappresenta la linea di partenza verso la grande sfida di rivoluzionare la mobilità e creare nuovo valore. Metteremo a frutto le conoscenze tecnologiche delle due aziende per realizzare servizi e prodotti coinvolgenti per i clienti”.
Gli fa eco il president e Coo Izumi Kawanishi: “Sony e Honda uniranno gli sforzi per evolvere il concetto di mobilità. Vogliamo guidare la rivoluzione nel settore automotive puntando su sicurezza ed emozioni”.
Il segmento dei Suv è sempre in più forte espansione. Ormai tutti i costruttori ne propongono almeno uno in gamma e, a ben vedere, ormai è possibile trovare modelli a ruote alte praticamente in tutti i segmenti di mercato. Compreso quello delle supercar. Il primo costruttore da sempre legato alla produzione di modelli sportivi a lanciarsi nella produzione di un Suv è stato Porsche con la Cayenne. Oggi il brand tedesco può contare sulla presenza a listino di ben due Suv, Cayenne e Macan, che diventano tre se a questi si somma anche la variante Coupé del Cayenne.
La nostra top 5
Nel corso degli anni molti altri brand di lusso si sono lanciati nella produzione di Suv ad alte prestazioni, tra i quali spiccano anche Lamborghini e Aston Martin. Ora, però, l’attesa è tutta rivolta a Maranello. A settembre, infatti, dovrebbero finalmente cadere i veli dal primo Suv marchiato Ferrari, che potrebbe riscrivere le regole della categoria. Nel mentre però, noi abbiamo deciso di selezionare i cinque suv attualmente sul mercato più veloci in assoluto in termini di accelerazione da 0 a 100 km/h. Ecco quindi la nostra classifica.
Tesla Model X Plaid
Forse ormai questo non fa più notizia, ma il Suv più veloce sullo 0-100 km/h, ad oggi, è un modello completamente elettrico. Si tratta della nuovissima Tesla Model X Plaid. La variante più estrema del Suv di Elon Musk è spinta da ben tre motori molto particolari, con rivestimento in fibra di carbonio, in grado di sviluppare insieme una potenza massima di ben 1.020 CV, sufficienti a spingere la Model X da 0 a 100 km/h in appena 2,6 secondi. Un record assoluto.
Potenza: 1.020 CV
0-100 km/h: 2,6 secondi
Aston Martin DBX707
In seconda posizione troviamo la Aston Martin DBX 707, ovvero la variante più sportiva e potente del Suv inglese. Questo è spinto da un propulsore V8 sovralimentato di 4 litri di cilindrata capace di sviluppare una potenza di 707 CV per ben 900 Nm di coppia. Numeri sufficienti per lanciare il modello da 0 a 100 km/h in soli 3,3 secondi. Notizia bonus: la Aston Martin DBX 707 è anche il Suv dotato di un tradizionale motore endotermico più potente al mondo.
Potenza: 707 CV
0-100 km/h: 3,3 secondi
Porsche Cayenne Turbo GT
A parimerito con la Aston Martin troviamo la Porsche Cayenne Turbo GT. Realizzato sulla base del Cayenne Turbo Coupé, rappresenta la variante più “track oriented” del Suv tedesco. È alimentata da un V8 sovralimentato capace di sviluppare 640 CV. L’ottima taratura dell’assetto poi, lo rende particolarmente agile anche in mezzo alle curve. Elemento questo non comune nemmeno tra i Suv più sportivi, che scontano sempre qualcosa in termini di handling per via della loro stazza.
Potenza: 640 CV
0-100 km/h: 3,3 secondi
Lamborghini Urus
La Lamborghini Urus è forse il Suv più appariscente oggi sul mercato. Spinto da un V8 biturbo da 650 CV, passa da 0 a 100 km/h in appena 3,6 secondi e, con l’optional degli scarichi firmati Akrapovic regala una sonorità unica nel suo genere. Occhio però al peso e all’altezza da terra quando correte in pista, mentre sorprende per l’agilità con la quale si muove lontano dall’asfalto.
Potenza: 650 CV
0-100 km/h: 3,6 secondi
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Ford Mustang Mach-E GT
Chiude la nostra top 5 un altro modello completamente elettrico. Si tratta in questo caso della Ford Mustang Mach-e in allestimento GT. È quello più sportivo e potente della gamma e può contare sulla presenza di due motori elettrici per una potenza di sistema di 465 CV, sufficienti a lanciare il Suv americano a 100 km/h con partenza da fermo in appena 3,7 secondi.
Suv e crossover sono la moda del momento. Non esiste costruttore che oggi non ne abbia almeno uno a listino. Dal resto, ormai anche brand solitamente associati alle supercar come Porsche, Aston Martin e Lamborghini hanno almeno un modello a “ruote alte” in gamma. Insomma, ce n’è davvero per tutti i gusti e le necessità. Ma tralasciando quelli superlussuosi o supersportivi, i Suv e crossover più richiesti sono quelli compatti: vetture alte da terra e con un look da vero fuoristrada, che però grazie alle loro dimensioni contenute riescono tranquillamente a muoversi anche per le vie della città.
La nostra top 5
Abbiamo quindi stilato una lista dei cinque modelli più compatti attualmente disponibili sul mercato, usando come criterio di riferimento quello della lunghezza. Al primo posto, spicca la presenza di un modello che, in realtà, rappresenta quasi un unicum sul mercato. Si tratta della Suzuki Jimny che, a volerla dire tutta, non è proprio un Suv, quanto un fuoristrada duro e puro. Tuttavia, considerando che il segmento dei fuoristrada ormai non esiste quasi più, e tenute in considerazioni le dimensioni davvero contenute del modello, abbiamo deciso si inserirlo nella nostra classifica dove, con una lunghezza di appena 3,64 metri, ricopre la prima posizione. Dietro di lei si piazza la Volkswagen T-Cross, lunga 4,10 metri, mentre la piazza d’onore va alla Kia Stonic con una lunghezza di 4,14 metri.
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Suzuki Jimny
Fuoristrada vero non soltanto nello stile, la Suzuki Jimny è la regina delle vetture compatte a “ruote alte”. Lunga appena 3,64 metri, può fare affidamento su un sistema di trazione integrale “vecchia scuola” con tanto di marce ridotte. Il motore, invece, è un 1.5 a benzina aspirato da 102 CV. In questo momento, però, l’unica variante disponibile della Jimny è quella omologata autocarro e quindi con due soli posti. Ma tenete le orecchie alzate, perché presto potrebbero arrivare alcune interessanti novità: una variante a passo lungo e una ibrida.
Lunghezza: 3,64 metri
Larghezza: 1,64 metri
Altezza: 1,72 metri
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Volkswagen T-Cross
Il Suv più piccolo del costruttore tedesco è la Volkswagen T-Cross. Lungo 4,10 metri è anche uno dei modelli a “ruote alte” più compatti sul mercato. Nonostante questo, però, offre una buona abitabilità interna e un vano di carico che in configurazione standard assicura una capacità di 455 litri. Ampia la gamma motori che include anche un’interessante variante a gasolio.
Lunghezza: 4,10 metri
Larghezza: 1,76 metri
Altezza: 1,58 metri
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Kia Stonic
Fresca di restyling, la Kia Stonic rappresenta una valida alternativa per tutti coloro che sono alla ricerca di un Suv compatto attento allo stile. E’ lunga 4,14 metri e i tanti abbinamenti cromatici sia dentro sia fuori, permettono di personalizzare il modello a piacimento. Interessante la presenza del cambio iMT, ovvero un manuale con frizione a controllo elettronico che rende la guida più fluida e aiuta a contenere i consumi.
Lunghezza: 4,14 metri
Larghezza: 1,76 metri
Altezza: 1,52 metri
Seat Arona
Anche lei aggiornata recentemente dal punto di vista stilistico, la Seat Arona sfoggia un look moderno ma fedele al linguaggio stilistico del costruttore spagnolo e anzi, le sue forme bombate la fanno sembrare più grande di quanto in realtà non sia. E’ lunga 4,15 metri e tra le varie motorizzazioni disponibili è presente anche una variante a metano con una potenza massima di 90 CV, ideale per chi macina chilometri e intende risparmiare sui costi di rifornimento.
Lunghezza: 4,15 metri
Larghezza: 1,78 metri
Altezza: 1,55 metri
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Citroen C3 Aircross
La nuova generazione della Citroen C3 Aircross punta su un look tutto nuovo, ma conservando tutte quelle caratteristiche che ne hanno decretato il successo della serie precedente e la lunghezza di 4,16 metri. Dentro, infatti, continua ad offrire un’abitabilità che non sfigurerebbe nemmeno su una monovolume, mentre il sistema Grip Control contribuisce ad ottimizzare la trazione (che resta comunque solo anteriore) anche su fondi a scarsa aderenza.
Anche il mese di luglio chiude con il segno negativo per quanto riguarda le immatricolazioni di automobili nuove. Sono state 109.580 le vetture vendute in Italia, lo 0,8% in meno rispetto allo stesso mese del 2021, quando il totale arrivò a 110.514 unità. I primi sette mesi del 2022 hanno fatto registrare una flessione del 20,3% sull’analogo periodo dell’anno scorso, ossia 793.856 immatricolazioni contro le 995.605 del 2021. Il dato scende al -35,8% rispetto a gennaio-luglio 2019, prima della pandemia.
Gli incentivi auto, peraltro già terminati per la fascia 61-135 g/Km di CO2, si sono rivelati insufficienti a risollevare il mercato. Sui numeri negativi pesano anche la guerra in Ucraina, la crisi energetica e i lunghi tempi di consegna delle vetture.
Incentivi insufficienti
Michele Crisci, presidente di Unrae, chiede un’altra volta al Governo di modificare il decreto Aiuti 2. “Nel primo semestre 2022 il 51% delle vetture con emissioni fino a 60 g/Km, è stato acquistato da noleggiatori, enti e società; canali che coprono il 32% del mercato totale delle auto: una prova evidente che l’inclusione delle persone giuridiche fra i beneficiari degli incentivi è indispensabile per rilanciare in maniera ampia ed efficace la transizione energetica in atto. In subordine è almeno necessario estendere gli incentivi ai privati che utilizzano il noleggio a lungo termine, una categoria di consumatori esclusa senza motivo. In tema di transizione è nostro dovere insistere ancora per accelerare l’infrastrutturazione del Paese”.
In crescita ibride e benzina
I veicoli a benzina si sono assestati al 29,9% contro il 27,3% del 2021. Aumentano anche le auto ibride che sono passate al 33,1% dal 29,3% dell’anno scorso. Ancora in calo le elettriche, precipitate dal 4,6% al 3,3%; mentre per le plug in passo indietro al 4,6% dal 5,7% dell’anno precedente.
Ancora trend negativo per le automobili diesel, calate al 20,7% dal 22,8% del 2021. In diminuzione anche Gpl, scese al 7,9% dall’8,4; mentre sono praticamente sparite le vetture a metano, sprofondate dal 2% allo 0,6%. A luglio sono state immatricolate sei automobili alimentate a idrogeno: una Toyota Mirai e cinque Hyundai Nexo.
In un mercato sempre più segnato da un forte trend di crescita in termini di dimensioni, trovare auto di dimensioni compatte diventa sempre più complicato. Alcuni costruttori, molti a dire il vero, stanno progressivamente abbandonando il Segmento A, quello delle citycar per intenderci. Ma nonostante questo, ad oggi qualche alternativa interessante per chi nonostante tutto è ancora alla ricerca di una vettura dalle dimensioni contenute e “a misura di città” esiste ancora.
Abbiamo quindi stilato una lista dei cinque modelli più compatti attualmente disponibili sul mercato, usando come criterio di riferimento quello della lunghezza. Al primo posto, come prevedibile, si è posizionata la Smart fortwo, che nonostante con l’ultima generazione sia cresciuta parecchio negli ingombri, continua ad essere la più compatta del mercato. Dietro di lei si posiziona Volkswagen Up!, che a fronte di una lunghezza di 3,60 metri, assicura comunque un’ottima abitabilità interna. Chiude il podio la Fiat 500, che con il suo stile glamour e ricercato ha fatto breccia nel cuore di moltissimi automobilisti
Smart fortwo
Con una lunghezza di appena 2,74metri la Smart fortwo è la vera e propria regina delle piccole da città. Offre due soli posti, ma a bordo si viaggia comodi, avvolti da un ambiente curato tanto nella scelta dei materiali, quanto negli assemblaggi. Con l’ultima generazione, il brand tedesco è passato all’elettrico, ora unica alimentazione disponibile per la Smart. Si tratta di un powertrain costituito da una batteria da 17,1 kWh che alimenta un motore elettrico montato sull’asse posteriore da 82 CV.
Lunghezza: 2,74 metri
Larghezza: 1,66 metri
Altezza: 1,55 metri
Volkswagen Up!
Tra le piccole cittadine un posto d’onore lo merita la Volkswagen Up! Che nonostante i suoi 3,60 metri di lunghezza netti, assicura un’ottima abitabilità per quattro persone. Buona anche la qualità percepita a bordo: tutte le plastiche sono di buona qualità e non mancano tasche e portaoggetti di varie dimensioni. Interessante la gamma motori, che oltre al benzina ospita anche un’inedita versione completamente elettrica.
Lunghezza: 3,60 metri
Larghezza: 1,64 metri
Altezza: 1,50 metri
Fiat 500
La versione alimentata da propulsori endotermici della Fiat 500 si posiziona al secondo posto della nostra classifica, con una lunghezza di 3,66metri. Compatta e pratica anche nelle stradine più anguste, punta su un look curato e alla moda. Ampia la gamma motori, che ora include anche un’interessante variante alimentata da un sistema mild hybrid che aiuta a contenere consumi ed emissioni. Nonostante le dimensioni contenute, a bordo c’è spazio per quattro persone, ma occhio al bagagliaio poco sfruttabile.
Lunghezza: 3,66 metri
Larghezza: 1,62 metri
Altezza: 1,51 metri
Hyundai i10
La Hyundai i10 (cliccate qui per leggere la nostra prova su strada) è davvero una delle pochissime vetture oggi sul mercato a rispettare il concetto originale di citycar e basta una veloce occhiata per capirlo: è corta, ma ha cinque porte, proporzioni compatte, ma una buona abitabilità interna. Infatti, nonostante i suoi 3,67 metri di lunghezza, dentro si viaggia comodi anche in quattro, con centimetri in abbondanza anche per la testa. Piccolo ma ben sfruttabile il bagagliaio. E per i più sportivi c’è anche la versione N Line da 100 CV.
Lunghezza: 3,67 metri
Larghezza: 1,68 metri
Altezza: 1,48 metri
Suzuki Ignis
Chiude la nostra classifica la piccola Suzuki Ignis (cliccate qui per leggere la nostra prova su strada), che merita una menzione speciale poiché tra le piccole da città è l’unica ad offrire un sistema di trazione integrale vero. Grazie a questo la piccola giapponese è in grado di arrivare praticamente dappertutto, permettendo inoltre di muoversi con serenità anche sui fondi più accidentati. Lunga 3,70metri, assicura comunque una buona abitabilità interna e, soprattutto, una dotazione davvero completa.
La Germania si schiera apertamente contro la decisione del Parlamento Europeo di vietare la vendita di auto nuove con motore benzina e diesel in Europa a partire dal 2035. Il ministro delle finanze, Christian Lindner, dice che il governo non rispetterà la scelta comunitaria che impone lo stop ai veicoli a combustione. “La decisione dell’UE sui limiti di flotta per le automobili non è purtroppo aperta alla tecnologia. Invece i carburanti sintetici sono un’alternativa neutrale dal punto di vista climatico per il motore a combustione interna, che continuerà a essere utilizzato a livello globale per molto tempo. Dobbiamo preservarlo per i nostri posti di lavoro” le parole di Lindner sul proprio account Twitter.
Il ministro tedesco è convinto che il divieto ai veicoli endotermici provocherebbe lo stop del processo di innovazione e sviluppo, dato che dopo il 2035 vaste zone del mondo non avranno ancora le infrastrutture per le auto elettriche. La messa al bando dei motori tradizionali nel vecchio continente costringerà le case automobilistiche ad abbandonare queste auto, che però continuerebbero ad avere mercato altrove, arrecando danno all’industria automobilistica tedesca. Lindner si è dichiarato anche contrario agli incentivi per l’acquisto di automobili ibride ed elettriche, ritenendo più giusto la ripartizione del denaro in qualcosa di più utile ai cittadini, come una riforma fiscale.
Favorevole all’elettrico, ma niente divieti assoluti
La Bdi, associazione degli industriali tedeschi, è stata il teatro dell’intervento di Lindner, che ha specificato che ci saranno ancora nicchie di mercato in cui i motori endotermici saranno ammessi. Il ministro non ha risparmiato critiche al Parlamento Europeo, definendo la decisione sbagliata e sottolineando che il governo tedesco si trova in disaccordo con la legislazione comunitaria. Allo stesso tempo Lindner, che appartiene al Partito Liberale Democratico tedesco, adesso alla maggioranza insieme a Spd e ai verdi, ha affermato che il disaccordo con la decisione comunitaria non vuol dire che la Germania non continuerà a recitare un ruolo chiave nella transizione ecologica e nella diffusione delle auto elettriche. Tuttavia all’interno del governo tedesco ci sono delle divisioni, con la ministra dell’Ambiente che si dice assolutamente favorevole alla decisione comunitaria sul blocco alle auto a combustione.
La decisione finale arriverà in autunno
L’iter per l’approvazione finale della norma dell’Europarlamento è ancora lungo: adesso è la volta del confronto tra le commissioni competenti del Parlamento europeo e successivamente tra Consiglio Europeo, Commissione e Parlamento. La decisione definitiva verrà presa il prossimo autunno.
Toyota allarga la propria offerta di modelli a ruote alte e con il nuovo Highlander si lancia anche in Italia nel segmento dei big-size. Da noi si tratta indubbiamente di una nicchia, ma negli States, dove “XXL” è di casa, Highlander è un best seller da oltre vent’anni. Il gigante giapponese punta su dimensioni molto generose, che assicurano tanto spazio a bordo per sette passeggeri, e capacità offroad degne di nota. Mentre per adattarsi al mercato europeo viene proposto in abbinamento ad un propulsore full hybrid.
Per celebrare il successo riscosso da Highlander in Europa (in Italia il crossover giapponese rappresenta il 15% del mercato degli e-Suv), Toyota lancia un nuovo restyling con il MY 2023: l’aspetto resta lo stesso, ma vengono aggiunti diversi equipaggiamenti. Il cambiamento più evidente è l’aggiunta della tinta metallizzata Cypress Green, abbinabile ai nuovi cerchi in lega nero lucido da 20”. Nell’abitacolo, invece, debuttano due schermi da 12,3″: il display dietro al volante serve per la strumentazione digitale personalizzabile, mentre il touchscreen al centro della plancia supporta il nuovo sistema multimediale Toyota Smart Connect, con navigazione cloud, informazioni in tempo reale e un assistente vocale (compreso piano dati quadriennale all-inclusive).
Toyota Highlander: prezzi, dimensioni e caratteristiche 9
Toyota Highlander: prezzi, dimensioni e caratteristiche 10
Toyota Highlander: prezzi, dimensioni e caratteristiche 11
Toyota Highlander: prezzi, dimensioni e caratteristiche 12
Inoltre, attraverso un’apposita app, è ora possibile controllare da remoto la vettura: per esempio, si possono sbloccare le portiere o azionare le luci di emergenza per localizzare l’auto in un parcheggio affollato. Infine, le versioni più accessoriate dispongono di telecamera a 360°, impianto audio JBL e tanti ADAS ed equipaggiamenti aggiuntivi. I prezzi dovrebbero partire da 57.500 € mentre le prime unità dovrebbero essere consegnate all’inizio del 2023.
Toyota Highlander: dimensioni
Big size non è un modo di dire, e le misure degli ingombri lo dimostrano. Toyota Highlander sfiora infatti i 5 metri di lunghezza e arriva oltre gli 1,9 metri per quanto riguarda la larghezza. Il passo supera i 2,8 metri, mentre l’altezza è di 1,75 metri. Qui le dimensioni nello specifico:
Dimensioni
Lunghezza
4.950 mm
Larghezza
1.930 mm
Altezza
1.750 mm
Passo
2.850 mm
Toyota Highlander: esterni
La dinamicità e la piacevolezza delle forme è una sfida per un SUV della taglia di Highlander. Per questo il design giapponese punta su muscoli bombati e linee tese, mentre la calandra si allarga verso la parte inferiore. In generale, comunque, lo stile riporta alla mente i più recenti prodotti del costruttore nipponico, puntando su un mix di linee aggressive e tese che, soprattutto su un modello come l’Highlander, tende a mascherare (almeno in parte) le reali dimensioni della vettura.
Toyota Highlander: prezzi, dimensioni e caratteristiche 3
Toyota Highlander: prezzi, dimensioni e caratteristiche 2
Toyota Highlander: prezzi, dimensioni e caratteristiche 1
Toyota Highlander: prezzi, dimensioni e caratteristiche
Di livello i comfort, assicurato dal parabrezza e i vetri anteriori acustici, mentre il tetto monta superfici fonoassorbenti, così come cruscotto e pianale. Anche i passaruota sono insonorizzati. Queste accortezze , unite alla grande silenziosità tipica dei motori ibridi, permette all’Highlander di assicurare un ambiente silenzioso e rilassante. Sul posteriore la firma ottica si ispira allo stile Lexus, mentre i cerchi in lega fino a 20’’ sono stati studiati per essere quanto più possibile efficienti dal punto di vista aerodinamico.
Toyota Highlander: interni
Aprendo le portiere si ha accesso allo spaziosissimo abitacolo nero o in grafite, con tanti vani portaoggetti e completo di prese USB nelle prime due file di sedili. L’impostazione della plancia rimane nel solco di quanto fatto su altri modelli Toyota: display dell’infotainment rialzato e strumentazione digitale e analogica rappresentano una sorta di continuità con l’attuale produzione Toyota. I rivestimenti soft-touch e le impunture a vista contribuiscono poi ad aumentare il livello di qualità percepita a bordo.
Toyota Highlander: prezzi, dimensioni e caratteristiche 8
Toyota Highlander: prezzi, dimensioni e caratteristiche 7
Toyota Highlander: prezzi, dimensioni e caratteristiche 6
Toyota Highlander: prezzi, dimensioni e caratteristiche 5
Toyota Highlander: prezzi, dimensioni e caratteristiche 4
Molto evoluto anche il sistema Adas, di serie su tutti gli allestimenti grazie al pacchetto Toyota Safety Sense. Di questo fanno parte, tra i tanti sistemi, anche il cruise control adattivo, il Lane Tracing Assist, il Lane Departure Alert e l’Automatic High Beam.
Toyota Highlander: motori
Il powertrain della Highlander è lo stesso di RAV4 AWD, ma con quasi 25 CV in più. Il motore termico benzina 2,5 litri accompagna la coppia di unità elettriche, con batteria NiMh (nichel-metallo idruro), dando vita a quello che in Toyota è stato soprannominato Hybrid Sinergy Drive. Si tratta di un powertrain elettrico capace di sviluppare 248 CV, sufficienti a spingere la Highlander da 0 a 100 km/h in 8,3 secondi. La trazione integrale, invece, è di tipo on-demand, con l’asse posteriore mosso da uno dei due motori elettrici.
Toyota Highlander: allestimenti
Gli allestimenti disponibili sono tre:
Trend: rappresenta l’allestimento di accesso alla gamma.
Lounge: riconoscibile per i cerchi da 19 pollici e l’infotainment più evoluto.
Executive: si differenzia per i fari Matrix LED.
Trend: con 52.200 euro l’allestimento base presenta cerchi in lega da 18″, luci anteriori LED, monitor touch da 8″, vano per la ricarica wireless dello smartphone, sedili anteriori riscaldati e pacchetto di assistenti alla guida Toyota Safety Sense.
Lounge: con 58.200 euro si aggiungono i cerchi in lega da 20″, sedili in pelle e regolabili elettricamente, paddle al volante, portellone posteriore ad apertura elettrica, navigatore satellitare e impianto audio JBL, vernice metallizzata di serie.
Executive: con 64.200 euro si aggiungono i sedili in pelle traforata, con quelli anteriori ventilati e posteriori riscaldabili, head up display, telecamere esterne a 360°, monitor centrale da 12,3″ e tetto panoramico, vernice metallizzata di serie.
Toyota Highlander: consumi
Riguardo l’unica motorizzazione Highlander 2.5H, i dati dei consumi fanno il possibile per rimanere contenuti, nei limiti permessi dalle grandi dimensioni del modello. Il costruttore giapponese dichiara una media di 15,2 km con un litro di benzina e 149 g di CO2 ogni chilometro.
Toyota Highlander: perché comprarla
Dimensioni: tanto lo spazio a bordo per passeggeri e bagagli, in puro stile USA.
Motori: il motore full-hybrid è fluido e silenzioso e assicura percorrenze medie buone pur considerando la stazza della vettura.
Immagine: il look da gigante non fa passare inosservata Toyota Highlander, anche grazie alle ruote alte e al frontale muscoloso. Toyota Highlander: prezzo
Di seguito il listino prezzi della Toyota Highlander aggiornato a luglio 2022:
Ad ormai qualche mese dal varo dei nuovi incentivi messi in campo dal governo per rilanciare e sostenere la vendita di vetture a basso impatto ambientale, pare piuttosto chiaro che l’obiettivo non sia stato centrato.
Il problema non sono tanto i fondi in termini di quantità di denaro stanziato, quanto i limiti imposti per l’erogazione di questi.
Incentivi auto: la situazione attuale
Ma andiamo per gradi ed analizziamo la situazione servendoci dei dati disponibili sul sito del Mise. I fondi per la prima fascia di emissioni, quella sugli autocarri e sulle auto con emissioni comprese tra i 61 e i 135 g/km di CO2, é andata esaurita quasi subito. Al contrario, quella per le auto con emissioni comprese tra 21-60 g/km di CO2 (quella pensata per le plug-in per intenderci) e ancor più quella dedicata alla fascia 0-20 g/km di CO2, studiata in primo luogo per le elettriche, restano ancora quasi intatte in termini di budget. Nello specifico, per la fascia 21-60 g/km di CO2 restano ancora 198.053.250 euro, mentre per quella 0-20 g/km di CO2 ne restano 177.091.000 euro.
Fascia 61 e i 135 g/km CO2: terminata
Fascia 21-60 g/km CO2: 198.053.250 € residui (stanziati 213.750.000 €)
Fascia 0-20 g/km CO2: 177.091.000 € residui (stanziati 209.000.000 €)
Incentivi auto: soglia di spesa troppo bassa
Il motivo del mancato successo degli incentivi auto 2022 é da ricercare nel posizionamento di questi. Per quanto concerne l’auto elettrica, questi sono erogabili unicamente a fronte dell’acquisto di un veicolo nuovo con un prezzo non superiore ai 35.000 euro + IVA. Una cifra decisamente troppo bassa, che esclude dal bonus una fetta enorme dei veicoli oggi disponibili. Basti pensare che in questa digli a di prezzo rientrano appena il 30% dei veicoli elettrici oggi in commercio.
Incentivi auto: non per tutti
Ma non é tutto. Un altro elemento che ha condizionato notevolmente il successo di questa nuova tornata di incentivi é rappresentato dalla non disponibilità di questi per le flotte e le persone giuridiche. Un elemento questo che ha inciso moltissimo in un paese come il nostro in cui, il peso delle flotte e dei noleggi é pari ad un terzo dell’intero volume di mercato. Nel primo semestre del 2022 le auto aziendali hanno avuto una quota di mercato pari al 6%, il noleggio a lungo termine del 21,2% e quello a breve termine del 4,5%.